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Lontano dagli occhi lontano dal cuore

  

Questa massima è vera secondo voi?

Forse per anni non ci ho voluto credere e per questo ho avuto sempre in mente di farmi vivo con gente con cui avevo stretto amicizia anche dopo che ci eravamo dovuti salutare e che vivevamo lontani. Poi mi sono accorto che nella quasi totalità dei casi ero io a fare tutti gli sforzi per rimanere in contatto, e questo mi ha fatto molto pensare sulla natura di quella specifica amicizia, sulla natura dell’amicizia in generale, sul fatto se fosse giusto o meno che io facessi tutto ecc ecc.

Se quello che ho scritto finora suona come la lagna di una persona con cui non sembra si riesca a mantenere legami, non è questo il caso. Ho solo elencato i miei pensieri ( non troppo sereni, vero ) di fronte ad amicizie che la distanza ha portato su un binario morto. Poi quando ci si ritrova sembra tutto come prima, ma è capace che passi anche un anno senza che l’amico tizio o l’amico caio si facciano vivi… come si fossero totalmente scordati della mia esistenza e obiettivamente potrei anche esser morto che non lo verrebbero a sapere per molto molto tempo… oppure, che è peggio, come se non gliene importasse nulla.

Arrivando al titolo di questa lettera, una persona con cui ho avuto modo di parlare velocemente su questa cosa mi ha risposto che una volta, prima che ci fossero social network e cellulari, c’era un detto, appunto “Lontano dagli occhi lontano dal cuore”. Pur conoscendolo non l’avevo mai collegato a questa cosa, all’amicizia a distanza, e sentendolo mi si è aperta una nuova prospettiva. Mi ha fatto accettare molto più serenamente il fatto che i miei amici si facessero la loro vita senza cercarmi mai fino al giorno in cui, dopo molto tempo, ci si ritrova e si è o ci si comporta da “amici come prima”. più serenamente però senza cancellare l’amaro della constatazione che puntualmente è così cascasse il mondo, la gente scompare.

Ne scrivo oggi perché oggi sono stato meno sereno al riguardo e il “lontano dagli occhi lontano dal cuore” mi è sembrato un po’ più ingiusto. Ho avuto una specie di discussione con un amico con cui ci si poteva vedere poco ma ci si sentiva con discreta regolarità nonostante la distanza ( una delle rarissime eccezioni alla regola ) ma che è scomparso negli ultimi sette mesi. Francamente non so come prenderla, anche se gli ho detto che c’ero rimasto male cosa che di solito tengo sempre per me. Non so come prenderla e cosa aspettarmi da lui ora che non è più un’eccezione alla regola. Posso accettare serenamente la cosa, ma questa si accompagnerà, in maniera naturale, a una specie di menefreghismo verso di lui. Purtroppo non riesco a scindere le due cose: ho buoni amici che, dopo anni che mi facevo vivo solo io, ormai sento solo quando possiamo incontrarci. Quelli che sento nonostante la distanza sono quelli con cui posso aprirmi di più ed è come se per me avessero una marcia in più…

Le domande sono queste.

Cosa ne pensate del Lontano dagli occhi lontano dal cuore, in amicizia? È vero? È un fenomeno naturale, spontaneo, e quindi quasi inevitabile?

Come dovrei prendere questa cosa del mio amico? Non avendolo sentito per mesi, e non vedendolo eccessivamente interessato alla mia vita o a raccontarmi la propria, è giusto, se di giusto e sbagliato si può parlare, che mi venga naturale ” declassarlo” passatemi il termine?

L'autore ha scritto 5 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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2 commenti a

Lontano dagli occhi lontano dal cuore

  1. 1
    alberto42 -

    ci sono amicizie che rimangono x sempre anche senza vedersi per anni, all’atto del rivedersi e come se non ci si fosse mai divisi, ci sono altri amici che col passare del tempo la cosa “scema” nel nulla. Mia personale conclusione ci sono amicizie vere, spontanee con vissuti simili con i quali ci si mandava a fanc…lo e dopo mezz’ora si era di nuovo insieme…e ci sono amicizie anche essere vere ma col quale magari c’era un rapporto piu’ di circostanza…e venendo a mancare la circostanza forse il rapporto perde la sostanza!…

  2. 2
    riflesso -

    Io credo che ogni cosa, qualsiasi cosa, vada fatta perchè si ha voglia di farla e non perchè possa essere conveniente agli occhi dell’altro. Non è colpa nostra se agiamo preoccupandoci di cosa possa fare l’altro e se, soprattutto, possa ricambiare ugualmente. E’ colpa del mondo in cui viviamo partendo dalle pubblicità che passano in tivù: dal prodotto dimagrante che se usi ti fa perdere quello e quell’altro all’investimento più grande della tua vita che può portarti tremilaottocentonovantanove guadagni all’anno se lo intraprendi.
    Non c’è una persona a questo mondo che faccia qualcosa perchè le va di farla e non faccia qualcosa perchè non le va davvero di farla. No, sono più le azioni contrariate che ben volute quelle che ci caratterizzano.
    D’altronde mangiamo perchè abbiamo fame e non perchè possa far bene all’organismo.
    Quindi trovo insensato da parte tua, asterix, chiederti se sia valsa la pena o meno farsi vivo con questo tuo amico visti i risultati. Piuttosto, preoccupati se quello che fai è davvero quello che vuoi senza preoccuparti del resto. Dobbiamo sempre trovare un colpevole se qualcosa non calza a pennello.
    Hai cercato il tuo amico? Bene. Hai creduto di farlo aspettando lo stesso? Male.

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