La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
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Insomma é normale? D’altra parte mi rendo anche conto che la vita é fatta di relazioni, setimenti. Rimanere cosi’ chiuso é come non vivere…
Ciao nick,
Credo di vivere una sensazione molto simile alla tua, però la mia storia è finita da 4 mesi. Io credo che sia abbastanza normale, però poi dipende , come sempre, da noi e dalle nostre risposte al dolore,dalla nostra capacità di affrontare queste situazioni che tristemente ci accomunano. Anche per me la vita cerca di andare avanti però forse senza di me, io non riesco ancora a correrle dietro, mi sono un pò fermato e anche io mi sento molto impaurito e sfiduciato nei nuovi rapporti e spero veramente che si riesca a passare tutto questo e non pensarci più. Qualsiasi sia il carattere della persona che affronta una fine improvvisa e dolorosa di un amore, si deve cercare di reagire nel modo più deciso possibile..però per me la vedo cosi difficile la cosa. Per me è passato meno tempo rispetto a te, spero che quando arrivo a sette mesi come te, stia meglio..Buona fortuna.Ciao
BUON
non ti devi giustificare, ci mancherebbe. Quello che però ti chiedo di riflettere, sono i tuoi comportamenti alla fine della relazione.
Ho capito che in qualche modo, tu dovevi spostarti da quella situazione scomoda e avvisare i suoi genitori per essertene andato via così, ma credo che la centralità del problema fosse innanzitutto lei ed i suoi comportamenti.
Se lei ha avuto o ha, una relazione extra, questo è un suo problema. Nel senso che, se ha fatto tutto di nascosto e tu l’hai scoperta, alcuni segnali te li deve aver inviato, prima che succedesse tutto.
Magari non sei stato pronto ad intercettarli. Quando si è coinvolti è molto dura. Avresti dovuto dare uno stop e sparire per un pò, lasciandola nel suo inferno. Quando non hanno più terreno fertile, la prima cosa che si chiedono e del perchè la controparte sparisce senza lasciare traccia alcuna.
Io non sono nella tua storia, sai solo tu come si sia evoluta. Leggo e commento. Mi spiace che tu stia così male, ma prenditi un pò di tempo per riordinare le idee
@ nick
Si paura… paura d’iniziare una storia… anch’io “after 7 mesi”…
Ma nn perchè aspetto che torni… è una paura che nn capisco… mboh..
NICK-TERENCE Ho vissuto le vostre sensazioni al 100%. Solo quattro mesi fa uscii con una bella ragazza,incontrata in Sardegna ad una riunione di lavoro.Lei mi porto’ a casa sua, c’era tutto ,atmosfera,dolcezza,feeling ecc ecc, ma non riuscii a fare l’amore.Lei ci rimase male , e la capisco, ma io non riuscivo a concentrarmi su di lei perche’ avevo in testa la mia ex.Baciavo lei e sentivo l’odore della mia ex, la toccavo e pensavo alla mia ex…Pensavo solo a lei e non ci fu nulla da fare.Mi scusai e “scappai” da casa sua.Mi chiamo’ dopo mezz’ora ed essendo una persona intelligente mi disse che aveva capito la mia difficolta’,del resto sapeva tutto della mia storia appena conclusa.
Poi ho conosciuto lei,la mia ttuale compagna, ed anche con lei all’inizio non avevo sicurezza e mi sentivo goffo.Il fantasma della mia ex era sempre presente.Fortunatamente anche lei usciva da una storia assurda e stava ancora soffrendo.Dopo un mese di frequentazione abbiamo iniziato ad osare qualcosa di piu’,ed oggi siamo una coppia, e facciamo l’amore tutte le volte che ci incontriamo.Anzi ora devo lasciarvi perche’ tra mezz’ora vado a prenderla e si va con amici ad ascoltare musica.
Dovete crederci e farvi coraggio, non rassegnatevi, ci vuole tempo ,ognuno ha il suo, ma poi la ex sara’ solo un ricordo e ,per me,nemmeno tanto bello.
Un abbraccio
Ambrogio,sono contenta x te.
Ti auguro con il Cuore che sia la persona giusta.
