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Seconda e ultima lettera: depressione e ansia

di altea

Views: 8 - Views e voti dal 14 agosto 2026.

Come valuti questa lettera?

Ormai sono un po’ di settimane che leggo questo forum ed è anche arrivato il momento di lasciarlo, penso.
Prima di lasciarlo però vorrei chiedere un vostro parere, convinta che se ci si debba appendere per errore alla vita, lo si debba fare anche con un piccolo gesto.
Non funziono più, da un po’ di mesi a questa parte. La mia vita si è bloccata in uno stato confusionale assurdo. Sto vivendo al di sopra delle mie capacità. Sto vincendo per gli altri e sto fallendo x me stessa.
Dopo 2 anni di lavoro e umiliazioni, ora tutti sono ai miei piedi. Tutti si fidano di me. Tutti vogliono qualcosa. Tutti si aspettano qualcosa. Per la determinazione che ho, uomini e donne con tanta esperienza, mi portano in alto e mi ammirano. 24 anni e mi si chiede di gestire persone e ho richieste da tutte le parti. Sono una figura essenziale nel mio posto di lavoro. Figurarsi… finché si trattava di gestire il mio lavoro in autonomia, ok. A fatica ce l’ho fatta. Ora ho tutta questa gente addosso e le loro aspettative. Non riesco. Le aspettative mi uccidono dentro. Non riesco a gestire la mia vita né il lavoro. Non riesco. Se una cosa devo farla x forza, allora mi blocco. Non sono mai contenta di me. Arrivo fino all’odio. Una rabbia che non so come sfogare. Voglio l’eccellenza, la perfezione. Voglio saper gestire tutto e non riesco. Amo profondamente quello che faccio. Ma più mi fanno notare come riesca a conquistare tutti con il mio carisma, più vorrei morire e scomparire. I vecchi schemi di autodistruzione non vanno, li ho fortunatamente demoliti. Quelli nuovi non esistono. Mi sento pressata e rimando ogni lavoro. Ogni decisione. In questo stato, non riesco a presentarmi al lavoro e il mio cell. Non smette di squillare. A volte vado in ufficio la sera pur di non vedere tutti quegli occhi addosso. Ho perso il controllo della mia vita e poi del lavoro. E non so come schiodarmi da questo stato. Ho avuto parecchi conflitti con la proprietà e ora, dopo aver dimostrato loro di aver ragione, la proprietà mi ha affidato il 60 x cento delle attività aziendali. Ho 4 uffici da mandare avanti e dei progetti… non ce la faccio. Prima era una sfida, un piacere. Ora è dovere. Ora ho responsabilità. Vogliono disegnarmi la vita su qualcosa che io ho creato. E non ce la faccio. Mi manda in bestia. Ho creato cose che non esistevano e ora vogliono insegnarmi come gestirle. No. Non riesco. E resto per orgoglio. Resto per vedere se i miei calcoli fossero esatti. Resto per non mollare a metà i miei sacrifici. E perché senza di me non vanno avanti. Ma vedere persone che chiedono e basta, non mi va. Mi fanno rabbia e schifo. E mi blocco. Non perché non sia capace, ma perché ho il rigetto. Così però, danneggio il mio orgoglio. Non sono una codarda. Ma non riesco a lavorare con chi si approfitta. Ho provato a fregarmene, ma fare la semplice “dipendente”, mi fa perdere ogni stimolo. Prima non volevano la mia intelligenza, perché era scomoda. Ora che ho dimostrato, la vogliono di diritto. Dopo che fino a ieri sono stata definita “un’incapace” nonostante abbia portato sulla carta il 100×100 degli obiettivi raggiunti. Per tutti sono una vincente, mentre io mi sento uno schifo. Perché danno x scontato tutto. Sono stufa di essere definita una vincente. Stufa di essere considerata o zero o troppo.
Stufa di sentirmi dire cosa devo fare. Stufa che se ne approfittino. Stufa.
Vorrei solo che mi lasciassero lavorare in pace e mi ascoltassero quando do nuove disposizioni, poi discutere se si possa far meglio. Non è difficile. E invece adesso tutti sono fenomeni, tutti sono pompati a mille dalla direzione (sulla base dei miei progetti) e poi mi si chiede di gestirli. No. Questa è follia.

