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Mi guardo dentro come si guarda un quadro

Mi guardo dentro come si guarda un quadro, ne vedo i dettagli e le venature, gli incisi e i vuoti di qualcosa che come chirurgicamente è stato estratto ed asportato.
Marcio è sul treno per Genova e che dio je la mandi bona, buona fortuna mio caro spero di non rivederti e allora saprò che le cose vanno bene, loré è a 12ore di volo da questa città, sta volta spetta a me partire, ma tornerò perché so che devo tornare, se mi guardo dentro sta volta ho paura, posso solo ammetterlo, per ognuno arriva il proprio momento e stavolta arriva il mio, walter aveva ragione, ciò che ci accomuna è che siamo perennemente in tour, oppure in fuga ma di fondo non ci fermiamo mai.
Ricordami di non celare debolezze, confortami perché la sfida è importante e non posso perdere, tienimi a mente di non ricordare mai il passato e di non parlare dei miei sentimenti, portami fortuna se puoi.
Fra una poesia di Capovilla e un arpeggio giocherò una partita con il destino, fiorella è salva ora sta bene e posso liberarmi del magone, ora ho tutto il tempo di pensare come giocare le mie carte senza tralasciare nulla.
Non scendo nei dettagli, non occorre, sono tornato a sorridere e che gioia, nei prossimi giorni fingerò di non esistere, non mi farò sentire, sarò sottile quasi trasparente, starò dietro al lavoro e alla musica, come se non fosse nulla, come se non sapessi e poi comporrò quel numero che imparai a memoria la prima volta che lo lessi.
Penso che ogni essere umano si merita una seconda possibilità e giuro che non la sciuperò, è bello tutto questo perché posso proiettarmi nel futuro, un nuovo capitolo s’apre.
Una lunga attesa occorre e se tutto dovesse tornare come prima, non importa avrò fatto tutto.

Ciao sono io del 23 marzo 2012, so che cosa tieni segreto e mi complimento con te solo per i piccoli successi di questi giorni, sai a cosa vai incontro, sai cosa hai incontrato e se ci sei arrivato, non so con che stato d’animo leggerai questa lettera, non conosco gli esiti, ma da qui le cose volgono a tuo favore, al tuo ritorno non dovrai fare parola e non attendere nulla, denaro soldi e salute hai investito, se sei riuscito allora bravo hai svoltato in barba al mondo, se hai fallito dovrai sparire e ripartire da zero in una nuova città, non essere severo con te stesso, che poi sono sempre io in un salto temporale…
La strada la conosci i problemi pure quindi…fatti coraggio, chi sa sta volta in che guai ti sarai cacciato, non so se sei rimasto solo nei tuoi soliloqui di preparazione, oppure hai vuotato il sacco, anche se conoscendoti saresti capace di confessare tutto.
Spero che tu non abbia mentito come al solito, spero che tu non abbia fatto promesse e non ti sia gettato a capofitto, si cambia donna, macchina, città, lavoro, perfino identità se lo si desidera, ma non puoi cambiare ciò che è stato, quindi in ogni caso fatti forza che sarà dura sicuramente al di là dell’esito.
Credo che tu abbia capito quello che desidera, io non ne ho idea, o meglio forse solo l’esperienza in se ma me lo confermerai tu.
Ho creduto sempre in te fin da l’inizio, nonostante i tuoi limiti, mi sono prestato, ti prego non deludermi, ti prego, non voglio che ti ritrovino in una tuta da obitorio.
E’ il nostro tempo, è l’anno buono non rovinare tutto.

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