Lasciateli perdere, lasciateli voi
di
aleheavygrinder
Riferimento alla lettera:
A tutti i lasciati di ogni ordine e grado fra quelli abbandonati spregevolmente dopo vessazioni, menzogne, raggiri, imbrogli, tradimenti e ambiguità varie, lasciate perdere. State rincorrendo o rimpiangendo individui che vi hanno dimostrato una sola cosa, di avervi volontariamente fatto del male. Premeditandolo e attuandolo. Ma non solo, partendo dalla...
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Data di pubblicazione: 14 Ottobre 2010.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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Broker Dream, sei sempre dolcissimo con me, grazie apprezzo tanto!
Anima fragile, io ho perso compagno e lavoro! forzaaaaa trova un altro che può seguirti se il terapeuta è impegnato o hai fiducia solo in quella persona? tutto quello che senti è naturale, ti chiedo solo di non arrenderti, cerca qualcun altro che sia libero e possa aiutarti.
Non cedere ai vigliacchi, tu sei troppo preziosa.
Cate, ho qualche dubbio che certe persone possano avere una sorta di punizione. Sento quasi come se “questi” riescono sempre a cavarsela.
Però mi piace l’idea che ci penserà la vita,….
Con loro ci pensa la vita e non è una frase consolatoria, la “punizione” è insita nel loro modo di essere. È scientificamente provato
Che bello sentire persone mature.
Cate che bella persona che sei.
Ale , ndo cxxxx stai? Ci manca Il presidente qui 🙂
Animafragile
ha ragione Libra, un aiuto ti serve adesso, non tra qualche mese… non ci sono altri specialisti?
nel frattempo puoi provare con la lettura, a me in passato ha aiutato molto. Puoi leggere di tutto e la tua mente per quel momento sarà impegnata. Ascolta della buona musica, rilassati, se ci riesci fai un po di meditazione. Guardati dei bei film, anche di quelli comici. Ridere è importante, saper sdrammatizzare quello che ci capita ancora di più.
Prova a pensare ad un hobby che ti piacerebbe praticare e iscriviti. Frequenterai persone con i tuoi stessi interesse e coltiverai la tua creatività.
un abbraccio a tutti!!!
Carissimi, ogni tanto ho bisogno di staccare per portarmi un po’ in solitaria qui e là e apprezzare meglio, starò ancora un po’ via. Andrò molto rapidamente. Vi abbraccio tutti, amo il vostro tono sobrio e chiaro, libero e pulito, senza spazio per le inutili recriminazioni. Questo aiuta a calibrare la determinazione. Sembra un controsenso ma davvero la trasformazione di una rabbia porta cento volte più avanti dell’uso dell’impulsività che certi momenti suggerirebbero. Un saluto di benvenuto a Farewell che ho visto è ben sintonizzato e ha raccolto valida assistenza, amico forza, spaccala di silenzio come una radiosveglia, non ha nessun potere. Non c’è tempo per questi qua, mai stato tempo, adesso è il momento di espandersi come il sole con buona pace dei vampiri.
Visto che in alcuni commenti e alcune lettere si parla anche di letteratura e narrativa, vorrei suggerirvi un titolo, un testo che in qualche modo ha a che fare con quello che alcuni qui stanno attraversando. Si tratta di un resoconto intenso, potente, a tratti molto crudo ma denso di una multitudine di livelli simultanei sia di senso, sensualità, immagini e profondi concetti, soprattutto è una delle letture più commoventi in cui mi sono imbattuto. La storia di un tizio come tutti, uno che sogna, che si arrangia, perde, sbatte i pugni, ha compassione, e intanto scava fra le sue risposte e prova a smettere con le sporche inutili scuse e domande di comodo. Si va oltre, quasliasi sia la reazione che un amore finito, eterno o mai cominciato susciti. Il titolo del veloce romanzo è “C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo,” di Efraim Medina Reyes. Tantissime e arcinote citazioni di cui il web è pieno sono dai libri funambolici di questo autore, che è una persona specialissima, autore fra i più strepitosi della letteratura mondiale e per fortuna poco noto ma alla portata di chi vuole piantarla coi compromessi. Fra l’altro vive in Italia, a Vicenza.
