Le case Enpam della Diomira Pirelli
di
liliana
Riferimento alla lettera:
Anche a Taranto il mistero enpam si sta compiendo. Siamo 223 inquilini che stiamo acquistando le case dell'enpam, ovviamente dalla Diomira che le sta rivendendo a noi. Il prezzo è ovviamente lievitato le case sono ridotte male, non abbiamo mai avuto ristrutturazioni nè le avremo mai visto che ci accingiamo...
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Data di pubblicazione: 2 Giugno 2007 - Views: 1
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Categorie: - Cittadini

ciao vorrei intervenire sul fatto dei portieri enasarco,abbiamo i stessi broblemi che anno gli enti privati.Non riesco come le istituzoni non possano vedere che le case sono state assegnate:a politici a sindacalisti a dirigenti e al presidente.perche non organizziamo uno sciopero di tutti i portieri degli enti privati contro i licenziamenti
buonasera a tutti sono di milano qualcuno sa dirmi la situazione case empam di vimodrone (mi) per quanto concerne la vendita.
grazie
Io come portiere dico che l’ENPAM sta perdere i punti,,, i medici i di primi di tutto l’ordine ma non sono garanti, il cittadino comune fa conto sui medici e la sanità ma hai me io penso che vacilla sulle problematiche autierne .
così anche altre primarie categorie (ingegnerie ,etc.ecc. ) da non considerare la parte politica e sindacale del sistema nazionale non è garante sul aiuto di chi opera con criterio senza nuocere il suo prossimo ,e trova molta dificoltà ,e così la situazione diventa mano audace sulle problematiche audierne .
auguro a tutti che con i gestori nuovi cids -gefi le cose diano più fase a tutti le catagorie ed a noi portieri .
ringrazio a tutti voi ed al
Direttore Generale
Mario Volponi
ed al presidente del Ordine Enpam
prof. On. Eolo Parodi
ed il presidente vicario
Prof. Mario Falcone
AUGURO A TUTTI VOI BUON NATALE-BUON ANNO E FELICE FESTE
DISTINTAMENTE
IL PORTIERE DI VIA VAGLIA 37/ $9 ROMA
SIGN. CIRILLO SALVATORE
N.B. PER CHI LEGGA NON è STRISCIARE MA è UN DOVERE PER CHI MERITà
ai custodi ENPAM o portieri se l’enpam vende noi che facciamo ,con l’eta che abbiamo
e la famiglia da mantenere da Roma è tutto che grideremo che una categoria in via di estinzione
dell’Unità d’Italia. Certo, l’orgoglio nazionale ci fa un mondo di bene, ma la morale di oggi è un’altra, altrettanto chiara e ineludibile. La possiamo desumere direttamente dal discorso introduttivo presidenziale. Il Tricolore merita il rispetto dovuto da parte di ogni italiano e immigrato che aspiri ad essere Italiano nel lavoro, nella famiglia, nella società, nella creazione della ricchezza nazionale.
Tuttavia oggi è venuto a mancare in Italia proprio quel fondamentale rispetto per le persone e per il nostro prossimo, ovunque: nelle famiglie, nel calcio, nella cultura, nella politica, nella scienza, nel giornalismo, nell’economia, nella società. E questa emergenza educativa, francamente, dovrebbe essere la “stella polare” delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia che consacreranno dal 2011 il 17 marzo di ogni anno quale giornata di festa nazionale.
La retorica delle mielose “fiction tv” non la vogliamo, anzi la rispediamo al mittente: semmai speriamo in un kolossal cinematografico indipendente che faccia luce sulle verità del Risorgimento italiano così come ha fatto la celebre pellicola “Il buono, il brutto e il cattivo” di Sergio Leone con la guerra civile americana di quegli stessi anni dell’Ottocento. Il Tricolore, che tutti amiamo quale vessillo della Nazione e della Patria Italia, venne adottato per la prima volta nel 1797 a Reggio Emilia quale stendardo della Repubblica Cispadana. Per un atto di volontà politica. Per la Bandiera e la Libertà, fin dai primi moti carbonari del 1820 e per tutto il glorioso Risorgimento piemontese prima e popolare-italiano poi, morirono migliaia di Patrioti italiani di ogni credo, fede, condizione sociale, politica e culturale. Anche sacerdoti ed ebrei mentre avanzavano da Nord le truppe di Vittorio Emanuele II seminando morti nello Stato pontificio. Le cui famiglie “borghesi”, poi, durante la seconda guerra mondiale, saranno “raccomandate” dal regime fascista, monarchico prima e repubblichino poi, alle camere a gas
Oggi17-03-2011
auguri alla nostra ben amata patria Italia per 150 anni patria unita perchè siamo una forza tutti uniti gli azzurri
perchè Italiani siamo .
Il Tricolore merita il rispetto dovuto da parte di ogni italiano e immigrato che aspiri ad essere Italiano nel lavoro, nella famiglia, nella società, nella creazione della ricchezza nazionale.
per aiutare il nostro prossimo
REGOLAMENTO DELLE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI DEL FONDO DI PREVIDENZA GENERALE
Norme di attuazione delle disposizioni di cui al titolo IV
del regolamento del Fondo di Previdenza Generale
(Approvate dal Consiglio di Amministrazione dell’E.N.P.A.M. con delibera del 26/1/2007)
Art. 1
(Beneficiari delle prestazioni)
1. Le prestazioni assistenziali di cui al presente regolamento sono erogate agli iscritti attivi ed ai
pensionati del Fondo di Previdenza Generale, nonché ai loro superstiti, come individuati
dall’articolo 23 del Regolamento del Fondo.
2. Ai fini della concessione delle prestazioni il reddito complessivo di qualsiasi natura del nucleo
familiare, riferito all’anno precedente, non deve essere superiore a 6 volte l’importo del
trattamento minimo INPS nel medesimo anno. Tale limite è aumentato di un sesto per ogni
componente il nucleo familiare, escluso il richiedente.
3. Le domande di prestazione assistenziale, corredate da idonea documentazione, devono essere
inviate per il tramite dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di competenza.
Art. 2
(Prestazioni assistenziali straordinarie agli iscritti ed ai superstiti)
1. Ai soggetti di cui al precedente articolo 1, l’Ente può concedere prestazioni assistenziali
straordinarie in caso di:
– Spese per interventi chirurgici, anche se effettuati all’estero, e spese accessorie, purché non
siano state rimborsate a qualsiasi altro titolo;
– Malattie che abbiano richiesto cure sanitarie o fisioterapiche non a carico del S.S.N.;
– spese di assistenza per anziani, malati non autosufficienti e portatori di handicap facenti parte
del nucleo familiare;
– difficoltà contingenti del nucleo familiare, sopravvenute entro i dodici mesi successivi alla
malattia o al decesso dell’iscritto;
– spese funerarie per il decesso di un familiare convivente;
– spese straordinarie sostenute per eventi imprevisti.
2. Ai fini della valutazione del requisito di cui all’articolo 1, comma 2, dal reddito complessivo del
nucleo familiare devono essere dedotte le spese eventualmente sostenute per gli eventi di cui al
comma 1 del presente articolo.
3. La misura della prestazione non può essere, di norma, superiore ad € 7.000,00= indicizzati.
4. Le prestazioni assistenziali straordinarie possono essere concesse al sanitario e/o all’intero
nucleo dei superstiti aventi diritto non più di due volte ogni anno solare.
5. In casi eccezionali, per far fronte ad eventi di particolare gravità, il Comitato esecutivo può
disporre, con provvedimento motivato, un intervento economico in deroga ai limiti fissati dal2
comma 2, dell’articolo 1, e dal comma 3
E.N.P.A.M.
di Francesco Toso
All’inizio della nostra carriera di Medici laureati ed abilitati all’esercizio della professione siamo
stati automaticamente ed obbligatoriamente iscritti sia all’Albo dell’Ordine dei Medici Chirurghi e
Odontoiatri e sia alla fondazione E.N.P.A.M.
Non posso negare le difficoltà incontrate in principio, almeno a titolo personale, nel comprendere
esattamente in cosa consistesse l’ENPAM, quale fosse il suo significato ed il suo valore e
soprattutto quali fossero i miei obblighi nei confronti dell’Ente.
In realtà esistono molti mezzi, alla portata di tutti, per comprendere e approfondire tutti gli aspetti
della Fondazione. Lo scopo di questo documento è di spiegare in modo riassuntivo la posizione del
medico specializzando nei confronti dell’Ente, ed i suoi obblighi e diritti a riguardo. Mi rendo conto
che tale trattazione può sembrare a tratti semplicistica, ma cercherò di sottolineare gli aspetti più
importanti per il Medico Specializzando, anche indicando i canali per eventuali approfondimenti e
ricerche.
Breve storia dell’E.N.P.A.M.
La fondazione E.N.P.A.M. (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza Medici) è fondazione
senza scopo di lucro e con personalità giuridica di diritto privato; ha lo scopo di attuare la
previdenza e l’assistenza a favore degli iscritti e dei loro familiari e superstiti.
L’Ente fu originariamente costituito con Regio Decreto 11 luglio 1937 n. 1484 come Cassa di
Assistenza del Sindacato Nazionale Fascista Medici. Con D.P.R. 27 ottobre 1950 – in esecuzione
del D.L.C.P.S. 13 settembre 1946 n. 233, recante disposizioni in tema di ricostituzione degli Ordini
delle professioni sanitarie e per la disciplina dell’esercizio delle professioni stesse –, la Cassa fu
trasformata in Ente di diritto pubblico, assumendo la denominazione di E.N.P.A.M. – Ente
Nazionale di Previdenza ed Assistenza Medici. Dal citato D.L.C.P.S. 13 settembre 1946 n. 233, trae
presupposto giuridico l’attività previdenziale ed assistenziale gestita dal Fondo Generale di
art. 18 sul lavoro non si tocca
L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori
L’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (Legge 20 maggio 1970, n. 300) si applica solo alle aziende con almeno 15 dipendenti e afferma che il licenziamento è valido solo se avviene per giusta causa o giustificato motivo.
In assenza di questi presupposti, il lavoratore può fare ricorso.
Prima della Riforma del lavoro del 2012, il giudice – una volta riconosciuta l’illegittimità dell’atto di licenziamento – era obbligato ad ordinare la reintegrazione del ricorrente nel posto di lavoro e il risarcimento degli stipendi non percepiti, oltre che il mantenimento del medesimo posto che occupava prima del licenziamento. In alternativa, il dipendente poteva accettare un’indennità pari a 15 mensilità dell’ultimo stipendio, o un’indennità crescente con l’anzianità di servizio.
La Riforma del 2012
La legge n. 92 del 2012 ha modificato il testo dell’articolo 18. Le nuove norme superano l’automatismo tra licenziamento ritenuto illegittimo e reintegrazione del lavoratore, distinguendo tra tre tipi di licenziamento: discriminatorio, disciplinare ed economico.
Licenziamento discriminatorio
È discriminatorio il licenziamento determinato da ragioni di credo politico o fede religiosa; dall’appartenenza ad un sindacato a dalla partecipazione a scioperi ed altre attività sindacali; dal sesso, dall’età, dall’appartenenza etnica o dall’orientamento sessuale.
In caso di licenziamento discriminatorio, come avveniva con la precedente normativa, l’atto viene dichiarato nullo ed applicata la sanzione massima: reintegrazione (o “reintegro”) con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati).
Le stesse regole si applicano in caso di licenziamento orale (cioè comunicato solo verbalmente), o quando il licenziamento è avvenuto in concomitanza col matrimonio, con la maternità o la paternità.
Licenziamento disciplinare
Quello disciplinare è il licenziamento motivato dal comportamento del lavoratore. Può essere per “giusta causa” – cioè quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto di lavoro – o per “giustificato motivo soggettivo”, cioè in caso di notevole inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore.
Il giudice può ritenere che non ci siano gli estremi per il licenziamento per due motivi: perché il fatto non sussiste; oppure perché il fatto può…
Sono donatella inquilina Enpam di Via Statilio Ottato 9 Roma Da noi abbiamo la Conit come cooperativa che fara’ da intermediaria tra noi e l Enpam Real Estate Gia’ sono arrivate le proposte di acquisto esempio 160 m ila euro per 85 mq mica uno scherzo eh? Poi ho saputo che chi compra rischia non poco perché salteranno fuori arretrati e conguagli di ogni tipo alla fine non le paghi tanto poco queste case che hanno più di sessant anni di vita Vorrei sapere che succede a chi non compra Loro dicono che l affitto resta immutato per 9 anni Dalla vostra esperienza sara’ cosi’ o no ??
Ma l enpam a 65 anni ti dà 350 euro di pensione al mese. Io mi faccio ridare i soldi piuttosto, e tutti insieme. Tanto hanno pagato i miei.
Esther, qui si parla della gestione immobiliare dell’ENPAM, non di prestazioni previdenziali: hai capito rava per fava.
I “soldi tutti assieme” poi, li vedrai solo con il binocolo. Verosimilmente sei sempre stata una quota’A’, per quello hanno pagato i tuoi, dato che sono un pugno di euro all’anno. Come pensionata potrai puntare al reddito di cittadinanza, però se sei proprietaria di casa è una ciofeca pure quello.
Ah, scusate, ho sbagliato la sezione dell’argomento. Sì una quota A un po’ alta, ma tranquillo, io ci sto attenta a queste cose, mica sono così sprovveduta da intestarmi case, tranne in caso di disgrazia altrui. Io per lo stato (perché bada a comme stanno) italiano ho 300 euro all’anno di isee. Sempre non in caso di disgrazia altrui.