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Non mi fido e sono gelosa

di Salinger

Salve a tutti, cercherò di essere il piu breve possibile nel raccontarvi la mia storia.
Sto da 7 mesi con un ragazzo entrambi coetanei (30 anni). La nostra storia è cominciata in modo complicato poichè lui viveva ancora nel ricordo della sua ex..che è stata la sua prima vera storia seria. Infatti convivevano e avevano anche in progetto di sposarsi quest’anno… poi lei lo ha lasciato sparendo nel nulla e lui ne è rimasto devastato. Tutti pensavano che non si sarebbe mai piu ripreso e invece poi dopo qualche mese che lui era single sono arrivata io…All’inizio mio malgrado ho accettato che lui pensasse ancora alla sua ex perchè comunque mi interessava, volevo frequentarlo e conoscerlo. Poi pian piano me ne sono innamorata e ho preteso che lui prendesse una decisione: vivere nel ricordo di lei che tanto non sarebbe tornata mai, oppure impegnarsi seriamente con me visto che per me il sentimento cresceva. Lui ha scelto di vivere la realtà e il presente, ha scelto me. Dopo qualche tempo lui disse di averla dimenticata…morta e sepolta diceva…Però mentiva. Infatti spesso cercava tramite alcune persone di sapere di lei…e infatti seppe che si era fidanzata dopo pochissimo che lo lasciò e questo lo fece soffrire di nuovo…Ma questo avveniva un paio di mesi fa…Ora questa cosa pare davvero superata…pare…A parte vari alti e bassi siamo felici e abbiamo una bellissima intesa sotto ogni punto di vista, dice che mi ama da morire, che sono la sua vita e che vorrebbe addirittura convivere…ecc..ma io ho tanti dubbi su di lui e soffro tantissimo. Non mi fido sono sospettosa, gelosa di chiunque. Cerco di non pensarci al passato, ma non ci riesco e vivo con la sensazione di essere sempre in svantaggio..sento sempre di amare di piu io. Non gli credo quando dice che mi ama alla follia…ho paura che lui si comporti come se fosse innamorato ma che in realtà non mi ama e non mi ha mai amata. Cosa devo fare? So gia che molti diranno lascialo…ma non voglio questo! Io sono innamorata veramente! Ci provo a fidarmi ma è davvero difficile! Datemi i vostri pareri onesti e sinceri…grazie.

L'autore, Salinger, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore

25 commenti

  • 1
    Ares -

    Non per scoraggiarti ma io ho vissuto la tua stessa situazione un paio di anni fa. Praticamente quando mi ero accorta che alla fine ero più io che davo che quello che ricevevo da lui, il giorno di San Valentino ho deciso di lasciarlo, volevo vedere come l’avrebbe presa, se magari si fosse impaurito e capito che mi stava per perdere. Sai cosa mi ha risposto? “Hai ragione, è meglio così, a stare con te ti farei solo del male, voglio stare un po’ da solo.” E dulcis in fundo anche se non me l’ha detto con cattiveria ma con estrema dolcezza: “Io sono ancora innamorato della mia ex”. Nonostante anche lui avesse detto di dimenticarla ed in teoria tutte le volte che ne parlava l’avrebbe uccisa. Io mi sono sentita come se avessi gettato giù per il water quasi due anni di storia in cui effettivamente ero solo io che davo. Solo io con me stessa. Era come stare con una mia copia. Da lì, per un po’ ci siamo frequentati ancora ma poco perchè dopo che lui era anche il mio migliore amico era difficile lasciarlo andare così. CONSIGLIO: Non fare mai in modo che il tuo migliore amico sia il tuo ragazzo, perchè se vi doveste lasciare è un dramma, perderesti due figure importanti in una botta sola. Conclusione: dopo che ci siamo lasciati lui non si è più fatto sentire, nè per chiedermi sporadicamente come stavo nemmeno per gli auguri di compleanno. Dopo più di due anni, un giorno dal nulla più eterno mi arriva un suo messaggio: “Sei stata, sei e sarai la persona più importante della mia vita. L’unica che mi abbia amato veramente.” Devo dire che è stata una grossa soddisfazione però allo stesso tempo una sconfitta perchè se è vero ciò che dici allora perchè io e te non siamo insieme? Se sono davvero così importante per te, perchè non me l’hai mai dimostrato? E continua a non farsi sentire. Ma io ho continuato con la mia vita e sono felice così. Consiglio: lascialo davvero anche se lo ami perchè non meriti una persona che stia con te e pensi ad un’altra. SE AMI TE STESSA, LASCIALO.