Con questa citazione che spero il sito mi permetterà, vi auguro una buona fantastica domenica.
«Visto che non ho nessuno da odiare, odio lui, visto che non c’è colpevole do a lui la colpa, visto che non c’è nemico faccio di lui il mio nemico. Il mio è un amore soprannaturale, un peccato senza Dio, una telenovela senza fine, la pubblicità di una nuova marca di margarina. Visto che chi dovrei uccidere sono io, uccido l’amore. Visto che sono l’incendiario, l’innominabile, nomino lui. Visto che non ho potuto dire a lei quanto la amo, lo dico al mondo.”
ele grazie sto cercando mille cose da fare per non pensarci spero che funzioni…
Ciao Ale,
Colgo l’occasione del tuo incoraggiamento per salutarti e ringraziarti dell’aiuto che dai a tutti noi coi tuoi interventi pacati e misurati, di questo ti saro’ personalmente sempre grato in quanto mi hai permesso di capire che esistono questo tipo di persone che attuano comportamenti scellerati spacciandoli per “indispensabili” , “corretti” ma soprattutto “doverosi” si perche’ lo fanno per il ns. bene (cosi’ mi disse andandosene)! Che brave persone avevamo accanto e nemmeno ce ne siamo accorti!!!! A parte gli scherzi, questi sottodotati non sono degni di nota, sono e devono essere meteore nella vita delle persone normali, per certi versi sono degli strumenti che devono servirci a meglio apprezzare quello che ci accadra’ in seguito! Ci sarebbe poi molto da discutere sulle dinamiche delle singole storie x capire ke recitano dei copioni….ma non serve, serve solo il SILENZIO!!! Un saluto affettuoso a tutti!
Un abbraccio affettuoso a libra09 a cronico ed a tutti gli altri amici!!! Siamo tutti qui per aiutarci a vicenda nei momenti di difficolta’, tutti insieme uniti!
Farewell, grazie! Che dire, sì, per tanti è parte della programmazione giornaliera che il loro grado di assenza permette di far scorrere, e li tiene in qualche modo anestetizzati e a distanza dalla coscienza, lontani da eventuali anomalie quali apprendimento, impegno, crescita, evoluzione, slancio altruistico, comprensione, empatia, amor proprio. Se per qualche motivo devono ricorrere a queste risorse, in automatico la trasmissione li passa sui piani già noti e ben formulati da sistemi culturali appositi e per loro come hai detto tu è normale, è virtuoso, da veri competitori. Fra di loro certo che va bene, sono adeguati, ma quando devono avere a che fare con esseri che hanno altre frequenze benchè magari ancora non sveglissimi, entrano letteralmente nel dramma e compiono cose molto interessanti, la storia di Cronico ci dice molto e immagino che anche nella tua tu abbia visto accadere le ‘cose che voi umani non potete neanche immaginare’!Dirò: è il loro livello massimo, oltre non possono fare. Va bene così. So che tante persone stanno lottando per svegliarsi, a tanti sfugge di mano, così come è vero che tanti si sono destati grazie a questi soggetti (io ringrazio ogni giorno quanto ho vissuto, meno male, tolto il dente diciamo), tuttavia c’è anche chi è ben conscio di compiere in modo seriale azioni gravi e questi devono capire che i loro compagni che sono stati feriti o maltrattati si sono prestati ad un certo livello a fare loro da specchio, imparando attraverso il dolore, per fare vedere loro le brutture che compiono. So che servirà. Se si sveglia uno, anche l’altro si riattiverà, prima o poi, lontano, chissà in che modo, ma lo farà.
Libra ciao, tutti trovano il loro. Forse non in questa vita, forse, ma è poco onorevole attraversare l’ennesima vita fieri di quelle sozzure. Libero arbitrio. Come ha scritto qualcuno, è già questa la loro rogna, impersonare quei ruoli a ‘sto giro. Ora non entro nel merito del perché io so che intanto alcuni la pagano pure in questa vita, uno perché non mi interessa, due perché non è da lì, lo sappiamo, che si passa per l’uscita da queste disavventure né per la nostra evoluzione. So che tutto sarà rimesso a posto e con ciò intendo l’essere in grado di tornare re. Tornare re. Da re, come si fa a ritenere importante la sorte di chi si crede ancora servo?
Auguro a questi sventurati di accedere alle cose migliori come hanno fatto tante delle loro prede che ora osservano il gioco da un’altra posizione.
Ciao ragazzi, sto ancora male perché la mia ex non ne vuole proprio sapere di me, non so che cosa fare, è tutta colpa mia, di questo ne sono consapevole perché se lei mi ha lasciato con la scusa che secondo lei siamo diversi, non ci capisco più niente. Gli abbracci e le parole a che cosa servono? Io volevo sposarmi e diventare un bravo marito, volevo che lei diventasse mia moglie.
Tempo fa lessi questo articolo che mi aiutò tanto a comprendere quanto mi era successo, voglio condividerlo con voi.
Capita a volte, sfogliando distrattamente un testo sugli scaffali di una libreria, di essere catturati da una frase rivelatrice.
Ho comprato perciò d’istinto questo libro di Isabelle Nazare-Aga “La manipolazione affettiva. Quando l’amore diventa una trappola”, Castelvecchi editore: 15 euro ben spesi.
Secondo la Nazare-Aga, nota psicoterapeuta francese che indaga da tempo sul fenomeno della manipolazione, il manipolatore affettivo è una persona patologicamente narcisistica che disintegra giorno dopo giorno l’autostima del compagno. Un vero e proprio “vampiro psico-affettivo”, come lo definisce l’autrice, il cui scopo è la destabilizzazione di chi ha accanto.
Il manipolatore colpevolizza, giudica, critica, svaluta le qualità, la competenza, la personalità del partner. Proietta sull’altro i suoi difetti e glieli rinfaccia. È bugiardo, sfuggente, indifferente, indiretto, geloso, egocentrico. Rifugge le sue responsabilità, deforma e interpreta la verità, nega l’evidenza. Non cessa di fare paragoni che tendono a sminuire l’altro. Più lo deprime più egli si sente superiore. Più il partner diventa insicuro, più lui si sente forte e dominante. E il bello è che il manipolatore, pur godendo del suo potere, pensa di essere perfettamente normale.
Il risultato nel partner-vittima è uno stato di malessere, un senso di intrappolamento: egli si sente forzato a fare cose che spontaneamente non vorrebbe. Rapidamente perde in autostima, e fiducia in sé, si sente socialmente insicuro e incompetente, e comincia a somatizzare: ansia, depressione, insonnia, impotenza. Il corpo implode sotto il peso delle frustrazioni. Entrato in una relazione affettiva che credeva strutturante, il partner si trova sul cammino dell’autodistruzione.
E se cerca di evidenziare i problemi della coppia, il manipolatore lo accuserà di essere lamentoso e vittimista.
Ove trovi la forza di troncare la relazione malata, il manipolatore farà di tutto per recuperare il rapporto e riportare la vittima nella sua ragnatela, pronunciando parole di amore eterno, ricattando, minacciando, denigrando.
Come tutte le vittime di violenze morali o fisiche, il partner del manipolatore si porta appresso il senso di colpa di non aver saputo prevenire e prevedere le conseguenze, ed il sospetto che la continuazione della relazione sia frutto di un latente masochismo./.
In questo la Nazare-Aga è rassicurante: il manipolatore è un dissimulatore che sa far cedere le resistenze della vittima, la quale, una volta interrotta la relazione malata, non desidera in alcun modo riprenderla.
Agghiacciante. Leggendo questo libro mi è parso di rivedere il me stesso di cinque anni fa, incatenato a una relazione frustrante e malata con una gelida professoressa universitaria (i manipolatori, a quanto pare, sono spesso medici o insegnanti). Bella, benché sfiorita e trasandata, indubbiamente intelligente e colta (anche se poi scoprii che molte delle cose che diceva erano citazioni letterali di qualcosa o qualcun altro), iperattiva e piena di interessi (o almeno, nevroticamente incapace di star ferma), all’inizio mi sembrò la risposta di Dio alle mie preghiere.
Non tardò a gettare la maschera. Cercava in tutti i modi di farmi sentire inadeguato, mi criticava spesso. Non grandi critiche, delle punturine di spillo piuttosto: ma continue. Come una persona che punzecchi l’arrosto per vedere se è cotto, sembrava che cercasse di testare qual era il mio punto di esasperazione. Gutta cavat lapidem…
Aveva molte cose da dire, certo, ma alla fine non parlava che di sé. Sembrava ossessionata dal non mostrarsi mai impreparata o inesperta. Qualunque cosa dicessi o facessi, lei l’aveva già fatta, già vista, già vissuta. A chiacchiere, si vantava di essere una grande amante: in realtà… lasciamo perdere. Proiettava su di me la sua gelosia patologica, cercando di farmi ingelosire a sua volta: così fremeva ad ogni accenno al mio passato, ma intanto faceva continui ed umilianti paragoni con i suoi ex (i suoi “Maori” li chiamava). Era cinica. Praticava quella che la Nazare-Aga definisce “doppia stretta”: due messaggi contraddittori ed ugualmente cogenti. Nel nostro caso erano: “non voglio stare né con te né senza di te”. Proprio come scrive Camus ne La Caduta:
“Vi è chi grida ‘amami!’ ed altri ‘non mi amare!’. Ma una certa specie, la peggiore e la più disgraziata dice: ‘Non mi amare e siimi fedele!’ ”.
Tutto ciò confonde, come si può ben immaginare. E fa star male. Così cercai ben presto di liberarmi, destando una gamma di reazioni dalla suppliche, alle lusinghe, alla proteste. Solo al momento della rottura, infatti, l’arpia riusciva a pronunciare frasi meravigliose e tenere, e si abbandonava a promesse che poi non manteneva. Bisognava che avesse qualcuno intorno, non sopportava l’idea di essere abbandonata: la ferita al suo narcisismo sarebbe…
./. sarebbe stata troppo forte e non a caso ripeteva più volte di non essere mai stata lasciata. Una volta che ero veramente deciso a farla finita arrivò a fingere di svenirmi davanti. Solo dopo molto tempo mi ricordai che aveva studiato recitazione: non c’è che dire, la sua fu una interpretazione convincente.
Alla fine fu la noia a salvarmi: la persona che mi sembrava tanto stimolante all’inizio, si era rivelata desolatamente ripetitiva. La noia, e una ragazza. Una persona magnifica che avevo provvidenzialmente incontrato proprio all’indomani di una misteriosa fuga in Norvegia (sic!) della mia vampira, e che mi salvò. Così me ne sono andato, libero e felice, e non mi sono mai più voltato indietro.
Non posso quindi che condividere il consiglio di Isabelle Nazare-Aga: di fronte a persone come queste l’unica reazione possibile è fuggire, darsela a gambe, scappare. Sembrano normali, e quando le si incontra non si sospetta di niente. Anche i segnali che dovrebbero metterci sull’avviso vengono trascurati. La donna di cui parlo, per esempio, mi aveva detto agli inizi della storia una frase raggelante: “Ti ho usato, tutti si usano!”. Ma io, beata ingenuità, non credevo che si potesse essere amorali fino a quel punto. Invece stavo per legarmi con la persona più malefica che abbia mai conosciuto.
Pino ti mando molta forza e ti invito a prepararti alla primavera. A lei lasciala nel brodo della sua potenza analitica, dalle un deserto di silenzio, cosa sposare? Che resti sposata a se stessa da ora in avanti e auguri. Dai una lettura nel caso a quello che ha postato ora Farewell che è veramente il racconto sottile dei comportamenti di gran parte delle storie che ci siamo scambiati in questi anni.
