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Linguaggio e tradizione

  

Il Presidente Obama ha appena detto: “Non diciamo più “negro”, ma ancora…”.

Per me e molti lombardi più o meno della mia età la parola “negro” – dal milanese “negher” non ha alcuna valenza spregiativa (esempio: “lavora come un negro” – el lavura mè ‘n negher nel senso di: lavora con estremo impegno).

Francamente, a dare del “nero” ad un Africano mi sento un po’ sciocco (me senti un pu’ pirla).

Rivendico quindi, in nome della tradizione, il diritto a continuare ad applicare, senza alcuna connotazione offensiva o spregiativa,  il termine “negro” agli Africani, almeno nel territorio dell’ex Ducato di Milano.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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3 commenti a

Linguaggio e tradizione

  1. 1
    Angwhy -

    A sto punto chi fa Negri di cognome se lo dovrebbe cambiare?ma va a da via el cu!

  2. 2
    Yog -

    Tu continua pure, però prima o poi rischi che qualcuno – poco incline a cogliere le sfumature della tua ricchezza lessicale – ti gonfi la faccia di brutto. Direi che il tema è superato da diversi anni, ma contento te…

  3. 3
    Umberto -

    Possibilissimo, in questa società disordinata;
    mi rendo conto che, come tutte le minoranze etniche (i Lombardi di tradizione Milanese), non adeguandomi agli stereotipi (il politically correct, ad esempio) dei più, rischio di farmi guardare in cagnesco.
    Mi conforta il fatto che, spesso, più che il vocabolo conta e viene valutato come viene pronunciato (tono, contesto ecc.), almeno tra le persone mediamente intelligenti.
    Se poi dovessi incontrare uno sciocco o un fanatico…. Be’, ma da questi c’è da aspettarsi di tutto, anche senza aprire bocca.

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