Poche idee, ma confuse
Poche idee, ma confuse.
O forse non poche e confuse ma quanto meno in movimento e non in eccesso, così da lasciare nello zaino che mi accompagna nel cammino tanto spazio vuoto: Da riempire con canzoni, libri e idee che mi colpiranno, se in contrasto tra loro ancor meglio.
Oggi scopro che nel 2017 Stefano “Edda” è tornato con un disco, artista particolare, arrivato insieme anzi forse poco prima della ribalta di Subsonica e Afterhours, quasi un loro precursore, e poi persosi nella sua fragilità.
Edda e la sua voce un po’ bisclacca ma con quel timbro che mi resta sempre impresso, che mi racconta sempre qualcosa, canzoni imperfette, come una strada dissestata; non potevo chiedere inizio migliore:
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Categorie: - Me stesso
33 commenti
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https://www.youtube.com/watch?v=ClQvD99aItg
https://www.letterealdirettore.it/notte-2/
Non riuscendo a linkare, annoto una recente scoperta…”Genova (le persiane sono verdi) di Chiara Dello Iacovo
Molto molto interessante, Suzanne: Grazie!
“Genova, salutami dal mare
Che è sempre troppo grande
E ho paura di affogare…”
De nada, Adam:)
-Life is a coldwater pool-
17/11 Nizwa.
https://www.youtube.com/watch?v=xJwuP5wPCLQ
https://youtu.be/B9FzVhw8_bY
https://www.youtube.com/watch?v=6THHrPyZQuQ&lc=UgxZ1yGDOJp3fiZBK4x4AaABAg
Nota dove è stato girato il video:-)
Buon week-end
Adam, molto carino il video e anche lei! Io nel frattempo ho comprato la Bibbia Lonely e sto cercando un percorso non troppo turistico ( Varadero ad esempio non mi ispira molto).
https://youtu.be/E3LdtUGnMUM
In questa canzone c’è un qualcosa di Rino Gaetano.
E intanto attendo il concerto di Brunori…
Ciao Suzanne,
Felice di sia piaciuto il video. Zaz (si,si lei molto carina)e la sua musica mi mettono sempre di buonumore, per me simbolo di quello che amo della cultura francofona, quanto un calice di novello Beajoulais 🙂 il bello di essere esposto a piu’ mondi
Concedimi un altro video:
https://www.youtube.com/watch?v=8IjWHBGzsu4
Brunori è invece il contraltare dell’essere lontano, sai che l’ho scoperto quasi per caso e solo non molto tempo fa? Delitto!
Immagino l’attesa per il concerto,poi mi racconterai mi raccomando
Loney,bibbia anche per me. Confermo Varadero straturistica, all’epoca per condizioni e logistica (atterrammo li,e si aveva bisogno di ricaricarsi prima di tuffarsi nell’esplorazione dell’isola) fu quasi tappa obbligata,altrimenti avrei volentieri cercato anch’io alternative meno battute
Ciao!
Sí, direi che è frizzantina e solare ( anche se io preferisco la musica da marcia funebre tendenzialmente eh eh).
Ho una super chicca per te!
https://youtu.be/LOzObIrMPxI
Per tornare a Cuba, il mare che adoro non prevede la presenza di esseri umani nel raggio di qualche chilometro, né le loro appendici inutili e faatidiose ( locali, hotel, ombrelloni…).
Tutto ciò che serve viene già gentilmente offerto da madre natura…non vedo l’ora di immergermi in quei fondali strepitosi!!!
Anche se un pensiero nostalgico va a Cile e Bolivia, che avrei visitato subito sulla spinta dell entusiasmo peruviano e dalla lettura della Allende, stupenda!
Oi! Chicca su Brunori,fantastica!
Non mi sarei mai aspettato una vena cosi ironica:spettacolo!
Parlando di viaggi: comprendo assolutamente.
Se non è ancora nella lista,metti la Patagonia (cilena ed argentina) il parco naturale di Torre del Paines, non si riesca a descrivere…
Mentre Santiago l’ho vista con la passione di uno studente universitario locale che raccontava con passione della sua storia.
Bolivia invece è ancora nella mia lista:-)
Che libro mi raccomandi, della Allende?
Adam, la Allende è stata una recente scoperta, frutto di una bellissima amicizia nata un anno fa e che porta necessariamente alla scoperta di nuovi, sconosciuti mondi. Ultimamente ho letto ” Lungo petalo di mare”, sul viaggio dei profughi spagnoli verso il Cile. Ma il mio preferito, che ho divorato, è “La casa degli spiriti”. Di solito non amo molto i romanzi scritti da donne, però lei è davvero molto coinvolgente, ti trascina completamente altrove.
