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La paura può distruggere un amore?

Lettere scritte dall'autore  

Ciao.
So che quanto sto per raccontarvi sarà lo spunto di una marea di critiche e magari anche di qualche “ben ti sta”, ma vorrei un aiuto ed un po’ di forza per capire come andare avanti.
La mia storia è un gran caos.
Ci siamo conosciuti per lavoro, due persone estremamente brillanti e con una marea di interessi comuni. Dalle semplici telefonate di lavoro passiamo a parlare e chattare di noi, per ore, più volte durante la giornata.. Lavoro, idee, progetti, risate.. ogni attimo possibile ci si cercava. Passiamo così due mesi, fino a luglio dello scorso anno, quando lui mi dice che non può più continuare a parlare soltanto ma dobbiamo vederci… non vedevo l’ora ma non riuscivo ad espormi di più.
Ci incontriamo a casa mia e quello che avremmo potuto immaginare era poco rispetto al feeling che abbiamo provato. Era come se ci conoscessimo da secoli, del resto due mesi a parlare di noi per 20h al giorno ci avevano aiutati non poco a comprenderci. Da quel momento non riusciamo più a fare a meno di noi. Poi il primo choc: mi dice d’essere sposato, con un bimbo di pochi giorni.. mai nei mesi in cui ci raccontavamo di noi, sentendoci ad ogni ora del giorno e della notte mi aveva dato sentore di essere sposato e con una figlio all’epoca in arrivo. Mi è crollato il mondo addosso.
Io stavo vivendo un periodo difficilissimo: papà, ed io con lui, stava combattendo contro una malattia che lo avrebbe portato via a fine 2013 e lui era la mia fonte di sostegno e felicità, quindi, nonostante lo choc, mi sono lasciata andare tra le sue braccia ed ho iniziato e poi continuato ad amare ogni giorno di più. Lui era presente più che poteva nella mia vita, ogni settimana stava con me per 2-3 giorni di fila e casa mia era, come lui diceva, il nostro nido. Mi raccontava che con la moglie era ormai finita da tempo, che voleva stare con me e che avrebbe rinunciato alla quotidianità col figlio pur di stare con me che ero la sua felicità; ripeteva che un uomo felice ha la felicità da dare a una figlio.
Io però lottavo con me stessa per questa situazione più grande di me. Non riuscivo ad accettare quando lui se ne andava, egoisticamente lo volevo con me. L’ho lasciato più volte in 6 mesi, ma lo facevo stupidamente alla ricerca di una conferma che ora, a pensarci bene, non avrei dovuto chiedere visto che lui era da me più di quanto avrebbe fatto chiunque. Lui ogni volta mi diceva “tu ed io non possiamo stare lontani” ed infatti tornavamo ognuno nelle braccia dell’altra. Il figlio non è mai stato un problema, tante famiglie sono allargate ed i figli non li vedo così traumatizzati come si può credere. I bambini desiderano amore, se i genitori stanno insieme tanto meglio, ma loro chiedono solo amore non l’ipocrisia di due genitori che stanno insieme per loro.
Lui mi amava e dovevo fidarmi di lui. Invece a metà dicembre sono uscita di testa! Mai in tutta la mia vita avevo avuto una reazione simile. Da pochi giorni avevo perso papà e lui, pur avendolo vicino, era in preda ai sensi di colpa verso il figlio. Mi stava vicino quanto più poteva ma io ho avuto il mio primo colpo di testa. Dopo una serata in cui la tensione era alta a causa della moglie che continuava a chiamarlo con banali scuse, io son sbottata. Ho preso le sue cose, ho svuotato i cassetti, messo tutto in una borsa, gli ho chiesto le chiavi di casa mia, il nostro nido, e gli ho detto di andarsene. Lui è sbiancato, abbiamo pianto entrambi ed è uscito di casa. Me ne son pentita immediatamente e l’ho rincorso ma senza successo. Il giorno dopo ho fatto 150km per riportargli le chiavi del nostro nido.. gliele ho lasciate nella cassetta della posta scrivendogli che noi siamo la nostra felicità e meritiamo di riprovarci.
Passano pochi giorni e ci rivediamo per lavoro. Io ero distrutta, mi mancava il mondo. Avevo perso papà e credevo d’aver perso lui. Lui però era dolce, mi accarezzava la mano, cercava il contatto con me ed io non aspettavo altro. La sera, prima di salutarci, siamo tornati nei nostri abbracci e tra i nostri baci. Poi se n’è andato per le vacanze di Natale in famiglia. Abbiamo passato 15gg sentendoci ogni volta che si poteva, ogni scusa per lui andava bene pur di allontanarsi e stare con me. Mi diceva che gli mancavo, che l’unica cosa di cui era certo era che non voleva perdermi, che guardando il figlio si chiedeva perché non ero io la madre di quel bimbo…
Ci rivediamo ai primi di gennaio a casa mia. Non riusciamo, come diceva lui, come aveva sempre detto lui, a starci lontani. Passiamo una serata speciale, come speciali erano i nostri momenti insieme. Dormiamo abbracciati, cercandoci come se avessimo paura di perderci. Poi, all’improvviso, mi dice “io non posso lasciare mio figlio!”. Mi è crollato il mondo addosso.
Ho avuto l’uscita di testa peggiore che potevo avere: l’ho ributtato fuori di casa urlandogli in faccia tutta la rabbia che avevo, dicendogli che avrei raccontato tutto alla moglie. Quella sera tornò a casa e glielo raccontò lui, impaurito che potessi farlo io.
Quella sera, quando ancora il nostro amore sembrava perfetto, abbiamo concepito colui che potrebbe essere nostro figlio. Ma che ora non so se nascerà.
Io stavo male, era un periodo di malessere generale e vomitavo spesso.. ed è successo ciò che non era previsto, anche se un figlio nostro lo sognavamo per il futuro.
Dopo mille domande, se dirglielo o non dirglielo, una settimana fa gli ho detto tutto. Per lui esiste solo l’interruzione della gravidanza; per me è un incubo. In due mesi ho perso papà, un grande amore e non me la sento di rinunciare pure ad un figlio.
Lui ora di me ha paura. Dice che per me ha messo in dubbio tutto, stava rinunciando a tutto. Vuole starmi vicino in questo momento difficile per entrambi ma di me non si fida più. La moglie lo controlla a distanza, mille interrogatori, in casa è un incubo..
Ero il suo grande amore e lui il mio, ma io l’ho trattato come un pezzente ed ho distrutto tutto. Mi son pentita di quei due colpi di testa, ho capito d’essermi comportata come una stupida egoista..
Io se rinuncio a questo figlio lo faccio solo per l’amore che provo per lui, per dimostrargli che lo amo e non voglio distruggere la sua vita. Ma ho paura…
Abbiamo entrambi paura, lui di me.. io del mio futuro e di fare una scelta sbagliata..
Vorrei tanto tornasse, ma come si fa a fargli passare la paura che ha di me?