Sono stupito, Farewell, anche io ho vissuto la storia fatale con una donna che trafficava in ambienti simili, non accademici ma arte più che altro, stessa stoffa nazi-agonistica da ghiandole infiammate, erotossessioni, sempre piena di indirizzi e impegni e nomi da vantare, superamici che ‘ci sanno fare’, paragoni e quella maschera ipersociale jetsettara, della serie, 1) io sono fatta così e sono la persona vissuta e brillante e in carriera e dall’alto dell’album delle figurine non accetto commenti, casomai ti faccio osservazioni e tu devi accettarmi per come sono 2) eventualmente non ti amo ma tu devi essere qui lo stesso altrimenti cado per terra e ti rincorro per mezzo mondo, lo devi fare perché io ho visto la vita e ho il saperfare e tu sei poco più di un indigeno. La verità, come per quello che hai vissuto tu, era che sentiva di non essere all’altezza di un amore sano e di uno scambio intenso e costruttivo, immatura e irrisolta. Anche a me, stesso pungolo di inadeguatezza indotta, logiche malsane, critiche vergognose, scenate, gelosie create ad ‘oc. Viveva praticamente una recita unilaterale di isteria e dramma a cui obbligarmi, come un estraneo. Mi stavo lentamente ammalando, perché non riuscivo a decriptare la logica di tutta la mole di fatti tristi e delusioni in cui di punto in bianco la mia vita si era trovata immersa, verso la fine quasi ogni giorno. Ricordo lo strano freddo malumore, lo scoramento e una corrosiva infelicità. Cose brutte, sottili e insidiose. Ecco perché dicevo anche prima che in tantissimi casi tutto salta per sopraggiunte immaturità o convenienze ‘normali’ diciamo, benchè spesso arrecano danni gravi, ma in molti commenti mi riferisco più a soggetti che sono più consapevoli, furbi, maliziosi nel male che fanno, sono preparati e cinici. Questa è la prima volta che leggo un commento in cui mi rispecchio totalmente e comprendo molto bene cosa devi avere passato, tanto rispetto a te da parte mia amico e alla trasparenza che ti anima. L’analisi dell’autrice del testo, che non conosco, è micidiale e potente, utilissima. Non so come
…stai ora rispetto a quella storia, se si sono ripetute stesse dinamiche nella tua ultima che hai chiuso se ricordo non da tanto, 10 mesi fa, ma spero sia andata diversamente e che stai comunque già meglio oggi. Veramente, mi sono dilungato un po’ riacciuffando le mie peripezie nel primo commento per fare un parallelo fra questi vissuti e far vedere come sono meccanici e precisi certi comportamenti. Chi li ha vissuti sulla propria pellaccia lo sa cosa vuol dire stare con delle bestie psicotiche, ecco la conferma! Mi da una grande lezione aver letto questo intervento tuo oggi, per l’amore con cui hai ripercorso quelle intricatissime maglie vedendone ed evidenziandone gli svincoli e i vuoti e poi per l’efficace integrazione del testo. Quello che puoi raccontare delle tue sensazioni e intuizioni a riguardo sarà di enorme aiuto a tutti.
ALE ciao, come sempre sei a un livello superiore, su tutto.
Sono d’accordo con te, non deve interessare cosa capiterà agli ex. Io purtroppo spesso cado in questo errore, è come se portasse un pò di conforto scoprire che anche lui possa passare chissà quale pena…
Poi cerco di recuperare sperando invece di trovare io tanta gioia e pace, che poi in realtà questo secondo pensiero sta superando l’altro 🙂 Tornare re. Bello! Io voglio scoprire la Regina che è in me!
FAREWELL grazie per i saluti.
