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Considerazioni sui parchi di Mestre, il Comune e la Veritas

  

Egregio Direttore,
sono mamma di un bimbo di tre anni che, grazie a Dio, è sano e robusto ma, ahimé, come diceva mia nonna, “con l’argento vivo addosso”.
Spesso e volentieri, per contrastare il “demonio televisione” e la dipendenza che ne genera soprattutto nei più piccini ed anche – lo confesso – per delegare a madre natura lo sfogo della sua vivacità, mi reco con mio figlio presso uno dei parchi della mia città (Mestre): ne frequentiamo assiduamente due.
Vivendo in Via G. Felisati il più comodo per noi è il Parco “Piraghetto”: molto grande e con un ampia isola dedicata ai bambini, con altalene, scivoli, casetta e giochi vari , e tanta sabbia per “scavare delle grandi buche”.
Parlando con una mamma e riferendole che portavo mio figlio al Piraghetto, mi sono sentita dare della pazza, perché considerato ricettacolo di sporcizia, siringhe, topi e quant’altro, e soprattutto sentendomi dire che in 20 anni la sabbia non è mai stata cambiata – sic! -.
Quando si va dalla nonna, per comodità ci si reca al c.d. Parco delle Manine, in Viale San Marco. Parco di più piccole dimensioni e per questo, forse, più a misura di bambino, ma comunque anch’esso ricco di giochi e dotato di una sabbiera dove i piccini si possono sentire….. quasi al mare.
L’altro giorno Alessandro era al Parco delle Manine con la nonna, e dalla sabbiera è fuoriuscito un “simpatico” topolino di circa 20 cm, che ha destato più panico nelle mamme che nei bambini, che non ne hanno colto, sicuramente, il significato peggiore.
Il giorno seguente c’era un addetto della Veritas che spazzava il succitato parco (ovviamente nell’ora di punta e non al mattino presto quando non ci sono bambini) e prontamente mia madre gli ha riferito l’episodio del topolino. Questi ha replicato che Mestre è “piena di topi” e che questi albergano soprattutto nei parchi (“Il Piraghetto ha pantegane di 50 cm, il Parchetto di Altobello non ne parliamo) e che finche diamo da mangiare ai bambini merendine e si fanno briciole alimentiamo questo fenomeno.
Ebbene è mai possibile che il nostro Comune e che la Veritas (che paghiamo lautamente) non facciano assolutamente nulla e che i nostri bambini possano, “giocando all’aria aperta”, contrarre malattie gravi come la leptospirosi e la toxoplasmosi ? (le sabbiere di notte non vengono coperte e sono prese d’assalto dai gatti randagi che ci urinano e defecano).
Spero che queste mie pacate considerazioni possano generare “un senso di colpa” nelle nostre Autorità e che si prendano dei piccoli accorgimenti per migliorare l’ormai intollerabile degrado di una città che ha il dovere di preservare l’igiene e la salute dei suoi abitanti e soprattutto dei bambini.
Grazie.
Roberta Fenzo

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