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Un suo saluto disinteressato, il mio inferno interiore

Ho avuto una relazione decisamente travagliata con un ragazzo, mio coetaneo, anni fa. Otto anni fa per l’esattezza. L’ho conquistato (almeno sessualmente) dopo innumerevoli provocazioni e tentativi, nonostante il suo opporsi perché già impegnato. Voleva essere un gioco il mio, l’ennesimo. Il fascino della sfida, del divieto, del nascondersi. Sfortunatamente, la cosa mi sfugge di mano: conoscendolo approfonditamente, finisco col perdere la testa. Una persona intelligente, profonda, sensibile, un po’ distratta e inconcludente se vogliamo, ma pur sempre di impatto. Notevole.
Insieme abbiamo passato momenti di grande intimità, tenerezza, sentimenti a stento confessati e nel peggiore dei modi. Ero meno matura all’epoca, in più neanche a me stessa sapevo ammettere certe cose, poiché non ero (e tutt’oggi non sono) ragazza da storie impegnate. Non rientrava dunque nel movente farlo mio nel lungo periodo.
Ad un certo punto la cosa comincia a sfuggire di mano anche a lui. C’ero io, c’era lei, c’erano i nostri tormenti, c’era tutto il tempo che abbiamo tolto a cose importanti (studi, lavori) a causa della distrazione auto-inflittaci dal male che siamo stati capaci di farci. Non conservo un bel ricordo, oggi, di quel periodo.
Decido di superare il mio orgoglio e gli chiedo se è possibile portare la relazione al livello successivo. Lui quasi se ne dimentica, di questa mia “proposta”. Metto nuovamente l’orgoglio da parte, glielo chiedo di nuovo. Pensa che potremmo provarci. Gli avevo chiesto un qualcosa che in realtà non volevo, ma che al momento rappresentava l’unica soluzione per averlo accanto. Il suo comportamento nei giorni a venire, come mi aspettavo, è stato la conferma che era giunto per me il momento di chiudere e mettermi da parte, tagliandomi fuori, tagliandolo fuori.
Lo saluto, chiudo tutti i canali di comunicazione, lo prego di non farsi più sentire.
Da quella che è stata la nostra ultima conversazione sono passati quattro anni.
Mi sono rifatta una vita. Ero così distratta (distrutta) che ho dovuto interrompere gli studi a causa della mancanza di concentrazione e cercarmi un lavoro. Ma pian piano la razionalità e la stabilità sono tornate, e pian piano ho ripreso in mano la mia vita, sto ancora oggi pagando le conseguenze del tempo perso ma sto anche recuperando e salvando il salvabile.
Sono riuscita a ricrearmi un nuovo mondo, artificiale o meno che sia non importa, una nuova realtà dove lui non c’è. Il ricordo di noi finalmente lontano, nuove amicizie, nuove relazioni sentimentali.
Poi, da qualche mese a questa parte ho cominciato a ripensare a questa storia. Mi sono sorpresa più volte, a sera, a pensarci, a pensare a lui, a desiderarlo ancora. Vuoi la casualità, vuoi la sfiga, qualche giorno fa mi contatta dal nulla. Per un saluto e per sapere come stavo, con una scusa. E allora tutte le sovrastrutture costruite pazientemente e laboriosamente in questi anni, tutta la solidità, hanno cominciato a sciogliersi e a colarmi addosso.
Adesso ho paura. Ho paura di perdere di nuovo la mia stabilità. Ho paura di dover passare le sere pensando a lui, struggendomi nel ricordo. Ho paura di distrarmi dai miei (e sono tanti) impegni. Di dover dipendere da una chat lasciata aperta appositamente perché lui mi ricontatti ancora. Ho paura di dovermi portare quest’inclinazione sentimentale fino alla tomba. Possibile che nonostante siano passati anni (e sottolineo anni, non mesi) , tutto è come prima? Non sono cambiata, non sono riuscita ad eliminare il mio sentimento alla radice e questo ha fatto in modo che un suo ingenuo e disinteressato saluto sia stato sufficiente a ricondurmi nel baratro. Ho fallito.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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14 commenti

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  1. 1
    matteo -

    leggo il tuo post e ciò che non comprendo è questo tuo contrasto dal tuo essere così forte e nello stesso tempo così debole.hai fallito cosa…???non puoi arrenderti così perchè la tua vita è più importante della sua che ha avuto solo dopo tantissimo tempo il coraggio(sarà perchè è nella merda adesso)di ricontattarti perchè è un uomo subdolo e falso come tanti daltronde.spero tu possa presto convincerti che è stato solo un brutto o bel ricordo che sia ma pur sempre passato che non può ancora tornare a rovinarti le tue certezze da te costruite nel tempo.buona fortuna

  2. 2
    jack -

    Non so se questo possa chiamarsi amore, o avere più i caratteri di una dipendenza, i confini non si capiscono mai troppo bene. Da come scrivi c’è da una parte questa persona che è riuscita a scalfire una tua “difesa”, più che altro la chiamerei una corazza, di quelle che abbiamo tutti per nascondere le nostre debolezze. Se insieme vi provocavate del male a vicenda, evidentemente non eravate conciliabili, e chiudere era inevitabile. Passano gli anni ma certe cose non si possono dimenticare. Sei una persona parecchio razionale, vero? Forse è per questo che ti viene difficile controllare questa emozione, ma più la reprimi e cerchi di controllarla, peggio è.

  3. 3
    Andrea -

    Mah..sembri divorata dalla paranoie, forse sarebbe il caso di iniziare a crescere un pò..

  4. 4
    nelleventualita -

    sono contenta di aver trovato delle risposte costruttive, mi fa piacere, quindi ringrazio tutti due volte: di solito il mio comportamento eticamente discutibile è mal giudicato a prescindere.

