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Ogni aiuto sarà altamente apprezzato

Sono cosciente che la vita è composta da continue fasi di mutamento e che il saperle accettare nel modo migliore ci permette di vivere nel miglior modo possibile.
Purtroppo nel corso di questo anno ho avuto uno di quei periodi, che molti definiranno di grande crescita ma io avrei necessità di aiuto perché esattamente in questo momento sto piangendo a dirotto scaricando il dolore che ho realmente accumulato e che ho cercato di reprimere il più possibile per le motivazioni che leggerete qui di seguito.
Mia madre, pilastro della casa, ha sofferto negli ultimi 7 anni di depressione e quest’anno dopo una lunga degenza ospedaliera le hanno riscontrato il morbo di parkinson. Questa malattia ti porta a vedere uno degli esseri che ami di più nella tua vita a morire lentamente davanti ai tuoi occhi e la disperazione è quotidiana sia sua che nostra, per tanto cerco sempre per quello che riesco di essere forte e sorridente e di minimizzare le a volte stupide problematiche che si pone per darle sempre un pizzico di ottimismo almeno per qualche istante per non vederla soffrire… è veramente dura…
Mio padre malato da anni di tumore non ha un carattere aperto e questo ha fatto si che noi figli non avessimo un rapporto con lui, non è una persona cattiva ma non abbiamo mai parlato e ne ricevuto coccole baci o carezze ed in più il pilastro della casa è sempre stata la mamma per tanto si vede che anche lui non sa che fare.
Mio fratello più piccolo di me di molti anni, in tutto questo ci sono io che cerco di sostituire il padre e la madre… non posso quindi permettermi di essere troppo triste…
In tutto questo ho perso il mio lavoro, un lavoro che amavo infinitamente e che svolgevo con la massima passione, purtroppo per vari motivi la società ora è in liquidazione… per me è stato veramente duro perché oltre ad essere quasi il mio svago era anche la mia unica fonte di soddisfazione.
Qualche giorno fa… io e il mio fidanzato con cui ero insieme da 11 anni ma che purtroppo non mi è stato minimamente accanto come da lui stesso confermato nell ultimo periodo ci siamo lasciati, perché come forse spesso capita lui non era pronto ad affrontare una vita a due o forse non so semplicemente non sono la persona adatta a lui.
Ecco io vi dico sinceramente ora che posso piangere in santa pace che sono disperata… e si certo cerco di farmi forza di distrarmi ma davvero non so da dove cominciare né come, tenendo conto che purtroppo ho pochi amici e che questi naturalmente hanno i loro problemi.
Vorrei quindi leggere magari qualcosa da persone che sono passate in situazioni simili per sapere come si esce da questo che al momento vedo come un tunnel nero senza luce.
Grazie a quanti vorranno dedicarmi del tempo per la risposta.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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7 commenti

  1. 1
    stella -

    Ciao cara,
    questi periodi neri purtroppo nella vita capitano e sembra non finiscano mai, ma non è così se non si cede alla disperazione si superano anche se lasciano tracce dentro di noi. Sei una persona positiva è questa è una grande forza, aiuta. Il tuo ragazzo probabilmente è rimasto molto indietro rispetto a te in quanto maturità, in questo insieme di situazioni tu sei cresciuta e sicuramente sei meno spensierata e lui forse non era pronto ad asssumersi delle responsabilità e a rinunciare alla vita spensierata di prima. non preoccuparti guardati intorno, non necessariamente per trovare un altro uomo, ma con la curiosità di conoscere persone nuove. Comincia a cercare un altro lavoro, magari per adesso solo rivolgendoti ad agenzie o presentando il tuo curriculum ad altre ditte, non abbatterti, andare in giro ti distrae comunque e ricordati che tu sei la sorella e la figlia non accollarti compiti che non sono tuoi, e se proprio ti pesa troppo rivolgiti ad uno psicologo, puoi rivolgerti presso il consultorio il servizio è gratuito tranne un ticket e sono bravi

