La mia “vita” insoddisfatta
Ciao… perdonate se ogni tanto torno a scrivere su questo sito menzionando bene o male i miei problemi e desideri ma è perchè ho bisogno di ricevere una carica, tirarmi su il morale, che aimè solo in questo modo mi è possibile farlo.
Sono un ragazzo di 21 anni, completamente insoddisfatto degli ultimi anni della propria vita (dai 16 anni circa).
Vivo una una situazione che mi va stretta, troppo stretta, mi definisco una persona stupenda dal punto di vista umano, buono, rispettoso, emotivo, sensibile, mi comporto sempre bene con la gente, sempre onesto con tutti, ho sempre il sorriso stampato sulle labbra con la gente anche se sono insoddisfatto, e forse è per questo che questa pensa che io sia un ragazzo felice, forse appaio positivo, non ne parlo con nessuno perchè non ho nessuno e quei pochissimi che ci sono sono troppo superficiali e poco profondi per capire quanto soffra veramente.
Non bevo, non fumo, non mi piace andare in discoteca, non ho grilli per la testa, sono una persona semplice.
Ho zero (o quasi) autostima, non mi vedo bello, mi vedo ogni difetto fisico, quando sono in giro nessuna butta gli occhi su di me, non vengo notato da nessuno, infatti ho avuto un paio di “relazioni” con un paio di ragazze nella mia vita, più bruttine di me, perchè non sono mai riuscito a puntare in alto (che poi non mi interessa la ragazza stupenda priva però di quella sensibilità che cerco, e queste due apparte l’aspetto estetico non avevano neanche questo carattere).
Eppure le persone che conosco, però più grandi di me, mi dicono di essere un gran bel ragazzo, sono molto alto, snello, vesto da “figo” con la camica e i jeans, mi tengo molto curato, eppure ogni volta che esco di casa un pochino carico, torno depresso perchè vedo che ogni mio tentativo risulta inutile.
Io non voglio risultare figo, voglio solo che UNA ragazza su questo pianeta si interessi a me, una ragazza come descritta sopra, dolce, sensibile, sincera e seria.
È tutto quello di cui avrei bisogno, vorrei condividere gioie ed emozioni nuove, non ho mai realmente amato, vorrei potermi fidare di una ragazza per darle tutto ed essere un suo punto di riferimento, e viceversa.
Non riesco ad essere felice, faccio casa lavoro, lavoro casa, durante i weekend esco ogni tanto ma la compagnia in cui sono è un po’ un rimpiazzo perchè non ho altro, infatti molto spesso mi capita di scegliere di rimanere a casa solo il sabato sera piuttosto che uscire, mi metto in camera mia ad ascoltare musica e mi deprimo ancor di più.
Ho 21 anni e un’immensa voglia di vivere la mia vita, ma non così, sento di avere in corpo una forza che ha solo bisogno di trovare qualcuno che la faccia esplodere, vorrei iniziare a vivere sul serio, troppi anni ho passato così, ma fino ai 18 l’ho vissuta in maniera più positiva, ora non vedo un futuro, sono privo di amici e di una compagna, non ho possibilità ed occasioni di conoscere gente nuova, faccio uno sport individuale per i fatti miei e non riesco mai ad avere nessuna opportunità, spesso piango prima di addormentarmi domandandomi cosa c’è che non va in me, e non riesco a darmi una risposta, è vero ho appena 21 anni, ma ho una paura che questa situazione possa andare avanti ancora per molti anni impressionante. Non so cosa fare.
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Categorie: - Me stesso
75 commenti
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La solitudine che provi tu è la stessa che provo io ogni giorno. Fino a che sono impegnata al lavoro non ci penso più di tanto, ma appena mi trovo da sola ecco che crollo a piangere! Coraggio, cerca di fare qualcosa per conoscere gente nuova! Io al momento me ne sto sola anche perchè sto troppo male per una storia che è finita dopo 3 anni e mezzo e ho bisogno di realizzare (senza distrazioni) che ormai lui non c’è più.
Di dove sei?
Ciao ragazzi, non siete gli unici a ritrovarvi in questo schifo di situazione.
Anche io, da quando è finita la mia storia di 3 anni e mezzo (a marzo), mi sono ritrovato completamente solo.
Ed è una cosa tremenda, ora che è estate, non avere neanche un amico con cui poter uscire o andare al mare.
Vi sono vicino.. 🙂
PS Io sono di Napoli e voi?
Il fatto è che non so cosa fare per provare a conoscere gente nuova… dove? come? da solo come faccio? Non ho idea ragazzi/e.
Purtroppo allora vedo di non essere il solo, voi però mi pare la prendiate in maniera più ottimista la situazione.
Io avrei bisogno di fare crescere la mia autostima.
Io sono della provincia di Milano.
Ciao caro.. Proporrei un inizio: scrivici la tua email 🙂
Ciao Saggio, il tuo è un problema molto comune. Sono molti i ragazzi in queste condizioni, capita appunto che se ci si divide tra il lavoro e le uscite con gli amici (di solito compagnie di 10 persone, tutti maschi e qualche coppia) e che non si riesca mai a conoscere nessuna.
Le ragazze per strada è normale che non ti guardino, la maggior parte sono narcisiste e concentrate unicamente su loro stesse e poi molte sono diventate difficili, il “bravo ragazzo” lo cercano in poche. Magari preferiscono farsi trombare dal bell’imbusto di turno già impegnato, piuttosto che cercarne uno bravo libero. Sono molto complicate ed egocentriche, non hai colpa più di tanto.
L’unica cosa è davvero fare dei corsi per riempirti il tempo libero, per avere modo di conoscere qualcuna in più.
Anche io per un periodo ho avuto il tuo stesso problema, ricordo che andavo a ballare con gli amici e tornavo poi a casa con il sangue marcio, perché si che vedevi ste gnocche pazzesche, ma appunto stavano li solo a farsi ammirare. Per il resto erano fredde e distaccate, tanto che non ci sono più andato. Che me ne facevo di guardare solo?
Non ti abbattere!
Ciao, certo, ecco la mia mail alexpaghe@gmail.com
Scrivetemi pure 🙂
Grazie Michele per il tuo intervento, io purtroppo però a parte il lavoro e qualche uscita durante il weekend non ho molte alternative, perchè uscendo un po’ poco appunto non ho la possibilità di fare nuove conoscenze.
Un po’ mi riconsco anche le mie colpe, ad esempio i miei mi dicono, al mare avevi conosciuto quello/a la che è delle nostre parti, perchè non lo senti e gli chiedi se vi vedete?
E io penso che dopo mesi che nè io nè lui o lei ci siamo fatti sentire sia un po’ una cosa strana… e ci rinuncio.
Purtroppo sarà come dici, cioè che le ragazze di oggi sono più narcisiste e che dal bravo ragazzo non sono attratte, però a questo punto mi dovrà capitare un colpo di fortuna impossibile, sarebbe più facile fare 6 al superenalotto.
Ma tra quanto succederà? Sono passati diversi anni già, e non mi sono e non mi sto, godendo questi anni dove dovrei essere spensierato e pieno di felicità.
Io cerco di non mi abbattere ma è un continuo pensare a questa situazione che inevitabilmente mi porta sconforto.
Tu dici di aver vissuto un periodo simile, immanginando che ne sei uscito ora, come ce l’hai fatta? Cosa ti dicevi per convincerti a risollevarti?
Perchè io di tutte queste storie che leggo, di ragazzi e ragazze che si trovano nella mia situazione bene o male, non conosco nessuno o letto di nessuno che è riuscito ad uscirne positivamente, quindi ti chiedo se puoi dirci cosa è successo a te.
Vivo nella paura, la paura di restare solo per tanto tempo ancora, o per sempre, non è raro vedere uomini di 40/50 anni soli e non per scelta purtroppo.
Grazie
Il tuo problema, caro Saggio, l’ho vissuto 5 anni fa. Io avevo una compagnia di solo maschi, tutti single, che facevano sempre le solite cose. L’estate dei miei 18 anni, mi era venuta “la fissa” di trovare la morosa, allora cos’ho fatto? Quando vedevo una ragazza, magari amica di una sorella dei miei amici che mi piaceva, facevo conoscenza, poi Gli chiedevo il numero e ci sentivamo, per poi uscire.
Quanti rifiuti ho preso? Tutti. Quando ho smesso di cercare, un mio amico mi ha fatto conoscere la migliore amica della sua tipa, e dopo un paio di mesi stavamo insieme. È durata tre anni.
Questo per dirti che le cose succedono quando devono succedere, non farti pippe mentali. Cerca solo di renderti conto di quando hai un’opportunità e di coglierla, oppure di creartela, anche se mi sembra di capire che sei abbastanza timido. Molte donne oggi, non tutte eh, valutano molto l’apparenza e meno la sostanza. Se però le tue qualità la tieni per te, non lamentarti che le ragazze non ti guardano ecc. Te lo dice un genio che da 2 anni non fa quello che ti sta predicando.
Hai ragione, dovrei farmi meno seghe mentali, è che in un certo senso ci provo anche io, provo a non pensarci alla situazione in cui sono, penso che prima o poi qualcosa succederá, eppure non accade mai nulla, lo so anche io che l’amore non viene a bussarti alla porta, che pur quanto una persona possa aspettare il caso, deve esserci un minimo di impegno da parte sua per avere più possibilità e saperle cogliere al meglio.
Io purtroppo tante volte vengo bloccato da un non so che, forse dalla paura di avere un rifiuto? Un no? Timidezza? Poca autostima di me? Non lo so, però a volte mi rendo conto di essermi bruciato qualche occasione per una di queste cause effettivamente…
Il problema di tutto questo è che è davvero difficile se non si è abituati a farlo spesso, e mi succede di avere come un blocco, una paralisi, e quindi giocarmi le opportunità.
