Lasciateli perdere, lasciateli voi
di
aleheavygrinder
Riferimento alla lettera:
A tutti i lasciati di ogni ordine e grado fra quelli abbandonati spregevolmente dopo vessazioni, menzogne, raggiri, imbrogli, tradimenti e ambiguità varie, lasciate perdere. State rincorrendo o rimpiangendo individui che vi hanno dimostrato una sola cosa, di avervi volontariamente fatto del male. Premeditandolo e attuandolo. Ma non solo, partendo dalla...
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Data di pubblicazione: 14 Ottobre 2010.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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Dopo il mio sacrificio,il mio impegno, sarebbero venute dimostrazioni di amore (che pure mi sembravano già esserci), di gratitudine, di aiuto se nel caso per avere anch’io una nuova stabilità, una nuova crescita, in una nuova vita insieme. Invece no. Al momento opportuno, ossia quando io avanzavo anche le mie esigenze e problemi, certa di un sostegno, di un incoraggiamento, di dimostrazioni di amore, si creava come una linea di separazione, un distacco, tra me e lui. C’era lui con la sua vita, io con problemi (e stranamente dopo esserci sempre dedicati ai suoi in cui io perdevo energia, tempo, sempre più) dei quali lui mai sapeva o si dimostrava come stupito… Mi accorgevo, poi, che non solo certo lui non potesse, e non dovesse, risolvere i miei problemi, ma nemmeno ricevevo quel supporto, quei ragionamenti, quelle discussioni, che normalmente e incessantemente si facevano per i suoi, di problemi. Non solo, per i suoi problemi, sempre, c’era stato un mio contributo concreto. Forse mi direte che era un banale egoista, ma era incredibilmente bravo nel far credere con lui una vita davvero bellissima e realizzata, in cui tutto, con amore e impegno, sarebbe stato possibile. Invece è stato solo possibile, ampiamente, che lui solo avesse una vita se non ancora bellissima, per problemi ancora in corso nella sua stessa vita, almeno già molto più bella di quando era solo e senza di me.
Quando facevo notare il mio malessere, invece di concentrarsi su quello, faceva in modo di creare ulteriori tragedie, disperandosi che io volessi lasciarlo, che non ero felice con lui, che le cose si sarebbero risolte, che non vedeva problema e via discorrendo, di conseguenza riusciva, ogni volta che io tentavo di far presente i miei problemi e il mio stato sempre più profondo di disagio, in quanto lo amavo sempre, riusciva continuamente a spostare l’attenzione da me a lui, con la scusa paradossale talora del noi. Per assurdo ero proprio io infatti che cercavo di pensare a noi, sapendo bene che nei rapporti di amore è necessario crescere in due e singolarmente. Sapevo bene che il suo modo di pensare solo, gira e rigira, a sé, avrebbe distrutto, nelle fondamenta,il nostro rapporto, che desideravo ardentemente e credevo per la vita. Ma non c’era niente da fare, ogni volta era così.
