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Le pratiche orientali

  

Vorrei lanciare una piccola provocazione, ma più che altro sapere com’è il vostro parere. Non pensate che le pratiche orientali siano prese da molti (di noi occidentali) con una certa ipocrisia? Ho notato molte persone stare dietro a queste pratiche come se avessero scoperto chissà cosa di illuminante e avessero una consapevolezza che agli altri è esclusa (e all’inizio quasi quasi me ne stavo convincendo). Ad un certo punto mi è venuto spontaneo parodiare il loro modo di porsi, soprattutto mi hanno infastidito certi comportamenti che mi hanno dato l’idea che queste persone avevano coltivato più che altro una certa presunzione mantenendo le loro “nevrosi”, la loro insicurezza (non lo dico per giudicare, ma perché certe volte infastidisce). Non parlo di judo, karate e simili, ma di quelle pratiche che ti presentano con una particolare aureola filosofica, mi dà la stessa sensazione della Psicologia quando cade in un proprio narcisismo e di quelle persone che si avvicinano ad essa maturando piano piano la convinzione che le persone che non hanno letto certe cose (ma sanno comunque osservare e capire) siano persone che hanno una consapevolezza minore e che non hanno mai riflettuto. Quando tu tiri fuori una riflessione “banale” che avevi condiviso a 11-12 con le persone che ti circondavano (professori, compagni, genitori ecc.) fanno un’espressione compiaciuta che mi risulta strana.
Non credo che la nostra cultura, se non distorta, sia, nei suoi momenti di massimo splendore e nelle sue contaminazioni, tanto differente da quella orientale, le esperienze potranno aver nomi differenti, ogni popolo descrive la vita secondo la propria cultura, gli occidentali avranno avuto dei momenti storici per cui hanno estremizzato degli aspetti e dei modi di sentire, però ho conosciuto persone solide e libere che semplicemente avevano avuto un’educazione familiare e scolastica (ma anche lutti, esperienze negative) che al giorno d’oggi sono sempre più rare, e da questo hanno coltivato dentro di sé i mezzi per dare il giusto valore ai gesti e alle parole, sia positivi che negativi, con forza, interiorità, non con vanità, e una volte cresciute attraverso l’adolescenza, hanno mantenuto il proprio bagaglio in modo naturale. Insomma, senza voler andare fuori tema perché non sono competente (sono ancora al liceo), capisco che visto come è la società di oggi queste pratiche per quello che esprimono possono solo farci del bene, ma c’è qualcosa che non mi torna!

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8 commenti a

Le pratiche orientali

  1. 1
    Isis -

    E’ il nostro modo di porci nei confronti di esse che non torna…molti le prendono come mode, non come oggetto di studio e comprensione…conoscere filosofia, storia, tradizione, ascetismo etc orientali in modo libero e senza pregiudizi…per comprenderle a pieno non credo basti un corso a tema ma anni e anni di studio, ci vuole passione nelle cose che si vogliono conoscere, non fanatismo, ma passione e questa, in una società del mordi e fuggi, manca molto…c’è più la fuggevole convinzione del momento in, della moda passeggera…

  2. 2
    Maxim_Max -

    Ciao Yasmin,

    tutto quello che porta alla conoscenza di certe filosofie, richiede per prima cosa lo studio esclusivo e nel modo più profondo possibile, di se stessi.

    Non che questo voglia dire individualizzarsi al massimo, esaltare il proprio egoismo, egocentrismo ecc…, ma l’opposto e sembrerebbe un’utopia, ma è così, anche per quello che riguarda le arti marziali.

    Quando si studiano e si praticano ma, solo e ripeto solo, per approfondire la propria conoscenza e la propria potenzialità, rendendosi conto che cosa si può fare con la sola azione del nostro corpo.

