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Lui è sposato ed io sono un’amante

di chillido44

Riferimento alla lettera: Davanti me ho una tela..... dipingo un urlo.. chillido... io..AMANTE.... sono due giorni che vivo congelata ... vuota ... senza sentire nessuna piccola sensazione dentro di me..... oggi ho bisogno piu aiuto come ieri... perche.. io.. una donna ho ucciso dentro di me piu bello sentimento del universo... amore... un...
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Data di pubblicazione: 24 Settembre 2007

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Categorie: - Amore - Famiglia

2.507 commenti

  • 1776
    LUNA -

    Scusate l’ennesimo post, ma ho visto ora quelli di Silvia e Nessuno.
    NESSUNO: queste sono esigenze importanti. Perché dici che la pagherai? Per il fatto di non interpretare in questo momento il ruolo di chi è sempre presente? Si può staccare la spina ma non per questo abbandonare le persone. A volte bastano piccoli segnali di presenza anche. Il dire: mi riposo, ma comunque vi penso, vi voglio bene. Ma se ricentrarsi diventa vitale lo si sente. E non si può farne a meno, come dice Silvia.
    Il bisogno di piangere è sacrosanto. Se dobbiamo spurgare il dolore dobbiamo poterlo fare. Le lacrime sono un segnale, come il sorriso, quello vero, come la risata che parte dalla pancia o il viso sereno o teso con cui possiamo dormire la notte. Non possiamo fingere con noi stessi di non essere. Sia quando piangiamo sempre perché ci teniamo incastrati in una situazione che non ci fa stare bene o in un circolo vizioso, sia quando abbiamo un dolore da sfogare. Piangi e datti il tempo, prendendoti però anche cura di te. Mangia, dormi, cerca di fare piccole cose utili al tuo benessere. Anche se le fai mentre ti soffi il naso o con due occhi cerchiati come un panda. Anche se le fai per pochi minuti al giorno. Se ad un certo punto ti pare che il tuo dolore ti imploda troppo cerca comunque di stare un po’ tra la gente. Non che sia una recita, una maratona, un obbligo, un dover dimostrare di, un dover essere al massimo pur con la febbre a 40. No, questo no. Però se hai sofferto forse ti manca anche un po’ di normalità, quella più banale. Vedere che il mondo va avanti, non senza di te, anzi, anche CON te. Vedere che le persone non sono immuni da dolori, ma anche da gioie, anche piccole cose banali che però non solo distraggono ma anch’esse fanno parte della vita. Un abbraccio.

    SILVIA: ciao, grazie per la tua testimonianza. Capisco il concetto anche di… mutuo soccorso (passami l’espressione) e di empatia condividendo, tu e lui, in quel periodo stati d’animo simili. Capisco quanto ciò possa anche favorire l’attaccamento (è umano). E quindi il concetto però di sentire che qualcosa non va, di percepire un malessere da cui si ha voglia ma soprattutto bisogno di uscire. Che appunto no, non è egoismo, rimettendo al centro la propria vita, se stessi, e con la volontà di farlo in modo sano. Anche perché non “salviamo” nessuno facendo da pungiball (che lo faccia apposta o no) delle sue frustrazioni o cose irrisolte, e non salviamo nessuno tanto più mettendo a repentaglio la nostra salute e il nostro equilibrio psicofisico. Anche se comprendo che questa relazione affettiva tra voi possa sicuramente essere stata importante, aver avuto un valore e anche una sua “funzione” e uno scambio. Quello che racconti sulla dinamica della cosa (un preesistente stato di crisi, o anche no, ma comunque un incontro, un’empatia, un rapporto che però si rivela nel tempo causa più di malessere che di benessere, attivando anche un adattamento interiore vissuto con disagio

  • 1777
    LUNA -

    emotivo e psicosomatico, la sensazione di allontanarsi dal proprio equilibrio sempre di più, di essere in una posizione di disagio, il sentir scattare il salvavita e prenderne atto, ecc) sono tutte cose che possono esistere sia in una relazione cosiddetta alla luce del sole che in una relazione da amanti. Peraltro possono persino esistere in relazioni non di tipo sessuale, ma affettivo e persino platonico. E anche in una sbilanciata relazione solo amicale, anche se ovviamente l’investimento emotivo non è lo stesso.

    “Ogni forma di intossicazione fa male, non importa se sia di alcol, morfina o idealismo” (Jung).

    Perché lo sottolineo e non è la prima volta che lo dico? Perché se è vero che la condizione dell’amante di per sè è di disagio (salvo i casi in cui effettivamente una persona scelga di vivere relazioni di questo tipo con vera necessità e volontà di disimpegno, caso in cui il fatto che l’altra persona o più persone siano impegnate può rappresentare persino un vantaggio, una rassicurazione di poter mantenere una posizione di disimpegno) spesso in questa lettera si leggono testimonianze in cui il problema non sta solo nel fatto di soffrire nello stare in un certo ruolo (cosa sicuramente pesante e con tutta una serie di stati d’animo e problemi anche concreti connessi), ma comunque e in ogni caso nel fatto di soffrire. Perdere di vista il proprio benessere, emotivo, psicologico, spesso anche fisico, i propri reali desideri, valori, o comunque l’aver perso di vista ciò che realmente significa, per sè: sto bene. Ciò che significa: condividere con una persona un rapporto di reale scambio affettivo, ecc.

