Lei non c’è più e le mie paure sono aumentate
Oggi sto male. Tanto male.
Mi sono addormentato più o meno bene ieri notte, avevo sonno. Stamattina è stato uno strazio: sveglio ancora prima che la sveglia suonasse e con un maledetto pensiero fisso che mi mangia lo stomaco. Sempre lei. Non riesco nemmeno a scrivere il suo nome. Mi fa male. Ogni maledetta cosa mi fa male. Ogni cosa mi fa venire in mente lei. Mi fa male anche sapere cosa fa senza di me, come senza di me ride, si diverte, vive. Mi fa male sapere che ha scelto di proseguire la sua vita senza di me, come se senza di me stesse meglio, come se io per lei fossi stato un maledetto peso da sopportare.
Mi manca terribilmente e anche se è passato del tempo (quattro mesi) sento di non farcela. Sento che lei e solo lei poteva essere l’ancora solida sulla quale contare. Lei con il suo carattere forte esternamente e debole solo in intimità, lei che non si faceva abbattere dagli eventi ma che riusciva sempre e comunque ad affrontare le sfide della vita. Ha superato un’adolescenza difficile con un problema fisico poi risolto, si è fatta bella e donna quando ancora le mancava la mamma sempre troppo pretenziosa, poi la scuola, l’università e il lavoro, sempre stimata ovunque, una forza della natura.
Io no, ho fatto un percorso simile, ma mi sono buttato giù più volte, sono stato male e non sono mai riuscito a digerire le critiche, cercavo sempre di farmele scivolare addosso anche quando mi ferivano e invece avrei dovuto rispondere malissimo per chiudere il discorso. Ogni volta invece abbozzavo facendo scendere la mia autostima sotto i piedi. Ho sempre rimuginato tanto e questo mi ha portato a periodi in cui non volevo uscire ed evitavo le persone per paura di essere giudicato, magari deriso. Quando mi sento bene e mi sento stimato e apprezzato sono un vulcano di energie e sprizzo vitalità. Ovviamente ho i miei limiti e tante cose non amo farle, però riesco ad essere quasi un’altra persona. Altrimenti vado in crisi, mi chiudo, cominciano gli sbalzi d’umore e tutto diventa nero, senza via d’uscita, uno schifo.
E’ probabile che siano fasi della mia vita, che facciano parte di me, che devo accettare. Ho provato a negarle e a dare la colpa a lei, sì lei, ai suoi atteggiamenti e alla sua poca comprensione, però alla lunga ho rovinato tutto: lei si è sentita sempre più in gabbia e io sempre più incompreso e additato fino a che non abbiamo deciso di smetterla perché il continuo litigare era diventato una tortura per entrambi. Forse sì avevamo caratteri diversi, lei continua a sostenerlo e a dire che “lei” non era quella giusta per me (per la verità poi ha anche detto che io non ero quello che lei voleva), però rinunciarci mi fa malissimo e non vedo vie d’uscita. Affrontare la vita da solo e tutte le mie paure mi spaventa tantissimo. Lei continuo a immaginarla come l’icona della donna da sposare: bella, seria e intelligente. Perché però poi non sono riuscito a tenerla con me? Perché? La verità è che anche io ultimamente ero molto freddo, la trascuravo e forse la davo per scontata. Non ero felice nemmeno io, le cose andavano male. Non riuscivo a sopportare i suoi atteggiamenti, quasi non la sopportavo, eppure ora mi manca, mi manca da morire e quasi mi manca il respiro quando ripenso a lei. Mi sento perso e non so cosa fare. Non solo, mi sento in colpa e il senso di colpa mi sta distruggendo, perché mi do la colpa di come è andata, la colpa per tutto, per il mio carattere e per i miei sbalzi d’umore che l’hanno fatta prima stancare e poi allontanare. Adesso mi sto curando, vado da uno psicologo settimanalmente e assumo dei farmaci che regolano l’ansia e l’umore. Gli sbalzi non ci sono più, ma le mie paure sì, quelle sono più forti di prima e penso che da solo tanto non riescirò e farcela perché anche se non sembrava, la mia roccia era lei.
Non mi do pace, perché se solo avessi cominciato la cura un pochino prima, se solo avessi capito che i problemi non vanno negati forse adesso non starei qui a disperarmi.
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Ypsilon,
“La verità è che anche io ultimamente ero molto freddo, la trascuravo e forse la davo per scontata. Non ero felice nemmeno io, le cose andavano male. Non riuscivo a sopportare i suoi atteggiamenti, quasi non la sopportavo” – uno dei più frequenti errori in un rapporto di coppia è dare l’altro per scontato; il seguente, forse di pari importanza, è di solito la carenza di dialogo, che non consente di affrontare le crisi, sia che queste provengano dall’interno della coppia che dall’esterno.
premesso le osservazioni di massima di cui sopra, mi sembra evidente che la vostra relazione fosse basata sull’attrazione degli opposti, con successiva parziale e/o temporanea reciproca compensazione. questo tipo di coinvolgimento di solito non ha grandi prospettive di futuro.
se ti va di dirlo, quanto tempo è durato il vostro stare insieme?