  • 2
    Ares -

    E RICORDA QUESTO: “Si sta con una persona per essere felici, non per essere tristi.” Lo so che tu lo ami ma lui non ama te perchè non dovresti essere angosciata da questi dubbi e se lo sei significa che il tuo subconscio (perchè il nostro cervello è molto raffinato per queste cose) ti sta dicendo che c’è qualcosa che non va. LA VITA E’ UNA SOLA, RICORDATELO, E VA VISSUTA PER ESSERE QUANTO MENO FELICI O PER TENDERE VERSO QUESTA RISOLUZIONE: quando ti succedono ste cose chiediti: “Ma c’è scritto da qualche parte che io debba soffrire?” La risposta è no!

  • 3
    gio -

    le paure sono le nostre peggior nemiche e affiorano proprio nei momenti piu’ belli della nostra vita. Nessuno di darà una risposta di quello che sarà, perchè nessuno lo sa in questo momento neanche tu, vivi il presente insieme a lui e capisci che le tue sono soltanto insicurezze, lui è probabilmente insicuro quanto te sul futuro, capisci che un illusione non è facile da dimenticare ci va tempo, come ci va tempo per superare le paure, viviti ogni momento e cerca di conoscerti per superare i tuoi limiti, potrebbe capitare che vi lascerete un giorno, vi auguro di no,ma vuoi vivere con questa paura.

  • 4
    revour -

    Premesso che il primo amore non si scorda mai, non ti devi preoccupare troppo comunque.
    Devi farti qualche domanda, prima a te stessa e poi a lui.
    Se è sempre presente, se quando lo chiami è felice di sentire la tua voce, se è felice quando sta con te etc, ma soprattutto se parlate di lei.
    Ancor più importante, i momenti in cui fate l’amore, se sono intensi e veri.
    Devi cercare di capire questo, e se non ci riesci devi parlarne con lui. Non puoi vivere nel dubbio.
    Comunque sappi che la gelosia non è mancanza di fiducia, ma è paura di perdere quella persona

  • 5
    glosstar -

    Sebbene mossa da una certa insicurezza, la tua gelosia e’ la manifestazione esteriore nonché il riflesso alla percezione di distanza reale che viene alimentata attraverso il costante paragone che lui fa tra te e suo feticcio del passato dal quale non riesce ad affrancarsi.

    Credo che il peccato originale della vostra relazione risieda nella mancata metabolizzazione del lutto da parte sua. Restarsene in solitudine al termine di una relazione amorosa aiuta infatti a riflettere sulla perdita subita, offre una dimensione reale del fallimento e serve ad analizzare profondamente se stessi e le proprie dinamiche esistenziali.

    E’ una sorta di “conto della spesa” dove si comprende il valore dell’equazione dare-avere. E’ un viaggio interiore che rimette ordine in se stessi ci fa capire chi siamo e cosa ci serve per vivere. E’ un riappropriarsi delle proprie capacità intellettive, affettive, ed emozionali affinché un giorno, quando saremo finalmente pronti, potremo donarci con fiducia in maniera totale e appagante. Non ci sono scorciatoie e se questo viaggio interiore non giunge a compimento, o peggio neppure inizia, un nuovo inevitabile fallimento si presenterà all’orizzonte.

    Da quanto racconti, non mi pare che il tuo fidanzato si sia particolarmente impegnato nella doverosa analisi del suo recente passato e purtroppo oggi sei tu a farne le spese. Col classico “chiodo schiaccia chiodo” che non ha mai funzionato, lui ha solo cercato una scorciatoia alla sua sofferenza. Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che, sebbene il suo corpo si muova in avanti, la testa continua a guardare indietro.

    Credo che questi siano i fatti, a te ora decidere cosa farne perché se non affronti questa realtà, prima o poi lui si troverà ad “accarezzare” un palo della luce, ma la testa che si farà male sarà purtroppo e inevitabilmente la tua.

    Non ho suggerimenti da offrirti ma ti auguro di saper scegliere cosa fa bene alla tua vita. G.

  • 6
    Miky78 -

    Guarda sono stata con una persona che alla ex ci pensava eccome…ma a me sta
    cosa non me l’ha mai detta…Me ne sono resa conto a mie spese con il tempo…anche
    se quando stava con me, pareva aver in mente solo me…pareva.Ero la sua regina
    Ora non so cosa sia meglio, se chi almeno lo ammette e te lo dice,o
    chi bene o male lo nasconde per non ferirti…ma poi alla fine ci pensa comunque alla sua ex.
    Penso che tra una storia e l’altra ci voglia tempo.Penso che solo dopo aver scordato
    il passato e ritrovato il proprio equilibrio, il saper star bene con se stessi…solo
    allora si possa essere pronti per una nuova storia se e quando capiterà.
    Purtroppo non solo l’ho vissuta la situazione del fantasma dell’ex dalla parte contraria, ma a
    mia volta, senza rendermene conto, l’ho anche fatta vivere.Alla fine ho capito che sono storie
    che non possono durare se si ha la testa e forse anche il cuore rimasti altrove…per quanto stiamo assieme con una persona splendida…che ci dà tutto e non ci fà mancare niente
    con quale stiamo veramente bene.Ma star bene assieme, non vuol dire esserne innamorati.

  • 7
    Salinger -

    Ringrazio tutti per le risposte. Però vorrei chiarire alcuni punti. Per rispondere ad Ares: lui non è mai stato il mio migliore amico ne mai lo sarà. Ci siamo conosciuti un pomeriggio in un bar e poi ci siamo frequentati e successivamente messi insieme. Ma non siamo mai stati amici. Quindi il tuo caso non puo essere di esempio per me poichè totalmente diverso dal mio. Per rispondere invece a glosstar: leggi bene cosa ho scritto.. quando ci siamo conosciuti erano alcuni mesi che lui era single quindi non è che lui è stato lasciato e il giorno dopo si è messo con me… Infine rispondo a revour: quando facciamo l’amore è meraviglioso sia io che lui non siamo mai stati cosi bene con nessun’altra persona in passato e poi ci troviamo molto bene anche a parlare. Comunque di lei ormai non ne parliamo piu da circa due mesi e se a volte esce il discorso è perchè magari mi racconta di un suo episodio di vita passata nel quale per forza di cose c’era anche lei e quindi viene inevitabilmente menzionata.

  • 8
    LUNA -

    Ciao 🙂
    concordo con il discorso sulla rielaborazione del “lutto” e la metabolizzazione, e anche sul fatto che non starei con qualcuno che pensa ad un’altra persona…
    ma quello che mi sfugge (forse perché sono le 3 del mattino e sono un po’ rinco anche) è se la tua paura nasce da fatti concreti, dall’istinto, che, per carità, può dirci meglio della testa, talvolta, quanto una persona ci è effettivamente vicina, o da una tua ansia da prestazione/competizione mista a paura dell’abbandono.
    Con un’ex veramente ingombrante, e magari idealizzata, è vero, si può “perdere” anche se si è in teoria l’anima gemella gemellissima della persona con cui stiamo (anche perché non è questione di essere peggio o meglio di qualcuno, ma di sentimenti, compatibilità eccetera), perché l’amore può essere totalmente accecato, il rimpianto può trasformare il ricordo di una padellata in testa in una festa e l’amore è irrazionale…
    però se è dentro di noi che sta l’ansia, la competizione, può darsi che non ci fidiamo anche di ciò che invece abbiamo, e anzi siamo proprio noi a tenere vivo, in mezzo al materasso o sul sedile posteriore, il fantasma di una persona che per la persona che abbiamo vicino è solo una parte di vissuto, passata, non per forza strappata via dall’autobiografia con le tenaglie, ma comunque innocua, perché appunto passata.
    Ripeto, osservare quello che ci succede intorno e vicino, cercando di farlo con obiettività, ascoltare l’istinto è fondamentale, ma dobbiamo anche stare attenti a capire quali sono le nostre insicurezze, cos’è realmente che ci fa sentire più deboli rispetto ad una situazione. Se è davvero uno stimolo esterno, se la cosa parte da noi, se nasce invece dall’incontro tra noi e l’esterno. Intendo dire che è ovvio che se una persona ti parla sempre di un’altra c’è qualcosa che non va. Può farlo anche perché pensa che la cosa non ci faccia male, che per eccessiva complicità non capisca il limite, magari ce ne parla per rielaborare, dentro di sè lo fa

  • 9
    LUNA -

    proprio perché ne parla con distacco, ma non si rende conto che non siamo l’amico al bar a cui si può dire le cose senza che assumano una rilevanza emotiva, nell’altro, ben più esponenziale. Allora bisogna mettere i paletti, far notare che questa cosa genera insicurezza, malinteso.
    Non nel senso che è meglio che una persona si tenga per sè i pensieri rivolti all’ex se sono effettivamente pericolosi, ma che non ci scarichi addosso una rielaborazione che fa il suo corso in una direzione che magari è invece positiva. Ma paradossalmente può accadere, come dicevo, anche il contrario, e cioè che a tirare in ballo il discorso dell’ex sia proprio chi teme l’ex, quasi a misurare le reazioni, l’interesse residuo…
    Di certo questa gelosia e insicurezza, in questo momento, fa male a te. Se è possibile parlarne in modo tranquillo con il tuo compagno credo che essere rassicurata piuttosto che tenerti tutto dentro possa esserti utile. Se però il tarlo è molto tuo potresti chiederti cosa ti fa paura in questo fantasma.
    Io non mi considero una persona gelosa eppure mi è capitato di stare molto male quando mi sentivo io più insicura e di sentirmi dire che sono gelosissima. In realtà molto dipende da quanto sento l’amore della persona che ho vicino, di quanto mi sento al sicuro nella nostra quotidianità, certo, ma quanto sto bene con me stessa non è un aspetto marginale. E da come entra una persona nel mio… territorio. Se entra come un UFO non bene identificato o ha atteggiamenti ambigui, o il mio lui con lei, mi preoccupo, e chiedo. Se atteggiamenti e ruoli sono chiari, e la risposta è chiara e serena a riguardo, io sto tranquilla. C’è gente che fa il detective per ansia, sempre. Se capita a me un eccessivo senso di allarme mi chiedo se il problema sta fuori o sta dentro. E spero di risolverlo in fretta. Vivere in tensione gelosifera è un bello stress, concordo, e a volte la sensaz di pericolo, in un circolo vizioso, abbassando l’autostima.

  • 10
    Salinger -

    Per Luna: ora lui non ne me ne parla piu da circa due mesi se leggi sopra.. e comunque lui dice che è anche grazie a me che è tornato alla realtà che ha “rielaborato il lutto” e capito che quella di cui era innamorato era solo un’immagine, una persona che non esiste. Perchè, sempre come mi dice lui, dal momento in cui lo ha lasciato e si è comportata da str…a già non era piu la donna che amava.

  • 11
    glosstar -

    Ciao Salinger, nella mia prima vita sono stato con una donna per 11 anni con data di matrimonio fissata, invitati misti e appartamento acquistato. A fuggire fui io, e nonostante questo il viaggio all’interno del mio “lutto” durò un periodo lunghissimo nel quale me ne restai rigorosamente solo proprio perché quell’unica volta che tentai una relazione che andasse oltre la nottata, il mio cuore, la mia mente, la mia anima erano in tutt’altro dove.

    Persino a quella mia ex non andò meglio. So che dopo di me infilò una serie piuttosto lunga di “uomini della sua vita” finiti tutti nello stesso cestino. A riprova che sebbene lei nel contratto (un po’ come il tuo fidanzato) fosse la “parte lesa”, la scorciatoia del chiodo schiaccia chiodo non funzionò. Forse se avesse passato un po’ di tempo in solitudine, sarebbe riuscita a comprendere perché me ne andai ma soprattutto avrebbe messo un po’ d’ordine dentro se stessa cosa che ha dovuto attendere un certo numero di anni.

    Le storie sono tutte diverse, e questa e’ la mia.

    Detto questo rispondo al tuo appunto. Non mi era infatti sfuggito che “…dopo qualche mese che lui era single sono arrivata io…” come non mi era sfuggito che “…disse di averla dimenticata, morta e sepolta…però mentiva…” Leggere poi che dopo il “qualche mese” da single a cui si aggiunge il “qualche mese” speso con te, ancora il tuo fidanzato cercava della ex e’, a mio avviso, indice di aspettativa/speranza da parte sua e non di mera curiosità. Aspettativa frustrata al punto di innescare ulteriore sofferenza alla notizia della nuova vita di lei, dalla quale lui e’ irrimediabilmente tagliato fuori.

    Se a questo aggiungiamo i dubbi da te palesati sull’evoluzione attuale con quel sibillino “…questa cosa pare davvero superata…PARE (il maiuscolo e’ mio)…” direi che il quadro da te descritto induce le riflessioni che io a mio modo, e altri meglio di me hanno prima e poi condiviso e sottolineato.

    CONTINUA

  • 12
    glosstar -

    Tornare single infatti dopo un’intensa relazione di convivenza con promessa di matrimonio e conseguente fuga della candidata non e’ cosa semplice da metabolizzare. Proprio per questo, la mia analisi sulla necessità di elaborare il “lutto” non parlava di TEMPO bensì di PERCORSO interiore. Un viaggio quindi assolutamente soggettivo che per taluni può durare settimane mentre per altri non bastano anni.

    I fatti da te descritti mi hanno indotto a scrivere che, nel suo caso, “qualche mese da single” non sia stato un tempo sufficiente al compimento di quell’analisi utile a comprendere la natura del fallimento, a superarne la perdita e muoversi finalmente in avanti. Se quanto ho interpretato e’ ormai superato, non posso che essere felice per te, anzi ti auguro che tutto vada per il meglio e che voi possiate finalmente trovare quella serenità che e’ centrale in ogni relazione umana.

    Riguardo a quanto scritto da Ares, il fatto che quello fosse il suo migliore amico certamente non rende analoghe le vostre storie. Quello che pero le rende simmetriche–ed e’ qui la chiave interpretativa del messaggio–e’ proprio il fatto che nonostante i proclami, il fantasma del passato era quanto mai presente al punto che essa stessa riconosce che il non aver saputo/voluto leggere la realtà ha generato lo sconsolante risultato di due anni di vita gettati alle ortiche.

    Concludo concordando con quando magistralmente descritto da Luna. Credo infatti che sia necessario anche per te separarti dalle tue angosce personali (magari da quelle da prestazione) e osservarti in maniera obbiettiva. Soltanto allora riuscirai a valutare se la tua gelosia e’ frutto di una tua personale insicurezza che sarebbe quindi presente in qualsiasi tua relazione, o piuttosto una manifestazione indotta dai comportamenti ambigui del tuo fidanzato e conseguentemente quantomai giustificata.

    Le risposte qui sono tutte tue. G.

  • 13
    glosstar -

    Per Salinger un ulteriore spunto di riflessione. A me scrivi “…leggi bene cosa ho scritto… quando ci siamo conosciuti erano alcuni mesi che lui era single…”; ad Ares invece “… il tuo caso non può essere di esempio per me poiché totalmente diverso dal mio…”; e infine a Luna “…ha “rielaborato il lutto” e capito che quella di cui era innamorato era solo un’immagine, una persona che non esiste…”

    Non vorrei che la fretta che usi nel prendere le distanze dalle criticità che io e altri lettori abbiamo sottolineato sia una sorta di esorcismo teso a non voler guardare determinate negativita’ che, sulla base di quanto scrivi, noi abbiamo invece rilevato.

    Aggiungo che affermazioni tipo “…dal momento in cui lo ha lasciato e si è comportata da str…a già non era più la donna che amava…” proprio per quel carico emozionale di rabbia e delusione che si portano dietro sottolineano ulteriormente quanto lui sia ben lungi dall’aver fatto i conti col suo ancora ingombrante passato.

    Questo non vuol dire che egli non provi un sincero sentimento nei tuoi confronti ma se prima non libera il cuore e la mente, non potrà mai esprimerlo in modo completo e appagante per te e per se stesso.

    Quel che desidero dirti e’ di non fasciarti la testa prima di romperla, ma assolutamente non sco.... il problema sotto il tappeto perché potresti ritrovarti tra qualche tempo nella condizione di Ares e dei suoi anni di vita sprecata.

    Tieni la guardia alta e lotta per avere tutte le risposte che ti sono necessarie per vivere serena.

    G.

  • 14
    Salinger -

    Ciao glosstar. Volevo rispondere al tuo ultimo commento chiarendo che io non sono insicura di mio ma bensi la mia insicurezza nasce dal suo comportamento passato. Passato purtroppo pero ancora recente. Sono in una fase in cui ancora spero che tutto possa migliorare e non me la sento di lasciarlo perchè sento che comunque ho ancora delle “carte da giocare”. So benissimo di correre dei rischi, ma quale relazione ne è priva? Chi può dire che un amore che comincia rose e fiori finisca poi benissimo? Perciò non è detto che una storia cominciata male non finisca poi bene. Sento che vale la pena provarci. Non potrei mai vivere col rimpianto di aver buttato via una storia d’amore forse bellissima. Purtroppo “lo scopriremo solo vivendo” come diceva una famosa canzone.. E semmai dovesse rivelarsi un fallimento sarà stata comunque una lezione di vita.

  • 15
    artemide -

    Chiedo scusa per l’intromissione ma anch’io ritengo che sia necessario un periodo di disintossicazione, soggettivo per ciascuno di noi, durante il quale la solitudine è la sola soluzione.
    L’ho compreso anni fa, dopo la fine del mio più grande amore, lo comprendo oggi, consapevole che la persona alla quale dedico le mie attenzioni non riesce a vivere serenamente altre esperienze senza sentirsi un “fallito sentimentale”.
    E non posso dargli torto, so cosa significhi dover elaborare un lutto, insomma, la vita prima o poi ti presenta il conto. E’ per questa ragione che ho deciso di troncare ancor prima di capire se ne valesse la pena. Il suo lutto è vivo, lo tocco con mano.
    La mente non inganna, le risposte le conosciamo dentro di noi.
    Una storia che fallisce è un pezzo della tua vita che se ne và, che sia l’abbandono o la causa di quella fine, non importa, bisogna distruggere il mito, le abitudini, comprendere le ragioni, le cause, gli effetti….
    Farsi leccare le ferite è molto semplice, non posso certo biasimare chi rimette nell’amore la soluzione dei propri drammi personali, ma prima o poi è necessario un’introspezionbe solitaria, che può essere più o meno lunga, ma necessaria per comprendere fino in fondo ciò che siamo, ciò che ci aspettiamo dagli altri. Insomma è l’abisso la soluzione e non lo si trova certo fra le braccia di un altro/a.

  • 16
    glosstar -

    Sono d’accordo con te Artemide e con quanto hai illustrato. Se non sterilizzi la ferita prima di apporci il cerotto, il pus sottostante continuerà a crescere fino alla completa cancrena. Non esistono scorciatoie.

    Per Salinger. Chi conosce il vino, sa che i grandi vini si fanno in vigna e non in cantina. In cantina un vino si può edulcorare fino a renderlo accettabile, e tuttavia mai diverrà un grande vino. Al contrario, se non si adottano le dovute cautele, in cantina una grande uva in vigna si può soltanto rovinare.

    La metafora per spiegare il mio dissenso riguardo al tuo immaginifico “…non e’ detto che una storia cominciata male, non possa finire bene.” Mai per esperienza diretta ne tanto meno indiretta, nella mia vita ho visto storie cominciate male trasformarsi in qualcosa di meglio. Purtroppo ho sempre assistito al contrario.

  • 17
    LUNA -

    Sai tu, ovviamente.
    Quello che si dice sulla rielaborazione del lutto è sacrosanto, però a momenti ho l’impressione che si dia per scontato che lui non possa realmente avere rielaborato, anche grazie alla serenità di una nuova relazione, che può fargli sentire (oltre che razionalmente capire) quanto bene sta ora e quanto male stava prima, prima del precedente distacco, quando magari per una serie di ragioni non ne aveva la percezione. Abitudine, progetti in corso che fossero.
    Io nella frase che hai riportato, stronza – non amavo già non vedo per forza un rimpianto.
    Neanche in stronza, intendo. Non vedo per forza un carico di interesse emotivo legato all’esterno.
    Quel che può rimanere, anche una volta esaurito l’amore per l’ex, in una situazione come quella che lui ha vissuto, è anche il residuo di una ferita narcistica, chiamiamola così…
    una persona lasciata come è avvenuto a lui, inoltre, può avere un trauma da digerire rispetto all’abbandono, ecc, che è una cosa, interna, che può portare a certi atteggiamenti, anche inconsapevoli, ma non necessariamente legati al fatto di rimpiangere effettivamente la persona con cui stava o di non essere presente emotivamente nella nuova relazione.
    Forse la domanda che ti poni è: riesco a sostenere il fatto di stare con una persona che, pur amandomi, porta i segni di un trauma precedente? – che è una domanda diversa da: che pensa ancora all’ex.
    Le due cose possono confondersi, ma la tua insicurezza può nascere anche dal fatto che lui non riesca ad esprimere l’affettività (ne sparo una) per un suo percorso di recupero della propria emotività e sicurezza, in se stesso, nelle relazioni, che esulano dal fantasma in sè. cosa che però viene identificata con un fantasma, da te. In tal caso spostare il centro del discorso dall’ex bensì sulle vostre emotività e bisogno di essere rassicurati vicendevolemente, i vostri tempi, forse sarebbe più utile. Vivendo comunque il più possibile in un presente in costruzione.

  • 18
    artemide -

    L’imput di ritenere che lui fosse ancora con un tallone nel suo passato ci è stato suggerito proprio da Salinger e dalle sue paure/conferme
    che l’ex fosse ancora presente nella mente del suo partner.
    Ripeto, la mente non inganna, anche se non nego che il fantasma di un altro/a possa essere un problema solo per noi che andiamo a confrontarci
    quotidianamente con lo spettro in questione.
    Ma come dici tu LUNA, a volte non è tanto il desiderio della nostra vecchia vita a fare capolino, ma il non riuscire ad accettare che questa persona abbia preso il largo devastandoci in quel remoto senso di orgoglio/dignità
    che tutti abbiamo, più o meno, sviluppato.