Oggi guarda caso ero in giro e una ragazza passando in bici mi ha fissato e io ho resistito guardandola anche io a differenza del soltio che distolgo lo sguardo, però poi cosa avrei potuto fare? Dirle ciao e poi? Dopo avrei avuto il buio più totale… Mi viene difficile relazionarmi con una persona completamente estranea, se fosse del gruppo che inizia ad uscire con noi allora ovviamente sarei piu sicuro, però non succede mai.
Purtroppo devo imparare a saperlo lanciare di più e a non pensare alle conseguenze, forse così acquisterò più autostima nel tempo, ma dirlo è un discorso, farlo decisamente un altro.
“mi definisco una persona stupenda dal punto di vista umano, buono, rispettoso, emotivo, sensibile, mi comporto sempre bene con la gente
sono molto alto, snello, vesto da “figo” con la camica e i jeans, mi tengo molto curato,Non bevo, non fumo, non mi piace andare in discoteca, non ho grilli per la testa, sono una persona semplice.”
Ti sembra di avere zero autostima? Io penso che l’autostima ti trabocchi dalle tasche,ma devi restare umile perchè magari trovi poca risposta nei luoghi e con le persone che frequenti. Tu mi dai l’idea del sovrano buono,cioè colui che ha bisogno di comandare tutti,di decidere per gli altri,perchè LUI SA quello che fa,sa di essere migliore perchè LUI è “saggio”(per l’appunto),gli altri non ce la possono fare da soli(miserabili ciechi!!);sa che lo farebbe PER IL LORO BENE. In fondo è una cosa positiva. Ma devi renderti conto di quello che sei. E non dire di aver avuto ragazze che non hai avuto,non c’è nessun bisogno di mentire,qui.
Sei quello che sei e,anche se c’è di meglio al mondo,hai diritto a tutto quello che desideri.
Ti do un consiglio, quando non sai cosa fare, lancia una monetina. Chiaro che se hai una preferenza segui quella, ma “non decidere di non decidere”, è la peggior cosa che puoi fare. È solo questione di saper cogliere le opportunità, che da quello che ho capito non ti mancherebbero nemmeno, quindi datti dei micro obbiettivi ed impegnati a raggiungerli. A 21 anni non si può sopravvivere, si deve vivere.
Martina.. Mettersi a nudo, mostrarsi debole, ammettere le difficoltà, non è un segno di umiltà? Io direi grande umiltà! Chi sei tu per dire che sta mentendo?!
Delle volte è meglio tacere..
La mia non è autostima, mi vesto, mi tengo e mi comporto in questo modo perché penso sia il modo migliore, però non serve a tanto se non essere a posto con me stesso, la gente (ok diciamo le ragazze) sembrano non notare queste cose, se mi dicono di essere un bel ragazzo dovrei attrarre qualcuna, e poi successivamente dimostrerei quanto valgo come persona anche.
Anche se però non riesco a capire dove vuoi arrivare dicendo “renditi conto di quello che sei” cioè che dovrei essere più umile e scendere dal piedistallo? Perché se è questo il fine io non sono assolutamente così, non penso di essere migliore di nessuno, e se mai lo pensassi (alle volte mi capita) non lo esterno per niente.
Quanto alle ragazze è la verità, non avrei appunto modo di mentire qui, quello che ho detto è vero, ho avuto queste due esperienze che non mi hanno dato nulla, infatti le ho chiuse io, forse perché ci stavo insieme giusto per dire, anche io ho una ragazza almeno, ma sbagliavo comportamento.
Hai ragione Fabio, sembra una passeggiata quella di dire, agisco! Invece (magari lo saprai anche da te) è molto difficile per una persona come me, seppure un metodo sbagliatissimo, lo riconosco e lo capisco che il non fare niente è peggio.
Purtroppo non facendolo mai, quando ti capita hai un muro davanti che sai di poter scalvalcare, è che forse non lo sai perchè non sai cosa ti aspetta oltre, e quinfi rimani nel tuo posto.
Tu mi dirai, se mai inizi mai sarai a tuo agio nel farlo, ed è verissimo, il problema sta secondo me che manca un supporto (un amico o più di uno) che mi spronino e mi incoraggino, alle volte mi dicono dai vai! cosa aspetti? ma dico no una volta, due, tre… alla quarta ci rinunciano, io invece avrei bisogno di qualcuno che mi tartassi fino alla morte, fino a prendermi per sfinimento quasi e accettare (all’inizio forse per farlo smettere di tampinarmi) ma poi mi renderei conto di non averci perso nulla, anche se ho ricevuto un due di picche, e la prossima volta sarei un pelo più determinato di mio, perchè avrei già provato.
Si io sono un ragazzo molto umile, veramente, e tanti hanno provato a dirmi di avere tutte le carte in regola per sbancare nella vita, in qualsiasi campo.
Purtroppo non sono ancora riuscito a mettermi in gioco e non so a questo punto se riuscirò, perchè lentamente mi sto chiudendo dentro una membrana che sta lentamente spessorandosi e che arriverà ad un certo punto troppo spessa per poter essere bucata, o forse lo farà troppo, troppo tardi.
Ale, come ti ho già detto, arriverà anche per te… E lo spero, perché hai tutte le qualità, tutte!
S.
Speriamo davvero sia come dici tu. Grazie
PS: Ora ho finalmente capito chi sei “ps” 🙂
p.s. dicendomi che dovrei tacere stai praticamente giudicando chi dovrebbe parlare e chi no. Quindi poi chiedi a me chi sono io per giudicare?
Ma dai,non sei nemmeno d’aiuto,io nel bene o nel male posso esserlo.
“mostrarsi debole” non vuol dire “essere debole” per forza,o sbaglio?
L’apparenza non significa niente,la maggior parte delle volte(se non sempre)rappresenta esattamente il contrario di quello che uno è,ma questa è un’altra storia. Ho notato che per descrivere te stesso utilizzi sempre i pareri degli altri..E così ci rifacciamo all’apparenza perchè gli altri manco per niente riescono a capire chi siamo. Il tuo problema credo che sia una specie di conflitto tra come sei,come ti vedono e come vorresti essere. Tu sei buono,e gentile,perchè no. Però cos’è questa membrana se non qualcosa che impedisce al mondo di toccarti in profondità? E’ solo uno scudo che usi con gli altri che porta con sè apatia.. Perchè ti stai annullando. “renditi conto di quello che sei” ovvero abbatti la membrana e non ti basare su cosa mostri agli altri o su cosa gli altri vedono.
Il fatto che tu ti faccia tanti problemi per gli altri non significa che tu non abbia una volontà ferrea pronta ad esplodere. Solo per provare a capire alcune cose: con una di quelle ragazze ci sei durato più di un mese? Sei un ragazzo di periferia? Da piccolo avevi eccessi di rabbia?
Hai avuto problemi con i genitori o con uno in particolare?
(se non vuoi rispondere non preoccuparti.. però mi piacerebbe inquadrarti meglio)
Forse è come dici tu, un conflitto interno.
Io sono il primo a voler abbattere questa membrana, è che non so come, ritorniamo sullo stesso discorso, io ho il mio comportamento, ma evidentemente è quello sbagliato forse, anche se io penso il contrario, è che ci sono i fatti a testimoniare.
“non ti basare su cosa mostri agli altri o su cosa gli altri vedono.” perfetto, ma allora come devo comportarmi? Su cosa mi devo basare?
Devo forse convincermi che quello che faccio io, che come agisco io sia giusto senza farmi influenzare?
Ci mancherebbe, ho fatto la domanda apposta per ricevere degli aiuti/consigli, quindi risponderò.
Con una ci sono stato un mese, con l’altra meno, infatti ho scritto di aver avuto “relazioni” messo tra virgolette apposta, al di là di queste due misere esperienze mai nulla (e la prima è stata anni fa, quindi ero pure più piccolo, forse non la terrei neanche in considerazione).
No o meglio diciamo di si, abito alle porte di Milano, ma sono molto vicino, inoltre ci vado ogni giorno al lavoro coi mezzi e quindi sto a contatto con la gente diciamo.
Mai avuto eccessi di rabbia nella mia vita.
No mai nessuno, ho sempre avuto una splendida famiglia, solo ultimamente, proprio negli ultimi anni pure volendo un mondo di bene a mio papà spesso ci becchiamo, e riconosco che molte volte è colpa mia, ma dovuto alla mia situazione, quando sono stato con la seconda ragazza, in quel periodo, ero un’altra persona! Ero molto più tollerante, se mi dicevano di fare una cosa i miei non borbottavo nel farla, ero più rilassato e la vivevo in un’altra maniera.
Penso che il discorso di non avere una ragazza mi blocchi in molte cose.
Ecco tutto.
Io credo che questa membrana(che ho avuto anch’io per un certo tempo e che si costruiscono intorno moltissime persone)sia il risultato di una mancata espressione di noi stessi. Io,ovviamente,non so niente di te.. ma hai qualche modo di esprimerti tipo uno sport,una passione(disegno,musica,moto,ecc)ed hai un amico con cui condividere i pensieri più sinceri? Questi sono modi per aprirsi un pò al mondo e magari aiutano a capire un pò chi siamo e anche quello che vogliamo. Poi ovviamente ti ci vuole una ragazza(con cui essere TE STESSO)per dedicarti a qualcuno e soprattutto per sentirti apprezzato.
Facile che sia così, in effetti non sono ancora riuscito a esprimermi come vorrei con nessuno, perchè non trovo nessuno, anche con il più caro amico.
