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Potrebbe tornare o lascio perdere???

Ciao a tutti/e!! Mi serve un disperato aiuto. Ho frequentato un mio amico per un paio di settimane, poi ci siamo messi insieme per 3 settimane, ed infine ci siamo lasciati ma ci siamo frequentati lo stesso per 4 mesi. Il motivo è che lui ha detto che c’eravamo lasciati perché non voleva avere una relazione, ma in realtà ci siamo lasciati perché ho un pessimo carattere, e lui non poteva sopportare oltre. In questo momento siamo in una fase di “stallo”, ovvero a me manca da impazzire, mentre lui non vuole una relazione e quindi non vuole uscire con me per non farmi soffrire ulteriormente. Io sto cercando in tutti i modi di cambiare il mio carattere, non per lui, ma per me stessa. Io vorrei tornare con lui, ma è difficile accettare che lui non ritorni. Inoltre ho scoperto che ogni tanto scrive alla sua ex, ma questa è fidanzata (e innamorata) da tempo con un altro ragazzo e non ne può più dei suoi messaggi. Alcuni amici mi hanno detto di far passare un po’ di tempo, e se lui vede che sono cambiata, potrebbe ripensarci e ritornare, solo che lo vedo ogni giorno perché lavoriamo nella stessa azienda. Inoltre lui mi ha detto che quando prende una decisione è quella e difficilmente la cambia, ma ha detto anche che in un futuro lontano potremmo anche riprovarci (ci siamo conosciuti a 10 anni ma ci siamo rivisti dopo 13 anni). Io non so cosa fare. Voi cosa dite??

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2 commenti

  1. 1
    Yog -

    L’inizio è una progressione aritmetica: 2, 3, 4. Alla fine spunta un ambo: 10 e 13. Potrebbe essere che tra 5 anni lui si decida (secondo la progressione citata). Oppure giochi l’ambo e vedi che effetto che fa. Per il resto, mi pare che il tipo abbia avuto un atteggiamento corretto e sincero, con l’eccezione che non è che non esce per non fare soffrire TE, ma piuttosto non vuol soffrire LUI dato che devi avergli rotto le scatole…

  2. 2
    Rossella -

    L’uomo che non crede nell’evoluzione della specie tende ad essere più geloso della sua fidanzata/moglie perché è consapevole di quello che mi stai dicendo. Le donne, e non mi riferisco alle giovanissime, non riescono ad entrare nell’ordine d’idee che esiste nell’uomo l’istinto sessuale. Ti parlo di donne di una sessantina d’anni, quando parlo con mia madre ho questa sensazione. I suoi giudizi sono molto imparziali, considera talune restrizioni come una prerogativa dell’uomo d’altri tempi… un uomo possessivo e geloso. Si tratta di una mentalità retrograda, su questo non ci piove, ma il principio dell’uomo cacciatore non è sbagliato. L’uomo spogliato di determinati valori si accorge di te quando ti vede una bella fede al dito o quando sa che sei la ragazza più corteggiata o desiderata della piazza. I padri non le facevano uscire perché per un motivo o per l’altro erano a conoscenza di quello che continuano ad ignorare. I genitori di oggi non hanno gli strumenti per riconoscere l’uomo sinceramente interessato alla figlia… sono felici quando la figlia è felice, che discorsi! Nel momento stesso in cui ti apri all’amore ti leghi alla persona, se ci condividi la tua prima volta ti legherai nel vero senso della parola. Ma non è importante unirsi? Da dove nasce il piacere di legarsi a qualcuno che ti sfugge? Non lo so… penso dall’imbarazzo, dalla sensazione che avendo detto ti amo a qualcuno non sarai credibile agli occhi di un altro. Immagino. Nella vita occorre più leggerezza, capita di non essere corrisposti ma non è la fine del mondo. Confidare in un’idea astratta non significa non avere ideali. Che sarà mai? “Sembrava fosse amore e invece era un calesse!”

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