Qual’è stato il periodo più bello della vostra vita?
di
Valerio
“Forse il migliore dei mari é quello che non abbiamo ancora navigato”, così scrisse Hikmet in una stupenda poesia.
Mi piacerebbe tanto condividere insieme a voi i momenti più belli della nostra vita, così che potremo analizzarli per poi scoprire il perché di tutte quelle emozioni positive, che riuscirono a scaturire tanta felicità nei vissuti che andremo a raccontare..
Qual’è l’ultima volta che mi sono sentito veramente felice? Per quanto tempo è durato quella sublime emozione? Quali pensieri positivi mi passarono nella mente per sentirmi in quel modo?
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Categorie: - Me stesso
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Quando credevo di essere amato…ma era solo illusione.
penso l’anno scorso, il 2008, sono successe tante cose belle
d’accordo con math… ma anche quando ho visto il concerto del mio gruppo preferito.. ma anche li è stata una serata.. la felicità dura poco
Dai 0 ai 10 anni.
Poi solo m…a.
il 2005… l’anno migliore della mia vita, dal punto di vista creativo, da quello lavorativo e da quello sentimentale… non c’è cosa importante che non sia andata per il verso giusto nel 2005, neanche una: un anno straordinario!
spero di poter scrivere il 2009 se porrai la stessa domanda nel 2010. 🙂
Quella poesia è una delle mie preferite. E’ difficile spiegare a parole cosa mi suscita dentro. Mi piace pensare che sia così come dice Hikmet, ma non ne ho purtroppo la certezza assoluta. Diciamo che più che altro spero sia così. Nel frattempo mi abbandono ai sogni. Il periodo di maggiore felicità della mia vita, almeno fino ad ora, è stato quello che ho passato accanto ad una persona a cui ho voluto un bene immenso. La serenità che provi quando vuoi sinceramente bene a qualcuno che a sua volta te ne vuole non è paragonabile a nient’altro. Ti senti in grado di affrontare qualunque cosa, sei più sicuro di te e guardi il mondo con altri occhi. Tutto il resto dà una felicità momentanea, fugace, che si dissolve appena ti rendi conto di non poterla condividere con nessuno. Ora ne sono convinta. Puoi non fare nulla di particolare nella vita o anche fare mille cose…ma amare ed essere amati è l’unica cosa che conta.
Ho definito un ordine di priorità nella mia vita sin da molto giovane, e mi sono speso sempre per il raggiungimento dei miei obiettivi, ogni tanto mi fermo e mi guardo indietro, ebbene non mi piace nulla.
Ho sacrificato la vita personale per quella professionale, non ho avuto tempo da dedicare a me stesso ed ho perso tante tappe importanti della mia vita.
Oggi, realisticamente, mi rendo conto che è meglio restare coerente con le mie scelte iniziali e tentare di continuare il compimento del mio progetto, poichè fermarsi adesso e tentare di recuperare, mi sembra tempo perso, fra l’altro non saprei condurre una vita diversa.
Per cui rispondo alla tua domanda dicendo che non sono mai stato felice, forse ho teso ad uno stato di benessere quando ignoravo come va il mondo, ma oggi mi sembra davvero difficile esserlo.
Ciao
Gaetano
La felicità dura poco..é proprio vero, talmente poco che il tempo non basta per assaporarla completamente.
L’anno più bello della mia vita è stato il 2005, in quel glorioso anno, tutto fu perfetto, tutto sembrò un sogno.
Il 2007 iniziò malissimo, ma incredibilmente le cose si rimisero a posto e trascorsi un anno felice all’insegna dell’amore e della felicità..ma anche questo, relativamente parlando, durò poco; poco prima del 2008 io e la mia ex ci lasciammo e da qui incominciò l’anno dell’angoscia e della più assoluta tristezza, fortunatamente superato, ma sfortunatamente la felicità stenta a tornare..
L’anno non me lo ricordo, fu verso la fine degli anni ’90: feci delle ferie straordinarie. Quell’anno fu speciale, cuccavo di brutto dovunque andavo. Italia, Spagna… un anno memorabile. Io e la mia Visa (la Citroen cosa avevate capito?) ne vedemmo di tutti i colori. Poi qualche anno dopo il matrimonio, e la nascita dei miei figli. Spero che il futuro mi porti ancora qualche bella avventura, ne avrei bisogno…
by psYco
Il periodo più bello della mia vita è stato quando andavo a scuola…anche se ho studiato duramente, forse sacrificando qualcosa allo svago, erano gli anni della spensieratezza, dove ogni giorno sembrava bello ed il giorno dopo mi sembrava ancora migliore. Non so perchè, ma in quel periodo mi sentivo davvero bene, sereno, tranquillo, posso dire di essere stato felice, felice in generale, non per qualcosa in particolare.