-continua-
Raramente, specie a seguito di un mio allontanamento (in cui io non ero certo spensierata a far altro, divertirmi o svagarmi, ma stavo molto male, seriamente concentrata su un problema di coppia che per me aveva la priorità, anche perché interrompevo – facendomi violenza e quindi aggravando ulteriormente il mio stato – quella che era diventata la mia vita, quella insieme a lui), era come se tornasse a una vera lucidità e un vero amore, dichiarando ciò che era mancato, in effetti, e riconoscendo che le cose fossero impostate in una maniera che destabilizzavano me. Ha provato, parlato, ammesso, dichiarato il suo amore, fino all’ultimo, ma al tempo stesso, ha fatto in modo di contraddirsi, a parole e fatti, facendo puntualmente emergere, ancora, quel suo essere sempre a metà, quella sua ambiguità, e quel suo modo di “amare” che sembrava (ai miei occhi, al mio cuore che si sentiva sempre più ferito, sempre più ammalato) dimostrarmi di volerci essere fin quando io ero amabile, allegra, forte, presente in tutto e per tutto per lui (non posso dire qui le cose che ho fatto per lui) cercando di non far pesare quello che facevo per lui facendolo con amore, per “disperarsi”, e per assurdo sentendolo distaccato, nel momento in cui io veramente non ce la facevo più (per un insieme di problemi che di nuovo non posso raccontarvi, ma in buona sostanza sia problemi miei personali, famigliari, sia problemi che mi creava lui, condizionandomi pesantemente la vita), semplicemente. Quando ero completamente a terra, scoraggiata per la mia crescita personale, i miei personali obiettivi, i nostri obiettivi in comune… Allora, in quei momenti, lui non correva da me. Si mostrava disperato e basta, senza mai dimostrarmi veramente una piena vicinanza, creandomi una ulteriore, enorme sofferenza: perché io, amiche, amici, lo amavo. Non gli stavo dicendo: non ti amo più, ti lascio. Gli stavo dicendo che stavo molto male. Mi ha sentito piangere al telefono, incapace anche di parlare. E mai mi ha detto: amore mio, stai tranquilla, resta lì, che ti raggiungo subito. E io ero sempre più stravolta, sempre più scioccata. E più mi mostravo scioccata, più lui si disperava e si mostrava scioccato a sua volta. E’ davvero allucinante, per me, tentare di spiegare questa mia relazione e questa… fine che ancora fatico a scrivere… “Fine”. Tuttora vivo una sensazione di straniamento dalla realtà, e non mi aiuta certo di essermi ritrovata con problemi personali aggravati e senza più nulla.
Anche io ho provato la tua strada l’allontanamento ma non e’ servito a niente ha preso la palla al balzo e a me non e’ rimasto niente anzi i miei problemi personali si sono moltiplicati,la mia vita personale e’ andata on pezzi e dopo 5 mesi sono un cadavere ambulante. Lo so cosa provi e’ sconvolgente ma a questo punto credo che sia persone che non provano empatia che quando ti vedono cadere ti danno una mano ad andare giu e loro si salvano…indenni…a volte fanno anche le vittime…io non so ora bene a che punto sei della tua vita ma devi ricrearti…cadendo e rialzandoti 1000 volte prima o poi raggiungerai l equilibrio…ora puoi assassinarti il cervello per ore,mesi non cambiera’ niente io continuo a farlo ma tanto che risolvo non mi capira” mai non capira mai il male che mi ha fatto puo solo scappare via.. E io devo solo rassegnarmi….rebecca abbiamo perso tempo…secondo me…sei libera di dargli qualche possibilita’ se vuoi ben consapevole che non cambiera’..
Rebecca ciao,
anche io sono una di quelle che pensa che chi lascia non ama. C’è però una differenza in quello che hai scritto tu o che potrebbe capitare ad altre persone che vivono una situazione simile alla tua, tu non stai lasciando perchè hai fatto entrare qualcun altro nella tua vita. Tu hai stra combattuto affinché il rapporto funzionasse dando più di una opportunità al tuo compagno. Ti sei sentita abbandonata dalla sua indifferenza o manipolazione e hai preferito fare una scelta che POCHI avrebbero fatto. Stavi soffrendo troppo. Lasciare amando, per poi stare soli, è un gesto di grande rispetto per se stessi e per l’altro.
Non so come si evolverà la tua situazione ma la scelta che hai fatto la ritengo di una nobiltà estrema e grande amore per te stessa, quindi sii forte, continua così e non sentirti debole per la scelta. Chissà da quanto stavi combattendo.
Anima fragile,
Vedi che sei stupenda quando devi dare consigli altri altri! Inizia un pò anche con te che dentro c’è un cuore enorme pieno di tanto amore.
Un abbraccio forte e buon week end!
Libra sono una delle tue grandi fan non dimenticartelo.. Io continuo ad inciampare…ma per gli altri ci saro’ sempre e’ il mio destino…e la mia missione insieme a quella di volermi bene veramente…notte sei una persona davvero speciale.. Come tanti qui…rebecca non sei sola!
Animafragile, sono a un punto della vita finita… Questa è poi una cosa che ho detto a lui, che la mia vita era finita. Lui rattristato o disperato, ha detto ancora belle parole, che non è vero, che avevo ancora tante cose da fare, da dare. Naturalmente comodamente seduto. La realtà è che quando è stato male lui io ci sono sempre stata. Quando ho avuto problemi miei (in cui in parte entrava lui), erano problemi miei.
