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A cosa imputare la mancanza di maturità, di serietà?

di celi_lois

So che il titolo è molto generico a tal punto da non avere senso, ma vorrei provare a chiedervi un parere ugualmente.

In queste settimane sto facendo molte auto-analisi che sembrano condurmi tutte ad uno stesso problema: la mia mancanza di ragioni profonde, e serie, e concrete nell’affrontare la vita.

Grossi errori non ne ho mai fatti, non mi ritengo una persona egoista o cattiva, anzi spesso mi hanno fatto notare quanto io sia semplice, troppo buona forse, etc quindi sto abbastanza tranquilla verso me stessa da questo versante.

Il punto è che sono sempre vissuta al riparo dal mettermi in gioco realmente, e quasi sempre quando ho provato non l’ho saputo fare. Ma sono risalita ai motivi di questo e a parte la mancanza di coraggio, ho notato che è come se non fossi abbastanza intelligente da avere grandi motivi.

Ogni persona a cui parlo, o con cui mi confronto, ha una sua storia ben precisa e ha preso decisioni ed è stata coerente con quelle. E mi stupisco spesso di vedere quanto spessore ci sta nelle persone, quanto coraggio, e quanti sacrifici, anche in quelli che all’apparenza possono sembrare privilegiati. I “privilegiati” sono spesso le persone che lavorano più di tutte, e si godono meno la vita, piuttosto io che sono una mediocre che si trascina non faccio sacrifici e quindi non sono niente e non valgo niente.

Posso risalire all’origine di questo problema a tal punto da cambiare il mio modo di fare? Non dico che vorrei essere in una maniera o in un’altra, probabilmente se sono nata “tonta” non posso morire quadrata, dico solo che vorrei sforzarmi, vorrei vedere il mio sforzo di dare un senso e di impegnarmi in questo, essere una persona concreta, seria, che in fondo non è che i o non mi ci senta ma mi vedo sciocchina, sempliciotta, sempre con la testa fra le nuvole per non prendersi le sue responsabilità.

Mi procura così tanta sofferenza questa situazione, ma sto cercando di non offendermi (cosa che mi abbatte) ma piuttosto di vedere lucidamente cosa posso fare per ripartire.

Potrò farcela?

L'autore ha condiviso 13 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore celi_lois.

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Categorie: - Me stesso - Riflessioni

24 commenti

  • 1
    Rossella -

    L’unico uomo che mi ha conquistato è stato un uomo all’apparenza mite, che ha fatto nascere in me un desiderio che fin dal principio mi ha dato l’idea di avere una prospettiva davanti a sé. Mai capitato. Lui non si è mai scomposto e mi ha dato quella ragione di più che stavo cercando. Non mi ha mai dato l’idea di stranirsi quando mi manifestavo a modo mio. Sembrava quasi che le cose non potessero andare altrimenti. Non ti parlo di un fidanzato, ma di un altro tipo di amore, un amore ancora più casto, che pure mi ha consentito di trovare le conferme che stavo cercando. Sono riuscita a capire immediatamente che cosa rappresentavo per lui. Per me è fondamentale. E poi l’ho “seguito”, altra cosa fondamentale. In genere mi blocco quando all’inizio il ragazzo si mostra troppo romantico e/o quando mette dei vincoli. Io, a primo impatto, devo vivere la presenza: la devo sentire. Perché per me quel ruolo è bello che finito. Il resto è carattere e da quel punto di vista non ci sono grandi problemi. Quando dico che voglio manifestarmi intendo la presenza. Una presenza che per lui ha un significato ben preciso… che sa di vita. Molte persone strabuzzano gli occhi quando sentono che ho premura di concludere (alla mia età)… oggi ho sentito anche una canzone che faceva riferimento all’estemporaneità del sentimento… di cosa stiamo parlando? Ma io m’innamoro dopo. Il punto è quello. Prima devo avere il modo di calarmi nel ruolo e dopo ti posso dare anche la vita. Sono fatta così. Potrei innamorarmi anche prima, a patto di sentirmi già la fidanzata. Fidanzata. Quando vedo che la cosa mi sembra fattibile mi vengono le farfalle allo stomaco. Significa che sono cotta! Ma ormai sono troppo grande per riuscirci… posso farlo, ma non voglio farlo. La vita mi ha cambiata.