Sono stato felice nel 2006, un anno fantastico soprattutto perchè inaspettatamente avevo incontrato l’amore…e anche il 2007 è stato un anno molto bello…
Il 2008 invece è stato un anno molto brutto, sono successe tante cose brutte e soprattutto ho perso l’amore, quell’amore che mi illudevo fosse per sempre.
Ci sono momenti in cui mi capita di essere contento, ma per cose passeggere, futili… è tanto tempo che non mi sento felice.
Per me il 2005 è stato l’anno più bello. L’anno dei sogni che diventano realtà. E il 2007 senza dubbio il più brutto. E’ proprio vero, la felicità dura poco. Come dice la canzone: all the good things come to an end. Spesso mi trovo a riflettere su questo. Quando mi lascio trasportare dai pensieri, nei momenti di riflessione in cui sono sola con me stessa, penso che non può essere così, che deve esistere una felicità duratura, che non si esaurisce in un soffio. Quando però torno alla realtà il pessimismo mi avvolge. A volte poi mi chiedo se non dipenda anche un po’ da noi, dal nostro modo di essere l’essere felici a lungo o meno. Ci sono persone che non aspettandosi il massimo e non ponendosi molti problemi nella vita sembrano davvero più soddisfatte. Un’altra canzone dice “a volte distruggiamo l’indistruttibile”. Può essere. Non lo so. Sono solo parole. Vorrei tanto avere delle risposte.
Il periodo più bello della mia vita: sino ai dodici anni.
Poi solo lutti, sofferenze, preoccupazioni, delusioni, tradimenti ed abbandoni.
Ma guarda che coincidenza…ora che mi ci fai pensare Selene quella canzone, all the good things come to an end, la ascoltavo spesso insieme alla mia ex…
Quante tristezze, quante delusioni..
“Alla ricerca della felicità”, così è il titolo di uno dei film di Muccino e con lo stesso titolo potremo chiamare questo periodo della nostra vita, in costante ricerca di quel sentimento positivo chiamato felicità..
A volte è così brutto rimanere ancorati al passato,una vera e propria paralisi mentale,come se quelle emozioni non dovessimo più riviverle……..
@ Valerio:
si può essere felici in qualsiasi momento, basta volerlo.
ciao a tutti,
uno dei periodi più belli della mia vita,è stato quando avevo 13 anni,i miei, dopo una separazione…si sono riconcigliati,anche se solo per un breve periodo..e siamo andati a vivere all’estero,per motivi di lavoro di mio padre…in un continente nuovo..per riniziare una nuova vita…
Per me il 1996 quando inaspettatamente riuscii a far breccia nel cuore della mia ragazza dei sogni. Mi sembrava irraggiungibile e la inseguivo da due anni. Non durò molto però… Poi il 2004 quando ancora inaspettatamente trovai un amore importante. Ma nel 2008 ( l’anno più brutto e traumatico della mia vita)è finito tutto e ora sto ancora pagando perchè mi rendo conto di non essere affatto felice.
Auguri a tutti
Anch’io ho il grande problema di vivere ancorata al passato e diventare malinconica quando ci penso. In questo modo mi godo solo metà del presente. Alla ricerca della felicità non l’ho ancora visto, ma il titolo è azzeccatissimo. Comunque ora mi è capitato di pensare una cosa: mi ricordi il ragazzo con cui stavo…magari sei proprio il Valerio che conosco. Sarebbe una coincidenza assurda che ha dell’incredibile incontrarsi qui.
2005 la scoperta di me stessa. L’anno in cui ho capito chi ero. Una rivouzione segreta e totale che mi ha cambiato per sempre. Assieme al mio grande amore. In quei momenti di goia pura il mio pensiero era: oh, se dovessi morire in questo momento tra le sue braccia, non mi importerebbe. Mi sento completa.
Quando ho preso coscienza che stavo vivendo la vita che desideravo. Un amore consolidato, 2 figlie e la fretta di tornare a casa all’uscita dal lavoro, uscire passeggiare, Napoli e dintorni offre la poesia giusta,forse perchè ci sono nato,forse avevo nell’animo lo spirito giusto. Mi vrgogno quasi a dire che sono staro felice per 30 anni, fino al 2005,lei è volata dopo mille sofferenze e ora vivo una specie di limbo ottuso e senza senso. Allora devo ritenermi fortunato…ho vissuto un periodo di felicità molto lungo…ma a tanta felicità segue…………avete capito! mario
più che periodo, momento: il primo natale fatto con il mio unico vero grande amore finora. La prima volta che ci siamo scambiati i regali, fu tutto così innocente, fanciullesco se vogliamo, che se si ripenso mi viene il magone. Ricordo che mi commossi per vari motivi, anche perché per me aveva anche il significato di “ce l’ho fatta”.