Data di pubblicazione: 31 Ottobre 2014

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Categorie: - Me Stesso

61 commenti

  • 1
    Cristina -

    Sentì bambina scendii dal piedistallo perché risulti alquanto pesante con tutti questi discorsi logorroici.. È’ ora che cominci a trovarti un fidanzato così avrai di meglio da fare!!!

  • 2
    maria grazia -

    ciao altea
    ALLORA … INNANZITUTTO, CALMA ! FA UN BEL RESPIRO E RILASSATI ! SECONDA COSA: credo che tu debba cominciare a porre dei LIMITI tra te e gli altri, tra quello che puoi E NON PUOI concedere. sul lavoro è importantissimo avere rapporti EQUILIBRATI con superiori e collaboratori. Ed “equilibrati” significa che devi renderti utile e disponibile NEI LIMITI delle tue possibilità, e che devi avere la capacità di delegare agli altri tutti quei compiti di cui tu NON PUOI occuparti direttamente. BISOGNA ESSERE UNA SQUADRA, E NON LAVORARE COME SE SI PARTECIPASSE A UNA GARA A CHI ARRIVA PRIMO O A CHI PRODUCE DI PIU’ ! Ora che hai dimostrato le tue doti e ti sei guadagnata il tuo posto al sole dopo una dura gavetta, adesso inizia la parte più importante, e nella quale molte donne purtroppo cadono: DEVI CIOE’ DIMOSTRARE DI ESSERE ANCHE UN BUON LEADER, UN BUON COORDINATORE, e non solo una brava lavoratrice. NON DEVI TEMERE DI PRENDERE IL COMANDO, COME SUCCEDE A MOLTE DONNE. devi invece mostrarti sicura del fatto tuo, equilibrata e serena. Perchè se continuerai a sobbarcarti le richieste DI TUTTI non solo andrai in tilt, ma non ti servirà a nulla da un punto di vista di ascesa professionale e di carriera ! spero che farai tesoro di quello che ti suggerisco. ti garantisco che non sono parole dette a vanvera… facci sapere ! coraggio !

    Cristina
    il tuo commento è davvero penoso. è proprio vero che spesso i peggiori maschilisti sono proprio le altre donne !

  • 3
    lulù -

    @Cristina, che commento squallido è il tuo!

  • 4
    altea -

    maria grazia…grazie per la risposta. hai ragione. devo porre dei limiti. è che spesso mi sento in colpa di dire di no. e poi diventa un casino…la gavetta me la sono fatta veramente…ma ammetto di provare rabbia, quando penso di averli svegliati e che non mi abbiano mai detto nemmeno un grazie. lo so che non dovrei nemmeno pensarci…però mi basterebbe un atto che dica “ok. di qui in avanti è un’altra storia”.

    grazie x il commento!

    cristina. interessante ciò che scrivi. ma non presterò il fianco a una discussione improduttiva sullo stile di qualche lettera aperta in questo momento. accolgo il consiglio con piacere e ti comunico che il provare ad attaccarmi con una così bassa argomentazione, mi dà un brivido di piacere. significa che il resto era di una certa qual qualità. bisous

  • 5
    Kid -

    Ho il tuo stesso problema ma diversamente da te lavoro per mio conto . Quello che sono sicuro di dirti è che è il lato del riscontro umano e della fiducia incondizionata che ti manca, perché come hai già testato nessuno ti farà mai i complimenti e vorrà da te il massimo ma contemporaneamente sarà pronto ad infangarti in ogni momento . Questa è la pressione che ti mette in un meccanismo deleterio anche per la tua vita privata . Da una parte il senso di responsabilità e la voglia di non buttare via i sacrifici fatti e le posizioni raggiunte, dall’altro lato la voglia di dire basta e mollare tutto per pensare più a se stessi e dedicarsi ad altro perché in fondo la vita è una e non può essere vissuta in funzione degli altri . Ma prima di tutto devi importi senza svalutare gli altri e per quanto tu possa essere capace ed intelligente nel lavoro se non hai quel piglio non ci riuscirai facilmente e gli altri ti daranno contro . O ti imponi e vivi con lo sguardo sulla lancetta dell’orologio ben sapendo che un minuto che ti viene sottratto lo tolgono a te stessa dunque la motivazione dovrà essere importante oppure cambi ambiente o lavoro .Sul lato umano non aspettarti nulla, anzi . E lascia stare il capo . Trova un ragazzo fuori dal contesto lavorativo cosicché quando sei fuori ti lasci tutto alle spalle.

  • 6
    Catcher in the rye -

    Cara Altea, mi dispiace profondamente leggere questa tua lettera, per il caos che senti dentro.
    Cerco di comprendere la tua situazione, in passato sono passato anche io attraverso momenti simili in cui tutto si si fa complicato, si ingarbuglia, si sommano tutte insieme così tante cose che sembra di non poterne venire a capo, ci si sente soffocare. E comprendo la tua difficoltà a dire di no (non fa vivere bene, ma è segno di un’anima gentile e altruista) e la frustrazione dei “grazie” mancati (inizia a diventare pratica frequente, purtroppo) che fa apparire la nostra fatica come dovuta.
    Importante però in questi casi è salvaguardare la propria salute, leggi la propria vita. Entrare nel tunnel della depressione, ansia attacchi di panico non è augurabile, come penso tu sappia. Guarda, ha detto molto bene Maria Grazia: hai fatto la gavetta, hai dimostrato che hai le carte in regola per quel posto, ora arriva il momento di far sentire la propria e gestire gli altri, ma anche se stessi. Qui sta il leader. Cerca di mettere in chiaro quali sono i tuoi limiti, fino a dove puoi spingerti senza arrivare al punto di rottura. Cerca di far rispettare te stessa e la tua esigenza di equilibrio e stabilità, cerca di non dimenticare che dedicarsi agli altri è lodevole, ma non dobbiamo mai lasciare da parte noi stessi.
    Se puoi e ti va, facci sapere! Un abbraccio

  • 7
    Golem -

    Altea? Ma sei sempre tu? Se posso darti un indicazione dopo una vita di lavoro, sappi che quegli ambienti sono come i vasi comunicanti: tendono sempre a cercare l’equilibrio livellando i picchi , ma ovviamente sul livello più basso. Ti ho già detto che riscontro in te un’intelligenza brillante e questa è percepita all’interno di una comunità come un “disturbo”, e chi ritiene di non poterla gestire tende a “mobbizzarla”; succede anche in questa piazza se sei attenta.
    Un po’ di arroganza con chi gioca sporco ha sempre effetto. Poi i tipi come te tendono a capitalizzare le critiche trascurando i successi. Classico complesso di inferiorità a polarità invertite. Se qualcuno che rappresentava un riferimento di autorita’ morale, in passato non ti ha mai confermato il tuo valore, nel periodo in cui si cercano quei riferimenti, che è di solito l’infanzia, tu sarai sempre alla ricerca di conferme che non troverai mai, e quando dovessi averle…tendi a non vederle come vere, e non cresce la tua autostima. Vedi un po’ se non ti ci ritrovi in questa spiegazione. Ciao Altea, e fatti rispettare, te l’ho già detto. Comincia tu per prima con te stessa.

  • 8
    maria grazia -

    altea
    penso anch’ io come dice Kid che dal lato umano purtroppo tu ti debba aspettare ben poco. anzi spesso di fronte alla bravura gli altri colleghi diventano ancora più agguerriti ! cosa fare allora? è molto semplice: COCCOLARLI.e cioè aggirare l’ “ostacolo” dando il meglio nel tuo lavoro ma al tempo stesso esaltando le loro doti e valorizzandole ! così, nel momento in cui dovranno aiutarti, non si sentiranno i tuoi “burattini” e tu non ti sentirai “in colpa” perchè gli hai chiesto di fare – GIUSTAMENTE – la loro parte. Nessuno ti verrà mai a dire: “come sei brava”! in virtù semplicemente dei tuoi risultati. Devono sentirsi “tuoi complici”, e l’ unico modo perchè questo avvenga è riuscire a COINVOLGERLI e a valorizzarli. a quel punto SI, che sarai per loro UN VERO PUNTO DI RIFERIMENTO e una collaboratrice degna di rispetto. Io ti invito a tenere duro e a non mollare, sarebbe un vero peccato. Questi momenti di crisi ce li hanno tutti ma poi passano. e anch’ io ti invito ad avere storie sentimentali FUORI DA LI’, perchè altrimenti ti complichi solo le cose, dammi retta !

  • 9
    Marco -

    Speriamo che questa sia veramente l’ultima lettera cara Altea . Che pesante che sei. Se vuoi fare la donna in carriera e fai pure ma basta con queste manfrine isteriche . Ma ci pensi a tutte le donne e gli uomini che un lavoro non ce l’hanno? . Lavora e non lamentarti troppo perché un giorno potresti non averlo più . Piuttosto hai bisogno di un dottore

  • 10
    Sara -

    Io trovo queste tue parole veramente inutili . Io sono madre e anche lavoratrice e come me c’è ne sono a milioni . Mi alzò alle cinque del mattino metto in ordine , preparo la colazione per mio marito e mie figli . Li aiuto a lavarsi e vestirsi e poi di corsa li portò a scuola . Poi mi attendono circa una media di dieci ore sul posto di lavoro . Sono una responsabile del settore marketing di un’azienda multinazionale e tutti i giorni come per tutti i lavoratori e’ una vera guerra . Dopo di che arrivò a casa e inizia il turno come madre e moglie . E che dovrei fare secondo te ? Lamentarmi? No di certo . Io di anni ne ho più di te ma mi stupisce che una di ventiquattro anni scriva una lettera del genere . Grazie a DIo hai un lavoro e hai solo 24 anni. La depressione fattela venire per altri problemi e porta più rispetto per chi non lavora e per chi lavora

  • 11
    altea -

    kid. mi rivolgo a te perché ci sei già passato…quindi hai più esperienza di me. inoltre il mio sogno è sempre stato mettermi in proprio. e ci penso ogni giorno. ma non saprei che fare da sola. non riesco ad approcciarla. per questo, penso che la vita mi ci porterà.
    penso che larga parte delle mie insicurezza e frustrazioni, siano dovute a mancanza di maturità. so di non essere veramente matura. il mio comportamento è poco professionale a volte. per esempio arrivo tardi al lavoro. me lo posso permettere (tanto lavoro fino a notte fonda), però ho sempre invidiato chi scatta al primo suono della sveglia.
    mi stupisce molto che tu abbia parlato di fiducia. molto recentemente mi sono accorta, frequentando l’ambiente dei cavalli, che non ho mai saputo cosa fosse la fiducia e la collaborazione. viaggio tra lo scendere in guerra e la depressione. senza mezze misure. scontrarmi con i cavalli mi ha dato una bella svegliata.
    kid…ti è mai successo di riniziare da capo tutte le sante volte? ecco. io faccio così. un po’ di passi e poi autosabotaggio totale. non so perché.
    e poi vivo col terrore di essere una fallita. ho.24 anni e a parte il lavoro che svolgo perché mi viene naturale, non riesco a raggiungere mai niente. o troppo controllo o il caos. come si fa ad essere equilibrati? come si fa ad essere costanti? sento che manca un pezzo. non tanto la motivazione, quanto il punto esatto dove si incrociano i perché.

    catcher, hai ragione. questo senso di colpa che mi porta a dire sempre di sì. me lo devo togliere. lavoro con gente disorganizzata che viene lì x lì con una montagna di problemi da risolvere e 100 obiettivi da raggiungere. e pur di non sentirmi una che non vale niente, per orgoglio, dico “ok.”. mi sono sobbarcata di troppe cose. il lavoro non posso lasciarlo perché ho degli interessi diretti che mi legano a questo. però finché ho lavorato in sordina e lottando apertamente, la mia autonomia ce l’avevo. ora invece, che sono sotto gli occhi di tutti: ansia! peggio che peggio quando hanno un’ottima considerazione di me, persone che non sono dell’azienda. di proposte ne ho ricevute tante ma il punto è che lo spirito aziendale è “tanto non ce la fai”. questo mi ha spinto a dimostrare tanto. ma l’opinione che hanno di me, è di una testa calda. io non sono così. e mi urta parecchio che mi diano x scontata “tanto ce la fai. tanto non ce la fai. tu sogni.” etc. ma saranno fatti miei? io provo. poi pace.se riesco bene.se non riesco amen. non avendo insegnanti provo.

  • 12
    altea -

    sara. con la mia lettera non ho voluto togliere niente a nessuno. non era mia intenzione. semmai era uno sfogo.
    io mi destreggio tra il lavoro, 2 sport, un corso serale e l’università. e appunto se scrivo uno sfogo, i consigli che ne scaturiscono, possono essere utili a una persona che è giovane e non capisce ancora tutto.
    avrei preferito, anziché punzecchiarmi sui miei limiti, che tu mi consigliassi raccontandomi come fai a gestire tutto e come senti e come fai a tirarti su di morale quando le cose non vanno.
    ma va bene. sarà per la prossima. grazie anche a te x il contributo.

  • 13
    altea -

    maria grazia…non ci avevo pensato. grazie!!!

    golem…colpita e affondata. e non so come tu sia riuscito a capire così bene la situazione.

    marco. cristina e sara. se la vostra intenzione è rendere squallida una semplice conversazione, siete liberissimi di farlo. non chiedo gentilezza da parte vostra e le critiche sono ben accette. purché diate soluzioni più intelligenti di “ringrazia che un lavoro ce l’hai”. ce l’ho e ho anche 24 anni. braccia forti, le ho. se non ce l’avessi, lo cercherei e se non esistesse, lo inventerei. ma di cosa stiamo parlando? io penso che qui la crisi abbia invaso qualunque opinione. ma ricordatevi che siamo in italia e che fuori dall’italia si campa lo stesso. e sono abbastanza giovane da potermene andare.

  • 14
    maria grazia -

    altea
    il progetto di mettersi in proprio è molto bello, ed è ammirevole che una ragazza della tua età abbia questa mentalità in un momento in cui tutti tendono a cercare il “posto sicuro” per mettere il culetto “al caldo”. ma per avviare un’ attività bisogna avere le idee chiare ! sai già in che ramo vorresti operare ? c’è una cosa in cui ti senti più portata rispetto ad altre ? e se si, hai valutato le opportunità e i rischi a cui il tuo prodotto o servizio andrebbero incontro nel mercato ? hai esperienza e competenze in quel settore o partiresti da zero ? intendi avviare la tua impresa in Italia o all’ estero ? il tuo investimento iniziale sarebbe in grado di coprire i costi ( ad esempio per gli stipendi di eventuali dipendenti ) per almeno i primi due anni di attività ? sai come si redige un business plan ( piano d’ impresa ) per chiedere e ottenere dei finanziamenti ? questi e TANTI ALTRI QUESITI sono le domande che ti devi porre ( E A CUI DEVI TROVARE DELLE RISPOSTE ) prima di avviare un qualsiasi progetto. e inoltre, aldilà della disponibilità finanziaria e delle competenze tecniche e commerciali relative all’ attività che intendi svolgere, devi essere anche SPIRITUALMENTE ED EMOTIVAMENTE PREPARATA ad affrontare grosse responsabilità e pressioni che vanno ben oltre ciò che stai vivendo adesso nel tuo ambiente di lavoro. Perchè se avere a che fare con i colleghi è dura, avere a che fare con i clienti, gli acquisitori e i fornitori è ancora peggio ! il mio consiglio è quello di lavorare ancora un pò di tempo COME DIPENDENTE E DI CAPIRE A PRIORI come funziona il mondo imprenditoriale, e maturare lo spirito giusto per affrontarlo al meglio. adesso secondo me, spiace dirlo, non avresti gli strumenti ( sopratutto emotivi ) per imbarcarti in questa avventura e sarebbe un sicuro fallimento. dai tempo al tempo, e non lasciarti demotivare da nessuno ! gli altri gongolano se ti vedono affondare, non dargli questa soddisfazione. Pensa a fare bene il tuo lavoro e non preoccuparti troppo dei loro giudizi. Devi imparare a distinguere I BUONI CONSIGLI DALLE CRITICHE TESE A SMONTARTI.
    un abbraccio.

  • 15
    Antonio -

    @ Altea . Io ti manderei tutte le mattine davanti al collocamento per trovare un lavoro. Allora li si che ti sale l’ansia . Cresci un po’

  • 16
    Golem -

    Altea, non lo so neanche io. Ma prima di affrontare certe scelte e cambiamenti dovresti cercare di sintonizzati meglio con te stessa. Altrimenti gli errori di mira che si verificheranno, non faranno altro che ” alimentare” quella sfiducia di fondo con la quale stai convivendo. Ciao.

  • 17
    altea -

    antonio. mi ripeto un’ultima volta e poi non mi ripeto più perché non ho spinta di rispondere a queste facilonerie patetiche.

    agenzie di collocamento: già stata e ho trovato anche svariate proposte ma poi mi sono fermata qui.

    lavoro, soldi e stipendio: non ho mai lavorato per i soldi ma per passione personale. tant’è che prendo lo stipendio ogni tot. mesi, quando lo prendo. non so a quanto ammonti perché non mi interessa il foglio della busta paga tant’è che è la tipa delle risorse umane a dirmi “ti abbiamo fatto lo stipendio, vieni a ritirare l’assegno” o mi ricorda quando non l’ho cambiato. adesso poi che ho iban, me lo mettono giù e basta. straordinari: mai chiesto un centesimo e mai segnato le ore. so che il contratto è per tot. ore e il resto lo considero un piacere.
    e me lo posso permettere perché ho 24 anni. finché ho i soldi vado avanti, quando non ne ho più, aspetto.
    ormai in ufficio mi sono fatta w-end, nottate e festività. senza tediare nessuno.
    senza lamentarmi e facendolo con piacere.

    quindi finitela con questa cultura della crisi e c*zzi e barattoli. con tutto il cuore, mi spiace per chi ha più problemi di me, ma nel mio piccolo, non posso farci niente e limitarmi a risolvere i miei.

    maria grazia…proprio perché ho ambizioni imprenditoriali,ci penso tutti i giorni e ho frequentato corsi di tutti i generi per essere pienamente consapevole. sono anche soddisfatta della rete di professionisti che mi hanno presa in simpatia e che mi aiutano se ho delle domande. inoltre non ho tempo di frequentare l’università ma i rapporti con i docenti, cerco di tenerli aperti (anche quello con i libri) perché bisogna imparare da tutti. anche dai clienti e dai fornitori.
    sono proprio questi ultimi che mi insegnano un sacco di cose e ho scoperto che le persone sono molto disponibili a insegnare. basta chiedere. e prendo appunti 😛

    ti ringrazio tanto per le idee…sarei curiosa di sapere che lavoro fai, ma questo è troppo personale e lo capisco.
    però sarebbe un piacere parlare con te. ne sono convinta. fai conto che è come se avessimo preso un caffè insieme.

    un abbraccio. farò tesoro dei vostri consigli.

  • 18
    Sara -

    Preciso cara mariagrazia che il ” culetto” al caldo di questi tempi nessuno ce l’ha più . Oggi siamo solo dei numeri e quando non servì più ti lasciano a casa anche noi poveri dipendenti. Mettersi in proprio di questi tempi ?? Solo se perdessi il lavoro . Ora come ora e’ da suicidio quindi il consiglio che ti do mia cara Altea stai dove sei . Non perdiamoci in sogni inutili oggi . Vuoi un consiglio per affrontare una vita caotica ? Non chiedere consigli che tanto ti confondono. Di anni ne ho 34 e tra bambini marito cane palestra amici lavoro ( come tutti qua dentro )non amo chi si lamenta quando non ha motivo.