Ciao Ypsilon, posso capire come ti senti. Ho vissuto sia l’abbandono che l’avere accanto una persona che sta male con sè stessa. Da pochi giorni mi ha allontanata, pensando di essere solo fonte di sofferenza per me. È un cane che si morde la coda, ha paura che io lo lasci e mi lascia lui, ha paura di farmi soffrire e mi fa soffrire lasciandomi. Al momento vivo sospesa tra luciditá e dolore, ogni secondo mi fa male respirare ed è una torura, ma con quella poca luciditá che ho ti dico che chi non sta bene con sè stesso non ha colpe. Non è colpa tua se provi mille paure e non devi colpevolizzarti se lei se n’è andata. Io sono stata lasciata da pochi giorni ma ho lasciato aperta la porta, perchè ho capito che quando c’è di mezzo un malessere profondo non è colpa di nessuno. Non mi sento di giudicare lei che è andata via, ma voglio dare un consiglio a te. Spero di sbagliarmi, ma mi pare che tu questa persona non la ami. Il bisogno non è amore, è bisogno. Forse ami l’immagine di questa donna forte (io nutro qualche dubbio sai?), solare e sicura (tutto ciò che vorresti essere tu) ma non lei. L’idealizzazione non è amore. Amare vuol dire darsi a vicenda e non aggrapparsi con le unghie a qualcuno per star bene. Bisogna stare bene con sè stessi prima, ed è ammirevole che tu abbia chiesto aiuto (spero che tu lo stia facendo per te stesso e non per riprendertela, perchè in questo secondo caso mi spiace ma non ti sará di aiuto). Anch’io l’ho fatto in passato, e mi ha aiutato a capire che a una persona esterna non possiamo dare la responsabilitá intera della nostra felicitá. Quella deve essere la nostra base e il nostro centro à priori, e chi viene deve avere il meglio di noi e darci il suo meglio. Spero tu non mi fraintenda, non ti sto criticando ma solo riportando la mia esperienza e il mio pensiero di oggi. Faccio il tifo per te, so che è durissima ma sii forte, non dimenticare mai che in te si nasconde una forza incredibile e forse sará questa l’occasione in cui te ne renderai davvero conto. Sono con te, non sei solo!
“Gli sbalzi non ci sono più, ma le mie paure sì, quelle sono più forti di prima e penso che da solo tanto non riescirò e farcela perché anche se non sembrava, la mia roccia era lei.”
E` proprio su questo che hai bisogno di lavorare al momento. Devi capire che puoi farcela da solo, che non puoi affidare i tuoi problemi e le tue paure ad un’altra persona. Vedrai che ce la farai, dalla tua lettera si capisce che hai acquisito una cosa importantissima: la consapevolezza. E` un grande inizio, e piano piano lavorando su questo e su te stesso, ti assicuro che diventerai piu` forte.
Ora ti sembra ancora piu` difficile perché ti manca lei e pensi a come sarebbe andata se tu fossi stato diverso. Ma le cose vanno come devono andare, ora non lo vedi ma e` cosí, e lentamente te ne accorgerai anche tu.
Assicurati che lo psicologo sia quello giusto, altrimenti cerca qualcosa di piu` adatto a te.
Coraggio, vedrai che quando farai pace prima di tutto con te stesso, vedrai le cose in maniera molto diversa. Ora ti colpevolizzi, ma puo` essere davvero che lei non sia stata quella giusta, quella che puo` comprenderti e venire incontro ai tuoi bisogni piu` profondi.
Il dolore puo` essere, se lo vogliamo, una grande opportunita` per crescere, per ritrovare sé stessi, per diventare piu` forti, per conoscersi e capirsi di piu`. Bisogna avere il coraggio di cogliere l’opportunita`, guardare quel dolore negli occhi e affrontarlo.
“se solo avessi capito che i problemi non vanno negati forse adesso non starei qui a disperarmi.” Hai detto una grande verità, un consiglio per evitare poi conclusioni “impreviste”. Per evitare dispiaceri si celano i problemi, fino a che subentra il dolore più forte dovuto alla rottura, rottura dovuta ai problemi celati. Mi ci rivedo in tutto questo.
Ti abbraccio
Ciao Rossana, siamo stati insieme un paio di anni. E’ probabile che la storia degli opposti che si attraggono e si compensano in qualche maniera sia vera. Il suo è un carattere più sanguigno del mio, ma a me questa cosa è sempre piaciuta, mi ha sempre incuriosito e affascinato. E’ probabile che alla lunga un rapporto del genere non funzioni, però immaginare di stare insieme ad un’altra donna con il carattere meno forte e deciso non mi incuriosisce per niente.
Voglio dire che se anche è vero che, come dice lei, siamo opposti, io ho la sensazione che una donna del genere non potrò più “permettermela”, e siccome tutto è accaduto per il mio carattere il senso di colpa mi mangia dentro.
Ciao Nina85, mi spiace che anche tu stai vivendo un momento difficile con una persona che non sta bene con se stessa.
Sai, io credevo di aver superato quel momento. Voglio dire, quando l’ho conosciuta stavo bene, era un buon periodo. Poi pian piano le cose sono peggiorate e le mie paure sono riaffiorate, forse (purtroppo) pretendendo troppo da lei. Pretendevo che lei fosse quella perfetta con la quale stare sempre in sintonia e senza divergenze, ogni cosa che poi non andava diventava un finimondo e lei, stai sicura, non lo dimenticava, anzi me lo riproponeva ogni volta che poteva riinnescando così la polemica e il litigio.
Chissà forse è vero che io amo la sua immagine. Per me lei è sempre stata l’icona della donna ideale. Credo di amarla però, di esserne innamorato anche se con lei appagavo un vero e proprio bisogno.
Forte, solare e sicura, esattamente. Io troppo spesso sono insicuro e con un continuo bisogno di conferme esterne (soprattutto in questo momento).
Sì ho chiesto aiuto, avevo bisogno di ripartire o comunque di non spegnermi del tutto. Devo capire come mai mi aggrappo in questa maniera alle persone, perché vivo in maniera tragica l’abbandono e perché l’idea che gli altri hanno di me mi spaventa così tanto. Io vorrei essere diverso, almeno quello che sono stato quando stavo bene.
In ogni caso credo che tu abbia centrato il punto quando hai detto che “chi viene deve avere il meglio di noi e darci il suo meglio”, e io e lei forse abbiamo fatto l’opposto.
Il percorso che ho cominciato con lo psicologo, oltre che con un medico, lo sto facendo per me, per provare a migliorarmi ed evitare altri errori. Lei mi manca tantissimo e tutto intorno a me appare senza un senso senza di lei, ma ormai ha preso la sua strada anche se fa malissimo.
Spero di riuscire a tirar fuori quella forza che tu dici.
Grazie!
Michelle,
è vero che le paure e i problemi non possiamo affidarli a nessun altro, sono d’accordissimo. Però, sai, l’idea che in due si è più forti e possiamo migliorarci l’uno con l’altra mi ha sempre coccolato. Non dico che l’altra debba risolvere i problemi e le paure, però donarti la serenità sì. Vedi, io spero con il percorso che sto affrontando con lo psicologo di migliorare molto e capire a fondo cosa mi tiene bloccato in questa maniera, o se semplicemente il mio carattere è questo e devo farci i conti.
Cosa intendi con “le cose vanno come devono andare”? E’ una frase che mi spaventa, perché sembra che tutto può accadere e noi non possiamo controllare niente.
Comunque, credimi, il senso di colpa è una sensazione bruttissima. Non solo ti senti solo, ma ti dai anche la colpa per esserlo, concludendo che in fondo te lo meriti perché uno come te non è amabile ed è giusto così, soprattutto quando hai avuto una donna del genere tra le mani e te la sei fatta scappare.
Spero, come dici tu, di diventare più forte e avere il coraggio di cogliere l’opportunità. Intanto però sto male e l’idea che la sofferenza durerà ancora a lungo, sinceramente, mi angoscia.
Ciao Lux79, sai però qual’è il problema? E’ che troppo spesso si ammette che i problemi esistono quando ormai è troppo tardi, un po’ perché nascosti volontariamente, un po’ perché perché a volte non gli si da il giusto peso. Bisogna imparare ad accorgersene in tempo. E io, a quanto pare, ancora non ho imparato.
Ciao Yipsilon… Dalla descrizione che fai di te stesso, potresti essere una persona altamente sensibile (HSP highly sensitive person in inglese), se cerchi su Google la descrizione lo capirai subito, trovi anche un test. Anch’io lo sono e non é una vita facile, ma averlo saputo mi ha dato piu sicurezza in me stessa e consapevolezza delle mie qualità. Di sicuro ami questa ragazza, ma da come scrivi ho l’impressione che ami soprattutto le sue peculiarità caratteriali che senti invece non appartenenti ( solare, forte, ecc..). Credo che in realtà stai male perché piu che lei ti manca il gusto di vivere, la leggerezza, l’allegria che lei sembra rappresentare… É questa la mia impressione… Ognuno deve sostenere il peso della propria vita sulle spalle, non può sobbarcarsi anche il peso degli altri, non é sano e non va bene, di fatto non funziona. L’unica é lavorare per rendere le proprie spalle e gambe piu forti, e mi sembra che questo tu lo stia già facendo. Forza, tutto ti mostra che sei più forte di quello che credi, questi eventi dolorosi ti aiutano a scoprirlo… Non prenderli come maledizioni, non lo sono. In bocca al lupo!
Ypsilon,
grazie per la risposta. Un paio d’anni è un tempo medio standard per approfondire la reciproca conoscenza, se non vengono messe in atto finzioni.
Dal mio punto di vista, sei stato fortunato a essere attratto e corrisposto da una persona sincera, che però ha poi preferito proseguire da sola. Prendine atto e fattene una ragione.
Le pene d’amore sono terribili ma, come ogni altro dolore, con il tempo si stemperano e fanno meno male.
Un abbraccio.
Caro Ypsilon,
sono contenta che tu abbia capito le mie parole e non le abbia prese come una critica, anzi, stimo molto le tue nuove consapevolezze su di te e il percorso che stai facendo. So cosa vuol dire sentirsi abbandonati, purtroppo. Manca il respiro e ogni singolo frammento riconduce alla persona persa. Sai cosa mi ha giovato? Non prendermela sul personale, sforzarmi di mettermi in testa che non è colpa nostra se le persone decidono di fare quello che fanno. Ti chiedo, a ruoli inversi tu l’avresti lasciata? Non ci giurerei. Ricorda che chi getta la spugna non è cosí tanto forte come credi tu. Io ti sarei rimasta accanto, senza colpevolizzarti, cosí come sto facendo con il mio amore che sta male e per il mio bene mi allontana. Lui può anche lasciarmi. Io non lo lascio. Non lo abbandono. Ti abbraccio.
Ypsilon no, non voglio dire che non abbiamo controllo sulle cose, ma che a volte le cose capitano e non ci possiamo fare niente, se non imparare da esse per affrontare le cose in maniera migliora la volta dopo.
Sai dentro di noi ci sono delle convinzioni inconsce su noi stessi e gli altri, che ci fanno appunto credere di non essere amabili o cose del genere. Se lavori su quelle, con l’aiuto dello psicologo e da solo, farai sicuramente progressi. Per il resto, cioe` per le cose che fanno semplicemente parte del tuo carattere, quando imparerai ad accettarti e amarti per cio` che sei, troverai automaticamente qualcuno che e` piu` adatto a te.
E` proprio quando non siamo consapevoli di certe cose che ci riguardano e quando abbiamo convinzioni limitanti che incappiamo in persone che le confermano facendoci sentire ancora peggio.
Parti da te stesso, il resto verra` da sé.
Ciao Marinella,
non ho mai sentito parlare di HSP, ma di certo mi ritengo una persona molto sensibile.
E’ probabile che di lei ami molto la leggerezza con la quale prende la vita, ma soprattutto la forza e la caparbietà con le quali l’affronta, è una forza ed è contagiosa. Questo sì, mi manca.
Mi dispiace averle messo un peso sulle spalle, io non lo credevo. Pensavo che avrebbe retto e nel frattempo io sarei migliorato insieme a lei.
Quando ci siamo conosciuti attraversavo un bel momento e lei si è avvicinata a me per questo. Purtroppo poi è cominciata la fase calante e non siamo più riusciti a ripartire.
Ho gambe e spalle forti, ma eventi del genere mi destabilizzano parecchio e invidio profondamente chi riesce, anche in questi casi a ripartire di slancio.
Rossana,
grazie per la risposta. Forse sì, in questo senso sono stato fortunato: siamo stati insieme e poi è stata sincera nella scelta che ha voluto prendere e me lo ha detto chiaramente senza proseguire stancamente.
Ho perso un’occasione, purtroppo adesso la vedo così, perché se mi guardo intorno in qualunque donna cerco i suoi occhi anche se so di non poterli trovare più e fa malissimo.
Ciao Nina85,
le tue parole le ho capite davvero e mi fa davvero piacere non sentirmi giudicato (considera che anche per i miei amici è inammissibile che ancora la nomini!).
Sentirsi abbandonati è bruttissimo, soprattutto quando ti sembra che in fondo quell’altra ha ragione, che ha fatto bene, che è giusto così e non sarai mai felice perché non sei capace di amare nessuno per come sei fatto.
E’ davvero angosciante.
Non prenderla sul personale? Beh in fondo è stata una sua scelta, come faccio a non prendermela? Vedi, in questo momento anche se mi manca tremendamente ce l’ho con lei perché in qualche maniera non mi ha dato modo di dimostrarle che sbagliava a pensare certe cose di me, che non è vero che “lei” non è quella giusta per me e che ha sbagliato ad andar via dicendo che con me non ci si vede più.
Se l’avrei fatto anche io? No, non credo. Non avrei gettato la spugna così, soprattutto dopo averla pregata più volte con le lacrime agli occhi di non farlo. Le ho dimostrato quanto ci tenessi, ma lei è stata ferma e risoluta e dice che, semplicemente, non andiamo d’accordo, siamo opposti. Sarà vero, ma io non l’avrei lasciata mai andare. Ormai sono ossessionato e una donna così non la ritrovo più, ho sbagliato tutto.
Michelle,
ti ringrazio per l’analisi. Credi che con l’aiuto dello psicologo riuscirò a non avere queste consapevolezze “limitanti”?
La verità è che io non mi piaccio abbastanza e con lei, forse, ho portato all’estremo una parte del mio carattere che in realtà è marginale.
Il mio Io sicuro e risoluto non c’è più, o forse non è mai esistito. Lei, probabilmente inconsciamente, ha confermato questa convinzione e tutto è andato a scatafascio.
Io una più adatta a me in questo momento non me la immagino. Ho paura che alla fine tutto andrà male. Lei è arrivata per caso ed era anche impegnata in quel momento, forse in una circostanza normale non lo so se sarei stato in grado di conquistarla.
Adesso sono particolarmente giù di tono e i pensieri limitanti sono tantissimi, ma il suo abbandono è stato esattamente come una conferma che tutte le mie paure erano fondate e adesso appaiono addirittura amplificate.
Sai qual’è l’idea? E’ un po’ come se nel momento in cui sono riuscito a farla mia avessi vinto. Come se avessi confermato a me stesso che una del genere sarei riuscito a prendermela. Ovviamente adesso che è finita penso esattamente l’opposto, perché in fondo una del genere non poteva stare con uno come me. E’ un po’ come se fossi riuscito ad andare in serie A e adesso invece risultassi fallito. Mi spiego? Male o bene ripartirò, forse arriverò in serie C, ma la serie A per me è innarivabile e uno come me se ci va per sbaglio o per fortuna, poi fallisce. Questa è la mia sensazione attuale.
Ypsilon forse e` ora di cambiare l’idea che hai di serie A.
Serie A e` chi a te ci tiene veramente, chi riesce a comprenderti, a starti vicino, a capire e accettare le tue debolezze. E` chi naturalmente ti fa sentire migliore, e allo stesso tempo chi tu riesci a percepire come giusto per te, non in termini di bellezza e riconoscimento, ma semplicemente di sensazioni positive, come il sentirsi a proprio agio nell’essere sé stessi.