Stavo aiutando una persona per me fondamentale che meritava di rinascere. Mi sentivo utile, importante ecc…
@ Selene
Ciao Selene hai scritto che ti ricordo il ragazzo con cui sei stata,anche se non penso di essere io, prova a dirmi qualcosa sul tuo conto..
@ Luca75
Ciao Luca mi dispiace tantissimo…anch’io come te,
non mi sento appagato, ma qualcosa di bello arriverà, ne sono certo..
@ toroseduto
Questa è la frase che più ti si addice :”Non ti rendi conto del vero valore di una cosa finché non la perdi… ”
Mi dispiace tantissimo, avrai passato le pene dell’inferno e come hai detto tu stai precipitando su un abisso senza fondo..Il tempo risanerà tutto,non ti preoccupare, ce la farai..!
@ toroseduto: la tua storia mi ha colpita molto…mi dispiace tanto, dev’essere stato terribile! Ti mando un abbraccio…
@ Valerio: mah forse mi sbaglio…forse è stata solo una sensazione…comunque Selene non è il mio vero nome, è il titolo di una canzone che mi piace (my Selene). Se sei il Valerio che conosco dovresti capire (credo) chi sono se ti dico che mi piacciono molto queste canzoni: your song di Elton John, Paname dei Litfiba e la cura di Battiato…
L’anno scorso. Il fatto di essermi messo insieme all’ormai ex chr di punto in bianco mi lascia dicendomi di non amarmi più. Lì è stato il peggiore della mia vita
“Alla ricerca del tempo perduto” io questa frase non l’ho mai capita, il libro si, hai voglia di riflettere. Ciò che si perde nel presente, precisamente nel passato…è la voglia di crescere, di pensare, ma chi ci ha creato? e perchè aveva voglia di farlo? Amici miei sono sulla soglia dei 60 (anni) ma non ho voglia di entrarvi, i sessantenni sono vecchi o morti, ma di noi resta un periodo che vi assicuro F-A-V-O-L-O-S-O ! il 68″.Non è vero che il bipartitismo è stato inventato oggi! All’epoca si era di destra o di sinistra, nel modo di pensare, di vestire…i destrorsi portavano il “LODEN” i sinistrorsi l’ESKIMO. Ce le siamo date di santa ragione per un ideale… Conosco quello di sinistra, partecipazione,accorrere tutti a una fabbrica che chiudeva,lo spinello era malvisto ma tollerato…non c’erano soldi! Ma si credeva che stavamo cambiando il mondo…. e l’abbiamo fatto a caro prezzo, gli altri, quelli dell’ombra, mettevano le bombe, a Milano, a Bologna…Fini era fascista,parole sue, è storia; Mussolini non era STATO CAPITO…noi oggi suoi coetanei, diciamo che era bello a volte buggerarsi dello Stato Democristiano…e poi apparve una stella…Craxi. ma fu una stella foriera d’intrallazzi, tanto che noi si arrivò a giustificare le brigate rosse. Nessuno di noi avrebbe mai sparato, ma quel tipo di potere andava combattuto…Bettino ci ha lasciato in eredità Berlusconi, è lui che lo arricchito altro che grande statista! Gli ha fatto tutte le leggi che gli servivono.Ma almeno era un uomo con le pelotas.
Oggi se si potrebbe fare un salto indietro di 40 anni, Berlusconi laverebbe le macchine…i seguaci di ALDO MORO ucciso dalle brigate-rosse-americane…Sarebbero forse i Casini, ma la storia siamo noi, con il permesso degli americani, s’intende. Forse è la nostalgia della gioventù, forse i casini che ci sono oggi, opprimono molto più di allora, all’epoca si parlava di Vietnam e basta oggi si parla di….rinuncio all’elenco, troppo lungo! Dicevo, si parlava di giovani stravaganti…oggi di giovani impallinati dalla droga, dalle discoteche e dello sballo…in confronto noi eravamo degli educandi. Ma eravamo felici di sederci intorno ad un fuoco, suonare la chitarra e cantare Help! o Ticket to ride, o Lady jane o Yesterday,il mio cruccio era che il chitarrista ero io! e gli altri con le ragazze…ma per amore anche i figli dei fiori si ammansivano. E non è felicità questa? dove siete 60enni vecchie canaglie? il computer vi spaventa? Va bè continuo a fare il chitarrista, ero, anzi eravamo felici mi duole dirlo, una felicità che vi potrete solo far raccontare dai vostri padri, o nonni in qualche caso. Era un aspetto che mancava, ho voluto colmare la lacuna, ma quei scarraffoni dei miei coetanei non la perdono, lasciarmi a suonare e cantare da solo…fortuna che poi impararono in molti e ho avuto quello che mi spettava!
