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Nuovi amici a 30 anni: troppo tardi?

di gulliver

Riferimento alla lettera: Ho sempre pensato che l'amore e l'amicizia non siano poi così diversi. In entrambi i casi si condividono pezzi di vita con altre persone. E credo che sia quanto di meglio ci possa capitare in questa vita. Io "stesso" provo una grande soddisfazione quando mi capita di rievocare dei momenti...
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Categorie: - Me stesso

149 commenti

Pagine: 1 2 3

  • 51
    bergo -

    verissimo ambrogio. la gente si aggrappa a tutto, a seconda dei momenti e delle mode. adesso vanno forte il vegano e la cromoterapia. ovviamente quelli che acchiappano facilmente continuano tranquillamente a mangiare carne e a vivere nel grigiore perchè non devono “dare un senso” alla loro vita 🙂

  • 52
    o.t -

    ecco..la mia stessa,identica paura.Se non sei riuscito presto a farti veri amici,in età adulta(ed io vado x i 37)si potranno mai creare?io ne dubito fortemente..almeno per quanto mi riguarda.Mi sento addosoo una maledizione..è sempre stato cosi’,fin da bambino,le esperienze che per gli altri erano comuni,a me sembravano (e purtroppo lo erano)inarrivabili..

  • 53
    ale -

    Ofiuco per me 6 un grande!! Ilctuo msg mi ha dato serenità!!

  • 54
    Saimon -

    ho trovato la tua lettera scrivendo su google proprio il titolo da te messo…mi ritrovo in ogni tua singola parola e nella tua stessa situazione…sto per laurearmi e non vedo l’ora di lavorare per iniziare a cambiare vita,almeno per me stesso.Spesso e volentieri penso all’estero sia per situazione lavorativa migliore sia per crearmi una nuova vita da zero…un nuovo inizio.L’essere iper riflessivo e molto legato ai miei valori mi ha portato all’odierna situazione di stallo sociale.Bisogna sempre credere in se stessi e avere fiducia che il futuro sarà migliore e andarsi a creare le opportunità e le situazioni.Purtroppo in giro c’è molta mediocrità,lo dico senza presunzione.L’importante è non star fermi e cercar di smuovere le acque.

  • 55
    Yog -

    Se smuovi le acque, anneghi.

  • 56
    Diego -

    Gulliver, ma sei sicuro che i Lillipuziani vadano bene per te?

  • 57
    NUNNU -

    Ciao.. anche io mi trovo in una situazione simile.. e per quanto riguarda gli amici d’infanzia, io ho lottato ho fatto di tutto per non perderli, anche quando mi sono trasferita in un altra citta’.. pensando che allora, non avendo potuto scegliere di rimanere nel piccolo paesino dove avevo passato l’infanzia, potevo scegliere di continuare le mie amicizie, e cosi’ e’ stato, spece quando finalmente raggiunsi l’indipendenza della patente ed e’ andata avanti cosi’ per tanto tempo, finche’…qualcosa e’ cambiato.. e che le cose cambino e’ normale, naturale.. tranne quando vedi che di proposito sferzano indifferenza e arroganza e alla fine fanno a meno di te in maniera disinvolta…quello che sto cercando di dire e’ che alla fine trovare persone amiche non e’ una “fortuna” da trovare per forza nell’infanzia, o che gli amici d’infanzia sono i migliori, la fortuna e’ trovare persone speciali e leali.. non ha importanza da quanto tempo ci si conosce, certo, permette una certa confidenza, ma poi.. e’ tutto da vedere, insomma gli amici d’infanzia non sono sempre i migliori…

  • 58
    Diego -

    A me sembra che tutto il mondo dorma il sonno degli oppiati…

    E’ mai possibile che non vi rendete conto che la vita trasforma tutti in zombie, esseri milioni di anni luce lontani da ciò che erano da bambini? E se ne vantano pure! Ma che cos’hanno nella testa, forse il delirio della crescenza?

