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La fine improvvisa di un amore

di Loredana
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14.073 commenti

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  • 9621
    matt78 -

    ciao Manu, grazie delle tue parole…
    io ho i miei difetti e le mie debolezze per caritá…non sono superman peró non sono di certo un omino di m-rda.
    ho un certo carattere che puó anche essere scomodo ma é autentico. in ogni caso ripudio qualsiasi giochino ipocrita in genere, figurati nell´amore…
    alla fine ho deciso di andarci comunque con spirito il piú sereno e calmo possibile all´incontro…
    la storia che abbiamo avuto si merita una fine piú dignitosa che lasciarsi cosí al telefono e con un paio di mails.
    voglio ascoltarla con calma e dal vivo e voglio tentare di comprendere a fondo il suo punto di vista.
    ma voglio anche trasmettergli il mio punto di vista e giá questo é assurdo in fondo perché prima non abbiamo mai avuto problemi di comprensione e di “punti di vista”, ci bastava uno sguardo per capirsi in pieno.
    ma quelli erano tempi d´oro, ora son tempi di crisi…
    io sospetto che lei si sia stufata del rapporto a distanza, ha incontrato quest´altro che le é piaciuto e che le ha tenuto “compagnia” quando io non c´ero e ci ha pensato su se non iniziare un rapporto regolare, senza le difficoltá di quello a distanza con lui…e mi sa peró che adesso, dopo il famoso periodo di prova che lei all´inizio ha mascherato come crisi personale e nient´altro ci abbia ripensato…forse come dici tu si é accorta di cosa stesse perdendo malgrado la scomoditá di un rapporto a distanza…
    ma ci sono un sacco di dettagli che alla fine non mi quadrano al momento…ad esempio non si é mai lamentata seriamente sul rapporto a distanza..si, certo non ci piaceva ad entrambi il fatto della lontananza forzata peró non mi ha mai detto guarda per me sta diventando troppo pesante…mai, anzi prima della grande crisi ci si era visti per una settimana e spesso e tutto sembrava come sempre…
    poi invece ha detto stop, non ci vediamo piú, sono in crisi, etc…
    poi su mia insistenza ha ammesso che c´era di mezzo un´altro, ma che questo a suo parere non c´entra con noi due, al che io mi sono proprio incaz-ato e gli ho detto che c´entra eccome …ma che discorsi sono ? non la riconosco piú quando dice caz-ate del genere..
    eppure non voglio incontrarla incaz-ato, voglio solo vederla e chiarire il piú possibile…tanto ormai in se la frittata é fatta.
    se non fosse stata una storia cosí bella e armonica penso che l´avrei giá mandata a quel paese senza tanti ripensamenti…stento a credere che sia cambiata cosí tanto… mi piacerebbe poterla ritrovare come l´ho conosciuta in passato…o forse é sempre stata tutta una finta ?
    mah…alla fine si vedrá…
    vi faró sapere una volta tornato dall´incontro…
    una cosa l´ho imparata o meglio me la sono ricordata di tutto questo:
    non é mai come sembra essere…purtoppo o per fortuna…

    saluti

  • 9622
    Kid -

    @ Matt78

    Mi spiace per quel che è accaduto.
    Spero che tu possa ragionare valutando i fatti e non le parole.
    Se lasciamo fare alle persone quello che vogliono , senza neppure prendersi le resposabilità , delle “violenze morali” che han commesso
    , ma basta un dietro-front e due parole d’amore (..? Certo! e c’è voluto un’altro per capire che è ancora innamorata di te? O c’è voluto un’altro che prima se l’è presa e poi l’ha scaricata?) ,è bene che tu ti faccia una domanda importante :
    “Domani” , se tornaste insieme magari presi dall’emozione del momento ,sarai sempre disposto a vivere sulla tua pelle , tutto quello che è successo?
    In bocca al lupo .
    Io personalemente non ci sprecherei manco il viaggio (..). Dovrebbe essere lei a venire da te , accettando anche il rischio di ritornare a casa a bocca asciutta. Sarebbe il minimo….

