Salta i links e vai al contenuto

La fine improvvisa di un amore

di Loredana
Trovi il testo della lettera a pagina 1.
L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.

14.073 commenti

Pagine: 1 996 997 998 999 1.000 1.408

  • 9971
    Daniele -

    Rocher,come ti scaldi. Non dirmi che ho centrato in pieno il tuo ego che man mano vedo inizia a sgretolarsi………..i tuoi livelli e il tuo status puoi elogiarli solo tu,dato che nessuno qui ti conosce. Per quanto ne so potresti lavorare come operatore ecologico e avere una fidanzata identica alla moglie di Fantozzi. Sai qui vedo che sono tutti bravi a vantarsi oltre che piangersi addosso e meditare vendetta per ex tossiche ecc ecc ecc…..che poi lasciatelo dire Rocher,la tua ex tossica è una tossica,ma tu per stare con una tossica devi essere stato ubriaco o più tossico di lei,nonchè del tutto rincoglionito a fare i giochini da adolescente ferito su Facebook.
    Ripeto,fai pace col cervello.

  • 9972
    LUNA -

    ELENA: purtroppo so benissimo di cosa parli. E so che effetti produce. Anche la cosa delle parole, che dici. E’ uno dei miei traumi da scaricare, ed è bello grosso. Anche se combatto, in senso buono. Io non parlo mai volentieri delle cose che mi sono successe, lo sai. Ma oggi te la dico questa scena. C’è una scena che può simboleggiarle tutte: io che salto fuori dalla mia macchina, mentre sto parlando al telefono, tra l’altro con una gamba che mi fa male perché sono caduta poco prima, schizzo fuori dalla macchina perché mi sto chiedendo se ho una “pulce” nella macchina. Cosa che non era paranoica, ci stava benissimo. Era un’ipotesi tanto raccapricciante quantomai concreta. Visto che mi erano state riportate frasi che io avevo detto nella mia macchina. (attenzione: riportate, ma travisate con un altro senso). Ma riportate a pezzi, in modo che io non potessi sapere come c.... era possibile. (e, ancora oggi, non lo so. pensa che ancora oggi io questo non lo so). Un finestrino aperto e qualcuno (specificatamente qualcuno, ovvio) nascosto vicino? una pulce davvero nella macchina? schizzo fuori dalla macchina. e sono al telefono. Ma non so, per le stesse ragioni riportate sopra, se anche il mio telefono è sotto controllo. se è sotto controllo perché qualcuno ci guarda dentro (come mi segue, e non so mai quando, ma il concetto è che io pensi che lo sono sempre), se è sotto controllo con qualche software di merda quando è acceso, o persino quando è spento. Con il cuore che va a seimila gira sto dicendo al telefono: “ho una di pulce nella macchina?”. E mi chiedo se sto impazzendo o se non sono sufficientemente paranoica da capire come fa. Di certo non mi piace per niente rendermi conto che sono cose che ti mandano fuori di testa. mi chiedo “come mi difendo?” ma mentre lo dico mi rendo conto che neanche il telefono non so se è controllato o no e come. Questa è solo una parte della parte.
    Bisogna (meglio di no, ovvio) provarle queste cose per capire cosa vuol dire. Bisogna capire che violenza poi è, tanto più esponenziale, quanto più tu ami la libertà, quanto ti piaceva fare una passeggiata e pensare che sei sola, con i tuoi pensieri. Quanto più sei socievole in modo spensierato. Quando più eri una che ancora un po’ e non capiva che senso abbiano le password tanto è una questione di rispetto. Invece poi non sai se anche mentre ti gratti il naso o ti fermi a parlare con il lattaio qualcuno ti guarda. E traviserà che hai chiesto un litro di latte. Magari no, ma il trucco è che tu non sappia mai quando e se. L’importante è, ovviamente, che tu abbia sempre la sensazione che comunque la colpa sia tua, qualsiasi cosa tu faccia. Sono felice tanto per te che tu ne sia uscita, anche dal “bel” codazzo che queste cose lasciano. Quel senso di inquietudine. Quel senso di invasione, esteso, che penetra gli strati fino al midollo. Fino alla sensazione, al pensiero tra te e te. Che va apposta a attaccare una delle cose più belle che abbiamo, la serena spontaneità

