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La favola di Cenerentola

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L'autore ha scritto 15 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

46 commenti a

La favola di Cenerentola

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  1. 11
    Suzanne -

    Concordo con White K., anche I bambini non hanno vita facile con questo principe azzurro con cui confrontarsi tutti I giorni, altro che ansia da prestazione! Senza andare a riesumare fiabe che hanno quantomeno la scusante di essere state scritte in epoche ormai remote, basta osservare il mercato dei giocattoli per capire come fin da piccoli veniamo incasellati in ruoli precostituiti. Perché mai una bimba dovrebbe divertirsi a giocare con il secchio e lo spazzettone? Bé, per renderle naturale il ruolo di “regina” ( o schiava) del focolare. Lo stesso sviluppo intellettivo viene fortemente condizionato: I giochi maschili come costruzioni, incastri, forme… sviluppano certe aree del cervello che nella bambina rimangono a lungo sopite. Questa suddivisione cosí rigida è poi lo specchio di una società altrettanto ferma ai ruoli precostituiti.

  2. 12
    Solnze -

    Maria Grazia, a parte che si tratta di una fiaba, comunque cenerentola non si faceva sfruttare e non era una sguattera, era la figlia del nobile che possedeva il castello in cui viveva e alla sua morte la matrigna la bistrattava perché gelosa di lei. Viene descritta la cattiveria a cui conduce l’invidia (per la bellezza e per le ricchezze possedute da un’altra donna), il senso è che le vittime delle ingiustizie verranno riscattate. Lei non viene salvata solo dal principe, ma anche dalla Fata Smemorina e da tutto lo stuolo di animali che ha intorno che sono affezionati a lei e non insensibili alle ingiustizie di cui è vittima. Il principe azzurro è solo la ciliegina sulla torta, presumo che una volta sposato il principe si sia ripreso anche il castello e il titolo che la matrigna le aveva tolto.

  3. 13
    Dingus -

    Si Maria Grazia, con te è spesso un riso amaro.
    Per certi versi trovo imbarazzanti i tuoi interventi. Sebbene tu abbia molto sale in zucca, non lo nego, mi sciocchi.
    Te le canti tutte da sola!

    Ti dico solo che si attribuisce al Duce questa battuta:”Le donne debbono tenere in ordine la casa, vegliare sui figli e portare le corna”

    È così che vuoi la donna tu? mah

    Io non condivido in nessun modo l’ultimo pezzo, quello delle corna. Però, è tanto difficile capire che quello è il ruolo che naturalmente vi spetta?
    Fare figli ed accudirli, in modo tale che la specie sopravviva nel tempo. La natura può fornirti molti esempi in proposito.

    Ma non è forse questo il regalo più bello del mondo per una donna? generare la vita? Santo Dio è un privilegio!

    Ah no, e poi volete la parità, e poi questo e poi quello..finché vi lamenterete perché vorrete…IL CA..O!

    Siete solo invidiose perché siete insicure, dato che governate dall emotività e non dalla razionalità.
    Alto che…

  4. 14
    Gabriele -

    Guardate che il significato delle favole, in questo caso Cenerentola, non è affatto la segregazione femminile. Cenerentola si riduce ad essere praticamente una schiava, al servizio della matrigna e delle sorellastre, in seguito alla morte del caro padre. C’è il ballo, col principe e la corte, perde la scarpetta di cristallo e scappa via. Si è aiutata dalla fata madrina. Il principe la vuole, e alla fine l’unica a calzare la scarpetta è Cenerentola, i due si sposano e coronano il “vissero per sempre felici e contenti”. C’è un dettaglio di cui nessuno tiene conto, MAI.
    Cenerentola è una favola che vede protagonisti esclusivamente persone che possiedono il titolo nobiliare (eccetto la fata madrina, forse?). Cenerentola pur essendo ridotta praticamente in schiavitù, rimane comunque una nobile, come la matrigna, come le sorellastre, poi chè era nobile pure il padre/marito. Cenerentola riesce a convolare a nozze col principe, non Perchè è l’unica che riesca a calzare la scarpetta di…