    Inutile frignare infelici e insoddisfatti, vi piace CRESCERE? E continuate a cresce finchè non scoppiate come palloncini ingottati dalle scemenze mortali che avete ereditato dai cari vostri genitori, quali misteri, patemi, onori, doveri, luoghi comuni, autoesaltazione sociale ecc. Da bambini ragionavate benissimo.

    Un’acatombe, altro che un suicidio di massa! Abbiate il coraggio di ammettere che avete toppato come tutti i vostri cari antenati e piantatela di piangervi addosso come se la colpa fosse di qualche entità soprannaturale.

  • 59
    silvia -

    Una lettera che potrei aver benissimo scritto io. Medesima situazione, medesimi patemi. Mal comune purtroppo, e niente gaudio.

  • 60
    iosonoio -

    Dipende se ti accontenti di amici di comodo o vuoi amici veri. Nel primo caso non è mai troppo tardi. Nel secondo purtroppo è raro, ma non impossibile.

  • 61
    nemesis -

    Tutti parlano di cercare le amicizie in base agli interessi ma non valutano che a una certa età le amicizie si sono già formate. Inutile dire che qualsiasi attività viene fatta in gruppi di amici che si trovano e li fanno gruppo e sono gruppi già acquisiti. Sbrigati, affrettati, prima che sia troppo tardi, superati i 30 trovare amici è praticamente impossibile e patetico nonchè inutile e innaturale. Il tempo delle amicizie passa a una certa età per lasciare il posto alle responsabilità, moglie e figli. Una volta raggiunto quello stadio le amicizie non sono più così indispensabili a meno che non siano legate al lavoro. Io non ho più amici, ma non mi dispero per quello, ma più che altro per non avere una donna con cui avere figli. Moltissima gente che conosco non ha alcuna necesità di avere amici, ma solo una donna con cui condividere gli interessi, il resto non conta.

  • 62
    Marco -

    Grazie per le vostre riflessioni, ho letto tutto con interesse.

    Io ho 34 anni e ho sempre avuto buoni amici nonostante le mie poche capacita’ sociali e timidezza. 8 anni fa – per motivi di lavoro – sono andato a vivere da solo in nord Europa, socialmente difficile per motivi di clima, cultura e lingua e agli inizi penso di aver raggiunto una fase di solitudine quasi al limite del sopportabile. In realtà una cosa positiva perchè ho imparato quello che ho letto in altri commenti, ovvero che le fasi negative in realtà aiutano a pensare, reinvestarsi, abituarsi ad essere SEMPRE pro-attivi ed uscire costantemente dalla zona di confort. Esempi: corsi di lingua (inglese o spagnolo consigliati), ballo (anche se non vi piace, se l’insegnante è bravo, vi piacerà dopo alcune lezioni), trekking. Non sapete dove andare in vacanza ? fate 1 (o meglio, 2) settimane di corso di spagnolo in giro per il mondo (e.g. corso intensive enforex.com, ogni livello e partono ogni lunedi), andate da soli e conoscerete sempre gente (non la maggior parte, ma ci sono anche ragazze/i 28-40 anni spesso nella vostra stessa situazione).

    Riguardo all’amicizia, sono stato spesso deluso da alcune persone false che mi sono state vicino solo x interesse, ma col tempo ho imparato a non alzare le aspettative e ora sto meglio. Chi si incontra sono compagni di viaggio, c’è chi ci sfrutterà, ma anche voi vi sarete anche voi fatti un amico/a persona simpatica solo per conoscere altra gente, no ?

  • 63
    Yog -

    No.

  • 64
    Regina Incoronata di Splendore -

    Concordo con Yog!

  • 65
    Marco -

    se non per quello, sicuro per altre ragioni non 100% atruiste, caro monosillabo commentatore

  • 66
    eallorasi -

    Gentile Marco, non sempre nella vita è semplice applicare quello che è possibile dire con frasi fatte, seppur sensate. Piuttosto cerchiamo di evitare polemiche e magari anche spam e di lasciare maggiore spazio al rispetto verso chi non è così bravo come te a mettere in pratica certe saggezze. Saluti.

  • 67
    nemesis -

    Dopo i 30 non servono amici a meno che non a scopo professionale, ovvero collaboratori.
    Uno può sentire la solitudine, soprattutto se non si ha la donna, ma il problema non è il fatto di non avere amici, ma di non avere la donna, quello è il vero problema.

  • 68
    Regina Incoronata di Splendore -

    D accordo con nemesis.

  • 69
    Yog -

    Corretto. L’uomo oltre i 30 ha bisogno di amiche. Quelle degli altri, ovviamente. Anche se è pur vero che si può giocare a carte in tre anzichè in quattro (“con il morto”), ma è dura giocare “con tre morti”.

  • 70
    Vale -

    Provo a dire la mia: sono una ragazza di 33 anni, a volte mi sento anch’io nella situazione di gulliver, con la differenza che invece io alcuni buoni amici ce li ho (quelli con la A maiuscola per intenderci), il problema è che però per vari motivi (sono fidanzati, sposati, in altre città) li vedo pochissimo, giustamente hanno esigenze diverse dalle mie. Quello che mi manca è invece qualche amico/a single come me con cui condividere le uscite, fare dei viaggetti, andare a fare shopping.. insomma condividere esperienze. E poi chissà, magari la condivisione è un modo per capire se può nascere un’ amicizia vera e propria.

  • 71
    PerValeDaG -

    Ciao Vale,
    la domanda sorge spontanea… di dove sei? 🙂

  • 72
    Yog -

    Vale, se ti piace fare shopping ti porto con me in un super di Quarto Oggiaro dove trovo la narda a quasi un euro meno che all’Esselunga. Ti va? Di solito la narda cementa le amicizie meglio della resina epossidica.

  • 73
    PerValeDaG -

    Rilancio con un pizza, vera pizza… quando è buona non incolla la pancia, ma incolla le persone tra loro! 😛

  • 74
    Piccola -

    Io prendo porcini e mozzarella di bufala, supplì, crocchette e coca cola. Ordino prima io eh, così è sicuro che aspetto meno!

  • 75
    Serepta -

    Ciao Gulliver, ho letto la tua lettera e mi ritrovo perfettamente in tutto quello che hai scritto. Mi piacerebbe contattarti, se ti va possiamo darci una mano! Un saluto

  • 76
    @Serepta -

    Serepta scrivimi a gulliver_2017@outlook.com. Ti aspetto!
    ps è un account momentaneo..

  • 77
    Vale -

    Per G: sono di Matera! E la serata pizza sarebbe un’ottima idea!
    Per Yog: cos’è la narda??

  • 78
    Sirenetta -

    ho 34 anni e pensa che non ho tempo di andare via con i miei amici perché lavoro, devo stare dietro alla mia famiglia figurati se voglio conoscere gente nuova, del resto preferisco godermi la vita in solitaria

  • 79
    violet -

    ciao gulliver e ciao a tutti.io ho 33 anni e da un po di anni sono andata via dal mio paese per lavoro.le amiche “vere” le ho lasciate li ma anche se fossi rimasta ormai ognuna di loro si è creata una famiglia e di certo non poteva essere più come prima.
    da quando mi sono trasferita ho conosciuto colleghe con cui siamo diventate anche amiche ma anche loro hanno una propria famiglia,fidanzati ecc..al di fuori ho conosciuto alcune persone e si usciva in gruppo ma poi vuoi per il lavoro che mi porta via molto tempo e una serie di incomprensioni sono rimasta da sola..
    poi ho conosciuto tramite internet una ragazza e siamo diventate amiche.ci vedevamo spesso andavamo al cinema,a mangiar fuori oppure una semplice pizza a casa e ricominciavo a stare bene.poi anche lei si è fidanzata.ci vediamo si ma è normale non piu come prima..
    c e da mettere anche che ho collezionato in questi anni non poche delusione sentimentali,specialmente l ultima recente che mi ha buttato nuovamente giù.è facile dire “non ci pensare,passerà!” ma che ne sanno gli altri dico io.purtroppo sono molto sensibile.a volte invidio le altre persone che se ne fregano di tutto.
    io mi sento in un limbo.

