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Quella maledetta “sciagura” chiamata ansia

Lettere scritte dall'autore  violet83

Forse il termine sciagura è un po’ troppo forte so benissimo che al mondo ci sono cose molto più gravi. Almeno questo è quello che ci dicono i nostri conoscenti quando voglioni tirarci su il morale.
Ma io la chiamo sciagura perché si è abbattuta nella mia vita così, cogliendomi totalmente impreparata.
Negli ultimi mesi mi sentivo molto stressata, insoddisfatta del mio lavoro, della mia vita. Ho iniziato a fare il resoconto della mia vita, quello che avevo fatto fino ad adesso e insomma ho iniziato a pensare di essere una fallita. Ho 37 anni e nonostante abbia un contratto a tempo indeterminato e dovrei sentirmi grata al contrario ho iniziato a sentirmi alienata, a ritrovarmi a iniziare un giorno e a finirlo allo stesso modo di tutti gli altri. Sentendomi sola e insoddisfatta.
Una domenica, la prima domenica libera dopo non so quanto tempo (faccio la commessa e si lavora anche le domeniche e festivi), decido di prendermi un po’ di per me e andare fuori a pranzo (non ero sola).
Appena seduta al tavolo inizio a provare un senso di nausea, calore e tachicardia.
Provo ad andare al bagno ma nulla non mi passa. Quel giorno inutile dire che non mangiai e dovetti tornare a casa.
Nei giorni che susseguirono quella maledetta nausea non passo’. Da lì iniziò la solita trafila medico, esami(tutto bene tranne la gastrite) e mi misi in malattia.
Dopo 1 settimana uscii con un amica che non vedevo da tempo e andammo al ristorante. E di nuovo si ripresentarono quei maledetti sintomi. Inutile dire che dovetti tornare a casa rovinando la serata anche alla mia amica.
Da lì non ci fu più pace per me.
Nausea perenne, giramenti di testa, debolezza.
Appena scendevo dalla macchina per camminare verso il lavoro non riuscivo a sentire la terra sotto i piedi e il fiato si faceva sempre più corto.
Da lì capii che qualcosa non andava, avevo avuto degli attacchi di panico/ansia?Come c ero arrivata a questo punto?
Ed eccoci arrivati al giorno d oggi. Dopo 3 mesi da quell episodio maledetto mi ritrovo in questo limbo dove i miei sintomi sono andati via via peggiorando. Non esco più di casa, non riesco ad andare neanche a fare la spesa e quando ci riesco solo al super vicino perché se inizio a sentirmi male posso scappare subito a casa. Non riesco a parlare neanche col vicino perché inizio subito a sentirmi destabilizzata, tremo e mi fa male lo stomaco. Ho paura di tutto anche solo se squilla il telefono (il quale è perennemente sul silenzioso adesso) o se devo essere io a fare una chiamata inizio a sudare freddo, mi agito e mi sento mancare.
Sono diventata molto sensibile ai rumori, per esempio il vicino che taglia la siepe già mi viene l ansia.
Sono terrorizzata da cio’ che mi sta accadendo e non c e’ altro aggettivo che potrei usare. Provo puro terrore.
Ho iniziato ad andare dallo psicologo da 2 mesi ma ancora non vedo luce in fondo al tunnel. Cerca di aiutarmi come può a qualsiasi ora e giorno è sempre disponibile ma io mi sento bloccata. Sento che sto andando sempre più giù come una macchina senza freni.
Mi ha consigliato anche una visita da uno psichiatra per avere un altro punto di vista ed eventualmente darmi supporto farmacologico (anche se sono molto restia a prenderli).
Non so proprio dove sbattere la testa. Della mia famiglia lo sa solo mio fratello. A mia madre non posso dirlo perché è ipercritica e non capirebbe. Sarebbe troppo lungo anche da spiegare ma Dio solo sa quanto mi servirebbe avere l’amore di una madre adesso.
Ho paura di tutto. Ho paura delle mie giornate che scorrono nell’ansia piu’ totale senza riuscire a trovare, a capire quello che devo fare per uscirne fuori.
Cerco di leggere qualche libro sull argomento, leggo i forum sull argomento e più li leggo più sale ancora piu’ ansia quando leggo di persone che sono da 5 10 20 anni in questa situazione. .
Detto ciò ho voluto scriverlo qui forse per cercare un appiglio o solo x sfogo non so.
Se qualcuno è riuscito a leggere nonostante il papiro e volesse dire la sua resto in ascolto.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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4 commenti