    “la saggezza è (anche) solitudine, ma un percorso solitario non conduce alla saggezza. L’isolamento è morte, e la saggezza non la si trova nel ritrarsi dalla vita” (krishnamurti).

    Questa frase mi ha colpito perché credo sia fondamentale saper stare anche da soli, e riuscire ad apprezzare anche la propria capacità di solitudine, dei propri spazi, del “proprio giardino”, del proprio sentire, cioè non sentire il bisogno ossessivo di riempire attraverso la dipendenza affettiva la mancanza di contatto reale con se stessi, cercando la conferma del proprio valore negli altri. Però al contempo molto spesso le storie disfunzionali a cui si chiede di “riempire” e “confermare” e “sostenere” e a cui si finisce con l’attribuire in senso estremo che va anche al di là della propria esistenza, creano invece un altro tipo di solitudine, molto più profonda, un isolamento che è quello del ritirarsi da se stessi e dalla vita, che è fatta di tante cose. Ma se le relazioni ci implodono ci si chiude sempre di più. Ci si isola in una specie di scatola chiusa, pensando che quello sia il mondo, e che si possa solo camminare a schiena curva per stare sotto il coperchio e con gli occhi non più abituati a vedere la luce. Un giorno moriremo e lo si sa, ma la vita, fatta di ore, giorni, non solo di anni, non è fatta per sentirsi già morti durante il suo corso.

  • 1778
    nessuno -

    Un giorno moriremo e lo si sa, ma la vita, fatta di ore, giorni, non solo di anni, non è fatta per sentirsi già morti durante il suo corso.
    VERISSIMO MA ..per ora so un po in coma diciamo ahahha ..spero di riprendere vita al più presto , e stavolta col sorriso sulle labbra .

  • 1779
    debby -

    Sai che c è cara Luna,che è troppo poco lo spazio per poterfar capire la situazione,e cmq come dice Silvia,forse cerchiamo qui qualche parola di sostegno e non guardiamo in faccia la realtà,forse è come dici te,magari ha lanciato un segnale alla moglie e domani tornerà a casa e mi ringrazierà per avergli fatto capire quanto ama la moglie..io questo non lo so,non so piu nulla,so solo come sto io.
    Mi scuso se ho disturbato in questo forum,tanto non è qui che trovo una soluzione,devo solo guardare in faccia la realtà ed affrontarla.
    Vi ringrazio a tutte Nessuno e Luna nello specifico,vi auguro tutta la gioa di questo mondo,un saluto Debby!

  • 1780
    nessuno -

    debby non ai disturbato nessuno , continua a scrivere se questo ti da conforto , spesso leggere altri pareri(sensati e educati) aiutano e fanno riflettere, a presto .

  • 1781
    Ema -

    Ciao ragazze, grazie ALEBA, grazie a tutte per le vostre risposte ed un grazie speciale a LUNA… vi ho letto con gratitudine e continuo a farlo, ma in questi giorni non riesco a rispondere, non riesco a ordinare i pensieri e metterli nero su bianco… forse perchè ora la situazione è più complessa, perchè ho capito che siamo in due a dover mettere nella posizione giusta i tasselli del nostro passato, e l’errore è stato non farlo prima di dedicarci alla nostra storia… avremmo dovuto capire che i mattoni dovevano essere messi uno ad uno, ed il primo doveva essere risolvere ciò che ci ha portato a commettere errori nel passato, anche a costo di camminare vicina ma su due strade parallele, anziche sulla stessa.
    Adesso sembra tutto più difficile e fa più paura… ma adesso è il momento di farlo, ora che le cose “irrisolte” iniziano a creare malessere, dobbiamo farlo per forza se non vogliamo rovinare il nostro rapporto e ce lo dobbiamo reciprocamente se teniamo così tanto uno all’altra.
    Un abbraccio…

  • 1782
    LUNA -

    EMA: capisco, ma mi sembra una consapevolezza attiva e positiva, anche se comprendo le difficoltà. un bacio grande

    NESSUNO: quando si sta male si sta male, non dicevo che devi ballare tipo il carnevale di rio 😉 Con il morire ogni giorno mi riferivo allo stare dentro situazioni che ci fanno morire ogni giorno. Situazioni sterili o infelici ecc.

    DEBBY: è ovvio che non hai disturbato nessuno e mi dispiace se hai pensato che io ti andassi “contro”. Non era mia intenzione. Mi rendo conto che in questo momento sai solo come ti senti tu, e probabilmente neanche abbastanza… E il mio invito era semmai proprio ad ascoltarti anche di più. Io non ho detto che il tuo lui stia cercando di lanciare un segnale a lei, ovviamente comunque non potrei saperlo e in ogni caso non sono gli elementi che dai. Quello che dicevo è che mi sembra naturale che loro debbano chiudere la loro questione, in un modo o nell’altro. E che l’emotività sia a palla.
    Ovvio che lo saprai anche tu mentre comunque ti tocca stare nella posizione in cui sei ora.
    E’ ovvio che lui sia nella posizione di rivolere la sua libertà, e con i minori costi emotivi possibili, e con tutte le “lacerazioni” interiori del caso.
    Quello che dicevo però è che lui con lei aveva in atto un impegno, a più livelli che va al di là del fatto di aver concepito un figlio insieme.
    Ciò non significa che questo impegno non possa essere sciolto. La legge stessa lo permette. Però mi pare anche naturale che lei abbia presente e gli faccia presente che lui ha preso una serie di impegni, anche emotivi, e che nessuno gli ha puntato un revolver in testa, all’epoca. Siamo responsabili delle nostre azioni quando stiamo ma anche quando decidiamo di andarcene. Questo intendevo dire.
    Comunque è lui la persona impegnata e lui deve ora chiarire la sua posizione. Tu la tua posizione con il tuo ex l’hai chiarita, tempo fa.