Conosco quel libro, ne ho letti parecchi lo scorso anno riferito all’argomento, perché anche io (come te) mi sono ritrovata per caso in libreria e l’occhio è casualmente caduto proprio su quel libro. Poi ho iniziato un accurata ricerca sul narcisismo in generale e ne sono uscita devastata. É stato per mesi oggetto di conversazione con la mia coach e un pò mi spiace aver dovuto buttare via ore x me preziose sprecate a scoprire la vera entità dell’altra persona. Quando finalmente ho compreso che era su di me che dovevo lavorare piano piano ho iniziato a recuperare un pò di energie. Però, se non fossi passata anche da quella scoperta, non sarei riuscita a trovare la chiave di svolta per la mia terapia.
Hai fatto bene a tirare in ballo questo argomento, deve essere utile per tutti, perché le energie che ti tolgono quelle persone e le manipolazioni subdole sulle quali fanno leva sono da killer anaffetivi. Il problema è che per riempire i loro vuoti tolgono tutta l’energia a noi e i danni che provocano sono micidiali. Io ne sono un esempio purtroppo. L’aver scoperto di essere stata con un manipolatore, anche se la mia coach preferisce chiamarlo semplicemente “uno stronzo” (e per arrivare a usare questo epiteto avrà pur le sue ragioni) a me ha indotto, come dicevo, in che modo proseguire la mia terapia, lavoro duro ma d’obbligo.
Ecco, questi personaggi sono i peggiori, i più subdoli, fingono troppo bene ma attenzione più di chiunque altro hanno un fiuto pazzesco, Loro sanno dove colpire.
La mia elevazione al livello che spesso ricorda Ale è ancora molto indietro, ma lavoro costantemente per uscire da questo dramma, soprattutto “mio” perché ho permesso a quel…di spolpare ogni pezzo di me.
Caro Ale,
purtroppo mi riferisco proprio a questa mia ultima relazione terminata per sua scelta 10 mesi fa grazie, sottolineo grazie, alla presenza dell’altro. Oggi sto molto meglio (si è dileguata…. né vista e né sentita da 10 mesi, chissà poi perché scompaiono questo cozza un po’ con la loro smisurata sicurezza) ma ti assicuro che ho passato le pene dell’inferno, mi aveva condotto alla follia! Oggi se sono qui a testimoniare la mia esperienza lo devo alla mia famiglia, a mio papà quasi 80 enne che ho visto piangere per la prima volta in 38 anni perché credeva di aver perso un figlio, a mia sorella a suo marito ed ai miei 2 stupendi nipoti ma soprattutto a mia mamma che mi ha dato la vita non una volta……ma infinite volte! Questa è una delle differenze sostanziali tra noi e loro, la Famiglia….Concordo con chi ha detto, in precedenti commenti, che alla base dei problemi di questi “poveretti” c’è la presenza di una famiglia non famiglia formata da genitori disfunzionali, nel caso di questa ragazza un padre padrone fedifrago che umiliava costantemente, con la propria condotta, moglie e figli sia all’interno del nucleo che all’esterno, per questo poi hanno questa voglia di rivalsa nei confronti del mondo per questo si accompagnano a quelli “che contano” per riprendersi quello che la società civile gli aveva tolto e cioè la dignità sociale senza comprendere però che la colpa non è dell’esterno ma quella ghettizzazione subita nell’infanzia prima e nella vita adulta dopo dipende solo dall’essere nati in una famiglia che, molto spesso, non doveva nemmeno formarsi!
n.b. la ragazza in questione sapeva bene che la ragione principale delle sue paranoie era la sua famiglia per questo si legò alla mia che quantomeno era “tradizionale” dicendomi che mi dovevo ritenere fortunato, salvo poi denigrarla quando andò via!