  • 80
    @Violet -

    Noi siamo il nostro limbo e la nostra soluzione, sempre. Violet, mi piace il tuo nick. Viola è il colore del misticismo. Forse a volte la paura di uscire allo scoperto ci preclude a qualcosa e il mistero da affascinante rischia di diventare un limite per gli altri e per noi stessi. Chissà. C’è una mail… se vuoi approfitta 🙂

  • 81
    Cuore -

    Ma che domanda è!? Ma fatteli e basta!

  • 82
    Alessandra -

    Magari è troppo tardi e non leggerai questo commento, Gulliver, ma io ci provo lo stesso. Leggere il tuo scritto è stato come vedere i miei pensieri catapultati sotto gli occhi di tutti. La prima reazione è stata quasi di sconcerto, il sentirsi esposti….”Non è timidezza, non è introversione. Credo che sia solo la pena da pagare per chi é costretto a pensare tanto, non riuscendo a vivere con superficialità 365 giorni all’anno”… “La mia difficoltà, lo ammetto, è che non riesco a trovare le circostanze per creare amicizia, ma è anche vero che tutte le volte che si sono create sono sempre stato io ad alimentare, cercare gli altri, creare socialità. Ma sono arrivato a un punto dove tutto questo mi ha stancato. Sono stanco di correre dietro tutti, vedo mediocrità ovunque, vedo modi di fare interessati ovunque. Sono avvilito”….questa sono io in versione femminile!! Magari sono sonnambula senza saperlo e una notte di tanti anni fa mi sono alzata da letto e sotto il nome di Gulliver…

  • 83
    Alessandra -

    ho scritto quella lettera !
    La seconda reazione, a mente un po’ più fredda, è stata di sollievo. E di questo ti ringrazio!
    La terza, e ultima, è stata: “sento l’irrefrenabile bisogno di sapere come stai ora..adesso nel 2018”.
    Chi è Gulliver ora ?
    O magari è solo lo specchio di un’altra domanda…
    Chi sono io ora? Una ragazza di 30 anni, che nonostante tutta la solitudine che respira, è fatta del 60% di acqua e 30% di fiducia e speranza…. e ora anche un 10% di voglia di chiacchierare di persona con te in un locale soft, seduti su pouf coloratissimi.

  • 84
    Yog -

    Ottimo il locale soft. I pouff, vabbè. Accettabili solo ordinando narda con ghiaccio.

  • 85
    gulliver -

    Ciao Alessandra,
    grazie per cercarmi. Non so se sei sonnambula e se hai scritto queste cose al mio posto inconsapevolmente oppure se non siamo effettivamente così “soli”, se non siamo gli unici a “patire” le condizioni poco stimolanti, diciamo così di questa realtà. Quando prendiamo atto dello stato delle cose in un contesto, qualsiasi esso sia, non ci resta se scegliere di adattarci in qualche modo lavorando su noi stessi o se andare via, metaforicamente o non solo, alla ricerca di contesti altri, più adatti al nostro modo di essere. Adattarci o andare alla scoperta di mondi più adatti a noi. Dove per mondi non intendo solo ed esclusivamente una condizione geografica, ma anche una condizione sociale, una condizione di vita. Mi ringrazi e ti ringrazio, la verità è che siamo “animali sociali” come diceva qualcuno un tempo, e la condivisione resta una tra le ninfe vitali più preziose per la nostra sopravvivenza, non solo sociale. Come sto ora? Chi è Gulliver nel 2018? La risposta…

  • 86
    gulliver -

    La risposta più ovvia che mi viene è: sempre lo stesso. Da un lato ho accettato le condizioni di questo “mondo” così occidentale e così strano nel quale non riesco a immaginare troppo il mio futuro e che vivo in una condizione precaria insistente che se prima non cercavo e subivo, adesso quasi non potrei farne a meno poiché non riuscirei attualmente ad immaginare il mio futuro in questo stato di cose; dall’altro continuo la mia ricerca e dopo una fase di totale stallo e blocco, probabilmente innescata da un rifiuto a prescindere verso tutto e verso tutti, adesso sono ritornato in un certo senso in corsa e cioè buttandomi per esempio in situazioni lavorative tipiche del mio passato che mi ero proposto di non accettare più; la differenza è che adesso lo spirito è quello di continuare a oltranza fin quando non accada qualcosa di imprevisto o fin quando non trovi lo spirito e l’entusiasmo di cambiare tutto verso qualcosa di nuovo e che possa essere più adatto a me. Una ricerca…

  • 87
    gulliver -

    Una ricerca continua e a tempo indeterminato dove però possiamo concederci la libertà di pensare che l’evoluzione delle cose può essere nascosta anche nell’inaspettato che esiste. Questo non significa illudersi e sperare in chissà cosa, ma semplicemente concedersi la libertà della scoperta che qualsiasi viaggio ci porterà a fare. Ecco forse rispetto a prima Gulliver oggi ha preso consapevolezza di questo e cioè che l’importante è viaggiare. Una consapevolezza innata e forse a volte dimenticata, ma sempre guida di qualcuno che sceglie un nick come questo, mi dico. Sono sicuro che i momenti di difficoltà li superiamo nel migliore dei modi solo se ci ricordiamo chi siamo veramente, perché in fondo l’abbiamo sempre saputo e lo sapremo sempre. Questo sono sicuro che valga per tutti, Alessandra. Spero di aver risposto anche alla parte finale del tuo messaggio che ho riletto solo dopo aver scritto queste cose e che ora mi sembra già risposta in un certo senso. Preferirei i gradini di…

  • 88
    gulliver -

    Preferirei i gradini di una bella scalinata alta dove si può chiacchierare osservando il mondo dall’alto magari con un po’ di vino oppure su un banalissimo muretto a guardare il mare visto che siamo in estate. Se i pouf coloratissimi sono comodi e i locale è veramente soft va bene lo stesso! 🙂

  • 89
    Esther -

    A 30 devi avere almeno la decima fidanzata platonica! c.... stai a pensa agli mici!

  • 90
    Miss Dreamer -

    Per scacciare le nuvole grigie che gravano sulla mia vita, scrivo.
    http://www.missdreamer.altervista.org

  • 91
    rossana -

    Gulliver,
    “i momenti di difficoltà li superiamo nel migliore dei modi solo se ci ricordiamo chi siamo veramente, perché in fondo l’abbiamo sempre saputo e lo sapremo sempre.” – bel thread, quasi d’altri tempi… con ottimi contributi e rassicurazioni.

    rinnovato dal messaggio di Alessandra, che conferma uno degli intenti primari del sito: interagire con persone affini che raramente si ha occasione d’incontrare nel reale.

  • 92
    Yog -

    Gulliver,
    se il mondo occidentale ti suona “strano”, vai in psicoterapia senza passare dal via.
    Se vuoi, prima ci beviamo quattro boccie insieme su una muretta di una spiaggia estiva, giusto per reintegrare i sali. Le boccie le offro io, la psicoterapia te la paghi tu.

  • 93
    Alessandra -

    Ciao Gulliver,
    approvo sia la scalinata sia il muretto…basta trovarli a metà strada tra Milano e dove stai tu, disperso nel mondo.
    Sono contenta che sei riuscito ad afferrare la soluzione per “ripartire”, ovvero partendo da te stesso ricercando la vera natura del tuo essere. L’averne preso consapevolezza è già un ottimo punto di partenza, anzi…direi che è l’unico forse.
    Ora si tratta di impermeare ogni gesto, ogni pensiero della giornata con questa “filosofia”. Qui sta il difficile e, fondamentalmente, il punto in cui mi areno io.
    Spero che tu abbia più fortuna della sottoscritta !!! é cosi maledettamente scioccante sapere chi si è ma non riuscire a inserirsi in questo mondo. Non si tratta di essere asociali, bensì di sentirsi come racchiusi in una bolla resistentissima e saltellare un po’ qui e un po’ lì senza mai riuscire a farla scoppiare…non so se ho reso l’idea.
    Mi auguro di potermi ancora confrontare con te, su questo o mille altri temi.
    A presto
    Ale

  • 94
    gulliver -

    Sapere chi si è può essere una maledizione e una benedizione allo stesso tempo. Diventa una grande fortuna se permettiamo alla nostra consapevolezza di diventare la nostra guida, la bussola che ci orienta per le grandi decisioni e per le piccole questioni, per ogni gesto, per ogni pensiero della giornata, come dici, che si concretizzerà inevitabilmente in azione. Anche quando non agiamo, in realtà, stiamo agendo, o meglio stiamo scegliendo di non agire. Hai reso benissimo l’idea del tuo stato, uno stato a mio avviso comune, una fortuna di pochi riuscirlo a individuarlo in se stessi. Questo succede quando siamo confusi, quando il nostro essere noi stessi non riesce ad esprimersi. La nostra verità è fra la razionalizzazione e l’emozione, dobbiamo permettere che diventi l’ago della bussola, il peso della bilancia che fa la differenza e che ci permette di andare dove realmente desideriamo… ho dovuto riscrivere questa risposta poiché la prima, sicuramente più incisiva e chiara si è…

  • 95
    gulliver -

    ho dovuto riscrivere questa risposta poiché la prima, sicuramente più incisiva e chiara si è cancellata per errore.. spero sia arrivato qualcosa di utile… Per il resto possiamo continuare a confrontarci quando vuoi e dove vuoi. Il confronto ci rende meno soli e più forti.

  • 96
    Ale_dream -

    Ciao Gulliver
    si, il confronto ci aiuta sicuramente a vedere le cose anche da un altro punto di vista che magari ci sfugge. Non dico che debba essere meglio o peggio, solo diverso. E quindi arricchisce.
    Ma in questo forum è possibile scambiarsi mail private ?

  • 97
    Ale_dream -

    p.s.= ho solo effettuato la registrazione e cambiato il nick…ma rimango sempre Alessandra 🙂

  • 98
    Saporedimare -

    è bellissimo leggervi e sono un pò affezionato a questo thread… lo seguo da quando Gulliver lo ha creato.

    “Ora si tratta di impermeare ogni gesto, ogni pensiero della giornata con questa “filosofia”. Qui sta il difficile e, fondamentalmente, il punto in cui mi areno io.”

    E’ il punto in cui mi areno spessissimo anche io, pur mettendoci spesso tutta la mia buona volontà e pur sapendo bene quale sia la direzione della bussola da seguire per ritrovare il mio benessere (e non è poco….ci ho messo tempo) non trovo costanza.

    Non trovo e non riesco a crearmi dei riferimenti.

    Io penso che il problema sia molto complesso e dipenda in gran parte dall’enorme difficoltà che di questi tempi troviamo nell’interfacciarci con le persone che ci circondano, quelle che frequentiamo quelle che spesso ci fraintendono e noi loro.

    Io dalla mia credo che il segreto sia avere la fortuna oppure la costanza di ricrearsi intorno le persone giuste, quelle giuste per noi

  • 99
    gulliver -

    @Ale_dream qualche commento prima trovi la mia mail, quando vuoi…

    @Saporedimare, la mancanza di costanza di cui parli credo che sia una cosa comune, per lo meno alle persone che hanno una maggiore predisposizione ad ascoltarsi, a chiedersi quale sia la cosa giusta da fare, a non agire per inerzia… siamo in continua evoluzione e questo significa che la cosa “giusta” non è sempre la stessa, il nord può cambiare ma in virtù di qualcosa anche si trova dentro di noi e che ci rende unici, che puoi aiutarci a stabilire quale sia il nord giusto in quel momento… la confusione non è detto che non sia utile e non avere sempre una soluzione non è detto che non possa diventera una fortuna. Il mare calmo non fa diventare esperto il marinaio… grazie a tutti per seguire questo thread.

  • 100
    Ale_dream -

    @Gulliver, ho trovato il commento dove fai riferimento al contatto privato ma non mi visualizza nessuna mail.

    @Saporedimare, sono d’accordo con quello che scrivi. Dal mio punto di vista, o almeno per quella che è la mia esperienza, il problema è riposta nell’ansia del voler piacere alle persone…e questo pregiudica irrimediabilmente la qualità del nostro interfacciarsi con esse.

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