Viviti tutto.
Potrebbe essere Vero Amore.
E ricorda che ciò che hai oggi te lo sei meritato 🙂
Purtroppo io non posso dire di avere avuto accanto una persona schifosa.
Non voglio altro,non cerco altro.
E vivo il mio presente 🙂
Della “paura” ho già scritto, rispondendo a MANU qualche post fa. Per il resto capisco e mi sembra anche normale. Credo che bisogna anche concedersi il tempo di “guarire”, il che non significa chiudersi in un bunker, ma penso sia normale anche che ci sia bisogno di tempo. Anche perché magari un istinto dice che prima di stare con gli altri si cerca di ritrovare un po’ se stessi, di rielaborare.
Un conto è una cosa di testa, cioè frenarsi solo in base alla paura razionale e ai pensieri “futuribili”, ma quando c’è anche una sensazione interiore, più estesa, anche fisica intendo, che porta a dire “adesso per me no” l’unica è ascoltarsi e assecondarsi, credo, anche nel darsi il tempo. Senza pensare: sarà così per sempre. Cerchiamo di darci il tempo.
A me sembra peggio il gettarsi a tutti i costi nelle cose quando non ci si sente veramente pronti che il percepire, con onestà con se stessi, di non esserlo.
Ambrogio, tornando all’altro tuo post: l’amore e il disamore ai tempi di facebook…
parli con una, cioè io, che trova abbastanza “allucinante” l’uso tradizionale di facebook come vetrina. Non è un giudizio, è a me che non piace quel suo utilizzo e infatti non lo uso così. Intendo dire mettere in vetrina stati d’animo troppo personali (spesso in fb amici e conoscenti si mescolano nei contatti, perdendo anche un po’ il senso della realtà tra la differenza tra fare un’affermazione al bar o in una festa privata e dirla in bacheca). Non sto parlando di “vetrina” in senso esibizionistico, dico che a volte la stessa “naturalezza” di facebook rischia di far perdere un po’ il filtro riguardo il nostro privato che potremmo avere se parlassimo per strada e non in una bacheca. E non sto dicendo che sia il tuo caso, è una mia riflessione. sono una persona estroversa ma al contempo riservata, e mi piace l’idea che ad essere aggiornati sulla mia vita, le cose più private, siano le persone che voglio io che lo siano. Idem sui miei stati d’animo. E’ ovvio che comunque è una cosa incontrollabile, e non te lo dico in modo “paranoico”, nel senso che è naturale che comunque un amico può incontrarne un altro e “come sta tizio o caia? novità?” ecc sia una cosa normale e che accade da sempre. anche che si possa venire a sapere cosa fa o non fa l’ex, o come sta. però credo che in questo senso facebook crei più stress e confusione. Se nell’amicizia non è un grosso problema, quando ci sono di mezzo ex e tensioni ho sentito più volte parlare di stress ulteriori dovuti a facebook. Non fosse altro perché può venir spontaneo andare nella bacheca di una o un’ex a vedere se ci sono novità o cercare di interpretare uno stato, o un link (cercando anche messaggi che non ci sono, magari), o si può venir fraintesi, opuò capitare di restarci male perché si è stati cancellati da fb o imbarazzati nel dare o non dare un’amicizia all’ex. Normalmente quando due persone si lasciano tornano anche ciascuno nella sua dimensione privata.