Si con l’aiuto dello psicologo potrai renderti conto di tante cose, ma poi spettera` a te avere il coraggio di affrontare il percorso di vita. Ogni esperienza ci fa crescere e maturare, ed e` solo imparando da ogni situazione e conoscendoci di piu` a poco a poco, che un giorno raggiungeremo la serenita` interiore. Il resto verra` da sé.
MIchelle grazie davvero per le tue parole. Sembri particolarmente saggia anche se abbiamo più o meno la stessa età. Ti ringrazio davvero. Purtroppo l’idea della serie A in me è presente davvero, ma è senza dubbio un’idea sbagliata che devo provare a togliermi dalla testa. Ripensando alla mia storia mi viene in mente che i presupposti per stare bene c’erano tutti, però, soprattutto ultimamente, quelle sensazioni positive delle quali tu parli (come il sentirsi a proprio agio serenamente) non c’erano, semmai esistevano aspettative che puntalmente venivano disattese creando per entrambi una sensazione di frustrante delusione. Era un vero peccato, ma non siamo riusciti a fare diversamente, e forse la colpa è di entrambi.
L’aiuto psicologico lo ritengo fondamentale, ormai non riesco a farne a meno, e spero in questo modo di acquisire consapevolezza e autostima, oltre che serenità.
Grazie davvero, anche a chi ha commentato prima. Mi siete stati di conforto. Vi abbraccio.
Ypsilon,
concordo pienamente con il post di Michelle n. 16.
Quanto al controllo, secondo me questo è in gran parte possibile per tutto quello che dipende da noi ma non potrà mai estendersi in modo altrettanto valido su altri esseri umani, quando questi sono liberi nelle loro scelte. Né potrà includere eventi casuali, spesso dannosi, che possono cambiare completamente una vita.
Inoltre, credo si possano controllare poco o niente i sentimenti, qualsiasi essi siano. Possono sì essere simulati, a volte talmente bene da essere creduti veritieri, senza però piegarsi alla volontà più di tanto, soprattutto in determinati momenti e situazioni.
Se vorrai migliorare e rafforzarti, ci riuscirai senz’altro, nei limiti di quanto consentito dai tuoi vissuti e dal tuo temperamento.
Marinella,
“Ognuno deve sostenere il peso della propria vita sulle spalle, non può sobbarcarsi anche il peso degli altri, non é sano e non va bene, di fatto non funziona.” – grazie per questa affermazione, che rafforza un principio a me utile, su cui rifletto da tempo, senza essere in grado di trarre conclusioni convincenti.
Buongiorno Ypsilon,
mi trovo d’accordo con Michelle: ma Classe A de che? Non so se ti rendi conto di quante donne, anche qui, cerchino aiuto e consigli per aiutare il proprio uomo in difficoltá. Me compresa (e al momento, sulla carta, non stiamo nemmeno insieme). Alcune vanno dallo psicologo per capire come far fronte a certe situazioni e a tener duro, che non è facile e io per prima confermo. Ma una che ti si avvicina in un momento d’oro della tua vita e dopo due anni ti dice che siete diversi, a me pare solo una che cerca divertimento e non vuole rogne. Viva l’amore. Mica è colpa tua se ti senti come ti senti. Non confondiamo la leggerezza con la superficialitá eh? Son due cose molto diverse. Sai che c’è, io ti parlo dal suo lato della staccionata e ti dico che stare con una persona insicura è ardua, perchè nel vostro cercare conferme spesso boicottate le situazioni. Non cercate conferme positive ma conferme negative di ciò che pensate: non mi ami, mi lascerai, mi tradirai, ecc. Per poi dire, se succede: hai visto? Avevo ragione, mi hai preso in giro dall’inizio, è stata tutta una farsa la tua. Tu pensa che al momento il mio ragazzo mi ha lasciata, perchè pensa di non valere nulla, di essere un peso per me e di non potermi dare niente. Ed io dove sono? Qui per lui, a dimostrargli che non vado da nessuna parte anche se mi allontana. Probabilmente è vero, al momento non può darmi nulla (ci ho messo del tempo per capire cosa intende e per andare oltre i singoli litigi senza un senso chiaro per me, non è facile leggere nella mente altrui), perchè non sta bene con sè stesso principalmente, e gli lascio tutto il tempo del mondo per capire perchè soffre internamente. Io che lo trovo speciale faccio le spese di chi lo ha fatto sentire di scarso valore, della serie che prima si affrontano le delusioni e meglio è, o sará sempre peggio e qualcun altro, innocente, pagherá il peso dei nostri bagagli diventati troppo ingombranti. Non è colpa tua, e spero ti entrerá in testa. Chi ti ama RESTA.
ciao Ypsilon..scusa se te lo chiedo..ma quanti anni hai?