Libra, mi hai fatto venire le lacrime agli occhi. Sì, ho quasi sempre lasciato, anche amando: il dolore che si ha è paragonabile a una specie di suicidio. Con accuse di omicidio. Sono esercitata, ormai, a lasciare, se nel caso. Ti do tutto, ma se mi accorgo che sei ambiguo, mi tradisci, ti approfitti di me, delle mie difficoltà (e questo, sicuro, dopo che io non ti ho mai tradito, non sono stata ambigua, ci sono stata, presente, ti ho amato, aiutato, sostenuto), quando dovrebbe essere il momento, o uno dei momenti, in cui tu mi dimostri il tuo amore, la tua fiducia, la tua stima per me, e fai tutto il contrario, allora è finita. Non ho più cercato ex. Loro sì, mi hanno cercato. Ci sono state eccezioni, tentativi di rimanere in amicizia. Tentativi inutili, anzi concessioni inutili, dal momento che emergeva che si volesse tornare con me. In questo caso, ora sono convinta che lui si senta “vittima”: è più comodo così. Secondo sua logica, io lo avrei lasciato, mentre lui avrebbe fatto di tutto per “recuperare”. Recuperare cosa? Mi ha detto di tutto, in negativo e in positivo solo quando tornava in sé. Ha continuato a oscillare tra due concezioni estreme: io ero dolce e brava, ma poi ero un mostro di freddezza. Io ero intelligente, ma poi non si poteva più parlare con me, perché mi chiudevo. Non riusciva nemmeno, evidentemente, a capire le conseguenze, di ciò che dice e fa (o non fa). Se comunichi con me dicendomi, mentre sono dovuta tornare in famiglia, avendo dei grossi problemi, mi senti piangere, andare terribilmente giù, non riuscire nemmeno a parlare e uscire di casa, e tu comunichi con me sostanzialmente dipingendomi non so come… E dopo tutto quello che ho fatto per te, per noi, fino a non avere più forza nemmeno per me stessa, e tu fai basse, bassissime, totalmente inopportune, insinuazioni, che cosa ti dovrei comunicare? E mai che in questo “recupero” gli sia venuta in mente la cosa semplicissima (ma forse più faticosa per lui) di venire qui: ad abbracciarmi forte.
Ragazze, state tranquille. Tutto passa, ci vuole solo 1pò di tempo!
Non e’ finita e’ finita con lui…purtroppo e’ sprovvisto di strumenti per capirti per starti vicino non ne ha…quindi se ti aspetti che cambia qualcosa lascia perdere. Devi richiudere un’altra volta e andare avanti…triste ma vero…anche io sono disillusa ora…ma cosa devo aspettare che torna? Chi torna poi? Chi non sara’ mai come voglio io…e’ questo che ti devi ricordare…non sara’ mai cio’ che vuoi…fa male forse noi donne stiamo peggio quando lasciamo ma pensa come sarebbe andata se ci stavi ancora insieme?
@ ele
Avevo scritto quello, per rispondere a quanto da te scritto:
“Prima di amare qualcuno bisogna amare se stessi e imparare a stare da soli.”
Beh ecco, nn è così semplice, xchè la vita è bella se condivisa! E forse l’essere umano nn è fatto per stare da solo!
No, non deve tornare nessuno. Proprio sul più bello, quando abbiamo fatto spazio, soffrendo e riflettendo, lavorando duro, per accogliere l’arrivo di noi stessi, perché metterci un altro pupazzo, o lo stesso? Basta. Arriva un momento in cui tutti i segnali dicono la stessa cosa, non funziona. Ho amici che passano da una storia disgustosa e drammatica ad un’altra. Hanno già la chiave del discorso: amico e amica, se tutte queste faccende ti stanno abbandonando, vuol dire un sola cosa, che sei nei pressi di quello che sei e come ombre al mattino il resto si dilegua. Questo vale anche per quelli che si struggono perché non trovano la storia da sogno, quella in cui poi addormentarsi.
