Salta i links e vai al contenuto

Una Penelope…

  

Buongiorno.

Questa mia breve riflessione scritta è indirizzata al pubblico maschile. Chi ha il coraggio e la schiettezza di spiegare le motivazioni che spingono un uomo a lasciare a casa la sua Penelope della vita per avventurarsi ciclicamente in avventure dagli esiti sconosciuti e pericolosi!? Cosa fa sì che una donna venga etichettata a mò di “mucca da latte” o “mucca da carne” (perdonate amiche il paragone, ma la sottoscritta più volte si è sentita in questo modo, non è un’offesa a nessuna di Voi)!?
Sto cercando, come spesso noi donne ci dilunghiamo e ci rodiamo a fare, di capire il vostro punto di vista, uomini, non voglio giudicare ma solo provare a comprendere per dar un po’ di pace a questo mio cuore forse troppo pieno di trasparenze e pochi giochetti del tipo “se non è complicato non ci si diverte”…
Grazie a chi vorrà darmi il suo parere.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

Lettere correlate:

Continua a leggere lettere della categoria: Amore - Riflessioni

10 commenti a

Una Penelope…

  1. 1
    Roberta -

    Ti rispondo da donna…non devi chiederti come mai gli Ulisse fanno gli Ulisse ma perchè le Penelope si comportano come Penelope…cercare le motivazioni non ti farà sentire meglio…certi uomini non cambiano mai,non tutti sono Paolo Brosio e molti sono Costantino…devi solo trovare uno che stà nella via di mezzo,o meglio,che sia lui a trovare te…lascia perdere la tela e le mucche…di maschi con le palle ce ne sono parecchi,di quelli che ti fanno credere di averle molti di più…

  2. 2
    Spectre -

    Concordo con Roberta, anche se lo dico da uomo.
    Che poi vale anche per le donne eh…

    Potrebbe essere “perché Penelope non è poi tanto tale…”, o “perché c’è gente che ha sempre bisogno di stimoli, ma si gongola come chiunque nella sicurezza”, o “perché c’è gente che non avrebbe in coraggio di fare cose che ha dentro se fosse da solo, ed allora prende coraggio solo se ha le spalle coperte”, o “… boh”.

  3. 3
    Plinio -

    Per rispondere a queste domande posso solo dire che siete voi donne a scegliere chi vi tratta così, perchè ne siete attratte.
    A detta di tutti io sono uno con le palle, carino esteticamente, acculturato, ammirato (e invidiato) da tantissimi miei coetanei ma non ho lo straccio di una ragazza proprio perchè odio il fatto di doversi atteggiare ad uno che “finge di avere le palle” con cose tipo occhiali da sole di notte, serate in discoteca, capelli tagliati nei modi più strani e vestiti stracciati ma costosissimi. Questo non vuol dire che vivo sciatto e non curo la mia persona, mi tengo molto allenato, ho un bel fisico, mi vesto bene ricercando ciò che mi piace, mi piace la cultura ma quando sono tra gli altri non mi abbasso mai a certi atteggiamenti e discorsi volgari, a costo di apparire uno che se la tira (e forse lo sono).
    Purtroppo però voi donne non vi accorgete nemmeno dell’esistenza di persone così e pretendete che le persone a cui andate dietro abbiano anche la sensibilità tipica di chi le palle le ha veramente…
    Questo non vuol dire che sono misogeno o voglio alimentare discorsi di questo tipo, purtroppo 2000 caratteri non bastano per descrivere la situazione dal mio punto di vista, comprendo anche le ragioni di base per cui le cose stanno così e allo stesso tempo mi rendo conto che noi uomini (compreso il sottoscritto) facciamo lo stesso medesimo errore.

  4. 4
    Criss -

    Da che mondo è mondo, le donne si accontentano di mettersi a fianco degli idioti, mentre gli uomini preferiscono aspettare lì soli finchè non si mettono al fianco delle donne vere. E’ un problema di domanda-offerta, di risorse disponibili, tutto qui.