  • 9623
    Matt78 -

    x kid

    ti do ragione, infatti di certo non ho intenzione di dirle si cara ti perdono, é tutto come prima…, la coppia, quel “noi” lo ha distrutto lei, non io e se lo vorrá veramente ricostruire dovrá darsi un bel po da fare…
    quanto al viaggio, per una “felice” coincidenza non mi verrá a costare nulla e non si tratta del giro del mondo.

    voglio solo affrontarla personalmente, parlare a fondo e chiaro, senza veli ma senza scadere in rabbia o litigi inutili.

    come giá detto a livello razionale avrei dovuto semplicemente ignorarla e basta.
    ma non si tratta di una questione puramente razionale e alla fine sento il bisogno di vedersi faccia a faccia, fosse anche l´ultima volta…

  • 9624
    LUNA -

    MATT: a suo tempo, non so se hai letto, si parlava di ciò che serve a noi per “chiudere il cerchio”. In questo caso non necessariamente chiudere la relazione, valuterai, intendo però chiudere forse questo tuo momento in cui senti l’esigenza di capire delle cose prima di decidere. Di decidere anche tu, perché a parte il fatto che lei
    è quella in crisi è indubbio che in crisi ci sei pure tu.
    E anche tu puoi, citando il titolo di un’altra lettera: “lasciarla perdere, lasciarla tu”.
    io ho l’impressione, leggendoti (ovviamente posso sbagliare) che tu questo viaggio lo stia facendo per te, più che per lei e per voi. Certo, anche per voi, ma per avere anche tu gli elementi per ragionare, valutare, anche per decidere un no.
    Sono d’accordo con Kid che dovrebbe essere lei a salire su un treno e non tu, come principio, ma nell’ottica in cui tu vedi il viaggio, e se il viaggio per te rappresenta un’occasione di farTI chiarezza e non una violenza che ti fai, io forse come te lo farei. nella mia storia a distanza di tanti anni fa, dopo un litigio e una notte in bianco, alle 7 del mattino ho preso un treno e un autobus per capire cosa stava succedendo e chiarire le cose, e al contempo, tempo dopo, ho deciso invece di non prendere un treno. Entrambe le volte mi sono ascoltata, e ho fatto bene. Quindi tu ascolta cosa è meglio per te, prima ancora che per questa relazione. Mi sembri una persona che ha riconosciuto la molestia morale nel suo comportamento come l’ha definita Kid, con cui sono d’accordo anche su:
    @valutare i fatti e non le parole (ove le parole fossero molto autoreferenziali e autogiustificatorie o tendessero a comunicarti che a te, in qualche modo, spetta uscire completamente dagli schemi di cosa è giusto per te per favorire i suoi bisogni e basta).
    spero ti dica sinceramente la sua verità, il suo sentire, così che tu possa mettere sulla bilancia gli elementi che ti dà, insieme agli elementi tuoi, il tuo sentire, che ovviamente non può essere subordinato.

    EMANUELA:
    @Potrei andare a piedi per chilometri solo per raggiungerlo, il mio corpo non ha piu’ nessun tipo di esigenza, è come se mi fossi annullata, come se vivessi solo del suo pensiero.

    tu sei disposta a fare chilometri, ma lui non è disposto a fare mezzo metro?

    @continua ad allontanarmi, ad evitarmi.. ma non riesco a mollare. non ce la faccio perchè se penso che lui si sia innamorato proprio di me, perchè non potrebbe tornare a farlo?

    potrebbe tornare a farlo come no. Ma se ti ama come ti ha amato fino ad oggi (@nonostante la mia sofferenza nella sua famiglia, che lui sminuisce e quasi nega spudoratamente… cioè, questi non sono dati irrilevanti su come ha gestito la relazione) forse per te vincere l’enalotto sarebbe proprio se smette di amarti per sempre.

    Lo so che non riesci a vederla sotto quest’ottica, anche perché, probabilmente anche per tutto il male che ti è stato fatto, tu vedi in lui il risolutore, colui che può toglierti il male.
    Il problema, cara Emanuela, è che tu

  • 9625
    LUNA -

    non credo abbia sintomi di un dolore d’amore (anche, certo, visto che tu sei innamorata di lui) e d’abbandono (certo, anche, perché in effetti è quello che stai vivendo) ma i sintomi che derivano dalla violenza psicologica a lungo subita, reiterata e giustificata, nonché dei sintomi d’ansia e angoscia connessi al fatto che, per riuscire a stare in equilibrio in una situazione di fortissimo disagio, ti sei chiesta, fisicamente, emotivamente, psicologicamente eccessivi compromessi.

    Forse non dovrei essere così diretta, perché, credimi, comprendo la sensazione di dolore, spaesamento, sgomento, ecc che provi. Lo comprendo molto bene. Anche il senso di ingiustizia.
    Però non riesci a individuare bene dove stanno ANCHE l’ingiustizia e la violenza.
    Perché hai forse difficoltà a smettere di idealizzare un uomo perché l’hai amato molto nel nome di chi sarebbe potuto essere se fosse… diventato orfano, se sua madre avesse smesso di essere una squilibrata o se lui fosse finalmente stato in grado di gestirla. Inoltre lui, per tua stessa ammissione, ti ha nascosto delle verità, anche perché tu fino ad un certo punto non lo avevi mai visto muoversi nel suo habitat, famigliare e mostrarti come lui reagisce non solo a sua madre ma, concedimi, all’ambiente delle relazioni in genere.
    Così ti è rimasto il ricordo di chi credevi che fosse prima. O anche era, ma parziale.
    Quello che vedi è l’uomo che è, perché il legame morboso che ha con sua madre e le strategie che usa sono… lui. Se è vittima di violenza morale e psicologica a sua volta agisce violenza morale e psicologica.

    credimi emanuela che io capisco, forse più di quanto credi. Ma non è percorrendo chilometri a piedi o chiedendogli scusa tu, alla fine, per come lui si comporta, per come vede la vita, per come (non) vede sua madre o per come (non) vede te che cambierai le cose o starai meglio.
    Sei stata accanto a lui e sei esplosa e ti sei ammalata per quanto delle situazioni ti causavano sofferenza. Lui piuttosto di vedere o cambiare la sua realtà, principalmente, prima ancora della tua e vostra, ha negato la realtà, la tua sofferenza, ne ha cambiato il senso. Nega e pur di negare sarebbe disposto a dire che il cielo è a pallini. Anche se venissero in cento a dirgli che è blu.
    Guarda che purtroppo la dinamica la conosco… 🙁 Anche che si possano alleare con cui produce il VERO disagio, contro chi lo subisce, purtroppo. Non puoi farci niente.
    Ciò fa molto male, lo so. Moltissimo.
    Disorienta, anche perché pare uscire da ogni logica. Ma di solito sai cosa accade in questi casi? Che rischiamo noi stessi di perdere la logica, di entrare in un altrettanto stretto sistema di negazione di senso anche della sofferenza per giustificare le molestie morali.
    Posso dirti, con cognizione di causa, che esistono brutte faccende, più grandi di noi, in cui possiamo cascare. ma che l’unica cosa VERAMENTE più salutare è allontanarcene.
    Spero di tutto cuore che tu ci riesca, Emanuela.

  • 9626
    Adele. -

    Stasera lavoro, quale migliore occasione quindi di farsi una sana lettura…e prendersi una pausa?! Ci sono sempre spunti utilissimi qui sopra e verità incredibili o semplicemente qualcuno che ci ricorda qualcosa. Ci ricorda di FERMARCI dal nostro correre quotidiano, anche e sopratutto il correre verso una persona…ci dice “fermati, aspetta un momento, ascolta cosa hai da dire, ascolta la parte più vera di te, la tua vocina interiore”. Quella voce che ti salva la vita nei momenti più impensati, quella per capirci che quando un motorino folle ti arriva a dieci metri, mentre attraversi la strada sulle strisce, ti fa alzare lo sguardo e magari fare un passo un dietro, per evitare l’incidente mortale. La stessa voce che urla e sbraita in una relazione che per mille motivi ci rende infelici o ci avverte che le cose non quadrano, che il senso di insoddisfazione e invece campanello d’allarme per qualcosa di reale. Perché e questo lo chiedo ad Emanuela, prima sei fuggita dalla tua gabbia ed ora ci vuoi rientrare di corsa. Emanuela, Luna dice bene, tu hai detto basta alla tua infelicità che ora ricerchi a tutti i costi. Perché? Perché tesoro? Se eri scappata c’era qualcosa che non andava e non è che se torni le cose andranno. Perché non ti fermi un attimo a vedere, a capire, a riflettere. Una cosa vera è che se qualcuno ti ama e ti vuole, ti aspetta, ti cerca, il tempo non scorre con lo stesso ritmo.Forza….davvero fatti forza.
    Matt ciao. Vedo davvero tanta strada in salita. A meno che da domani non accorciate la distanza e credo che ci starebbe anche, visto i vostri anni di rapporto…..o no? Opure dubbi e dilemmi non possono svanire così facilmente. Lo sai quale è stato lo sbaglio della tua “ragazza”, che l’hai scoperta ed allora non sai da quanto andava avanti la sua insoddisfazione, non sai più quando ti mentiva perché stava con lui o quando era davvero triste e impensierita. Non lo sai e forse non le puoi credere. Se non lo avessi saputo magari…..Però fai bene ad andare, come diceva Luna per te, per decidere cosa devi fare, io ti auguro di SAPER sceligere per la tua reale felicità.
    Mi piacerebbe sapere come sta Darik….o Carletta, Valinda…Chissa se stanno bene. Un bacio affettuoso.
    Raffi te lo so come stai…però secondo me meglio. E Ambrogio forse piano piano….ne esce? O con chi esce? Un abbraccio enorme anche a te.
    ANNA ciao, hai scritto delle lettere bellissime…..davvero belle e vere. Mi spiace che quest’ultimo amore sia un’altro cerchio da chiudere…..diventa sempre più faticoso piegare il mettallo, renderlo perfettamente circolare e poi in ultimo saldarlo perché non si vedano più le discontinuità, vero? Ma l’esperinza ci rende fabbre più brave…..magar ci vuole più tempo ma il lavoro lo finiamo sempre.
    Luna,ogni tanto piango ancora…ma sto bene. Sopratutto mi sento libera dalle catene che mi legavano a lui. Finalmente vado avanti per me e non per lui, non lo cerco e non desidero essere cercata….ricordo ogni tanto. Mi basta!

