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La fine improvvisa di un amore

di Loredana
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14.073 commenti

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  • 10261
    Dany2891 -

    GIU io credo che la distinzione tra comportamenti maschili e femminili non ha più ragione di esistere. I ruoli si mischiano e si confondono. Io non credo di essere un santo sceso dal cielo (anzi probabilmente l’uomo serio non piace neanche più). Credo soltanto nelle esperienze di vita. L’unica vera certezza (oltre la morte) nella mia vita è che Amare è un dono e l’esserlo lo rende unico. Sapere che qualcuno è sempre li per te, che ti da la forza di vivere, di vincere le avversità della vita anche quando non ha davvero la forza di farlo è inestimabile. E’ natura insita nell’uomo quella di essere sempre insoddisfatto, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Sarò anche sbagliato…ma per me la persona che mi sta accanto diventa il mio mondo, il mio rifugio, il mio supporto. Tutto il resto è superfluo.
    Adesso tutto questo non c’è più, ci 6 solo tu e una persona meravigliosa da scoprire in questo piccolo mondo.
    Ricordati che la nostra mente è tentatrice di se stessa, si sbarazza dei brutti ricordi per far posto a quelli piacevoli. E’ il nostro sistema naturale di autodifesa. Non dobbiamo rinnegare i nostri ricordi, dobbiamo farne tesoro. Se dovesse tornare, non lasciarti ingannare dalla sensazione piacevole e dalle farfalle nello stomaco dovuti alla tua debolezza del momento. Io ricorderò sempre, che ogni giorno vivevo con la paura che mi potesse lasciare, che avrebbe distrutto i miei sogni,come in passato. La notte sognavo di vedere la sua indifferenza mentre stava con un altro, svegliandomi e dicendomi che era stato solo un brutto sogno. Ora non posso più svegliarmi. BENE!!!E’ tempo di sognare una passeggiata romantica in riva al mare con la Donna della mia vita.
    Anche io come te ho 29 anni…oltre a sentirmi fuori dai giochi (perchè non frequento locali alla moda e non conosco neanche una ragazza a causa sua) nutro forti dubbi sul voler riniziare tutto daccapo con un’altra ragazza, perchè la vedo come l’ultima possibilità di trovare il mio angelo. Spero soltanto che tutto passi in fretta.
    Per quanto riguarda la tua frase “Per me, e non so per tutti voi, l’averci creduto per 10 anni mi porta a dire “non ho potuto sbagliare per tutto questo tempo” e questo pensiero non mi permette di lasciarlo andare.” ,pensa, forse, che ci hai creduto sempre e solo tu. Anche io dopo 10 anni lo pensavo, ma ora sono consapevole che l’errore è stato mio e che tra 50 anni potrai dire “Ho sbagliato per 10 anni ma ne ho vissuti 50 con una persona speciale”.
    Ora, basta perchè sto piangendo troppo per oggi….
    Ciao un bacio…

    p.s. Esistono donne speciali e uomini altrettanto speciali. Da parte mia posso dire che conosco uomini capaci davvero di amare, ma che non possono farlo.

  • 10262
    Daniele2891 -

    Scusate ho sbagliato anche nome, ho scritto Dany2891! Oggi sono proprio fuori di me! 🙂

  • 10263
    LUNA -

    GIU: tornerò a leggere con più calma anche daniele, scusate, ora un po’ di fretta.

    @Ho 29 anni, l’ho conosciuto quando ne avevo 20 nell’età delle sfide, nell’età dei giochi e ora che facevo progetti seri, progetti di vita, si ricomincia tutto da capo? A quanti di voi fa paura anche questo? Quanti di voi hanno paura della solitudine? Forse sono anche i condizionamenti della società e tutti che ti dicono “vai in palestra, esci, vedi gente nuova!” Cerchi di fare queste cose o almeno qualcuna di queste cose e niente, capisci che non cambia un bel niente.

