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Mi ha lasciato all’improvviso, provo strani sentimenti

di friedli

Riferimento alla lettera: Ciao a tutti. Ho 20 anni e dopo 4 anni e mezzo insieme, la mia ragazza della mia età mi ha lasciato 2 settimane fa: da 2-3 mesi la sentivo molto fredda, ma pensavo che fosse il passaggio dal liceo all'università ad essere traumatico, è sempre stata una persona per...
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Data di pubblicazione: 12 Gennaio 2013

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Categorie: - Amore

34 commenti

Pagine: 1 2

  • 26
    maximum -

    kid concordo, io cerco di divertirmi ma in maniera possibilmente non squallida a volte funziona più di altre…e non ho trovato nessuna formula magica, problemi e casini vari ce li ho tutti i giorni pure io…il fatto é che alla fine son molto più sereno e in pace con me stesso che quando ero nel rapporto di coppia vero e proprio, questo vale per me, non sto dicendo che debba valere per tutti….
    cmq più aspettative uno si fa, più grande la delusione poi…

    saluti…

  • 27
    Kid -

    Eh Max ma di squallidone ce son tante in giro.
    Io mi ero accorto che più ci stavo dentro , più toccavo con mano la povertà interiore dell’essere umano . Fino a venirmi la nausea dentro.
    Inizialmente, quando avevo 25 anni quella vita mi aprii gli occhi , e cioè constatai tutto quello che andy descriveva nei suoi post , tutte cose utili per non vivere con la testa tra le nuvole, ma poi , col tempo , mi accorsi che c’era poco da ridere e quelle persone, la loro vita, mi inquinavano l’anima.
    Tra esaurite che non si sà mai cosa ti combinano all’improvviso, quelle che fan le dive acuinonglifreganulladite-tantonehannoaltrimille che poi ti sbroccano come matte, traditrici di cui senti le telefonate al loro uomo , altre che ti dicono che invece non è il loro uomo ma il loro ex (mentendo), chi rigira la frittata sparlando in giro ,perchè gli tira parecchio essere non considerate. Insomma anche là la fiera della falsità e dell’ipocrisia in cui si mente sempre , ma a se stessi, soprattutto . Anche là tutte scafatissime . Sì in teoria! Che veramente lo erano ne ho conosciuta una o due.
    Diciamo che a me è sembrato che quasi tutte quelle che ho incontrato avessero una visione di proprietà della propria vagina che al pari di una merce veniva data, anzi concessa al fortunato di turno . Del resto ” Se ti dò la vagina e tu non mi dai nulla , mi incazzo!” . Così funziona in certe teste. La risposta sarebbe implicita “No cara , io ti dò il mio coso e siamo pari!”.
    In realtà non è così perchè in quelle teste c’è la presunzione , che poi è il paradosso della puttanaggine se ci si pensa bene , di averla potuta dare invece che a te a qualcun ‘altro della lunga fila che hanno. Quindi , brutto bastardo , se l’ho data a te , invece che ad un altro ,tu qualcosa mi devi…
    Per tal ragione tu dicevi per l’appunto del “rompere ” e ci credo bene. Per poco una mi ammazza con una bottiglia rotta una sera!
    Mi voleva sgozzare! Ora rido , ma t’assicuro che me la son vista brutta ! In piena crisi isterica che spacca una bottiglia e ti corre dietro non è tanto bello. Eppure ,questa faceva tutta la vissuta…
    Siccome non me l’accollavo ero un bastardo perchè lei avrebbe potuto darla ( e secondo me da mò che gliela aveva data) a questo o a quello , così disse! Cioè ci rendiamo conto? Ma che figura fai !Pur di non ammettere era stata una libera scelta e che s’era invaghita (il che non era affar mio, in quanto sono libero di starci dentro o meno , secondo il mio sentore. O vuoi decidere anche per me?)praticamente ti dai delle zoxxxla da sola!? E allora mi biasimi che non ne voglio sapere nulla di te? Ma questa è una soltanto , ma quante fanno lo stesso discorso o ragionamento? Dal cui ecco il “rompere”!
    E siccome ho ritrovato , lo stesso mondo che avevo lasciato , ormai 7/8 anni fà , mi è venuta a noia presto . Eppoi dipende anche dai casini che uno c’ha nella vita la capacità di sopportarne anche se di rimbalzo altri! …A gratis , come si dice!
    Quindi , per ora ,sto più in relax così!