    @matteo cercherò di farmi ancora più forza

    @jack sì sono parecchio razionale, non avevo comunque pensato all’aspetto della dipendenza affettiva e voglio approfondire. magari vedendo il problema diversamente potrei altrettanto diversamente uscirne, visto che finora i risultati non sono granché.

    @andrea se per crescere intendi farsi scivolare le cose anche a livello interiore (oltre che apparente) hai ragione, devo maturare sotto questo aspetto.

  5. 5
    Chicco82 -

    Ciao,
    la tua storia è interessante. Non mi sembra che la ricaduta dopo i quattro anni abbia le caratteristiche di un “forse lo amo ancora!”. Piuttosto, credo, si rimpiangono storie passate o si cerca un ritorno ad esse (benchè fossero tutt’altro che perfette, come testimonia il ricordo che abbiamo di loro) quando nel presente non si gode di una situazione sentimentale/affettiva soddisfacente.
    In questo momento hai un compagno? Ti rende felice? Se la risposta, almeno alla seconda domanda, è negativa, sta pur certa che non è per colpa del ritorno di fiamma del tuo amore perduto (ma mai avuto).
    Pensa…lui ti ha ricontattata perchè sicuramente è in un momento di difficoltà o smarrimento o carestia (di patata) ed ha pensato a te che non gli hai mai detto di no e sa che non lo farai neanche stavolta.
    Può mai essere vita questa?
    Aggiusta la tua vita a prescindere dal tuo passato. Sii razionale e non avere paura.

  6. 6
    nelleventualita -

    @chicco82 in effetti non mi è mai piaciuto parlare di amore o innamoramento (ma in genere sono termini che non utilizzo quasi mai) riferendomi a questa storia. lui comunque non è tornato perché le cose gli vanno male, ma solo per un saluto disinteressato (come da titolo), niente più niente meno. ovviamente non si rende conto dell’influenza che può avere su di me un gesto così piccolo, segno che lui l’ha superata, o forse non ha mai avuto niente da superare. ma tant’è. sento comunque che sto arginando la crisi, non voglio illudermi… intanto stringo i denti e vado avanti, quando mi viene in mente faccio un bel respiro e proseguo, anche se controvoglia, per la mia strada, sperando in tempi migliori! ciao e grazie

  7. 7
    Andrea -

    Ciao nelleventualita, quando ho parlato di crescere un pò, mi riferivo alla capacità di vivere una storia in maniera adulta.
    Hai raccontato di averlo sedotto inizialmente per sfida e ci sta, si sa che sono tante le donne attratte dalla competizione con altre donne. L’idea di “fregare” il fidanzato per qualcuna rappresenta davvero una forte tentazione. E fin qui ci siamo, condivisibile o meno.
    Poi da questo punto in avanti non si capisce più se te ne sei innamorata o se per te era soltanto un capriccio.
    Non so, credo che tu ad un certo punto abbia avuto paura a lasciarti andare davvero e che sia scappata. In questo senso dico che devi crescere.
    Forse però anche lui dovendo scegliere tra la sua fidanzata e te ha scelto la fidanzata. Questo non l’ho capito a dire il vero..

  8. 8
    Chicco82 -

    In cuor tuo non puoi davvero pensare che il suo sia un saluto disinteressato (come da titolo). Io, da uomo, non ho mai salutato in maniera disinteressata una donna che non sentissi da tempo. C’è chi dirà che non siamo tutti uguali. Costui mente.
    Ciao e grazie a te.

  9. 9
    nelleventualita -

    @andrea sì, ho preferito chiudere e andarmene, mettermi da parte, perché avevo come l’impressione che mi stesse facendo un favore. era sempre impegnato, o assente, o distaccato.
    sono andata via ma l’incompiuto, si sa, crea un po’ di pensieri e nostalgia.
    il suo atteggiamento anche dopo ulteriori miei tentativi mi ha dimostrato che avevo fatto bene, lui non mi teneva in considerazione così come lo tenevo io. io le mezze misure non le concepisco, e neanche discorsi del tipo “oggi non sento ciò che senti tu ma non è escluso che domani non possa provarlo”. tutti i miei amici a conoscenza della cosa mi dicevano di lasciar perdere, ma io ho preferito ascoltare le sue parole, fino a un certo punto però.
    il mio problema è che nonostante siano passati anni ancora non ho smesso di pensarlo in un certo modo. sono andata avanti, quello sì, però questo sentimento è sempre vivo allo stato latente.
    spero un giorno di potermici fare una risata sopra, così come oggi sorrido pensando a problemi che un tempo mi sembravano insormontabili e invece ora sono un nonnulla. vorrei vivere la mia vita serena senza temere che un suo saluto o mail mi destabilizzi per giorni.

  10. 10
    nelleventualita -

    io comunque non pretendo che gli altri la pensino come me, però per l’educazione (“universale”, diciamo) che ho ricevuto non classifico gli aspetti comportamentali del genere umano per sesso… non uomini, donne, trans o ermafroditi 🙂 ciascuno di noi è un mondo a sé. chiaramente mi sarebbe piaciuto che fosse tornato per cercarmi ancora, ma è solo un saluto, così come io spesso mi accerto che i miei ex stiano bene, così come loro a volte lo fanno con me… insomma, finisce il sentimento ma non il rapporto a livello umano. specialmente quando si è avuto a che fare con persone stimolanti, edificanti, e dio sa quant’è difficile trovarne a questo mondo, sono pietre rare e per questo a volte restano gli scheletri di un rapporto basato su ammirazione reciproca, su un sentimento di amicizia, e così via dicendo.

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