  • 19
    maria grazia -

    altea
    io lavoro in proprio, non ho contratti con nessuna azienda; nello specifico in questi giorni sono intenta a sviluppare un’ applicazione per uno studio dentistico della mia zona ( sono ANCHE grafica e sviluppatrice web, e mi intendo di programmazione ), e inoltre mi occupo di web marketing. Ma il mio progetto più ambizioso ( ed anche il principale ) è quello di avviare un’ attività di produzione e distribuzione alimentare. Mi sarebbe piaciuto rimanere a lavorare e avviare la mia impresa qui in Italia, ma le condizioni congiunturali, i nostri governi e le leggi fiscali che ci sono qui non mi permettono assolutamente di realizzare con successo il mio progetto in patria. e così sarò costretta ad emigrare, come tanti altri che hanno scelto di seguire la mia stessa strada professionale. secondo me le modalità e lo spirito con cui ti stai accostando a quello che intendi fare sono molto “azzeccati”, e ti daranno senza dubbio ottimi risultati nel lungo periodo. Devi essere fiduciosa e consapevole delle tue capacità, e al tempo stesso non devi mai dimenticare che CI SARA’ SEMPRE QUALCOSA DA IMPARARE FINO ALLA FINE DEI TUOI GIORNI. Non sottovalutare l’ importanza di crearti una fitta rete di supporti, agganci e collaborazioni, sia dentro che fuori dal tuo ambiente lavorativo. e ogni tanto “stacca”, anche solo “mentalmente”, che la vita NON E’ SOLO LAVORO. Ti ringrazio per i tuoi gentilissimi apprezzamenti. per quanto riguarda il caffè, a me piace il mocaccino, a te ? 🙂
    in bocca al lupo !

  • 20
    Andrea -

    Altea. Ci risiamo . La solita che ricerca consigli e poi si incavola se fioccano commenti che non la soddisfano . Questo e’ un forum libero e devi comunque accettare tutti i pareri . Sarà poi a te scegliere quelli che ti sembrano più costruttivi . Non sei matura e si evince da quello che scrivi . E smettila con questa storia dei 24 anni e quindi hai l’alibi di non essere ancora equilibrata . Io ho una figlia poco più grande di te ma il mondo se lo mangia con entusiasmo . Pensa quando avrai una famiglia . Che farai ti butti giù da un ponte ( ovviamente in senso ironico). Io ti consiglio a questo punto visto che cerchi consigli e sei in crisi di andare da un medico .

  • 21
    Antonio -

    Scusa ma allora qual’e’ veramente il tuo problema perché qui non l’abbiamo capito . Stai facendo la gavetta come tutti i giovani e io come te lavoro come un mulo ma non mi lamento e vado avanti . Piuttosto vai da uno specialista che cercherà di aiutarti in questo delirio di cozzaglie che scrivi .

  • 22
    maria grazia -

    Sara
    se ti puoi permettere la palestra o di mantenere un cane ( senza contare che mantieni anche dei figli ) sei già fortunata, te lo garantisco ! per non parlare degli amici… e chi li vede mai ! senza voler fare ramanzine a nessuno, ti assicuro che pochi lavoratori autonomi e pochi disoccupati ormai si possono permettere queste cose. senza contare che se noi free lancers ci ammaliamo dobbiamo lavorare lo stesso, altrimenti non ci pagano, e in questi casi se noi donne non abbiamo accanto un uomo che ci sostiene, ci possiamo scordare di avere dei figli! è indubbio quindi che il lavoro dipendente offrirà SEMPRE delle garanzie che il lavoro in proprio non può offrire, per quanto il lavoro alle dipendenze sia diventato “traballante”. ovviamente SE CE L’ HAI e se lo svolgi a un certo livello, e mi pare CHE SIA IL TUO CASO ( almeno da quello che racconti ). Altrimenti occorre rimboccarsi le maniche e INVENTARSI UN LAVORO, magari oltre frontiera, visto che convieni con me nel dire che in Italia ormai sarebbe UN SUICIDIO. Detto questo, mi pare che non ci sia nulla di male se una ragazza giovane e un pò “confusa” chiede dei consigli. Questo vostro atteggiamento duro e nevrotico non lo comprendo, scusatemi ! Trovare un lavoro e apprezzare di averlo, non basta a conservare quel lavoro, specie se si è molto giovani e ancora inesperti e si devono affrontare delle responsabilità. e il fatto che altea se ne renda conto, dimostra MATURITA’ e non il contrario !