  • 28
    maximum -

    ahahaha kid….

    non posso troppo smentirti…il panorama può effettivamente esser quello…
    diciamo che bisogna anche avere il cxlo di trovare o individuare quel paio di eccezioni…pure in questi ambiti..
    cmq guarda per me fa parte del gioco, tipo quella scena con la bottiglia, troppo uno spasso!
    cioè dipende poi da come si manifesta veramente e se la tipa è veramente psicopatica, spesso è tutta una messa in scena e non ti avrebbe mai colpito veramente…
    oppure era proprio partita e ti avrebbe colpito, in quel caso chiaramente c’è poco da ridere…meglio starne alla larga o spedirla al manicomio…;D
    cmq si avevi capito cosa intendevo con rompere….esatto. lol
    penso che fino a un certo punto sia naturale e inevitabile in un certo senso…dipende sempre tutto da certi limiti se vengono superati o meno…
    io sopporto anche bene certe rotture, anzi ci faccio su una risata, ma se si superano certi limiti, non ci sto più.
    altro che ricatto della topa….
    se sai marcare i giusti limiti, ti ringraziano poi del ceffone morale o meno…:D
    mocciose….XD

  • 29
    rossana -

    bel thread: complimenti a tutti ma in particolare
    – a elena, per la sua maturità e la profondità delle sue analisi e a
    – Kid, per questa sua sintesi: “Penso solo che si dovrebbe imparare a vivere, per chi ce l’ha , un rapporto con più leggerezza nelle aspettative, sapendo che il tempo e le occasioni possono far cambiare le persone”, con cui sono pienamente d’accordo.

    è stata una lettura piacevole, rilassante per la pacatezza dei toni e molto interessante per il moderno contenuto dei post… 🙂

  • 30
    cerchio -

    Per Rossana: concordo con te, è stato piacevole confrontarsi con pacatezza
    volevo riprendere la frase di kid citata anche da Rossana”bisogna prenderla con leggerezza e sapere che il tempo e le occasioni della vita possono cambiare” e commentarla con voi per avere una possibilità di confronto.
    Premetto che quello che esporrò è ad oggi il mio punto di vista, assolutamente discutibile e pronto ad essere rivisto, nato da esperienze ed errori che credo mi abbiano permesso di crescere (Andrea così rispondo anche a te)…
    Riprendendo, quindi, la frase di kid che mi ricorda il mio modo di vedere le cose molto tempo fa. Sono convinta che il tempo, le situazioni e le occasioni nella vita varino. Se immagino un percorso di vita immagino la sua dinamicità e la possibilità di vivere fasi particolari, come descritto nei post precedenti, in cui si ha una spinta naturale verso il cambiamento. Credo che questo sia molto positivo verso la crescita di ognuno di noi. Quello che mi chiedo è se di fronte a tale cambiamento l'”amore” per l’ altra persona finisce perché non soddisfa più le nostre necessità, di amore si poteva parlare? Un amore fondato sul soddisfacimento dei propri bisogni o ancora sulla felicità di noi stessi proiettata sull’altro è un amore di uso? Che, per il mio pensiero si collega perfettamente con l’ idea di “leggerezza” e “non aspettativa”.
    Mi pare difficile che la stessa persona possa soddisfare per tutta la vita il nostro cambiamento considerando che ne accadranno tanti e tutti diversi.
    sono d’accordo con Elena quando dice che si debba star bene con se stessi prima di poterlo fare in coppia ma non credo basti o meglio a volte si ha l’ illusione di star bene. Allora penso che ciò che riesca a fare la differenza sia la consapevolezza di quello che siamo e di quello che è l’ altro, di ciò che desideriamo e soprattutto che la nostra felicità non potrà mai essere affidata a qualcuno di diverso da noi stessi. Penso che così ci si possa accettare veramente e accettare profondamente le diversità dell’altro e che di fronte ai cambiamenti interni che ognuno affronterà si avrà la possibilità di restare ancora insieme semplicemente perché si cammina insieme e non ci si sostituisce e non si aveva delegato all’altro la propria soddisfazione.