  • 1783
    debby -

    ma no cara,mi dispiace che pensi cosi..ho solo capito che non è che stando qui a piagnucolare che possa risolvere qualcosa,purtroppo ho le mani legate,non POSSO FARE NULLA
    Vi dico ance questa cosa poi non vi angoscio piu giuro:)
    Lo psicologo alla fine non era uno psicologo ma uno psichiatra che lei le ha spacciato per psicologo gli ha segnato medicine per sedarlo…
    Questa secondo me è scorrettezza.
    Hai ragion e cara,ha tutte le ragioni per provare a recuperare un matrimonio,una famiglia,e non ti parlo da parte coinvolta,solo che non capisco come si fa a stare con una persona e sai che non ti ama..cos è che ti gratifica?Non è sentirsi amato che ti gratifica?o è solo una voglia di possesso?
    scusate ma sono talmente arrivata al punto di non ragionare piu…

  • 1784
    Ema -

    Già LUNA, una consapevolezza attiva e positiva… ma la soluzione??? C’è? Ci sarà? O mi ritroverò a dire “ho sbagliato qualcosa…”?

    Sai la qual’è la mia reale difficoltà?
    Stare ferma, stare a guardare… ho sempre vissuto in movimento, ho sempre esposto la mia testa a continui ragionamenti, ricerca di risposte, di soluzioni, per capire, per giustificare…e adesso mi ritrovo a 31 anni a non saper stare ferma, a non sapere far fluire le cose, a guardarle, e vedere come mi ci sento dentro…spesso penso di sentirmici male senza averlo neppure testato…

    Durante un incontro con lo psciologo, ho chiesto “ma io cosa devo fare adesso? non so cosa fare, non so come muovermi” – risposta: “perchè non sta semplicemente ferma?”

    Ferma… ma io non so neppure cosa voglia dire… e il cervello continua a macinare… che angoscia 🙁

  • 1785
    FELICE -

    ciao.. anche io ho vissuto una situazione simile… un ragazzo bellissimo sposato che prima di me ne ha avute tante di storielle extra (lui dice di no) e dopo di me idem… aspettare il momento in cui lui poteva, rubare quei brevi attimi di vita… le risposte “oggi non posso vederti, io ci tengo a te, non mi era mai capitato, ecc ecc”… sn esperienze che ti segnano la vita, ti buttano giù e ti fanno soffrire… ti chiedi.. perchè??? ti dici… ma lasciami stare, vai dalla tua famiglia non mi cercare… e invece no… il diavolo ti tenta e tu come una cretina ci credi e ti illudi… trascorri giorni stupendi… ma poi cadi nel baratro più profondo… la realtà… TU NN SEI NESSUNO…SE NON LA NOVITA’… basta stare male… lui la sua scelta di vita l’ha fatta, troppo comodo avere una famiglia perfetta e la ragazzetta che ti dà fresche emozioni… così saremmo bravi tutto a sposarci. io voglio essere felice, avere un uomo tutto per me, che mi faccia le sorprese, con cui posso evdere l’alba, che posso sentire tutte le volte che voglio, che posso essre l’unica donna o per lo meno la più importante… so che dopo di me ne avrà altre perchè questi uomini ricercano nuove emozioni..ma mi dico “passo la sfiga a qualcun’altra…io non mi perdo nulla perchè IO GLI HO DATO TUTTA ME STESSA E LUI MI HA SCELTA COME SECONDA” basta piangere, basta soffrire… arriverà il giorno in cui mi sveglierò e vedrò che la mia vita a differenza della sua è libera, libera da vincoli, libera da mensogne, da sotterfugi, da umiliazioni, da pentimenti… nessuno merita il mio dolore, perchè una storia con un uomo sposato è solo dolore… amiamoci di più e cerchiamo di pretendere il massimo da un uomo, non ci accontentiamo delle briciole…

  • 1786
    nessuno -

    Parole sagge felice , complimenti.

  • 1787
    LUNA -

    Vado di supercorsa (quindi per vostra fortuna sarò momentaneamente dotata di dono della sintesi :PPPPP):

    EMA: capisco… La mia striz diceva: “Osserva”, che immagino sia la stessa cosa. E posso dire che quando lo si fa funziona molto di più – insieme all’ascolto – della superelucubrazione. Dà anche un senso di serenità maggiore, di libertà interiore… non so spiegare bene ora.
    Comunque sia capisco anche l’elucubrazione, perché tra l’altro è figlia dell’ansia, molto spesso. Tuttavia penso sia vero che spesso le vere intuizioni arrivano quando osserviamo e ascoltiamo, molto di più che attraverso il pensiero, soprattutto quando è fagocitante.
    Tuttavia, ripeto: capisco il concetto.