  2. 2
    toroseduto -

    Nell’arco di una intera vita possono verificarsi le situazioni che a te si sono concentrate in un breve arco di tempo. Ma bisogna rialzarsi
    e andare avanti, come prima cosa, dovresti trovare un lavoro al più presto, questo per avere la mente impegnata, di fronte a simili situazioni,si matura in fretta, la cosa più stonata, perchè non venuta dal caso, il fidanzato. Dopo 11 anni si rende conto che non siete fatti uno per l’altra…E lascialo andare via, non ha dato certo prova di maturità. Io ho avuto gli stessi problemi tuoi, e qualche extra in aggiunta.Conosco il dolore e la rabbia che a volte si prova nell’impedimento a fare qualcosa. Qualcosa comunque lo puoi fare,
    Armarti di coraggio e cercare di mostrarti serena anche quando hai dentro tutta la tristezza del mondo,cerca di alleviare ai tuoi genitori la sofferenza mostrandoti serena, facendoti scudo della forza interiore di cui hai bisogno,mio padre non voleva vedere nessuno
    e siamo 6 tra fratelli e sorelle,non sopportava di avere uno sguardo smarrito e impaurito di fronte.Solo me accettava, non so nemmeno dove trovavo la forza di mostrarmi a lui sempre sorridente e di parlargli,gli facevo la barba, non accettava di farsi vedere da nessuno nel suo stato, era un’impresa difficilissima anche lavarlo. comunque l’ho fatto per più di un anno e diventava sempre più difficile, fra i tanti mali aveva la psioriasi purulenta,non accettava
    l’ospedale, mi diceva che voleva morire a casa sua. Ho fatto con amore,tutto quello che i medici mi dicevano, e questo amore mi dava la forza interiore di agire. Piangi tutte le volte che ne senti il bisogno,e ricorda che l’Amore, non la pietà o il dolore, ti daranno la forza di alleviare le loro sofferenze, di cui la maggiore è vedere i figli soffrire,anche se non lo danno a vedere, ma fra tutte le sofferenze per loro, e vedere sullo sguardo dei figli la tristezza. Continua a scrivere, altri ti risponderanno, non tenerti tutto dentro. Perchè la vita non risparmia nessuno, coraggio!

  3. 3
    semplicemente -

    Grazie Stella non posso che condividere quanto hai detto, si sono diventata forte nel corso del tempo grazie a questi eventi e grazie anche ad altro.
    Come dice toroseduto la vita non risparmia nessuno ed in questi casi la forza a me viene a mancare quando sono sola e cerco di rilassarmi un pochino …
    Sicuramente non ho intenzione di trascorrere la mia vita accanto ad una eprsona che dovrebbe essere la mia metà … quella appunto che condivide con me gioie e dolori che dovrebbe sopperire alle mie mancanze e io alle sue pero e sempre duro prendere cosceinza da un momento all altro che proprio quello che temevi non è un sospetto ma una certezza.

    Grazie di cuore veramente

  4. 4
    stelladimare -

    stelladimare
    Ciao, condivido in pieno le parole di toroseduto, non sei sola. Qui sicuramente avrai appoggio, scambio di opinione e conforto.
    Non è mai bello x un figlio stare lì inerme ad assistere alla interminabile malattia che si sa quando inizia, e non si conosce la fine che sia essa maligna o benigna.
    Io credo in Dio ma non sono molto praticante, posso dirti che mio padre a 40 anni ha avuto il primo infarto che io ero bambina, gli si stringeva in gola e non riusciva più a respirare e mi cadde praticamente addosso. Dal primo di infarto ne susseguirono altri 2, fu poi costretto ad una operazione che oggi è diventata all’ordine del gg, la coronareografia della quale prognosi si scioglieva dopo le 48 ore che non furono aspettate dato l’avvenuto ictus cerebrale con 2 lesioni al cervello che fecero sì che non superasse quindi l’operazione. La conseguenza fu quindi una paralisi del corpo, arti, cervello,, bocca, lingua, tutto il lato sinistro.
    Mia madre era allora casalinga e lui un grosso commerciante di un particolare genere alimentare, le olive, che lo portavano di continuo ad andare in Grecia ed in Sicilia x seguire il proprio lavoro, dalla nascita delle olive alla produzione fino alla vendita. Noi, 4 figli di cui 2 femmine e due maschi, dopo l’accaduto mia madre si dovette sobbarcare le maniche e scendere al negozio del quale non conosceva assolutamente nulla. Mio fratello, nell’ordine il più grande potette solo raggiungere il diploma, fu costretto gioco forza ad aiutare mia madre nell’attività, ed io, nell’ordine la terza ma prima come donna,
    mi toccò la parte culinaria. Ricordo ancora le parole di mia madre: “ricorda che la salsa si cuoce a fuoco lento, e non dimenticare di mettere il basilico”.
    Ognuno di noi diede ciò che poteva, lo tirammo via dal Policlinico con forza, era sempre imbottito di medicinali. Mia madre lo portò a casa e lì iniziò il vero e proprio sperpetuo.
    X me fu un trauma indicibile vederlo con la bocca tirata, un braccio completamente

  5. 5
    stelladimare -

    morto, una gamba che si trascinava appresso e x giunta, le lesioni al cervello non gli permettevano di poter essere lucido, lo poteva essere solo a sprazzi di attimi.
    Quante le difficoltà, guarda, inimmaginabili, ma non x noi. X lui che chiaramente x potersi lavare e metterlo nella vasca ci volevano 3 persone, lui, che come lui non ne ho conosciuti di uomini, piangeva perchè era costretto ad avere bisogno di noi pur solo x lavarsi, e noi che gli vedevamo scendere le lacrime in silenzio nella piena difficoltà di non potersi esprimere. Dio mio, grazie x avermi dato la gioia di viverlo e di aver potuto conoscere in pieno la sofferenza vera perchè grazie ad essa oggi sono forte, in grado di capire cosa significa vivere ciò che tu stai solo ora agli inizi.
    Il suo fu un travaglio lungo e difficile, dai cardiologi ai fisioterapisti, agli infermieri agli specialisti del campo. Se non altro era pur vero che era ormai su una sedia a rotelle ma c’era. E tra l’altro in casa sua. Ma il suo era un continuo combattere contro la sua malattia, non si accettava a vedersi così. Piangeva di continuo come un bambino, mi stava morendo nell’anima. Il poi sentirsi non in grado di portarci avanti x lui era una cosa terribile. Un gg gli andò una gamba in cancrena, gli specialisti dopo riunioni varie stabilirono di tentare di portar via la cancrena e cercare di salvargli la gamba. Tutto bene. Riuscì alla grande ma dopo nemmeno 3 anni anche l’altra gamba gli andò in cancrena. Era sempre sotto cura fisioterapistica privata, cioè la fisioterapista veniva a curarlo a casa e NON SI ACCORSE DELLA CANCRENA che lo aveva preso all’altra gamba. Lui riusciva a camminare trascinando la gamba sinistra con un bastone.
    Ricordo che quella sera iniziò a lamentarsi, era seduto in cucina ma nessuno di noi capiva il perchè. Avevamo da poco finito di cenare.
    Nulla, i lamenti sempre più forti, mio fratello grande e mia madre si decidono a vestirlo e a portarlo in ospedale.

  6. 6
    stelladimare -

    Ora voglio che ti soffermi attentemmente a ciò che ti scrivo.
    Mentre mia madre scende a prendere la macchina, lui mi chiama, era seduto in cucina e mi dice: “Tizianè, io me ne sto andando… me ne vado lì su, in Cielo”, ed io meravigliata che gli dicevo.. papà ma che dici, questo è solo un controllo.. e lui riprende dicendo “perdonami a papà se non ti potrò portare in chiesa, volevo vivere x vederti felice e con il vestito bianco, ma non ti preoccupare, io non ti lascerò mai, ovunque sentirai la mia presenza, papà ora ti lascia ma non ti lascerà mai. Ti verrò in sogno, io e te comunicheremo sempre, non ti abbandonerò mai”. E mentre piangevamo insieme, stretti in un forte abbraccio, sopraggiunge mia madre.
    Mio padre credeva nell’aldilà e mi trasmise questo suo pensiero, ci credeva molto in quanto in tutto il suo travaglio tra un infarto e l’altro, lui mi raccontò di ricordare la sua esperienza di pre-morte. A riguardo leggeva molti libri ed a trasmesso a me questa passione.
    Da lì all’ospedale, i medici dicono della cancrena all’altra gamba e che il cuore dopo 3 bypass non avrebbe sopportato l’operazione.
    La riunione dei medici x questo verdetto durò ore fino alla mattina dopo, fu così che ci dissero “è MEGLIO CHE VE LO PORTATE A CASA”dff.
    Si iniziò a spargere la voce in famiglia che la sua vita non sarebbe durata da lì a 3 gg, la mia casa diventò un campeggio ed io una sentinella sempre vicino a mio padre. Non dormii nè mangiai x 48 ore, lui era già entrato in coma.
    Una delle sorelle mi pregò più volte di andarmi a riposare. Mi decisi e mi maledico ancora dopo 26 anni dalla sua fine.
    IN QUELL’ISTANTE CHE MI POGGIAI SUL LETTO, lui si è spento DICENDO COME ULTIMA PAROLA, IL MIO NOME.
    Non sai mia cara come ti capisco. Raccontare la storia di mio padre x me non è stata facile, soprattutto perchè oggi, 25 è il suo compleanno e se fosse stato con me avrebbe sompiuto 74 anni.
    Si è spento a soli 48 lasciandomi sola a 16 anni. Troppo pochi, non credi? Ti sono vicina

  7. 7
    ale -

    tante risposte che ti sembrano non corrispondere ai tuoi sentimenti.
    tanti pareri.
    essere forti ( am dentro lo sai che hai bisogno di compressione, qualcuno che ti capisce)
    sarai tra poco stanca ( per fare da genitori ai tuo fratello, di essere tu quella che sbriga tutto, quella che tutte le risposte)
    é una fase da passare, da supperare, da limitare sfruttamento.
    anche io ho dovuto fare la più forte 8 avendo il cuore a pezzi, di tirare altri dal depressione, )
    ma
    troverai le risposte, dovrai fare le scelte ( non devi pensare che feriscono gli altri( non è cosi))
    provi a comprendere il tuo fidanzato, ha avuto la paura, non impegnarsi con te
    ma portare le tuoi oblighi (fai tanto, ma nessuno ti dice grazie)
    non ti passa subito, devi avere un pò di pazienza
    un saluto

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