  • 9973
    LUNA -

    e il senso che per noi hanno le cose. Anche un affetto nel momento in cui da anni la violenza psicologica ti sta ammazzando. Io so chi sono, e cerco di ricordarmelo sempre. So chi sono non lo dico con supponenza. Parlo anche dei miei errori e dei miei difetti, delle mie scelte sbagliate e dei loro effetti, delle mie debolezze e dei miei pensieri e delle mie motivazioni. Ma parlo di un’altra cosa, parlo di chi penetra negli strati, con violenza, e quando tu stai facendo/pensando/sentendo una cosa ti dice che lui sa che tu volevi farne un’altra. A volte mi chiedo che ne sarebbe stato del mio cervello e della mia personalità se io comunque non fossi stata in grado di ricordare chi ero. Anche quando non potevo in nessun modo essere chi ero. Anche quando la pressione era tale che non contava neppure più chi ero, anzi era peggio essere chi ero. Perché in fondo è quello che ha combattuto. Se io non fossi stata una che comunque preferisce l’armonia alla lotta forse ci saremmo scannati a colpi di stalkeraggio, violenza psicologica, dispetti, ripicche, espressioni che vogliono trasmettere, arzigogoli per portare le persone dalla propria parte dicendo una marea di cazzate, omettendo la verità, instillare sensi di colpa senza senso per scaricare le responsabilità, avremmo usato entrambi la disinformazione volontaria e messo nella manica un asso, vero o presunto, per destabilizzare l’altro. Insomma, ci saremmo fatti la guerra a vicenda. Invece lui la guerra l’ha fatta a me. Con se stesso, sempre, con la sua idea di cosa io fossi, in nome anche del “distruggo te prima che tu distrugga me”. Ma io la guerra invece non l’ho mai voluta. E non ho mai pensato di distruggerlo. Mai. Massimo, Ambrogio, io ho vissuto e visto troppa sofferenza, troppo dolore e violenza per poter pensare: voglio che lui soffra. Ti sembrerà un paradosso, ma tra l’altro non è nemmeno buonismo. Io in generale non sono una che pensa che la sofferenza di qualcuno possa ripagarmi di qualcosa. Ho già detto come la penso. E’ chiaro che mi sono state fatte delle ingiustizie profonde. Che vanno al di là della resposanbilità in percentuale che ogni coppia può avere. E’ ovvio che su quel piano io le mie le ho. Ma ciò di cui io parlo, quando parlo di certi meccanismi, va al di là, perché in quei meccanismi nn esiste incontro e conciliazione. E’ ovvio che ho anche dei bei ricordi, reali, e li rispetto. Perché sono i miei. Perché ho visto anche cose sane, che esistevano, prima di questa “malattia”. Certo, il mio senso di giustizia ribolle, e provo anche rabbia, perché queste cose non dovrebbero mai succedere, ma il mio non è rancore. Credimi che, anche se non sono affari miei, se un giorno lo incontrassi e mi dicesse “sono andato a risolvere questi miei problemi” io mi sentirei meglio. Se si rendesse conto. Nei suoi confronti prima ancora che nei miei che non è così che funzionano le cose. Che se il motore è l’odio comunque ci si rovina la vita, perdenti o vincenti che si creda di uscirne. Non si vince.

  • 9974
    Marquito -

    I sentimenti che proviamo nei confronti dei nostri ex rappresentano una vera e propra cartina di tornasole. Ci aiutano a capire l’intensità dell’amore che nutrivamo per loro. La mia esperienza è la seguente:
    Quando ho provato un forte senso di rivalsa nei confronti di una mia ex, questo è accaduto perché non ne ero veramente innamorato. Avevo semplicemente subito una ferita narcisistica e come sempre accade in questi casi la mia rabbia era nettamente superiore al mio dolore.
    Quando sono stato abbandonato da una donna di cui ero veramente innamorato, non ho provato il minimo risentimento e non ho sperimentato nessun desiderio di vendetta. Ho provato soltanto un grandissimo dolore.
    Mi rendo conto che il mio punto di vista smentisce molti luoghi comuni e molte apparenti ovvietà, ma quando la rabbia e il desiderio di vendetta diventano talmente intensi da offuscare la sofferenza, facendola passare nettamente in secondo piano, è molto probabile che non si fosse veramente innamorati.

    P.S.: Daniele; ma si può sapere cosa ti ha fatto Ambrogio ? :-))

  • 9975
    Lilly -

    Mah…..penso che chi ha l’immensa fortuna di avere un presente da vivere, un futuro da costruire e non è (più) costretto a pescare continuamente nel passato (vissuto o immaginato) per dare un perchè ai propri giorni dovrebbe concentrarsi su questo anzichè lambiccarsi il cervello con odio, rancore, voglia di vendetta verso un qualcuno che non fa più parte della propria vita.
    Il che non è buonismo nè indifferenza.
    E’ semplicemente pensare alla propria vita per quella che è e sarà e non per quella che sarebbe stata se Tizio/a ci fosse stato/a o non ci fosse stato/a.
    A meno che la sosta di Tizio/a non sia stato frutto del caso ma il risultato di una serie di carenze affettive o di squilibri emotivi o di alterazioni varie in virtù dei quali ci si butta a capofitto nella trappola che ci stritolerà ed il perchè per come di quella storia debba essere studiato al microscopio per risalire alle carenze, agli squilibri e tentare di metterci una toppa se non risolverli.
    A meno che la sosta di Tizio/a non abbia lasciato strascichi pesanti a livello emotivo e comportamentale ed il “caso Tizio/a” debba essere studiato, analizzato nei minimi particolari a scopo terapeutico.
    A meno che Tizio/a siano stati dei veri e propri bastardi, ladri e picchiatori per cui salteranno fuori per l’arco dei tre gradi di giudizio in Tribunale.
    Ma se così non fosse, bè…..chi ha la fortuna di avere un presente lo viva ed eviti tuffi nel passato lanciandosi dal trampolino del disprezzo.