il no contact si sceglie e si porta avanti, anche con fatica, ma comunque ha certamente il suo senso e la sua utilità in un momento ancora “caldo” o “teso” tantopiù (più avanti chissà, si può anche avere un rapporto più sereno, dopo che entrambi hanno rielaborato il distacco e la fine della storia… ma c’è dentro di noi anche, ad un certo punto, un bisogno istintivo di proteggerci, credo, e di assimilare il concetto di “fine”, e quindi di riprendere quella dimensione individuale e di non farsi/fare del male) o con il tempo avviene anche un naturale no contact, mentre le persone tornano appunto alla loro vita, ciascuno, e prendono strade diverse. Certo che anche se esiste fb oggi come oggi ciò avviene, a volte però si creano casini come quello che descrivi. E’ ovviamente anche naturale che tu abbia espresso la tua gioia, senza filtro, per la tua storia attuale, e può essere anche naturale che tu ai tuoi amici abbia detto cose negative sulla tua ex. Eri incazzato e hai fatto le tue considerazioni. Belle o brutte che fossero. Il problema di fb è che non lo si dice in una stanza, e non solo a chi si sa che è in grado di capire che uno stato d’animo non è un proclama. Le cose non evaporano, scripta manent, e sono in vetrina. Da questo punto di vista è anche comprensibile che lei si incazzi. Poi sai tu se, inconsciamente o consciamente, volevi che lei vedesse e sapesse. Anche se sei contento. Perché io ci credo che tu stia bene e non penso che dici che stai bene per dimostrare qualcosa a lei. Penso che ti fai la tua vita e che veramente sei in grado di considerare che con questa persona hai maggiori affinità. Forse (forse, lo sai tu, non mi permetto di dire che sia così) non hai del tutto digerito il fatto che lei abbia voluto, secondo te, dare una mazzata potente alla tua autostima comportandosi in un certo modo. Di esserti sentito impotente in quel momento di fronte ai suoi atteggiamenti nei tuoi confronti. Anche questo non mi sembra inumano, bensì umano. Ma una cosa da lasciar scolorire, più che da “coltivare”. Magari quella considerazione l’hai fatta mesi fa, per te è stata cosa di un secondo ma scripta manent. Comunque sia parlare di lei in bacheca mi pare che non abbia aiutato neanche te a recuperare il sano no contact. A farti i c.... tuoi e che lei si faccia i suoi. Mi spiego? Dico,se poi ti ritrovi a discutere con una persona che in questo momento non è nella tua vita. E’ chiaro che se hai voglia di mettere in bacheca che sei contento, e ti viene spontaneo farlo, mettere le foto che hai voglia di mettere, proprio perché non ci pensi al fatto che lei vede o non vede (in senso buono) è sano dal punto di vista del tuo modo di esprimerti. Ma a quel punto se per te è bello così non è meglio cercare non solo di non provocare (e dici mi pare che non ti interessa farlo) ma anche cercare di non ribattere alle provocazioni. fatti i c.... tuoi. (suona male, ma non è un insulto. Dico in positivo). Solo la mia opinione. ciao 🙂
BUON: sono d’accordo con Elena, come principio. Non solo perché condivido il concetto del “privato” che diceva lei, ma anche perchè, onestamente, nella vita ho notato questo: se da un lato ci viene spontaneo difenderci dal fatto che le persone possano pensare che abbiamo torto quando abbiamo ragione, riabilitarci quando qualcuno cerca di affossarci o usa l’ambiguità a nostro sfavore, molto spesso è quando decidiamo di non parlare che le cose si rimettono, da questo punto di vista, a posto da sole. Perché se quello che si comporta bene e ha un’etica sei tu le persone che hanno stima di te e di cui tu puoi avere stima se ne accorgeranno da sole da che parte stia il torto o la ragione, il modo di comportarsi sporco o pulito.
Dico le persone di cui hai stima e che hanno stima di te. Certo che alcuni possono anche cascarci a credere ad una versione assurda delle cose, ma allora questo può essere imputabile spesso anche al loro scarso spirito di osservazione e rielaborazione dati. Mi spiego nel concreto: tempo fa una tipa con cui ho avuto la disgrazia di lavorare, perché è fuori come un cavallo oltre che stronza, me ne ha combinate. Io non parlo mai di lei, l’ho fatto con delle persone a me vicinissime, chiaro, ma non sono mai andata in giro a dire: lei è così, mi ha fatto questo ecc. Anzi, i miei amici sono più rilassati (essendo lei una manipolatrice di prima categoria) dal fatto che io abbia detto: se mi nomina non difendetemi, cambiate tranquillamente argomento.