    Anch’io l’ho conosciuto giovane giovane, e il fatto è che i progetti seri li ho sempre fatti, cioè non sono mai stata una che diceva “mi sposerò a tale età, avrò figli a tale età”, e ho sempre vissuto queste cose come qualcosa che avviene spontaneamente, tuttavia la mia storia con lui è stata seria da subito, anche se con la naturale giocosità propria dell’età. Seria da subito perché ho sempre vissuto con naturalezza il fatto di stare insieme a lui, e quando la gente ci chiedeva: da quanto tempo state insieme? e dicevamo 6, 8, 9 anni e ci dicevano “uh, quanto tempo!” si sorprendevano perché sembravano affiatati sì come una coppia di più lungo corso ma al contempo proprio no quelli che hanno perso la passione e la verve lungo la strada… eravamo belli per davvero. Invidiati, pure, lo so perché ce lo dicevano
    Io avevo avuto un’altra storia importante prima di lui, ma non sono stata mai una che aveva paura della solitudine. Mai avuta la frenesia del fidanzato. Anzi, io semmai da sola stavo troppo bene. In questo senso da ragazzina io forse sembravo… un maschio. Non per la libertà di avere mille avventure, era proprio un modo di essere, socievole, ma autosufficiente.
    Però credevo anche nell’AMORE, nella mia famiglia ho visto persone stare insieme tutta la vita con amore e coccole e complicità, quindi per me è stato anche naturale, quando mi sono innamorata sul serio, indifferente quale fosse la mia età, vivere una storia importante non come un limite, nè una necessità, ma come qualcosa di naturale. Non ho mai pensato lungo il cammino: se fossi libera potrei fare questo o quello o chissà cosa mi sono persa delle cose che fanno le persone che sono libere alla mia età. Forse anche perché delle cose che davvero mi interessavano e per me erano importanti la mia storia non mi ha limitato in niente.
    Ho sempre coltivato la creatività, la socialità, le amicizie, i progetti e gli interessi culturali. Mi interessavano le sue passioni e lui mi era vicino nelle mie.
    Non ho mai pensato che lui dovesse avere degli interessi identici ai miei per essere la mia anima gemella.
    Persone con interessi identici ai miei le vedevo all’università, al lavoro. Ma quando vado dalla persona che amo devo parlare di lavoro?
    Peraltro lui ha contaminato me con i suoi interessi e io ho contaminato lui. In modo naturale.
    e poi c’era la passione, quella vera. E infatti quando leggo che la passione si spegne per forza dopo 36

  • 10264
    LUNA -

    mesi penso: boh. Sarà, a me non è successo. Non è che la passione si spegne anche per altre ragioni?
    Non lo so, forse in questo senso saremo stati fortunati, non so che dire. Come a non accorgerci del tempo che passava. C’erano altri problemi? Sì. Lui in realtà era un pessimista nei rapporti sentimentali, veniva da un’esperienza famigliare opposta alla mia. Genitori separati in casa da 50 anni, scene madri, vite separate, casini. Da un lato credo che lui fosse sempre terrorizzato sotto sotto all’idea che anche noi potessimo un giorno diventare così e dal terrore dell’abbandono, forse proprio per delle cose che di me stimava ma che, ho capito in seguito, facevano sì che si domandasse: ma io le sono così indispensabile o potrebbe volare via?
    No, non sarei volata via. E non solo perché lo amavo e non ci pensavo proprio, ma anche perché, appunto, io ero quella che sarebbe potuta stare da sola se non avesse incontrato lui. E’ che lui per me era speciale. C’erano altri problemi? sì. Ma li ho affrontati come si affrontano i problemi con una persona che pensi sia l’amore della tua vita. Ho sofferto per il fatto che lui non fosse capace di discutere, litigare senza scappare? Sì, perché nei giorni in cui lui scappava io schiattavo. Potevano esserci dei segnali di ciò che poi è esploso? sì. Lo dico con sincerità: sì. Ci sono stati periodi che per me sono stati molto faticosi. Però stavamo anche crescendo insieme, io la vedevo così, e molto di bello ci univa. L’amore vero, soprattutto, quello che non è che lo incontri tutti i giorni, per quanto tu possa incontrare persone attraenti, interessanti, che hanno delle cose in comune con te, o con cui puoi passare bene il tempo. Se guardo indietro vedo anche i difetti di quella nostra unione. C’erano. Però vedo anche perché comunque io ero felice. Poi se guardi indietro puoi dirti: però allora sei stata male. Azzo, sì. Ma se lui non fosse andato in tilt ad un certo punto, in tilt sul serio, io credo che non me ne sarei mai accorta. e tra l’altro lui è andato in tilt quando una crisi che c’era stata (non tra noi, con i suoi problemi) pareva del tutto superata da anni. Nel 2008 gli ho letto una lettera che gli avevo scritto nel 98… notavo le stesse cose. Ho letto dei miei diari di prima ancora… in certi momenti, il suo pessimismo, il suo modo di non riuscire a gestire i conflitti, mi avevano fatto precipitare nel buio. Non era un modo compatibile al mio. Credo però che in quell’equilibrio sarei potuta vivere tutta la vita. Giusto o sbagliato che fosse.
    Io non ho combattuto con lui e per lui per paura della solitudine. Lui nel suo pessimismo ha voluto credere, penso, che fosse così. Tanto io non ci tenevo davvero. Tanto noi non eravamo fatti per stare insieme. Quando è andato in tilt anche sua madre ha fatto il suo. Lui aveva già il terrore che la convivenza ci avrebbe distrutti (per la sua esperienza in famiglia) al punto, di fatto, di impedire anche a se stesso di convivere davvero con me. (continua)