  • 9976
    elena -

    LUNA
    ti capisco…eccome. La “pulce” io l’ho avuta, in auto, al telefono, nel pc, nelle email. Un senso di smarrimento, misto alla paura. Alla paura di non sapere più chi ero e cosa facevo. Un miscuglio di sensazioni, malipolazioni che obbligatoriamente dovevano essere percepite come frustazione. Uscire e rendermi conto che non ero sola, nemmeno con la mia ombra ed i miei pensieri. Pure in una casa, che era mia e sentivo la mia protezione in quelle mura e che in qualche modo dovevo difendermi per non affondare.
    Oggi riconosco quel suono, ma non permetto a nessuno di schiacciarmi così tanto. Il mio passato, mi è costato troppe sofferenze per ricaderci e provare sensazioni ed emozioni così intense e violente da svegliarmi nel cuore della notte ed incastrarmi in quelle dinamiche ossessive/conpulsive che in cui risuonavano le parole.
    Battaglie per definire la responsabilità della fine di un rapporto.
    Battaglie per rievocare chi ero. Ma appena pronunciavo:io sono così…eccoti servita la ghigliottina.
    Ora ho imparato che i malesseri vanno affrontati, con rinforzi positivi. Non riesco più ad entrare nel circolo vizioso del pensare negativo. La mia autostima è cresciuta in questi miei percorsi.
    Se vuoi ne parliamo in privato 🙂

  • 9977
    Ambrogio -

    Daniele : te lo chiedo per cortesia, lasciami perdere. Hai vinto,sei forte ed io ho perso questa stupida battaglia epistolare (significa tramite parole scritte ). Pero’ credo che tu abbia veramente dei problemi nel continuare il percorso che hai intrapreso. Io sono Fantozzi,sto assieme ad una donna che somiglia a Rosi Bindi e ce l’ho piccolissimo, ed e’ per questo che la mia ex mi ha lasciato.Hai ucciso il mio ego, sono ferito a morte, mi hai messo ko,sei fortissimo, con te non c’e’ storia ecc ecc.Cedo,non ho piu’ alcuna possibilita’ di riscatto,tu sei Tyson ed io un peso piuma, tu sei il Barcellona ed io la squadra della parrocchia, tu sei Raoul Bova ed io Carlo Delle Piane (e’ un attore), tu sei il re di cuori ed io il due di picche, tu sei Dio ed io una caccola.Sono al tappeto, mi hai convinto e abbattuto.
    Bene,visto la mia resa ormai pubblica, da ora in poi vai a “guerreggiare” con qualcun altro.Sono troppo debole per te.
    Ti prego, molla la stretta sul mio collo, sto soffocando.

    Elena@ accetto i tuoi consigli ed hai ragione .Credimi,sto vivendo la mia storia attuale con dedizione e sto concentrandomi su questo rapporto che ogni giorno diventa sempre piu’ importante, pero’ ho ancora un certo rancore nei confronti della mia ex, per il modo in cui si e’ comportata.E’ vero,volevo ferirla e ci sono riuscito e probabilmente , inviandomi messaggi, ha anche dimostrato che ,forse, non e’ poi cosi’ libera mentalmente dal mio fantasma.
    Abbiamo vissuto tre anni intensi e ci siamo amati molto e lei e’ sempre stata onesta con me.Il suo amore era puro, ed il mio idem, per cui non sara’ facile nemmeno per lei dimenticare tutto in poco tempo.Il fatto che io abbia trovato un’altra persona (a te lo posso dire,ma non farlo sapere a Danieluccio- altrimenti ricomincia con la solita nenia) che e’ molto carina e non e’ di certo Rosi Bindi, intelligente e semplice,probabilmente l’ha turbata.
    Comunque io in questa storia mi ci sto buttando, ovviamente con attenzione, perche’ anche con la mia ex gli inizi erano promettenti e nulla faceva presagire una fine cosi’ dolorosa,Ci vorra’ tempo prima che mi possa disfare della corazza che mi sono messo addosso, purtroppo le due recenti esperienze negative e la non piu’ giovane eta’ mi stanno consigliando di essere cauto,anche se ogni giorno la relazione migliora, sotto tutti gli aspetti.
    Ormai dorme quasi sempre da me ed abbiamo gia’ progetti di viaggi per il prossimo capodanno ed altre cose da realizzare insieme. Vedremo, certo non pensavo di trovare una persona che mi facesse tornare a vivere dopo cosi’ poco tempo.
    Ho sofferto davvero molto per la mia ex ed ora mi merito un po’ di serenita’.
    Grazie ed un abbraccio

