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Lasciata dopo un periodo ”no” capitato nel momento sbagliato

Lettere scritte dall'autore  

Buonasera,
volevo raccontare la mia storia. Io 24 anni, lui 28 anni. Stavamo insieme da 6 anni e mezzo, entrambi studenti di medicina nella stessa città.
Io sono sempre stata piuttosto gelosa ma mai da impedirgli di fare ciò che volesse o vedere i suoi amici, lui al contrario molto sicuro di me e con tantissima fiducia nei miei confronti. L’anno scorso abbiamo dovuto affrontare una grande prova: lui è stato in erasmus per 9 mesi ma l’abbiamo superato alla grande, complice il mio controllo sulla gelosia e il suo tenermi sempre in considerazione. A luglio torna in Italia e nonostante i giorni precedenti era veramente normalissimo, l’ho percepito strano e mi dice che non sa più quello che prova per me, che lì si era sentito libero e ora ha dei dubbi. Gli lascio del tempo (giorni in cui sono stata malissimo) , ma in 3 giorni si rende conto che era dettato dal ritorno ad una vita che sentiva non più sua, che si sarebbe dovuto solo riabituare e che non poteva decidere su pochi giorni in cui ci eravamo visti. L’estate è proseguita bene , anche se nella mia testa quel dubbio del suo discorso rimaneva, fin quando non siamo tornati entrambi nella stessa città universitaria ed io ho iniziato ad avere atteggiamenti un po’ ossessivi, come se avessi troppo bisogno della sua presenza, come se il fatto di riavere lì i suoi amici dell’erasmus fosse una minaccia per me e che avrei potuto perderlo. Questa paura è diventata incontrollata e il mio atteggiamento nei suoi confronti è peggiorato per tutto ottobre (tendevo ad essere scontrosa, mi arrabbiato se voleva uscire con gli amici senza invitarmi, come se ogni cosa che facesse togliesse del tempo a noi). Fin quando un giorno a causa del mio atteggiamento continuamente pesante e paranoico , è esploso e ha detto che avanti così non sarebbe andato e che quando ci saremmo visti avrebbe chiuso la storia. Ci siamo visti dopo una settimana per parlare e io ho accettato in maniera matura la sua decisione perchè ho capito che in questo periodo ero diventata un peso per lui. Lui molto preso dai suoi impegni e dallo studio (tirocini , tesi e ultimi esami prima della laurea) non si è sentito compreso da me per il mio atteggiamento.
In questo mese io gli ho scritto solo una volta per sapere come andasse lo studio e lui ha approfittato per chiedermi come stessi. Lui mi ha contattato solo un giorno per sapere se avessi fatto l’esame ma è stata una conversazione un po’ fredda.
Nel frattempo ho iniziato la psicoterapia per superare questa paura della perdita che mi ha fatto agire in quel modo e sono nella mia città non universitaria.
Questo weekend anche lui è tornato a casa e gli ho chiesto di vederci per un caffè. All’inizio era titubante perchè aveva paura di ricadere nei soliti discorsi ma gli ho fatto capire che era un vedersi ”così”. Ha accettato e ci siamo visti ed effettivamente abbiamo parlato del più e del meno, riso e scherzato in maniera tranquilla. Ho approfittato degli ultimi minuti per chiedergli come stesse proprio dal punto di vista della separazione e mi ha detto che ci pensa, a volte pensa se ha fatto o meno la cosa giusta, che quando ha degli impegni li porta a termine ma quando è più libero si ferma a pensare, che non sa a volte se ha senso mandarmi un messaggio, ma anche che questo mese l’ha vissuto più tranquillo rispetto al precedente passato insieme.
Ho approfittato per dirgli due cose:
1) che la decisione che ha preso, seppur difficile per entrambi era la cosa giusta in quel momento e che anzi bisognava allontanarsi un po’ prima per raffreddare la situazione ed evitare che scoppiasse una bomba. In questo periodo ho capito che avevo troppa paura di perderlo e di non essere capace di affrontare una rottura (è la mia prima storia, ci siamo messi insieme quando avevo solo 18 anni), ma che ora ho visto che si va avanti, il mondo gira ancora e di certo non muoio.
2) che ripensando ai vari anni ho notato che io facevo quello che volevo (uscire con le amiche ecc) in assoluta tranquillità sapendo che lui era tranquillo e felice che io facessi qualcosa di piacevole. Al contrario io gli facevo vivere le uscire senza di me con il timore di una mia reazione negativa e che non dovrebbe funzionare così.
Lui mi ha ascoltata dicendo ”viviamo le nostre giornate, usciamo, studiamo, ma non voglio dare false speranze”.
Tramite un amico ho saputo che la mancanza la sente e ovviamente prova ancora qualcosa per me ma in questo momento si sente più libero dal senso di oppressione che gli davo nell’ultimo periodo. Ha detto sempre all’amico che non vuole creare illusioni ma nemmeno chiudere porte.
Non capisco se vuole che gli dimostri qualcosa, se si aspetta qualcosa da me oppure devo solo lasciar andare. A me manca, mi fa male non essere accanto a lui in quest’ultimo periodo prima della laurea che doveva essere sereno e tranquillo e soprattutto il pensiero che potrei non esserci nel suo giorno importante mi logora.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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3 commenti