A parte che proprio perché è una supermanipolatrice la mia più grande gioia è stata tenermela lontana e una volta messo il punto sulla sua ultima provocazione (comunicandole: non attacca) ho sempre cercato di non avere contatti con lei. Neanche un ponte di parole. Il risultato? Sono arrivate persone da me, non per parlare male di lei, ma per una sensazione negativa che avevano avuto nei suoi riguardi, a chiedermi se per caso lei, che cercava di girare le frittate, non mi avesse fatto dei torti o qualcosa di male. Anche perchè il suo stesso modo di comportarsi, parlare, e rapportarsi con gli altri mostra quello che è.
Scusa l’esempio “estremo”, ma è per dire che ci sono casi in cui è il non fare la vera “difesa”. Al contempo penso di capire che ti sei trovato nella situazione che dici anche e proprio perché, come si diceva, la tua ex ha lasciato a te in delega di risolvere e gestire delle ambiguità persino con i suoi stessi genitori. Una sua scelta, discutibile o no che sia. Una sua scelta (il non dare spiegazioni e giustificazioni. Ma perché devi tu, allora?) ma di cui tu non avresti dovuto farti carico, anche se è umano che, di fronte al fatto che l’ambiguità ti dava per “colpevole” tu ti sia difeso. E già pensare di dover difenderci dagli atteggiamenti di qualcuno che abbiamo amato, lo so, di per sè genera dolore e confusione.
Tu devi fare ovviamente quello che ti senti. Anche io sono rimasta stupita e addolorata di un giramento di frittata (fosse uno…) e ho dovuto dare delle informazioni corrette tanto quelle in possesso altrui erano scorrette, e proprio io che penso che sia la coppia, persino quando le cose finiscono, che dovrebbe pensare possibilmente ad una strategia comune civile piuttosto che fare la guerra dei rose’s o cose così, e difendere la privacy ma anche in un modo che sia più sereno possibile per entrambi. Invece purtroppo esistono dei veri campioni anche di quella che si chiama “disinformazione volontaria”, nei confronti del partner e anche dell’esterno.
Io non dico che la tua ex sia una campionessa di disinformazione volontaria ecc. forse in questo momento è solo egoista e pensa a come gestire la sua fase di cambiamento. Cioè non dice perché LEI non vuole dare spiegazioni. Nè a te nè a nessuno. Quello che dico è che rischi, nel cercare di tamponare quello che percepisci come ulteriore danno, di stressarti tu sempre di più. Tantopiù se poi si cerca pure di farti passare per quello che, da ciò che dici, non sei.
Insomma di manipolare, volontariamente o involontariamente, le tue reazioni. Che sono pure naturali, mi ripeto, ma se quello che tu chiami chiarezza viene trasformato in “sputtanata” o “cerca di portare la gente dalla sua parte” non ti stressi di più? e’ chiaro che le mie osservazioni sono razionali e tu ora sei in un enorme casino emotivo (sarebbe impossibile il contrario). Sono solo riflessioni le mie, anche secondo il mio carattere. tu fai ovviamente quello che ti senti. Come ti dicevo anch’io di fronte ad un giramento di frittata veramente stranotevole ho dovuto dire: no, guarda che le cose non stanno così. L’istinto è quello, ti capisco. Ma poi stop.
Di più sarebbe stato fare peggio a me.
Io penso che se la persona con cui ho parlato è intelligente, dati alla mano, sarà in grado di trarre le sue conclusioni. Anche che non ho parlato da persona inferocita o incazzata ma da persona che vuole bene alla persona di cui stavo parlando e la rispetta, comunque. Le sue conclusioni, comunque, perché non possiamo controllare cosa gli altri “concludono”. Sai di essere dalla parte della ragione, BUON? allora cerca di stare sereno, almeno in questo, in un momento già così pesante e in cui hai da rimettere in piedi te.
BUON, forse in questo momento “così caldo” invece di parlare con le amiche di lei e la famiglia di lei, cosa che da un lato può darti delle informazioni in più ma generare anche più confusione e ragioni di tensione, non ti farebbe bene parlare con i tuoi amici e le persone a te care? Naturalmente sai tu. Scusate la caterva di post, ma poi esco e non sapevo quando riuscivo a tornare a scrivere.
Bacini a tutti 🙂
ciao MANU, anche le tue riflessioni mi servono sempre tantissimo. Un grande abbraccio.