  • 9978
    Ambrogio -

    MARQUITO- scusa dimenticavo di ringraziarti per la solidarieta’ nei confronti di Daniele. Occhio pero’ a non provocarlo altrimenti inizia la tiritera con te…
    Ciao ed un abbraccio anche a te
    Luna – wonder Luna ormai per me sei un appuntamento fisso.Ti leggo sempre con entusiasmo. Brava e grazie

  • 9979
    elena -

    AMBROGIO
    figurati. Da una parte ti capisco ma dall’altra vorrei di nuovo riflettere con te (se me lo permetti)
    Se ti sei sentito di iniziare una nuova relazione, hai fatto bene, ma dall’altra vorrei che tu riflettessi su queste parole: sei sicuro di non aver bisogno di stare con qualcuna accanto o viceversa di avere/stare con qualcuna accanto? c’è un’enorme differenza sai!
    e la differenza stà nel bisogno di….e bisogno di relazionarsi, ma nel modo giusto, di avere la propria indipendenza, indipendentemente da ciò che offre la relazione. Non sò se mi spiego.
    Tutti noi, siamo animali sociali, (a parte qualche soggetto eremita) che non riescono a stare soli. Tu hai finito una relazione, con conseguenze catastrofiche e penso che, almeno che tu non sia un soggetto che vada a ricercare la figura materna, soffra un pò di quella debolezza chiamata solitudine. L’elaborazione non è avvenuta nei tempi necessari per dimenticare la freddezza che c’è stata nella conclusione del rapporto. Ti sei subito catapultato e stai utilizzando il metodo: se programmo, nessuna scapperà.
    Ma la vita non è una programmazione di eventi. Un rapporto d’amore si costruisce sulla fiducia e nel receproco rispetto che le parti portano avanti con assoluta felicità nello stare insieme e non perchè la fai divertire.
    Forse penso troppo e le parole che ti stò dicendo, coinvolgono anche me. Me ne scuso se ti sembrerò invadente.
    Comunque sia, ti auguro di trovare tutto quell’equilibrio necessario per andare avanti e ti auguro di aver trovato la persona giusta per te. Un abbraccio sincero

  • 9980
    Ambrogio -

    ELENA- grazie del tuo intervento ,innanzitutto. Certo hai ragione, la paura di stare soli a volte indirizza verso scelte sbagliate, ma questo non e’ il mio caso.
    Sono passati oltre 7 mesi da quando sono stato lasciato e dopo un perido nerissimo ,gia’ spiegato qui, ho deciso di reagire, ho incontrato gente e dopo qualche frequentazione inutile, ho avuto la fortuna di incontrare questa ragazza, che come avevo scritto tempo fa, stava uscendo da una storia burrascosa con un personaggio importante italiano.Lei era da un anno circa che si era rifugiata in casa con la madre, ed usciva solo per lavorare, io nel frattempo sopravvivevo leccandomi le numerose ferite e trascinandomi nel mio dolore.
    Ci siamo trovati ,conosciuti,annusati, e dopo oltre un mese ci siamo accorti che avevamo un feeling e sentivamo delle emozioni reciproche.Ovvio parlare d’amore e’ ancora prematuro, pero’ la situazione sta facendosi sempre piu’ coinvolgente.Se non c’e’ o non la sento mi manca, ed io manco a lei.Sono felice quando la vedo entrare a casa mia e triste quando la vedo uscire il giorno dopo.Ci sono tutti i presupposti affinche’ questa storia cresca e diventi importante.Per il momento facciamo progetti piccoli ed a breve termine, e tutti e due siamo molto attenti a non sbilanciarci per evitare di farci del male.
    Questa e’ la situazione attuale ,nulla di piu’ e nulla di meno.
    Le ferite nel mio cuore si stanno lentamente rimarginando e spero anche nel suo.La mia ex mi ha demolito e mi ha reso molto piu’ cattivo e rancoroso di quanto io sia, pero’ mi sto sforzando per ritrovare il mio equilibrio.Spero che il futuro sia migliore.
    Grazie ed un caloroso abbraccio

Pagine: 1 996 997 998 999 1.000 1.408

Lascia un commento

Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.

Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.


▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati alle ore 10, 14, 18 e 22.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili