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Lettera aperta al Presidente della Repubblica

Lettere scritte dall'autore  

Signor Presidente della Repubblica,
ieri ho visto il filmato dell’ennesima figuraccia fattaci fare da Silvio Berlusconi in un contesto internazionale, il G20.
Stavolta, mentre cercava, per dirlo eufemisticamente, un “abboccamento” con il Presidente Barack Obama, s’è preso uno “schiaffo” dalla Regina d’Inghilterra a causa del suo modo sguaiato, maleducato, sconsiderato, coatto di fare, a prescindere dalla serietà delle circostanze del momento.
Non so se sia stato più grave ieri o quando ha fatto le corna a Caceres.
Sta di fatto che costui, percependo la propria inadeguatezza al ruolo, tenta sempre di portare le situazioni al suo livello, cioè in basso, in modo da potersi sentire a suo agio, come con i suoi compagni di merende inquisiti e pelo sullo stomaco.
Signor Presidente, per favore, si può almeno fare in modo che costui si accontenti dei soldi, delle prescrizioni, degli indulti e dei condoni, delle immunità e dei favori agli amici e amici degli amici, ma non vada più in giro a rappresentare il mio Paese?!
Grazie per l’attenzione e soprattutto per quanto vorrà fare in concreto per risolvere questo grave problema.
L.M. / Milano

L'autore ha scritto 8 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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13 commenti

Pagine: 1 2

  1. 1
    guerriero -

    hai ragione mandiamo veltroni o prodi al suo posto, che con qui buzurri e lordi di Inglesi ci sanno fare ahahaha. Il tuo P della Rep, da buon comunista ex post ecc, che non ha lavorato un secondo in vita sua, ti capirà perfettamente e stai tranquillo che ti risponderà sicuro, da uomo del “popolo” ( a 40.000 euro al mese)

  2. 2
    celeste -

    Guardi che lei si sia vergognato/a della ” presunta figuraccia” del nostro ministro,mi fa riflettere sul come si trovino gli inglesi a farsi rappresentare da una ……….che pensa davvero di essere intoccabile e che ama più i suoi cani che i suoi sudditi, SUDDITI?AH AH AH.

  3. 3
    luc -

    non c’è problema, tanto obama non lo calcola, come il mondo non calcola la vostra piccola, insignificante e ridicola nazione. viaggiate un po’ per il mondo e rendetevi conto come l’importanza dell’italia sia pari a quella di un peto di zanzara, si salva solo perchè è un deposito americano di armi puntate verso est. e poi leggete i giornali stranieri, guardate i tg stranieri e vedete come il lillipuziano fa sganasciare di risate il mondo intero.

  4. 4
    Giovangualberto Ceri -

    – Al Gentilissimo Signor Presidente della Repubblica Italiana
    On.le GIORGIO NAPOLITANO
    Potremmo festeggiare insieme la nascita della REPUBBLICA ITALIANA e di DANTE personaggio. I nostri patrioti per l’Unità d’Italia, con Mazzini e Garibaldi, ne andrebbero fieri. La situazione politico-culturale lo richiederebbe.
    Fin dal 1993 ho infatti dimostrato che Dante personaggio è stato fatto nascere, da Dante persona, il MARTEDI’ 2 GIUGNO 1265 (Par., XXII, 110 – 117). L’ho dimostrato anche al Convegno Internazionale su “DANTE E LA SCIENZA” tenutosi a Ravenna nella mattinata del 29 Maggio 1993 con Presidente di Turno il professor CESARE VASOLI dell’ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI che, personalmente, mi dava ragione. Nessuno mi ha mai smentito, mentre i complimenti più forti mi sono venuti dalle molte lettere inviatemi dal Professor Giorgio Barberi Squarotti.
    Il Presidente della Repubblica CARLO AZEGLIO CIAMPI gentilmente mi rispondeva il 12 giugno 2002 con lettera protocollata – Divisione relazione con i cittadini – AC12L777 – AMM/lt. (cfr. You Tube).
    Link: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA
    Con deferenti saluti.
    Firenze 30/ 04/2010
    Giovangualberto Ceri

  5. 5
    Giovangualberto Ceri -

    La Verità su Dante? Con questi Professori Universitari? Mai!!!