  5. 5
    toroseduto -

    Arrivati al 2010,mi sembra anacronistico, giocare a Ulisse e Penelope.
    Ci sono sia Le Ulisse che i Penelopi, ma anche altre altenative.
    La sfera sessuale si è evoluta, mi riesce difficile trovare una definizione adatta.
    Questo nel generico, ma a te interessa una risposta nel tuo specifico
    caso. il “se non è complicato non mi diverte” e appannaggio delle persone insoddisfatte, forse immature, instabili emotivamente…e essere uomo o donna, conta poco,non a caso la prima risposta è di una donna. Abbiamo raggiunto la parità. Se leggi nel forum, ci sono tanti
    uomini nella tua situazione, abbiamo raggiunto il grande BOH!

  6. 6
    Spectre -

    bravo toroseduto. questa E’ l’epoca del grande “boh!”. credo si sia scritto anche qualcosa in merito, ma non ne sono certo. il mio è più un “sentito dire”.

    viviamo in un’età di mezzo, tra gli anni in cui si lasciava tutto a tacere, e quelli nei quali si (spero) raggiungerà una vera compresione costruttiva e non distruttiva (come oggi) di quel che l’essere umano sta diventando o vuole diventare. nel mezzo ci sono periodi di grande mutamento, come questi in cui siamo, nei quali nulla è certo se non l’incerto, a cavallo tra vecchie concezioni e nuovi ideali.

    nel mezzo ci siamo noi. che navighiamo a vista.
    forse staranno un pò meglio quelli che verrano tra 10 o 15 anni… nel frattempo noi si sta qui, e si “pippa”.

  7. 7
    toroseduto -

    Ciao Spectre. IL GRANDE BOH! è un libro pubblicato,se non erro,
    una quindicina di anni fa, da Jovanotti! L’ho letto e parlava un po’
    di tutto, dal BING BANG, alle incertezze (sic!) dei giorni nostri.

    Mi era simpatico come persona, positivo, allegro e baciato dalla fortuna. Era un perfetto Ulisse, ora che ci penso.
    Era in giro per il mondo, al culmine del successo.
    E’ stato l’unico italiano a vincere un AWARD musicale.
    Bé la sua Penelope, quando lui tornò a casa, gli diede
    il benservito, disse che voleva un uomo “presente”. Sapeva bene che
    lavoro faceva, era stata una sua ammiratrice.E lui piombò in una crisi profonda, abbandonò per lungo tempo la musica, si era spento dentro, quando ha ripreso, non è stato più lo stesso.
    La storia siamo noi…Attenzione…Nessuno si senta escluso!
    (De Gregori) Ciao

  8. 8
    maria grazia -

    Lettera datata, ma interessante. il ruolo di “Penelope” è comune a tantissime donne. questo anche perchè fin da bambine ci viene insegnato che per una donna l’ amore è sopratutto rinuncia, attesa, sacrificio, sopportazione ( anche di atti scorretti ). agli uomini fin da piccoli viene insegnato tutt’ altro. gli viene trasmessa l’ idea che saranno futuri capi, guerrieri, conquistatori, che devono godersi la vita e prendersi ciò che gli spetta. e le loro scelte e i loro comportamenti da adulti ovviamente rifletteranno queste tendenze. ecco perchè gli uomini molto difficilmente spendono la loro vita dietro ad amori sofferti o non corrisposti, come invece fanno moltissime donne. alle future-donne viene insegnato a DARE, ai futuri-uomini a PRENDERE. Da qui, derivano tutte le disparità e discriminazioni di genere che ben conosciamo. Liberarsi da questo retaggio è essenziale sia per raggiungere una vita di coppia più serena ed appagante, sia per ritrovare se stessi, la propria vera identità, con tutte le conseguenze positive che ne derivano. in questo modo riusciremo infatti a tenere alla larga le persone deleterie. come ad esempio gli uomini che ci giudicano per un nostro percorso di vita o un nostro modo di essere. La maggior parte degli uomini tende istintivamente a bollare come troppo disinibita una donna dal forte temperamento e dalla marcata personalità. questo è un indicatore ben preciso di una sottocultura misogina ancora dura a morire. Aggettivi come “t...a”, “fig@”, “mucca da latte”, ecc… sono il chiaro segno di spregio e di disprezzo profonfo da cui si può riconoscere il tipico maschilista, cioè colui che non sa veramente amare e non sa rispettare le donne. anche quelle che apparentemente lui mostra di apprezzare.
    La piccolezza o la grandezza di un uomo si valutano nella misura in cui quello stesso uomo è in grado di accettare un rapporto paritario. tanto più l’ uomo pretende un rapporto di stampo tradizionalista e patriarcale, tanto più è un complessato e un insicuro. Nel peggiore dei casi è anche un violento. Un uomo di quest’ ultimo tipo ovviamente è inadatto a una relazione durevole.

