La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Anna e Marianna:
prima pensavo a questo, probabilmente anche x fatto che ieri notte sono stata malissimo. ho pensato che da quando mia nonna non c’è più io ho canali super aperti. da quella sera che lei se n’è andata all’improvviso. E poi il mio amico è morto, due giorni dopo. E mio nonno si è capito che cosa aveva e si è costruito un rapporto su un altro livello.
Stanotte (dopo una discussione con LUI) si sono aperte le dighe.
ma quella disperazione perché lei se n’è andata è mia. ce l’ho. E’ anche una disperazione complessiva. E’ la mia parte più bambina e più fragile che è ???. Ce l’ho al di là del fatto che io abbia accettato la sua morte. Era proprio budella sul soffitto per la sua mancanza. Più tutto un carico di dolore, delusione, dispiacere, impotenza, paura anche per la malattia di mio nonno. Mica sto sempre così. Però anche quel buttare fuori così esponenziale è vero. Se la sofferenza c’è che esca quando ha bisogno. Se ci parla, poi.
dicevo, aperti i canali.
qualcosa tipo: sento tutti i brividi del mondo. E i miei.
Qualcosa tipo ho la pelle delle emozioni più sensibili, l’udito più acuto… non sto dicendo che sono brava e buona. potrei essere pure una stronza patentata, ma sto dicendo che sono più esposta. non necessariamente meno difesa, ma proprio appunto con la pelle più sensibile, le cose entrano di più, in un altro modo. come… un altro livello del videogame, non so spiegare bene.
vorrei dire che questo dolore mi ha cambiata, che prima ero una cozza superficiale. Ma direi una bugia. Ero uguale, ma non avevo i canali così esponenzialmente aperti.
Questo non significa che io sempre faccia qualcosa. Che io sempre faccia la cosa giusta. Che io senta sempre tutto e tutti, e che sempre li capisca. Che sempre li accolga. Che io non sia anche egocentrica e egoista. Che non mi sposti. Comunque, ecco Cati cosa succede quando sono egocentrica nella MIA disperazione: succede come ieri notte.
e guarda caso prima di esplodere, nello spazio intermedio tra la MIA delusione per il suo atteggiamento e la MIA esplosione, io scrivevo alla mia amica, con toni leggeri, ma sinceri: alle volte mi dico se invece di stare qua, forse anche a sprecare le energie e ad avere anche un malessere improduttivo a sentirmi così non dovrei andare veramente in una missione in Africa, o a fare qualcosa per qualcuno che sta così male per cui quel poco che fai può essere tantissimo.
Lo pensavo perché l’altra sera alle iene mi pare ho visto una bambina prematura in un
specie di carta stagnola che era l’incubatrice. E mi sono commossa. Lui, che era lì, mi ha detto: prima eri triste per il pesce dei tuoi che sta male. Tipo: ecco, vedi ora quali sono le cose gravi.
Io gli ho detto: lo sono ancora. Sono due creature che soffrono. Entrambe vive. Non è che se mi dispiace per il pesce tolgo qualcosa alla bambina in Africa. ma c’è veramente una selettività della sensibilità? se vedo un cane morire non sta morendo? Hai pianto quando il tuo cane è morto, anche tu. E gli ho detto: guarda che io ero commossa anche perché mi sono emozionata pensando che lì chiunque fa qualcosa fa qualcosa per un importante tutto.
Era ovvio che non sono Madre Teresa di Calcutta. quella era una mia emozione. Reale però. Ieri sera prima di scrivere alla mia amica quella cosa de panza ne avevo scritta una a lui: tu non capisci che il mio trauma è che io in quell’anno, così difficile, così carico, quando ad un certo punto mi hanno anche detto che ero io, anche, a dover fare delle prove mediche, e tu però non c’eri, non ti sentivo vicino, mi sono sentita dall’altra parte. Dalla parte di coloro che vengono abbandonati quando stanno male. Dei vecchietti nella casa di riposo che nessuno va a trovare. Della madre della mia amica lasciata senza una parola dopo 40 anni e nella merda, che se non c’erano i suoi figli moriva di fame. Di tutti coloro che quando stanno male, hanno paura, hanno un dolore grande, hanno tutto doppio perché la persona che amano se ne va. O complica. E tu continui a NON dirmi che non è vero. Che c’eri e io non ti ho visto. Ed è per questo che da quando è morta lei io sono sconvolta non solo per la sua morte, ma anche per questa sensazione che lo so mi è rimasta incastrata dentro.