Caro Valerio hai avuto una buona intuizione…e io la felicità di ricordare quelle cose che oggi nessuno fa più… ciao…mario
Bel racconto Mario…mi è piaciuto davvero tanto.. I miei mi hanno sempre parlato della loro giovinezza, con tanta felicità, ricordando quei momenti in cui tutto era più bello e sano.. Dai racconti di mia madre che giocava con la palla in strada, ai racconti di mio padre che andava in montagna con gli amici per qualche picnic o al mare a suonare la chitarra.
Io sono molto giovane e nonostante questo mi sento triste…A volte ricordo periodi passati, così passati, che è come se gli avesse vissuti qualcun altro.. Forse non sarà mai più come prima o forse bisogna solo aspettare.. Per il momento da più di un anno provo ad andare avanti, sperando in qualcosa affine ai due anni memorabili.
Ero felice perché tutto filava liscio, ragazze, amici, scuola,famiglia insomma la vita mi abbracciò, per un anno intero !! ora solo delusioni su delusioni e mille difficoltà che la vita quotidiana mi mette davanti..
Mario lei da uomo vissuto è riuscito a fare un’accurata descrizione degli anni che le suscitarono maggiore interesse.. Per il momento non posso esigermi da fare altrettanto, ma sarebbe bello, un giorno, magari arrivato alla soglia dei 60 poter fare lo stesso..
Qualcun altro vuole esporre qualcosa rispondendo alla principale domanda: Qual’è stato il periodo più bello della vostra vita?
Il periodo più bello della mia vita credo sia stato quando sono partita in Olanda con mia cugina.. avevo bisogno di distrarmi un pò. Mi sembrava di essere in un altro mondo! lontana dalla mia famiglia, dalle mie amicizie… LONTANA DAI PROBLEMI. Ho passato 15 giorni in totale relax! ho conosciuto nuova gente, visitato nuovi posti e ho fatto un pò di pratica con l’inglese. E’ stata un’esperienza bellissima che spero si ripeterà, un giorno
Purtroppo questa non è la sezione adatta al mio stato d’animo.. se penso a momenti felici, mi viene in mente una persona.. quindi ripensandoci mi faccio male due volte…
Ciao Valerio,
l’ultima volta che mi sono sentita veramente felice, dopo mesi e mesi di stasi, è stato qualche settimana fa, quando mi perdevo tra le braccia di un ragazzo dolcissimo.
Ma lui, troppo legato al passato(come te) e ad un dolore non superato, in breve tempo mi ha liquidata con mille scuse…si vedeva lontano un miglio che aveva troppa paura…
Ha lasciato dentro di me un vuoto indicibile.
Posso affermare quindi che il periodo più bello per me è venuto quasi a coincidere con uno dei momenti più amari che io abbia mai vissuto…
Io che non vedevo l’ora dell’arrivo della mia pensione , il periodo più bello e armonioso l’ho vissuto nel periodo dell’età adulta, perché grazie a un collettivo per il bene della mia azienda, a cui sentivo che facevo parte anch’io, ci faceva vivere insieme in uno stato vivace d’animo e con una certa armonia. Oggi che non convivo più con tutto quel personale sento che la mia felicità gradatamente si sta spegnendo.
Ciao Filippo, fortunatamente io alla pensione ci sono arrivato molto presto. Sono un musicista e stufo di andare in giro ho trovato la mia dimensione che mi da una carica eccezionale! Faccio spettacoli con i bambini della scuola elementare. Scrivo copioni, arrangio canzoni per renderle usufruibili ai ragazzi di 10, 11 anni. Il passato è meglio metterselo alle spalle. Adeguarsi e dare ai giovani-ragazzi delle opportunità di crescere meno attaccati alle play-station. Ti do un link di uno dei miei ultimi spettacoli con i ragazzi. Ho messo, ora che sono maggiorenni, tutto lo spettacolo.
https://www.youtube.com/watch?v=484LirJlVdM
era il 2015, da allora collaboro con le scuole, gratis, non è facile, ma ti assicuro che dare qualcosa, anche se effimero ai ragazzi, mi rende felice.