Hai mai pensato di appartenere ad un’altra epoca? Oppure di avere un’età precisa che ti permette di esprimere al meglio te stesso? Forse bisognerebbe aspettare la vecchiaia per parlarne con cognizione di causa, ma io mi sento di appartenere ai vent’anni, al divenire, alle possibilità che ancora intravedi all’orizzonte, alla fame insaziabile di vita, non ancora ingrigiti dalle troppe esperienze vissute che ci rendono cosí sicuri delle nostre credenze…
Parlo più che altro di un ideale, perché la vita reale spesso è più comoda e soddisfacente quando si è adulti. Ma l’indeterminato si allontana, e in qualche modo siamo tenuti a darci una forma, riconoscibile quantomeno a noi stessi.
Scusate l’intromissione, Adam e Suzy, intervengo per dirvi che la Allende è anche la mia scrittrice preferita e che ho letto tutti i suoi libri (è anche la scrittrice preferita della mia saggissima nonna ultracentenaria, dalla quale spero di aver ereditato almeno qualche gene).
Mi manca solo il suo ultimo libro che hai citato, ma me lo hanno appena regalato e ce l’ho sul comodino pronto per l’uso. Suzy anch’io mi sento a volte come appartenente ad un’altra epoca e spesso mi piacerebbe tornare bambina o ragazzina, più che ventenne.
Ma Suzy, “mi ami” ancora? Vuoi ancora venire a fare un viaggio con me???
Io aggiungerei “alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima.”
Beetle, ho pure le orecchie a punta come Spok!?
Emhhhh, no Acqua, mi spiace, ma non era Amore, bensí Ammmmmmmore, e fortunatamente qui mi hanno fatto aprire gli occhi sulle mie illusioni, altrimenti rischiavamo di partire per un viaggio insieme e poi azzuffarci nel mentre per incompatibilità…
Comunque leggilo il libro sul comodino, merita davvero.
No, io non tornerei alla mia infanzia, troppi ricordi sgradevoli e troppa dipendenza dagli altri ( che ho sempre mal tollerato). Vorrei rivivere solo alcuni attimi però.
Ciao Suzanne,
Gran bella domanda!
Rispetto all’epoca, forse no, anche se tutto si sta evolvendo cosi velocemente che forse la mia infanzia/adolescenza è già un altra epoca…
In tal caso allora sarei in bilico tra la spensieratezza di ieri e la libertà di muoversi di oggi.
Mentre per l’età, nonostante vedo anch’io un certo “irrigidirsi” allo stesso tempo nel mio caso il fatto di aver vissuto in paesi diversi su molti aspetti mi ha portato ad allontanarmi dalla sicurezza nelle nostre credenze, anzi forse,son piu’ dubbioso oggi di ieri:-)
Un esempio piccolo piccolo, ma significativo, mi ha aperto un mondo vedere come in paesi diversi, il togliersi le scarpe una volta entrati in casa d’altri sia visto da alcuni come una barbaria inaudita e da altri come l’esatto opposto. Stessa cosa per l’avere in coppia come lingua comune, non l’italiano, in un certo senso il tradurre attiva una sorta di riflessione in piu’.
Restando in tema è affascinate vedere come la lingua madre possa incidere nei nostri processi cognitivi, nel nostro modo d’essere, nel modo di pensare. C’è un Ted illuminante in materia:
https://www.ted.com/talks/lera_boroditsky_how_language_shapes_the_way_we_think/transcript?language=en
@Acqua, ciao e benvenuta: ogni suggerimento di lettura è piu che benvenuto!
@beetlejuice citazione molto apprezzata, una delle mie piu’ grandi sconfittte è non riuscire a fare il saluto di Spock con la mano 🙂
Beetle cos’hai bevuto? Sei in vena di viaggi “spaziali”?
Suzy, lo sapevo! Continuano tutti a darmi il due di picche in questo periodo.Sniff Sniff e’ veramente una grande tristezza per me…
Piu’ ti leggo piu’ invece io credo che abbiamo molte affinita’e che sicuramente andremmo molto d’accordo in un viaggio insieme e pure in una convivenza. Impossibile azzuffarsi con me, credimi. Ti posso dare le mie “referenze”.