    DEBBY: non ci angosci manco un po’ e se ti serve sfogarti e proprio perché ti senti le mani legati a maggior ragione non vedo perché no.
    Di medici poco seri ne esistono, tuttavia mi sembra strano che uno psichiatra prescriva farmaci (di cui esistono milioni di tipi, tra l’altro) perché una moglie gli dice di prescriverli e quali. Certo, tutto può essere. A parte che non esistono farmaci che sono elisir e misture d’amore, ma al limite che servono ad aiutare in uno stato di malessere. Intendo dire che forse lo psichiatra ha magari riscontrato uno stato d’ansia (che ne so).
    Sedarlo mi sembra una parola grossa, nel senso che sembra che gli ha sparato il cloroformio a pallettoni. Dare un ansiolitico riscontrando uno stato di stress acuto e ansia o attacchi d’ansia o panico è diverso.
    E’ difficile spacciare uno psichiatra per uno psicologo, visto che lo psicologo non può prescrivere farmaci, Non ti sto dicendo che lei non possa anche essere una che tenta di giocare la carta che lui è infermo mentale per fargli dare il cloroformio… dico che comunque mi pare strano che un medico serio prescriva farmaci su richiesta di una moglie, che fa le diagnosi al posto suo. A meno che uno non sia veramente imbottito e con la camicia di forza comunque sia sentire quello che vuole sotto uno stato d’ansia può giovargli pure. Non sto dicendo w i farmaci, sto dicendo che se sta più tranquillo magari ragiona anche meglio.
    Per il fatto di stare con chi non ti ama: bisogna anche realizzare il fatto che l’altra persona non ti ama e non è solo in crisi esistenziale.
    Non sto dicendo che non sia vero che non ama, dico che per chi se lo sente dire non è così’ i mmediato accettare che quello sia il fatto centrale e il quel che è.

    scusa la fretta, spero che si capisca ciò che volevo dire. baci

  • 1788
    debby -

    Luna e nessuno mi piacerebbe avervi come amiche ehehhe mi fate sorriere ed è una bella cosa vi giuro:)
    grazie per le parole,siete delle persone squisite!!

  • 1789
    LUNA -

    DEBBY: 🙂

    EMA: dicevo (a proposito di muoversi sempre sono le 2.30 ma giuro che adesso vado a nannaaaaaaa :PPPP), capisco il fatto della continua movida.

    Sai, io poi per ragioni che non ti sto a riassumere sennò facciamo notte (quella di domani, visto che quella di oggi è già…) non mi sono ritrovata a muovermi a lungo solo di capoccia ma pure fisicamente e appunto anche bella autodoppata di adrenalina. Ma non sto parlando di una cosa tipo “lavori sempre e non ti fermi mai”, parlo del fatto che non avendo più una classica fissa dimora, o perlomeno non “controversa”, ho perso per esempio la naturalezza di dire: mo’ mi metto qua sul divano e non faccio assolutamente niente. Allungo una mano e mi prendo uno dei miei libri e me lo leggo.
    Le ragioni erano varie: la mancanza di tempo, e vabbè, ma quello se senti che abbisogni di relax anche lo trovi in condizioni normali.
    ma la principale è che io non avevo i miei libri a un metro.
    se ero dove avevo i miei libri ad un metro c’era sempre qualche casino per cui la mia testa era impegnata a risolvere i casini o a pensare troppo per forza.
    se ero altrove, anche nel posto più bello del mondo in cui in teoria potevo fare tutto quello che mi pare, comunque è difficile “entrare” veramente in un posto che non è tuo e stanziale come faresti a casa tua e comunque sei teso a ricordarti dove sei e anche dov’è il bagno o dove sta la caffettiera. Inoltre le cose tue intorno non le hai. O se ne hai una parte comunque manca la naturalezza istintiva di quando sei a casa tua.
    Ad un certo punto, dopo un bel po’ di questa vita, questa vita mi ha condizionato, per quanto io non volevo che fosse così. Ma in parte ti condiziona, è inevitabile. Così ero sempre in movimento.
    Andavo a casa di amici ed ero comunque in movimento. Ho smesso di vivermi veramente il presente. ripeto, anche per i pensieri che ero comunque costretta ad avere sempre.
    Non so per quali ragioni tu sia sempre in corsa o ti senta sempre in corsa, ma capisco quello che ti ha detto il tuo striz.
    Ti ha detto di non fare niente. Potresti provare. Immagino che all’inizio potrà risultare difficile, quasi insopportabile persino… ma se poi scoprissi che invece è solo il fatto che non ti ricordi più come si fa?
    So che non parli di movimento fisico, ma mentale. Però credo che possa valere idem.

    Posso farti una domanda (ma se non vuoi non rispondermi): ma le volte che ti è capitato di stare ferma e di stare nel presente e basta, con le sensazioni e basta, con la persona di cui parli, come sei stata?

    vado a nanna, bacini

  • 1790
    Ema -

    Ciao LUNA,
    allora, partiamo dal fondo… mi chiedi come sono stata nello stare ferma, con lui, nel presente, con le sensazioni, ed il problema è proprio il fatto che sono stata “semplicemente” bene… e non un “così cosà”, “più o meno bene”, e neppure “follemente strabenissimo” (come quando sei mossa dall’entusiasmo dei primi tempi in cui non pensi e ti lasci solo trascinare dalle emozioni)… sono stata bene nel fermarmi, nel pensare e non pensare, nell’averlo di fianco a parlare o a stare semplicemente in silenzio a guardare un film o a leggere ciascuno il proprio libro sul divano toccandoci semplicemente coi piedi…
    sono stata bene in tutto questo e ti dico che è questo il problema proprio perchè ora che sento un malessere faccio fatica a dire “vabbè senti, se non sto bene me ne vado” (e diciamo che per ora non voglio neppure dirlo nè farlo)…
    Il problema è che adesso mi ritrovo a fare i conti con il suo problema irrisolto, e con il mio che ancora sto affrontando…
    Il discorso è il solito…a volte ci si lascia trascinare dalle cose che accadono, a volte stralunati, a volte scombussolati da ciò che non hai mai vissuto (da parte di entrambe), e ti scordi (o metti da parte) di risolvere i problemi precedenti (per entrambi la dipendenza da una storia, seppur in maniera e per motivi diversi).
    E ora mi ritrovo qui, con le mie insicurezze (soprattutto in me stessa) che ancora non ho risolto e con un malessere causato dal suo problema non risolto (che a sua volta mi trasmette insicurezza).
    E a questo punto?
    La cosa giusta è allontanarsi, perchè sento la spinta di non voler nè poter più accettare un qualcosa che mi crea disturbo, ma lo sto facendo mantenendo sempre un malessere, perchè mi manca, perchè non vorrei rinunciare a come mi fa stare bene quella persona al di là del suo problema (che però purtroppo c’è), perchè in questa situazione non ho la serenità di fermarmi e dedicarmi al mio di problema anche se in realtà la ia reazione di allontanarmi è già un prendermi cura di me…cosa che in passato non ho fatto per 12 anni)…

    Bo LUNA, forse per farti capire dovrei anche spiegarti qual’è il problema di cui parlo, e magari ci provo…si tratta della dipendenza da una ex compagna che in realtà ha sempre raffigurato per 10 anni una figura materna (lui a suo tempo 20enne, lei 26), la sicurezza, l’appoggio, la figura solida che non l’avrebbe mai fatto soffrire, la rassicurazione, ma purtroppo solo e semplicemente quello, e non l’amore sullo stesso piano tra compagni di vita (e ciò ha portato spesso a tradimenti)…
    è riuscito a staccarsi e a chiudere quella storia all’inizio in modo anche brusco e rapido, attraversando poi tutto ciò che un allontanamento ed una chiusura comportano, quindi litigi, dubbi, discussioni, chiarimenti, ma sempre portando avanti la sua scelta, come dice lui “partendo dal punto A e arrivando al punto B”, sino alla firma della separazione…perchè conscio che tornare in quella situazione avrebbe significato

  • 1791
    Ema -

    “rimettermi in una storia esente da sentimento, in cui avrei continuato a tradire una persona che non amavo e con cui stavo solo perchè mi dava protezione e sicurezza… e non è ciò che voglio nella mia vitae poi nel frattempo l’essermi innamorato di te, che sicuramente mi ha dato forza nel prendere e portare avanti quella decisione”.
    Il problema LUNA è che adesso, pur essendosi esauriti i contatti e tutto ciò che ha comportato la separazione, lui sente ancora psicologicamente una sorta di cordone ombelicale verso quella persona…è onesto nel dirmi che non è più come in passato, ma che non è neppure del tutto scomparso, e nei momenti di insicurezza un po’ ancora gli manca quella rassicurazione che riceveva da lei, perchè non c’è più lei (la “mamma”) a prendersi cura di lui e a dare la rassicurazione per la quale, in caso di problemi, lei li avrebbe risolti.

    In tutto questo mi sono mille volte domandata perchè non fossi diventata io quella figura per lui, perchè non fossi riuscita a prendere il posto di lei, perchè in me non vedesse quella certezze e tranquillità…ma col tempo ho capito che sono felice di non esserlo, perchè altrimenti avrebbe ricommesso lo stesso errore anche con me, mi avrebbe visto solo come l’ala protettrice, e avrebbe impostato di nuovo un rapporto su quelle basi.

    Ma cmq quel “cordone ombelicale” non lo riesco ad accettare…sono sincera, lui non mi togli qlcs, ma ho cmq la sensazione che non ci sia al 100%, la sensazione di vivere con un ombra accanto a noi mi destabilizza, mi trasmette paura e tira fuori da me insicurezze (già ben radicate in me da anni e anni) che ovviamente rigiro sul ns rapporto…(e probabilmente anche questo lo porta a ricordare quanto lei al contrario fosse sicura e gli trasmettesse rassicurazione).