Bravo Cronico, è una ottima osservazione quella che hai fatto. Alla tua esperienza serviva quella precisa ‘padellata’, altrimenti se fosse stata una cosa diluita o anche corretta e morbida, saresti rimasto con un lavoro a metà circa tutto l’insieme delle sensazioni e concetti, andando via ancora contaminato dal torpore e accettazione comuni che in tutti i campi sommergono la nostra essenza e che, in tanti casi, si creano o aggravano anche durante esperienze sia di condivisione che di divisione delle storie sentimentali.
Feanor
mi sono espressa male: anche io sono d’accordo che non siamo fatti per stare soli. Con la mia frase intendevo dire che non bisogna accontentarsi pur di non rimanere single. C’è chi ha la fortuna di incontrare subito la persona giusta (ma non per questo deve basare la propria vita unicamente su quella relazione) e chi è meno fortunato/a. Mi riferivo proprio a quest’ultime persone: quando una relazione non va è meglio troncarla e aspettare di avere cuore e mente liberi dall’ex prima di impegnarsi di nuovo. Nessuno vuole stare da solo ma sono contraria alla logica del ripiego, tutto qui 🙂
Ciao Rebecca, conosco il tipo di soggetto, una persona simile è stata il mio penultimo pseudo rapporto. Dico pseudo perché un vero rapporto presuppone ovviamente una reciprocità.
Ti capisco, anche io ho lasciato amando e non perche ci fosse qualcuno pronto dietro l’angolo. Infatti sono tutt’ora “sola” e mi dedico alla mia guarigione. So quanto sia straziante.
Bevenuta tra noi, sei in un posto sicuro qui, dove nessuno può farti del male.
Un abbraccio.
Per tutti: continuo a seguirvi con molto interesse e affetto. Sto elaborando pian piano e con difficoltà ma tempo e silenzio sono indubbiamente dei potenti alleati.
Buon week-end a voi!
Guido
ciao come stai?
Animafragile
vedo che dai ottimi consigli 🙂
Libra
sei diventata gagliarda e tosta 🙂
Rebecca
ti stimo perché ho imparato molto tardi ad allontanarmi da una relazione che non va. Preferivo soffrire in silenzio e cercare l’impossibile.
@Broken a parole le sto scalando titte le montagne però non ho ancora comprato le scarpe adatte 😉
@anima fragile mi piace l’impegno che metti per aiutare gli altri. Ascoltati.
Le relazioni le percepisco svolgersi su due paradigmi. Nel primo, uno le attiva mosso da ansie, spasimo, infatuazione, responsabilità sociali o biologiche programmate o rivalsa varia che contaminano molte aree della sua vita, e quello che viene scambiato per ‘non sapere stare bene da soli’ a livello profondo è invece il non essere ancora sovrani di se stessi. Allora deve ancora completarsi e quindi quello che cerca non è una relazione ma uno specchio e lezioni ulteriori, che molto spesso si traduce in un partner. Un partner offre una buona palestra. I presupposti si possono osservare quali sono. E va bene così, assolutamente bene, anche quando finisce malissimo. Attraverso un altro essere però non è possibile completarsi, il più delle volte è un rifugio, e se avviene in una storia è perché si è fatto tutto da soli, ed è tutto quello che conta: non si deve cadere nella trappola mentale che è stato per merito dell’altro/a. Il lavoro che si fa su di sé è personale e nessuno lo farà al posto di un altro. Se è fatto bene, dentro e fuori le cose lo sapranno dire. Bisogna completarsi per sé, non per essere infallibili e a prova di scemi d’amore. Nel secondo paesaggio uno non cerca una relazione, è semplicemente sovrano e sta bene con se stesso, sia da solo per millenni che con gli altri, e nell’arco delle sue giornate costellate da presenza e comprensione e creazione, appare sullo stesso percorso di presenza e responsabilità un altro essere a sua volta sovrano. Se vogliono, possono consapevolmente condividere un tratto di strada ed espandere la bellezza, creare forme, desideri, esperienze, insieme, esenti dalla contaminazione della vecchia modalità, cioè sapendo che nulla di quello che fanno va a diminuire la gioia o la bellezza ma ad aumentarle. Esseri ancora alle prese con il loro completamento non incontreranno quelli che si sono già compiuti, sì magari può accadere ma durerebbe un istante, perché l’altro saprebbe come non farsi rapinare ed è comprensibile, perché non appaiono nel campo di sensibilità in cui esistono irresponsabilità, ansia, bisogno di compagnia e vampirisimo e in generale cose da risolvere. Per quello che vedo io, tante persone che hanno compreso questo, stanno perfettamente da sole e solo raggiungere quello stato e provarlo su di sé può far comprendere quanto poco anomalo sia non avere un partner, altrimenti è inconcepibile. Questo è tutto. Ora devo assentarmi per un po’. A presto!
Ale,
I tuoi interventi a me entrano nel cuore, sempre.
Non so da quale pianeta arrivi, ma vorrei poterlo scoprire anche io un giorno e incontrare uomini come te.
Animafragile,infatti non potevo né volevo continuare a stare con lui come stavamo. Lui era ben contento… Andava bene così, si vede. Quando mi sono allontanata, allora sì, a suon di miei respingimenti, ha ammesso che si dovevano cambiare certe cose. A parole. Io non volevo che lui cambiasse come persona: perché non sapevo che persona fosse. Dicevamo le stesse cose: solo che le sue non erano vere, o erano vere a metà. Secondo come gli conveniva. Di conseguenza dovevo vedere con chi, veramente, avevo a che fare. Perché c’era il dettaglio non irrilevante che si era deciso di fondare una vita insieme. Il sottinteso, si vede, è che si dovesse fondare una vita insieme, amandosi, crescendo, costruendo, e secondo lui (tacendolo) seguendo tutte regole, o umori, suoi. Dunque per me: o cambiava questo o… Ciao. Naturalmente ha fatto lo stupito, il disperato, lo stronzo che infierisce su me, e nel momento del bisogno. Le ha provate, insomma, tutte, pur di non cambiare lui, questo aspetto del SUO modo malato di concepire le relazioni di amore, ma non ha, poverino, ottenuto risultato. Io piuttosto sarei morta di dolore, piuttosto che piegarmi a un volere malato. Questi sono malati: vogliono amori malati, basati sul saccheggio, e su calcoli loro, in cui il bilancio in positivo deve sempre ed esclusivamente essere il loro, e non quello di tutti. Per me può restare come è, se sta da solo. Ma se mi viene a cercare, cerca di conquistarmi, mi parla poi di amore, di crescita, di costruzione, allora non può, poi, rispondere come ha fatto “non so perché dico certe cose”. Adesso sta in silenzio. So che è già con questa e quella, a consolarsi, a cercare di sopravvivere, di riprendersi. Il parassita. Non ce la fa, a fare come me, che sono qui da sola. Io l’equilibrio, e nonostante i miei problemi, l’avevo. Lui mi ha destabilizzata completamente. Mentre io gli davo stabilità. Mi ha risucchiato tutto. La fatica che ho fatto per quella stabilità… Ma tempo al tempo, Animafragile. Ha già strisciato abbondantemente per due mesi, per poter avere di nuovo udienza da me. E siccome lo amavo ancora, ecco che sono stata di nuovo male. Perché lui, senza di me, ha perso la bussola. Adesso non gli dicevo più che cosa volevo, che cosa potevamo fare, quindi era tutta farina del suo sacco. E quindi, nel suo caos, le cattiverie uscivano alla svelta… Non c’ero più io lì, a fargli le carezzine. A dargli la certezza che c’ero…
Ele, Cate, ciao, grazie dell’accoglienza… Oggi sono schifata…Animafragile, pensavo… Come sarebbe andata se ci stavo ancora insieme… Sarebbe andata come stava già andando da tempo… In cui vedevo che a lui andava bene come andava. E ti credo! E’ vero che cercavo di farmi forza, di andare avanti, lo amavo, continuavo ad avere speranza e fiducia. MA quando tu stai male, e vedi che la persona che dovrebbe esserti accanto fa finta di niente, e questo dopo essere stata tu accanto a lui quando è stato male…Allora sì che cominci a sprofondare… Diventa una terribile lotta, perché vedi tra noi c’erano state cose belle, era sembrato veramente che si fosse costruito qualcosa insieme, e insieme avessimo affrontato problemi non indifferenti…Ma questo era accaduto perché c’erano da risolvere problemi SUOI. Allora sì, uniti e innamorati. Allora sì, forti e in coppia…Sai cosa mi diceva, quando era il mio turno? (e allora sì, che erano cavoli miei…) Lui così forte, lottatore, mai dato per vinto… Mi diceva: sono impotente, non so cosa fare, come fare…E si mostrava prontamente o debole o senza idee… E non gli stavo dicendo: sai, sono stata a fare degli esami, mi hanno detto che ho un cancro. Che cosa avrebbe fatto in una circostanza del genere, eh? Eh mia cara, è stato bello, ma ora ciao? Eh, l’amore. Quindi, Animafragile, che cosa è successo? Che a me, a causa sua, per i SUOI problemi, è venuto un esaurimento nervoso. Perché prima, e abbondantemente, ci siamo dovuti occupare dei SUOI problemi, poi quando io avevo un problema, erano problemi miei. Ero in coppia e SOLA, puntualmente, in CERTI momenti. E sono andata avanti un bel po’, così. Con uno che pensava alla SUA vita. Sai cosa faceva? Aspettava che io mi arrangiassi da me, per ricomiciare tutto da capo come prima. Mai fidarsi di uno che ti dice che a tutto c’è sempre soluzione, ci vuole solo tempo e pazienza, sottintendendo anche il TUO tempo e la TUA pazienza: per i problemi suoi. E quando arrivano i tuoi, di problemi, ti mette le mani avanti, ti dice: ah, scusa, non ho tempo. Ah scusa, questa cosa non ho proprio idea di come fare. Ah, scusa, ma ora tra noi ci sono stati dei problemi, non mi sento molto sicuro della nostra relazione…E quando vedi che tutte, ma proprio tutte, le SUE cose, grazie anche a te, sono a posto, e le tue completamente in subbuglio o accantonate, allora ti svegli. E sai come va a finire, Animafragile, se ci stai ancora. E sai che cosa è stato.
rebecca non puoi capire quanto siano simili le nostre storie..anche tra quelle degli altri qui è incredibile..li fanno con lo stampino?. credevo che era capitata solo a me questa disgrazia e invece non era speciale vedo che è un comportamento dilagante…bene detto questo…ti fanno passare per pazza poi lo so bene…io sono diventata meno importante della scopa del bagno per essere fine…c’e’ stato un momento in cui voleva vedermi ma io mi sono rifiutata tanto a cosa sarebbe servito?. oggi mi manca il confronto ma averlo con un muro non ha senso..anche il mio ex sta con un’altra e questomi fa capire tutto…non sa stare da solo..mi ha detto di cercarmene uno e gli ho detto chiaramente che non sono come lui…ma ho solo ingrandito il suo ego…te l’ho detto mentre noi facciamo congetture loro ridono e vivono dicono che palle questa ex…tu dici tempo al tempo..non lo sonon ci credo…e comunque non lo voglio sapere..ha lasciato il niente dandomi le colpe di tutto..oltre che non mi amava piu’..pazienza fatica doppia per noi..ma forse un giorno staremo bene veramente…io non voglio piu’ nessuno nella mia vita voglio solo imparare a stare bene con me il resto è storia è passato…pensa che ti sei salvata…
Concordo al 100% con quanto detto da Cate.Amici , noi siamo persone serie, non siamo scimmie che si attaccano e staccano da un ramo all’altro. Prima di far venire una nuova persona nella ns vita bisogna essere puliti dentro, dal passato etc etc.
Bisogna che cerchiamo I nostri simili, solo cosi’ saremo felici.
Finchè ci saranno gl’ex di mezzo la malattia emotiva ci sara’ sempre.
Un bacione a tutti , ale , libretta,ele, animafragile,feanor e benvenuta a Rebecca 🙂
Guido ndo stai?!!?
Ciao belli vvb
Rebecca so come ti senti io mi son dovuta sobbarcare il lavoro che non gli piaceva, notti insonni perche’ non dormiva, non aveva amici..vita sociale piano piano ho perso tutto il mio mondo…lui andava avanti io indietro… Io sempre piu depressa lui sempre piu felice lavoro stabile, amici ripresi, palestra macchina fi..…io niente il nulla perdo il lavoro e basta mi son dovuta sobbarcare tutto…fare le valige e tornare dai miei a 30 anni in un posto dove la parola futuro non esiste! Anche io credo di avere un esaurimento, forse depressione e lui non c’e’ ha detto che tanto io sto sempre male e quando ci siamo lasciati da poco e lho cercato perche mia madre stava morendo mi ha detto che era una scusa per tornare con lui che era egoista ma doveva vivere, pero’ si e’ dimenticato le palle per lasciarmi da qualche parte mi ha afinita in modo subdolo affinche’ lo facessi io..salvo poi inzerbinarmi per cosa?. quindi io ti posso dire cio’ che mi ripeto da mesi con scarso successo come un mantra non era per me e lo sapevo…ho perso tempo e basta..e altre cose che purtroppo non alleviano il panico e non mi fanno dimenticare che ho vissuto insieme a lui…un vero mostro…
@Ele, sono cambiati i ragionamenti ma a volte e troppo spesso faccio tanti passi indietro. Però non mollo. 🙂
@Broken sei una forza, hai un ironia innata e spesso quando ti leggo mi metti di buon umore.
E poi dici cose correttissime.
@Rebecca, sfoga tutta la rabbia brava, fai uscire tutto!
Leggo che sei ancora tanto delusa e ne hai ben donde, butta fuori tutto il male che senti dentro, io pensavo fosse un sentimento negativo e mi caricavo per poi esplodere. Bisogna espellere.
eccomi dopo una seratina tranquilla 🙂
benvenuta rebecca!!!sfogati,qui troverai sostegno,sei nel posto giusto,pieno di persone nobile uomini o donne che siano..la sofferenza,la delusione,non ha sesso.. leggo che anche voi donne siete colpite da esseri inutili con l albero della vita in mezzo alle gambe!!
le amiche qui come libra e animafragile stanno “rispondendo” bene al tempo…..la consapevolezza che entra….meritate tutte di meglio,molto meglio!!!
@ ele
abbè certo, meglio stare da soli che con la prima che passa!
Però sarebbe bello ogni tanto anche accontentarsi.. mi sto accorgendo di nutrire un pò d’invidia x chi si accontenta ed è felice! Io ormai mi sento una croce addosso, come nn mi andasse mai bene nessuna…e con le poche elette la fortuna nn è dalla mia parte!
L’unica cosa di cui sono convinto, è che nn sarà un rifiuto a farmi morire… no perchè d’amore nn si muore! AVETE SENTITO?!?!?!? D’AMORE NN SI MUOREEE!!! e questa lettera dovrebbe farlo capire molto bene! 😀
Buona Notte!
P.S. Ho appena visto: “12 anni schiavo”, un film ben fatto! Altro che problemi d’amore!
Feanor
sarebbe bello se la persona in questione interessasse almeno un po’… non dico che uno debba essere troppo esigente, davvero altrimenti sarebbe meglio che si comprasse uno specchio, ma frequentare le persone per cui si ha un minimo di interesse. Può sembrare banale ma ne conosco di persone che sono fidanzate tanto per esserlo. Discorso diverso per chi si frequenta mettendo le carte in tavola, senza impegni e coinvolgimenti… anche se non fa per me, ci resto secca, e scatta la cotta 🙂
E’ anche vero che forse io sono un caso patologico, visto che l’unica persona che ha suscitato il mio interesse, dopo la rottura con il mio ex storico, aveva una “certa avversione” per le donne… 🙂 mi sono anche chiesta se questo non sia un sintomo della mia scarsa voglia di impegnarmi ma mi sono anche risposta che quella persona mi ha illusa, parlandomi di costruire qualcosa insieme, insomma sembrava che ci tenesse davvero a me. Non mi sono più ripresa…
Io ho visto un film di guerra, mi ci hanno trascinato più che altro, perché non è il mio genere… però certo quelli sono problemi veri, altro che amore 🙂
Dottor
ciao, come va con la tua donna? Sopratutto come fai a non rimanerci sotto e cotto? 🙂