Non riuscire a innamorarsi
di
enoyl
Riferimento alla lettera:
Innamorarsi ci fa girare la testa, c’è chi le chiama farfalle nello stomaco, ma la parola adatta può essere riassunta con “emozioni”! Non ci si emoziona solo per una cotta, fortunatamente abbiamo la possibilità di farci coinvolgere, afferrare, anche da aspetti che esulano dal rapporto con qualcuno, ma è pur...
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Data di pubblicazione: 27 Ottobre 2019
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Ma attenzione, quel “contratti” suona un po’ “burocratico”, quasi come se per il post innamoramento si dovessere ricorrere alla sola fredda lucidità speculativa di “organizzazione” della vita. In realtà quel contratto è una sceltà che nasce da una fusione tra la nostra sensibilità “immediata” della parte inconscia con quello che è l’obiettivo finale della sensibilità conscia, e che cioè quell’innamoramento diventi amore. Perchè è chiaro che si deve avere la consapevolezza che quelle “emozioni di pancia” non potranno essere eterne. Se ci si illude che è al mantenimento di quelle che punta “il per sempre”, si è già fallito prima di cominciare. È giusto invece dire che è una dichiarazione d’intenti che accomuna due sensibilità simili che “vogliono” (voce del verbo volere) diventare una sola. (Ammazza aoh, che poeta)
Insomma, l’innamoramento non è amore, tutt’al più è una promessa d’amore, da mantenere però se lo si vuol dire di averlo conosciuto. Sennò ciccia: ti sei illusa/e/i/o/u.
Golem, ho usato volutamente il termine “contratti” perche’ la gente a giorno d’oggi usa la scusa della “freddezza” della brocrazia per non impegnarsi in relazioni stabili, promesse matrimoniali o altri tipi di vincoli, sostenendo che non non sono dimostrazioni di “un intento” di amore , ma solo pratiche burocratiche e che l’amore e’ un sentimento spontaneo che non si puo’incasellare. In realta’ sottoscrivere un impegno puo’ aiutare in futuro a ricordare le motivazioni inziali della scelta che, appunto, non avrebbe dovuto basarsi su delle “emozioni di pancia”, destinate inesorabilmente a modificarsi nel tempo, ma sulla reciproca volonta’ di farsi una promessa che si desidera mantenere nel tempo. Se poi i fattori esterni o semplicemente la crescita personale provocano cambiamenti interiori tali da indurre entrambi o uno dei due a “violare il patto” , su questo ci si puo’ fare poco: anche l’intuito inziale e le e piu’ nobili e sincere intenzioni della scelta possono condurre su strade diverse, in determinate situazioni.
La dichiarazione d’intenti dev’essere sentita e rinnovata ogni giorno dentro di sé e non tanto perché si è preso un impegno formale ed ufficiale da portare avanti come un fardello.
Comunque, la lettera credo fosse focalizzata sul “pre”: senza innamoramento non ci sarà nessuna spinta verso intenti, progetti, condivisioni. Insomma, senza scintilla niente fuoco.
Certo, è ovvio che la “cultura” del momento agisce direttamente sul senso di quei termini, dove il “destino” dei due protagonisti era segnato implicitamente nei “contratti” di un secolo fa. Oggi solo in alcuni ambiti sociali “periferici” -e spesso neppure più in questi- quel destino ha più senso. La odierna cultura mondana ha spostato le aspettative su obiettivi a breve scadenza anche in ambito sentimentale, sulla falsariga consumista che è tipica dei nostri giorni. La ricerca di un intesa di coppia che perduri, che si rinnovi quotidianamente insieme al tacito progetto di un obbiettivo comune che sottintende la maturazione di quell’amore che travalica la semplice attrazione, è “disturbata” dalle tante sollecitazioni che provengono dall’esterno offrendo facili ma effimere soddisfazioni che tuttavia proprio perchè di breve durata verranno cercate più o meno frequentemente. Quanto inutilmente, perchè se a un certo punto non si è ancora sentita la differenza tra quello che sembra ammore e quello che invece è amore- e la si sente, perchè è “diversa” dalle altre. Non ho esempi da fare se non paragonandola vagamente a certe “chiamate” per vocazioni mistiche- è inutile parlarne, e dovrei fare il solito esempio del cieco e dei colori. Ma poi qualcuno sbuffa.
Suzanne,
ottima la sintesi: “senza scintilla, niente fuoco”.
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Acqua,
“La decisione di intraprendere una relazione stabile e duratura con un’unica persona e’ invece un “progetto di vita” e dipende, oltre che da una motivazione individuale , dalla volonta’ condivisa e consensuale della coppia, di impegnarsi a lungo termine.” – per me, questa scelta, se ponderata e consapevole (cosa sempre più rara), sostituisce l’atavica vita di gruppo nel contesto di un clan, a seguito dell’acquisizione da parte del sesso maschile di diritti di proprietà, da godere, tramandare ed estendere sulle femmine, come ancora accade in molte culture.
“E’ una “dichiarazione di intenti” il cui risultato non e’ mai scontato.” – per Fromm (anni ’60) sia il rapporto passionale che l’affetto amoroso costruito giorno per giorno non danno alcuna garanzia di durata. meno che meno ora che siamo quasi tutti indipendenti, difesi da leggi, non più sottoposti a ferree regole morali ma del tutto liberi di autogestire noi stessi e le nostre esistenze come meglio possiamo e desideriamo.
il bisogno di sconfiggere il timore della solitudine spinge all’unione, che si mantiene finché i benefici che ne derivano superano i sacrifici richiesti.
Io me la godo quando leggo di citazioni scelte ad hoc per farsi tornare i conti che altrimenti non tornerebbero se si pensasse che nel mondo ci sono milioni di coppie che si amano da decine e decine di anni, e senza pensare all’atavica vita di gruppo nel contesto di un clan, a seguito dell’acquisizione da parte del sesso maschile… eccetera eccetera. Il fatto è che come la si giri e come la si volti, se si osservasse non quello che fa comodo ma la realtà dei fatti -come direbbe il titolare dell’omonimo nick- si scoprirebbero storie come quelle di Kirk Douglas e sua moglie, insieme da 65 anni, o quella di Paul Newman e Joan Woodward, e di chissà quanti altri del jet set e non, magari belli e affascinanti che però hanno capito il significato di quella parola con una M sola. Attaccarsi alle statistiche serve solo a non voler “vedere” e cercare di trovare una giustificazione che non ci veda come causa dei nostri fallimenti e magari sentirsi addirittura vittime di questi. Umanamente comprensibile ma non giustificabile di fronte al fatto che esistono tante storie d’amore “vere” e non illusorie. La scintilla è necessaria, certo, nessuno sceglie di “amare” freddamente, ma il fuoco si alimenta soffiandoci sopra quotidianamente e “tagliando la legna” che lo terrà vivo.
Golem, credo che invece siano parecchie le coppie che si amano “freddamente” durando anche a lungo nel tempo, per il semplice fatto che, se prevale la razionalità sulle emozioni, probabilmente è più facile gestire quello che potrebbe benissimo essere un contratto di collaborazione domestica e familiare. Credo sia difficilissimo invece mantenere un sano equilibrio tra lo slancio emotivo e la razionalità nel gestirlo in lunghi periodi. Mi auguro però che non sia impossibile, e che ci siano diverse strade per riuscirci, senza perdere quella leggerezza e quella semplice voglia di stare assieme quando non ci sono obblighi di vita ad appesantirci. Ma per me la strada è ancora lunga…
Suzy, ma non è neppure il caso di discuterne che vi siano milioni di coppie che si amano “freddamente” o peggio si trascinano per decenni in relazioni di convenienza o per rassegnata pigrizia. Ma è anche vero che esistono tante coppie silenti ancora felici dopo decenni, che hanno cambiato la “qualità” delle loro emozioni nel tempo senza restare ancorati a quelle dei sogni adolescenziali, e che sono contente di svegliarsi vicini ogni mattina, ed è a queste che va riferito il concetto di amore che, lo ripeto, se è vero non può finire. Un amore cresce e si rinforza con la crescita della coppia, che matura i due protagonisti all’interno di essa. Un amore che si “esaurisce” è un’altra cosa, per quanto abbia fatto trepidare o sognare intorno a certe emozioni “automatiche”. Poi certo, ognuno si trova le ragioni che preferisce, e se anche a conti fatti avesse trovato un pezzo di pirite dai riflessi dorati, preferisce illudersi che quei “bagliori” gialli siano stati quelli di una pepita d’oro.
Ti innamori una volta e poi quando ti prendi una scottata la seconda volta non ti innamori più, te lo dice una che ha finito tutte le risorse farmaceutiche a consumare “LASONIL” è così. Per come la vedo io non ne vale più la pena.
Un tempo si usava la vegetallumina. I tempi cambiano.
Usare il Foille per le ustioni?
Usare Activia per la pesantezza?