  • 2
    rossana -

    Rossella,
    “Sono riuscita a capire immediatamente che cosa rappresentavo per lui. Per me è fondamentale. E poi l’ho “seguito”, altra cosa fondamentale.” – il tuo è un mondo meraviglioso. peccato che non troverai molte persone in grado di apprezzarlo quanto merita!

  • 3
    rossana -

    Celi_lois,
    SECONDO ME, la serietà è una connotazione genetica, spesso rafforzata dall’educazione ricevuta in famiglia. la maturità è un percorso che non prevede punto d’arrivo: hanno peso i sassi che si raccolgono e si mettono in bisaccia strada facendo. i granelli di sabbia non contano, essendo troppo leggeri per incidere sul volume d’insieme. occorrono esperienze di un certo spessore per diventare maturi.

    le esperienze si scelgono. il più delle volte d’impulso, per una necessità interiore di sperimentare e crescere.

    forse sei ancora troppo giovane per essere attratta da qualcosa di particolare. forse è nella tua natura adattarti a quanto si presenta sul tuo cammino piuttosto che volgerti a cercare percorsi diversi dal solito. cerca di conoscerti, come stai facendo, ma soprattutto di accettarti per come sei o via via diventi.

  • 4
    Golem -

    Speriamo che non cancellino anche questo intervento, mentre ti dico che è in quello che scrivi in questa frase che sta il nocciolo del problema :”non è che i o non mi ci senta ma mi vedo sciocchina, sempliciotta, sempre con la testa fra le nuvole per non prendersi le sue responsabilità”. Ti stai accorgendo che il nella vita serve altro, che non si cresce se si resta nel mondo fiabesco e illusorio dei sogni infantili, come molti fanno anche in età adulta per fuggire la realtà. La serietà richiede impegno e non corrisponde alla seriositá che è solo apparenza di serietá.
    La serietà é il frutto di una serie di applicazioni del proprio modo di affrontare le cose, e che hanno dato il risultato sperato, cosa che conferma la validità delle proprie valutazioni. E gli errori servono più dei successi, ma bisogna saperli riconoscere, e non essere autoindulgenti, rischiando di reiterare gli stessi sbagli. Ma bisogna affrontarla la vita, prefiggendosi degli obiettivi, anche piccoli, ma che serviranno a conoscersi, e per fare questo non c’é bisogno di essere “musoni”, cosa che qualcuno confonde con la serietá, anzi, una bella dose di allegria e senso dell’umorismo é un ingrediente importante del successo.
    Non c’è niente di genetico nella “serietà”, è una delle tante cose che si impara vivendo DIRETTAMENTE, e non attraverso gli esempi altrui, che peraltro spesso sembrano ma non sono per niente seri, anche se li sembrano. Devi ascoltare tutti se vuoi, ma decidere da sola.
    Però se non ti butti in un progetto che persegua un obiettivo, che una volta raggiunto aumenterà la tua autostima, non uscirai mai dal “quell’impasse” di cui oggi cominci a lamentarti, finendo per crearti una “serietà” di facciata, di cui purtroppo il mondo è pieno, ma che non è un buon motivo per alimentarne la già abbondante produzione.
    La vita è angosciante solo per gli smidollati, diveva suppergiù Kierkegaard.

  • 5
    Genny -

    Ciao celi_lois, io dico che ce la puoi fare. Come va? Cosa hai pensato di fare?

  • 6
    celi_lois -

    Rossana,
    grazie per il tuo parere. Un po’ penso anche io che sia “predisposizione” – come per ogni cosa. Ma ho come la sensazione che, arrivati ad un certo punto della vita, tutto dipenda dalle scelte che si decidono di fare. Perché si è adulti ormai, e non c’è ragione o trauma o limite che tenga. O meglio, noi siamo proprio i limiti che decidiamo di superare. Questo è solo un parere chiaramente.