Si faccio uno sport però è individuale, nuoto libero, e una passione che avevo ho smesso di praticarla, un po’ perchè con il lavoro diventava impegnativa (mi occupava tutta la domenica quasi dalla mattina presto e lavordando spessissimo anche al sabato non riposavo mai).
Però penso che dovrò fare qualche sacrificio, e se porterà solo buone cose sarò disposto a continuare nuovamente, da settembre mi ci metterò.
Per il discorso ragazza, torno a ripetere che secondo me mi penalizza molto il non averla, durante quella breve esperienza che ho avuto mi sentivo un’altra persona, ero più aperto, meno scorbutico con tutti, solo che non ero me stesso in un certo senso, nel senso che pur di non tornare da solo mi sono dedicato quasi ed unicamente a lei allontanando inevitabilmente i pochi amici che avevo e che ho fortunatamente mantenuto, proprio perchè ho fatto in tempo a chiudere questa realazione che vedevo stava portando più svantaggi che benefici.
Almeno il 70% secondo me (per me, per la mia persona) gira intorno alla ragazza, ma non ho molte occasioni per fare nuove conoscenze, e quando raramente potrebbe capitare ho paura inconsciamente di poter fallire, e al 95% dei casi rinuncio, cosa sbagliatissima lo so, ma viverla è un’altra cosa. Da fuori si ragiona sempre in maniera migliore.
Quando uno si fidanza gli amici già lo sanno che inizieranno a vederlo molto poco,quasi mai all’inizio e poi sempre un pò di più dopo che l’attaccamento all’altra si fa più razionale,ed ognuno si riprende i suoi spazi..Ma quello non dev’essere un ostacolo,di compromessi se ne trovano,a voglia.. Non calcolare troppo. La tua è solo paura.. E con le ragazze ci abbiamo toppato tutti un sacco di volte. L’importante è provare.. e se c’è la sintonia lo capisci e non c’è bisogno di fingere o di controllare niente. Tutto funziona secondo natura. Poi i primi tempi ti viene voglia di scappare per non legarti,ma dopo poco questa voglia passa.
La cosa più difficile secondo me in questa vita è capire il giusto peso delle cose. Ed è un peccato che si arrivi sempre a capirlo troppo tardi e dopo qualche duro colpo o dopo tanta sofferenza. E’ tutto molto più semplice di quello che sembra. Devi riuscire a dare un giusto peso agli altri,alle loro parole,agli eventi della tua vita. E non faccio del banale moralismo,ma ci sono passato. Ed ho un’altra domanda che spesso mi sono posto: se tu potessi viaggiare indietro nel tempo,adesso,tipo in un’altra epoca,mettiamo in età medievale,saresti lo stesso o ti comporteresti in maniera diversa? Pensaci..
Giusto, l’importante è provare, è che non capita molto spesso di poterlo fare, e talvolta sono io ad evitarlo.
Cercerò di sfruttare di più ogni minima occasione che mi si presenti da qui in avanti.
Concordo con le tue parole…
Cmq per la domanda, non conoscendo quel periodo, il come si viveva, non saprei dirti con certezza, ma penso che un tempo non essendoci tv radio niente la vita era più vera e sincera, oggi ci si fa plasmare dalla società e dalle persone che ne fanno parte, la maggior parte della gente non è più rara, vedo degli stampini in giro, uno uguale all’altro, perchè la società ti dice di essere così se no sei uno sfigato.
Penso che se avessi vissuto in quel periodo avrei avuto meno problemi e non sarei stato così timido e impaurito.
Scusa,mi sono spiegato male.. E’ difficile far capire bene che intendo quindi provo a spiegare che volevo dire: quando mi immagino,a volte,quando non so cosa fare,di prendere una macchina del tempo e di andare nel passato(a prescindere dagli usi delle persone,mettiamo siano persone simili a quelle di ora) mi viene da pensare che non avrei più legami con niente,con conoscenti,con la famiglia,e con il mio passato. Chiuso tutto. E sento proprio che riuscirei a oltrepassare tutti i limiti che riconosco in me da sempre. Sarei magari più sincero,più spudorato,più naturale. Farei tutte le cose che ho paura di fare nel presente. La stessa cosa mettiamo può succedere se da domani decidi ad esempio di prendere un aereo,andare in Venezuela,li conoscere gente nuova che ti fa cambiare nome in (mettiamo)Carlos Banderos. Ed iniziare a viverci senza che nessuno abbia più notizie di te.
Credi che tu saresti diverso e inizieresti a comportarti diversamente e avresti più coraggio,più forza,saresti più intraprendente?
Saggio,
credo in cuor tuo tu stia sognando la storia romantica. E che i nostri tempi siano avversi. Le persone, ragazzi e ragazze, uomini e donne, “puliti”, veri, che seguono il cuore, che restano sognatori anche crescendo e soprattutto coerenti nel tempo sembrano un miraggio, quasi viene da chiedersi se davvero esistano. Si può dubitarne, ma non rinunciare a crederci davvero.
Nel mio piccolo ti inviterei a non dare troppo peso alle solite generalizzazioni, le ragazze non sono tutte uguali così come non lo sono i ragazzi. Molti, a dire il vero la maggioranza, per effetto di mode, insicurezze e paure, è vero finiscono per conformarsi totalmente alle mode, alle tendenze anche nei peggiori comportamenti. Eppure ognuno di noi ha una testa, e qualcuno per quanto sia sempre un essere più raro, decide finalmente di seguirla.
Molto dipende anche dagli ambienti che si frequentano, oltre da ciò che tu vai realmente cercando. Vero che l’apparenza inganna, ma anche questa frasetta, ripetuta a sproposito, può scadere, non è valida sempre e comunque e darle retta incondizionatamente sarebbe cadere nello stesso tranello convenzionale del suo opposto. Cerca le persone (da amare, da voler bene, con cui condividere qualcosa di vero e sentito) nei luoghi dove tu andresti, non per ottenere visibilità o opportunità, ma nei posti in cui ti recheresti semplicemente perché ti fa piacere starci, naturalmente, per e con passione. Per farti un esempio: personalmente detesto i locali affollati e se volessi conoscere qualcuno simile a me, di certo non ci andrei al fine di conoscere qualcuno: seppur potessi per un fortuito caso trovare l’unica persona lì nella mia stessa situazione, sarebbe totalmente un controsenso, mi segui? Quello che sto provando a dirti è che l’unico modo che hai per essere amato davvero, per logica, è l’essere te stesso. Senza caricature. Senza sentirti quasi in dovere di vestirti “da figo”. Senza diventare tu stesso un prodotto di questa pazza società, totalmente superficiale e commerciale. Chi ti ama davvero ama te, così come chi ti vuole bene sul serio, non l’idea che tu vuoi dare di te stesso. Pensaci, potrebbe essere proprio la caricatura ad allontanare i tuoi simili. Snaturandoti finisci per concretizzare il contrario di ciò a cui aspiri, finisci per non scegliere, per essere catapultato nella “non appartenenza”, in un limbo che è fatto di ambiguità e incertezze.. Vivere per come si è, fragilità inclusa, errori inclusi, senza bisogno di mostrarsi diversi, è il primo grande atto di libertà che l’essere umano moderno possa regalarsi. E non è per niente facile, come non è facile “buttarsi”, credere nell’esperienza e nella praticità quando si è passati per una teoria facilmente disattesa dalla realtà. Ma lei ti amerà davvero, loro ti vorranno bene davvero se sapranno chi realmente sei. Altrimenti saranno attratti/allontanati da un’idea di te, sarebbe un grande inganno per te e per gli altri con cui ti relazioni. Credo ancora…
in definitiva, nell’essenza dell’uomo. Credo che non ci si innamori di qualcuno perché è bello, perché è intelligente, ecc. Và oltre alle mere doti o a tutta quella serie di status symbol, mettiamola così, la posizione, la ricchezza, ecc.. Ti deve proprio accarezzare l’anima, farti sentire un’unica cosa, “a casa”. E continuo a pensare che da un’intesa vera, solida, profonda possano crearsi legami che durino per l’intero nostro passaggio su questa terra, sia un legame d’amore o di amicizia, che poi sono solo modi diversi di chiamare dei sentimenti e catalogarli. Va da sé che questo meccanismo presuppone una conoscenza autentica. Ed è anche vero che la gente e l’odiosa rete di relazioni di facciata o “conoscenze da pettegolezzi” si alimenta di preconcetti e catalogazioni.
Ma caspita, mi dico, siamo altro.. E allora forse un po’ tutti dovremmo imparare a ridimensionare, partendo dal nostro piccolo, una cultura sociale in cui persone come te si ritrovano insoddisfatti e infelici. C’è sicuramente in parte del disagio personale, negarlo sarebbe da ciechi, ma il teatro della collettività a mio avviso ci condiziona molto più di quanto pensiamo, riflette sul nostro umore, sulle convinzioni, sull’autostima e via discorrendo, e ben poche volte in positivo.
Ti chiedo scusa se ho divagato nella riposta, non è mia intenzione non dare importanza a ciò che hai scritto, tutt’altro. Credo che, come te, persone che possano scrivere lettere simili ce ne siano altre e a tutte direi che siamo pezzi di storia e che volessimo siamo una generazione che ha gli strumenti (ad esempio internet) per iniziare una lenta e proficua trasformazione della vita sociale, puntando a qualcosa di solidale e sereno. Una realtà, è vero lo ammetto forse idealizzata da tanto l’ho sognata, dove le persone possano viversi e vivere gli altri senza inutili timori, ansie, preoccupazioni. Per quanto la strada sia lunga e difficoltosa…
Un sorriso 🙂
Ah ok ho capito cosa intendi, avevo interpretato un’altra cosa, che però si ricollega, nel senso, spiego meglio: se domani dovessi ritrovarmi in un’altra epoca, o in un nuovo stato dove nessuno mi conosce, penso che mi riuscirei a comportare secondo la società di quell’epoca/paese.
