La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
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La lacerante distanza
Tra fiducia e illudersi
e una porta aperta
E una che non sa chiudersi
E sbaglierà le parole
Ma ti dirà ciò che vuole
C’ è differenza tra amare
Ed ogni sua dipendenza
“ti chiamo se posso” o
o “non riesco a fare senza”
soffrendo di un amore raro
che più lo vivo e meno imparo
vi lascio con queste parole a riflettere, LUNA UN BACIONE GRANDE
Un saluto a tutti! In particolare a VALINDA e AMBROGIO, che sono stati tanto male e sono tornati a dare buone notizie! E’ così raro qui… Di solito qui si viene perché si soffre, quindi fa veramente piacere vedere qualcuno di cui si è seguito un po’ la storia stare finalmente meglio!
LILLY, un saluto anche a te, quanto tempo!
Ciao Naty, come stai?
Hai ragione…..è passato un mucchio di tempo. Una vita. In tutti i sensi.
Insomma, LILLY, soliti problemi (pratici)…
Ma si cerca di tenersi su di morale, almeno. E tu? Spero che tu sia sempre innamorata! 🙂
NATY ciaoooooooooooo :DDDDDDDDD
e un bacione anche a Lilly :DDDDD
(e ad Annina e Lulu: vi penso)
ELENA: ricambio il bacio, stelin. Sì, quella canzone di Tiziano Ferro (è lui, no?), fa pensare. Quella frase, un amore raro, che più lo vivo e meno imparo, aveva colpito anche me… dice proprio assajje :/
MANU: se ho capito bene (e può essere assolutamente di no) le sue risposte però sono sempre state in una direzione, quella del no, anche se l’ambiguità è stata sulle motivazioni e l’intensità dei sentimenti. Cose che, mi dirai, sono centrali e cambiano eccome le risposte diverse… perché quando qualcuno se ne va, a parte che vorremmo che invece restasse, ci importa di sapere anche quali sono i reali margini di possibilità di recupero, e ove anche ci venga detto che non ve ne sono, abbiamo bisogno – per lo meno in una certa fase, finché, forse, da noi non siamo anche capaci di darci una risposta o comunque una rielaborazione che ci permetta di staccarci definitivamente e di stare più sereni rispetto il nostro vissuto – di sapere cosa abbiamo vissuto, di cosa siamo stati parte, se siamo stati amati davvero o no, ecc. Ma se una persona vive le nostre domande come un’assedio – sia pure per una forma di egoismo, di non presa di responsabilità, di mancanza di empatia, del fatto di mettere in quel momento al primo posto il distacco e non la spiegazione del perché ecc – possiamo davvero trovare in lei o in lui delle risposte che riescano a placare il nostro malessere?
@Forse mancherò di rispetto per me stessa a volerla vedere,a volerci parlare. Ma almeno avrò fatto e detto tutto ciò che c’era da fare e dire.Vivere con il rimpianto di non avere portato a termine ciò che avevo in mente è una cosa che non farò mai più. Magari tra qualche anno mi dirò che non ne valeva la pena. Ma non so.Ho sempre saputo cosa valesse la pena e cosa no. Forse se sto ancora qui a pensarci è evidente che credo ancora in lei e ciò che eravamo.
Manu, nessuno può sapere se tu ti stia andando contro o incontro meglio di te. Anche stavolta sai per te che questo chiarimento e una riconciliazione sono al primo posto, e anch’io credo, come te, che sia importante saper individuare i propri bisogni e desideri. Ho una meta e mi prodigo per arrivare alla meta. Il problema del chiarimento e della riconciliazione, in una coppia, è che bisogna essere in due a metterci del proprio. Il problema è che i desideri devono collimare. Certo, tu stai cercando di buttare giù una porta chiusa perché vuoi andare a prendere la persona che ami. La capisco questa sensazione, molto bene, se è quella che provi. Capisco anche che tu voglia chiarire e parlare con lei. Stai solo attenta a non credere che non ti stia rispondendo veramente se ti dà le risposte che non vuoi. Purtroppo per chiarirsi bisogna essere in due, e non sempre, anche, l’altra persona, una volta che il dialogo avviene, la pensa come noi. Lo so che dico delle banalità, eh… Manu, io spero che tu possa presto ritrovare la serenità, che sia
mi dispiace proprio tanto tanto tanto
con lei per un nuovo, anche migliore inizio, o che sia senza di lei, per un tuo, anche migliore proseguimento”.
“dammi la forza di cambiare le cose che posso modificare e la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per distinguere la differenza tra le une e le altre”.
@E’ pur sempre un’esperienza.
E questa esperienza mi ha fatto soltanto retrocedere con pensieri che già avevo sin da ragazzina.
Cioè non fidarsi di nessuno.
Lasciarsi andare fino ad un certo punto.
Controllare le proprie emozioni.
Prendere ciò che c’è.
Perchè alla fine credo che lei abbia fatto così.
Perchè credo lo facciano in molti.
Credo che questi pensieri siano normali, e che li abbiamo fatti tutti dopo le “tranvate”. Più che retrocedere forse è tornare in una sensazione nel momento in cui si sta poco bene.
Lo fanno in molti, sì, alcuni per un periodo altri sempre. Si castrano stando in difesa, a volte anche in attacco preventivo. Non sono mai veramente dove sono. Controllano le proprie emozioni con il limitatore di velocità. “Sto bene sì, ma ricordati che non me la c....”. Così magari la tranvata arriva lo stesso, o l’autoprofezia si realizza (perché l’altra persona soffre di non sentirsi ricambiato/a mai totalmente) o la tranvata non arriva… una magari a 125 anni sta per tirare le cuoia, c’è ancora la moglie lì al suo fianco e in quel momento si dice: “scusa, se lo sapevo che non eri una stronza negli ultimi 100 anni me la sarei goduta di più la vita con te…”. Peraltro immagino però che possa anche succedere che la stessa scena sia conclusa con il pensiero: “sembra che mi ami tanto, perché è ancora qui vicino a me… ma non me la cazza… secondo me appena tiro i cracchi si consolerà presto senza di me… perché il mondo funziona così…”.
Manu, scusa, sdrammatizzo. Sdrammatizzo quella forma di difesa interiore che conosco, altrimenti non mi permetterei. Credo proprio che sia normale pensarla come dici nel momento in cui si sente ancora la botta.
Di fronte ad un qualcosa che non abbiamo potuto controllare forse ci “consola” persino credere che in futuro saremo in grado di controllare le emozioni, e quindi, pensiamo, gli eventi o gli altri impedendo loro di avvicinarsi troppo o le nostre delusioni mangiando una pillola omeopatica (o grossa da 100mg) di delusione, pro-vaccino, tutti i giorni… io mi/ci auguro invece di andare oltre. Lo fanno in molti, è vero, ma di solito, mi sa, quelli che se la vivono meglio sono quelli che non lo fanno. Non vorrei che farlo fosse darsi una tranvata da soli. Scusa, riflessione mia. Perché spero di andare oltre. Un abbraccio.
Buon pomeriggio a tutti/tutte,
sono anche io in questo forum, perche’ oramai sto soffrendo per amore da piu’ di 2 mesi. Ho 42 anni e non pensavo che si potesse stare cosi’ male, e soprattutto che lei potesse farmi cosi’ male, senza apparente motivo. La mia storia l’ho gia’ raccontata dieci giorni fa nelle pagine di :”la mia ragazza mi ha lasciato”, sotto lo pseudonimo buon.
Non sono dell’idea che chiodo schiacci chiodo, ma vorrei veramente confrontarmi con voi, magari vedersi e parlarne… chissa’ che non sia una terapia che funzioni.
Lascio la mia mail: gutlessman@libero.it
Vi prego contattatemi e proviamo questa nuova terapia…. Cosa si fa per sentire meno dolore !!!
LUNA ciao! 🙂
E buona estate a tutti
Ciao a tutti amici virtuali 🙂 un saluto speciale a NATY, AMBROGIO, LUNA, RAFFI, ELENA…
ieri una mia carissima amica d’infanzia è morta in un incidente stradale. aveva solo 21 anni ed era bellissima ed innamorata del suo ragazzo. uno strazio per tutti, non ci sono parole. ma quello che posso trarre da questa disgrazia è che la vita è troppo preziosa e precaria per sprecarla a rincorrere i mulini a vento di amori illusori. per quanto mi riguarda non lo farò mai più, non voglio più sapere niente di uomini egoisti, immaturi che pensano solo a se stessi e al loro benessere. via i rami secchi e via tutte le erbacce da strappare alla radice. la vita è troppo importante per sprecare tempo prezioso rincorrendo chi non ci merita………..
buona estate a tutti