    Andrea
    stai sempre in questo forum a menarcela con la storia che non hai ciulato abbastanza per colpa delle italiane brutte e cattive, e poi vieni a dire ad altea che è immatura e che deve andare da un medico ??? sei davvero patetico !

  • 23
    sarah -

    beati tutti voi che avete palestra, cani, case, state tutti bene, comunque tutti questi commenti per non arrivare a nulla.

    Altea di sicuro hai ancora bisogno di crescere e ti consiglio di guardartele le buste paga perchè se un giorno sei nei casini, ti servirà’ essere pronta a controllare ogni centesimo!!!Per il resto, ti posso dire che io lavoravo in un posto dove facevo di tutto e di più, nessuno ti dice grazie e non gliene frega niente se vai o resti, prendono una meno competente ma che gli costa meno, sono contenti lo stesso, segui i tuoi sogni mantenendo bene davanti a te gli obiettivi e senza farti troppi film nella testa. Se puoi migliorare la tua condizione fallo contando tutti i rischi, siamo umani se dobbiamo solo fare le macchine e sopravvivere che campiamo a fare?Buona fortuna!

  • 24
    altea -

    maria grazia: cavoli, è notevole ciò che fai e ti sommergerei di domande! io vado di caffè doppio e amaro. mai bevuto il mocaccino ma lo proverò ASAP.

    andrea: che consiglio è “ringrazia che il lavoro ce l’hai”. quindi ne deduco che chi ha un lavoro non ha dubbi né problemi? dunque che non li possa sfogare? ah bon. terrò conto.

    sara: scusa ma lavoro anche all’estero e mi sto occupando in questo periodo dell’organizzazione della seconda filiale. penso di poter scegliermi i sogni a prescindere dalla crisi. all’estero, non c’è tutto questo o almeno non si sente così tanto. in ultima analisi, resta sempre fare la cameriera in una bella capitale. mi sono sempre detta che il mondo è grande. un posticino per me, ci sarà anche. per ora.non posso mollare qui perché questa azienda mi dà l’opportunità di crescere e sperimentare. e resterò qui, finché potrò fare la differenza e avrò realizzato i miei progetti. in ogni caso sono convinta che se avessi scritto “sono giovane, senza lavoro e senza futuro”, mi avreste ugualmente mandato a quel paese.

    antonio: il problema, è di responsabilità e scontento generalizzato per i motivi elencati nella lettera. c’è chi li ha capiti e chi no. e chi li ha capiti mi ha dato risposte utili a migliorare o credere almeno di poterlo fare. tant’è che da quando li ho letti, sono venuta in ufficio a lavorare. per organizzare il lavoro in qualità di punto di riferimento e non di povera idiota sommersa dalle richieste degli altri.

    grazie a tutti per i consigli medici. può darsi che io sia folle. ma niente mi ha dato più adrenalina e soddisfazione di quando qualcuno mi abbia detto “sei pazza”. perché ogni volta ho dimostrato con i numeri, i fatti e il triplo del lavoro, che fosse possibile. e ora esiste e ora c’è. avessi ascoltato gli altri, avrei preso decisioni “da crisi”, per restare in crisi e non uscire mai dalla crisi. ma non me ne frega niente. credo in quegli italiani come il mio titolare e i miei fornitori, che fanno NONOSTANTE. quando mai c’è stato un governo in italia? quando mai una politica decente? e siamo comunque qui. voi siete qui con il vostro lavoro e le vostre famiglie. e il mio dovere, è farcela nonostante. se poi ci sbatto il muso, almeno voglio sbatterlo bene. proprio adesso che non ho una famiglia e non ho niente da perdere. sarei folle se facessi il contrario,penso. ma è un’opinione.

  • 25
    maria grazia -

    “cavoli, è notevole ciò che fai e ti sommergerei di domande!”

    Altea nessun problema ! se desideri qualche chiarimento lasciami la tua mail su questo forum. puoi anche usare una mail temporanea apposta per l’ occasione.

    un grande saluto!

    https://www.facebook.com/psicheesogno/photos/a.110854332286017.6407.108092702562180/795481867156590/?type=1&theater

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