Adam, “La casa degli spiriti” e’ il romanzo piu’ famoso e conosociuto della Allende e rimane tra i piu’ belli. A me e’ piaciuto molto anche “Ritratto di seppia” e, tra quelli piu’ recenti, “L’amante giapponese”.
Acqua, possiamo sempre provare, magari si riaccende la scintilla! Sono sempre possibilista, però ti avviso che ho un caratteraccio!
Adam, valgono anche i diversi dialetti in coppia??
Non ho ancora letto l’articolo, mi è venuto però in mente Galimberti quando dice che il nostro pensiero è tanto articolato quanto riusciamo a padroneggiare il linguaggio, e su questo sono piuttosto d’accordo. Si potrebbe fare un excursus a questo proposito sul linguaggio odierno della politica, che sembrerebbe nascondere davvero una totale vacuità di pensiero permettendo alla gente di evitare qualsiasi sforzo cognitivo di comprensione.
Da un altro lato invece sono sempre più convinta che la comunicazione più profonda, intensa e intima non debba servirsi di parole, perché veicolo di interpretazioni arbitrarie. Soprattutto nelle relazioni affettive.
OK Suzy cara, allora usiamo la “Chat” per litigare e “Poche idee, ma confuse” per fare la pace (con il benestare di Adam): c’e’ anche il sottofondo musicale che ci “concilia”. Che tu abbia un caratteraccio l’ho capito benissimo da subito: menomale che io sono molto buona e tollerante e che solitamente vado d’accordo anche con le persone difficili. Mi piace la tua ultima affermazione “sono sempre più convinta la comunicazione più profonda, intensa e intima non debba servirsi di parole, perché veicolo di interpretazioni arbitrarie”: quindi di cosa si dovrebbe servire? Di gesti? Fammi un esempio piu’ concreto: sono interessata perche’ sto cercando modalita’ comunicative alternative per far meglio capire quello che sento a chi so io.
Ciao Suzanne!
Come va? Scusami il silenzio, qui dopo un periodo in apnea con zillione di cose da fare, lavorative e non (work hard, play hard dicono i colleghi anglofoni) ora invece periodo un filo più calmo.
Vero Galimberti offre sempre spunti interessanti!
Riprendendo il filo di quanto si parlava,io non ho un’idea già molto a fuoco. In ambito relazionale, quelle di cui parli, credo siano due forme di comunicazione diverse e anche se concordo vi è quella senza parole che viaggia ad un livello più’ intenso profondo ed intimo, pur nella sua imperfezione ed esposizione ad interpretazioni, anche quella verbale può’ venire in aiuto,ovviamente se supportata dalla volontà di ascolto.
Questo ad ambito, personale affettivo,invece sul linguaggio utilizzato oggigiorno nel macro… poche parole,se non un sorriso,anzi un ghigno, triste e amaro
https://www.youtube.com/watch?v=fC_t9RjneGk
Ciao Adam, vedendo il video mi ritengo sempre più fortunata nel fare il mio mestiere e nel vivere un po’ fuori dal mondo… Almeno evito di sentire sempre i soliti discorsi con quattro frasi standard da ripetere senza ulteriori sforzi argomentativi.
Ho recentemente letto un libro bellissimo di un veterinario scozzese, James Harriot, che racconta la sua vita in questo villaggio sperduto. Mi è venuta voglia di semplicità, una vita spesa con passione godendosi ogni istante. Ultimamente tra i miei amici c’è questo desiderio di mollare tutto e cambiare vita, anche se poi non sanno bene descrivere ciò che vorrebbero, al di là di istantanee anche un po’ sfocate. Non so, forse dovremmo ridimensionare un po’ tutti la nostra idea di soddisfazione e realizzazione personale…
Suzanne, fai una gran tenerezza… ti hanno mazziato di brutto in altre lettere e vieni qui a cercare rifugio. Ma invece di scappare sempre dalla realtà non sarebbe ora di cominciare a confrontarcisi seriamente, smettendola di credersi superiori agli altri quando di fatto sei solo e semplicemente ancora un’allieva della vita? Ridimensionare il proprio ego ( quando questo è gigantesco ) può essere salutare, sai?
Vabbè, al di là delle polemiche, credo che quello di cercare la nostra Shangri-La sia un pensiero che abbiamo avuto tutti.