  5. 15
    Gabriele -

    …scarpetta di cristallo, ma Perchè oltre a calzarla perfettamente è anche in possesso di un TITOLO NOBILIARE SOCIALMENTE APPROVATO IN SEDE DI CORTE DEL REGNO, ecco perchè può vivere a corte. Non c’è nessuna promozione sociale, nessun lieto fine. La morale della favola non è quello di spiegare il ruolo sottomesso della donna, tipico dell’epoca in cui là favole è stata scritta, ma di spiegare il fatto che nella società non è ammessa nessun tipo di promozione della persona: se sei povero, ti sposi con un povero, se sei ricco ti sposi con un ricco. È un fatto palese, ed è spiegato molto chiaramente nella favola.

  6. 16
    maria grazia -

    Dingus, Suzanne ti ha detto esattamente quello che ti avrei detto anch’ io, per cui non mi dilungherò più di tanto sulla questione.
    Molti dei nostri comportamenti e scelte sociali sono dovuti a condizionamenti culturali indotti, e non a una spontanea predisposizione della persona vero un certo ruolo.
    Ci sono anche donne che non hanno senso materno, che non vogliono fare figli, a cui non interessa nemmeno più di tanto avere un compagno fisso. Hanno progetti e ambizioni di tutt altro tipo. Perchè queste donne dovrebbero accettare a tutti i costi di essere solo angeli del focolare con lo scopettone in mano e il marmocchio che strilla nell’ altra stanza?
    Per quanto mi riguarda, a me da piccola piacevano le bambole e i cicciobelli da accudire, ma dopo un pò mi stufano e li buttavo dalla finestra.
    Il fascismo incoraggiava l’ aumento delle nascite, è per quello che il Duce dava certi diktat. Ma a lui non interessava affatto lo svilimento della donna fine a se stesso..

  7. 17
    maria grazia -

    ..Di certo non costringeva nessuna con la forza a diventare moglie e madre. già da allora le donne più anticonvenzionali prendevano altre strade. Le altre ( vuoi per indole a obbedire vuoi perchè lo volevano ) rimanevano a casa. Esattamente come avviene anche oggi.
    Fossi vissuta in quell’ epoca avrei tentato di sedurre qualche gerarca fascista per poi estrapolare importanti segreti militari da usare a mio vantaggio.
    Si, con me spesso è un riso amaro e la cosa mi inorgoglisce!
    Anche negli uomini vedo molta emotività, ma celata dalla saccenza o da falso menefreghismo. Anche non lasciarsi mai andare alle emozioni è una debolezza e un limite, esattamente come la troppa emotività.

    Solnze, continuo a non capire perchè una donna non possa salvarsi da sola ( anche dall’ invidia e dalla cattiveria ) ma debba sempre aver bisogno di qualcuno che lo faccia al posto suo ( che siano principi, fate, o simpatici animaletti ). Perchè bisogna aspettare che siano altri a riscattarci?

  8. 18
    Gabriele -

    È una fiaba molto realista e che spiega come si sta al mondo, secondo me la condizione di Cenerentola serve solo per accrescere la solodarietà nei confronti della sua situazione, ma i presupposti per uscirne li possedeva tutti. Se si fosse trattato di una semplice popolana, sarebbe rimasta esattamente lì dov’era.

  9. 19
    maria grazia -

    Gabriele, il tuo punto di vista può essere interessante per la sua originalità, ma francamente non credo proprio che sia quella la giusta chiave di lettura della favola in oggetto.

  10. 20
    Suzanne -

    Maria, scrivi mezza frase sensata e poi di nuovo un mare di assurdità.
    Mussolini è proprio un esempio di vero uomo patriarcale mia cara illusa, con famiglia ufficiale per la propaganda, e quantità non definite di figli illegittimi da nascondere sotto il tappeto… Rispettosissimo della donna, come no, a tal punto da far internare una sua amante in manicomio per sbarazzarsi di lei e del figlio…
    http://www.italoeuropeo.com/2008/03/06/tutti-i-fgli-di-benito-mussolini/
    http://www.nannimagazine.it/articolo/1064/malattie-mentali-la-storia-di-ida-dalser

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