La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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No anna!non devi essere triste per avergli detto che la sua presenza nella tua vita è stata importante….per aver pianto… magari ti ha beccato proprio nel giorno sbagliato o nel momento piu’ emotivo. tu non hai sbagliato nulla! e non lo dico per farti piacere! credo che se ti abbia chiamata è perchè in ogni caso tu non gli sei indifferente, nemmeno per lui è possibile sparire del tutto dalla tua vita, come vedi.questo non significa chissà cosa, bisogna però che tu ti tranquillizzi.davvero, stai serena,non stai affrontando una cosa molto leggera,eppure ce l’hai messa tutta e questa telefonata ti ha fatto crollare.non devi pensare di essere stata debole con lui.se ti conosce un minimo l’avrà capito.Non so bene i dettagli della vostra storia, ma vedrai che avrà capito quello che stai passando.E’ INEVITABILE che all’improvviso una sua chiamata faccia barcollare il fragile equilibrio che stai costruendo.Invece di disperare,forse,io gli manderei un sms per dirgli che ti ha colta impreparata,anche se credo che non sia necessario.A modo suo ha voluto starti vicino,chiedendoti come sta tua madre tralaltro.Non vergognarti di quello che senti.Non aver timore di niente e di nessuno,hai sempre agito rettamente,anche e soprattutto con lui. Spero tu ti sia tirata un pò su…. Un sorrisone per te,bacino
Grazie per le vostre considerazioni alla mia storia, leggo con piacere qualunque vostro giudizio; Anche se è passato un anno, mi sembra ieri che sentivo proferire parole tipo ” ti amo tanto”…dalla persona che dopo neanche un mese indirizzava la stessa frase ad un’altro.
Chi ha letto la mia storia capirà il perchè della mia delusione e del mio dolore. Devo ancora decidere se passare in chiesa ed accendere un cero di ringraziamento alla Madonna o continuare a struggermi il cuore per la perdita…..
Grazie e buone feste. marco.tre@hotmail.it
Anna, perché ti dai addosso? Perché hai pianto? Perché lo hai fatto di fronte a lui? Hai fatto cio’ che ti sentivi di fare, cio’ che il tuo dentro ti suggeriva per non scoppiare. E se fossi riuscita a rimanere distaccata, a ridere beffarda cosa sarebbe cambiato? Nulla. Proprio nulla. Una volta chiusa la telefonata …….avresti pianto. Ok! 6 mesi non ti sono bastati per digerire la batosta. Hai bisogno di piu’ tempo. Perché ti deve prendere a martellate? Non stai facendo una gara con te stessa….stai mettendo insieme i cocci. E piu’ l’esplosione é stata forte piu’ i cocci sono microscopici e sparsi ovunque. Ti vergogni di aver amato tanto? Di essere in grado di provare sentimenti che non si sono volatizzati in sei mesi? Non stai provando vergogna….stai provando un giustificatissimo dolore. E magari un po’ di sano scazzo per avergli regalato la soddisfazione delle lacrime ;-)! Sei una bella persona e, in quanto tale, hai provato un’emozione gigantesca. Non ti sei inaridita, non ti sei raggelata nel rancore, non ti sei trasformata in una donna di pietra. Non c’e’ proprio nulla di cui vergognarsi. E poi (ipotizzo) ti girano le palle per il terremoto emotivo che ha scombussolato la tua esistenza. Bé, come darti torto? Ma questa non é, non deve essere vergogna :-)! Ciao Anna, ciao Marianna, Valinda, Luna…..tutte. Un abbraccio.
Grazie amici miei per le vostre parole. So che siete sinceri nello scriverle. Le penso anche io e me le dico da sola. Purtroppo lui non e’ come noi. Lui vorrebbe una persona che sta bene perche’, se io sto bene, significa che il suo comportamento non e’ stato poi cosi’ pessimo. E poi, quando successe il disastro, lui mi disse che avevo un senso del dolore troppo forte, che dovevo reagire, che dovevo fottermene di piu’ di tutto, lui compreso. Il tutto era per pulirsi la coscienza, lo so, ma cmq lo disse ed io ricordo. La psicologa che segue i malati come mia madre ogni tanto da’ un’ occhiata anche a me, visto che sono sempre insieme a lei. ‘Sta signora mi dice che sono stata bravissima nel gestire questi schock pesanti, tutti insieme, poi. Dice che ci va equilibrio per farlo e che io l’ ho avuto. Scherza e mi chiama “wonder anna”…Io non ho piu’ sentito la sua voce da allora ed era giugno! una mail e’ diversa, una mail ti da’ il tempo per ponderare, riequilibrare, pensare…una telefonata no. Arriva e apre un coperchio che sarebbe stato meglio non aprire. Oltretutto so che i nostri amici gli dicono che me la cavo, che esco, rido, sorriso, vado in vacanza e che, tutto sommato, me la passo bene. Questo e’ quello che vedono loro perche’ io sono dignitosa e orgogliosa per natura. I miei amici, miei e basta, sanno e vedono scenari ben diversi ma sconosciuti a lui. Anna ha una mezza maschera dietro cui si nasconde bene quando vuole e ieri mi e’ cascata in mano come cera sciolta.
Passera’ anche questa. Non e’ la fine del mondo. Certo lui ha fatto ben peggio di me e di un’ emozione non ci si dovrebbe vergognare mai. me ne vergogno io solo perche’ in questo mondo super efficiente, chi si ferma e’ tacciato di inettitudine ma noi in fondo sappiamo che chi si ferma, e’ solo perche’ e’ una persona vera.
Grazie amici. Vi voglio bene.
domani incontro il mio ex per capire come mi può pagare parte dei mobili che ho lasciato nel suo appartamento che ha dato in affitto…. e poi so che mi aspetto un’evoluzione… un’uscita dallo stato in cui lui è un fantasma del passato… e so che le mie aspettative andranno deluse…
comunque- è vita… altrimenti mi paralizzo…
ANNINA: a parte che ti voglio bene e ti darei un abbraccione…
Farò una considerazione un po’ scema, che forse non è neanche da me abituale, e che non ti aiuta, perché con l’emozione in sè non c’entra e ovviamente non è una gara, ma mi è venuta in mente: spesso noi (generico) stiamo lì a preoccuparci di aver detto una cosa, o di aver manifestato un’emozione, magari troppo anema e cccore, quando in fondo, una cosa che scriviamo spesso (sempre generico, ovvio non vale per tutti) raccontiamo di persone che hanno detto “ti amo” e poi hanno ritrattato in venti secondi o cose del genere. Però quello che noi diciamo sembra epocale, fissato sulla pietra. Ora, ovviamente, non sto dicendo di mettersi in una dinamica del tipo: gnegnegnè scherzavo, chemmefrega, rispetto a ciò che abbiamo detto ad un’altra persona… non so se riesco a spiegarmi bene… ed è chiaro che il valore che diamo alle esplosioni emotive nostre o alle nostre parole è principalmente per la sensazione che noi abbiamo provato nel dirle, oltre che un mero discorso di “dignità”… però quello che intendo dire è che… anche le nostre verba possono volant… e allora, anche se sono state vere, e se per noi hanno avuto e hanno un significato, se dentro di noi sappiamo quale significato dare loro, almeno non stiamo là a triturarci anche con la questione: che figura ho fatto, che dimostrazione di scarsa dignità ho avuto, come se le nostre parole avessero un peso differente… come se quando le diciamo noi siano una prova di mancanza di dignità mentre le stesse, dette da loro, sono una prova di furberia… ok, magari non si capisce una cippa del senso di ciò che volevo dire. però ci ho provato a dirlo 😛
passando al tema wonderAnna, o wonderLuna e varie wonderità…
io credo che la wonderità comunque aiuti nella vita. Il problema è che è a noi che dobbiamo poter confessare anche le nostre fragilità non dando per scontato il fatto che dobbiamo sempre wonderare. E’ un discorso che si affronta sovente, in modo costruttivo, con le mie amiche caraterizzate da wonderità. Perché con l’andare degli anni ci si è rese conto che comunque bisogna anche stare attenti al fatto che gli altri o noi stessi possiamo aspettarci a volte troppo da noi, darlo per scontato. Sei mesi non sono niente, Anna, sopratutto con i bombardamenti emotivi che hai tu, e con l’equilibrismo che il tuo equilibrio è in grado di sostenere, ma cosa appunto non scontata. Sì, c’è gente che in sei mesi porta al termine una gravidanza, ma che
🙂 wonder Anna
dico davvero:non temere niente e nessuno,agisci rettamente e tutto prenderà la giusta direzione.
Io vorrei avere la metà della tua forza d’animo.
Sono così arida. E’ come essere un’anima fragile che si porta dietro un peso morto. Cerco naturalmente di esser forte,di agire anche io sempre rettamente.e come dice CettoLaQualunque:”ntuculu!”:)
Annuzza, è necessario fermarsi invece.Guardare le cose col giusto distacco.fermarsi a respirare,ad ascoltare l’armonia del proprio respiro.Fermarsi.in un mondo dove effettivamente tutto scorre in fretta,quasi in superficie.e ci si sente un pò alienati. Io non mi sono ancora fermata un attimo,incredibilmente da un anno,da quando non è più mio,ho solo cercato di inseguirci e acchiapparci.Oggi l’ho incontrato(con 4372685 negozi giusto lì dovevo entrare!)Bello,sorridente.cercava un regalo per me.Cose da impazzire.Ma io freddamente gli ho detto di non distrurbarsi,che i regali me li faccio da sola.In effetti me ne son fatti tre stamattina.Ghghgh. SI VEDE CHE ME LI MERITO 🙂 un baciotto a tutti voi….
Marco,ringrazia la madonna,san pietro,san crispino e san gesualdo 🙂 lascia perdere davvero…….se posso dire la mia….
Bacetti
c’entra? Si può anche portare a termine una gravidanza confusi dal punto di vista emotivo, o in fase di rielaborazione dati di varie questioni o emozioni. Dico che ho capito il concetto temporale, ma per esempio per me i due anni che sono appena trascorsi sono stati intensi, ho fatto mille cose eppure al contempo ho avuto bisogno del tempo di cui ho avuto bisogno anche per attraversare alcune emozioni, regolare alcuni punti, perdermi/ritrovarmi/perdermi/ritrovarmi meglio ecc.
E il tutto mentre certamente sarò sembrata wonderLuna e lo sarò anche stata, ma siamo tante cose, e tanti parti, e tante emozioni e tanti momenti… Il concetto mi è chiaro de panza anche se non so esprimerlo bene.
Ti potrei dire questo (non mi ricordo se l’ho già raccontato): mi hanno fatto fare due volte un test per i caregiver, mi pare si chiamano così, cioè per coloro che stanno vicino/si occupano/assistono una persona malata, nel caso specifico vicino a mio nonno. Mio padre ha detto: lo faccio io o lo fai tu? Abbiamo deciso che a farlo fossi io. A parte il fatto che io e mio padre, essendo due persone diverse, viviamo la malattia di mio nonno con la stessa intensità d’amore (è chiaro che non c’è un parametro, ma penso si capisce cosa intendo dire) ma in modo diverso, a seconda del vissuto ecc. I caregiver non sono le persone malate, ma vivono la cosa dal loro punto di vista e con la loro emotività ecc. Penso sia corretto monitorare come si sente chi sta vicino a. Anche se ho delle perplessità sul tipo di test, ma nel senso che credo che il caregiver che ha malato di demenza a casa o in casa di riposo affronti problemi e situazioni, anche emotive e dinamiche diverse, e test era uguale, comunque… io ho pensato sinceramente, quando rispondevo a quelle domande: ma degli stati d’animo che ho ecc mi derivano dalla situazione di mio nonno o no? no. E’ chiaro che è uno stress emotivo il fatto che lui stia male, che mi dispiace, mi rattrista, ma ho buone difese, costruttive, e il mio stress o certi miei stati d’animo, stanchezza ecc mi derivano più da una serie di cose che dall’andarlo a trovare, mentre la loro domanda è specifica. Io ieri ero in mezzo ai vecchietti e il nostro stare insieme a me non dava stress.Il fatto di scambiare con loro affetto ecc non mi deprimeva di certo. Essere utile e avere il nostro canale affettivo per me è positivo. Quindi da quel test emerge che io fior di campo wonderLuna? Può darsi. E non ho mentito.E’ una parte del tutto.Ma emozioni si intersecano?sì
http://www.youtube.com/watch?v=bM-u34Y7cGo
“Già natale il tempo vola,
l’incalzare di un treno in corsa,
sui vetri e lampadari accesi nelle stanze dei ricordi,
ho indossato una faccia nuova,
su un vestito da cerimonia
ed ho sepolto il desiderio intrepido di averti affianco,
Allo specchio c’è un altra donna,
nel cui sguardo non v’è paura
com’è preziosa la tua assenza in questa beata ricorrenza,
ad oriente il giorno scalpita non tarderà..
Guarda l’alba che ci insegna a sorridere,
quasi sembra che ci inviti a rinascere,
tutto inizia,invecchia,
cambia forma,
amore tutto si trasforma,
l’umore di un sogno col tempo si dimentica
(…)persino il dolore più atroce si addomestica,
tutto inizia,invecchia,cambia forma,nel chiudersi un fiore al tramonto si rigenera”
http://www.youtube.com/watch?v=0nInCpOvDC8