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Nuovi amici a 30 anni: troppo tardi?

di gulliver

Riferimento alla lettera: Ho sempre pensato che l'amore e l'amicizia non siano poi così diversi. In entrambi i casi si condividono pezzi di vita con altre persone. E credo che sia quanto di meglio ci possa capitare in questa vita. Io "stesso" provo una grande soddisfazione quando mi capita di rievocare dei momenti...
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Data di pubblicazione: 2 Aprile 2013 - Views: 6 dal 14 agosto 2026.

L'autore, gulliver, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

149 commenti

  • 26
    francesco -

    oooooo ma la finite?
    !???????
    Io ancora aspetto una risposta comunque, ma vabbe’ litigate….

  • 27
    gulliver -

    Rieccomi (sono l’autore della “lettera”). Ho letto con profondo interesse e curiosità tutto ciò che avete scritto, ma non nascondo che a un certo punto mi sono un po’ perso e mi sa che qualcuno si è fatto prendere un po’ la mano. Ma va bene così, è divertente leggere alcuni battibecchi e soprattutto mi sembra buffo che ne sia stato io la causa. Mi ha fatto molto piacere che qualcuno di voi, abbia provato a fare amicizia: mi ha fatto sentire utile! Grazie per aver letto le mie parole e aver risposto, ognuno a proprio modo. Chi con più serietà, chi con più “creatività”. Proverò a rispondere ad ognuno di voi, cerchiamo solo di restare in “tema”.
    @Clacla87: Io ho degli amici (o conoscenti stretti), appartengono a realtà diverse, difficilmente conciliabili. Ma quelli un po’ più stretti con i quali amo trascorrere del tempo non sono sicuro che arrivino a 2. Poi c’è da dire che gli amici che si fidanzano, per una parte e come se si perdessero e l’unico modo per recuperare una certa sintonia sarebbe fidanzarsi, ma anche in questo caso forse non sarebbe più la stessa cosa. Alla fine uno degli aspetti più belli delle mie amicizie con ragazzi è sempre stato parlare di donne e andarne a caccia . Ma è solo un aspetto. Tornando al punto, quello che mi manca è un gruppo di amici, oppure essere ricercato e aver qualcuno da coinvolgere! Ecco, mi piacerebbe avere un gruppo, un giro! Per quanto riguarda i tuoi consigli, così sinceri, ti dico che sono assolutamente d’accordo con te (e qualcun’altro) quando dici che l’amicizia è una cosa che capita per caso (forse proprio come l’amore) e non si può cercare. Nei corsi, hobbies o cose simili, quando mi sono approcciato con l’intenzione di trovare qualcosa, puntualmente non se n’è cavato mai nulla di importante… ecco perché li escludevo, per questo fine. Per il resto fila tutto, la tua risposta è stata preziosa e quanto alle negatività sto capendo una cosa semplicissima e fantastica, sfogarsi è importante, ma parlare di cose che ci fanno stare bene è la medicina migliore. Il problema è capire con chi.:P
    Ma quanto ho scritto? Risponderei ad ognuno di voi, ma su certe cose non riesco ad essere sintetico. In conclusione, credo che molte versioni siano coincidenti (restando in tema) e che nella vita ci vuole buona volontà e fortuna. Per il resto, sembra che siamo tutti d’accordo su un’amara verità. Oggi la vita di tutti i giorni è fatta di tante cose frivole, superficiali e fugaci e chi ha un pensiero in più da dedicare al mondo ed è meno superficiale è forse destinato a una dose di malinconia in più degli altri.
    Ai “giovanissimi” chiedo, con tutto il cuore, di pensare meno e agire di più. Pretendere poco e dare tanto e lasciarsi trascinare e coinvolgere quanto più possibile;tra dieci anni raccoglierete i vostri frutti. Stare in giro con altri ragazzi/e, anche se non molto amici, è sempre meglio che stare a casa e tristi. Più si va avanti, più le situazioni diminuiscono. Parola di uno che se tornasse indietro farebbe così.

  • 28
    fiammettina -

    Ritrovarsi nelle tue parole, te lo hanno già detto ovviamente questo. Quanti siamo a ritrovarci. La soluzione non l’ho ancora trovata. Anche io, come te, non ho portato dietro amici d’infanzia,del liceo, dell’università,anche a lavoro,mi relaziono ben poco in maniera profonda e stento a trascinare al di fuori ciò che nasce dentro. Come te non amo la discoteca, i luoghi di baldoria, e preferisco ambienti e occasioni diverse. E questo,spesso,mi ha tagliato fuori. Perché poi,entri nel circolo vizioso e non capisci più se una cosa non ti piace o se sei talmente disabituato da averne paura. Per me è così,tornando all’esempio della discoteca. Non mi è mai piaciuta, non l’ho mai frequentata. Eppure ora, quando vengono organizzate serate in discoteca dai colleghi, a volte avrei il desiderio di partecipare, non per la discoteca in sé ma per stare in mezzo agli altri, per stare con loro che sembrano divertirsi tanto ma, non essendo abituata, non avendo mai frequentato luoghi simili, so che mi sentirei a disagio e finirei per passare tutta la serata a non essere me stessa e a preoccuparmi. So per certo che un goccio d’alcol aiuterebbe, senza ubriacarmi, se sono brilla mi sciolgo (non pensate male,intendo dire che mi apro e mi faccio meno problemi),ma rifiuto l’idea di dover ricorrere all’alcol, anche se poco, per potermi divertire. Quindi,in un modo o nell’altro, finisco sempre per rinunciare.
    Amici veri, dipende cosa si intenda, credo di averne una di amica vera, poi non so neanche quanto vera visto che l’amicizia si è intensificata quando per caso ci siamo trovate ad abitare vicine. Però, a volte, non è quello a mancarmi, quel che manca è la condivisione, avere amici con cui condividere, con cui organizzare.
    Ma forse noi pretendiamo troppo, forse non riusciamo ad accontentarci di una serata allegra, forse quando ci accorgiamo che non può nascere niente di più serio molliamo la presa, dimenticando che,come diceva qualcuno,l’amicizia profonda nasce per caso,e non per calcolo. Così facendo tagliamo le ali in partenza a qualunque rapporto.
    Io ho sempre trovato molto utile il web da questo punto di vista, sebbene i pregiudizi siano infiniti e,da ragazza fidanzata (e ora vi prego, non mi venite a dire che quando uno è fidanzato non può sentirsi solo perché è una gran boiata)k,trovo ancor più difficoltà. Un semplice parlare viene scambiato per una proposta, e considerando che, per mia natura vado spesso più d’accordo con gli uomini, è un bel problema.
    E’ da un anno che ho scelto una strada,quella del non pensarci. Non so quanto sia utile o risolutiva. Cerco di coltivare i miei interessi, i miei valori, fare le cose che mi piacciono, spesso sola,non appoggiata,ma le faccio. Ho la speranza che, all’interno di quegli ambiti a me cari, io possa trovare relazioni e condividere,strada facendo.
    Non so se sia il metodo migliore, ma è l’unico che riesco ad applicare, ora.
    Un abbraccio a tutti quelli in questa situazione.

  • 29
    gulliver -

    @fiammettina: Se senti il desiderio di fare una cosa, secondo me devi farla… senza preoccuparti di preoccuparti (scusa il gioco di parole). Una volta in discoteca, anche senza bere (ma poi, perché no?) tutto verrà naturale e ti basterà seguire gli altri. Secondo me è semplice, quando e se lo desideri veramente. Io, invece non lo desidero minimamente, anzi lo rifiuto… inoltre mi da ansia. In discoteca le ragazze “in cerca” mi saltano letteralmente addosso e questo mi da ansia, se non altro perché nella mia esperienza, tra queste ragazze “assatanate”, non ho mai trovato una persona interessante. Quelle, sono fuori, non dentro. Oppure non ti saltano addosso. Ma questa è proprio tutta un’altra storia…
    Per il resto, belle le tue parole. E grazie per l’appoggio!

  • 30
    Stefano -

    Caro Gulliver, credo che uscire dalla tua situazione non sia per nulla facile.
    Il consiglio piú facile e più scontato che puoi ricevere, ovvero quello di uscire di casa, frequentare corsi, crearti opportunita’…bene questo non ti risolverà le cose perché nel caso tu decidessi di utilizzare una di queste possibili vie di uscita, ti sentiresti comunque sempre a disagio perché sarebbe come sentirsi in obbligo di fare un qualcosa che non vorresti fare. Sarebbe come chiedere le elemosina, un atto di richiesta d’amore celato dietro un corso o un evento sociale. La tua dignità di uomo non te lo permetterebbe… Poi percaritá tutto é possibile e in questi incontri potresti anche trovare qualche persona interessante, ma ci vá tanta fortuna credimi.

    Il consiglio che posso darti é quello di tenere sempre molto basse le tue aspettative verso gli altri, perché quando meno te lo aspetti verrano deluse e ci rimarrai molto male. Da una situazione come la tua si esce soltanto con una grande forza d’animo, serve conoscere una persona speciale… conoscerne tante ma senza questo importante attributo, non risolverá “definitavamente” le cose.

    In bocca al lupo!

  • 31
    marco -

    Inizio col farti i complimenti per il tuo stile di scrittura e la sciolta capacità, chiara e lucida, di espressione.
    Ciò detto, leggendo la tua lettera non posso non ritrovarmici: la superficialità di cui parli, la faciloneria, la difficoltà, nonostante il tuo carattere aperto e gioviale, di trovare circostanze concrete per intrecciare e stabilire contatti veri e più profondi…insomma mi ci rispecchio appieno.
    Oggi si è presi spasmodicamente dalla frenesia dell’apparire, si impone la filosofia della forma e non della sostanza. Palestra, fisico come scolpito nel marmo, perfezione in ogni aspetto tranne che nel sentimento, che è in balia della superficialità e della sciatteria.
    Vedi, ti dico tutto questo e sono anch’io parte integrante e integrata in questo meccanismo: sono, meglio, ero un pugile agonista di 25 anni, ma poi, pochi mesi fa, un grave problema di salute mi ha impedito di continuare nell’attività.
    Nessuno credeva che praticassi un tale sport, del tutto non in sintonia anche col mio aspetto da classico ‘bravo ragazzo’, e quando sul ring hanno infine, gli scettici e increduli, visto che con i pugni ci sapevo fare ed anche bene, che ero in gamba davvero, pensavano fossi un alieno. ‘No, non è possibile, tu fare pugilato? Stai scherzando!’, cose del genere me le son sentite dire infinite volte. Io che ero un ragazzo sensibile, iscritto a Lettere, attivo in parrocchia e impegnato nel volontariato, non potevo fare il pugile, non potevo nemmeno frequentare una palestra. Questo è il sottile meccanismo del pregiudizio, verso uno sport certo, ma anche verso la persona, la quale per via delle sue fattezze è ingabbiata e incasellata in quegli schemi tanto facili che gli altri si creano e poi applicano al prossimo per ridurlo nei loro schematismi.
    Vorrei dire altro ma non è il caso ora, ma se vuoi ci si può lasciare anche la mail e parlare un pò, a me farebbe piacere.
    Ciao e in bocca al lupo!

  • 32
    Pino -

    Certo che si, le amicizie inizi a farle alle scuole medie fino alle superiori e la vita sociale ti dura anche a 30 anni, altrimenti certo che è troppo tardi.

  • 33
    federica gevi -

    via verentana

  • 34
    sara -

    Non sono sicura di aver capito bene tutto quanto, però una cosa è certa. Io ho 29 anni, un’amica di comodo ( cioè di quelle che le dai una mano e si prendono un braccio, e raramente contraccambiano); ho un’altra amica che vedo tipo 2 volte all’anno solo se deve andare da qualche parte, altrimenti non ci si sente mai. Ho una terza amica che vive di notte e dorme di giorno, perché è un po’ una lavativa, e comunque non la vedo da una vita. Tutto qui. Il resto dei cosidetti amici che dovrei avere, almeno dai tempi delle superiori, visto che sono quelli gli amici che dovrebbero rimanere, non ne vedo quasi più nessuno, nonostante mi abbiano chiesto l’amicizia su facebook. Anche perché io allungo la lista dei disoccupati, loro una vita, un lavoro, e un futuro, e giustamente. Abbiamo interessi comuni, e interessi diversi, ma con l’unica con cui ci si riesce a sentire, non si esce mai, e una semplice pizza non mi sembra una cosa così orribile. Purtroppo l’unica è scegliere ambienti dove sai che potrebbe esserci qualcuno con cui sai che potresti avere qualcosa in comune, brutto da dire, ma vero. Purtroppo serve una vita sociale per poter cambiare un po’ le cose, anche se non è facile.

  • 35
    Dy♥ -

    Gulliver quanto ti capisco!!!:( la tua lettera mi rispecchia totalmente vedi io ho solo vent’anni ma mi sento come te. La gente è troppo superficiale e chi non lo è viene considerato un diverso. A volte si sente anche solo il bisogno di sfogarsi e parlare ma quando ne hai bisogno ti guardi attorno e ti rendi conto che sei solo. Il tempo nella solitudine ti permette di pensare molto e conoscerti ma ti isola al mondo facendoti vedere quanta sottigliezza e superficialita c’è e tu non lo accetti ; crei momenti di socializzazione brevi ma che in realtà non ti colpiscono, o che non durano. Non è mai troppo tardi su forza e coraggio!:)

  • 36
    ale87 -

    Ciao.. Purtroppo leggo questa lettera con qualche anno di ritardo.. Ho 27anni,e mi sto trovando nella tua stessa situazione. Purtroppo non riceveró risposta a questo messaggio visto il tempo che é passato… Ma sarei tanto curiosa di sapere come si é evoluta la tua storia.un abbraccio

  • 37
    me -

    Anch’io vorrei sapere come e’ andata e anch’io mi trovo in circostanze infelici senza riuscire ad uscirne. Come si trovano degli amici con cui poter condividere qualcosa di bello e sentito.

  • 38
    gulliver -

    ale87 perché disperare? 😀 Nel senso che se arrivano le notifiche, anche a distanza di anni… una risposta ci può sempre arrivare. In questo momento sto attraversando un periodo particolare, di fermento, curiosità e novità. Gli amici di 20 anni non ci sono e non ci saranno mai… ma in qualsiasi momento possono arrivare nuove amicizie, intense proprio come quelle di 20 anni fa o più. Ma serve impegno per stare bene 🙂 Di dove sei? scrivi pure se ti va…

  • 39
    Mikela -

    solo una cosa…quanto ti capisco…sto vivendo un periodo identico a quello che tu descrivi…e’ terribile e ti rendi conto che forse davvero siamo destinati a ‘rimanere soli’ perche’ dopo un po’ ti accorgi che le cose non vanno come vorresti,che le persone che tu cerchi non ricambiano allo stesso modo e ti senti di aver fatto il medesimo sbaglio per l’ennesima volta,ovvero fidarti troppo e dare troppo a persone che non meritano la tua attenzione

  • 40
    gulliver -

    Ciao Mikela, ogni tanto mi fa piacere essere ricatapultato in queste righe perché mi ricordano che il cambiamento è possibile e quando non c’è va ricercato, probabilmente proprio a partire da noi stessi… scrivimi pure se ti va 🙂

  • 41
    rossana -

    Mikela,
    “le persone che tu cerchi non ricambiano allo stesso modo e ti senti di aver fatto il medesimo sbaglio per l’ennesima volta,ovvero fidarti troppo e dare troppo a persone che non meritano la tua attenzione” – molto dipende, forse, dal metro con cui misuri il tuo merito rispetto al merito altrui.

    secondo me, i sentimenti non si basano sul merito ma su poli d’attrazione più o meno profondi. si è di solito abbastanza sicuri di quello che si prova, quasi mai di quello che provano altri nei nostri confronti.

    l’amore, come l’amicizia, sono come avventure in terreni inesplorati, che possono riservare magnifiche sorprese come sconfortanti delusioni. è parte del vivere, del viaggio interiore, che si affianca a quello esteriore.

    non c’è da stupirsi che non si ami proseguire da soli, dopo essersi strutturati in famiglia, ma non è nemmeno scontato che si possa trovare, strada facendo, compagni affini. nella maggior parte dei casi si ha la fortuna d’incontrare almeno in parte, e per tempi spesso limitati, una compagnia in grado di gratificarci, non per quello che possiamo offrire, ma semplicemente per quello che siamo o che cerchiamo di essere.

  • 42
    Golem -

    Non si potrà essere amati come si merita, se non saremo noi ad amarci per primi. Liberarsi dal peso della solitudine, stando bene con sè stessi, solo così non si sarà accecati da quel bisogno che fa commettere gli errori di Mikela. Un sano egoismo o se vogliamo, il rispetto di sè stessi, impedisce che si venga “rapinati” delle nostre migliori qualità dai tipi che descrive Mikela.
    Il mio motto è sempre il solito: “che il cuore voli, ma mai oltre la testa”.

  • 43
    Mumbly -

    Ho trovato la tua lettera perché mi pongo la stessa domanda, di conseguenza non ho consigli da elargire. Noto che è passato del tempo dalla sua stesura, magari per te oggi è tutto diverso, ma sappi che condivido tutto. Dalla generosità mai ricambiata, alla terribile, ma sempre più crescente, sensazione (convinzione) d’essere circondata da idiozia. Essere convinti dei sentimenti forti e nobili, amore e amicizia, ogni volta cercando di dare il giusto peso, ma ho sempre sbagliato metro di misura. Quello che per me era fondamentale non lo è mai stato per chi ritenevo importante nella mia vita. Per diverse ragioni ho traslocato spesso; per diverse ragioni la mia vita è sempre stata complicata; per diverse ragioni ovunque mi trovo sono sempre un estraneo.

  • 44
    naomi -

    Mi ritrovo in molte cose che scrivi, anche io ho gli stessi problemi, sono sola, sto sempre a casa, sono anche io in attesa di laurearmi, e anche io voglio trovare un lavoro come diversivo per uscire da una vita vuota e piena di solitudine, ho paura che nella vita rimarrò sempre da sola e non intendo solo come relazione amorosa ma soprattutto ho paura che non avrò mai amici, perchè si sa che ad una certa età la maggior parte delle persone si crea una famiglia, sento che sto sprecando gli anni della mia giovinezza, alla mia età dovrei godermi le amicizie, uscire, divertirmi invece non faccio niente di tutto questo, vedo tutto nero, penso che mi ricorderò una giovinezza passata tra le quattro mura di casa, vorrei divertirmi, avere una vita sociale, ma non ne ho l’opportunità, sono davvero stufa, non riesco ad andare avanti nemmeno con l’università mi manca la motivazione

  • 45
    Mikela -

    Ciao gulliver,ne e’ passato di tempo..da quello che scrivi le cose sono cambiate in meglio..sono curiosa..come e’ successo?come sei stato tu parte attiva del cambiamento? Anche io ora forse sto iniziando a star meglio..dopo una mega batosta in amore(amore non ricambiato ma la fissa durava da + di anno) subentra la rassegnazione che sembra porti un po’ di pace…x le amicizie non e’ andata meglio,ovvero,i pochi amici che ho dalla scuola quelli rimangono..x le nuove amicizie invece un po’ di incomprensioni,alcune troncate altre in stallo..sicuramente sono io che sono parecchio selettiva e me la prendo anche per cose di poco conto a volte..solo che come dicevo nel messaggio precent tendo a dare molto a una persona che reputo amica,tendo a fidarmi troppo velocemente..e quando poi t rendi conto che appunto dall altra parte non c e’ la stessa intensita’ o lo stesso attaccamento,la stessa fiducia allora subentra il mio ‘orgoglio’ diciamo e mi dico ‘allora a sto punto meglio sola’..faccio fatica a ‘sopportare’ situazioni solo per non star sola,se una cosa inizia a non andarmi bene o comunque mi ha creato un po’ d delusione tendo ad allontanarmi..e m rendo conto che la magg parte delle volte il problema sono io,e mi odio x questo…ma come diceva qualcuno ‘se non hai ancora trovato la pace con te stesso e’ un po’ difficile che la si trovi con gli altri’…e purtroppo e” vero…ma e’ anche vero che certi valori di lealta’,sincerita’,onesta’ ecc stanno veramente esaurendo tra la gente…

  • 46
    gulliver -

    A volte penso che noi non siamo veramente quello che facciamo, ma ciò che siamo veramente è dentro di noi, ed è proprio quello che non riusciamo a fare, ad essere… e finiamo con il vivere in quello stato perpetuo di limbo tra come sono le nostre giornate e come vorremmo che fossero. Ci vediamo bene se proiettati in un’altra dimensione vincente, felice, ma di fatto non è così e più si va avanti e più non è così, e sembra che da questa sorta di terra promessa ci allontaniamo sempre di più. Eppure sono convinto che è possibile fare qualcosa e cambiare il nostro destino, e siamo in tempo finché non superiamo quel punto di non ritorno che è la rassegnazione vera e profonda, quella che ti fa dimenticare chi sei e chi volevi essere e ti permette di ricordare solo cosa sei costretta a essere, perché gli eventi ti hanno portato a questo punto e l’unica cosa che a molti conviene fare è paradossalmente apprezzarne i vantaggi, fantomatici e illusori. Ma è veramente così? Siamo veramente il risultato di ciò che ci è capitato, è veramente nulla la nostra volontà rispetto a dove vogliamo arrivare e a dove siamo arrivati? Personalmente non credo che sia proprio così e questo senso di responsabilità nei confronti della mia stessa vita è forse il motivo per il quale non mi sono ancora rassegnato e non ho ancora superato quel punto di non ritorno.
    Per naomi: credo che nel tuo caso (e forse anche nel mio) causa e conseguenza si stiano scambiando di ruolo e quando questo succede non è mai buono. Forse è proprio quando perdiamo le motivazioni che tutto inizia ad andare a rotoli… in quel momento ci dimentichiamo i “perché” del passato, i motivi delle nostre scelte e li metabolizziamo, male, alla luce di quello che non è andato come speravamo che andasse. Ma non è mai troppo tardi ne per cambiare le scelte e farne delle nuove, ne per cambiare il corso degli eventi. Certamente non è sempre semplice, ma sono convinto che sia possibile.

  • 47
    gulliver -

    Per Mikela: le cose sono cambiate, a seconda dei punti di vista. È proprio questo il punto. A volte mi sembra che la vita possa cambiare a seconda di come ci svegliamo la mattina, senza necessariamente diventare lunatici. Il punto è che a volte è importante introdurre dei cambiamenti a lungo termine. In questo preciso istante, se vogliamo, ritorno a rispecchiami di nuovo al cento per cento nel titolo dell’articolo. Rileggerlo mi ha fatto capire che siamo in balia dei cambiamenti e che il più delle volte questi cambiamenti dipendono esclusivamente da noi. Quello che forse era successo, per soddisfare la tua curiosità, è che stavo iniziando una nuova “attività” che mi stava dando molte speranze e forse qualcosa in più, ma qualcosa non ha funzionato e boom si ritorna indietro. Ma poi mi rendo conto che non è proprio così… quello che succede non accade mai per caso, si dice e forse è vero. E quello che sto cercando di fare in questo periodo è convincermi con tutto me stesso (e non solo con la mente) che se una cosa non funziona non è detto che altre cose non possano funzionare e che quindi le scottature non devono diventare un freno. I tentativi di “ripresa” dobbiamo sempre premiarceli, anche quando non vanno in porto. Sei d’accordo? Quello che scrivi spesso il risulta un botta e risposta, è il tuo conflitto interiore che molto si avvicina al mio e forse non è un caso. Ci sono i nostri valori da un lato e se vogliamo qualcosa (fosse anche legato a un altro valore come la stessa amicizia), dobbiamo pagare il costo di mettere altro in secondo piano. La vita stessa è un compromesso, ma forse la possibilità che ci è data di scegliere rende tutto questo qualcosa di magico dove la felicità si trova proprio quando ci si rende conto che siamo liberi di scegliere quale parte di noi assecondare. Certamente non è semplice essere liberi di essere come si vuole, ma di nuovo, credo che sia possibile.

    Se vi fa piacere ci sentiamo in privato. A me farebbe molto piacere e poi… magari nessuno di noi è finito su questo forum per caso. Grazie sempre per le risposte.

  • 48
    ambrogio -

    A 30 anni è oggettivamente difficile.
    Di anni ne ho una decina più di te ma ti capisco benissimo perché ho anche io lo stesso problema.
    Al contrario di te mi piacciono i locali rumorosi e la bella vita anche se non li frequento più vuoi per l’età, vuoi per la crisi,vuoi perché la gente ha meno soldi e voglia di spenderli. Poi la gente patetica che non si è mai divertita gode a non far divertire gli altri o a fargli fare attività da sfigati stile oratorio di periferia.Ho un sacco di altri interessi tipo cultura, arte,filosofia,letteratura, politica,cibo,sport,tecnologia e altri.Ma gli interessi che si possono coltivare da soli sono gratificanti fino a un certo punto. Rassegnati, non c’è nulla da fare,la gente è sempre più squallida.Ti riporto uno dei brani di uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi, Charles Bukowski:
    “Presi la bottiglia e andai in camera mia. Mi spogliai, tenni le mutande e andai a letto. Era un gran casino. La gente si aggrappava ciecamente a tutto quello che trovava: comunismo, macrobiotica, zen, surf, ballo, ipnotismo, terapie di gruppo, orge, ciclismo, erbe aromatiche, cattolicesimo, sollevamento pesi, viaggi, solitudine, dieta vegetariana, India, pittura, scrittura, scultura, composizione, direzione d’orchestra, campeggio, yoga, copula, gioco d’azzardo, alcool, ozio, gelato di yogurt, Beethoven, Bach, Budda, Cristo, meditazione trascendentale, succo di carota, suicidio, vestiti fatti a mano, viaggi aerei, New York City, e poi tutte queste cose sfumavano e non restava niente. La gente doveva trovare qualcosa da fare mentre aspettava di morire. Era bello avere una scelta. Io l’avevo fatta da un pezzo, la mia scelta. Alzai la bottiglia di vodka e la bevvi liscia. I russi sapevano il fatto loro.”
    Cerca di trovare qualche interesse che ti puoi permettere; magari riesci a fare qualche conoscenza interessante,ma fallo in fretta perché dopo una certa età è tutto un film già visto, dove cambiano comparse e scomparse ma ciò che interessa realmente alla maggior parte della gente sono il sesso,il successo e i soldi.Tutto il resto è noia.

  • 49
    Golem -

    Un Bianco niglio.

  • 50
    maria grazia -

    Finalmente una discussione interessante!! 🙂