    Però anche in questo caso il problema rimane, si svuota il sentimento, si epura la mancanza, ma resta comunque qualcosa che ci lega e che tormenta chi invece è davanti ai nostri progetti futuri.
    A mio avviso se non si recide il cordone ombelicale il futuro con altri resterà una mera utopia.

  • 19
    LUNA -

    @A mio avviso se non si recide il cordone ombelicale il futuro con altri resterà una mera utopia.

    sono assolutamente d’accordo con ciò, ed è chiaro che nuova vita significa spostare l’asse, la centralità affettiva ecc appunto nella nuova vita.
    Ci è stato suggerito da lei, è vero, ma ci è anche stato suggerito da lei che ammette di vivere uno stato d’ansietà di non fiducia e gelosia.
    Ora, non è che io debba fare l’avvocato del diavolo o non diavolo che sia per forza, le mie osservazioni sono anche generali. Cerchiamo di dare a lei, forse, dei punti diversi di visuale, non per confonderla, certo…
    Ho un amico che, anni fa, è stato abbandonato a tipo una settimana dalle nozze. Lei aveva un altro. Oggi è sposato con un’altra donna, è felice. Fa la sua vita e non ha rimpianti. Immagino che mai potrà considerare il fatto di essere stato piantato all’altare, anche ripensando a quel periodo, al dolore, la frustrazione, la rabbia, la crisi che ne sarà conseguita come una cosa positiva, se non per il fatto che quella fine, “tragica”, ha cambiato il percorso della sua vita aprendola ad un nuovo incontro, felice, e anche più compatibile.
    E ripensando al fatto che dopo una cosa del genere si è ripreso, e benissimo, e immagino che in quel momento non riusciva neanche ad immaginarlo.
    Se penso ad un mio ex in particolare posso dire che era uno stronzo, ve lo dico e controfirmo. Lo era, non è che posso dire che è bravo bello fotomodello. Penso anche che sia scemo. Ma non lo dico con rabbia, rivalsa, o con carico emotivo. Lo dico pure sorridendo. La mia percezione è che sia stato uno stronzo. Ma di lui non me ne può fregar meno da secoli secolorum, non ha alcuna influenza sul mio presente e sicuramente non lo rimpiango.
    Poi lo sanno loro, salinger e suo moroso, cosa stanno vivendo. e lui sa cosa pensa, chiaro, e a che punto sta la sua rielaborazione.
    E se c’è stato un tempo in cui lui era ambiguo ciò può sicuramente aver lasciato una traccia in lei. Che si può sciogliere

  • 20
    LUNA -

    forse mettendo all’ordine del giorno, nella LORO coppia, questo aspetto.
    Cioè lei che dice: io mi sento così, ora. Io ho queste sensazioni. Io ho queste paure.
    Così è possibile avere un dialogo, tra loro, riguardo il loro sentire.
    Un dialogo tra loro, ripeto.
    Un confronto tra le loro emotività, esigenze. Se nell’emotività di lui c’è un fantasma uscirà, ma il discorso è che a forza di parlare del passato il rischio è di non fare un dialogo, ma un monologo, un monologo quasi a tre, ma senza reale confronto nel presente.
    Forse lei ha rassicurato molto lui nel momento iniziale della relazione, della rielaborazione, e ora ha bisogno di percepire maggiore sicurezza e rassicurazione dall’altra parte.
    Arriveranno?
    Questo ovviamente non possiamo saperlo.
    Ma l’unica via mi sembra quella di esprimere i propri bisogni, la propria verità emotiva e di vedere se può effettivamente incontrare quella dell’altro.

    @Ora questa cosa pare davvero superata…pare…A parte vari alti e bassi siamo felici e abbiamo una bellissima intesa sotto ogni punto di vista, dice che mi ama da morire, che sono la sua vita e che vorrebbe addirittura convivere…

    e

    CERCO DI NON PENSARCI AL PASSATO MA NON CI RIESCO e vivo con la sensazione di essere sempre in svantaggio… sento sempre di amare di piu io. Non gli credo quando dice che mi ama alla follia…ho PAURA che lui si comporti COME SE fosse innamorato MA che in realtà non mi ama e non mi ha mai amato

  • 21
    Salinger -

    Grazie ancora a tutti per le ulteriori risposte. Sono contenta che i miei problemi suscitino tutto questo interesse.. comunque per quanto mi riguarda in questi giorni sto parlando piu spesso di come mi sento al mio ragazzo e la sua risposta è stata: vorrei dare a te tutto quello che ho dato all’altra perchè tu lo meriti davvero. Ma ora come ora devo riabituarmi. Ok ora superata la tristezza iniziale la mia domanda è: riuscirò ad aspettare che arrivi un ipotetico qualcosa in più? Ma poi siamo sicuri che arrivi? So solo che se arriviamo ad un anno e siamo ancora in questa situazione credo che prenderò il coraggio a due mani e porrò fine alla nostra storia.