  1. 1
    Federicos -

    Ciao BeaMal, ti ho letta e penso di aver capito benissimo cosa stai passando.
    Da imparziale alla tua storia posso dirti che dovresti alzare gli occhi cambiando la prospettiva con cui guardi gli eventi intorno a te. Ovvero, tu guardi la gelosia come il nemico principale che ha destabilizzato il rapporto con il tuo ormai ex fidanzato. Non hai però guardato come mai eri gelosa, come mai ti sentissi cosi bisognosa di lui e perché ti sei colpevolizzata senza difendere magari le tue convinzioni. A mio parere dovresti rifletterci e scrivere su un quaderno tutto quanto e rileggere, magari scrivendo le tue paure e analizzarle. Scrivendo i suoi comportamenti e analizzarli. Esercitarsi nell’auto-analizzarsi è il modo migliore per stare meglio nelle successive relazioni.
    In ogni caso, la gelosa fa male e so cosa vuol dire essere gelosi. L’unico consiglio concreto che ho per superarla, potrebbe essere quella di riversarla sulla tua pelle. A te piacerebbe essere controllata dal tuo partner? Vorresti privarti di tutto pur di stargli vicino e accontentarlo? So che la risposta è facile, ma prima prova a farci un pensiero. Magari ti aiuterà in futuro… spero di esserti stato di aiuto.

  2. 2
    BeaMal -

    Ciao Federicos,
    grazie per la tua risposta. Io non sto attribuendo alla gelosia la fine della relazione, bensì ad un periodo particolare in cui lui richiedeva tranquillità e io non sono riuscita a dargliela. Non sono impazzita, mi spiego meglio: sono tornata nella mia città universitaria dopo 2 anni da pendolare, con una casa nuova e coinquiline che non conoscevo e dopo che sono stata senza di lui per un anno (per il suo erasmus). Questo mi ha fatto sentire particolarmente sola e in cerca di compagnia e affetto, cosa che ha pesato molto sui suoi impegni. Dall’altro lato vivevo col timore di essere messa da parte , cosa che effettivamente non faceva ma avevo la sensazione che non volesse mai includermi nel suo nuovo gruppo, facendomi sentire esclusa. Immagina il mio stato d’animo in quel periodo. La psicologa l’ha anche associato ad uno stato di allarme in cui sono entrata dopo le sue parole di luglio che non mi hanno fatto più stare tranquilla. Queste sono cose che vorrei sapesse, perchè non sono diventata esagerata da un momento all’altro ma c’erano dei motivi, oltretutto risolvibili perchè si, sono un po’ pesante ma entrambi abbiamo fatto sempre tutto con o senza l’altro.

  3. 3
    Bottex -

    La situazione mi sembra abbastanza chiara. Lui ha voluto chiudere perché non si trovava più bene con te ed entrambi (mi parete persone abbastanza mature) avete capito che in fondo è stata la cosa giusta da fare. Sembrate entrambi molto determinati e lui non vuole appunto dare illusioni.
    Naturalmente però, una relazione di 6 anni che finisce non si dimentica certo in un attimo. È ovvio che ci sono della sofferenza e degli “strascichi”. Il tuo stato d’animo è comprensibile. Tuttavia, credo che la cosa migliore per ENTRAMBI sia quella di non vedervi né sentirvi per un lungo periodo. Ognuno di voi ha bisogno di trovare la propria strada. Diglielo, nel caso ti cercasse lui. Nel frattempo, concentrati sui tuoi studi, hobby, amiche eccetera. Sei ancora molto giovane, hai tutto il tempo che vuoi per trovare un altro. Se studi medicina poi, si presume sii anche intelligente.
    In futuro poi, cerca di non fare lo stesso errore. Un uomo deve avere i suoi spazi, se la sua compagna diventa troppo possessiva, sicuramente prima o poi esplode. Specie se si trova in un periodo molto impegnativo. Ci deve essere fiducia reciproca. Mi dispiace dirtelo, ma la “prova erasmus” in realtà non era stata superata, visti i fatti successivi.

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