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La maschera indifferente

Lettere scritte dall'autore  Novecento

È da un po’ che ho intenzione di scrivere una lettera, ma non ho avuto voglia. Non so cosa scrivere, non so perché sto scrivendo qui. Avrei tanto da dire, ma dopotutto a chi interesserebbe una persona senza alcuna voglia? È ormai da tempo che non ho più voglio di nulla. Solo, inutile, vuoto dentro, ciò che mi circonda passa e si evolve, io resto fermo e guardare al passato e rimango fermo a contemplare. Non mi interessa nulla, non ho alcuna voglia di nulla. Ho solo voglia di silenzio perenne, voglia di pace durante, di morte incombente, di nero pesante, di ansia incostante, di amore perpetuo. Ma il mondo gira, che io la mattina mi alzi o meno. La gente vive, sogna, ama, si diverte, condivide, spera comunque, anche senza di me. Dinanzi al mondo la mia indifferenza è più ampia del mio volere, il nulla nel nulla. Talvolta mi chiedo se esisto davvero e se è giusto che meriti ciò. Il nero non è dentro di me, il nero sono io. L’oscuro me stesso non è una figura invisibile ai miei occhi, sono io, è il mio essere, è il mio mondo, è il mio cuore. Quanti sogni spezzati, quante speranze spazzate via, quante emozioni sprecati, quante lacrime mai versate, che mai verranno versate, quanti desideri, pensieri, intenzioni che mai si realizzeranno dovranno ancora infrangersi sul pavimento del mondo con un’urlo sordo di solitudine. Ma sono solo pensieri, non parole. L’indifferenza al mondo è la mia maschera, la maschera che nasconde il mio malessere, il malessere che son io. Mi nascondo dietro la maschera poiché inadatto al mondo. Dinanzi a me non vedo un futuro, non vedo alcun dio, non vedo alcuna famiglia, non vedo alcuna vita, non vedo alcuna emozione, ma solo la fredda fossa ove finirò spegnendo la mia inutilità per sempre.
Scusatemi.

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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9 commenti

  1. 1
    Kaalì -

    “Ho solo voglia di silenzio perenne, voglia di pace durante, di morte incombente, di nero pesante, di ansia incostante, di amore perpetuo” non hai idea di quanto queste parole mi risultano familiari. C’è una speranza per noi? Storie così diverse ma ci troviamo a scrivere e leggere costantemente le stesse parole, a cercare un conforto tra chi vive le stesse nostre sensazioni spesso senza riuscire a dire una parola a nessuno nella vita reale. Eppure non riesco a trovare una colpa mia o tua in tutto questo. Mi sembra tutto piombato nella mia vita e solo ora mi rendo conto che è sempre stato così solo mascherato da sogni e false speranze. Invece tutto era chiaro dall’inizio. C’è una via d’uscita per tutto ciò? È quello che spero di tovare ogni volta qui ma niente. Scusami per aver parlato di “noi” come se conoscessi la tua vita

  2. 2
    Anansi -

    Puoi solo urlare al mondo il tuo dolore, li qualcuno lo ascolterà e lo dividerà con te, perchè anche lui, prova le stesse emozioni.
    Tutto questo è utile perchè non ti fa sentire incompreso, aiuta, per quanto possa essere possibile, a mandare giù anche questo boccone amaro.
    E poi dici tra te e te: “anche questa l’ho superata, andiamo avanti”.
    Io pure molte volte mi sento inadatta al mondo, incapace di affrontarlo, senza armi, però devi dirti “ok, accetto la sfida, vediamo cosa posso fare” e riparti..anche questa crisi è superata.

  3. 3
    Novecento -

    Ringrazio intanto per le vostre risposte.Kaalì,Ritengo che non ci sia alcuna “via di uscita”,alcuna scorciatoia,alcuna probabilità di uscire dal vortice che ci sovrasta,c’è,c’è sempre stato,e ci sarà finché non saremo cenere.

    Anansi,condividere il mio dolore?Urlarlo al mondo?Dopo sofferenze continue,delusioni,pensieri negativi costanti,solitudine perenne,incomprensione,dovrei condividere con qualcuno ciò che penso?Per poi ricevere ulteriori delusioni,ulteriori additate da idioti,ulteriori incomprensioni?Ormai l’indifferenza fa parte di me,eventi,dolorosi,tragici o meno,passeranno come sono passati tutti,lasciando la solita scia d’amaro che mi perseguiterà fino alla fine.