  • 10265
    LUNA -

    Per lui credo sia sempre stato difficile credere che esista un amore che non si distrugge perché si hanno idee diverse su cose banali. Lui i suoi li aveva visti “ammazzarsi” per nulla. Ma restare insieme in base al fatto, lei, che non ci si può lasciare, in base al fatto, lui, che non si possono lasciare i figli o per la paura della solitudine, o forse anche per una forma di equilibrio molesta ma di reciproca dipendenza. Suo padre non faceva che ripetermi che un giorno se ne sarebbe andato. Ad un certo punto, e aveva già 70 anni, ha pensato di farlo sul serio. Con sua moglie di fatto non era sposato da una vita. E lo sapevano tutti che aveva un’amica al telefono, il che lo aiutava a vivere. Lo sapeva anche sua moglie, che se ne andava via tot mesi all’anno. Stanze e vite separate totali. Ma qdo si è ventilata questa ipotesi lei lo ha fermato, e lui è stato contento che lo fermasse. Come se uno dei due papagalli inseparabili avesse aiutato l’altro a restare chiuso in gabbia. Io loro non li giudico, hanno fatto la loro storia e le loro scelte. Il problema è che loro con noi non c’entravano nulla. Noi ci eravamo scelti in libertà e per 10 anni con naturalezza avevamo fatto le cose insieme, avevamo dei lati diversi ma erano più forti quelli uguali. I suoi non riuscivano a capirsi neanche parlando del tempo, noi ci capivamo con lo sguardo. I suoi potevano vivere in casa separati, noi anche nel peggiore conflitto non potevamo stare senza toccarci i piedi nel letto. Non parlo di un idillio, ma dico che noi a differenza di loro eravamo in 2. Noi avevamo una vita davanti, da scoprire ancora. Lui era terrorizzato dai conflitti, era stato sempre il nostro problema. Ma eravamo una coppiache aveva saputo incontrarsi d’istinto veramente non in teoria o solo in modo potenziale, anche se lui aveva il terrore delle relazioni e io per come sono fatta avevo a mia volta incontrato l’anima gemella, non gemella in tutto, ma gemella in cose importanti reali sì. Perché anch’io sono “particolare”… poi lui è andato in tilt, e il fatto che sia andato in tilt quando abbiamo preso casa non credo sia stato un caso. Forse non mi amava e basta? può darsi, ma probabile è che siano venute fuori in maniera esponenziale le sue paure e i suoi conflitti. Sua madre ha buttato benzina sul fuoco, tipo l’idea che la casa dovesse essere solo a nome suo, che non si sa mai… Io ero con lui, non con sua madre, ma è diventato simile a sua madre nelle dinamiche. Lui ci ha voluti distruggere e non ho potuto farci niente,anzi sono divenuta involontaria complice di 1 versione di noi triste, assurda, “sterile” come la vita dei suoi. Quasi un copione scritto. Ma noi 2 saremmo impazziti così per 50 anni, non eravamo loro. Abbiamo sofferto di più.
    Io non ho paura della solitudine.
    Non in nome di lui, ma potrebbe capitarmi di restare da sola, per scelta naturale. Forse lo dico ora perché non è il tempo, forse sarà così, non lo so. Vivo il presente.