    Golem,
    il tuo contributo è stato il più utile, ne leggo spesso di così lucidi su questo sito e ti faccio i complimenti per riuscire sempre a prendere il capo nelle questioni che vengono proposte. Sei un aiuto sempre prezioso!
    Dunque le tue riflessioni mi son d’aiuto, specie perché descrivi meccanicamente l’importanza delle scelte passo per passo.
    Diciamo che io mi interrogavo su qualcosa che forse nn sono riuscita a dire: nn tanto l’autostima che deriva dal trovare un modo di adattarsi al contesto (e quindi di fare esperienze utili per sé, positive, etc) ma proprio il saper riconoscere cosa ha importanza profonda e pratica per la propria vita, insomma essere seri e responsabili assieme. Come dire, essere persone con una spina dorsale, non voglio nemmeno dire con dei valri, ma insomma con una personalità.
    Ecco questo è il mio problema…h sempre avuto paura e del nulla a conti fatti. Certo a volte non sono stata nemmeno così tanto fortunata come alcune ragazzine…sono cresciuta in una famiglia isolata per scelta, ho frequentato ambienti arricchiti e classisti ma con cultura e buon senso zero, poche amiche, quasi tutte di famiglie non colte perchè speravo di trovare amicizia e valori comuni ma ho sempre e solo trovato invidia per le classi più alte e lotta estrema per la sopravvivenza, uomini sempre in rapporto di 1 a 30 rispetto alle ragazze, attività extra scolastiche zero, nell’adolescenza mille complessi legati al mio aspetto e scarsa vita sociale già nel nucleo d’origine per cui sempre sola e con poca vita vissuta. In fondo cosa mi aspettavo…

  • 7
    celi_lois -

    *cosa mi aspettavo d’essere?
    Attorno a me vedo 25enni e 30enni che, a parte quello che hanno costruito, mi sembrano aver avuto tutto: famiglie numerose, cugini, amicizie, amicizie con il sesso opposto, fidanzati, fidanzate “come se piovesse”, feste di compleanno, sport agonistici, strumenti musicali, etc…per dire…oggi sono medici, ingegneri, scrittori, addottorati, cantanti lirici in giro per il mondo…mi viene da piangere, non c’è uno di lor che non abbia fatto grandi cose. Ma è chiaro, hanno sperimentato tutto e quindi arrivati all’università erano scaltri, furbi, sereni, desiderosi di mettersi in gioco con delle personalità ben definite. Io ero piena di mancanze emotive, dopo un’adolescenza disastrosa mi si poneva davanti lo spettro della mia adolescenza parte II, “la vendetta”, cme se non avessi già sofferto abbastanza la solitudine, il non avere amiche con cui condividere cose importanti, il non aver potuto sperimentare l’amore e quindi confrontarmi con l’intimità…ero a pezzi…mi dicevo….”perché non ho avuto un’adolescenza normale? Con quali premesse posso passare al prossimo stadio della mia vita?”…e anche dopo è andata pure peggio…ora a quasi 30 anni sono solo distrutta mentalmente e scoraggiata!! Ma rendendomi conto che così nn vado avant…che m sento terribilmente inutile e mi vergogno di fronte a me stessa…ho deciso che devo sperimentare nuove vie cominciando dal capire le mie difficoltà, dal comprendermi nelle MIE mancanze e nn farmene più una colpa come facevo prima!
    Solo così posso identificare le mie priorità ed prendermi il coraggi delle mie azioni!

  • 8
    rossana -

    Celi_lois,
    “Io ero piena di mancanze emotive, dopo un’adolescenza disastrosa mi si poneva davanti lo spettro della mia adolescenza parte II, “la vendetta”, cme se non avessi già sofferto abbastanza la solitudine, il non avere amiche con cui condividere cose importanti, il non aver potuto sperimentare l’amore e quindi confrontarmi con l’intimità…” – PER ME la radice del tuo attuale scontento sta qui. si tratta di vuoti non sempre superabili con la volontà. giusto, comunque, provarci, con il massimo impegno.

    il coraggio, poi, viene d’impulso quando s’intravede qualcosa di forte interesse. ammesso che si possa delineare, rivelando parti inesplorate di sé.