  4. 4
    Anansi -

    No!!!! Novecento…credimi, so cosa significa parlare con qualcuno dei tuoi sentimenti più profondi, e sentirti giudicato e peggio ancora incompreso da persone che pensavi ti fossero amiche ma che nel momento del bisogno ti hanno umiliato..sentendosi migliori dalle tue sofferenze.
    Mi sono chiusa anche io, con quella maschera di cui parli, non riuscendo piu a fidarmi del prossimo, perché in passato c’e stato solo da pentirsi.
    Però qui, su un blog, in forma anonima, si ti puoi sfogare, troverai sempre qualcuno che ti capisce perché nella vita reale quelli come noi si chiudono in casa spaventati dal mondo..
    E poi si può imparare ad accettare la parte più fragile di noi, capire che non siamo perfetti ma neanche gli altri lo sono, hanno un altra maschera.
    Ognuno ha la sua sai? Solo che forse la nostra è piu dolorosa. Comincia a sentirti meno incompreso, ci sono come vedi persone che ti capiscono.
    E accettati, siamo deboli, fragili, sfig.ati. Sappiamo cosa vuol dire soffrire e ci rimettiamo in piedi, ancora una volta. Noi si che siamo forti 😉

  5. 5
    Novecento -

    Perchè dovremmo rimetterci in piedi se arriva colpo dopo colpo?Perchè dovremmo pensare positivo se in continuazione arriveranno cattive notizie,dolorosi pentimenti e negative realtà?A quale fine?A quale scopo?Perchè illuderci di essere accolti e ben accetti in un mondo falso,ipocrita che sa deludere e lasciare solo l’amaro in bocca?Non c’è dubbio che la comprensione è una cosa che condividiamo,chi meno chi più al mondo,ma rifugiarci nella comprensione di queste persone,stancherà sia loro che noi.E’ vero,ognuno ha la sua maschera,ma quella di identificarsi con la massa è una scelta propria,che sia di autodifesa o meno,ciò con cui ti identifichi non equivale a dover giudicare,a dover odiare,ignorare o far star male.Perchè illuderci che tutto andrà per il meglio un giorno?La realtà è che sperare è inutile,cerchi di evolverti ma vedrai sempre odiosa gente banale,superficiale,il quale volge lo sguardo solo agli eventi e alle sensazioni futili della vita.Sei circondato da persone mascherate che essendo tali hanno perso ciò che significa soffrire a causa di altri come loro sono adesso.Non trovo conforto nella comprensione ormai,il passato,anche se passato,rimarrà impresso nella mia mente fino alla fine.

  6. 6
    Anansi -

    È vero, nessuno ci darà la certezza che una volta in piedi non cadremo di nuovo, ma puoi scegliere se fare una vita in piedi o in ginocchio, se vuoi vivere o “sopravvivere”..è credimi c’è una bella differenza.

  7. 7
    Never -

    Caro amico, una lettera pesantina la tua 🙂
    Per mettere solo alcuni puntini sulle i…cosa ti turba concretamente? Eì forse una delusione subità di recente? Perchè molte volte le delusioni ci fanno mettere tutto in discussione, anche le cose che davamo per certe. Ma se siamo stati bravi a porre dei pilastri solidi, non riusciranno ad abbatterli.
    Citi diverse volte la parola “amore”, per cui ritengo che questo campo sia doloroso per te. Non è detto cmq che le cose non cambieranno mai… magari cambiando un fattore, cambierà tutta la tua prospettiva.

  8. 8
    Novecento -

    Concretamente mi turba tutto.E’ un’ammassarsi,un’intasarsi di negatività da ogni evento,da ogni azione,da ogni decisione.E’ come se scegliessi di proposito di essere così.

  9. 9
    Anansi -

    Si, si, ho capito cosa vuoi dire, quando poi sei nel vortice della negatività hai paura che tutto si rivolti contro di te, non esistono più volti familiari, facce amiche, è uno stare continuamente all’erta..ecco che però in quel momento deve saltare fuori la parte del “…e qui mi sono rotto i c*****i” e tiri fuori il carattere.
    Non ti farà vivere una vita più facile, però sai che una parte di te reagisce e non ti trascini via.
    E’ difficile parlare di queste cose eh! Non esiste una soluzione pratica, una formula che abbia degli effetti, poi magari domani ti alzi e scopri che è stato solamente ed inequivocabilmente un periodo del cavolo..”.

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