    Chi ha studiato e pratica ancora, oppure ha praticato questa particolare filosofia di vita, ha anche modi comportamentali che portano l’individuo, anche nel momento di rabbia più forte possibile, che potrebbe scatenarsi per azioni o fatti gravissimi ricevuti, a “smarcarsi”, dall’istinto stesso animale, che c’è dentro ognuno di noi, indifferentemente dal sesso d’appartenza, ponendosi in una posizione neutra per il fatto stesso accaduto, difendendosi solamente quel che basta, per neutralizzare l’altro individuo, senza mai offendere per procurare un danno maggiore, perchè lo stesso non infierisca ancora nella sua azione, sia che la stessa possa essere violenta, con mezzi propri o accessori vari, come pure violenza verbale, anche in quest’ultimo caso e sembra un paradosso, ma è così.

    Queste filosofie di vita, arti marziali comprese, ti aiutano molto per recuperare al più presto possibile te stesso, ritrovando di nuovo la tua dimensione di vita, come individuo.

    Senza dubbio bisogna sempre vedere come la persona si pone e a che cosa serva lo studio dell’arte stessa, se è per “spaccare il mondo” allora ha sbagliato proprio “caruggio”, perchè tutto quello che riguarda qualunque arte marziale e l’esatto opposto e tanta gente non riesce a capire questo punto fondamentale.

    Indubbio che nella società consumistica in cui noi tutti, purtroppo, viviamo ha creato e continua a creare delle mode, perchè poi c’è sempre un ritorno economico in vari settori, questo purtroppo differenzia, non tutti per fortuna, noi occidentali dagli amici orientali che invece tramandano da padre in figlio la tradizione millenaria che poi null’altro è che la storia di loro stessi.

    Qui in occidente si è perso il passato, per vivere in un presente mordi e fuggi fino alla data di scadenza senza nessuna proiezione certa per un futuro solido, infatti basta leggere i vari post di questo sito e vedere come si comportano donne e uomini di questa società consumistica, anche nei sentimenti.

    Maxim.

  3. 3
    luc -

    yasmin, hai capito quasi tutto. personalmente, ho studiato a fondo le filosofie orientali e non mi piacciono, considero l’ascesi, cioè lo staccarsi dal “mondo”, il non plus ultra della malattia mentale. tra l’altro secondo me anche il cristianesimo contiene una spruzzatina di concetti orientali affacciatisi sul bacino del mediterraneo in seguito alle conquiste di quel rompiscatole di alessandro. io preferisco la psicologia. ma questo è un discorso sul contenuto. circa il metodo, perfino jung, che ammirava l’oriente nei contenuti, considerava assurdo e pericoloso che gli occidentali si dessero a tali pratiche. inoltre, le filosofie sono in genere espressione delle classi sociali dominanti, bisogna vedere se in oriente il popolino stia tutto il giorno seduto a fare “ohm”. inoltre, mi pare che delle idee orientali arrivi in occidente solo ciò che interessa all’ideologia dominante qui. per finire, veramente non capisco l’ammirazione delle idee orientali e in particolare della tradizione indiana da parte degli ambienti di “sinistra”: julius evola, il maggior teorico neonazista del dopoguerra, amava la spiritualità orientale, e con lui tutto il movimento “volkish” sviluppatosi in ambienti nazionalisti tedeschi a partire dalle scoperte di max muller nell’800 e che poi portò al nazismo. la tradizione indiana è il nazismo perfetto.

  4. 4
    luc -

    maxim max, yasmin aveva premesso che non parlava di arti marziali…

  5. 5
    filippo -

    In generale, ognuno tende ad attenersi alle proprie tradizioni culturali e in questo non ci sarebbe alcun problema visto che, più o meno, il fondo di tutte le tradizioni culturali esistenti è lo stesso.
    Nel momento in cui alcune tradizioni si rivelano inadeguate o false, come accade per il Cattolicesimo o, più in generale, per il Cristianesimo euro-americano, che è una parodia fanatica dell’Ebraismo neotestamentario, ognuno è libero di scegliere la propria strada.
    L’Occidente è falso e idolatra e questo è un dato di fatto conclamato che spinge molta gente a cercare soluzioni altrove, ma non è facile diventare un buddista se non sei cinese o indiano etc…, cosa che spinge cervelli elevati come quello del Dalai Lama a sostenere per l’appunto che ognuno farebbe meglio ad attenersi alla propria radice culturale cercando in quella il minimo comune multiplo.
    Molta gente tuttavia si sposta altrove per moda e non per convinzione o profonda necessità e quelli sono dei poveracci.
    Venendo tuttavia al tuo