  • 9
    Golem -

    Ti devi vedere come un “unicum”, e mai confrontarti con gli altri di cui vedi solo quello che apparentemente ti manca. La vita è fatta di cose banali tutto sommato, accettando le condizioni di “partenza” come un dato di fatto.
    Perseguire un obiettivo è una delle poche possibilità di conoscere i nostri limiti oltre che le nostre qualità. Perseguirlo può significare anche non riuscire per tanti motivi che spesso non dipendono da noi, ma questo non significa aver necessariamente fallito. Il sicuro fallimento sta nel non aver provato, o averlo fatto senza lucidità.
    Se si ha paura si è perso comunque. Tu hai delle capacità, come tutti, tirale fuori “dall’armadio” e cerca di farle fruttare. La sicurezza di sé è il miglior biglietto da visita per qualunque cosa.
    Non elencare più quello che secondo te ti manca, ma quello che hai, e CREDICI.
    Ciao.

  • 10
    Genny -

    celi_lois, tu sei la somma delle tue esperienze. É un dato di fatto da accettare. Tu pensi di essere immatura e poco seria? Senza personalità? Ma ti sei guardato intorno quanti hanno questi tuoi stessi tratti? Anche io penso che confrontarci ci fa solo male. Poi ci sentiamo o superiori o inferiori. 1′ Non ti giudicare ma cerca di fare pace con te stessa. Nella situazione che ti trovi qualcosa puoi fare di positivo. Trovalo e agisci. Oggi stesso. Anche io mi giudico e gli altri e comunque so che posso imparare a essere meno severa e più amorevole. E per questo ci vuole impegno. Imparare a volersi bene e a perdonarsi.

  • 11
    celi_lois -

    Golem,
    è vero, faccio tante chiacchiere e mi dimentico di provare me stessa ad ogni momento. Finisco per mettermi a vegetare e coltivare pensieri che mi demoralizzano e mi offendono. Ora ho una paura enorme ad esempio, m sembra che gli altri abbiano fatto tutto e che io sia terribilmente indietro. Piuttosto farei bene ad impegnarmi e a mettere a frutto, come dici tu, le qualità che “penso” di avere, e poi sforzarmi, come tutti, finendo di confrontarmi. Grazie per avermi consegnato un modo di pensare che io trovo “vincente”, perchè al di là di dove si arriva, secondo me è lo sforzo che conta e vale, ed io ecco a questo punto, a non guardarmi indietro senza averci provato. Grazie mille, conto di riscrivere tra qualche mese e vedere un po’s e qualcosa di buono l’ho messo in atto.
    Grazie di cuore Golem!

    Genny,
    ho questo brutto vizio di guardare sempre gli altri. In realtà lo faccio “in partenza” per ispirarmi, per prendere coraggio, ma non mi rendo conto che ognuno si costruisce vedendo cos’ha e su cosa può contare. Mi avvilisco soltanto. E’ vero..essere più amorevoli con sè stessi è il primo passo per raccogliersi e farcela..e perdonarsi…e spronarsi…!! Grazie per le tue parole… ragazzi vorrei scrivere tra qualche mese per parlar dei miei progressi spero di ritrovarvi. Un abbraccio.

  • 12
    Sofia -

    Ragazza stai tranquilla…. Non è ancora arrivato il tuo momento per maturare ancora di più e metterti in gioco tutto qua!
    Non sei ne sciocca ne tonta! Anzi sei molto sensibile!
    Stai tranquilla che arriverà il tuo momento! Tu intanto pensa a cosa vuoi nella vita e a cosa vuoi diventare e lotta per esserlo OK ragazza? Un abbraccio!

  • 13
    Yog -

    Riconoscersi ‘tonta’ è un segno di grande onestà intellettuale. Naturalmente, questo vale se non si è davvero tonte, ma di solito le vere tonte non dichiarano mai di esserlo. Eppure ce ne sono un sacco, soprattutto su questo sito, solo che non lo sanno (ovvio: son tonte!).

  • 14
    Golem -

    Celi_lois, sia detto senza retorica, se ci pensiamo infondo abbiamo solo noi stessi sui quali contare, e per una miriade di motivi che singolarmente ci caratterizzano, dovuti al temperamento, l’educazione e l’ambiente nel quale siamo cresciuti, possiamo ritrovarci in una specie di circolo vizioso creato dalla “paura” che ci impedisce di metterci in gioco, ripeto, anche per piccoli obiettivi, finendo per vedere gli “altri” come esempi da seguire, addirittura imitandone gli obiettivi. É sbagliato, non potremo mai sentirci sereni, perchè il moto che ci fa agire deve venire dal nostro IO, col quale dobbiamo sentirci in pace, perchè è l’unico che abbiamo ovviamente.
    Non sentirti MAI inferiore a nessuno sulla base di quello che vedi esteriormente, perché lo leggerai attraverso quelle che ritieni tue mancanze. Gli altri si ammirano o si disprezzano per quello che sono, non per quello che hanno. Noi abbiamo una sola possibilitá di stimarci, ed è quella di metterci in gioco in un progetto, e lo ripeterò sino allo sfinimento, anche piccolo, ma che sará quello che ci dará i primi indizi sui nostri limiti ma, perché no, anche le prime soddisfazioni. È un percorso lento naturalmente, a tappe, ma se mai lo si inizia non si giungerá mai a nessun traguardo.
    Abbi fiducia in te, SEMPRE, e impara a non abbatterti negli inevitabili insuccessi che dovessero capitarti. Invece abituati a “capitalizzare” i piccoli successi quotidiani mettendoli metaforicamente nella tua “cassaforte” per attingervi quando l’autostima ti sembrerá bassa. E vediti sempre BELLA, cura la tua immagine “per te stessa”. Hai SOLO 30 anni. Io ho ricominciato a vivere a 37 se ti può aiutare.
    E ricordati di non vedere gli altri migliori di te a prescindere, spesso sono solo diversi, come lo siamo tutti alla fine. Ma se ne dovessi incontrare qualcuno di questi “vero”, cerca di frequentarlo, perché sono queste le persone che hanno qualcosa da dire e da “dare”.
    In gamba Celi_lois.

  • 15
    celi_lois -

    Golem,
    ho salvato il tuo commento in alcuni dei miei appunti, perché in questi giorni che continuavo a rifletterci mi ha dato veramente tanto, ho rivisto la mia vita sotto una certa ottica (che non ho mai avuto). Grazie veramente di cuore. Ho avuto il coraggio di rivedermi, perché ho smesso di giudicarmi: mi sono sempre giudicata tantissimo, non rendendomi conto che i giudizi sono pieni di limiti proprio come noi, e forse sono l’unica cosa su cui non conviene proprio mai stare a soffermarsi. Meglio lavorare sul miglioramento di noi stessi, sul metterci in gioco.
    E’ un cambiamento di prospettiva molto forte per me.
    Grazie ancora, di tutto, grazie di cuore.
    Un abbraccio!

  • 16
    Golem -

    Guarda Celi_Lois, è un bel regalo la tua risposta, ma non per l’ego, ma perché mi fa davvero piacere che tu ti senta meglio. A volte le cose sono più banali di quello che sembra, e più facili da risolvere se si è pronti a cambiare.
    Ti ho ricordato di sentirti “bella”, e se non ti ci vedi, quel giorno fai di tutto per esserlo. “Corteggiati” non dimenticarlo mai. E’ importante non come manifestazione narcisistica, quanto come “ossigeno” necessario al nostro amor proprio. E quando stiamo bene con noi stessi gli altri si “accodano”, credimi. Ogni tanto togliti una soddisfazione, anche piccola, di quelle che sai che ti fanno star bene. E quando ti dicono come va rispondi con un sorriso: “Todo azul”. Tutto azzurro, come il cielo. Lo dicono i brasiliani anche quando non va bene, ma sono i più allegri del mondo. E allegria e felicità sono parenti stretti,
    Un abbraccio anche a te, e non sono uno che ne distribuisce molti.
    P.S. Tra l’altro devi essere in gamba se hai compreso il mio modo di scrivere. Pare che si possano contare sulle dita di una mano quelli che ci riescono su questo forum. Per colpa mia secondo chi non ci riesce, ovviamente. Così si narra.
    Auguri.