Ale,
perdona ma era da tempo che volevo scrivere un tuo commento che io trovai fortissimo lo scorso anno e che ovviamente salvai sul mio computer. Oggi dopo l’intervento di farewell e il tuo, non ho resistito ed ecco…
“La realtà era che infatti stavan messi male, ma proprio dei disgraziati pericolosi, che avevano occupato abusivamente il sentimento genuino dell’altro/a che mai li avrebbe lasciati o mai avrebbe fatto loro del male. Quando si sono visti schiacciati da questa differenza di stoffa, sono passato dall’impostura nella pratica e ai danni, per ferire e distruggere il partner e portarlo al loro livello. Dunque lo hanno tradito, illuso, manovrato, gli hanno mentito, lo hanno abbandonato nelle difficoltà, lo hanno lasciato e poi gli hanno anche dato la colpa. Ditemi se questo è l’identikit di una persona o di un maiale. Perciò, cari tutti quelli che difendono o che rivogliono indietro o glorificano gli ex, o siete abbacinati o siete porci come quelli là, perché solo un soggetto adeguato a loro lo vorrebbe indietro.”
Ecco. Io mi sono sentita “suina” per diverso tempo, quanto ho anelato un suo ritorno. Totalmente anestetizzata, lo riconosco.
Adesso però basta, ciascuno si deve tirare dietro il suo paradiso. Basta inferno.
Pino, Anima fragile forzaaaaaa, un passettino alla volta, tutti insieme ma come possiamo rivolere indietro persone che volutamente ci hanno ferito, umiliato, distrutto senza aver avuto un minimo di umanità?
Andate indietro nel forum, leggete leggete. Io ancora oggi lo faccio.
Anche se gente come Cate, Broken, Cronico e adesso anche Farewell e non dimentico la sempre presente Ele, sono un valido motivo per fare una riflessione anche su noi stessi.
Ale docet.
Grazie Ale, però credo che dovrei prendermela con me stesso perché in fondo non è colpa sua, mi domando dove cavolo ho sbagliato, l’ho sempre rispettata e le ho voluto un bene dell’anima, non ci capisco niente.
allora si faccio parte dei suini….mi devo svegliare dal torpore libra grazie davvero per tutto quello che mi dici ogni volta… sei un ottimo esempio insieme ad ale e al resto del cast stellare….io ancora sono indietro e mi vergogno un po’ ma ci sto lavorando…prima o poi diventero’ la regina di me stessa se riesco a ritrovarmi….continuo a ripeterlo ce ne fossero persone come voi…pino ti senti in colpa perche’ ti ci fa sentire chi ti ama resta…il resto e’ fiction infatti stavo con un attore mancato ed ecco che succede…poi..
Ciao libra09,
concordo pienamente con quello che hai scritto in precedenza specie quando dici “Quando finalmente ho compreso che era su di me che dovevo lavorare piano piano ho iniziato a recuperare un pò di energie. Però, se non fossi passata anche da quella scoperta, non sarei riuscita a trovare la chiave di svolta per la mia terapia”, eravamo terreno fertile questo dobbiamo in primo luogo capire e correggere, diversamente non si sarebbero nemmeno avvicinati (loro sanno chi plagiare)! Ti dico l’ultima cosa, la mia ex a detta di uno specialista ha un disturbo borderline della personalità con tratti narcisistici (il peggio del peggio)ed una coazione a ripetere strategie meccanismi e dinamiche sempre uguali, pertanto la coazione diviene quindi un atto disperato attraverso il quale si chiede amore ma allo stesso tempo lo si nega, sulla base di esperienze pregresse quindi non riconducibile a noi ma al loro passato. Per tale motivo non si risolve. L’atto stesso della richiesta di “amore” viene annullata dalla aggressività verso l’oggetto d’amore quindi in questi “folli” subentra un blocco e la conseguente depressione per la perdita dell’oggetto, capite??? Si danno da soli la zappa sui piedi, trovano l’amore sano lo idealizzano e dopo pochissimo tempo lo svalutano per problemi loro legati al passato questo concetto è FONDAMENTALE!!! Quello che ci lascia devastati alla fine della relazione con questi individui è il pensiero di aver sbagliato in qualcosa, che forse dovevamo fare di più ed invece il nodo non è questo, bisogna capire che quando decidono di “andar via” ed assumono comportamenti distruttivi carichi di cattiveria ed aggressività questi non sono rivolti a FAREWELL-LIBRA-CRONICO-CATE etc ma è l’unico modo che conoscono di tagliare la corda! E’ un comportamento afferente al passato, all’infanzia. Vi prego fate attenzione a questo concetto, magari non sono riuscito a spiegarmi bene, ma è cruciale una volta compreso tutto cambia, quando mi è stato spiegato ciò sono tornato a vivere! Potrei continuare ancora nello spiegare le modalità di questi “poveretti” dovete solo pensare che scappano perché comprendono di aver trovato la persona giusta, per paura del confronto adulto con l’altro, non sono poveretti?? Pensate che sono tanto più cattivi col partner quanto più comprendono che l’altro li ama e che il rapporto finalmente sta evolvendo, non sono poveretti?? Pensate amici, chi soffre nella realtà non siamo NOI!