E poi dopo aver spostato la mia sensazione all’esterno, dicendo che volevo andare in Africa, sono tornata nell’interno, nella mia. E allora sono stata di un male ma di un male ieri notte…
Attenzione, io non sono sola. Ma ho perso una persona che amavo immensamente e al contempo ho dovuto pensare che lui non c’era. Non so spiegarlo bene. Ma è il nodo. Oltre a tutti i problemi contingenti. Dicevo che sento. e sentire è una fortuna. Ho visto tanto affetto e generosità. Negli amici, tra gli amici, dai miei altri nonni. A volte anche negli estranei. E mi commuove il bene. Mi fa una tenerezza tale! E sentire mi permette di vivere emozioni BELLE fortissime in casa di riposo. Di cogliere ogni minima magnifica generosità degli altri. Al contempo sono anche Rambo.
Posso intromettermi, da uomo, in una discussione tra signore? Sono stato appena
lasciato anche io. La mia ragazza se n’è andata dopo un anno e mezzo
meraviglioso. Entrambi ci stavamo riprendendo da due matrimoni finiti
malamente, 34 anni io e 33 lei. Una storia a distanza, ma con tanto amore, tanta
passione e tanto rispetto, che mi aveva fatto rifiorire. Lei non ha retto di fronte
alla necessità di prendere una posizione, di dover fare i conti con una storia che
si era trasformata in qualcosa di serio. Ma è stata lei a venire qui da me e a dirmi
che adesso si sentiva finalmente pronta, che tutto era cambiato, che mi amava,
che voleva un futuro con me. Abbiamo fatto l’amore due, tre volte al giorno, per
venti giorni. Cene fuori, feste, mostre, spettacoli. Abbiamo litigato per futilità e
fatto pace. Così, almeno, credevo io, che mi sentivo in paradiso. A una settimana
dal suo rientro a Londra mi ha chiesto il famigerato periodo di riflessione, un
giorno dopo avermi riempito di messaggi dolcissimi. Ha ripensato alle nostre
discussioni, e dice di non avere la forza di affrontare il lato faticoso dell’amore. Di
essersi sentita a disagio nel vedersi con me come moglie e marito. Che deve
prima pensare a se stessa, che non può permettersi una relazione ora. Che l’anno
e mezzo passato non conta, con tutte le sue promesse e aspettative. Ho un vuoto
nello stomaco, le gambe mi cedono, l’ansia è continua, da due settimane. Per una
volta mi ero innamorato davvero, avevo dato tutto, avevo ascoltato e capito una
persona che stava male per la fine del suo matrimonio, che aveva deciso di
interrompere lei. Sono stato forte al suo fianco, passionale, e generoso. La amo
da morire, per me significava una rinascita dopo due anni orribili. All’inizio ho
pianto disperato, urlato la mia angoscia, le ho scritto cose dolci, le ho gridato il
mio amore. Lei è di ghiaccio. Adesso non la sento da tre giorni, e mi sembrano
trent’anni. Cerco d’essere un signore, di non assillarla, di non rendermi ridicolo.
Eppure una parte di me vorrebbe salire sul prossimo aereo e volare laggiù, e
prenderla fra le braccia. Non lo farò, sarebbe controproducente. Mostrare i propri
sentimenti, pare, non serve a niente, anzi, ci rende più deboli e penosi di fronte
ai nostri amati e alle nostre amate, li mette in condizione di provare il più egoista
e autocentrato dei sentimenti, il senso di colpa. Io intanto continuo a fumare e a
non mangiare, e a sognare i suoi riccioli. Un saluto cortese a tutte e a tutti.
Premessa: questo spazio e voi, siete meravigliosi!
Cari ragazzi/e,
Due mesi fa, dopo 1 anno e 1/2 di storia felice a distanza (1 ora di auto), senza litigi, di gioie, rispetto, il mio raga mi lascia, con una email e scompare nel nulla: cellulare spento, nessuno lo vede e chi lo vede, lo sgorge triste, preoccupato.
Mi aveva già lasciata a gennaio, per dei motivi legati a dei miei comportamenti commessi per inesperienza. Lui è stato il mio grande Amore, la mia prima storia seria. Prima avevo allontanato chi cercava solo il rapporto fisico con me. Con lui, invece, c’era il sentimento, ma non il rapporto fisico (nn voleva farlo prima del matrimonio e lui poteva toccare me, ma io non lui. Qnd ci vedevamo, mi dava solo 1 bacio alla francese).
Morale della vicenda, da gennaio io cambio i comportamenti che gli avevan dato fastidio, non li ripeto più, tutto procede benissimo. 2 mesi fa, mi lascia via email dicendo di amarmi fino a poche ore prima e, dicendo, 1 mese prima, di voler vivere tutta la sua vita con me.
Nella email mi scrive che forse non mi ama più come prima e non se la sente di vivere una storia seria, che forse ha capito di essere immaturo.
1 mese fa, lo incontro per caso, dopo mie infinite preghiere a Dio per avere un incontro con lui.
Mi dice che i miei comportamenti amorevoli, gentili, rispettosi verso di lui, lui non li ritiene autentici, spontanei. Pensa che io stia fingendo (chi mi conosce sa che sono una persona buona, dolce, sincera e spontanea). In più, mi dice che i suoi non vogliono che lo frequenti (abbiamo 26 anni) perché, a gennaio, non sn andata ad una festa patronale. Io mi sono scusata con lui e con i suoi, ma non potevo andarvi perché non stavo molto bene in salute.
Mi ha fatto in bocca al lupo.
Mi ha detto che quello con me era il suo 3 fallimento e la sua pross storia durerà ancora meno.
Non vuole che restiamo amici, almeno x ora.
Andando nella sua città, incontro la madre e parliamo: mi dice che suo figlio deve realizzarsi solo nello studio e nel lavoro e che queste cose sono incompatibili con l’amore.
Non lo sento e vedo dal mese scorso.
Io sto soffrendo tantissimo, perché lo amavo più di me stessa, con tutto il cuore, la mia anima, l’ho amato sempre più, da gennaio è stato un crescendo di amore verso di lui e in me, di gioia donatagli (è un tipo chiuso e poco socievole), felicità. Sono passata dalla gioia al dolore nel giro di un paio di ore. Terribile ;(
Cosa devo fare? Cosa ne pensate di lui?
Aiutatemi, vi prego… ;(
Grazie…
teto………sembra di rileggere la mia storia per tutti i punti in comune,compresa l’età, l’unica dfferenza è che per me il triste epilogo è avvenuto ieri, è dura, anzi durissima, soprattutto se si tratta della seconda delusione (anche per tè vedo) nel giro di due anni. Facciamoci forti, anche se sinceramente mi vengono solo in mente le parole di una canzone di Michele Zarrillo “Perchè quando tu sei ferito non sai mai…o mai…se conviene più guarire o affondare giù……..per sempre…”. E’ proprio vero ciò che si dice…..quando hai dato tutto, ma proprio tutto….ci si sente vuoti perfino di sè stessi.
Hai proprio ragione. Ho dato tutto a lui e, adesso, mi sento vuota. Vorrei che fosse un brutto sogno e svegliarmi! Mi sempra impossibile come 1 mese prima mi dica di voler vivere una vita intera con me, la donna della sua vita e, 1 mese dopo, dire che non è pronto per una storia seria come la nostra.
Cancellarmi così! Cancellare 1 anno e 1/2 di amore e affetto, stima, rispetto, sincerità e fiducia assoluta.
Assurdo! Come si fa?
Il suo non era mai stato Amore?
Devo pensare questo?
Che mi diceva e scriveva cose così belle e forti senza sentirle davvero?
TETO: di fronte alla freddezza SPOSTIAMOCI.
Non mi viene da dirti altro in questo momento, mi dispiace.
Forse sbaglio, forse dovresti prendere quell’aereo. Ma tu hai detto tutto, a tuo dire, hai dimostrato tutto, e lei risponde così. E allora?
Sono stata 16 anni con una persona.
Anch’io ho i miei difetti e avrò fatto i miei errori, però una cosa è certa, sono sempre stata disposta al dialogo e al venirsi incontro.
E quello più difficile era lui. Lui ha avuto la crisi per 5 anni. Mica 5 giorni. CINQUE ANNI.
Stavamo insieme da 10, un giorno lui viene da me e mi dice:
ti prego, devo trovare una casa o a causa di mia madre impazzisco.
Io avrei aspettato per andare a vivere insieme, perché in quel momento, per delle mie scelte di studio e lavoro, non avevo ancora la sicurezza per poterlo fare. Però lui mi chiede questa cosa, ed è vero che sua madre è terribile. Io trovo una casa in poco tempo.
Gli dico: se vuoi c’è.
Viene a vederla e gli piace.
Poiché sarà lui a pagare l’affitto all’inizio, perché in quel momento io non ce la faccio, poiché penso che sta facendo una cosa grande, e cioè finalmente riuscire ad uscire dalle atmosfere terrificanti di casa sua (sua madre 50 anni fa ha detto a suo padre: non siamo più sposati da questo momento, e vivono da separati in casa con lei che sembra Hitler in gonnella), penso anche che sia giusto che questo passo possa farlo più rilassato.
Io ci sono, eh, io ci sono, però mica sto dicendo non vengo, ma gli scrupoli che mi faccio sono altruisti, non egoisti. Dico altruisti perché anch’io ho problemi a casa, anch’io spero di andarmene, però cerco di essere insieme emotiva e pratica:
vengo ma non ti invado.
vengo ma prendiamocela un po’ con calma (forse lo conoscevo?) anche per vedere come stiamo insieme noi in una casa, mentre io intanto mi laureo e ingrano ancora di più con i soldi.
Avevo anche “paura” della frettolosità di mia madre, perché la conosco.
Insomma, difficile spiegare nel dettaglio, ma insomma io cerco una scelta NOSTRA e indipendente. Che, ripeto, è partita da lui, e mi sembra rilevante perché non sono io che con i soldi suoi ho preteso di andare a vivere insieme. Io ho accolto una sua richiesta con entusiasmo. Gli ho cercato una casa dove anche per il suo lavoro poteva essere meglio. Mi sono data subito da fare in vista di un progetto comune, anche se in quel momento io non avevo via soldi quanto lui. Ho cercato di darci uno spazio mentale di libertà in cui
trovare finalmente un nostro ritmo.
Luna, stellina bella, i canali aperti sono un attimo difficili da gestire…
” Il prezzo che pagai fu alto. Troppo alto, pensavo, quando ero depressa, cosa che m’accadeva spesso. Il problema è che, quando la stragrande maggioranza della gente è apatica, le persone normali come me sono costrette a lavorare troppo, devono rovinarsi la vita, devono assoggettarsi a diventare il bersaglio dello scherno generale pur di farsi capire.( Jeanette Winterson )
Questo frase mi ha colpito gia’ anni fa…la trovo vera. Molto vera.
Quando siamo li’ nel nostro mondo, fatto di tante emozioni e sensazioni e gioie e dolori, viviamo ad un’ intensita’ non comune.
E’ difficile spiegare a chi non la sente. Anche cose “piccole”, un pesce che sta male, un cane che muore, un uccellino che non trova piu’ il suo nido, arrivano come tir in pieno viso, come un bambino che soffre lontano dal nostro mondo o un anziano lasciato solo. Canali aperti, Luna. Chi conosce la sofferenza propria, il senso della perdita’ e dell’ amore vero dato e ricevuto e’ un passo avanti agli altri. Mi dispiace se qualcuno trovera’ arroganza in queste parole.
Capita, anche se non ce n’e’. E’ solo un mio credo personale e non me ne vergogno. Questa sensibilita’ che hai ti fa vivere e respirare su onde particolari. Fa vibrare molto e non tutti vibrano allo stesso modo. Molti non vibrano per un ciuffolo. Non ci si riesce a far capire. Il buono e il cattivo non c’entrano poi tanto. Il livello e’ cuore e pelle.
Io amo quelli come te. Sono persone complete, vere, con tanto da dare che non sanno nemmeno loro dove lo vanno a trovare.
Tornando al discorso Amore, beh, ti sei sentita abbandonata quando non te lo saresti aspettato. Non e’ un dettaglio. E’ quasi TUTTO. Avreste dovuto essere due e invece…E’ il BUCO che non si riempe da solo. Tu ce l’ hai ed e’ li’. Lo puoi riempire SOLO TU e tu non siete VOI DUE. Questo per me e’ il nodo. E’ una strada che non puoi far altro che percorrere senza accompagnatori perche’ il buco e’ roba tutta tua. Pero’ e’ in funzione di due persone ed e’ una stonatura forte. E’ comunque una forma di clemenza che tu vorresti sentire e poi offrire. E’ perdono. Ma se LUI non capisce, e’ ancora piu’ difficile.
E’ cio’che, con le dovute differenze, commuove me quando sono sola con me stessa. Quanta comprensione, quanto altruismo e quanto amore in senso esteso ci vuole per accettare la propria falla causata da altri e ricostruire se’, senza detestare nessuno. IL BENE COMMUOVE. Oh, si che lo fa
In sintesi cosa succede?
Succedono due cose: la prima è che lui continua ad andare a pranzo da sua madre la quale OGNI GIORNO lo massacra dicendogli che la scelta di andare in affitto è sbagliata e lo carica d’ansia. Io cerco di ricordargli che se ha preso casa è stato proprio perché sua madre è così, che la presa per uscire da certe dinamiche di lei. Lui però comincia a dire che lui spende troppi soldi per una casa e che li butta via. Io gli dico che non li sta buttando via, che può/possiamo nel frattempo pensare ad un mutuo, ma che ora sta comprando per qualche mese la sua libertà. Che giusto e sbagliato è relativo, dipende da cosa fai e perché. Però lui comincia a diventare ostile con me. E’ sua madre a fare la violenza psicologica a lui (è uscito dal suo controllo con una scelta) e sono io a prendermi i rimbalzi. Da un lato io sono quella a cui non frega un azz perché non si è trasferita con 5 camion di roba in casa subito, dall’altro io sono quella che vuole la vita comoda, dall’altro quando lavoro in casa al pc ore e ore per rimettermi in pari e faccio la tesi in 3 mesi io penso solo a me stessa (?) e se mentre sto lavorando restano i piatti nel lavello “non sono una donna”. Lui non è mai stato così, sua madre e le SUE insicurezze anche per il salto di una vita più adulta lo stanno mandando fuori di testa e io pago. Nel frattempo mia nonna scopre di avere il cancro e mi arriva una proposta di lavoro per cui, e dico seriamente, potrei guadagnare 5 volte lui. Ed è gratificante. Però mi dovrei trasferire, e ho i miei dubbi, a parte il fatto che preferisco continuare con il mio lavoro e stare nella mia città. perché per me il centro sono gli affetti. La persona che mi ha proposto il lavoro ha certamente stima nel mio lavoro, non ho dubbi, però forse gli piaccio anche? Non lo so. Comunque sia io ho detto no. E ancora con più entusiasmo e volontà mi metto a costruire la mia/nostra vita, qui. Mia nonna è appena uscita dall’ospedale che lui mi dice: non ti amo più. Nel frattempo però sua madre, a modo suo, gli IMPONE la scelta di una casa. Lo aiuterà solo se sceglie quella. Per me è UFO. Lui mi parla come se la cosa riguardasse anche me, noi, ma di fronte al mio tentare di ragionare (e anche di sceglierla, ma se piace a lui, no a lei) finisce che lui il contratto va a firmarlo con lei. E neanche capisce cosa non va veramente…
Forse a chi sa quanto costi e quanto le budella si contorcano nel cercare di mettere tutto in armonia dentro e fuori commuove ancor piu’ di quanto schifi il male.
E’ complicato dividere con chiunque questo se’ che ora senti cosi’ esposto . Viene solo voglia di star soli a curarselo e coccolarselo…
E raggiungere il dolore piu’ tangibile, quello dell’ Africa affamata o dei malati di Lourdes, appare come un qualcosa di salvifico per se’ e utile per gli altri. Io ti capisco. Sai quante volte l’ ho pensato…
E i miei gattacci e il mio cane e i miei genitori e gli amici non spariscono mica. Se il gatto mi sta male e l’ Africa e’ sempre la’,posso anche piangere e preoccuparmi e soffrire nella stessa sera per entrambe le cose. Non e’ che una escluda l’ altra…
Che casino, Luna. Qui piove da tre giorni. E’ tutto grigio.
Ascoltati e prenditi cura di te e del tuo nodo. So che lo sai fare.
Ti voglio bene, stelin.