  1. 1
    Max -

    Ciao Violet, comincio col dirti che quelli che cercano di consolarti affermando che ci son disgrazie peggiori della tua dicono una solenne sciocchezza, anzitutto perché ciascuno conosce la propria sofferenza e coloro che la minimizzano quasi sempre non la stanno vivendo, quindi non sanno di cosa parlano, inoltre io ho conosciuto una persona che soffriva di ansia come te e ti assicuro, era, ed è, una persona molto determinata e volitiva ma quando queste crisi si presentavano, non c’erano santi: era ridotta alla più completa invalidità, e non certo per sua volontà. Quindi il tuo dolore e la tua sofferenza sono più che legittimi e hanno pieno diritto di cittadinanza. Ciò precisato, mi permetto un paio di consigli, dati con la fraternità di chi crede di poterti comprendere. Io non soffro di ansia, ma: 1. Sono una persona cieca e questo mi porta a dover affrontare limitazioni e difficoltà non indifferenti;

  2. 2
    Max -

    2. Ho avuto diversi problemi a livello di famiglia di origine e anche il mio matrimonio e la famiglia che ho costituito non mi danno le soddisfazioni che mi sarei aspettato, per cui la tristezza, ai limiti della depressione, spesse volte mi assale. Io cerco di puntare sulle mie risorse interiori: i miei interessi, la musica, la lettura, la riflessione, l’autoironia, il cercare di considerarmi una persona di valore nonostante le disconferme che mi provengono dall’esterno. E queste cose le consiglio anche a te: ti assicuro che aiutano, e non poco, a sopravvivere. Inoltre questa mia amica si è proprio rivolta a uno psichiatra competente, il quale le ha prescritto dei farmaci, ovviamente tenendola sotto costante controllo. Ebbene, questi farmaci la aiutavano a combattere le sue crisi consentendole una vita più o meno normale e ora sta talmente bene che ha potuto intraprendere con successo la carriera di psicoterapeuta. Ti auguro sinceramente di star meglio e ti saluto affettuosamente.

  3. 3
    violet83 -

    @Max Ciao Max,ti ringrazio per le parole e il tempo che hai voluto dedicarmi.
    Vorrei,vorrei davvero sentire un qualcosa,una scintilla interiore che mi desse una spinta per andare avanti e ricominciare a vedere qualcosa di buono in questa vita.Ma al momento il fatto è che non vedo proprio nulla.E chi lo sa forse fino ad adesso sono sopravvissuta,andavo avanti per inerzia senza vivere veramente.Vorrei essere come gli attori dei film che voltano pagina e cambiano le loro vite in meglio,senza drammi senza pensieri..
    Al momento non vedo nulla e mi sento in colpa.In colpa per non riuscire a reagire,perché me ne sto a casa coi miei sintomi e le mie paure.
    Ne ho avuti momenti brutti ma come dici tu anch io trovavo la forza dentro di me solo ascoltando la mia musica preferita trovavo serenità.
    Sarò forse io che adesso non ho più voglia di lottare,di combattere per questa vita che troppe volte mi ha delusa?
    Vorrei avere la forza della tua amica che ha trovato il modo per uscire da questo…

  4. 4
    Max -

    Ebbene ti dico che nel 2019, per gravissime ragioni sulle quali ora non mi soffermo, mi son sentito nella tua stessa situazione. Non avevo i tuoi sintomi fisici, ma la completa disaffezione verso ogni aspetto della vita c’era tutta e son stato a meno di un soffio dall’uccidermi. Ma mi sono imposto di venirne fuori e, anche se con non poche ammaccature interiori, son riuscito a rimettermi in piedi. A parte il consiglio di rivolgerti a un buon psichiatra che ti aiuti con le cure farmacologiche opportune – consiglio che qui ti ribadisco – mi permetto anche suggerirti di imporre a te stessa, anche se non ne hai voglia, di far qualcosa che ti piace. Ascoltati della buona musica, leggiti un libro, se sei in un giorno in cui il tuo stomaco trattiene il cibo mangiati qualcosa di buono. Fai tutto questo anche se non ne hai voglia: io, quando facevo così, dalle cose venivo preso, anche se magari solo in minima parte e solo per un po’. Dài, provaci, sento che hai le qualità per farcela.

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