  • 17
    celi_lois -

    Il difficile è “accendere” un cervello che è sempre stato spento. Non intervenire nella propria vita non comporta nessun uso d’energia, si è a tutti livelli come morti che camminano, è un accidia in cui ci immergiamo e non riusciamo più ad alzarci. Il mio difficile, ciò che proprio non riesco a cambiare, è questo. E questa sarà la mia sfida. Non ne ho mai accettata veramente nessuna. Tanto che non ho avuto coraggio e capacità, che ora non so da dove iniziare, e non so che significa “dedicarmi a me”.
    E’ vero, dovrei amare anche questo involucro che per anni mi è sembrato una maledizione. Quando non piaciamo agli altri, o piaciamo solo a quelli “più disperati e senza speranze e con aspettative pari a zero”, la nostra autostima si riduce a zero e a meno di zero. Ma c’è anche altro, è vero. Io ammiro le donne che si amano e che non hanno una bassa autostima né tantomeno aspettative irrealistiche. Sono loro i miei modelli. Comunque ci vuole tanta intelligenza e buona volontà. Ricambio l’abbraccio e aggiungo che a mio giudizio non solo nei tuoi commenti la forma è perfetta ma soprattutto il modo in cui ti interessi e le tue riflessioni sono veramente utili e intelligenti, non so chi potrebbe lamentarsene. Grazie ancora!

  • 18
    maria grazia -

    “non so chi potrebbe lamentarsene”

    io lo so. chi fa fatica a confrontarsi con chi ha QUALCOSA da dire e sa come dirlo. Questione di “competitività” e di “emotività”, mia cara celi_lois. E’ una lunga storia.. Comunque non perdere troppo tempo ad invidiare quello che tu stessa – impegnandoti e volendolo – puoi diventare. Ciao.

  • 19
    Golem -

    Celi-Lois. Ma hai già fatto un primo passo descrivendo quella che ritieni essere una tua condizione “invalidante”.
    È uno di quei piccoli successi di cui ti parlavo, e devi abituarti a riconoscerli questi passi. Il secondo sarà quello di trovare, oggi, qualcosa che ti provurerà un piccolo piacere. Devi farlo ogni giorno, ma senza stress, come lavarsi i denti deve diventare un’abitutine piacevole. Anche un cappuccino e un cornetto in un bel bar è uno di quei momenti. E poi insisto: prenditincura di te. Cambia pettinatura, il colore delle unghie, un vestito. Te lo ripeto. Devi vederti bella.
    Non so dove abiti, ma oggi Milano e inondata dal sole, e i colori dell’autunno regalano dei piaceri rari in questa città.
    Tra poco farò una passeggiata sui Navigli per andare a prendere il giornale. Fai anche tu una camminata e ossigenati più che puoi. Il benessere fisico lo rivedrai ancge nel tuo umore.
    Stai bene. Sono le 10 ormai
    Ciao

  • 20
    Agua escondida -

    Per piacere agi altri devi innanzitutto accettare te stessa e riconoscere che come tu non sei perfetta, nemmeno gli altri lo sono. Ognuno ha i suoi talenti , bisogna riconoscere che alcuni sono più bravi di te in certe cose, ma anche saper vedere i tuoi punti di forza. Se tu credi in te stessa, il mondo ti vedrà e tutto quello che ti sembra ora un’impervio sentiero in salita apparirà più lineare e affrontabile. 30 anni non sono tanti e non è’ mai troppo tardi per risvegliarsi e trovare delle motivazioni.Si capisce che sei una ragazza intelligente e che in fondo hai voglia di iniziare questo cambiamento.

  • 21
    celi_lois -

    Golem,
    grazie mille, le tue parole mi mettono quasi le lacrime agli occhi. Oggi ho avuto un’altra giornata difficile da questo punto di vista e mi sono ricordata di tutte le cose che non faccio per amarmi e per apprezzarmi, ma solo dei gesti che compio per placare la mia desolazione. Innanzitutto tolgo la desolazione di mezzo, perchè in fondo mi voglio impegnare moltissimo per me e questo è ciò che conta, in secondo luogo devo iniziare a compiere gesti che mi qualificano e mi fanno sentire bene, a cominciare dallo sport, è proprio vero ed importante ciò che dici sull’ossigenazione!
    Dimenticavo, Golem: purtroppo non sono di Milano e mi sarebbe difficile raggiungerla. Ma ciò non toglie che sento d’aver ricevuto proprio i consigli di un amico vero! Grazie! Ancora una volta!

  • 22
    Golem -

    Sei adorabile Celi, ma io di solito tento di farle ridere le donne che mi piacciono. Mia moglie dice che ha sposato un deficiente in questo senso, giacchè in casa nostra l’umorismo, anche demenziale, é una presenza quotidiana. Ecco da lei ho imparato a vedere più il lato comico delle cose che non quello tragico, e c’è sempre, in tutte le situazioni, ed é quello che paradossalmente aiuta a leggere i fatti della vita nella giusta dimensione Celi.
    Io non ho mezzi per spiegartelo meglio di come ho potuto fare, ma so che sei una persona di valore. Lo noto da particolari minimi, che sfuggono a chi li possiede, ma non a chi ne ha riconosciuto nel tempo il peso in casi analoghi al tuo. Cercare un motivo quotidiano di soddisfazione e di divertimento, anche faceto, é un toccasana per l’umore. Un libro allegro, un film scanzonato, la musica, una corsetta in campagna, un pasticcino, un gattino e le sue fusa, una giornata di sole, il parrucchiere, le scarpe! Un profumo, una gita in bicicletta, uno sport, certo, una “golemata”, BALLARE!!!. Il tango per esempio, ma anche il liscio. Iscriviti a un corso se puoi o schiaffati in una balera più che una discoteca. I ballerini vintage sono i migliori. Io come danzatore ho due piedi sinistri dice mia moglie, che era una ballerina professionista, ma ti giuro che quando la vidi ballare la prima volta era una bomba di erotismo, li mortacci sua, tanto quanto è “riservata” a “riposo”. il ballo é lo sfogo erotico, seppure metaforico, più simile a quello vero. Datti piacere con TUTTI I SENSI e in tutti i sensi insomma. E respira, respira profondamente l’aria pulita, che è come respirare la vita. Sono certo che quando comincerai a godere piano piano di questi anche piccoli piaceri che scoprirai in te vedrai le cose sotto un’altra luce. É una riabilitazione, ci vuole tempo, ma non tanto quanto pensi.
    >>>

  • 23
    Golem -

    >>>
    Comunque ti ringrazio per i tuoi di ringraziamenti, ma io mi spendo volentieri per persone come te che sento vere.
    È un “piacere”. (E per oggi sono a posto, vedi?)

    Ciao, e che i tuoi, “Celi”, siano sempre “TODO AZUL”.

    P.S. Vi sono anche farmaci poco “impattanti” come gli inibitori della ricaptazione della serotonina, che aiutano queste fasi di stallo. Non so se li hai presi in considerazione. Quell’emozione che mi hai descritto all’inizio del tuo post mi fa pensare a una leggera distonia dell’umore. Senti il tuo medico. Io stesso li ho usati a suo tempo, trovandone giovamento. Ciao

  • 24
    camy -

    senti golem, la devi smettere di copiare e incollare da internet perché ora addirittura arrivi a prescrivere farmaci? ma ti rendi conto che è pericoloso? ma che ne sai? ma non eri architetto!! ahahah! comunque non ci ho mai creduto alle baggianate sulla tua vita che vai raccontando da anni sul sito, ma ora devo intervenire se leggo queste cose : “Vi sono anche farmaci poco “impattanti” come gli inibitori della ricaptazione della serotonina, che aiutano queste fasi di stallo. Non so se li hai presi in considerazione. ”
    sei un medico? sei laureato? no! e allora cosa ca**o dici di prendere medicine alle persone?? che poi sono psicofarmaci?? io sono sempre più convinta che tu sia malato di mente, e scriva da un manicomio. nessuna persona ragionevole con un minimo di ragione consiglia psicofarmaci come fossero caramelle! mio dio golem ma curati una buona volta! i farmaci che prendi non fanno per nulla effetto, dillo al tuo psichiatra quando lo vedi domani pomeriggio.

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