  • 22
    artemide -

    Glosstar ha centrato il problema, una storia che comincia male non evolve in edificanti miglioramenti.
    @Luna, è vero l’asse va spostata, il dialogo è necessario affinchè non s’incappi in paranoie che possono solo distruggere un’evoluzione della coppia protesa in avanti e non indietro;
    sacrosanto che lei adesso senta la necessità di quelle conferme che lui le DEVE se vogliono continuare a stare insieme in armonia;
    è evidente che fino ad ora lei è stata zitta e buona per amore ma adesso chiede la prova del fuoco.
    Però Salinger torna a scrivere e non mi sembra ancora tanto convinta, non credo che le paranoie siano il riflesso dei nostri commenti.
    Cosa vuol dire che lui deve ancora abituarsi?
    A cosa si deve abituare? Alla perdita, all’assenza?
    No, deve solo elaborare, in solitudine, per stabilire anche le responsabilità, per crescere, per capire, appunto.

    Altrimenti la loro storia sarà destinata ad incancrenirsi sempre sui soliti punti cruciali, a non evolvere mai.
    E finchè lui non avrà fatto una dura analisi di sè, collocandosi nel presente, nel passato, della vecchia coppia, degli amici comuni, della pizzeria, del sesso, della casa, dei vestiti indossati, dei capelli lunghi o corti, non ne usciranno mai.
    Sono troppe le cose da rielaborare prima di potersi concedere il lusso di amare qualcun altro al 100% senza essere distratti da altro.
    Il passato. Ed il passato non è l’ex. Siamo noi.
    Ciao Salinger, ciò che lui ti deve lo devi stabilire tu e non perchè lo meriti ma perchè ti ama e vuole, gli viene spontaneo, farlo.
    L’amore ti da la gioia, l’entusiasmo, ti accende, non è una terapia curativa.

  • 23
    LUNA -

    Sono d’accordissimo con il fatto che non è una terapia curativa, e quanto hai scritto.
    Sì, mi sembra sano, Salinger, che tu senta e stabilisca il tuo limite.
    In realtà forse il tuo ragazzo non capisce che tu non gli stai chiedendo a che punto sta… la sua ripresa, ma che gli stai parlando del vostro rapporto. Poi è ovvio che le cose sono collegate, ma tu sei stanca di parlare della sua convalescenza e vuoi invece parlare del vostro presente e del vostro futuro.
    Immagino a te non frega una cippa di sapere quanto dava prima, bensì di quanto lui dà adesso, perché è della vostra storia che tu gli stai parlando.
    Io ho come l’impressione che, anche per non farlo sentire oppresso e per dargli tempo, tu abbia lasciato a lui un dialogo troppo aperto, che lui, abituato com’è a tirare fuori ogni sfumatura di ogni stato d’animo, e forse anche a considerarsi un convalescente con il cruciverba facilitato, non abbia capito che ad un certo punto la tua pazienza in tal senso è esaurita. Che tu abbia lasciato a lui un dialogo apertissimo mettendoti nella posizione di colei che accoglie e comprende.
    “Vorrei darti quanto ho dato a lei perché tu lo meriti” a lui magari sembra una bella frase, ma credo che dovresti far capire a questo ragazzo che sta facendo, perlomeno, una gaffe di rare proporzioni. Il concetto che vuole esprimere è probabilmente: mi dispiace di essere ancora incartato io, magari ti avessi incontrata quando invece ero al meglio di me…
    ma forse dovrebbe davvero, pure lui, smetterla di confrontarsi con il se stesso di ieri, quasi facendosi un’ansia da prestazione con se stesso, e vivere con quello che è oggi…
    detto ciò, se ha davvero bisogno di stare in convalescenza è chiaro, hai ragione tu, non può pretendere che il mondo e la tua emotività si fermino finché lui sta ai box.
    Non come ricatto, ovviamente, ma semplicemente perché, appunto, hai anche tu la tua emotività.

    Non dicevo che Salinger si fa le paranoie, cercavo di guardare come può nascere un’insicurez

  • 24
    LUNA -

    di questo tipo, da un paio di punti di vista, anche per andare per esclusione.

  • 25
    maka -

    ciao, dp una storia seeria non penso k lui sia pronto ad una vera e propria STORIA!! quindi secondo me e’ inutile continuare!

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