  • 31
    rossana -

    Cerchio,
    il tuo post pone domande molto impegnative. la mia sintesi è la seguente:
    1) caposaldo, come tu stessa affermi: “la nostra felicità non potrà mai essere affidata a qualcuno di diverso da noi stessi.” se non si ama se stessi e non si è in grado di vivere di sè, non si è nemmeno capaci di amare altri in modo sano e costruttivo. l’amore, come l’amicizia, devono essere come un dessert, non l’insieme delle portate per saziare la fame.
    2) l’amore, a mio avviso, è innanzitutto un gioco di specchi e di proiezioni, consce o inconsce, tendenti a fare di due individui uno solo. al di là di aspetti secondari, che possono cambiare sotto la spinta evolutiva (per alcuni in modo più marcato, per altri in modo molto meno pregnante) o per intrusioni esterne, quello che conta per la durata di un rapporto sono forse pochi elementi, molto profondi, legati alla configurazione base del carattere e della successiva formazione, che restano in ogni circostanza la struttura portante di ognuno dei singoli individui e che, quindi, quando si annodano fra loro, come le radici di due alberi vicini, diventano difficilissimi da sciogliere.
    3) per me l’amore è così vasto e onnipresente, ha tali e tante sfaccettature, che sono portata a credere che anche quando è malato, o giunge a termine, se si tratta di sentimenti profondi, anche parziali, è sempre amore, soprattutto perchè, oltre alle grandi sofferenze che può portare, non manca mai di dare a chi lo prova, più o meno in egual misura, gioia e potenzialità di crescita interiore (bene e male procedono quasi sempre di pari passo). questo non significa che tutto è amore: bisognerebbe distinguere almeno fra infatuazioni e flirt, e non appiccicare questa importante etichetta ad ogni alito di vento…
    4) bisognerebbe essere capaci soprattutto di non privare della libertà chi amiamo, di non pretendere l’infinito da creature terrestri e di valorizzare più il bene che il male che l’amore può portare. la scelta che ci è data è fra non amare, senza correre rischi, e provare ad amare, senza troppe pretese, pagandone tutti i successivi eventuali prezzi. ad ognuno quella che più gli è congeniale…

  • 32
    cerchio -

    Grazie Rossana per aver commentato e la tua risposta è molto interessante.
    Hai posto l’ accento proprio su quello che domandavo.
    Dici che per te l’ amore è un gioco di proiezioni e di specchi consci e inconsci tendenti a fare di due individui una cosa sola.
    la domanda che ponevo era proprio questa: l’ amore può trovare sede su quello che io proietto sull’altro?
    La proiezione sull’altro e l’ illusione di quello che potrà essere o soddisfare quanto potrà durare? Proiettare sull’altro quello che noi desideriamo significherà che nel momento in cui tale compito avrà perso la sua funzionalità si ricercherà una nuova persona su cui proiettare nuove priorità. Ancor peggio se invece l’ altro non è mai riuscito a soddisfarle con il risultato, spesso, di una richiesta di cambiamento da parte del partner per renderlo più”affine”.
    questi meccanismi, come dicevi tu, sono inconsci e ancor più difficili da riconoscere nella prima fase della relazione. La capacità di rinegoziazione con la realtà di quello che l’ altro veramente è, l’ allontanamento dalle proiezioni e la massima consapevolezza dei nostri meccanismi, a mio parere, può fare veramente la differenza permettendo di vivere l’ amore come due individui separati che camminano insieme nel rispetto e nella gioia delle loro diversità senza mai fondersi in un’unica entità.
    Sono invece d’accordo con te sul fatto che valga comunque la pena viverlo sempre nella maniera più profonda possibile anche se poi dovesse finire.

  • 33
    cyber81 -

    @Cerchio
    Naturalmente condivido il tuo pensiero. Devo dire che in trenta anni non mi era mai capitato di fermarmi a riflettere su queste tematiche nè avevo mai compreso le mille sfaccettature che un rapporto di coppia può comportare… mi chiedo fino ad adesso dove io abbia vissuto o come facevo a vivere i rapporti senza che mi fossi posto queste domande!
    Evidentemente vivevo i rapporti gestendoli ad istinto a solo ora mi accorgo di come in realtà fossero tanto evidenti le problematiche dei miei rapporti passati.
    E’ oramai appurato (per me dico..) che chi non sta bene con se stesso non può stare bene con gli altri ed è oramai chiaro che un partner non potrà mai appieno colmare le nostre paure o le nostre insicurezza.
    Ma nemmeno noi saremo mai in grado di prenderci cura, “romanticamente parlando”, delle totalità delle problematiche dell’altro partner. Non possiamo perciò pretendere che altri ci salvino nè pretendere di salvare gli altri. Sia perchè probabilmente una persona insoddisfatta e insicura ha necessità di ripartire da se e il nostro affetto, per quanto forte, non riuscirà mai a colmare le loro insicurezze, sia perchè magari la persona in questione non ha interesse di ricevere il nostro aiuto per mille e mille ragioni!
    Solo ora mi accorgo di quanto eravamo sbagliati nei miei rapporti passati; io magari che vedevo lei come un’ancora di salvezza, lei che forse vedeva me come colui che potesse risolvere le sue problematiche.
    E’ naturale che ciò non poteva mai portare a nulla di buono.
    Di certo è che deve essere molto complicato trovare un partner che possa essere indipendente ed autonomo da noi in modo tale che si possa fare un cammino di vita parallelo si, ma non univoco.
    E’ dannatamente complicato, credo, trovare una persona abbastanza decisa e sicura di se al punto di avere non dico un ottimo, ma almeno un buono rapporto con se stessa.
    Sinceramente sto gestendo questa fase della mia vita con molta curiosità, non credo di essere mai rimasto a casa di sabato sera ma talvolta ora mi capita.. sia perchè gli altri lavorano lontano o sia perchè naturalmente qualche amico è fidanzato e ci si vede sul tardissimo; non che mi dia fastidio dato che mi intriga molto la libera scelta di uscire o non uscire 😀 e di dedicare del tempo a me stesso… la vivo con curiosità perchè nel bene o nel male la vita non la smette di sorprendermi… una cosa positiva, oltre al mio lavoro che almeno per il momento va a gonfie e vele, è una strana serenità che mi permette di riposare nella pausa pranzo anche dormendo per un paio di ore.. o di ritornare a vivere senza l’angoscia di avere relazioni che si stanno accartocciando…
    Diciamo che credo di aver intrapreso la giusta strada che speriamo, mi porti a conoscere prima o poi, una persona affidabile e seria con cui proseguire su questo strano percorso chiamato vita… con la consapevolezza che se entrambi i partner non sono sicuri di se non vi è mai nulla di buono.

  • 34
    cerchio -

    Grazie mille per la tua testimonianza Cyber81. Penso tu abbia colto quello che è il mio pensiero. “Credo di aver intrapreso la giusta strada”…anche per me questa è la sensazione che mi permette di continuare il tortuoso cammino in questo modo. Spero ci porterà”lontano”

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