farewell!!!!
ciao.ho letto tutto cio che hai scritto,tralasciando la storia verissima del libro della psicoterapeuta che non era la mia situazione,mi trovo d’accordissimo con tutto cio che hai postato,penso molti ma molti noi…le storie sono molto simili come le carnefici o i carnefici,ciao
Anima fragile quale vergogna? Sei semplicemente bloccata, hai bisogno di uscire da questa melma e vedrai come rinascerai.
Il commento di Farewell non è a caso, leggi attentamente quello che scrive e nel mio caso, ahimè ricorda proprio l’ex.
Un abbraccio!
Ciao Farewell, per me ti sei spiegato benissimo.
Io purtroppo l’ho proprio vissuta la ferita narcisistica e so il trauma che porta. La dipendenza però verso questi soggetti va curata altrimenti si rischia di ricadere nello stesso errore. Io ancora oggi non riesco ad accettare come possa una persona diventare tanto crudele e meschina. Proprio colui che si presentô come principe azzurro o quasi…ma ero io che volevo vederlo così, il suo curriculum era già bello ricco ma la sua abilità nel mascherarsi da agnello è stata da Oscar.
Quando sul tuo primo intervento scrivesti che ci guardavano con occhi spettrali e assumevano atteggiamenti disgustosi nei nostri confronti, ho proprio avvertito lo stesso dolore di allora. Purtroppo devo riconoscerlo, io una carogna così non l’avevo mai conosciuta, il peggio che si possa incontrare.
Narcisisti, manipolatori, stronzi, canaglie ecc sono distruttivi per chiunque, quindi svegliamoci perché la guarigione (perché x uscire da quel trauma bisogna ripartire da noi stessi) è lunga ma certa. Questa è l’unica cosa che deve interessare, essere centrati, rieducarsi e riappropiarsi del proprio io.
Fosse una passeggiata! Lo so lo so. È terapeutico anche solo condividerle queste cose.
Bisogna avere tanta volontà, pazienza e fiducia.
riassumendo in poche righe, nella sfortuna, siete stati comunque fortunati/e ad accorgervi di che pasta erano questi/e ex. Basti pensare a quanti, purtroppo, se ne accorgono dopo aver formato una famiglia, avuto dei figli… abbiamo ancora la possibilità di frequentare altre persone giuste e pulite.
Animafragile
pensa se per tornare con l’ex ti lasciassi sfuggire una persona veramente valida. Dopo ti mangeresti i gomiti.
Non credere che non ti innamorerai di nuovo, adesso non è il momento adatto ma nessuno è immune ai sentimenti. Nessuno rimane solo a meno che non lo voglia.
Già perché dentro di noi operano dei meccanismi inconsci che ci fanno respingere le persone, non ci fanno apparire predisposti all’altro. Ma quando scatta il sentimento allora cambia tutto.
Prima di amare qualcuno bisogna amare se stessi e imparare a stare da soli. Non bisogna mai annullarsi per un fidanzato/a. Siamo noi il centro dell’universo. Se ci amiamo, questo amore si propaga e ritorna!