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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7 commenti

  1. 1
    Spazzatura -

    “Per lui esiste solo l’interruzione della gravidanza”
    ha fatto l’amore con te senza precauzioni (nel 2013!!!) e poi ops sei rimasta in cinta? abortisci!
    “Dice che per me ha messo in dubbio tutto, stava rinunciando a tutto”
    Viveva l’innamoramento dei ventanni poi si è reso conto di avere una famiglia che non voleva lasciare e tu sei diventata solo quella pericolosa che poteva rovinarlo.
    “di me non si fida più”
    Lui non si fida più di te?! ti ha mentito sul fatto che era sposato con un figlio in arrivo e ti ha fatto fare l’amante per non so quanto tempo con la vana promessa che presto sareste stati insieme.
    Secondo me questo basta per chiudere la storia e scappare il più lontano possibile da questo mezz’uomo. Se te la senti di crescere un figlio da sola tieniti il bambino.

  2. 2
    Aton -

    Sono dichiaratamente contro l’aborto, la vita è sacra. Tieni il bambino altrimenti sì che faresti qualcosa di irrimediabile. Per il resto c’è rimedio e speranza, ma lascia andare quel minchione per carità.

  3. 3
    ele80 -

    Non e’ la paura a distruggere un amore.. Ma e’ l egoismo Che avete entrambi.

  4. 4
    ele80 -

    Mi sembra di capire che la tua unica preoccupazione sia quella che ora Lui ,in un modo o nell altro,torni da te.mah.

  5. 5
    Katy -

    @ aton. Per una volta totalmente dccordo con te… Anche il termine minchione è adattissimo a un tizio del genere.

  6. 6
    lulamae -

    La mia unica preoccupazione non è che lui torni da me, come posso aver dato l’impressione di pensare. Io vorrei fare il meno male possibile a chiunque, lui compreso.
    Ho capito quanto tenga al figlio già nato e quanto sia disposto a fare per quel figlio avuto con una moglie che sempre mi ha detto d’aver smesso di amare e che per lui è una coinquilina, ma sempre madre di suo figlio.
    Non credo il mio sia egoismo, ho solo una paura assurda di far del male. Chi mi dice che questo bimbo non è voluto e quindi non deve nascere, anche per il bene mio. Che se facessi nascere questo bimbo vivrei il resto della mia vita con lui davanti e con la speranza possa tornare. Lui che mi dice che se questo figlio nascerà, verrà sbattuto fuori di casa e perderà tutto, figlio compreso, e certo non tornerà da me.
    Io sono distrutta. So d’aver sbagliato a mettergli tutte le pressioni che gli ho messo, e non saremmo a questo punto se fossi stata più paziente e comprensiva. Ma tutto l’amore che dimostrava per me, ora dov’è finito? Mi sento sola, abbandonata e incompresa. Io non sono il mostro che lui ora crede.. Son sempre colei che lui amava. A me fa male pensare a questo figlio ed al male che farei forse ad entrambi, lui e figlio, se decidessi di farlo nascere. E’ vero, lo amo ancora e l’unico motivo per cui rinuncerei a nostro figlio è per evitare di rovinargli la vita.. Questo non lo chiamerei egoismo..

  7. 7
    ele80 -

    Ciao, scusami ma siamo donne e parliamoci da tali. Non voglio accusarti perche l amore ci rende tutti piu sciocchi.
    ma Tu non e’ che hai cercato questo figlio pensando di formare Una nuova famiglia? Sai capita..che si pensi di fare la scelta giusta e poi ci si ritrovi con tutto sbagliato. Questa creatura povera Stella puo vivere bene anche solo Una madre perche’ quest uomo non ama ne Te ne amera’ un giorno tuo figlio. Dai a questo bimbo l opportunita’ di venire al mondo!!!!!

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