P.S. ho superato i 70! Ciao Mario
Filippo,
ho cercato nel passato di oltre 70 anni il mio periodo più felice ma non l’ho trovato.
non sono mai stata a lungo TROPPO infelice ma nemmeno MAI del tutto felice, se non in pochi momenti di grazia che possono capitare sia in relazione con persone care che in brevi stati di perdita di consapevolezza soggettiva, per sentirsi immersi in un tutto indistinto e accogliente.
due soli gli eventi gioiosi, nonostante tutte il resto: quello della nascita di mio figlio e quello dell’attribuzione al mio partner di un importante premio internazionale, che avevo contribuito a fargli ottenere.
in senso lato, la grande conquista della libertà, dopo quarant’anni di schiavitù, in tutti i sensi. libertà che continua a essere apprezzamento e letizia quotidiana.
in questo nebuloso scorrere di giorni, anni e decenni, qua e là, piccole felicità improvvise e sorprendenti, simili a lucciole estive, che continuo a ricordare nella solitudine in cui ho scelto da parecchio tempo di ritirarmi.
Rossana e Mario
Nella vita lavorativa ero circondato da amici più che colleghi era come stare in una grande famiglia. La vita da pensionato (secondo me) è apparentemente più tranquilla di quella lavorativa ma in realtà è più devastante. Comunque a lungo andare certamente mi adattero’ a questo nuovo e complicato stile di vita perché tutti quanti ci troviamo davanti a due tipi di traumi provocati da coronavirus: quelli lievi e quelli più complessi.
Che strano Filippo, c’è gente, come me, che da dipendente (sia pure con ampia libertà di movimento) ha passato i momenti meno felici della vita, e poco meno da libero professionista, ed ora che sono libero veramente da quei vincoli, e in buona salute, felice lo sono quotidianamente. Questo perchè ho la fortuna di vivere da trent’anni con la persona che amo oltre che mia migliore amica, anche se non ha nessuna notorietà internazionale.
Rispetto la tua morale che ti faceva sentire bene insieme al tuo gruppo di lavoro, ma pur avendo ancora amichevoli contatti qualche collega, personalmente non mi sono mai voluto “legare” a un ambiente che sapevo di dover lasciare. Ricordo un ingegnere che soffriva al pensiero di quel momento, e io scherzando gli dicevo che visto quanto si sentiva legato in vita a quel luogo, gli avrei disegnato un sacello sotto la scrivania.
Io sono felice da “libero” Filippo. Molto più di quanto non lo fossi da ragazzo, che già non scherzavo. Libero e randagio. Goditela, senti a me. Tempus fugit.
Filippo,
ho ulteriormente riflettuto sul tema che hai proposto, e sono riuscita a scovare nella memoria i miei due-tre anni migliori: quelli in cui ho vissuto da sola con mio figlio, dai suoi 9-10 ai suoi 13-14 anni. in quel periodo si colloca anche il più bel viaggio, con lui, di 8-10 giorni, molto sereno, avventuroso e sganciato da ogni pressione della quotidianità.
grazie per avermi aiutata a recuperare quel momento ormai molto lontano, poco presente nella memoria forse proprio perché tranquillo e privo di sensazioni sgredevoli.
quanto al pensionamento, si apre un altro mondo, che siamo noi, stavolta, a dover movimentare e rendere interessante. personalmente ci sono riuscita, a modo mio, così come ha fatto Mario.
a poco a poco, troverai nuovi equilibri anche tu!
Ritengo che la vita è molto legata alla capacità di essere utili, e a seguito produttivi. Il pensionato che all’epoca ha lavorato con tanto impegno e che ha sempre sognato di non avere più i vincoli dettati dalla propria condizione lavorativa, si accorge che la sua vita è come svuotata. Forse tutto questo accade a chi ha dato troppa importanza al proprio impegno lavorativo.
Filippo,
sì, temo che quanto hai descritto avvenga in chi ha dato troppa importanza al lavoro.
per quanto mi riguarda, ho guadagnato tutta l’autonomia possibile impegnandomi per quarant’anni e traendone ottime gratificazioni. ciononostante, dalla sera in cui sono uscita dal lavoro per l’ultima volta, non ci sono tornata più per niente, né con il pensiero, né con i ricordi. chiuso! finito, FINALMENTE!
per me si è utili finché si è amati, e c’è vita finché si ama. prova a vederla così e a crearti un nuovo mondo, con nuovi desideri e nuovi obiettvi.
Rossana
Condivido pienamente.