    “Ho notato molte persone stare dietro a queste pratiche come se avessero scoperto chissà cosa di illuminante e avessero una consapevolezza che agli altri è esclusa (e all’inizio quasi quasi me ne stavo convincendo)”

    la tua prima impressione non è errata; il Taoismo cinese non è altro che una versione razionale del Buddismo, del Yoga e della Kabbalah, che a sua volta è la radice del Mosaismo e del Cristianesimo originale; per cui, l’idea che il Taoismo possieda una chiave estremamente illuminante anche la tradizione ebraica europea non è affatto errata. Nondimeno, tale tradizione precede il Cristianesimo europeo di almeno 500 anni; infatti, i suoi tratti si ritrovano nella fondamentale cultura filosofica greca pre-socratica, che, come si sa, trae molto dall’Oriente, in particolare dall’altopiano iranico, a sua volta influenzato dalla Cina attraverso le culture panasiatiche.
    Ne segue che se la gente fosse un tantino meno ignorante non avrebbe bisogno di rifugiarsi in modo maldestro e talora ipocrita in culture asiatiche, ma potrebbe molto meglio attenersi alle radici culturali mediterranee, ossia quelle della più antica metafisica greca, oppure imparare a reinterpretare il Cristianesimo originale secondo la sua vera tradizione kabbalistica, oppure, se non ce la fa, limitarsi alla più banale interpretazione del Cristianesimo, ossia “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, lasciando finalmente da parte il Vaticano e tutte le sue diaboliche emanazioni.

  6. 6
    Isis -

    @Filippo
    Gia, in fondo la radice è comune, non ci sono mai culture a compartimenti stagni…ma spesso non si vede più in la del proprio naso…e poi sembra di aver trovato l illuminazione…senza accorgersi che tante cose le avevamo lì, a portata di mano…credo che una maggiore conoscenza della propria cultura e delle proprie radici gia sia fondamentale e d aiuto per aprirsi alle altre culture in modo sereno e non consumistico

  7. 7
    Maxim_Max -

    Ciao Luc,

    infatti avevo letto quello che l’amica Yasmin ha detto nel suo post, ma anche l’arte marziale rientra in pieno in quella che sono le filosofie orientali, perchè ne è una componente, sempre rivolta alla conoscenza di se stessi e mai offensiva nei riguardi di nessuno e posso dirti che serve molto specialmente nei momenti più tristi che possono succedere nella vita, sempre che la stessa venga recepita come arte della conoscenza di se stessi e del proprio corpo e mai per scopi diversi da questo.

    Maxim.

  8. 8
    zetamaxz -

    ciao a tutti mi chiamo massimiliano voglio raccontarvi la mia storia e chiedere un vostro parere……..
    dopo un annno la mia ragazza mi ha lasciato…
    è vero io non sono stato sincero del tutto con lei e questo è stato il motivo di una crisi che abbiamo passato ma poi lei mi ha detto che tutto si sarebbe aggiustato che teneva a me e che era disposta a riprovarci.
    poi una sera una sua amica l ha portata a una riunione di buddisti
    e come d incanto a trovato la sua felicità
    e io non servivo piu sono stato buttato via come un vestito usato abbandonato come un cane in agosto…
    adesso voglio chiedere a voi cosa sono queste riunioni possono davvero far cambiare una persona in questo modo?
    secondo voi potrà rinsavire?
    mi rivolgo a tutti coloro che possono darmi un consiglio per farmi una ragione di tutto questo
    sono giorni tremendi vorrei non svegliarmi alla mattina
    spero solo che tutto questo dolore passi in fretta…..
    grazie a tutti coloro che vorranno rispondermi

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