  • 9627
    emanuela -

    Grazie Luna.. è incredibile come tu riesca a centrare in pieno la situazione.. di sicuro avrai vissuto qualcosa di simile.
    oggi mi sono data forza e non l’ ho cercato.
    provo una strana rabbia dentro di me.. che si alterna a tristezza, ansia, quasi panico.. ma riesco a tranquillizzarmi, mi siedo, mi guardo allo specchio, e parlo a me stessa attraverso i miei occhi, ormai neri dalle troppe lacrime. non devo crollare.. non posso crollare, per me stessa, per quella che sarà la mia famiglia in futuro.
    oggi l’ ho odiato.. mi sono passate davanti agli occhi tutte quelle volte che, tornando a casa mi sono ritrovata casa completamente vuota, senza le sue cose. senza un biglietto, senza nulla.. e sono state davvero tante. che gesto vigliacco può essere sparire senza nemmeno avvisare, dare una spiegazione, abbandonarmi lì.. come faceva a dormire la notte.. e tutte le volte, provavo a chiamarlo, ma nessuna risposta, telefono staccato. è questa la violenza psicologica, non quella che lui attribuisce a me! mi negava ogni tipo di contatto. ed io ero sempre lì, telefono alla mano, a chiedere scusa continuamente, a chiedere perdono. ma di cosa? e a chi? ad una persona che ha continuato per due anni ad abbandonarmi? pensa, quando le cose si sistemavano e lui tornava a casa, avevo paura, quando usciva, che non sarebbe tornato..poi sentivo la chiave nella serratura, ed il mio cuore riprendeva il suo normale battito.. vivere continuamente nell’ angoscia di essere abbandonata. tutti litigano, non esiste la coppia perfetta, ma questo non significa che ad ogni difficoltà uno prende e sparisce. e tutto quello che abbiamo costruito con fatica? la nostra casa, i nostri sogni.. quando se ne andava, li calpestava. e l’ ha fatto anche adesso, per l’ennesima volta, ha svuotato casa ed è sparito. E tutte le volte, per ogni cosa.. era sempre colpa mia.
    Io non sono perfetta.. per niente. E avrò anche sbagliato ad odiare a tal punto la madre da non volerla piu’ vedere, facendo di conseguenza del male a lui..ma questo non fa di me un mostro piu’ di quanto non lo sia stato lui. Se solo fossi stata meno cieca, piu’ coraggiosa.. se avessi detto le cose in faccia nel momento opportuno, mettendo da parte buone maniere ed educazione, se avessi risposto a tono alle cattiverie gratuite, a quest’ ora non sarei qui a piangermi addosso. non lo so.. lo odio.. e lo amo.. mi sento ferita.. mi sento in colpa. ho tanta voglia di essere amata davvero per quello che sono e non per quello che gli altri vorrebbero che fossi.

  • 9628
    ANNA2010 -

    Grazie, Adele, per il complimento. Sto cercando di tirare fuori un po’ di verita’ da cervello, cuore e anima. C’e’ un caos li’ dentro! Quando mi giro e volgo lo sguardo sugli ultimi 12 mesi mi viene voglia di urlare. Ma cosa ho fatto???? Stavo meglio quando stavo peggio. Avevo piu’ reattivita’ un anno fa di quanta ne abbia ora. Forse, anzi, di sicuro, era disperazione ma almeno “era”. Quel distacco totale e violento, in fondo, mi aveva fatto bene. La dinamica era assurda, del tipo “se vivi tu, devo vivere anche io” ma almeno reggeva. Adesso, causa i miei maledetti istinti “cerchiofili” sono solo in un gran bel casino. Sapere dov’e’, cosa fa, come ci si approccia, mi pesa quanto l’Everest in spalla. Il “no sense” mi spiaccica per terra ( con caduta da 8000 mt circa ). E poi lui lo dice “per me e’ piu’ facile, io ho una ragione che tu non hai”. Ed e’ vero. E poi alla domanda, credo sincera, del “tu come stai?”, io devo sempre dire palle. Come sto? Sto malissimo. Sto malissimo da 400 giorni con qualche picco verticale in corrispondenza dei giorni in cui sono riuscita a chiuderlo in un cassetto, mai comunque chiuso a sufficienza. Non voglio scrivervi i dettagli perche’ non e’ solo la mia vita ma e’ anche la sua e mi sento scorretta nel farlo, ma sentire una realta’ cosi’ triste mi ha fatto davvero male. Oggi ho fatto colazione in un bar con, nell’ ordine, la mia ex cognata, mio fratello, il padre e la madre divorziati di lei, la sua sorellastra da parte di madre che chiama “papy” il marito divorziato della mamma che comunque l’ ha cresciuta, il suo padre biologico in trasferta da altra citta’ e i suoi tre figli. A pranzo da papy sarebbero poi giunti gli altri fratelli. Tutti allo stesso tavolino, dopo casini durati anni e che vi lascio immaginare. Li guardavo tutti come se stessi vedendo la Madonna di Lourdes. Che bel cerchio chiuso. Io ho sentito una cosa nella pancia, come diciamo noi: io lo devo mandare via. Glielo devo dire, cerchio o meno, devo dirgli “vai via”. E lo diro’ male, gia’ lo so. Lo diro’ tra cento lacrime che verranno giu’ come il diluvio ma pazienza. Sara’ il “vai via” piu’ d’ amore della mia storia personale ma anche lui ‘e stato l’ amore piu’ grande. “Vai via” perche’ io non ti so portare. Non ti so ascoltare senza farmi male. Non ti so accettare dove sei perche’ io ti volevo qui. Siamo limitati nelle nostre vite da amori diversi e io, con lui piu’ o meno vicino, non mi salvero’ mai. Bella scoperta che ho fatto! tipo l’ acqua calda…:-) Fatemi una standing ovation!!!! Che giornata qui: cielo grigio, uffici chiusi, mente in palla, cuore surgelato e un pomeriggio incoming che non so come riempire…Buona giornata a voi, amici e amiche…vado a cercare il fiume e la strada piu’ dolce che riesco…Vi bacio

  • 9629
    LUNA -

    ANNINA: @Fatemi una standing ovation!!!!
    beh, io te la faccio. Ma non per la risposta che ti dai, ma perché ti ascolti. Se ti ascolti, ciò che è meglio per te, io sono contenta per te. Sai già, già lo scrissi, che mi piaceva quella frase che più o meno diceva così: “forse lo sanno già tutti, ma io l’ho scoperto oggi e voglio gridarlo al mondo”.
    nella versione “forse lo sanno già tutti, o ciascuno può avere la sua opinione, ma io per me l’ho scoperto oggi e me lo voglio dire”.
    Tu credo sai cosa io penso di quanto sia bella l’armonia. Di quanto la trovi anche necessaria, onestamente. La chiusura del cerchio e l’armonia però non sono sempre il fatto di sedersi tutti allo stesso tavolo e dire passami il sale con il sorriso e invitare al proprio matrimonio tutti gli ex, e anche le ex degli ex, e pure chi ci ha rubato l’autoradio perché ha un’ora di libera uscita dalla galera. Lo sono se questo ci fa stare bene veramente. Può farci star bene veramente anche non occuparci più degli affari di un ex o di chi ci ha rubato l’autoradio o invitare al matrimonio solo gli amici del corso di basket. Non perché non sappiamo perdonare o perché proviamo rancore, semplicemente perché va bene così.
    Del resto esistono meravigliose famiglie allargate, veramente stupende, ma anche gente che resta interconnessa tutta la vita solo per ragioni di dipendenza o di controllo. Dico l’estremo, e ognuno sa per sè. Voglio dire che ognuno mette in pratica il suo concetto di armonia, e se è vero quello conta. Ma quello che voglio dire alla fine è che forse è la sincerità dei rapporti che conta, delle intenzioni, anche. E se tu non puoi dirgli come stai veramente e se questa situazione ti fa star male, forse per te ADESSO la chiusura del cerchio è staccare questo cordone ombelicale. pure che parta dal cuore. E non per mancanza di affetto, amore o rancore. ma per darti lo spazio per respirare. La pancia purtroppo vive solo nel presente, lo sappiamo. Ma siamo certi che sia purtroppo?
    ti abbraccio forte.

    EMANUELA: sì, conosco i meccanismi, purtroppo. E infatti anche quello che hai descritto l’ho “visto” molto bene 🙁
    @Io non sono perfetta.. per niente. E avrò anche sbagliato ad odiare a tal punto la madre da non volerla piu’ vedere, facendo di conseguenza del male a lui..ma questo non fa di me un mostro piu’ di quanto non lo sia stato lui. Se solo fossi stata meno cieca, piu’ coraggiosa.. se avessi detto le cose in faccia nel momento opportuno, mettendo da parte buone maniere ed educazione, se avessi risposto a tono alle cattiverie gratuite, a quest’ ora non sarei qui a piangermi addosso.

    Emanuela, di fronte a situazioni come quelle che descrivi molto spesso la difesa non sta tanto in quello che verbalizzi fuori ma in quello che ammetti con te stessa. Se vai contro uno “squilibrio precostituito” molto forte non saranno le tue parole a farlo cambiare. Probabilmente la strada per non ritrovare a piangere sarebbe stato prendere la porta e dire: ciò non fa per me. S. A te stessa. Ma

  • 9630
    LUNA -

    ragioni per cui non lo hai fatto sono più complesse di una semplice mancanza di coraggio. Un comportamento come quello che hai descritto di per sè, già solo quello, crea uno stato di ansia e confusione generalizzata. Poi, certo, può avere trovato terreno fertile nella tua paura dell’abbandono, per citare un esempio, ma rimane il fatto che le dinamiche della violenza psicologica hanno comunque anche un forte contenuto destabilizzante, paralizzante, e non-logico (fatto passare come logica) che fa sì che si crei una sorta di confusione mentale costante, che tu stessa hai descritto. Per il resto, tu, come individuo, puoi scegliere di non vedere una persona che a te risulta sgradita. Tantopiù se quella persona senti che agisce una violenza su di te. E’ una tua libertà.
    Possiamo anche essere d’accordo sul fatto che la vita è fatta anche di piccoli compromessi, cioè mia suocera magari non è proprio la mia persona preferita ma una domenica al mese posso andare a pranzo da lei e fare la mia parte per un’armonia generale. Ma conta anche l’armonia che ho nella mia coppia, se una persona fa davvero la sua parte perché nella nostra coppia io mi sento al sicuro, anche dalle ingerenze esterne.Allora possiamo anche andare la domenica in trasferta dalla suocera anche se ne farei a meno. MA SE il mio compagno quando va anche da solo da sua madre non torna a casa da me, per es, fuori di cotenna o nervoso e scarica nella nostra vita frustrazioni che vengono da altrove. Se LUI STESSO non è aggressivo o destabilizzante nei miei confronti. Da quello che tu racconti non sei esplosa e l’hai odiata per delle banalità o partito preso, MA hai cercato l’estrema difesa dello spostarti da una situazione veramente molesta, lesiva. Ma perché quello era pericolo reale: psicologico fino a diventare fisico. Non era una questione di normali compromessi da galateo famigliare o empatia verso il proprio compagno che, poraccio, ha la madre che si ritrova e non è mica colpa sua, ma guarda il problema e cerca soluzioni INSIEME a te, e cerca di crearsi realmente una serenità amando sua madre ma anche cercando di mettere dei sani paletti… Tu descrivi una situazione ben diversa, di violenza, manipolazione, disagio generalizzato. Io sono una che crede fortissimamente ai valori famigliari, al rispetto per i genitori e quindi anche per i suoceri. Un’armonia con la suocera? bellissimo. Non mi viene neppure in mente di mettermi in competizione con la madre del compagno. Due amori diversi. E la mamma è sempre la mamma. Ma quando entravo in casa di mia suocera e lei cominciava a trattare suo marito come per lei era NORMALE, anche se non stava trattando male me, mi venivano i crampi allo stomaco. O quando aveva una cattiva parola ossessiva su TUTTO. e smontava TUTTI. Quando lei non faceva così io ci stavo a casa sua e le parlavo anche volentieri. Ma di solito 5 minuti, dico 5, bastavano a far sentire disagio FISICO. E non solo a me. e non è neanche questione di buoni o cattivi.

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