C’è un dato di questa nostra società che accentua questo aspetto ed é quello che riguarda la genesi del desiderio. La nostra cultura è passata nel giro di un paio di generazioni dal vivere per il Paradiso Celeste a vivere per il paradiso terrestre. Questo spostamento dei valori è la prima causa della nevrosi da “collocazione dell’IO”, dovuto alla fabbrica dei desideri imposta dalla cultura del consumo. Stranamente i più “sofferenti” sono i soggetti più acculturati, ma non abbastanza da essere immuni dalle suggestioni di quell’aspetto sottoculturale di cui si accenna. È chiaro che le aspirazioni di questi soggetti sono più “sofisticate” di quelli della massa bovina, ma non per questo meno illusorie.
Sono certo che nessuno di coloro che auspicano il “buen retiro” trovandolo si sentirebbe appagato, perchè il problema di queste persone non è fuori, ma dentro di loro.
Ecco, la Maria è tornata…non ce la fai proprio a stare lontana, vero?
Non si può proprio lasciare una lettera pulita, senza intromissioni sgradevoli e polemiche?
Ciao Suzanne
Anche il mio microcosmo è fortunato e quasi esente da certe dinamiche
Ma non esistono isole e l’intero mondo non è mai stato così interconnesso.
Percio’ trovo sinceramente preoccupante l’utilizzo in politica di meccanismi che fanno leva sui sensori primari e per questo piu’ immediati e quindi remunerativi
Fare leva su Paura, Rabbia è ahimè bel breve vincente, arriva mille volte più’ velocemente;inoltre se controintuitiva la realtà dei fatti ha bisogno di tempo e pensiero, un gap che la farà sempre perdere rispetto ad una fake news così orchestrata.
Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe
Parlando del video,pur avendo il difetto di essere di parte, mostrava molto bene un atteggiamento che sto vedendo sempre piu’ a 360 gradi , destra o sinistra Europa o mondo.
Trump trionfo’ ieri ma oggi il dibattito per scegliere il candidato democratico si sta riempiendo di slogan e mezzucci che sfruttano le nuove conoscenze sul processi cognitivi e le sue bias
Ascoltavo un intervista molto interessante a Marco Cappato,che parlando di questo limite, evidenzia quanto sarebbe importante, in un mondo in cui la politica diventa schiava del risultati a breve periodo,la presenza e lo sfruttamento di altri canali, quali l’attivismo e la partecipazione diretta. Se ritrovo il link te lo giro.
Mi hai incuriosito sul libro, spero di avere il tempo di cercarlo e leggerlo anche se non sento lo stesso bisogno di cambiamento. Il tempo ed i ritmi solo la parte per me difficile da riconciliare,
PS
Se puoi, “Don’t feed the troll”, esistono per ricevere un attenzione che non meritano
Adam, non è un libro sul cambiamento, ma sul restare e creare un proprio piccolo, speciale mondo. Il mio discorso era proprio sul rivedere il senso del “cambiare vita” ( o fuggire?), e ricominciare ad abitare il qui ed ora. Quello che sto cercando di fare io, seppur con le mie mille difficoltà.
La genitorialità è un viaggio sottovalutato
https://www.youtube.com/watch?v=fPGPd0Bql-I
Per Adam
Per mia fortuna, non ho mai invidiato niente e nessuno. Penso che ognuno ha la sua vita, e che non ci sono esistenze tutte rose e fiori. Dipende dai momenti…
Da qualche tempo, invece, provo abbastanza spesso un sentimento che è un insieme di invidia (in senso buono) e di rimpianto (in senso amaro) per l’infanzia di un cucciolo molto meglio accolto di mio figlio.
Piccola puntura, che si è rinnovata nel guardare il video che hai segnalato e nel constatare che ci sono parecchie situazioni di genitorialità più gratificanti e più serene di quella che ho potuto sperimentare.
Il rimpianto resta smorzato dalla consapevolezza che non ci sarebbe stato modo di fare diversamente.
Spero che il mio modo d’esprimermi non ti sia fastidioso e preciso che il post è dedicato soltanto a te.
È il viaggio piú destabilizzante si possa fare. Si passa dal vomitare nel lavandino della cucina col bimbo in braccio ( che bei ricordi quelle convalescenze di totale svacco!) al morire di dolcezza nel sentirsi accarezzare al mattino da una manina paffutella. Ogni certezza su di noi svanisce d’incanto e ci si ritrova a fare i conti con un nuovo sé. Non possiamo sapere se avremo altre vite da vivere oltre questa, ma l’esperienza che piú si avvicina ad una rinascita è proprio quella di diventare genitori.