Ciao Ypsilon, grazie per la tua risposta, è raro che gli utenti dopo aver scritto una lettera su questo sito rispondano anche ad ogni singolo commento, penso denoti la voglia di dialogare davvero e mettersi in discussione. Personalmente volevo offrirti degli spunti, senza avere la pretesa di sapere come “davvero” sia la tua situazione. Mi piace questo sito perchè ogni risposta offre un punto di vista inedito,è come se ognuno di noi offrisse un pezzo di specchio per dare una parziale immagine della situazione, poi sta a noi vedere cosa può essere utile e cosa no. Rispondo anche a Rossana sul tema dell’appoggiarsi a qualcuno. Credo che fondamentalmente si tratti di una questione di energia: inconsapevolmente, tendiamo ad essere attratti dalle persone che mostrano al mondo quella parte che noi celiamo nell’ombra. Nel caso di Ypsilon potrebbe essere la determinazione, la solarità e la forza che lo attraevano nella sua ragazza. Ypsilon probabilmente crede di non avere quelle qualità, e sente che la vicinanza di questa persona può farlo brillare di “luce riflessa”. Eppure, se Ypsilon è stato in grado di riconoscere queste qualità, appartengono anche a lui, benchè possa non esserne consapevole: egli ha esattamente la stessa forza, la stessa determinazione e solarità di quella ragazza, ma per educazione o carattere tende a nasconderla o non mostrarla al mondo. E’ lo stesso meccanismo della proiezione dell’ombra di Jung: se un difetto negli altri ci turba (e disturba), possiamo star certi che in qualche misura ci appartiene, benchè rimosso e ben nascosto nella nostra ombra. Un libro bellissimo (La profezia di Celestino) spiega il meccanismo del “rubare” l’energia, che poi fa allontanare le persone da noi: si tratta di un equivoco dettato dalla paura. L’energia appartiene alla fonte universale, ma spesso noi lo ignoriamo: così cerchiamo di “rubarci” questa energia l’un l’altro, spesso “vampirizzando” proprio le persone che con cui stabiliamo legami d’amore.
Eppure basterebbe trovare dentro di noi questa fonte illimitata, e condividerla con gli altri. Gli effetti sono sorprendenti! Se avete fatto caso, stiamo più volentieri con le persone che ci fanno stare bene, magari ci fanno divertire, o sanno tirarci su di morale con le loro parole. Ypsilon, concordo con chi ti ha detto (forse Nina85) che le persone che amano restano, anche in autunno e in inverno. Anch’io credo sia così. Credo che l’amore sia condivisione da parte di entrambi. Quando questo manca, ogni altra spiegazione sui perchè si è lasciati, a mio parere perde d’importanza in quanto probabilmente mancava proprio il fondamento per stare bene ed essere felici insieme. In questo caso non parlo nello specifico della tua storia, ma in generale. Un abbraccio
Ciao Nina,
credo che tu abbia davvero ragione a sostenere che chi ti ama resta, soprattutto in un momento di difficoltà.
La mia ex mi ha davvero conosciuto in un momento d’oro, tutto girava per il meglio e sicuramente la mia serotonina (che mi hanno spiegato i medici essere l’ormone del buon umore) era prodotta regolarmente dal mio organismo. Purtroppo non si tratta di capricci, ma di stati d’animo tristi e melanconici che perdurano nel tempo. Non sono riuscito a farmi capire, lei ha sempre preso tutto come una questione personale, anche se devo ammettere di aver sempre cercato di nascondere il problema.
Il tempo è passato e ci siamo distaccati sempre di più anche se io non avrei mai preso la decisione di chiudere la storia definitivamente.
Forse la colpa non era la mia che mi sentivo in quella maniera, però posso anche comprendere chi non ce la fa e lascia perdere. Ovviamente fa malissimo, perché cominci a pensare che difficilmente qualcuno sopporterebbe una situazione del genere, però lei sostiene che siamo semplicemente diversi e che tanto così non poteva funzionare.
Ci sta che anche il tuo fidanzato attraversi un brutto periodo, inoltre lui ha il problema di avere materialmente poco da offrirti. La realtà però è molto simile, sente che può dare poco e cerca conferme sempre. Lo facevo pure io, e normalmente le cercavo in negativo esattamente come spiegato da te.
Provare ad esserci è l’unica soluzione, magari anche con l’aiuto con di uno psicologo (che può dare sostegno al tuo lui)perché non è vero che ognuno deve pensare alla propria felicità, o meglio deve farlo, ma la vita tante volte ci mette di fronte a problemi (magari non direttamente nostri, come in questo caso) ma non sempre la soluzione è andare via.
Vivere una favola sarebbe bellissimo, ma la realtà molto spesso è più complessa dei sogni.
Ciao Domenico, non sono molto grande, anzi alla mia età difficilmente qualcuno ha già famiglia (al giorno d’oggi intendo). So che vorrai dirmi che ho tutta la vita davanti e che certe cose si superano con il tempo.
Quando subisci un abbandono e dentro di te hai delle debolezze però, questo viene amplificato e diventa straziante perché ti senti ancora più debole e pronto ad affondare.
Per tornare alla domanda iniziale comunque ho meno di tren’anni.
Marinella,
stupendi i tuoi post 22 e 23, che si affiancano al mio concetto di attrazione interiore, non soltanto quella fisica, che a volte è predominante.
Per me, in amore, come in amicizia, sono i punti di contantto profondi a guidare le danze, ANCHE quelli che, come ben descrivi tu, hanno bisogno in un dato momento di essere portati alla luce e sviluppati.
Spero di leggerti più spesso.
Buongiorno Marinella, grazie tanto a voi per le risposte e gli spunti che mi state offrendo. Non è facile ricevere “gratuità” al giorno d’oggi e non credevo che ne avrei ricevuto su un sito internet, peraltro con commenti davvero interessanti.
L’abitudine di appoggiarmi a qualcuno (fidanzata, amici, parenti, ecc.) fa parte effettivamente del mio modo di essere. Quando mi fido do tutto, però pretendo tanto.
Quell’energia positiva della quale tu parli io provo in tutte le maniere a portarla verso di me, forse però (come nel caso della mia ex) a volte la pretesa diventa asfissiante e finisce per “prosciugare” di energia anche l’altra. E’ ovvio che non si tratta di un mio atteggiamento volontario, poiché se io ho bisogno di energia dall’esterno e questa pian piano sparisce, a perderci sono sempre io.
Forse è vero: io volevo brillare della sua luce riflessa. Attenzione però, io non sono sicuro di non avere certe peculiarità del carattere, semplicemente lei riesce ad esternarle di più e questa cosa ho pensato avrebbe potuto rafforzare anche le mie.
Purtroppo non è andata esattamente così, anzi pian piano lei ha capito essere diversa e, facendomi notare la cosa, ha contribuito, involontariamente, a peggiorare la situazione rendendomi consopevole dei miei limiti, che cercavo sempre di negare finendo puntualmente a litigare, innescando un circolo vizioso che pian piano ci ha portato alla rottura. A questo, per la verità, va aggiunto il mio tono dell’umore che tante volte non era stabile e, probabilmente lei non ha retto.
Ti ringrazio per la segnalazione del libro “La profezia di Celestino”, proverò a leggerlo.
E comunque, per concludere, chi ama resta davvero, purtroppo però, vivere di solo amore è difficile e in certe situazioni, forse, si può consumare anche quello della storia più bella.
Ancora non ne sono sicuro, spero di sbagliarmi, e spero quindi di riuscire a viverne uno davvero appagante che duri una vita intera, anche se adesso mi sembra davvero una cosa impossibile.
Ypsilon,
“la vita tante volte ci mette di fronte a problemi (magari non direttamente nostri, come in questo caso) ma non sempre la soluzione è andare via.” – non è di certo la soluzione per chi resta, che anzi rischia di essere annichilito. Questa è la ragione per cui non basta evidenziare possibili carenze in chi si perde in amori non adeguatamente corrisposti.
Secondo me, per acquisire maggior autostima o una maggior capacità d’interazione occorre non soltanto tempo ma anche circostanze favorevoli. Ognuno poi ha un suo carattere, né migliore né peggiore di altri. Se si risulta attraenti sotto almeno un punto di vista per l’altro, questo resta o attende nelle vicinanze. Altrimenti, come afferma anche Marinella, non c’è storia che regga. Senza colpa da parte di nessuno dei due.
Ciao Ypsilon, credo che rispondere ai nostri commenti ti stia aiutando a mettere ordine e fare chiarezza dentro di te, volevo chiederti se hai trovato raffronti con questa relazione e le tue precedenti? Sempre se ti va di rispondere 🙂
Rossana:l’apprezzamento é reciproco, mi piace sempre leggerti e il tuo contributo ad una mia lettera (non ricordo bene il titolo ma riguardava i ricordi piu belli di un padre) lo conservo con molto affetto e mi era stato davvero utile negli esercizi di visualizzazione. Ciao, buon proseguimento 🙂
Marinella,
mi fa piacere riuscire a meglio collocarti mentalmente nell’ambito di saltuari interscambi virtuali, dove a volte non si riesce a ricordare tutto di un utente.
Nella maggior parte dei casi i miei contributi sono banali (come mi è stato gentilmente fatto notare di recente). D’altronde, il loro unico intento è di poter essere minimamente utili a chi cerca confronti per chiarirsi le idee, e sono contenta quando l’obiettivo è raggiunto.
Un abbraccio.
Ciao Marinella, in realtà ho trovato delle similitudini con un’altra relazione che è durata molto più a lungo.
In quel caso però, i litigi erano praticamente assenti. Di fatto lei mi assecondava in ogni cosa. Anche in quel caso però, ho dovuto ricorrere all’aiuto di un terepauta per superare alcune paure. Ho sofferto di agorafobia e pian piano le cose poi sono decisamente migliorate. In lei non notavo insofferenza, tranne poi averla manifestata tutta insieme dopo quasi otto anni di relazione. Ha mollato la presa e se n’è andata.
Vedi Marinella, io ho paura che certi atteggiamenti facciano parte di me e che difficilmente qualcuno riuscirebbe a starmi dietro.
Purtroppo quest’ultima volta sono intervenuti anche i miei sbalzi d’umore, che hanno contribuito a rendere la storia invivibile per via dei frequenti litigi.
Dopo la rottura con lei (quella degli otto anni) sono stato molto male poi però, ho trovato il mio equilibrio (credevo almeno) e mi sono rifidanzato dopo un paio di brevissime frequentazioni.
Pensavo, insomma, di essere ripartito alla grande e di aver trovato la mia donna ideale, con un carattere forte che non mi avrebbe assolutamente assecondato in tutto come l’altra. Una storia diversa, iniziata in un bel periodo e che avrebbe soltanto potuto migliorare… adesso invece sono qua, se ne è andata anche lei e ogni mattina il suo pensiero mi ossessiona al risveglio, con l’idea che l’occasione migliore me la sia fatta sfuggire e che in ogni caso anche la prossima volta andrà nuovamente così.