    Insomma, è un casino LUNA… di fondo il fatto è che avrebbe prima dovuto risolvere il suo problema di ricercare sicurezze in lei e imparare a trovarle in se stesso… solo a quel punto sarebbe stato pronto per il nostro rapporto… e la stessa cosa vale per me…

    E quindi adesso?
    Bo, siamo due persone che si amano, che stanno bene assieme, che hanno “le potenzialità” di mettere su una bella storia, ma che momentaneamente non sono pronti per portare avanti la costruzione di quel rapporto… è come essere le persone giuste al momento sbagliato… e quindi? Rinunciare? Aspettare? Stare fermi? Che fare???

    Scusa LUNA se è stato difficoltoso da leggere, è che o tirato fuori tutto a raffica e spesso quando è così so di non essere scorrevole e facile da capire…

    Ti abbraccio…a presto

  • 1792
    nessuno -

    debby piacerebbe anche a me , chiaccherare di tutto e di più ma non saprei come darti una emailsenza che la leggano tutti …luna dacci un consiglio !! eheheh

  • 1793
    LUNA -

    NESSUNO: 🙂 😛
    in realtà io non uso mai l’email nei confronti del forum, ho fatto de “panza” questa scelta anni fa, cioè di dialogare “in chiaro”, anche perché ho visto l’utilità di uno scambio aperto, con interventi a più voci ecc e della condivisione delle esperienze in modo più ampio. E’ vero che ogni tanto arriva anche chi ha un atteggiamento negativo o aggressivo o proietta cose sue, e può risultare molesto. Tuttavia persino ciò a volte si rivela utile. Nel senso che si ha anche la possibilità di “spostarsi” da ciò che risulta sgradevole, di “sperimentare” cioè anche la propria capacità di dire NO a un atteggiamento che si considera sgradevole, di scegliere se continuare a discutere o mollare il colpo, ma anche di ascoltare opinioni apparentemente oppositive ma che in qualche maniera arricchiscono, ecc ecc.
    Ciò per quanto mi riguarda. Capisco invece che ci sia chi “de panza” ha voglia di approndire o confrontarsi su una dimensione diversa, 1 a 1, in privato. Anche perché magari riesce ad aprirsi di più. O semplicemente perché così gli viene. Temo però che una di voi due, se questa è l’intenzione, non possa fare altro che mettere il suo indirizzo in chiaro, almeno una delle due 😛 c’è chi lo fa con molta naturalezza, chi si fa più scrupoli, chi teme di essere invaso. Anche questa è “panza” :))) bacini

    EMA: sei stata chiarissima. Provo a riflettere con te, se vuoi, anche se non vorrei però crearti maggiore confusione. Ovviamente nella storia, e dentro voi stessi, ci siete voi!

    @sono stata bene nel fermarmi, nel pensare e non pensare, nell’averlo di fianco a parlare o a stare semplicemente in silenzio a guardare un film o a leggere ciascuno il proprio libro sul divano toccandoci semplicemente coi piedi…

    :)))))

    @ma col tempo ho capito che sono felice di non esserlo, perchè altrimenti avrebbe ricommesso lo stesso errore anche con me, mi avrebbe visto solo come l’ala protettrice, e avrebbe impostato di nuovo un rapporto su quelle basi.

    Questo mi pare ottimo 🙂 aver capito/ascoltato di non volere un rapporto di dipendenza o con questo tipo di “assetto”. Lo trovo importante non solo perché hai forse anche riconosciuto il fatto che anche tu hai bisogno di essere sostenuta e protetta in un rapporto più paritario (ti sei cioè riconosciuta dei bisogni, che sono molto naturali… perché non stiamo parlando di dipendenza, ma di condivisione, quando pensiamo che è bello sentire che qualcuno c’è, anche se non per questo gli chiediamo di legarci le scarpe o di essere al posto nostro. E anche se possiamo fare da soli, essere indipendenti), ma che il fatto di poter in qualche modo “controllare” il rapporto incarnando un certo ruolo “mammesco” ha anche dei costi – cioè hai riconosciuto dei costi per te – che nel corso del tempo non avresti voluto sostenere.
    Non so se la persona a cui ti riferisci (lei, intendo) sia una persona così sicura di sè. Cioè, capisco che dici che ha incarnato un ruolo “sicuro” e “forte” nei confronti di lui e della relazione,

  • 1794
    LUNA -

    uttavia se una persona incarna un ruolo di un certo tipo, in un rapporto così sbilanciato, in qualche modo comunque a sua volta partecipa ad una danza di dipendenza perché ne ha bisogno, pure se il dipendente “palese” è chi (passami l’espressione) si fa legare le scarpe. Molte sono le ragioni per cui si può essere portati a incarnare un ruolo come quello di lei (e la sua storia e le motivazioni di lei ovviamente le ignoro, e saranno sue e complesse) e può persino capitare che si incarni un ruolo in modo seriale ma anche con una persona specifica. Intendo dire che per poter agire il ruolo di madre devi trovare qualcuno che voglia (per sue dinamiche, motivazioni, momento storico ecc) incarnare quello del figlio. Insomma, la loro danza, danzata in un certo modo, con delle regole tacite o chiare, comunque l’hanno coreografata insieme. Tanto è vero che a volte in rapporti di cordone ombelicale dipendenza come quello che citi un giorno il “figlio” (o la figlia, ovviamente) esplode, desiderando cambiare ruolo. A volte anche dando tutta la colpa a chi ha incarnato il ruolo forte. anche se un certo tipo di equilibrio/squlibrio era stato gestito in due.
    Capisco, per quello che posso (non essendo in te) il fatto che senti muoversi spinte contrastanti, in realtà anche tra ascolto reale e elucubrazione. In fondo stai manifestando quello che senti vero per te e giusto per te, innanzitutto con te stessa, e mi sembra una cosa fondamentale, ma rimane forse un retaggio di una paura (perché per forza insicurezza?) che ascoltando i propri bisogni (non egoisticamente, ma ascoltandosi, che è un’altra cosa) l’altro possa trovarci inadeguati a sostenere i suoi. Però, visto che prima o poi, se violentiamo noi stessi per compiacere l’altro (qualsiasi siano le ragioni) prima o poi i nodi vengono al pettine, a me sembra positivo che tu stia mettendo le tue carte in tavola, e che abbia il coraggio di farlo. A me sembra una prova di sicurezza molto più reale che incarnare il ruolo di “protezione civile” per un’altra persona o di non aver coraggio, a propria volta, di sperimentare un tipo di rapporto maggiormente paritario. Perché lui abbia ancora bisogno del cordone ombelicale lo sa lui. E potrebbe smettere domani o averne bisogno per sempre. Ma tu hai scelto la via della sincerità (con te stessa in primis) piuttosto di quella dell’adattamento. Qualcuno potrebbe accettare anche l’esistenza del cordone senza battere ciglio o perché ci vede un equilibrio delle parti. Esistono anche famiglie a tre, quindi non esiste un giusto e sbagliato assoluto. Un equilibrio funziona finché non lo avvertiamo come uno squilibrio. Ma tu senti cosa non va bene per te e non puoi fingere diversamente. A me, ripeto, sembra una cosa importante, che tu sia in grado di ascoltare questo (continua)

  • 1795
    LUNA -

    @la sicurezza, l’appoggio, la figura solida che non l’avrebbe mai fatto soffrire, la rassicurazione, ma purtroppo solo e semplicemente quello, e non l’amore sullo stesso piano tra compagni di vita (e ciò ha portato spesso a tradimenti)…

    ma esiste davvero qualcuno “che non ci farà mai soffrire”? intendo dire in senso assoluto. Credo di no. Non intendo dire che dobbiamo passare la vita a pensare che chiunque può farci soffrire e ci sono persone che in effetti si comportano in modo corretto giorno dopo giorno. Ma “non mi farà MAI soffrire” è un’idea astratta.

    @è come essere le persone giuste al momento sbagliato
    sei sicura? voglio dire, chiaro che sarebbe stato bello incontrarvi una volta risolte una serie di cose dentro di voi. Ma di solito la gente anche vive e si confronta con l’esterno e le emozioni anche quando “è in cantiere” (anche perché, da un certo punto di vista, poi, in cantiere ci stiamo tutta la vita). non scegliamo le persone a volte anche perché c’è qualcosa in loro che ci porta a riflettere su di noi, ci fa da specchio, tira fuori dei nostri lati? non scegliamo le persone a volte per tappare dei bisogni altre volte invece proprio per riconoscere dei nostri bisogni? E non vediamo/accogliamo qualcuno anche proprio per il momento del viaggio in cui siamo? Magari non potendo sapere se sarà per sempre, però in quel momento la cosa un senso ce l’ha. Avreste potuto fare come gli ubriachi che si sostengono a vicenda nel mantenere le dipendenze. Invece mi pare che entrambi consideriate il fatto che esistono altri modi di relazionarsi, al di fuori degli automatismi. In fondo tu, dicendo che il suo cordone ombelicale ti dà fastidio e che non vuoi essere un suo cordone, ammetti con te stessa delle cose importanti per te, rifletti sul fatto che non vuoi essere figlia, madre di un uomo ma donna con lui, e donna come sei, e stai scoprendo di essere. Pregi e difetti. Ciò che di te puoi/vuoi cambiare e cosa no. E nel momento in cui manifesti chi sei realmente in questo momento forse aiuti anche un uomo a riflettere sul fatto che non vuole essere figlio o padre, ma uomo. Non lo so… capisco quello che dici sul momento sbagliato, cosa intendi, tuttavia cerca di non fissarti con il momento sbagliato. Questi siete ora, e anche pensare che per forza sareste diversi o migliori o che non esisterebbero frustrazioni in un altro tempo è un’idea astratta. La vita comunque si fa nel presente, anche quando ascolti una sensazione di piacere o disagio e dici sì o no. Mentre lui si interroga sui suoi cordoni ombelicali e la loro funzione e se è in grado di rinunciarci anche perché tu sei entrata nella sua vita. Ascoltati, anche il disagio. E’ importante. Però non fissarti sulla tempistica. Capisco il senso di frustrazione per il punto del percorso in cui siete. Ma è quello che è, e in movimento, comunque sia. Mentre i “se” sono astratti e quindi immobili. baciooooooo

  • 1796
    Ema -

    LUNA ho letto tutto con la gratitudine di sempre, perchè cmq non sono regole ma spunti di pensiero e a volte un momento in cui “stare fermi” ed ascoltare gli altri parlare, anziche se stessi…