  • 10266
    Daniele2891 -

    Per LUNA: è stato straziante leggere e immaginarmi i tuoi ultimi 10 anni di vita. Forse a volte le nostre insicurezze e quelle di chi ti sta accanto vengono sotterrato sotto 1 cm di sabbia, e basta un soffio di vento per farle riaffiorare e scatenare confusione nelle nostre menti. So che per lei è stato cosi. Come dici tu, l’anima gemella non credo esista. Possiamo avere gusti, comportamenti, idee…simili ma non sarà mai uguale a noi. Io sono arrivato a rinnegare i miei sogni di metter su famiglia, di andare a vivere insieme e avere figli pur di restare con lei. Sono convinto che questo non è amare, è sperare che con il tempo diventi la persona che vorresti amare. Le persone non cambiano. Fingiamo di cambiare per compiacere. E’ mettersi una maschera ogni giorno appena ti alzi e toglierla appena lui o lei non ti vede. Possiamo,tentare, di migliorare colui o colei che ogni singolo istante ci vuole stare accanto, ma quando pensi che possa camminare con le sue gambe…può cadere, farsi male e per la vergogna del tuo giudizio, dirti di lasciarti stare. Mi spiace dirlo, io non voglio accanto una persona cosi. Se non riesco a rialzarmi, lei deve essere li ad incitarmi e se è il caso cercare in tutti i modi di rimettermi in piedi. Questo per me è l’amore. Nella buona e nella cattiva sorte finchè morte non ci separi (non sono credente, ma credo in queste parole).
    Siamo qui a scrivere, perchè cerchiamo chi ci possa (almeno sussurando da lontano) dire: “Vedrai che tutto passerà, sarà come rinascere, perchè a me è successo lo stesso e ne sono uscito più forte di prima”.

    p.s. parte di questo commento è anche per te GIU.
    p.s. io ho una paura folle della solitudine. Ma questo è un mio problema!