    FESTEGGIAMENTI PER I 150 ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA?
    MEGLIO SAREBBE SE CON DANTE. ECCO IL PERCHÉ.
    Dante personaggio ci fa sapere nella DIVINA COMMEDIA di essere nato lo stesso giorno in cui è nata la nostra Patria Repubblicana. Dante nato il Martedì 2 Giugno 1265 e la nostra Repubblica Italiana nata la Domenica 2 Giugno 1946. Interessante? Utile? Sembrerebbe di no a giudicare dall’interesse mostrato, cioè nessuno!, dalle Università degli Studi e dagli uomini politici al sopragiungere di questa notizia. Ma, per tacere, ci saranno dei gravi motivi?
    Recita intanto Dante con molta eloquanza: “… in quant’io vidi ‘l segno / che segue il Tauro (cioè il segno del Toro che è seguito dal segno dei Gemelli) e fui dentro da esso. / O gloriose stelle, o lume pregno / di gran virtù, dal quale io riconosco / tutto, qual che si sia, il mio ingegno, / con voi nasceva e s’ascondeva vosco / quelli ch’è padre d’ogne mortal vita (cioè il Sole) , quand’io senti’ di prima l’aere tosco;/ (Par., XXII, 110 – 117) Cioè quand’io nacqui.
    Una volta risolto l’enigma posto da questi versi succederebbe però una rivoluzione politico-culturale capace di suscitare, non solo stupore e meraviglia, ma problemi anche di portata religiosa. Il problema posto si sviluppa così.
    Procedendo nei calcoli, che Dante da sette secoli implora debbano essere fatti, il Poeta personaggio risulta infatti essere nato il martedì 2 Giugno 1265. Per logica e scientifica esclusione, quindi oggettivamente, abbiamo che le “gloriose stelle” di cui lui riferisce in questi versi (c.XXII, vv. 110 – 117, del Paradiso) sono tre: la POLARE a 18°.20’ di longitudine nel segno dei Gemelli; la BETELGEUSE a 18°.30’; e la MENKALINAM a 19°.40’. Dante afferma, sempre in questi versi, che quando lui nacque il SOLE si trovava in congiunzione, ovviamente “montante e nobile”, con queste tre stelle:”con voi nasceva”, appunto, il Sole. In altre parole, unito insieme a voi tre stelle gloriose e di gran virtù nasceva il mio Sole di nascita. Se questo Sole si trovava in congiunzione con esse il Sole stesso avrà avuto necessariamente la loro stessa longitudine in Gemelli e perciò questo Sole avrà avuto la longitudine di 18°.01’ circa in Gemelli. E che giorno era quando il Sole, ai tempi di Dante, raggiungeva 18°.01’ in Gemelli? Era, appunto, il 2 GIUGNO 1265, come testimonia anche il dotto Ebreo Profazio, cioè Jacob ben Machir ben Tibbon, la più alta autorità as

