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Non ne esco

Ci siamo conosciuti nel 1996, da subito problemi (ora non entro nei dettagli, magari lo farò un’altra volta). Io superpreso, tu no, per me era evidente, non sentivo il tuo amore. Io con un’idea romantica della coppia, tu invece sfiduciata sui rapporti. Contraria al matrimonio, non volevi figli, a me sembrava di mendicare le tue attenzioni, tu dopo 13 anni vinci il concorso e ti trasferisci in un’altra città, io felice per il raggiungimento della tua meta, ma muoio dentro. Inizia il nostro rapporto a distanza (anticipato dalla sensazione che prima o poi mi scarichi, appena trovi qualcosa di meglio). E invece tu ti avvicini a me come mai avevi fatto prima, fai tutto quello che avevo desiderato, ma io, che pure mi sento legatissimo a te, non sono più lo stesso. Capitano le sbandate forti, crisi del tutto personali, non succede niente, ma le attenzioni di altre persone non mi lasciano indifferente. E’ proprio un vuoto che viene riempito da altri, mentre tu sei pronta a farlo ora, ma io non riesco ad accoglierlo, ti allontano, ti tratto male, ma non ti lascio perché non posso sopportare di vederti soffrire a causa mia (sei lo specchio della mia fragilità). Fino a che qualche mese fa tu cambi di nuovo, io me ne accorgo e mi sveglio dal torpore e riscopro I vecchi sentimenti. Ma è troppo tardi, tu non ne vuoi più sapere e mi lasci da un giorno all’altro con una freddezza e cattiveria che stentavo a credere. Forse ti piace un altro, anche se tu dici di no, hai cambiato radicalmente abitudini e hai chiuso ogni possibilità. Io non sono più niente, sei continuamente in chat con persone che neanche so chi sono. Non so se hai smesso di amarmi/volermi bene in meno di un mese o se hai voluto accontentarti per più di 20 anni, come ho sempre temuto e non so cosa è peggio. Non siamo stati felici, ma io ti penso sempre come la donna, la persona più importante della mia vita. Diventare degli estranei per me è un incubo. Non ne esco.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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18 commenti

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  1. 1
    AMAREGGIATA -

    troppa delusione, troppo dolore, troppe promesse. Sei come un bambino che cambia sempre idea e fa crapricci. Ero pronta, pronta davvero a darti tutto, me stessa senza remore, senza paure…HAI DELUSO ED INFANGATO OGNI MIA ASPETTATIVA…Ti sei pulito il cuore come fossi uno zerbino..sei tornato peggio di quello che immaginavo.
    NO NON LO VOGLIO PIU’ UNO COME TE, SEI INAFFIDABILE.

  2. 2
    Non ne esco -

    Amareggiata, a chi ti riferisci? A me non credo, a meno che tu non sia lei…ma penso di no, perché lei, quando mi ha lasciato, non mi ha detto queste cose.
    Anzi ha sminuito il sentimento che ci ha legato/lega (era solo paura di stare da soli, ha detto) e anche le sue dimostrazioni di affetto e di amore e anche di sofferenza (come se si potessero fingere sentimenti e gesti d’amore per anni).
    L’insoddisfazione (e parlo per me) è un veleno che silenziosamente corrode la nostra anima e non ci fa apprezzare, ma perdere ciò che di più prezioso abbiamo.

  3. 3
    corazza -

    “Non siamo stati felici”, nonneesco, mi sembra ci sia poco da aggiungere : la tua è una storia che non ha mai avuto basi solide, trascinata malamente e conclusasi nell’unico modo possibile. Mi spiace!

  4. 4
    Non ne esco -

    Non siamo stati felici, perché non abbiamo mai saputo venirci incontro, rimpiangendo (parlo per me) qualcosa che ci era mancato all’inizio, per via delle nostre insicurezze. Una relazione, poi se a distanza, mette a nudo i nostri limiti, ma il sentimento quello cìè sempre stato, vero, intenso, da parte di entrambi. La mia irrealistica ed immatura idea di un rapporto senza spine ha fatto danni. Però, in passato, quando ho voluto lasciare, l’ho fatto e senza alcun dubbio. Con lei no, perché il legame è indissolubile. Ho amato male, questo è certo, ma ho amato. La persona non l’ho mai messa in discussione, il rapporto è stato invece complicato, per via del mio insano rimpianto per ciò che sarebbe potuto essere e sicuramente anche delle difficoltà date dalla distanza. Lei fa parte di me, ne ha sempre fatto parte da quando ci siamo fidanzati. E le basi non erano solide quanto avremmo voluto, ma ci siamo sempre voluti bene e tutto ciò viene sempre dal cuore.

  5. 5
    Non ne esco -

    Vado dalla psicologa, le ho chiesto: “Io la amo ancora, lo sento, è la persona più importante per me. Ma l’ho fatta soffrire e non me ne capacito e non me lo perdono. Non è dipendenza affettiva?”; “No, non lo è, ne sei ancora innamorato”, la sua risposta. Io un’ultima occasione la rivorrei, per ricostruire partendo dalla realtà, dal presente e non più dagli autoinganni generati in me dalla sofferenza e dall’insoddisfazione dei primi anni insieme.

    E se lei invece fossi veramente tu, Amareggiata, ascolta il mio cuore, la mia è stata una completa ammissione dei miei errori, dei miei limiti, delle mie responsabilità, ma sono un essere umano. Che però sa cosa sente dentro di sé. Se solo avessi un’ultima possibilità, io vorrei invecchiare con te.

  6. 6
    Golem -

    Scusa Nonneè, ma se Lamareggiata è lei, che senso ha scrivervi in incognito qui sopra. Lei forse conosce questo tuo nick come corrispondente a te? Sa che scrivi qui? No perchè potrebbe essere che stiate parlando di due storie diverse e magari decidete ‘na cosa con questi che non c’entrano niente con voi, e poi al momento di metterla in pratica i veri soggetti vi mandano a quel famoso paese. Sai com’è.
    Accertati, perchè potresti ritrovarti su “Scherzi a parte” e non saperlo e rischiare di invecchiare con una sconosciuta.
    Comunque, un ciavo anche a te non te lo toglie nisciuno.

  7. 7
    Non ne esco -

    Scrivere su questo sito era solo l’unico modo per gridarlo all’esterno, perché fa troppo male, visto che a te non posso più dirlo (mi hai detto di non farmi alcuna illusione) e che non parlo di noi con chi ci conosce, perché preferisco così (se non con la psicologa), altro che ripulirmi il cuore o considerarti uno zerbino. Perché deve essere sempre tutto così difficile? Solo noi dobbiamo essere perfetti e non comprensivi? Il mio sentimento, lo sai anche tu, è reale. L’amore non è in grado di superare gli ostacoli? Io credo di sì, se si cammina fianco a fianco, è sempre stato il mio sogno, non posso lasciare nulla di intentato. Se poi tu non vorrai, io rispetterò la tua decisione, lo sai. Alla fine quello che conta per me è che tu possa essere veramente felice e che io non ti ferisca più.

  8. 8
    Xavi -

    Nò nò… non farti illusioni… A’mareggiata si è fatta prendere in un momento di burrasca…oggi avrà smaltito già tutto, garantito.
    L’altra invece stà ondeggiando su e giu.. su e giù… sul cavallo marino di quello che conosceva già da tempo immemore…(Ah scusa ti aveva detto che non cavalcava più causa emorroidi… beh come non credergli)

  9. 9
    Rossella -

    Io penso che tanto l’uomo quanto la donna dovrebbero essere preparati all’idea che il partner potrebbe avere delle esigenze comunicative che definiscono il suo ruolo sociale. Una persona che pure rappresenta il potere potrebbe avere l’esigenza di “dileggiarlo” per restituire dignità agli oppressi. Per dileggiare, attenzione, intendo che potrebbe preferire la strada della stravaganza, dell’esoterismo o della gestualità aspra e innaturale a quella del naturalismo. Io mi rendo conto di aver maturato la tendenza a mettere vincoli che non esistono (tra l’altro conosco il tipo di carattere) perché sembra quasi che questa esigenza finisca per assorbire tutti i bisogni della persona per immergere l’uomo in un paesaggio primitivo.

  10. 10
    Golem -

    Rossye sei grande. Già mi immagino a dileggiare un C.U. con uno stile esoterico, o un T.D. in maniera stravagante invece che naturalistica. E io che pensavo che quell’atteggiamento si potesse esprimere solo con l’aspra gestualità tratta dalle rappresentazioni Atellane, che del dileggio ne han fatto teatro.
    Sono un pozzo di ignoranza.

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