  • 10267
    LUNA -

    Grazie Daniele per la tua risposta.
    In realtà la mia paura più grande è lo stress, ne ho accumulato troppo negli ultimi anni, non solo per la storia, ma anche perché mi sono successe altre cose e problemi, alcuni dei quali ancora in atto. Io ero una roccia, ma ora sono una roccia con un accumulo di stress che ovviamente cerco di far andare giù, ma essendo tanto non è semplice. Anche se in confronto a tempo fa va meglio. Ma mi servirebbe davvero una vacanza di quelle giuste… di circa… ehm, tre mesi? 😛 Anzi, una sorta di anno sabbatico in cui non ricevere neanche brutte notizie, il che è piuttosto impossibile.
    Anche perché ero una roccia entusiasta e positiva, ma pur sempre sensibile, e forse pure troppo. Quindi quando tutta una serie di cose si sono scatenate nel medesimo momento il mio, in realtà anche ottimo, sistema di resistenza allo stress ha fatto il suo dovere, ma ad un certo punto è stato troppo pure per essssso.
    Ma soprattutto mi sono persa nel non-senso. Che non era mio, era altrui. Poi certo mi sono adattata anch’io attraverso dei non-sense.
    Ma penso che la cosa che ci sconvolga di più non è solo il dolore della fine di un amore, di una perdita, ma il non senso.
    Voglio dire che qualsiasi problema avessimo io e lui avremmo potuto affrontarlo. Intendo dire anche separandoci.
    Se individui il problema puoi affrontarlo e risolverlo. Questo è estremamente importante credo per ogni essere umano e qualsiasi sia il problema. Altrimenti il sistema va in tilt.
    Ogni volta che io individuavo il problema lui mi cambiava le carte in tavola e mi sconvolgeva la logica.
    Ogni volta che io avevo ragione avevo torto.
    Io ho colto immediatamente un non-senso quando lui dopo 10 anni ha cominciato a comportarsi in modo strano e il primo non senso è stato che lui ha manifestato (LUI, sottolineo) e in lacrime l’esigenza di trovare una casa per andarsene da casa dei suoi. Non ne poteva più delle dinamiche di sua madre. E lo credo bene. A me venivano i crampi allo stomaco ogni volta che la vedevo agirle, e infatti mi spostavo più possibile. Il senso è: ho un problema, lo affronto, individuo le soluzioni possibili.
    Così individuammo insieme che la soluzione era cercare una casa in affitto. Io non ero economicamente nelle possibilità di farlo, ma era una sua esigenza e comunque avrei recuperato il terreno.
    E’ vero che anch’io avevo i miei problemi a casa, quindi andarmene anch’io di casa non mi faceva schifo per niente. Però in nessun modo forzai la sua decisione e la sua necessità. Cercai io la casa, perché, è vero, ero più pratica di lui. Lui la vide e se ne innamorò. Tra la manifestazione del problema e l’attuazione-casa passarono comunque dei mesi e senza ripeto forzature. Quindi se avesse cambiato idea, valutando pro e contro, poteva tornare sui suoi passi cento volte. Io non sarei mai stata una che gli avrebbe detto: eh, ma avevi detto che volevi una casa!
    Lui sembrava contento di questo passo. Io gli spiegai le mie ragioni per cui da parte mia

  • 10268
    LUNA -

    avendo anch’io le mia gatte casalinghe da pelare non me la sentivo di andare da mia madre a dire subito: ho una casa. Vedi, io avevo scelto una strada lavorativa che lei non approvava (oggi sì) e quindi avevo preso una serie di decisioni (buone) combattendo però con il suo ostruzionismo e litigi. Sapevo che se le avessi detto che avevo una casa subito lei non mi avrebbe fatta tornare indietro. Bada, il mio problema non era che volevo tornare indietro, stile bamboccioni. E per inciso da quando avevo preso la mia decisione di “percorso” pur vivendo con i miei io mi ero sempre dovuta arrangiare. Infatti in seguito non sono mai tornata indietro neanche nei periodi in cui una casa non l’ho avuta. Perché secondo me gli adulti si arrangiano e sono responsabili delle loro scelte. Ma non volevo neppure cominciare una convivenza in base a: non posso tornare indietro. Non volevo caricare la persona con cui stavo di questa responsabilità. E facevo i miei conti, con quanto avevo e non avevo e cosa potevo fare per avere di più. Certo posso dire: perché tanto timore? Perché forse sapevo benissimo di essere circondata da persone (mia madre, lui) con un basso tasso di resistenza alla frustrazione. E conoscevo le dinamiche di mia madre in quel momento. Sapevo inoltre che anch’io venivo già da un periodo di stress lavorativo e famigliare per cui cercavo di tutelarmi. In sintesi comunque credo che avevo individuato i problemi e li stavo affrontando secondo logica. Fui molto chiara in mettere in tavola le mie ragioni e i miei antifurti psicologici. In fondo io avevo il massimo rispetto per i suoi. Io guardavo con amore ed entusiasmo quel suo passo, innanzitutto suo, importante, perché staccarsi dalle dinamiche di casa dei suoi per lui era un passo enorme. Sinceramente valuto di non avere sbagliato. Se fossi stata poco chiara, se lui non avesse conosciuto a sua volta la mia personale situazione, se non avesse conosciuto me da 10 anni e il mio/nostro percorso anche lavorativo, avrebbe potuto fraintendere le mie motivazioni, credere cioè: “non vuoi prendere un impegno serio con me e mi fai affrontare la cosa da solo” o “facile venire a vivere qui, tanto pago io!”. Ma non erano entrambi aspetti che mi appartenevano e lui lo sapeva. Peraltro riguardo le mie scelte lavorative mi aveva sempre sostenuto e stimato. Poi, di colpo il botto. In concomitanza con il fatto che sua madre lo triturava con il fatto che l’affitto fosse un suicidio. (un affitto temporaneo, non per tutta la vita). Chi è stato il capro espiatorio? IO. Ed ecco comunque il primo non senso: te lo fai dire da lei che hai sbagliato scelta con l’affitto quando hai affittato una casa per spostarsi dal suo modo di pensare/essere/agire? Quando dicevamo, sereni: l’affitto, intanto, ci servirà per capire meglio che casa COMPRATA vogliamo. Guarda caso la casa comprata l’ha scelta lei, con il ricatto di un prestito. Inizio di una valanga. sotto io.