  9. 9
    Rossella -

    Io penso che questo, in parte, dipenda anche dalle mode. Mode intese sia come usi e sia come costumi. L’intelligenza ha bisogno di essere stimolata. Si possono conoscere tante come, ma nel momento in cui il cervello le recepisce passivamente questo sapere ostacola lo sviluppo di una relazione. E’ come se per il mondo tu fossi “solo” un avvocato. La pratica è molto più importante della teoria. Viene vissuta come un servizio e le persone non si sentono prevaricate. Ho fatto un esempio. Un uomo che non ti sembra particolarmente intuitivo, nel mondo in cui viviamo, non viene percepito come un uomo leale perché non fanno fede i valori religiosi. L’idea che la famiglia è sacra, ecc. Queste verità erano principalmente delle idee (pensieri già pensati). Ti dico che anche un uomo serissimo quando si trova in un ambiente in cui tanto l’uomo quanto la donna (perché non voglio gettare la croce addosso a nessuno)sono dominati dalla passione per il proprio lavoro o da una qualche forma d’entusiasmo che si riconduce all’Amore quale impulso comune a tutti gli uomini e che all’origine è sempre impulso erotico, qualunque sia la modalità del sentimento amoroso (questo ce lo ricorda anche Boccaccio nel Decameron) potrebbe sentirsi sotto pressione. In quel caso la subordinazione ideologica alla figura materna ha la funzione di neutralizzare il desiderio. In alcuni resta una forma di frustrazione, perché sentono di riuscire ad esprimersi e in alcuni casi diventano aggressivi.

  10. 10
    Rossella -

    […]Come dicevo il problema non è la donna. Ma sarebbe sbagliato pensare che si tratta di un problema di civiltà. Vero è che se tu come moglie, non aiuti tuo marito in questo lavoro di discernimento, rischi di alimentare la sua confusione. In parte le regole della morale domestica servono anche ad ovviare questo genere di problemi. Una certa esuberanza attrae e respinge… l’eros non dipende dal modo in cui ti vesti, ma dal modo in cui ti poni; per cui non mi sembra possibile pensare che nella carriera non ci sia niente di erotico. L’azione della natura si Manifesta anche quando ti sforzi di essere più contenuto/a. La visibilità dell’uomo non confonde la donna, al massimo la infastidisce. La visibilità per l’uomo è sempre un richiamo che ha a che vedere con il piacere, il diletto e il sollazzo. Di conseguenza sarebbe preferibile scegliere la strada della modestia e cercare di accettare i fatti per come vengono raccontati. Per farlo devi avere accanto a te un uomo molto intelligente che dopo aver razionalizzato il tutto preferisce di scoprire nell’intimità la donna che gli sta accanto, e che vive il contorno con una certa indifferenza, essendo a sua volta una vivente che appare come una persona mortale e può sollevare dubbi ancestrali nelle persone che la vedono come una donna. Non mi sembra conveniente per nessuno tornare all’epoca delle madonne fiorentine.

Lascia un commento

Max 2 commenti x volta ▸ Mostra regolamento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili