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Non riuscire ad amare

di mauflex

Ciao a tutti, scrivo questa lettera/sfogo dopo che mi sta capitando, per l’ennesima volta, quello che temevo: dopo due anni di relazione non riesco più a proseguire in un rapporto. Premetto subito che ho 38 anni, non sono un ragazzino ed alla mia età la maggior parte della gente ha già figli e famiglia e questo potrebbe risultare un problema più adolescenziale che altro. Ma è così: dopo la fine disastrosa della mia vecchia relazione, adesso, dopo due anni con Laura, la cosa si ripete. Le voglio tantissimo bene, ci sono tanti punti in comune fra di noi, è una ragazza meravigliosa, solare, positiva. Ma il pensiero di andare avanti mi fa star male, è come se quasi tutto me stesso mi dicesse che è finita, di nuovo. Mi sento piuttosto inadatto, visto che alla mia età non dovrebbe essere così, e forse la paura di rimanere solo e tutte quelle storie lì mi hanno frenato un po’. Ma adesso non riesco più, ho sempre mal di testa, ed una sensazione di ansia perenne dentro di me. La cosa assurda è che se vedo lei e penso a noi, a quello che di bello abbiamo fatto e cosa potremmo fare se solo io riuscissi ad amarla penso che saremmo veramente fantastici insieme. Ma forse il problema è proprio questo, forse la questione non è che non amo lei, è che non amo me. E di conseguenza non so cosa voglia dire amare.

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Categorie: - Amore - Me stesso

45 commenti

  • 1
    sarah -

    leggendo i tuoi precedenti mi sembra che tu ti innamori ma appena le acque sono più calmi ti annoi,non riesci a mollare per vigliaccheria ma alla fine la storia finisce.Non si possono avere sempre le farfalle nello stomaco,sembri un eterno insoddisfatto alla ricerca forse della perfezione,forse non hai incontrato chi ami davvero o forse non riesci a prenderti un impegno serio,cerca di analizzarti,di guardarti dentro,cosa vuoi dalla vita?passare da una donna all’altra finchè potrai o avere una famiglia?e non perchè gli amici si sposano lo devi fare anche tu.Cosa vuoi dalla vita?

  • 2
    mauflex -

    infatti, hai centrato il segno. Sono un eterno insoddisfatto. Cosa voglio? Beh, avere una famiglia e figli francamente non è un’idea che mi esalti. La vedo personalmente come una vita grigia di routine e sacrifici. So che non è così per tanti, e che la felicità supera di gran lunga le inevitabili difficoltà di una vita di coppia, sono “fatto male” io, visto che a 40 anni dovrei pensarla diversamente. E comunque io a questa ragazza voglio veramente bene, non voglio lasciarla perché lasciare senza almeno lottare contro i propri istinti ‘effimeri’ è come buttare alle ortiche una storia che può diventare davvero importante, ma alla lunga non ce la faccio, è più forte di me. Penso che se fossi una persona ‘standard’ con dei sogni ‘standard’ (famiglia, figli, ecc) sarei la persona più felice del mondo ad aver incontrato una ragazza così. E non perché consideri lei una ragazza ‘standard’, anzi, è davvero speciale, di rara intelligenza e sensibilità. Voglio solo dire che è una ragazza sana, cresciuta in un contesto emotivo/affettivo sano (a differenza mia) e che ha sicuramente come obbiettivo una famiglia e dei figli. Io, se devo seguire il mio istinto, come obbiettivo, ad essere sincero, ho voglia di conoscere più luoghi/gente/situazioni possibili (compreso donne, ovviamente) senza costringere la mia vita su un binario dal quale non poter più staccarmi quando/se ne ho voglia. Non capisco se questa è la mia natura, ed allora lo accetterei, o se è solo una terribile paura del prendere una decisione definitiva e costruttiva (che molti chiamano maturità, ma che a me viene da associare solo ad una sensazione di grigiore assoluto.) Queste sono le mie sensazioni, non voglio ovviamente dare alcun giudizio di valore su chi decide diversamente, anzi, sono felice per chi riesce a costruirsi un futuro di coppia e familiare stabile.

  • 3
    cerchio -

    Ho letto la tua lettera e quelle precedenti.
    Luna ha dato una visione su cui potresti riflettere. Non ho ben capito se tale blocco verso un’intimita’ più profonda ti faccia soffrire veramente. Se così fosse questo dolore può essere sfruttato positivamente verso un cambiamento che però credo sia opportuno fare con uno specialista.

  • 4
    mauflex -

    Cerchio: si, eccome se mi fa soffrire. Passo periodi di tremenda tristezza ed angoscia, poiché non so come gestire la situazione. Mi viene solo voglia di chiudere tutto e farla finita così, di punto in bianco. Ma non lo faccio, nonostante questo mi costi un grande sacrificio ed ovviamente non mi permetta di avere una storia soddisfacente con la mia ragazza. Della quale, ripeto, ho la massima stima e rispetto, e non voglio per questo farla soffrire, ma nemmeno fingere qualcosa che non mi viene naturale. Sto andando appunto da uno psicologo per capire se tutto ciò dipende da un mio problema di fondo.

  • 5
    sarah -

    credo sia ingiusto tenere legato a te una persona se non puoi darle un futuro insieme.Credo anche che ci sia un pregiudizio di fondo:fare una famiglia non è uguale a gabbia,conosco coppie che vivono lo stesso benissimo certo i sacrifici ci sono ma bisogna avere la fortuna di avere accanto una persona che li faccia con te.Viaggiano,sia da soli che con i figli(due giorni da nonni o zii non li traumatizzano mica)bisogna solo organizzarsi.Ma alla tua età dovresti sapere ciò che vuoi,se sei sicuro che tu non sei fatto per un rapporto fedele e vuoi ogni tot cambiare donna perchè non riesci a reggere la monotonia,allora sono due le cose che puoi fare:
    – cerchi una persona più simile a te ma con un alta probabilità di restare solo e pentirti della scelta fatta,certo non devi stare con qualcuno per paura della solitudine ma devi metterci comunque impegno e non scappare per noia,per paura o chissà cosa.

    – prova a farti aiutare da uno psicologo per aprirti dentro e capire davvero se c’è qualcosa che ti blocca e ti impedisce di prenderti degli impegni seri, lo devi a te stesso e alla tua compagna!

  • 6
    cerchio -

    Mi fa piacere sentire che tu prenda atto della situazione e facendoti aiutare dallo psicologo. Credo che questa sia la risorsa giusta per poter affrontare il cambiamento e cambiare copione se veramente lo desideri. Hai considerato che tale difficoltà possa derivare da un tuo problema e questo mi sembra un ottimo passo verso il nuovo cammino. In bocca al lupo

  • 7
    limonene -

    pensa bene a quello che vuoi dalla vita. ora hai 40 anni e piu’ che non riuscire ad amare mi sa che tu non riesca a farti piacere la routine. ora te lo puoi ancora permettere. ma pensa a quando sarai anziano e non piu’ nel pieno delle tue forze… allora ti ritroverai solo e pieno di rimpianti ma ormai sara’ troppo tardi! sono d’accordo con sarah, dovresti provare a farti aiutare da uno psicologo. in bocca al lupo.

  • 8
    mauflex -

    @limonene: guarda, questo discorso, con tutto il rispetto, mi fa solo tristezza e semmai voglia di fare l’esatto contrario. Uno deve vivere con la paura di…? Legarsi a cose e persone perché’quando sarai vecchio’… Quando sarò vecchio me la farò addosso come tutti i vecchi e alla fine mi metteranno sotto 3 metri di terra. Finiamo tutti così. Embè? E chi se ne frega? 😉 Scusa il tono un po’ alterato ma non ho mai sopportato questi discorsi, due devono stare insieme se veramente lo vogliono, non per paura di qualcosa.
    @cerchio: grazie dell’incoraggiamento, crepi il lupo. 😉

  • 9
    Elle -

    Mi sembra di leggera una lettera del mio ex, una persona eternamente insoddisfatta che senza stimoli giornalieri a momenti cadeva in depressione!! Doveva assolutamente viaggiare, sempre e ad ogni rientro una crisi per il ritorno alla normalità…siamo stati insieme un anno poi mi ha lasciato, scopro alla fine che aveva preso una scuffia per un’altra, dopo meno di un mese torna, lo riprendo con me e dopo 2 anni ancora la stessa storia,mai avuto storie più lunge di 2 anni, con me forse ha superato il suo record.. adesso ha un’altra relazione e continua sempre a cercarmi, io ovviamente ho chiuso il portone. Mi diceva sempre che lui era così, che non sapeva cosa gli accadeva, semplicemente non riusciva a trovare lo stimolo per andare avanti. Figlio unico di gente benestante, non aveva mai dovuto affrontare un problema da solo e quando raramente gliene capitavano ecco che si chiudeva nel suo mondo, con la sua apatia e le sue ansie…In ogni modo non riusciva a stare da solo e prima di mollare qualcosa doveva avere la pappa già pronta ad attenderlo!! Per caso ti riconosci in questa persona? Aspetti di trovare altro mentre fai perdere anni preziosi a questa ragazza che ritieni fantastica? Vedrai che quando capirai davvero cosa significa soffrire ti terrai ben stretto quello che hai vicino…

  • 10
    mauflex -

    @Elle: beh, fortunatamente non mi riconosco affatto in questa persona. Lavoro da quando ho 18 anni, vivo da solo dai 20, la ‘pappa’ me la preparavo da solo, mio padre nonostante fosse una persona buona e sensibile non era mai presente in famiglia, mi sono dovuto sempre arrangiare da solo. Magari fossi figlio di benestanti…tante pippe mentali forse non le avrei. Capisco che tu ti senta ferita da questa persona, ma è inutile che cerchi di fartela sbollire prendendotela con chi secondo un ragionamento semplicistico e nel mio caso completamente fuori luogo ti ricorda lui. In bocca al lupo per tutto. 😉

  • 11
    rossana -

    concordo con mauflex: “Uno deve vivere con la paura di…? Legarsi a cose e persone perché’quando sarai vecchio’…”

    mi sa che ancora troppo spesso si cerca sostegno in un “amore”, che in realtà è di solito più instabile del vento… 🙁

  • 12
    luna -

    Bene per lo psicologo… Facendo piu’ chiarezza in te stesso potrai porti con maggiore chiarezza anche nei confronti di chi hai accanto… A volte puo’ non essere cosi automatico distinguere cio’ che non vogliamo da cio’ che, per varie ragioni, ci spaventa e non ci concediamo e da cio’ che vogliamo… Esistono davvero “i desideri standard”? Ho capito cosa intendi, ma alla fine ciascuno anche a cio’ che appare standard da i suoi “significati”, ci mette anche il suo risolto e irrisolto. So che alcune persone che hanno in teoria fatto scelte piu’ standard rispetto alle mie non le comprendono. Penso ad una (per me) banalita’, un’amica che se si dice “il marito di…” precisa “non sono sposati”. Per lei dire mio marito/mia moglie assume tutto un suo significato (che va cmq al di la’ anche di un “senso comune”) per me dire marito o compagno e’ identico. Idem i figli: poiche’ non ne parlavo come di una meta e necessita’ – e non lo faccio ora – alcune persone si son convinte che io non ne volessi e non ne voglia in senso assoluto. Per inciso io sono una che e’ aperta, di base, anche all”affidamento e all’adozione, quindi vado pure ‘oltre’ al concetto di maternita’ biologica. Tuttavia non stabilisco, a tavolino, ne avro’ – no. Neanche il fatto che gli anni passano mi fa pensare ad un criterio “devo o poi mi pento”. Dovrei avere un figlio per non pentirmene a posteriori? In base a tale criterio potrei pentirmi anche di si. Non che io parli molto di cio’ ma mi rendo conto che

  • 13
    luna -

    Se dicessi “non ne voglio proprio” o “ne voglio tre” risulterei piu’ “comprensibile per alcuni e per le valenze che loro danno alla questione. Mi son sentita dire “e” che pensi piu’ a divertirti e al benessere economico” (qdo tra l’altro ero in bolletta stranera) da chi probabilmente pensava “che culo, lei si diverte e spende per uno/due e non per tre/quattro. Pero’ e’ una scelta egoista che si paga!”. Peccato se le facesse e dicesse… Cmq concordo con Sarah che gabbia non e’ una scelta o un’altra ma cio’ che vediamo/viviamo come tale. Io resto una che all’idea della coppiagabbia prova un^istinto di fuga. In teoria chi… riesce ad “acciuffarmi”… (e non solo in teoria). E son la stessa che e’ stata.3 lustri con un uomo senza provare mai quel tipo di sensoansiagalera. Zero. E non perche’ mi ha “domata” o cambiata (infatti resto io) ma perche’ per me era piacevole e naturale starci. E non per standard. E gli anni mi parevano giorni

  • 14
    mauflex -

    Comunque continuo a chiedermi se semplicemente mi sto facendo un sacco di pippe mentali inutilmente e magari semplicemente la vita di coppia non fa per me, ma non perché sia un problema ma per semplice mia natura. Siamo stati abituati a pensare che se vuoi essere single o non ti piace la routine quotidiana allora “hai dei problemi psicologici”, a meno che tu non sia un ragazzino per cui “è normale, ti devi divertire e farti le tue esperienze”. Magari non è così, magari vuoi essere single perché…perché si, perché stai bene così, punto è basta. Mi chiedo se questa storia che dobbiamo tutti essere accoppiati con figli per dare un senso alla propria vita non sia solo una grande…bischerata. Chissà.

  • 15
    Roberto1972 -

    Penso pure io che l’intervento di limonene sia da fucilare, ho amici infelicemente sposati e frustrati proprio per questo problema.

    Mauflex io sono nella tua stessa situazione, mi affezziono, voglio un bene esagerato alle ragazze con le quali sono, però se penso a sposarmi o convivere vedo tutto nero, sicuramente è perché non so ancora bene quello che voglio, questo a 40 anni è un po grave.
    Pure io sto andando da una psicoterapeuta, lei dice che il mio problema è la paura, da giovane ho sofferto per 2 anni per una ragazza, quindi ora mi sono abituato ad avere storie che non faccio decollare per paura, pure io invece ho paura di annoiarmi.

    Probabile che invece non abbiamo trovato la persona giusta.

    Ti è mai capitato di essere lasciato da una di queste ragazze?

    A me si, mi è crollato il mondo da sotto ai piedi, di fatto che tutt’ora mi sto riprendendo.

    Non so che dire, però il discorso di trovare una compagna per paura della solitudine mi da tristezza, preferisco accrescere la mia autostima e sicurezza che trovarmi una compagna solo per quello scopo, casomai un amica.

    Fammi sapere se capisci il punto del tuo problema.
    Ciao.

  • 16
    rossana -

    Mauflex,
    per me “questa storia che dobbiamo tutti essere accoppiati con figli per dare un senso alla propria vita” è davvero una grande bischerata, che spesso fa un mare di danni. in una società standardizzata come la nostra, ci si deve per forza uniformare, altrimenti si è fuori in tutti i sensi. basti pensare all’importanza che ha avere o non avere un auto…

    fai bene ad approfondire il più possibile la conoscenza di te, sia con l’aiuto di uno psicologo che con una tua propria introspezione. alla tua età è il momento giusto, anche se, a mio avviso, già sai molto bene quello che non vuoi. forse ti è soltanto difficile ammetterlo, perchè questo fa di te un diverso.

    per mia semplice curiosità, mi piacerebbe sapere qualcosa di più sulla tua famiglia e sulla tua infanzia. nella maggior parte dei casi è lì che si possono trovare le risposte ad alcune domande sul proprio modo di essere e di pensare…

  • 17
    mauflex -

    @Roberto: beh, io ho 38 anni, tu 41, se arrivati a questa età ancora non ci pensiamo nemmeno lontanamente di armarci di panzetta e pantofole e fare i maritini forse quello che vogliamo lo sappiamo eccome 😉
    Quello che sicuramente voglio capire però è se questo voler stare soli ed indipendenti sia solo una situazione ‘sana’, che è nella mia natura, o se nasconde problemi/paure/disagi. Certo, non ho avuto una famiglia ‘canonica’. Mia madre era un bulldozer e mio padre era praticamente un’altro figlio in casa, nel senso che era una persona sensibile, buona come il pane, ma profondamente immatura. Mia madre è stata per me non solo una madre ma anche una complice a volte, uno scudo altre volte, altre volte un avversario, un ‘generale nazista’ altre volte ancora. E sicuramente ho subito molto la sua presenza. Figlio unico con tutti gli occhi addosso, ma non viziato, semplicemente al centro di uno squilibrio affettivo familiare e quindi epicentro e parafulmine di ogni tensione tra i miei. Essendo di natura indipendente ciò non mi ha impedito di staccarmi comunque dall’ambiente familiare ed arrangiarmi da solo, cosa che mi piace anche molto…forse mi piace così tanto che non ho alcuna intenzione di far entrare nessuno nel mio mondo, semplicemente perché non voglio nessuno tra le balle, sono abituato così da sempre, a crearmi un mio mondo, una mia condizione in cui tutto va bene, dove 2+2 può fare tranquillamente 5 senza che debba renderne conto a qualcuno. E’ bello, da un lato, perché so come vivere solo, la solitudine non è un problema, sto benissimo anche ore in casa a fare le mie cose in silenzio senza problemi, ma sto cercando di capire solo se questo, oltre ad essere una mia “fortezza dorata” non sia anche, in un certo senso, anche una prigione dorata. Ancora non sono arrivato però a nessuna conclusione.

  • 18
    luna -

    M, nella maniera piu’ assoluta non penso che si debba questo o quest`altro e i “problemi” che uno ha o non ha non si evincono di per se’ dal fatto che sia single o sposato, abbia zero figli, tre o sei. Quindi “tutti” e’ sicuramente una bischerata, per me quanto “nessuno” (cioe’ si vivono certe situazioni solo per schema). Il problema e’ semmai se una persona che non sa di se’ si ritrova a coinvolgere altri nelle sue nonchiareidee. Che poi ci sia sotto una paura o che se uno.o una se la sente ci guarda dentro o no. Se non ami la tua ragazza, se non te la senti, la lascerai (mi pare che ti sei deciso). Ma mi pare saggio che tu ti chieda come mai ci sono determinate sensazioni che ti si ripresentano ogni volta. Solo perche^ quell^amore e^ finito? Io per esempio provo quelle sensazioni se mi sento “in trappola”

  • 19
    luna -

    E di base sono probabilmente piu’ “single” per natura perche’ amo molto la mia liberta’. Un mio concetto di liberta’ che per esempio rientra anche nel lavoro. Pero’, anche se non potrei stare in una relazione soffocante, e la gente troppo invadente “mi fa ansia”, quando son stata veramente innamorata (non di persone soffocanti, cmq) di per se’ la coppia non mi e’ parsa una gabbia, un limite. Non mi e’ successo di disamorarmi “nonostante andasse tutto bene” ecc. Non sto dicendo “sono meglio”. Dico che non mi e’ successo mentre si di incontrare persone anche validissime, a cui volevo bene, ma di cui non sentivo “amo”. E non mi sono messa con queste persone. Li avevo la sensazione di “trappola”. Anni fa mi son chiesta le cose che ti chiedi. Ero convinta di non poter “sopportare” di stare in coppia. Ho capito che non era vero qd mi sono innamorata. Alla fine di una lunghissima storia mi sono chiesta di nuovo la stessa cosa. Ma poi penso: non si ama l’amore, la coppia o l’idea di coppia. Io almeno no. Si ama al.caso una persona.

  • 20
    Sweet -

    Caro Mauflex,
    non avrei mai pensato di ritrovarmi un giorno a capire, anzi sentire sottopelle, sensazioni come le tue. Sono più giovane di te, ancora abbastanza da “potermi permettere certe sbandate”. Sono piccola per capire il mondo, grande per “mettere la testa a posto”. E mentre trascrivo questa frase rido. Di un riso amaro.
    Ritrovo pezzi della mia vita tra le tue parole. “Figlio unico con tutti gli occhi addosso, ma non viziato, semplicemente al centro di uno squilibrio affettivo familiare e quindi epicentro e parafulmine di ogni tensione tra i miei.” Crescere per me non è stata un’esperienza tanto divertente. Mi dispiace tanto non aver imparato a divertirmi. Ho imparato con tanti pianti a crearmi un mio mondo. E a crescermi alla meno peggio. Non sono mai stata indipendente nella pratica, nella mia testa sì. Forse a questo devo la ribellione, l’orgoglio, il pensare e dire quello che voglio che a dispetto di tutto mi piacciono, sono la parte più autentica e ostica di me. Nella mia infinita solitudine un essere perso, diverso, buono come pochi è stato capace di entrarmi dentro, di accarezzarmi l’anima quando il mondo mi era contro e io gli ho dato tutto quello che avevo. Per me è stato l’esclusività. Inutile dire che non esistevano neanche tutti gli altri, fedele lo sono d’indole, focalizzata su pochi e selettiva per stile. Per tutta la mia esistenza non ho fatto altro che sognare il giorno in cui avrei costruito la Mia famiglia, quella che mi sarei scelta, il riscatto dal passato. Sognavo la nostra casa e i bambini.
    Ma recentemente qualcosa in me è imploso e mi ha sconquassata totalmente. Quel ragazzo è il mio unico legame forte e concreto, coerente, costante. Quell’essere è il più grande dono che potessi mai ricevere. Morirei per lui. Davvero morirei. Per egoismo, perchè non sopporterei vedere soffrire lui. Eppure non ho potuto far altro che dirgli “non posso, Amore, darti la famiglia che vorresti, non io”. Gli ho fatto e mi ha fatto male, mi ha trafitto i polmoni, da quel giorno il vecchio problemino della mia infanzia, la claustrofobia, è diventato una compagnia pressante. Entro in casa, in un bar supervetrato con lui, e all’improvviso capisco che vorrei restare ma non posso, che ho una vita da vivere impellentemente, avidamente là fuori. Mi assale il pensiero delle poche persone a cui tengo veramente. E devo uscire, all’aria aperta. E mentre cammino il desiderio mi riporta nel mio mondo ideale, quel piccolo rustico di campagna, bianco come il vuoto, in un giardino incolto, nelle stanze silenzione, piene di luce, aria e libri. Nella solitudine. Mi manca come l’aria la solitudine, dovrei sognare una casa da dividere la persona che a mio modo amo, invece sogno il mio piccolo porto, dove arrivare e da cui partire ogni volta che ne senta il bisogno, sogno la mia vita povera, senza soldi, senza impegni, senza doveri. Mi chiedo se sono sbagliata, la maggior parte mi direbbe di sì.
    Ma non lo sono. Lo sono per gli altri, non per me.

  • 21
    Sweet -

    Mi hanno detto che devo fare più esperienze, conoscere più gente. Mi hanno detto che sono troppo romantica. Mi hanno detto che mi pentirò. Mi hanno detto che non andrò da nessuna parte. Mi hanno detto che lavoro, mutuo, bollette, macchina, televisione, cellulare, ospedali, medici, poste, banche, figli, matrimoni e funerali siano necessari e normali. Io invece, adesso capisco, non ci vedo nulla di necessario e di normale. Vedo l’essere umano come un animale costretto a vivere dentro il recinto sociale, e la famiglia tradizionale per me è la microcosmica gabbietta dentro il recinto. Per me, come dici tu, non vuol dire per tutti. Vuol dire per me.
    Mi soprende la pace con me stessa con cui dica queste cose. Io, irrequieta da sempre, elaboro questi pensieri e sto bene.
    Mi viene in mente Novecento, T.D. Lemon Novecento. Mi immagino così la felicità, lui sulla sua nave io sulla mia casetta tra me e me, tra me e i miei pensieri, tra me e le mie abitudini, tra me e la mia libertà.
    Sono andata fuori tema perchè credo che certe sensazioni non possano per costituzione essere circoscritte. Almeno per me. Staccarmi dall’unico legame importante (pur sperando per un domani di continuare la grande amicizia, il grande affetto che ci ha sempre uniti, pur invitandolo nel mio mondo), soffrirne emotivamente, cerebralmente e fisicamente è il prezzo, troppo alto, per la libertà. C’è chi riesce a sfuggire dalle sue leggi, chi riesce ad adattarsi o a non sentirne mai il richiamo. Io sono troppo irrazione, troppo testarda, troppo nostalgica e malinconica per non seguire il richiamo dentro. Forse per te è lo stesso.
    Non credo nelle presupposte proprietà terapeutiche della psicologia. Credo che il dolore, anche il più difficile da affrontare, sia personale e non c’è niente e nessuno che possa sostituire il ciclo delle cose, dei sentimenti, della natura se non se stessi, come viene e come si riesce. Questo per me. Se credi che ti possa far stare meglio, allora fai bene ad andarci. Però permettimi solo di dirti una cosa, un mio pallino di questo periodo: qualora ti suggerissero qualsiasi tipo di farmaco, informati bene da chi non ha alcun tornaconto. Ciao

  • 22
    rossana -

    ciao Sweet,
    molto bello il tuo post, che nel suo insieme per me richiede riflessione.

    “focalizzata su pochi e selettiva per stile”: questo può essere in molti casi uno degli impulsi istintivi alla fedeltà (di cui forse anch’io sono affetta). ti sono grata per averlo portato alla mia attenzione!

  • 23
    luna -

    Sweet, ciao, bella lettera la tua e in certe cose mi “riconosco”, per quanto siamo tutti diversi. Ma per esempio nel bisogno di ascoltare la propria voce si. Mi permetto solo di dirti che gli psicologi non prescrivono farmaci. Cio’ che dici sul tornaconto, per il resto, per me vale anche per il farmaco per il mal di testa. La scelta di andare dallo psicologo e’ sentita o meno e personalissima, ne convengo. Qdo anni fa ci andai, per gli attacchi di panico, lo feci dopo moltissime resistenze. Non volevo ‘ingerenze’ ecc. Avevo pero’ anche un’idea errata di cosa sarebbe successo se ci fossi andata. Scoprii che nessuno si stava mettendo tra me e me, anzi. E farmaci io non ne ho mai presi. Ne’ ho mai pensato che i messaggi che ci inviamo vadano ignorati o tappati. Fermo restando pero’ che c’e’ una ragione pero’ se in alcuni casi sono necessari come supporto ad una terapia. Il “viaggio” che feci allora fu pero’ in me (non solo allora, ma quel tratto lo ricordo con particolare “affetto”, perche’ denso di emozioni e di scoperte, non solo di paure) e non solo su una sedia, ma nel mondo e nel mio, in passeggiate solitarie tra la natura, scoprendo che prepararmi delle tisane non era solo ficcare delle foglie dentro l’acqua, leggendo e scrivendo, sentendo il mio cuore pompare correndo, i miei piedi camminare sulla terra, ri-conoscendo persone che gia’ conoscevo come se le incontrassi per la prima volta per quanto ootessimo avere dei ricordi in comune

  • 24
    luna -

    Neanche io ho mai potuto fare a meno di ascoltarmi. Se non lo faccio mi ammalo, detta in breve. Sento una differenza fisica se mi vado contro, ma non mi dilungo sulla mia cartella clinica. Posso dirti pero’ che mi e’ capitato che disturbi in teoria cronici se ne andassero perche’ tornavo ad andarmi “verso”. Ti capisco quando parli (indifferente cosa sia per te o per me) di cio’ di cui hai bisogno per stare bene.

  • 25
    cerchio -

    Mauflex mi permetto di dirti che la tua analisi così lucida mostra grandi capacità introspettive.
    Per quanto riguardo la possibilità di una famiglia concordo con te che non debba assolutamente essere una scelta sociale ma ti ho chiesto se la tua situazione ti faceva soffrire proprio per capire se tale condizione era dettata da un progetto di vita diverso o da un disagio nel vivere il rapporto in maniera più intima. Inoltre poni l’ accento su particolari dinamiche familiari cercandone un nesso con quello che ti sta accadendo e questo mi porta a pensare che tu abbia preso consapevolezza di determinati meccanismi.
    Solo una cosa mi permetto di non ritenere corretta: la tua decisione di vivere i rapporti con “scadenza” è assolutamente rispettabile nel momento in cui, dall’altra parte ci sia una persona che decida di vivere i rapporti nello stesso modo e che non venga “illusa” mostrandole la possibilità di un progetto di vita insieme che duri per la vita.

  • 26
    rossana -

    Mauflex,
    la mia conoscenza in materia di psicologia (di recente definite bonariamente “da quattro soldi”) m’induce a mettere in evidenza questa tua frase: “Mia madre è stata per me non solo una madre ma anche una complice a volte, uno scudo altre volte, altre volte un avversario, un ‘generale nazista’ altre volte ancora.”.

    questo tipo di relazione infantile, molto importante per la costruzione futura di una relazione di coppia, potrebbe spiegare il tuo attuale modo d’intrattenere rapporti con l’altro sesso. quando il rapporto fra i genitori non è bilanciato, già si parte male. ma la situazione peggiora, cammin facendo, se l’istintivo attaccamento alla madre è perturbato da suoi atteggiamenti contrastanti. questo può portare a temere inconsciamente un legame stabile, oltre al fatto d’aver indotto il soggetto a sviluppare un’attitudine autonoma nel suo misurarsi con la vita. ad avere cioè meno bisogno di altri del sostegno di un/a partener.

    sei portato all’introspezione, cosa abbastanza rara in un uomo. considera quanto ti ho suggerito in tutta libertà e, se credi, verificane anche la possibile efficacia con lo psicologo. sei sulla buona strada e hai ottime possibilità di raggiungere a breve un’idea concreta sul tuo modo di essere, che non può che esserti d’aiuto per non sbagliare troppo nelle tue scelte future.

    in bocca al lupo!

  • 27
    mauflex -

    @ Sweet: bellissimo post, davvero. Solo una cosa non mi convince: “Staccarmi dall’unico legame importante (pur sperando per un domani di continuare la grande amicizia, il grande affetto che ci ha sempre uniti, pur invitandolo nel mio mondo), soffrirne emotivamente, cerebralmente e fisicamente è il prezzo, troppo alto, per la libertà.” Capisco, anzi, posso capire come l’affetto infinito per una persona (come nel mio caso per Laura, adesso che l’ho lasciata) sia così forte da risultare quasi insormontabile al momento di prendere una decisione, ma se pensi che questo non coincida con ‘libertà’ beh, meglio chiudere. Io con Laura non mi sentivo più libero. E non perchè lei facesse qualcosa per farmi sentire ‘in gabbia’, anzi, è una ragazza, lo ripeto, meravigliosa. Ma per me stare con lei non coincideva più con il concetto di libertà. e l’ho lasciata. Adesso come sto? Malissimo, mi manca ogni minuto, e questo è il prezzo da pagare. Ma l’ho fatto per tutti e due E’ inutile stare in un rapporto in cui si è felici a metà o dove è un continuo lottare tra tentativi di fuga e il pensiero di non far del male alla persona a cui vuoi un bene infinito, ma non ami più. Poi ovviamente adesso che mi manca e che, dalle sensazioni che ho, sembra quasi che mi abbia lasciato lei da come mi manca… beh, ci sono momenti in cui mi chiedo: avrò fatto bene? Forse la amo ed ho solo paura. Ma poi penso agli ultimi tmpi, alcuni momenti in cui sentivo così chiaro il bisogno di ‘altro’… e mi trattengo ed aspetto. tra un mese farò due conti con quello he mi sta succedendo adesso. per ora devo solo farmi passare addosso tutto questo e viverlo sulla pelle. Quando la tempesta si sarà calmata si faranno un po’ di conti con quello che è stato, e si cercherà di dare un senso a tutto ciò.

  • 28
    mauflex -

    @cerchio: io in realtà non vivo i rapporti ‘con scadenza’, vivo i rapporti per quello che sono, senza chiedermi se fra 6 mesi/1anno/2anni staremo ancora insieme o no, ma finisce sempre che ad un certo punto non riesco più ad andare avanti. Anche con Laura è finita così, ma era nata diversamente dalle altre volte: non mi ero innamorato, nemmeno ci pensavo, è venuta lei a cercarmi. Poi piano piano che andava avanti pensavo ‘ci sto proprio bene, è strano, perchè non ho avuto la mia tipica mazzata iniziale di innamoramento folle, è un sentimento che cresce piano piano…vuoi vedere che è la volta buona?’. Ma alla fine è finita così, di nuovo. Le voglio un bene infinito, mi manca da morire, è una ragazza meravigliosa. Ma ad un certo punto ho cominciato a sentirla come un peso. tutto è partito quest’estate: ho fatto un viaggio da solo, sono stato benissimo, sono tornato e quando ci siamo rivisti ho sentito come qualcosa dentro che mi diceva: ‘stai meglio da solo, senza legami, senza obblighi verso nessuno’. Io voglio dire…se avessi 22 anni non mi farei nessun problema e direi ‘beh, è giusto così, voglio vivere e divertirmi, a certe cose ci penserò a 38 anni…’. Il problema è che io HO 38 anni! Non so, forse sono solo un immaturo ed ho realizzato tardi tante cose, ed adesso voglio recuperare il tempo perduto…non so. Mi fa un po’ tristezza detta così, ma forse il mio cervello ragiona così adesso.

  • 29
    mauflex -

    @rossana: ti ringrazio, spero davvero di arrivare a capo di qualcosa. Penso che il punto chiave sarà quando davvero riuscirò a riconoscere le cause reali del mio modo di agire, e riuscire a scindere quello che voglio veramente dalle mie paure. Così, quando mi si ripresenta questa difficoltà emotiva, saprò che non sono io… sono le mie paure che parlano per me. Ma non è facile arrivarci, almeno, non per me.

  • 30
    cerchio -

    Ti chiedo scusa se hai inteso relazione con data di scadenza come un giudizio. Intendevo solo evidenziare che ad un certo punto non ne trai più interesse e finiscono. Continuo a dirti che secondo me il percorso che stai facendo mi pare un buon modo di andare verso il cambiamento. Nelle tue domande io percepisco risposte che già tu conosci e continuo nel dirti che non è un’analisi lucida quella che ti manca. Posso chiederti cosa provi nel momento in cui ti rendi conto che tutto sta finendo? Soffocamento? Ansia? Paura? Tristezza? Delusione? Senso di colpa?
    Mi piacerebbe saperlo

  • 31
    luna -

    MAUFLEX: Laura non sara’ al settimo cielo… Ma non hai preso sotto gamba una tua crisi o svolta, tenendola sulla corda dei tuoi se e i tuoi ma, e mi pare che tu abbia cercato di farle capire che le vuoi bene e la rispetti. Non credo tu intenda tormentarla/vi di tira e molla.

  • 32
    mauflex -

    @luna. no, infatti, Non voglio tormentarla per niente. Ho avuto una storia precedente che è stata una tragedia, io non avevo le p***e di mollare e da alla fine è finita uno schifo. Mi sono giurato che se mi fosse ricapitato non avrei rifatto lo stesso errore. Stavolta, dopo sei mesi di dubbi e ansie ho deciso che non era giusto per lei, perché le voglio un bene che arriva quasi ad essere amore, o forse lo è e non lo riconosco, ma comunque non si merita uno strazio continuo di tira e molla dettato dai miei dubbi. Io in questo momento la chiamerei, le direi che forse ho sbagliato, che forse la amo e devo solo superare delle mie paure, ma no. Non lo farò. Aspetterò qualche settimana, rischierò di perderla, se capirò che mi manca da morire ed ho fatto una cavolata…beh…ne subirò le conseguenze. Ma non la chiamo per dirle cose che non sono sicuro di sentire.
    @cerchio: cosa provavo? Provavo quello che hai detto tu, soffocamento ed ansia, e la percezione che la mia ‘vita di imprevisti’ stava finendo, che non avrei più potuto fare certe cose, compreso anche il conoscere anche altre donne, che adesso eravamo in due e che comunque certi miei modi di essere e/o comportamenti, seppur involontariamente, influivano sul rapporto e ne venivo influenzato inevitabilmente. Un esempio: lei stava dall’altra parte della città, per un anno non mi è pesato andare a trovarla, anzi. Poi piano piano ho cominciato ad avere voglia di stare da me, a casa mia, mi faceva fatica andare da lei, ma continuavo ad andarci, quando un giorno ho realizzato che proprio non mi veniva più, non volevo. Quando mi baciava non sentivo più che era una cos corrisposta, fare l’amore era diventato quasi uno sforzo… io non capisco se è solo paura o se davvero era finita. So sol oche adesso sto malissimo e mi manca da morire, ma penso che se ricominciassimo ricomincerebbe subito a farsi sentire l’altra parte di me, che non vuole. Non ci sto capendo veramente nulla e soffro.

  • 33
    cerchio -

    Forse hai ragione nel dire che se ricominciassi l’ altra parte di te ne sarebbe nuovamente scontenta. Credo che fino a quando non capirai le motivazioni che ti portano a sentire queste emozioni sarà difficile poter superare questo. Ad ogni innamoramento potrai pure tagliare l’ erbaccia ma se le radici restano questa prima o poi ricrescera’…

  • 34
    mauflex -

    Quello che più mi fa diventare scemo è che non ho alcun valido motivo per aver messo fine a questa storia. Non c’erano incomprensioni, non c’erano differenze così grandi tra di noi…non c’era niente per cui adesso potrei trovare un chiaro motivo evidente per cui dire ‘beh ho fatto la scelta giusta’. So solo che non riuscivo più ad andare avanti nel rapporto. E scusate se vi continuo a rompere le scatole con le mie fregnacce… 😉

  • 35
    LUNA -

    MAUFLEX, a dire il vero, anche se mi dispiace ovviamente per te e lei, sollevi un argomento che può interessare molto persone, dalla parte tua o di lei. Anche grazie a ciò di cui ha parlato Luke. Che non è mica banale eh… Io vi ringrazio per il vostro punto di vista e degli elementi in più che mi date, anche se le nostre storie sono completamente diverse.

    @vita senza imprevisti@… magari 😉 dico, la vita è talmente un divenire e lo è una relazione… che anche senza ragioni endogene alla relazione di per sè il fatto di stare insieme non vuol dire: scontato.
    Certo, dipende in che senso lo dici, e tu parlavi di altre donne. Ma il punto centrale non mi sembra neanche stia lì, ma in queste sensazioni. se le hai per te sono vere. Sono d’accordo però che sarebbe buono per te andare all’origine del problema, e comprendere ciò che è libertà e cosa limitazione, realmente.
    Cio’ perché sennò queste sensazioni potrebbero tornare, anche in un’altra storia, aggredirti e aggredire la storia all’improvviso, e diventare una schiavitù per te, ma anche per chi ti sta vicino.
    spero davvero che tu riesca a farti chiarezza e senza che nessuno si faccia troppo male.

    Sai, credo che meriti andare a fondo di queste sensazioni e ansie perché sentirsi liberi di scegliere veramente è diverso da avere la sensazione di fuggire, magari senza sapere bene da cosa, e non sapere se si sceglie in base all’ansia o davvero al proprio benessere.
    Almeno saperlo… E te lo dico essendo stata dall’altra parte della barricata. Anche se, lo ripeto, le nostre storie sono diversissime.
    Ma poiché a me è successo che dopo 10 anni mio moroso, il mio compagno di vita, è diventato un “alieno” e sicuramente è diventato preda di sue ossessioni (e non solo sue) anche se tu hai un approccio con la cosa completamente diverso e anche ti comporti in modo molto diverso, mi fai riflettere.
    Anche se io, avendo subito di fatto delle molestie psicologiche, su quelle mi son fatta “una cultura”.
    E tra l’altro le molestie psicologiche non le ho subite solo io, anche se ero l’ultimo anello della catena, e quindi quella a cui arrivava tutta la valanga addosso, ma le ha subite lui, da bambino e da ragazzo e anche mentre succedeva sto casino…

    non voglio dilungarmi, ma posso dirti che certamente ad un certo punto sono esplose delle sue fragilità, paure, ossessioni e che nello stesso momento sua madre gliele ha e ce la ha tirate, le sue, tutte addosso.
    Io ho capito subito che qualcosa non andava, a parte per il modo assurdo in cui lei poneva delle cose (eravamo appena andati a vivere insieme, e lei non voleva che fossimo liberi, non voleva che vivesse la sua vita… qsta la più evidente ossessione di lei… e lui non era un mammone, e non lo è, beninteso, e lei si sa che funziona male, ma quanto fosse “pericolosa” fino a quel momento non mi era stato chiaro) e per come lui era cambiato. Io vidi, ti giuro, una persona di colpo andare in qualche strana guerra con se stesso e con me, ma una me… che

  • 36
    LUNA -

    che non ero io… Quando dico “un alieno” non dico tipo il compagno che non ti ama più, e quindi va in crisi, e quindi ti caga di meno, e cose del genere. Dico una persona che all’improvviso (e non sarà stato all’improvviso) è come se fosse un altro. Anni dopo (durante questo viaggetto all’inferno) lui mi confidò finalmente un episodio (banale in verità) a cui lui aveva dato una valenza fortemente traumatica. Quell’episodio lo aveva certamente ossessionato. Ma non era che una delle cose. Lui ha sofferto in maniera indicibile da bambino e da ragazzino per le violenze di sua madre, psicologiche certamente e non solo su di lui. Al punto da dire che non si ricorda pezzi della sua infanzia. L’argomento, da suo padre e da suo fratello, viene riassunto, su quegli anni orrendi, con poche parole che evocano scenari di grandissima tensione e sofferenza. Ti posso dire che io li ho visti in quella che, secondo loro, sarebbe l’epoca buona in cui sua madre è persino tranquilla. Ma di fatto lui usciva da quella casa piangendo dal nervoso quando ancora viveva lì, e di fatto a me si contorceva lo stomaco solo per come lei trattava suo padre. Le cose che ci shokkano veramente sono quelle da cui in qualche modo ci difendiamo, e quindi non ho dubbi che lui si sia difeso e si difenda come può da tutto questo perché comunque ama sua madre che a modo suo lo ama. Fatto sta comunque che per quanto lui avesse paura delle relazioni è stato con me dieci anni e sono stati dieci anni di grande amore e complicità a tutti i livelli. Per la paura e i traumi che lui aveva probabilmente mi ha amata 1000 non 10. Quanta paura avesse io l’ho capito quando “è esploso”. Quando è finito in una cosa sua dalla quale non è più uscito, sicuramente una sindrome ossessiva. Un qualcosa per cui io gli dicevo: se quando siamo qui tu vai in ansia, e boicotti questa storia e ce l’hai con me , ma quando io me ne vado vai in disperazione (e veramente andava in una disperazione altrettanto ossessiva) è come se tu non sapessi neanche contro cosa combatti. Perché non vai a vedere cos’è? Almeno sai che stai scegliendo veramente.
    Non lo ha mai fatto. Sarebbe facile dire che e’ stato un paraculo che non voleva ammettere dei rapporti causa/conseguenza. Ma posso dirti che uno degli aspetti più rilevanti è che lui ha riprodotto a casa nostra una dinamica di separazione in casa che ha respirato tutta la vita. Con una differenza (e non solo una): lui mi abbracciava la notte. Sua madre ha fatto di tutto per pilotarlo in quella direzione, e lui aveva anche il terrore che “si ammazzassero” se si spostava da lì. Qdi faceva fatica a vivere la sua vita. Gli ho detto: ti rendi conto che tu non hai mai vissuto davvero questa casa tua? Che sei andato via di là ma assorbi ancora tutta la negatività e dici che siamo noi? Un giorno tentò di spiegare xke’ nn poteva stare con me. La verità è che nn lo sapeva. Stava male ma ogni cosa che disse era 1 dichiarazione di grande amore, passione, dolcezza, complicità presenti

  • 37
    cerchio -

    Per Sweet in particolar modo…:-)
    Nessuo credo sia immune dai propri istinti, paure, fobie e senso di libertà che nella vita ciclicamente si ripresenteranno. Dubito delle persone che mi dicono che nella vita non provano mai tutto ciò. La differenza per me però è nel prenderne consapevolezza di queste e nel saperle affrontare riuscendo a superare il proprio egocentrismo e narcisismo, evitando così di ripetere gli stessi copioni che ci creano sofferenza e che danneggiano gli altri aggiungendo in loro ulteriori paure che creano circoli viziosi difficili da superare.

  • 38
    Miguel -

    Ciao Mauflex sarei curioso di sapere le riflessioni o le conclusioni a cui sei giunto in questi ultimi 2 mesi da quando l’hai lasciata e quali cambiamenti o miglioramenti hai portato a termine o sono in fase di raggiungimento.

    Grazie

  • 39
    Anonimo -

    Il bisogno di “altro” Mauflex forse dovresti cercarlo in te stesso..ma prima devi capire cosa ti manca.Avvitarsi nei perchè e nelle spiegazioni ha senso fino a un certo punto.Io piuttosto mi chiederei come.E il discorso di sweet lo trovo onesto,maturo e affascinante.Ammette un suo limite naturale e non sceglie di cambatterlo,ma di accettarlo e per questo ci vuole coraggio e forza d’animo.Forse si perde piu tempo a cercare di trovare soluzioni inesistenti piuttosto che vivere la vita ogni giorno naturalmente,non credi cerchio?Anche io confido nella psicologia fino a un certo punto come sweet,è certamente un aiuto,ma il percorso di ognuno di noi è proprio e unico.Io sono molto piu giovane di voi,ho 19 anni,ma le vostre esperienze “tragiche” le ho vissute anche io ultimamente e ora mi sono separato per dedicarmi a me stesso,anche se mi trascino ogni giorno a causa del dolore.Ho letto molti giudizi negativi nei confronti di Mauflex che mi hanno destato un po’ di rabbia
    Inanzitutto non si possono giudicare i sentimenti di una persona!in quanto non ne siamo direttamente coinvolti.
    Siamo tutti,specialmente nel campo dei sentimenti,degli ignoranti!Non sopporto gli atteggiamenti di chi pensa di aver capito tutto della vita e non ha piu niente da imparare.
    Freud stesso affermava:c’è una storia dietro ogni persona,c’è una ragione per cui loro sono quel che sono.Loro non sono cosi solo perche lo vogliono,qualcosa nel passato li ha resi tali e alcune volte è impossibile cambiarli.
    Conosco una persona,e non credo sia l’unica,molta piu grande di me e di te,Mauflex..ma che ha scelto di vivere la vita come la natura le ha imposto,cioè è stata fedele a se stessa e non ha famiglia e ne figli.Afferma ancora,nonostante l’età,di voler tremare quando bacia!Decidere è solo questo che dobbiamo fare,e ciò comporta necessariamente una rinuncia,essere sinceri con se stessi ed io penso che tu ti conosca abbastanza Mauflex da sapere quello che vuoi nella vita.
    Forse il nostro bisogno è l’amore che proviamo verso noi stessi piu grande di quello che proviamo verso il partner e quindi questo pone un limite alla nostra libertà,,,,perchè durante l’infanzia abbiamo vissuto in modo…ecc ecc ecc,,,e di definizioni,teorie o spiegazioni psicologiche o filosofiche potrei trovarne all’infinito senza mai giungere a un punto.
    L’importante è non smettere di credere e di sognare,nonostante ogni delusione.Purtroppo la realtà è piatta e tragica,ma spetta a noi portare in equilibrio essa e la “nostra realtà” il “nostro mondo”.
    Nella vita ricordiamoci che è l’importante porsi degli obiettivi e raggiungerli e se non sappiamo quello che vogliamo,prendiamo quello viene!Ma non restar fermi.
    Forse le strade che percorriamo sono diverse,ma il fine è lo stesso.
    Chissà Mauflex,forse un giorno senza cercare,troverai il tanto atteso amore.Io ti auguro con tutto il cuore di continuare a vivere al meglio e che se,tanto importante e profonda è,di riprendere la tua storia con Laura con nuovi occhi d’amore

  • 40
    anonimo -

    Forse cerchiamo a destra,a sinistra,in alto e in basso quando l’amore è davanti al proprio naso.Oppure non c’è…non lo so.
    Non riesco a vivere una relazione con leggerezza e senza pensieri a differenza di mezzo mondo.
    Voglio che tutto sia perfetto,e se qualche problema intralcia i pensieri e il mio benessere mi blocco.E mi sento impotente e incapace di donare un futuro a colei che mi è affianco.Non riesco a pensare al “presente” ho necessarimente bisogno di essere sicuro per il futuro,o un senso di colpa,di insicurezza e preoccupazione eccessiva mi soffoca e mi lacera il cuore.
    In questa condizione molto agitata ogni influenza esterna mi abbatte non appena provo a rialzarmi.
    Insomma non mi resta che lasciare chi è al mio fianco nonostante ogni giorno senza di lei è dolorosissimo.E poi la paura di tornare causata dal ricordo di quella sofferenza che genera altra sofferenza.
    Mi odio in questo momento a ripensarci…profondamente.
    Non mi resta che lasciarla in modo che il qualcuno le doni un futuro sicuro e migliore.

  • 41
    rossana -

    Anonimo,
    19 anni sono ancora pochi per poterti sentire sicuro di te. con l’attuale crisi, poi, chi non guarda con preoccupazione al futuro?

    a mio avviso, il tuo inizio è più che buono; il resto, con il tempo, maturerà di conseguenza…

  • 42
    Silvia -

    C’è ancora qualcuno che scrive in queste discussioni? Mauflex che fine ha fatto? Ho bisogno di alcuni pareri sulla mia storia col mio ragazzo… come voi mi ritrovo nella situazione di dover lasciare…. ma non ho motivi validi… se non quello di non ricambiare abbastanza ciò che prova il mio ragazzo… e non capisco se non ci riesco perchè ho paura o semplicemente perchè lui non è quello giusto… come voi mille paranoie e pensieri… ma non ne esco… e mi sto paurosamente avvicinando a quel buco nero… in cui lo dovrò lasciare. COn immensa disperazione.

  • 43
    Rossella -

    Ciao,
    ti consiglio di non scoraggiarti perché quando un ragazzo ti corteggia (ti parlo da donna) la tua apertura nei suoi confronti dipende anche dalla sua figura. Io, a monte, preferisco non sbilanciarmi perché se non mi sento “femmina” non dipende certo da lui. Tempo fa ho conosciuto un uomo che ha capito che io ero ancora “acerba” per poter portare avanti un discorso sentimentale acanto ad un uomo con quei caratteri. Infatti io non mi sono comportata come una donna. Gli stavo dietro in maniera molto innocente. Poi, per carità, in un’altra epoca mi avrebbe potuto anche sposare perché i caratteri sessuali non viziavano la vita di coppia. Le donne vivevano la sessualità in maniera traumatica e non si ponevano neanche problemi di natura morale perché la violenza veniva vissuta come la panacea di tutti i mali. Le donne di casa erano le sorelle, le figlie, la madre. Questa era la vita nel medioevo. Invece oggi c’è più malizia e questo sotto certi aspetti è un bene. Prima d’innamorarti valuti tante cose. Nasce un’ammirazione che dipende dall’accettazione di quello che sei… ricevi una conferma perché ti rendi conto che ti puoi fondere con lui. Poi è chiaro che molti ragazzi ti tolgono questa possibilità… al che io potrei dire “questo ragazzo non mi piace”, ma questo non significa che si tratta di un brutto ragazzo. Significa che mi rende insicura e, a prescindere da tutto il resto, non lo prendo in considerazione perché esalta la mia parte maschile, che maschile non è.

  • 44
    Rossella -

    Non piacendomi non riuscirei neanche a metterlo in condizione di poter provare qualcosa per me… perché lui nel frattempo ha svuotato la sua essenza e la gentilezza è diventata delicatezza e, sai, la delicatezza quando non è accompagnata dalla virtù può fare tanto male. Non sono come spiegare. T’incatena alla maternità. Ma la cosa più brutta è che hai la sensazione di doverti difendere dal figlio. Se devo stare concentrata su me stessa (e perdermi la gioia di essere una madre e una donna) preferisco stare da sola.

  • 45
    Mighty -

    L’agenzia americana “Spence-Chapin” ha iniziato a reclutare volontari per coccolare e abbracciare i neonati abbandonati. Gli operatori, dopo un’accurata formazione e selezione, scattano foto con questi bambini per donarle a loro in futuro, in modo tale che, una volta grandi, possano ricostruire il “tassello” della loro vita. Inoltre partecipano al momento dell’inserimento nella famiglia adottiva.
    Anche in Italia esiste un’associazione simile che si occupa proprio di questo: l’ “Associazione Dharma” che opera nel bresciano e conta ben 300 volontari! Sarebbe bello se questa iniziativa si diffondesse nelle nostre famiglie e in chi purtroppo ha tanto bisogno di affetto…

    “E’ attraverso la pelle che diventiamo degli esseri in grado di amare, non s’impara ad amare sui libri, ma essendo amati”. (Asley Montagu)

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