  • 10269
    deluso84 -

    Luna ma da quanto è finita?

  • 10270
    Giu -

    Per Luna: Ho letto con piacere la tua storia. Sei davvero una bella persona e invidio questo tuo senso di autosufficienza che ti rende la vita piacevole anche da sola. Sicuramente è una mia mancanza ma è proprio questo senso di autosufficienza che la mia felicità non ha. Non esagero quando dico che la fine della mia storia è per me come un lutto da elaborare; è imparare a camminare da sola, con le mie gambe, è ricavare la felicità anche da ciò che non riguarda più NOI. Certo le amicizie, la propria visione del mondo, i propri interessi restano. Ma sai a cosa mi riferisco quando parlo di solitudine? Esempio: un’uscita con le amiche, cena e cinema. Mi sono divertita tantissimo, non le vedevo da un po’. Nel tragitto verso casa A. mi chiama e parlo con lui della serata, del lavoro, di cosa ho fatto, di cosa provo. Non era con me a cena eppure c’era, c’era sempre anche se non parlavo di lui; era nell’aria che io respiravo; nel suono del telefono che mi svegliava al mattino. Nel profumo delle cose; nel progetto di un viaggio; nelle foto di un paesaggio. Era con me anche quando non pensavo affatto a lui. Era un sottofondo.
    Ora? Posso uscire e magari riesco a distrarmi ma il mio sorriso è ancora amaro e mentre torno a casa il telefono non squilla più; lui non è più con me anche quando non c’è fisicamente… i suoi pensieri sono lontani da me. È questa la mia solitudine! Un segreto che mi porto dentro mentre fingo di pensare ad altro, mentre sorseggio il caffè della mattina. È il vuoto che ora mi lascia lo stesso paesaggio… è il non riuscire più a vedermi attraverso i suoi occhi.
    DANIELE ho una paura folle anch’io.. paura che questa sensazione non mi abbandoni mai e che dovrò solo imparare a conviverci.
    LUNA:“Noi avevamo una vita davanti, da scoprire ancora. Lui era terrorizzato dai conflitti, era stato sempre il nostro problema”
    Stesso, identico problema anche del mio ex. Sai cosa penso Luna? e correggimi pure se sbaglio, credo che alcune persone siano semplicemente più propense a dare se stesse per amore, a superare conflitti, a pensare sempre “si può ricominciare” e altre vadano subito in “tilt” forse per immaturità emotiva. Lo penso anche del mio ex.. lui certo ha vissuto una situazione difficile ma anche io ho la mia situazione difficile alle spalle. I miei si sono ammazzati da quando sono nata, poi si sono separati e adesso non vedo mio padre da anni. All’amore non credevo fino a 20 anni. Ti giuro che ridevo dell’amore e vedevo i matrimoni come estremi sacrifici chissà per cosa! Ho conosciuto lui e non dico da subito ma pian piano cambiavo dal profondo. Fino a 20 anni pensavo solo a me stessa e poi mi è venuto naturale pensare anche a lui, ai suoi sentimenti. Sono sempre stata piena di slanci; ci ho sempre voluto ricredere ogni volta che lui mi diceva “mi stai facendo crescere, mi fai maturare”. Gli ho anche creduto quando mi ha detto che il suo amore per un periodo di sbandamento si era “semplicemente addormentato” ma che non era mai passato.

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