Non ti nascondo che per via di quest’ultimo abbandono ho pensato più volte a gesti estremi (anche se difficilmente li avrei posti in atto). Spero di imparare ancora qualcosa da questa storia, fare un bel percorso con lo psicologo e lo psichiatra e provare a ripartire con l’idea di riuscire a trovare l’amore che dura una vita, quello che ti completa, ti rafforza e ti amplifica la voglia di vivere e magari ti da l’opportunità di fare una bella famiglia.
Ypsilon,
“Di fatto lei mi assecondava in ogni cosa.” – “In lei non notavo insofferenza, tranne poi averla manifestata tutta insieme dopo quasi otto anni di relazione.” – non sono forse queste le persone peggiori, pur apparendo quasi perfette? Non è stato preferibile scoprire in tempi meno lunghi l’incompatibilità fra di voi?
Sulle questioni a carattere umano s’impara solo sbagliando e pagando di persona. Non c’è crescita interiore senza sofferenza.
Andrà di certo meglio la prossima volta,soprattutto se non ti farai illusioni di risultati troppo elevati e troppo duraturi, pur aspirandovi, com’è giusto e inevitabile che sia…
Ciao Ypsilon, grazie per aver condiviso.. Credo che gli atteggiamenti “sbagliati” di cui parli ti sembrano così terribili da crederli insopportabili a qualsiasi altra persona. Si sente che tu stesso non li sopporti… Essi vivono inaccettati dentro di te, e probabilmente si manifestano nei momenti meno opportuni proprio perchè stai cercando di reprimerli. Questo naturalmente è un mio pensiero, ma spero in qualche modo possa trarne qualche utilità. Credo che finchè non accetti questi “cani sciolti” dentro di te, essi ritorneranno a scocciarti nei momenti meno opportuni portandoti stress e scompiglio nella vita. In fondo è solo una parte di te che origina dalla paura… Una paura che abbiamo tutti, quella di non essere accettati per quello che siamo, di non essere meritevoli di amore vero e puro. E’ una parte bambina che non è mai cresciuta, ora si nasconde nel buio e sembra un terribile mostro… Fa i dispetti e tenta in ogni modo di sabotare la nostra vita! Molte psicoterapie si basano proprio sull’accoglimento del bambino interiore… credo che finchè questa parte di te non si sentirà amata e accettata continuerà a farti di questi scherzi… e dentro di te crederai, ad ogni nuova storia, che potresti essere lasciato per questo… ciao un abbraccio
Ciao Rossana e Marinella,
grazie mille davvero per le parole che avete usato per confortarmi.
La crescita interiore è una cosa molto difficile, chi è fortunato migliora già dall’adolescenza, gli altri invece devono provare a crescere da grandi prendendo, più volte, delle belle batoste.
Il mio rammarico è che se non avessi avuto dentro di me “i cani sciolti” la mia vita sarebbe stata molto più agevole, e anche la mia ultima storia avrebbe avuto un esito differente.
L’essere accettati e sentirsi meritevoli d’amore è una prerogativa che tutti inseguiamo, il fatto è che il senso d’abbandono che ti lascia la fine di una storia fa sì che certe sicurezze (paraltro non così forti) si dissolvano lasciando spazio a tutti i difetti che, secondo noi, hanno fatto allontanare l’altra.
Il senso di vuoto che lei mi ha lasciato andando via è ancora fortissimo, anche se ogni tanto mi sembra migliorare. Se mi desse un’altra opportunità io ci tornerei di corsa, ma questa è un’idea da relegare nel cassetto delle speranze.
È molto probabile che questo mio senso di vuoto potrà essere riempito soltanto quando un’altra donna proverà ad entrare nel mio cuore, sarà in quel momento che le paure di non sentirmi all’altezza verranno meno, ma per il momento ancora sto così, in una situazione di stallo dove qualunque bella ragazza può anche apparirmi piacente, ma la mia ex continua a vincere su tutte.
Vi abbraccio
Ciao Ypsilon, mi fa piacere sentirti un pochino più sereno… Per “guarire” ci vorrà del tempo, hai gia esperienza di storie finite e lo sai… Questo mi dà speranza perchè alla fine ci si riprende sempre, e le cose che all’inizio ci sembravano impossibili poi ci fanno scorgere una luce alla fine del tunnel. Per quanto sembra una frase fatta, ogni storia ci dà l’occasione di crescere e affrontare il nostro buio interiore. Più una storia ci fa soffrire, più ci fa prendere contatto con le parti di noi stessi che non vogliamo vedere (quelli che io chiamo “cani sciolti”) e ci fa capire quanto sia urgente occuparcene per non incorrere in casini peggiori. Secondo alcune teorie l’universo ci dà queste esperienze proprio per farci fermare, costringerci a guardarci dentro con la determinazione di migliorare noi stessi. Ti consiglio un libro che a me sta dando molto conforto, si chiama “L’ombra, il lato oscuro della tua anima” di Ruediger Dahlke, è completo di cd per le meditazioni e di esercizi pratici, davvero ben fatto. Poi, se avessi voglia di parlare con qualcuno che non conosci, c’è un sito americano in cui ci sono anche volontari che parlano italiano, si chiama 7cupsoftea (www.7cupsoftea.com) in cui potrai sfogarti nei momenti peggiori con qualcuno che ti ascolta senza giudicarti nè farti domande. A me è stato molto utile nei momenti di crisi. Naturalmente se vorrai e lo ritieni utile, potrai anche scrivere qui le tue riflessioni, fa sempre bene tirare fuori i propri sentimenti in anonimati. Ricambio l’abbraccio, ciao!