Per quelli come me penso che la difficoltà e la paura forse nel sapersi esprimere (a livello caratteriale/emotivo con gli altri) e tirare fuori quello che c’è dentro di noi, sta nel fatto (almeno in buona parte) che è per come la società sia lontana da quello che siamo noi, non sono uno strafottente, un irrispettoso delle regole, poco affidabile, e tutte queste cose oggi come oggi da noi sono elementi molto frequenti nelle persone.
Quindi se la nuova gente che andrò ad incontrare sarà più o meno la medesifa, farò lo stesso fatica, se invece mi ritrovassi tra persone con caratteristiche opposte sarei più aperto e non farei fatica ad esprimermi.
Non so se ho reso l’idea.
Un esempio concreto che ho provato a vivere, se davanti mi ritrovo una ragazza con la quale sto parlando, e questa è una altezzosa, una che si da importanza, snob, che si capisce che ti sta ascoltando ma che non vede l’ora che tu smetta, magari parte già con pregiudizi verso di te, faccio fatica a esprimermi, faccio fatica a tirar fuori quello che ho da dire.
Se invece, parlo con una ragazza umile, una ragazza che ti ascolta anche se magari quel discorso non gli interessa, ma cerca di farti capire proprio il contrario (a me capita spesso di farlo con qualcuno che mi parla) allora riuscirei ad essere me stesso, riuscirei ad aprirmi.
Quindi penso che il nostro comportamento sia un riflesso incondizionato (anche!) dal chi abbiamo a che fare ogni giorno.
Poi ovviamente del nostro c’è sicuramente, ma è la minima parte credo.
PS: Ho letto solo dopo il commento di Lullaby, hai perfettamente azzeccato quello che ho cercato di spiegare io nel mio commento qui sopra appena scritto, senza parole… mi hai letto nel pensiero.
Spero ad ogni modo che un legame di questi possa viverlo io e tutti voi altri come me, prima o poi, sperando davvero che questo “poi” non sia poi così lontano, perchè è vero che a 21 anni si è ancora giovani, ma la vità è troppo breve, non basterebbero 100 anni per riuscire a viverla come noi (o almeno io) vorremmo.
Scusa se mi sono firmato diversamente da AMICO di Martina. Ma sono sempre io. Oltre a questa precisazione volevo dire che adesso che c’è Lullaby sono contento di lasciarti nelle sue mani. Dalle ascolto.
Tutta la storia del viaggio nel passato serviva per scoprire se ti senti troppo limitato dalla tua reputazione e dall’idea che hai e che gli altri hanno di te. Capita di non riuscire a cambiare per questa responsabilità nei confronti dell’idea di noi stessi. Anche se dentro se ne sente la voglia. In tal caso,ricordati che la gente non si ricorda di te come te la ricordi tu,alla gente a cui non sei caro non interessi più di tanto,e non dimenticare che una volta morti diventiamo “cibo per vermi”. Ti lascio questo link(se posso) https://www.youtube.com/watch?v=jMScVXySbk4; è il monologo finale di The big Kahuna. Buona fortuna
Avevo scritto un commento immenso,ma poi ho deciso di cancellarlo e non sapendo come fare lo sto modificando scrivendoci sopra queste parole.
Stessa cosa,scusate.
Nessun problema per il nome, tranquillo.
Per il resto del discorso sicuramente c’entra oltre alla società anche il fatto da te menzionato, cioè che mi sento limitato dalla mia reputazione o dall’idea che la gente possa avere di me.
So che le persone di me se ne fregano, ad esempio tutti i giorni sui mezzi pubblici ho “paura” di guardare la gente in volto per paura che mi stiano già tutti fissando loro, e quelle poche volte che prendo un po’ di coraggio noto ovviamente che nessuno mi sta osservando.
Purtroppo sono al corrente di tutte queste cose, è che non ho idee, consigli per uscirne da questa situazione, non so come fare e dove trovare la forza, consigli concreti, fatti da applicare.
Basterebbe forse essere spronato (anche inidirettamente) dalla persona giusta e tutto sembrerebbe più semplice e inizierei ad ambientarmi a questo mondo.
Ma non c’è nessuno e da solo non riesco, e sento che quindi rimarrà così per tutta la mia vita.
Il video, è fantastico, ed è tutto molto vero, ma ricadiamo sulle stesse parole, io questi discorsi li capisco e so che sono veri e giusti, ma non riesco ad applicarli poi nella vita reale.
Un domani come dice nel video, probabilmente mi renderò conto che i pensieri e problemi che ho adesso saranno delle sciocchezze, ripenserò a quanto ero stupido a fare certi pensieri forse, a non essermi goduto il mio corpo fin quando ero bello come un dio greco, ad apprezzarmi per come ero, è vero… ma io sto “vivendo” adesso, io voglio che la mia vita parta da ora, a tanti miei coetanei è partita da un pezzo, e un domani quando anche loro si ritroveranno ad avere problemi più seri di questioni amorose o il non avere avuto amici, in quei momenti di difficoltà avranno però nel repertorio tante belle cose da raccontare, e io?
Ho una paura grande che se mai dovesse succedermi qualcosa, se mai dovessi morire, ci sarebbero solamente i miei genitori a ricordarsi di me, che è fantastico, pensando al fatto che molti non hanno neanche quelli, però capisci che mi rattrista come cosa, io non voglio diventare un divo, non voglio che tutto il mondo mi conosca, mi bastano poche persone, tra le quali entrerebbero sicuramente i miei genitori, ma vorrei che a tenere tanto a me ci fosse anche la mia compagna di vita, gli amici più cari, da ora, non da 30/40 anni.
Se rifletto davvero a chi penserebbe costantemente a me nel caso in cui non ci fossi più, solo i miei.
Grazie per gli auguri di buona fortuna, ma ho paura che con me (e molti altri nelle mie stesse condizioni) solo la fortuna non basta, o meglio, che vada creata da noi stessi, con della autodeterminazione, ma io non ci riesco.
Saggio,
sono contenta di essere riuscita a capirti, ma credo che il discorso meriti un approfondimento, le poche righe che ti ho scritto resterebbero altrimenti vane considerate le tue ultime frasi.
Non so bene come fare ad arrivare dove vorrei. Provo con qualche spunto personale, non che mi sia molto facile, ma probabilmente più efficace di consigli impersonali e distaccati.
Caro Saggio, vorrei avere qualche buona ricetta, te la cederei volentieri e significherebbe che anch’io avrei trovato tante risposte e risoluzioni che invece, ahimè, sono ancora in alto mare prima di raggiungere. Però fortunatamente, o casualmente, o come conseguenza a fatiche, pianti, tristezze e chissà che altro che non so, qualche piccolo passo sono riuscita a farlo.
Se può aiutarti, boh sarà stata la timidezza, o qualche paura che mi si è inculcata, ma gli occhi addosso proprio non li so reggere, non li ho mai saputi reggere, nei posti chiusi e ristretti più gente c’è e più mi manca l’aria. So bene cosa si provi. E che sollievo (almeno per me) trovare il coraggio di alzare un attimo lo sguardo e accorgerti che non stanno lì a guardare te. Questo credo dipenda da un nostro personale disagio (ecco perché scrivevo che sarebbe sciocco negare la componente personale del problema). Se ti fa sentire meno strano, quand’ero piccola mi vergognavo ad entrare in un negozio, o al bar. E dentro, ti assicuro, non sono cambiata di una virgola. L’unica cosa che è cambiata è aver capito che, dopo un po’ di tentativi, è possibile riuscire a stabile una specie di “patto” con se stessi, tra pura istintività (voglia matta di scappare) e..chiamiamola “forma” (pormi da persona ormai “grande” che sa affrontare le proprie paure). L’importante è non diventare delle caricature di se stessi. Per essere più semplice: sarò sempre timida, e oltre a non esserne capace non vorrei mai costringermi a sembrare sicura. Al contempo, però, mi parlo, mi faccio ragionare e mi incito da sola a fare quelle cose che temo ma che tutto sommato penso di poter riuscire a fare, almeno provarci. Non applico lo stesso criterio con quello che invece so già non essere per me, essere totalmente estraneo dal mio carattere e/o dalle mie aspirazioni. So che è un discorso un po’ controverso, riesco ad essere comprensibile?
Adesso veniamo al confronto con gli altri. Capisco bene, vedi gli altri vivere, li vedi “andare avanti” e tu invece sei sempre fermo lì. Ti sembra di non fare passi avanti, di non evolvere. E nel mentre li vedi divertirsi e soprattutto “costruirsi un futuro”, lavorativo, affettivo e pratico. E su questi due ultimi attributi mi ci soffermerei un attimo. Guardati un secondo intorno, Saggio: quanta componente di reale affetto/amore c’è nella praticità dei rapporti? Non lo so, forse sbaglio io, ma guarda ho tanto la sensazione che di facciata ce ne sia molta e di contenuto spesso poco. Ancora una volta, confrontarci con gli altri potrebbe farci cadere nel tranello di vedere il lato smagliante, ma chis
sà se davvero le cose stanno così come le vediamo, o come vogliono farcele vedere. Sarebbe un gran peccato stare ad invidiare chi “ha” qualcosa da esibire in piazza ma magari dentro si sente solo come te, non credi?
Mi rendo conto di avere tendenze individualiste. In realtà, come già ho accennato, credo molto nei sentimenti autentici e nei rapporti come conseguenza innata e spontanea di questi sentimenti anziché costruzione, ma ho imparato molto presto quanto difficile, tanto più per gli introversi (e mi sembra che anche tu sia sulla buona strada!) sia trovare quelle persone con cui sentirsi veramente così a proprio agio da potersi “spogliare”, metaforicamente parlando, poter togliere la maschera che usiamo per un motivo o per l’altro, consciamente o meno, con il resto del mondo.
Il fatto che finora tu non li abbia trovati non significa che non esistano. E le cause, non ti conosco, e forse nemmeno conoscendoti saprei dirti quali siano. Potrebbe essere l’ambiente e le sue influenze, la realtà familiare, come hai vissuto l’infanzia e l’adolescenza (penso siano fasi della vita che incidano profondamente sulla futura personalità) e via dicendo… ma che importa? In questo caso quello che importa è tentare di superare le paure che ti porti addosso. Ma farlo con i tuoi tempi e senza pretendere troppo da te stesso. Questo credo sia sacrosanto. Là fuori è la follia pura, ti mettono una fretta che non ha motivo di esistere, ti dispensano regole e modelli da seguire, aprono spesso la bocca a casaccio. Una frase che mi piace molto, che trovo un inno alla vita dice così: “Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca senza applausi..”.
Forse ti sembrerà banale, ma spesso rileggerla mi aiuta a non dimenticare cosa vuole veramente il cuore e a cercare di essere coerente con le scelte e i comportamenti di ogni singolo giorno, anche le più stupide.
Quando mi sento un’impacciata totale, quando il senso di inettitudine, e alienazione, e stanchezza sale penso a me stessa e poi a noi esseri umani con una specie di comprensione universale, proporzionata al distacco che attribuisco ai miei errori, ai miei limiti. Immagina la scena di un film. Immagina che in primo piano ci sia quello che non ti piace, che ti turba di te stesso. Pensa che poi piano piano l’inquadratura si allarga e che quell’immagine si allontana sempre più dalla tua prospettiva. Quel qualcosa finisce per rivelarsi solo un piccolo frammento di una varietà infinita di possibilità, non tutto quell’ostacolo enorme che ti sembrava prima. E immagina che ogni singolo essere umano, tutti i giorni, sbaglia e tenta, barcollando in una vita che non ha chiesto di vivere. Anche quello che sembra il più forte, il più sicuro.. 🙂
Ciao, sono un ragazzo di 16 anni. Ok, sedici anni potranno sembrare magari pochi ma, citando una frase: i 15 di oggi sono i 20 di ieri, e i 20 di oggi sono i 30 di una volta. Detto che questo posso affermare, continuando a citare frasi ricorrenti, che i tempi sono cambiati.
Mi sono ritrovato perfettamente nella tua descrizione della tua persona, è praticamente la biografia del me stesso dei miei due ultimi anni di vita.
Sono biondo, ho gli occhi azzurri, sempre vestito bene, riesco a tirare fuori il meglio di me in ogni cosa, vado bene a scuola, faccio bene nello sport, ma, nonostante tutta la sicurezza che tutto ciò dovrebbe darmi, io, come per ossimoro ne ho zero. Piatto. Ogni volta che ho un piccolo slancio vengo mortificato dal fatto che nonostante tutti i miei tentativi, nonostante tutto il mio impegno, gli altri hanno sempre un qualcosa che a me manca (parlando non materialmente). E tutto ciò è contornato da persone che non hanno un minimo di tatto nel capirmi, da amici che non hanno di questi problemi, e che, ogni sera riescono a farmi pensare al fatto che se fossi rimasto a casa avrei fatto qualcosa di più piacevole, e più utile. E a questo si aggiunge il fatto che non ho mai avuto rapporti con una ragazza, o meglio, non ne ho avuti quasi per scelta, visto che ogni volta che dall’amicizia si passava a qualcosa di più ero io il primo che faceva un passo indietro, quasi come bloccato da qualcosa.
Dopo tutto ciò, passando ad un linguaggio un po’ scarno ti vorrei solo dire che sono arrivato alla conclusione che la differenza tra me, te e chi altro ha il nostro problema, e chi non ne ha è solo il provare. O almeno questo è il mio pensiero. La marcia che gli altri hanno in più rispetto a noi è il fatto che loro facciano qualcosa e noi no. Credo che alle ragazze piaccia essere al centro dell’attenzione, e, per quanto possano non dimostrarlo, a loro piace che qualcuno “ci provi”. Mentre, non sò tu, ma io mi astengo sempre, per paura di non essere all’altezza, per timidezza, per insomma il solito discorso, e rischio magari di darmi un’aria altezzosa, cosa che in realtà non ho. Quindi, per quanto ne penso io, il trucco è provarci. A volte vedo coppie che non stanno ne in cielo ne in terra, di ragazze bellissime e ragazzi a cui io non avrei dato neanche la mano, fossi femmina. Quindi, tutti questi discorsi a parere mio non servono a niente, se non a deprimersi, e crogiolarsi nel proprio brodo, cosa che invece non va fatta. Ora, in questo momento è estate, e io vorrei uscire da questa situazione di apatia in cui mi ritrovo, e come hai scritto tu, “iniziare a vivere”, per distrarmi un po’ ho fatto una scommessa con un mio amico, il posto dove abito è un posto turistico e l’estate ci sono un sacco di ragazze in giro per il centro, ho scommesso che entro fine estate, dal nulla devo chiedere il numero ad una ragazza che non ho mai visto. Ti và di farla con me e raccontarmi poi come è andata? AGISCI 🙂
Sta tutto qui il problema. Tutto qui. Le cose che ti abbiamo detto se le lasci come parole su un sito è ovvio che non servano a niente. Devi dargli modo di smuoverti dentro. Altrimenti è tutto inutile. Non devi seguire quello che ti diciamo,lo devi prendere in considerazione e farti portare dove la tua natura tramite quelle parole vuole portarti. C’è tutto l’infinito in tutto quello che ti abbiamo detto,milioni di sfaccettature che devi trovare da solo. E’ ovvio che se continui sulla linea del pessimismo cronico l’unico aiuto che possiamo darti è offrirti una birra in un pub. Ho iniziato che volevo punzecchiarti ma sei inamovibile al momento,quindi ho rinunciato. Devi aprire la mente a nuove prospettive.
Io direi che potrebbe essere utile tenere insieme una specie di diario in cui tu ti prometti di fare un passo avanti ogni giorno in una direzione. Tipo: oggi,andando al bar,mi obbligo a chiedere qualcos’altro oltre il caffe che voglio al barista,tipo se vanno bene gli affari o se secondo lui pioverà nel pomeriggio. Se vuoi possiamo fare questo genere di cose,se è questo il caso. Poi affronteremo insieme altre situazioni. Dovresti avere una marcia in più così.
Lullaby, se non ti scoccia farlo sapere (eventualmente non rispondere, capirò sicuramente) posso sapere quanti anni hai?
È una mia curiosità… tutto quello da te detto rispecchia il mio profilo, se non al 100%, quasi ci manca.
Parli nella prima parte della tua timidezza e insicurezza e paure che sei riuscita un po’ a superare, o come dici a fare un “patto” con te stessa.
Quando parli di quando da più piccola ti vergognavi ad andare in un negozio, sembra di riverdermi fino a pochi anni fa, e come te non sono cambiato di una virgola, ancora adesso mi trovo in imbarazzo, ma invetabilmente si cresce e si diventa grandi, e certe cose devi per forza farle ad un certo punto, non puoi più contare su mamma e papà.
Pensa che addirittura mi capita ancora quando devo chiamare al telefono il centralino della mia compagnia telefonica, o con qualche operatore di qualsiasi cosa, tante volte mi invento una scusa credibile e faccio chiamare i miei, per evitare di farlo io.
Non è una questione di pigriza, è difficile da spiegare, ma tu che hai azzeccato tutto di quello che mi hai scritto, immagino tu riesca a comprendere, e non devo neanche parlarci dal vero con quella persona, ma al telefono!
Non è che riesci ad essere comprensibile, è che proprio sembra che tu ti sia appropriata della mia mente e ne stai scrivendo i pensieri, è incredibile.
Arrivando al confronto con gli altri, tu mi chiedi di soffermarmi un attimo a pensare se quello che vedo in giro attorno a me ogni giorno sia davvero la felicità in un rapporto affetivo/amoroso come lo cerco e definisco io giusto?
E hai ragione, non lo vedo tra le persone questo legame, però sono per lo più molto giovani, tra i 14 e i 18 anni diciamo ok? Quindi penso che per quell’età sia anche giusto non vederlo, non c’è, è normale! Almeno per la maggior parte degli adolescenti (perchè esistono cmq casi forse più unici che rari che affermano però il contrario, io a quella età, credo sarei stato uno di quelli se mi fosse capitato ad esempio).
A partire dai 18 in su però la cosa cambia un po’, è vero, molti rapporti tutto sommato sono poveri anche qui, però mi sembra che tra le poche persone che conosco, magari amiche su fb, della mia età circa, queste quando si fidanzano, non sono poi rapporti che durano una settima o due o un mese, “conosco” gente su fb che dall’età di 19 anni ha trovato la compagna, e oggi che hanno 22 anni sono ancora insieme.
Non credo che queste persone stiano insieme tanto per, forse si lascieranno dopo 3/4 anni di relazione?
Quindi vuoi dire che tutto sommato anche in quei 3/4 anni non erano poi felici sotto sotto? Che il loro non fosse un rapporto completo ma solo una storia di 3 anni che ricorderanno? Non lo so, chiedo, un tuo/vostro parere?!
Il discorso del confronto con gli altri che spesso ci fa male in queste condizioni, lo capisco, infatti quando sono solo ne soffro meno, perchè non c’è nessuno a dirmi quello che ha fatto o sta facendo lui.
Ma quando si esce, con qualche amico, anche se tu non
lo chiedi, non lo vuoi sapere, loro te lo dicono, lo tirano fuori cmq e il discorso di cadere nel tranello di vedere il lato smagliante ti pervade invetabilmente, l’unica sarebbe quindi tapparsi le orecchie.
Forse bisogna allenarsi, bisogna iniziare ad imparare a non dare troppo ascolto a quelle parole, annuire o far finta di ridere alle “eroiche imprese” amorose che ti raccontano senza poi dare troppo penso a quelle parole.
Inifine si, è probabile che io sia introverso, e come giustamente dici tu, è difficile spogliarsi e mostrarsi nudi metaforicamente a qualcuno, io ho alcuni “segreti” alcune cose che non ho mai detto a nessno, ma non andare a pensare chissà che segreti, questi sono, quello di cui stiamo parlando, di tutte queste cose, inscurezze e paure, mai a nessuno sono riuscito a parlarne così, infatti l’ho fatto su un sito anonimo dove solo qui sono riuscito a trovare il coraggio ovviamente di farlo.
Non un amico (neanche quello del cuore) e neanche i genitori, con loro poi meno che meno, son le persone che amo di più ma è faccenda troppo imbarazzante da esternarla a loro.
Non penso sia banale il fatto che tu rilegga quelle parole per tirarti su, io lo facevo in un’altra maniera, chiedendo spesso in siti simili a questo e spiegando la mia situazione agli utenti che mi davano consigli o anche solo un conforto, e io per qualche giorno tornavo ad essere come più felice, meno triste.
Belle parole quelle, è che forse ogni giorno non so nanche io vivere come vorrei, mi chiedo il perchè torno a casa dal lavoro e mi fiondo in stanza, vorrei uscire, ma non so perchè non lo faccio, o forse si, non lo faccio perchè fondamentalmente sono solo e non provo piacere nel farlo singolarmente, per questo che oltre all’autostima e lo stare bene con se stessi, una persona ci vuole al tuo fianco che ti dia la carica per fare tutto quello che hai in testa!
Human, non preoccuparti, come più volte ho detto, non è una questione di età se si ha cervello e pensieri maturi. 😉
Cmq credo anche io che il tutto sta nell’osare, nella pratica, solo così ci sentiremo più a nostro agio ogni volta sempre di più, quando ci ricapiterà la stessa situazione. Quello che ribadisco è trovare la forza nel farlo le prime volte, quando il muro che hai è una barriera altissima, seppur pienamente consapevole che già la seconda volta la sua altezza sarà la metà e alla terza riuscirei già a vedere aldilà del muro…
Tutto sta in questo.
Fino a uno o due al massimo anni fa, entrare in un pub per me il sabato sera era sinonimo di panico totale, prova una volta, prova due, adesso non mi faccio più questi problemi, ma siamo sempre li, mica da solo ci sono riuscito, mica andavo o frequentavo a poco a poco locali da solo, bensì con amici.
Il là, la scintilla ci deve sempre essere per me, da solo sono una miccia bagnata, incapace di accendersi e prendere fuoco.
MI SONO DILUNGATO CON UN TERZO COMMENTO MOLTO IMPORTANTE, MA IL MASSIMO È DUE PER VOLTA, VI PREGO DI ATTENDERE DOMANI ANCHE IL 3°.NOTTE
Ecco anche il 3° messaggio.
Mick, grazie 🙂 ma forse è la disperazione che non mi fa batter ciglio anche al tuo tentativo di “punzecchiameto” ma ti ringrazio per lo sforzo!
Seriamente parlando cercherò di fare tesoro delle vostre parole, perchè di tutto questo non posso fare altro che darvi pienamente ragione di tutto, sta a me sfruttare i consigli però adesso.
Per il discorso del diario da te proposto io direi una cosa, l’idea è molto interessante, e non so davvero dove troviate la voglia di aiutarmi così tanto, non che non mi faccia piacere, anzi! Non so proprio come sdebitarmi, perchè non siamo tutti della stessa zona immagino, se no vi offrirei qualcosa volentieri.
Vorrei proporvi una cosa però, se vi va.
Ci penso io, vorrei creare un gruppo su facebook (che penso ormai abbiano tutti, per questo ho proposto lui) e invitarvi a tutti voi (chi vuole almeno) che siete stati così gentili, per tenerci in contatto, perchè davvero mi farebbe piacere non perdervi una volta che questa discussione finirà, per provare a buttare giù questo diario, e cmq per creare una sorta di comunità di amici dove ognuno possa chiedere quando vuole un parere, un cosiglio, fare affidamento su qualcuno di affidabile (perchè affidabili siete).
Fatemi sapere, ci terrei ragazzi.
PS: non voglio che diventi una cosa invasiva, però mi sembra una cosa davvero fantastica, abbiamo la fortuna di avere internet e di metterci in contatto anche a distanze infinite, inoltre seguiremmo il consiglio tirato fuori per la prima volta da Lullaby nel suo primo commento quando dice: “Credo che, come te, persone che possano scrivere lettere simili ce ne siano altre e a tutte direi che siamo pezzi di storia e che volessimo siamo una generazione che ha gli strumenti (ad esempio internet) per iniziare una lenta e proficua trasformazione della vita sociale, puntando a qualcosa di solidale e sereno.”
Ciao Saggio, non c’è problema per l’età, ho 22 anni.
L’idea che hai avuto è un buon sintomo reattivo. Una bella proposta. Ancora più considerandola come un’intenzione concreta di allacciare dei legami, per quanto virtuali. Spero che tu e gli altri vi mettiate davvero in contatto e che riusciate a mantenerlo nel tempo. Per quanto riguarda la mia parte, mi dispiace disattendere le tue aspettative, ma su facebook non ci sono. Ti prego di non pensare che sia una scusa, ti assicuro che mi avrebbe fatto piacere e anzi se ogni tanto vorrai passare ad aggiornare questa pagina, ti leggerò volentieri 🙂 Ci sarebbe anche qui un capitolo a sé, ma mi dilungherei troppo. Internet è importante, dipende poi molto da che canali si utilizzano e soprattutto da come li si utilizza. Prima di passare ad altro permettimi di lasciarti una mia sensazione rispetto quello che stai tentando di costruire, riferendomi anche alle tue righe su amici/conoscenti/genitori. Credo che i gruppi siano più affiatati se ristretti, conta l’intesa che si crea ed è più facile che nella compattezza di una realtà piccola e coesa le condizioni siano più favorevoli. Si crea un contesto “intimo” e selezionato, dove sai che incontri chi ti possa capire in quanto certe situazioni le ha vissute in prima persona. Se vuoi procedere a gradini, un po’ alla volta, prima di farti spaventare dalla cattiveria gratuita dettata spesso dall’ignoranza di cui molti sono capaci e rischiare di chiuderti di nuovo, potrebbe essere rassicurante iniziare a rapportarti familiarizzando con i tuoi simili, pochi ma buoni, non pensi?
Adesso vorrei spiegarmi meglio sul discorso dei rapporti. Saggio, no, non credo assolutamente che tutti a prescindere siano finti. Ma altrettanto penso che la longevità di un rapporto non sia un sinonimo automatico del fatto che le cose vadano bene e, soprattutto, che le persone stiano bene. Ti faccio un esempio ancora più immediato. Se vedi una persona per strada che sorride agli e/o tra gli altri, pensi sia così scontato che sia una persona felice? O se non felice diciamo serena? Passato quel momento, ma anche in quel momento stesso? Quello che ti sto dicendo è che se quel sorriso può essere il spontaneo e innato di questo mondo, potrebbe anche essere una recita ben riuscita. Un amico, ad esempio, è disperato perché la sua fidanzata è la più solare delle ragazze quando incontrano qualcuno per strada, appena quel qualcuno và via sprofonda nella sua cupezza, in ansie, problemi, traumi e si trasforma. Qual è il lato vero? E ce n’è uno? Chissà.. Per noi è vero ciò che percepiamo come tale, non la realtà. La realtà per noi è la nostra realtà, ovvero quello che crediamo esserlo. Hai ragione, stai pensando bene, faccio discorsi complicati..
Vedi Saggio, sono una persona che ama spassionatamente farsi i fatti propri. Quando mi raccontano di questo o quello che fa x o y, sinceramente sono chiacchiericci che mi vengono presto a noia. In compenso mi ritrovo anche senza rendermene conto lì per lì ad
osservare, analizzare, in un certo senso “studiare” anche nei dettagli quello che mi stà attorno, la mente raccoglie tutto e poi, in momenti “tranquilli” rielabora. Per darti un’idea, si potrebbe avvicinare alle fasi riprese (momento “live”) e montaggio (momento successivo) di un video. A processo ultimato inizia a farmi fare dei ragionamenti.. Metaforicamente vedo il film che ho costruito, per intenderci. Ebbene. Molte volte ritrovo che quei momenti che ho registrato (per sensazioni, ad istinto, non razionalmente) fossero in buona parte messa in scena, non autenticità. E lo realizzo completamente solo dopo. Ovviamente non posso fidarmi al 100%, non ho prove tangibili, ma certe cose le “senti”, non so bene trovare le parole per descrivere un’atmosfera così strana. Per farti capire: quando hai di fronte una persona qualcosa dentro di te ti fa percepire se lei e la situazione che ti propone sono qualcosa di spontaneo o se c’è qualcosa di artificioso.. Ma devi un po’ affinare lo sguardo, allenarti..se sei distratto potresti credere ad un racconto pompato, potresti pensare che tutte le foto che ad esempio vedi sui social network parlino di persone bellissime con vite pienissime, felici, soddisfatte quando magari sono solo l’immagine che chi le mette vuole dare di sé stesso/a. Anzi, proprio il fatto che abbia il bisogno di pubblicizzarsi mi mette dei seri dubbi. Tradotto, sono convinta che molto di tutto quello non è altro che egocentrismo, narcisismo.
Stessa cosa vale per i rapporti. Si può stare insieme a qualcuno anche per ripiego, per non stare soli, per avere qualcuno da esibire, per interessi. Sicuramente passeranno dei bei momenti insieme, ma quanti dei ragazzi di cui parli tu si vogliono davvero bene? Si amano dal profondo del cuore, di un amore puro e vero? è un surrogato ciò che cerchi? Dalle tue parole non sembra. Allora quando gli amici ti raccontano delle loro vite, tu impara ad osservarli bene, ad ascoltarli attentamente e al contempo a non dare affatto retta a quelle parole. Sii gentile, dai loro soddisfazione, ma guarda a loro e alle loro avventure con distacco, non avere mai voglia di impossessarti della loro vita. Tu sei tu e puoi scegliere per te, hai questa grandiosa opportunità. Quello che ti deve importare è il tuo percorso, non quello degli altri. Non ti cambia niente quello che i tuoi amici vivono, sia che siano fortunati, sia che stiano fingendo o credendo in buonafede in qualcosa che non esiste. Loro hanno le loro vite, tu la tua. Non devi mai misurarti con loro, per quanto sia facile farlo, per quanto io stessa a volte sia così cretina da disperarmi. Poi si torna lucidi e ci si rende conto che tanti limiti li abbiamo solo per paura, che certe cose ci risultano “folli” “impossibili” solo perché è un qualcosa inculcato. Abbiamo perso la capacità di sognare, siamo una generazione estremamente debole, diventiamo tutti personaggi fittizi nei social network perché abbiamo perso coraggio, determinazione, umiltà e.. ahimè, passione!
Io ormai sono in ballo e ballo,ma se volete non datemi retta. Sento solo il bisogno di riprendere il commento che ho voluto “cancellare” magari semplificandolo. Volevo dire,tra le altre cose,che Lullaby ti sta aiutando a vedere quei dettagli delle relazioni che oggi passano completamente inosservati. Ti mostra una realtà che è quella di pochi,di elementi rari e alternativi che si estromettono da tutto questo mondo di apparenza e di piaceri fugaci. Ti sta mostrando il suo modo di essere felice e soddisfatta della propria vita. Però io credo sia tutta una balla.
Lullaby è un’idealizzatrice e spesso quello è un mondo in cui ci si nasconde. Non ci sarebbe niente di male se questo portasse davvero un benessere. Ma leggo dalle sue parole la grande apatia che riempie le sue giornate e una voglia matta di capire come mai pur dedicandosi agli altri non riesce a sentirsi meglio. (parlo direttamente a te) Sei qui perchè ti senti abbastanza superiore da dispensare consigli,e nella vita privata scommetto che ne dispensi a rotoli a chiunque,ma mai nessuno che possa fare lo stesso con te perchè gli altri sono troppo indietro. Anche se sicuramente accogli i loro consigli mostrando una certa gratitudine. Fuori da questo sito tu non vuoi affatto metterti in contatto con IlSaggio perchè hai già fin troppe persone a cui fai del bene,e ti saresti anche un pò stufata(vedi sopra). Per il resto credo tu sia figlia unica,o la maggiore. E magari sei fidanzata da 3 anni con un ragazzo che non ami affatto,ma a cui senti di dover far da guida;gli vuoi bene e te lo fai bastare. Anche tu hai un grande conflitto interno tra ciò che vorresti fare e ciò che sei costretta (da una pseudo-moralità) a fare. Questo ti causa momenti di grande agitazione.
Ho detto questo perchè voglio provare a capire fin dove possano arrivare i consigli di Lullaby,e se con questo dovessi aver ragione credo ci sarebbe da riconsiderare tutto quanto. Con la vita bisogna scontrarsi prima o poi. Per questo non sono finito io stesso a dispensarti certi consigli da “nicchia della resistenza”. Perchè ci sono passato e tu sei troppo grande per perdere tempo dietro a quelle cose che solo in parte sono vere. Il mondo sarebbe doloroso anche se provassimo tutti a diventare “più buoni”. Non ci sono abbastanza terre coltivabili per impedire l’uccisione di animali. E solo la nostra vita fin troppo tranquilla ci permette di pensare a come creare un mondo perfetto. Non si chiedono certo come fare gli schizofrenici,gli autistici,i menomati… non si chiedono come sarebbe un mondo perfetto nemmeno tutti i bambini a cui la morte ha portato via i genitori e sono costretti a sperare che qualcuno li aiuti,o come tutti i cuccioli di cani abbandonati.. e aiuto per tutti non ci potrà mai essere.
Non si può sempre rifugiarsi in qualcosa,bisogna anche abbandonare la placenta e affilare le unghie. Scusate
p.s. to wish impossible things 😉
Sarò breve, almeno per quanto io riesca ad esserlo per rientrare nella lunghezza del messaggio, andando subito al nocciolo del discorso.
Mi hai detto che potrebbe essere rassicurante iniziare a rapportarmi con i miei simili, pochi ma buoni, ma di queste persone “poche ma buone” non ce n’è nella mia vita, non c’è una sola persona che sia davvero all’altezza delle mie aspettative, anche l’amico più caro, come dicevo, sotto sotto non riesco a trovare in lui quel lato che cerco di una persona.
Quindi con chi dovrei parlare e rapportarmi? Forse non ho capito il tuo pensiero?!
Per il discorso sui rapporti forse hai ragione, anche io dopotutto non do mai a vedere il mio vero stato d’animo, il mio umore, il mio malessere per la mia situazione, e quando mi trovo in mezzo alle persone rido e scherzo tranquillamente, quindi è facile che succeda anche per gli altri, seppur con alle spalle una situazione diversa dalla mia.
Dovrei imparare a fare come dici, che poi sotto sotto lo faccio già, come te anche io mi interesso poco delle parole che mi dicono gli altri quando mi raccontano di quella e dell’altra cosa, che ci hanno provato con una o che si sono divertiti tutti insieme al parco la sera prima, mi mostro interessato, se no si passerebbe magari per snob, però poi finisce li. Ma quando come te rimango da solo e tranquillo, i pensieri di tutto quello che mi è stato detto salgono ed ecco che inizio a pensare del come a me non capita mai.
Concordo pienamente sul fatto della generazione debole, e dei social network.
Infine, se le parole di Mick fossero azzeccate nei confronti della persona di Lullaby, allora forse un po’ è vero che bisognerebbe riconsiderare un po’ il tutto.
Io non mi voglio mettere in contatto con voi (o meglio mantenerlo il contatto con voi) perchè voglio diventare un’altra persona a cui Lullaby debba “badare”, non voglio cercare in lei, e in voi, qualcuno dove poter chiedere solo consigli e pareri senza dare nulla in cambio.
Quello che sto cercando di dire è che la mia intenzione di contattarci al di fuori di questo sito, può essere una grande opportunità, seguendo inoltre il consiglio di Lullaby, ovvero mantere questa relazione virtuale chiusa tra poche persone, per non perdere il filo del discorso intromettendone di troppe.
Se quello detto da Mick a te (Lullaby) è vero, ti prego quanto meno di provare a instaurare un rapporto con noi (ci credo che non hai facebook, ma se ti farebbe piacere sentirci tra noi, esistono altre alternative a Facebook, oppure potresti creare un finto profilo, se il problema è quello di non mostrarti in volto).
Voglio inizare a sentirmi meglio offrendo anche io gratuitamente dei consigli a qualcuno, nella vita reale ancora non mi è concesso farlo, perchè non ho nessuno che come noi possa capire questi discorsi così profondi, voglio rendermi utile per qualcuno (che possiate essere voi) e forse così anche te Lullaby magari, di conseguenza, inizieresti a sentirti meglio, ad apprezzare concretamente i suggerimenti
e le opinioni che ti vengono date perchè non ti vedresti più solo come quella che si dedica agli altri senza ricevere altrettanta attenzione, perchè come detto da Mick, a chi ti offre consigli tu magari mostri una certa gratitudine ma non è abbastanza, perchè quelle persone non sono come te, come noi, e non potranno arrivare a capirti e aiutarti fino in fondo.
Fai questa scommessa, hai qui almeno due persone (me e Mick) che forse sono quelle che stavi cercando, che possono inisieme a te creare un “club” ristretto utile davvero a tutti i soci, e non solo a qualcuno, dove trovare consigli reali e veri però, non dispensati da chissà chi o trovati per il web, che sappiamo essere molto poco efficaci.
Facciamo questa scommessa con noi stessi, non avremo il rimorso di dire “forse poteva funzionare…”
Saggio, ti avevo già letto nel pomeriggio, ma ero in ritardo e non volevo scrivere di fretta, ma non mi sono dimenticata, adesso ti posso rispondere con calma.
Parto dal precisare un secondo la questione “pochi ma buoni”. Intendevo rispetto al “gruppo di facebook” che vorresti creare, non i tuoi contatti reali per il momento. Ma ho constatato che hai scritto la stessa cosa che intendevo io, questione risolta!
Mi sono piaciuti molto i tuoi ultimi post, semplici, diretti, sinceri, o almeno questo mi è arrivato. Mi chiedi se le parole del post 41 riportino “il vero” o meno. Ma come faccio a risponderti? Sono supposizioni da un lato e rappresentano un punto di vista da un altro. Posso parlarti della mia parte, ma a me sinceramente sembra insensato perfino rispondere e il motivo principale è che sembra una presa in giro alla tua intelligenza e alla tua capacità di avere una visione delle cose: conoscendo qualcuno, e bene direi, credo si possa arrivare a disegnarne un profilo più o meno dettagliato, sempre considerando la soggettività di chi se lo costruisce in testa. Potrei dirti qualsiasi cosa rispetto a chi io sia o non sia, sarebbe ovvio “discolparmi” (da cosa poi, non lo so, ma anche se non lo capisco va bene uguale). Non mi interessa dirti che sono bella e brava o che la mia vita sia fantastica e “giusta”, anche perché non credo nulla di tutto questo e non mi sembra di aver fatto intendere niente di simile, sono pensieri che non mi hanno mai sfiorata. (Piccola parentesi: mentre rileggo quello che scrivo mi chiedo chi me lo stia facendo a fare a “giustificarmi” perché non ci trovo alcun motivo per doverlo fare, ma evidentemente la stupidità umana -la mia, beninteso- non ha limiti..) Pensavo che fosse evidente il mio approccio del dubbio rispetto a molte questioni, ho poche certezze e rare cose di cui andare, tutto sommato e a fatica, fiera e una di queste è che sì, ho le mie fragilità, i miei grandi limiti, le mie paure e i miei problemi (e chi non li ha del resto?) e di sbagli ne faccio tanti, ma posso avere la consapevolezza di cercare di farli con la mia testa, con tutte le conseguenze del caso. Ecco perché mi sono soffermata su questo. Guarda, era l’unico messaggio importante che mi interessava lasciarti, tutto partiva e riportava qui, qualsiasi esempio, puntualizzazione o spunto personale aveva uno scopo rafforzativo del discorso. Mi dispiace molto se ti è sembrato che mi considerassi “avanti” rispetto a te o a qualsiasi altro, tutto quello che posso fare è dirti che non era neanche lontanamente mia intenzione. Quando ho letto che si rischia di passare facilmente per “snob” è stato un sollievo perché ho capito che abbiamo la stessa impressione.
Credo sia esattamente quello che è successo: quando qualcuno decide di considerarti in malafede, non c’è nulla che tu possa fare per illustrare le tue ragioni, ormai sei così, fine. Capita di venire fraintesi e che gli altri pensino qualcosa che ti è totalmente estraneo, eppure ormai sei “catalogato”
Non passo le mie giornate a dispensare consigli a nessuno, anzi ho dimenticato di precisare sin dall’inizio (scusa, ho peccato di leggerezza, ho dato per scontato che fosse sottinteso) che si trattava solo ed unicamente di ciò che valeva per me (altrimenti tutti i ragionamenti che ho fatto sarebbero un controsenso dopo l’altro). Non ho affatto bisogno di qualcuno “a cui badare” né tanto meno sono un’idealizzazione. Purtroppo sono una persona in carne ed ossa, con idee che spesso si trovano totalmente discordanti dalla maggioranza. Spesso mi piacerebbe, per starmene beatamente in pace, che non fosse così, non è una posizione comoda ritrovarsi spesso a vedere, sentire e percepire cose che nessuno o quasi riconosce in sè. Costa spesso giudizi, incomprensioni e solitudine, per quanto se ne possa ricamare ipotetici tornaconti. Da che mondo è mondo, è facile prendersela con chi si discorda dal comune sentire. Come è facile non realizzare quanto a volte chi si ritrova, senza volerlo, ad appartenere “alla nicchia” (parole non mie) desidererebbe solo non pensare a nulla, vorrebbe solo qualcosa di molto superficiale, ma semplicemente non può. La morale c’entra e non c’entra. Non può perché c’è un’indole a cui deve sottostare, i pensieri e le emozioni/sensazioni vengono dirottati in un punto di convergenza da una forza magnetica naturale.
Andrei cauta a parlare di apatia e anche sulla morale ci sarebbe un discorso ampio e complesso da affrontare ma sono le 4 di notte e la stanchezza inizia a farsi sentire, non è il momento, a parte che in fondo sarebbe tempo sprecato.
Detto questo, Saggio, di tecnologia e strumenti informatici ci capisco poco o nulla, sicuramente ne sai più di me. Hai detto che oltre a facebook ci sarebbero altri canali per il gruppo che hai in mente, ti spiacerebbe spiegarmi quali?
C’era qualcos altro, ma mi è sfuggito e non riesco a ricordarlo. In ogni modo ti ringrazio per la tua gentilezza. Buonanotte.
Esilarante.. “le parole del post 41”. Non è un post che parla,e non è un post che legge,quindi è inutile questa forma fasulla di disinteresse per la mia persona. Si vede la sufficienza che usi nel considerarmi,però tu sei superiore a tutto quello che non appoggi. Lo capisco. “mentre rileggo quello che scrivo mi chiedo chi me lo stia facendo a fare a “giustificarmi” perché non ci trovo alcun motivo per doverlo fare, ma evidentemente la stupidità umana -la mia-non ha limiti” La stupidità di una persona che si abbassa a spiegare qualcosa agli altri poveri stupidi?
Vorrei conoscerti meglio Lullaby,davvero. Perchè il tuo ego spropositato è una forma di difesa,e rimandi in dentro tutte le tue debolezze considerandole DISONOREVOLI. E’ un messaggio paradossale il tuo.
Mick,
mi chiedo come fai a leggere il male in qualsiasi cosa scriva. A questo punto sono fraintendibile, o forse non mi so esprimere. O forse sono davvero il mostro che stai dipingendo. Oppure lo vedi perché lo vuoi vedere.
Non penso assolutamente che siate “poveri stupidi”, non so da dove ti nascano certe idee. Il punto non è altro che mi sento del tutto una stupida a stare qui a “giustificarmi” di accuse che non riportano le mie reali intenzioni, ma che come vedi anche “spiegandole” non cambia nulla, perché ormai hai deciso tutto da solo.
Semplicemente: ti sto antipatica, ok, ho capito, grazie per avermelo fatto sapere, questo è un tuo punto di vista, ne prendo atto. Solo, per favore, non mettermi in bocca parole e in testa pensieri o intenzioni non miei.
Ti dico tutto questo tranquillamente, non ce l’ho con te, né penso di esserti superiore. Nè a te né a nessun altro. Non cerco battibecchi, non voglio litigare, questo resta lo spazio dI Saggio, quindi ti rispondo in pace, davvero, anzi per togliere ogni dubbio mi scuso verso chiunque si sia sentito offeso.
Mi dispiace, se ripenso a tutto mi resta solo tanta tristezza, questo sì. Pazienza.
Ciao
Ma si tranquilla, non ci sono problemi Lullaby, rispondi pure quando riesci 😉
Adesso mi è chiara la questione sul “pochi ma buoni” abbiamo scritto la stessa cosa allora.
Ti ringrazio molto, se è quello il messaggio che ti è arrivato mi fa piacere, ho scritto il più chiaro possibile, senza giri di parole, mi sto confidando più con voi che con chiunque altro abbia fatto nella mia vita, mi sento un po’ più compreso.
Comunque, non me ne vogliate (penso sia normale) avrei bisogno di una persona come voi nella vita reale oltre che virtuale che purtroppo non esiste nella mia vita.
Arrivando a quanto ho detto a te Lullaby, ti prego di non prendere le mie parole come un affronto nei tuoi confronti, non era mia intenzione assolutamente far trapelare questo messaggio, ma non credo neanche che fosse l’intenzione di Mick, quanto invece sprontarti a metterti in contatto con noi per ricevere anche tu consigli come ti spiegavo nei precedenti messaggi, da persone che possono realmente capire i problemi e insicurezze che ci accomunano e che sono rare da trovare nella maggior parte della gente.
Non penso neanche che tu sia “avanti” rispetto a noi da poterci snobbare, no guai! Anzi ti ho percepita come una persona alla quale dare attenzione perchè i tuoi consigli e pareri potrebbero realmente aiutarmi, mi basterebbe solo metterli in pratica. Tranquilla che ho capito anche che il tuo è solo quello che pensi sia giusto per te, che vale per la tua persona, e forse per la mia perchè se ha funzionato con te, potrebbe funzionare anche con me.
Ti confesso che a differenza mia che scrivo in un italiano un po’ povero, normale credo, a volte faccio fatica a comprendere i tuoi (e anche quelli di Mick a volte) messaggi tanto da doverli rileggere anche un paio di volte, o addirittura farvi domande di spiegazione (come successo) questo perchè probabilemente leggerete più di me, spero solo di farmi capire anche se in un linguaggio più scarno e semplice.
Tante volte non riesco a esprimermi come vorrei perchè non ho le parole giuste.
Per quanto riguarda il gruppo, su due piedi così non mi viene in mente altro che altri social network, esiste twitter però non è possibile parlare in gruppo (almeno credo) facebook è proprio il miglior mezzo da utilizzare, ma non capisco per quale motivo non possa andarti bene (ti ripeto che potresti farti un profilo falso per poter parlare, se appunto il problema è non rivelarti, non ci sarebbe alcun problema, sul serio!).
Esistono delle chat gratutite ma sono frequentate da altra gente anche… non si rimane nella privacy.
Su facebook potremmo creare un gruppo con profili anonimi (per chi non vuole utilizzare già il suo) e poterci sentire quando vogliamo, senza che tutti possano leggere quello che diciamo, io penso che seppur da una cosa virtuale, possa nascere un bel legame.
Davvero torno a ripetere che sarebbe bello scambiarci opinioni e pareri in maniera reciproca, esperienze di vita, consigli, aiutando non solo me creatore di questa lettera, ma anche chi magari come Mick che ha superato questa fase che sta affliggendo me, possa aver bisogno di un parere, aiutandoci tutti in qualsiasi campo.
No Lullaby,resta. Non scappare..