  6. 6
    Giovangualberto Ceri -

    La P2 scoprì che un regime dittatoriale può essere anche scomposto in tre o quattro pezzettini in maniera che possa essere percepito dai cittadini come ordinamento democratico. Orbene il BIPARTITISMO, con PREMIO DI MAGGIORANZA al 51 % e, infine, con NOMINA DIRETTA DEI PARLAMENTARI da parte dei partiti politici, è di tutta evidenza un regime dittatoriale percepito per ora, dai più come democratico. Chi sono i dittatori? In teoria le due segreterie dei partiti politici del bipartitismo e, in pratica, quel partito che ha ottenuto per legge il 51% dei deputati.
    Io ho poca fiducia nella magistratura. La riprova storica è che abbiamo avuto bisogno, ad un certo punto, di istituire il GIP. Ma che bisogno c’era se la magistratura avesse funzionato? Tuttavia meno male che, almeno lì, diversi credono ancora al proprio ruolo e al giuramento fatto. E lo stesso potremmo dire anche della polizia giudiziaria. Ma in questa incertezza chi può garantirci, anche in Italia, che non possa risuccedere quello che già successe al G8 di Genova in cui, per me, non poteva non esserci lo zampino anche della politica?
    Ma non l’avete ancora capito? Per impedire le disposizioni coercitive sul FINE VITA basta riproporre DANTE la cui Divina Commedia è stata paragonata da papa Benedetto XV nel 1921, simile ad un nostro QUINTO VANGELO. Dante addirittura MALEDICE (Convivio, IV, V, 9) quei CRISTIANI che non vedono nel paganesimo classico il presupposto per un autentico cristianesimo. Per sfondare bisogna ritornare al classicismo. come diceva F. Nietzche. Il pagano Catone l’Uticense, posto da Dante a guardia della risalita di tutte le anime del Purgatorio, risulta infatti a favore della libertà in generale e, specificatamente, di quella che consente il divorzio e il suicidio, e quindi l’eutanasia e l’aborto (Pur., I, 70 – 87).
    Cfr. anche YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA. Per gentilezza controllare.
    Viva i 150 anni dell’Unità dell’Italia !!!
    F.to Giovangualberto Ceri

  7. 7
    Fabio -

    Buonasera Fabio Bari,
    giusto una domanda che mi pongo da anni, visto l’ultimo episodio di militare italiano morto in Afghanistan, volevo sapere ma perchè muore un militare, che viene PAGATO per fare il suo lavoro e sa i rischi che corre, ed è cordoglio nazionale, tutti i media, tutti i giornali..per giorni e le stesse autorità vicine alle famiglie..
    invece muore uno “SPORCO OPERAIO” così ironicamente mi chiamo o ci chiamano i più snob, che si alza la mattina e per stipendi che mediamente vanno sui 1.200 € e non hanno idea di cosa gl’aspetti facendo lavori laceranti, vengono dedicati se pure due minuti di notizia, visto che cè da ricordare che chi porta avanti l’ITALIA sono e siamo noi poveracci che a tutte le ore lavoriamo per creare un prodotto fine ad una vendita e che aiuta la crescita della nazione (se la si vuol intendere nel profilo remunerativo), se la si vuol vedere sotto il profilo umano..ed è quello a cui riferisco..siamo tutti uguali..e questa cosa degl’eroi di guerra deve finire..! con queste canzoni magiche che ogni volta presentano il ragazzo e la sua vita, come se un operaio non avesse una vita, ed era normale che morisse..e’ un INGIUSTIZIA !!! siate più equi.
    Per quel che mi resta da dire sul militare morto…mi dispiace profondamente, e spero che ritirino la missione, che sta diventando una carneficina. speriamo venga letta.

  8. 8
    Paolo -

    Al Presidente della REPUBBLICA ITALIANA Giorgio Napolitano.

    Onoratissimo Presidente Napolitano
    sono un operaio di una Concessionaria di Taranto che attualmente stiamo attraversando un periodo poco buono per mancanza di lavoro. Purtroppo la crisi economica ci ha colpiti in tutti i settori,infatti nel nostro sud si fa fatica a lavorare e a portare un pezzo di pane a casa.Noi abbiamo fiducia in Lei,e in qualità di Presidente io credo che Lei possa far rilanciare al più breve tempo possibile l’economia del paese e magari intervenire su alcuni punti che il Presidente del consiglio Monti ci tuteli con equità. Ritornando ai politici senza offesa a nessuno ,perchè hanno un salario così alto e sono anche esentasse? non possono equipararsi allo stipendio di altre nazioni europee dove lo stipendio è di euro5000,00 e non parliamo di pensioni e di tantaltro non è uno spreco tutto questo? I sacrifici del paese a mio avviso ,debbano incominciare loro per primi a farli e sono convinto che il ricco deve pagare di Più e non al contrario.Spero che queste parole che vi ho scritto li prendiate in considerazione.Un abbraccio affetuoso,PAOLO da TARANTO.

  9. 9
    Giovangualberto Ceri -

    GIOVANGUALBERTO CERI su DANTE (seguito).

    Analizzando la festa di oggi relativamente al senso che ha e all’utilizzazione che ne fa Dante, prenderemo successivamente in considerazione il suo processo costruttivo-costitutivo, possiamo intanto solennemente affermare, e non pare poco, che il 2 Febbraio è, ad un tempo, festa di Maria (Luca, II, 22 – 38; Luca II, 29-

  10. 10
    Giovangualberto Ceri -

    Monsignor ENRICO BARTOLETTI in data 3 Giugno 1956, su sua inaspettata e sorprendente iniziativa volle regalarmi, con solenne dedica sul frontespizio, il libro di ALFONSO GRATRY, “La sete e la sorgente” (Società Editrice Internazionale, Torino, 1949) profetizzandomi che, in vita mia, avrei fatto scoperte su Dante e sul suo medioevo paragonabili a quelle di HEINRICH SCHLIEMANN su t...a e la civiltà micenea. L’idea gli era venuta in mente il giorno prima, il 2 giugno, festa della Repubblica Italiana e giorno di nascita di Dante personaggio da me scoperto successivamente, appunto. Il Bartoletti credo abbia fatto anche ad altri delle rivelazioni sul loro futuro, ed anche a qualcuno di Lucca, per cui dicendo adesso io di quella fatta a me, penso di non passare per matto. Adesso io ritengo di aver fatto quelle scoperte che lui mi profetizzò però, diversamente da Schliemann, non mi vengono riconosciute. Intuitivamente appaiono così chiare e ragionevoli, affascinanti anche sotto il profilo della LITURGIA CRISTIANA, che desta sorpresa, non solo vedere le varie Università degli Studi lavarsene le mani, ma anche constatare che nemmeno nei nostri Seminari Diocesani c’è una mentalità orientata ad apprezzare la risoluzione di questi problemi. Quasi che la possibilità di ridestare interesse per la nostra SACRA LITURGIA CRISTIANA approfittando di quello grandissimo mostrato da Dante in base alle mie scoperte fosse un problema da buttare dalla finestra. Io sono ritornato sopra alla questione sperando nel Sindaco di Firenze ed inviandogli la lettera che qui accludo.

    Caro Matteo Renzi Sindaco di Firenze,
    scriveva CARTESIO: “Io, pur non disprezzando la gloria come fanno i Cinici, non tengo però in nessun conto di quella che soltanto con falsi titoli si può acquistare” (CARTESIO, Discorso sul metodo, Parte seconda – Con Introduzione di Eugenio Garin – Laterza, Bari, 1975, p.8). Se lei la pensasse così e si percepisse che in tale modo la pensa, ebbene per me sarebbe da porsi al vertice del PD, ed anzi, arriverebbe a porsi in cima a tale piramide, ovviamente nell’interesse degli Italiani. Ma potrà la CULTURA in Italia, ivi compresa quella distribuita dalla nostra Pubblica Amministrazione, dalle varie Fondazioni, e dalle nostre Università Statali, andar d’accordo con questo epitaffio cartesiano? Io ho i miei dubbi da quando il Caro Professor CESARE VASOLI, dopo aver ripetutamente parlato, con estrema convinzione, delle mie scoperte dantesche all’Accademia Nazionale dei Lincei, ebbe poi a dirmi: “Ceri, io ne ho parlato all’Accademia ma, così facendo, si è fatto ancor più nemici di prima!”. Il Vasoli credo sia ancora vivo e lei potrà controllare di persona se quello che lo ho detto è vero.
    Caro Renzi,
    Lei è sindaco di Firenze e Dante era fiorentino. Si creerà dei nemici ma, politicamente in senso platonico, ed etica

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