    Per quanto riguarda il fatto che lei abbia trovato qualcuno che con cui incarnare un ruolo mammesco, la vedo forse più al contrario, cioè che sia stato lui a cercare una figura materna (ed è sempre stato così anche nelle poche storie precedenti, sempre con donne più grandi, persino di 14 anni più vecchie, quando lui ne aveva solo 18/19) e che abbia trovato la persona che ha accettato di voler essere tale… poi sicuramente col tempo anche lei si sarà trovata bene in quella figura, tanto da sperare e cercare di non uscirne neppure quando, dopo la rottura, lui le ha spiegato il motivo della scelta presa e la “piega” che aveva avuto la loro relazione…
    quindi è vero che alla fine, come hai detto tu, l’hanno coreografata insieme.

    Quello che è certo è che io non voglio occupare quel posto, probabilmente anche perchè non sono nelle condizioni di poterlo fare, perchè al momento non ho ancora imparato a dare rassicurazioni a me stessa, quindi figuriamoci se sono in grado di darle ad una persona esterna (e forse è stato anche per questo motivo che lui non ha trasferito quella figura da lei a me…perchè in me non ha visto quella sicurezza)… e cmq non mi ha mai chiesto di farlo, nè cercato di mettermi in quella posizione, neppure inconsciamente… per lo meno io non l’ho percepito…

    so però che non mi da serenità il fatto che in lui ci sia ancora quella persona che, seppur ormai la cosa vada a diminuire, incarni quella figura…

    e se giustamente tu LUNA dici che noi siamo questi ORA, allora forse la conclusione è che ORA così non mi piacciamo più, e non posso sapere se un domani, diversi, torneremmo a piacerci…
    cioè, ora mi viene naturale pensare di si perchè so quello che siamo insieme, ma quello che siamo insieme ADESSO è anche questo malessere, quindi…
    forse è sbagliato pensare al futoro “SE domani avrai tagliato il tuo cordone psicologico allora mi piacerai di più”… perchè ORA (in movimento) non è così e domani (immobile) non lo posso sapere…
    quindi in conlusione dovrei cambiare la mia frase e farla diventare “due persone sbagliate al momento giusto”…

    Bo… lo vedi come macino mentalmente???
    Non so neppure se ho percepito correttamente quello che hai voluto dirmi…

  • 1797
    nessuno -

    per debby unaveranessuno@hotmail.it

    contattami li , ciaoo .

  • 1798
    LUNA -

    NESSUNO: scusa, ma mi fai tenerezza con questo link e questa email.
    Unaveranessuno???
    Stellina, spero che veramente darti questi nick ti sia “catartico”.
    Se ti fa bene non discuto. Se così ti viene non discuto. Davvero non giudico, credimi. Ti mando un grande abbraccio. Comunque “egoisticamente” il giorno che avrai una email: mivogliobeneesonosupergnoccaeguardachebelpostoconfortevolenelmondomimerito sarò contenta per te :)))

    EMA: spero di non averti incasinato di più…
    Non sono nei tuoi benesseri e nei tuoi malesseri, ovviamente sei tu. Se tu capitassi dentro ai miei iperpensieri quando scattano portati un macete per farti largo tra le liane e scarpe buone per non inciampare, quindi… 😉
    però ammetto che “cosa voglio io?” mi serve.
    Prima di poter “contrattare” con gli altri è veramente tanto importante penso centrarsi (non in generale, anche su uno stato d’animo preciso, intendo), concedersi di pensare anche ho paura, mi sento fragile, questo mi piace/non mi piace, questo mi ricorda quando mia zia Pina…

    io ti parlo per me, e ovviamente non è universale: io vedo che quando mi concedo questo spesso, anche se mi sento ingabbiata in una successione di 200 pensieri al secondo, e son già che viaggio verso il 2450 o nel 1970, spesso capisco dove stava il nocciolo, e anche i pensieri calano. Devo dire che – ma ripeto che parlo per me – le intuizioni raramente mi vengono dal pensiero (anche se il ragionamento ovviamente mette anche gli elementi in fila e decodifica lo stato d’animo), quando piuttosto veramente dalla panza.
    E quando mi fermo.
    Ci si può fermare anche nell’occhio del proprio ciclone eh, non per forza su una spiaggia mentre splende il sole.

    EMA, immagino che non si capisce una cippa di quello che voglio dire :/

    Ti chiedo; ma non è che ultimamente parlate molto/troppo di questa cosa? Di questa tipa e del cordone tanto che avete poco tempo/spazio per voi? Non è che l’astratto vi toglie spazio nel presente? che anche per questo hai la sensazione di non riuscire a fermarti e ricavarti uno spazio per te?
    – non sto dicendo di far finta che la cosa non esista. Mi domandavo se il discorso stesso è diventato tanto invadente

    (che freddo oggi, brrrrrr brrrrr)

  • 1799
    nessuno -

    Ti prometto luna che al più presto mi trovo un nick super fichissimo ahahahhaha

  • 1800
    LUNA -

    mivogliobeneesonosupergnoccaeguardachebelpostoconfortevolenelmondomimerito: 😉 un grande bacio 😀
    (mi sei simpatica :D)

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