Poche idee, ma confuse
di
Adam
Riferimento alla lettera:
Poche idee, ma confuse. O forse non poche e confuse ma quanto meno in movimento e non in eccesso, così da lasciare nello zaino che mi accompagna nel cammino tanto spazio vuoto: Da riempire con canzoni, libri e idee che mi colpiranno, se in contrasto tra loro ancor meglio. Oggi...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 25 Ottobre 2017
L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Adam.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Me Stesso

Vabbè, al di là delle polemiche, credo che quello di cercare la nostra Shangri-La sia un pensiero che abbiamo avuto tutti.
C’è un dato di questa nostra società che accentua questo aspetto ed é quello che riguarda la genesi del desiderio. La nostra cultura è passata nel giro di un paio di generazioni dal vivere per il Paradiso Celeste a vivere per il paradiso terrestre. Questo spostamento dei valori è la prima causa della nevrosi da “collocazione dell’IO”, dovuto alla fabbrica dei desideri imposta dalla cultura del consumo. Stranamente i più “sofferenti” sono i soggetti più acculturati, ma non abbastanza da essere immuni dalle suggestioni di quell’aspetto sottoculturale di cui si accenna. È chiaro che le aspirazioni di questi soggetti sono più “sofisticate” di quelli della massa bovina, ma non per questo meno illusorie.
Sono certo che nessuno di coloro che auspicano il “buen retiro” trovandolo si sentirebbe appagato, perchè il problema di queste persone non è fuori, ma dentro di loro.
Ecco, la Maria è tornata…non ce la fai proprio a stare lontana, vero?
Non si può proprio lasciare una lettera pulita, senza intromissioni sgradevoli e polemiche?
Ciao Suzanne
Anche il mio microcosmo è fortunato e quasi esente da certe dinamiche
Ma non esistono isole e l’intero mondo non è mai stato così interconnesso.
Percio’ trovo sinceramente preoccupante l’utilizzo in politica di meccanismi che fanno leva sui sensori primari e per questo piu’ immediati e quindi remunerativi
Fare leva su Paura, Rabbia è ahimè bel breve vincente, arriva mille volte più’ velocemente;inoltre se controintuitiva la realtà dei fatti ha bisogno di tempo e pensiero, un gap che la farà sempre perdere rispetto ad una fake news così orchestrata.
Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe
Parlando del video,pur avendo il difetto di essere di parte, mostrava molto bene un atteggiamento che sto vedendo sempre piu’ a 360 gradi , destra o sinistra Europa o mondo.
Trump trionfo’ ieri ma oggi il dibattito per scegliere il candidato democratico si sta riempiendo di slogan e mezzucci che sfruttano le nuove conoscenze sul processi cognitivi e le sue bias
Ascoltavo un intervista molto interessante a Marco Cappato,che parlando di questo limite, evidenzia quanto sarebbe importante, in un mondo in cui la politica diventa schiava del risultati a breve periodo,la presenza e lo sfruttamento di altri canali, quali l’attivismo e la partecipazione diretta. Se ritrovo il link te lo giro.
Mi hai incuriosito sul libro, spero di avere il tempo di cercarlo e leggerlo anche se non sento lo stesso bisogno di cambiamento. Il tempo ed i ritmi solo la parte per me difficile da riconciliare,
PS
Se puoi, “Don’t feed the troll”, esistono per ricevere un attenzione che non meritano
Adam, non è un libro sul cambiamento, ma sul restare e creare un proprio piccolo, speciale mondo. Il mio discorso era proprio sul rivedere il senso del “cambiare vita” ( o fuggire?), e ricominciare ad abitare il qui ed ora. Quello che sto cercando di fare io, seppur con le mie mille difficoltà.
La genitorialità è un viaggio sottovalutato
https://www.youtube.com/watch?v=fPGPd0Bql-I
Per Adam
Per mia fortuna, non ho mai invidiato niente e nessuno. Penso che ognuno ha la sua vita, e che non ci sono esistenze tutte rose e fiori. Dipende dai momenti…
Da qualche tempo, invece, provo abbastanza spesso un sentimento che è un insieme di invidia (in senso buono) e di rimpianto (in senso amaro) per l’infanzia di un cucciolo molto meglio accolto di mio figlio.
Piccola puntura, che si è rinnovata nel guardare il video che hai segnalato e nel constatare che ci sono parecchie situazioni di genitorialità più gratificanti e più serene di quella che ho potuto sperimentare.
Il rimpianto resta smorzato dalla consapevolezza che non ci sarebbe stato modo di fare diversamente.
Spero che il mio modo d’esprimermi non ti sia fastidioso e preciso che il post è dedicato soltanto a te.
È il viaggio piú destabilizzante si possa fare. Si passa dal vomitare nel lavandino della cucina col bimbo in braccio ( che bei ricordi quelle convalescenze di totale svacco!) al morire di dolcezza nel sentirsi accarezzare al mattino da una manina paffutella. Ogni certezza su di noi svanisce d’incanto e ci si ritrova a fare i conti con un nuovo sé. Non possiamo sapere se avremo altre vite da vivere oltre questa, ma l’esperienza che piú si avvicina ad una rinascita è proprio quella di diventare genitori.