Salta i links e vai al contenuto

La favola di Cenerentola

di maria grazia

Views: 4 - Views e voti dal 14 agosto 2026.

Come valuti questa lettera?

Io non ho figlie ( sono solo zia di due bellissimi nipotini maschi, che ovviamente cercherò di istruire al culto fascista ). Ma non divaghiamo. In questo post mi rivolgerò prevalentemente alle mamme di bambine femmine. So che ancora oggi viene propinata alle piccole fanciulle la favola di Cenerentola ( o altri racconti similari ) inculcando così nella loro testa l’ inconsistente e inutile morale contenuta in quella favola, ovvero che la bontà verrà sempre premiata.
Come noi adulti ben sappiamo, questa è una colossale caz….ta. E anche i bambini ( ma sopratutto le bambine ) lo devono capire, questo al fine di poter poi sopravvivere al meglio nel mondo reale una volta diventati adulti.

Cosa insegna, in sostanza, il mito di Cenerentola? che SUBENDO SOPRUSI giorno dopo giorno da parte di tre befane racchie, e svolgendo per loro conto lavori umili faticosi e squalificanti, alla fine la sorte ti premierà per una sorta di legge della giustizia, facendoti incontrare il principe azzurro che vuole sposare guardacaso proprio te, e la fata magica che trasforma le zucche in macchine sportive. Ovviamente noi adulti sappiamo che nella realtà non funziona quasi mai così, e che a guidare la Ferrari sarà quasi certamente qualche figlio ( o figlia ) di buona donna. Non che guidare la Ferrari sia indispensabile, va bene anche un’auto modesta, non è questo il punto. Cercate di seguirmi.

IL PUNTO FONDAMENTALE E’ LA LIBERTA’.

Alle bambine cui si racconta la favola di Cenerentola, viene insegnato a non essere libere, viene insegnato che accettando una vita frustrante, sempre e solo al servizio degli altri, alla fine il bene e il giusto trionferanno e lei avrà la sua bella gratificazione.
Andrebbe invece detto a queste bambine che tutto ciò non è vero, che facendo le sguattere ebeti e obbedienti non potranno che terminare la loro vita in una condizione altrettanto triste, che così vivendo si precluderanno esperienze interessanti e sopratutto non incontreranno mai e poi mai un uomo interessante che dimostrerà loro rispetto e ammirazione, perchè le percepirà come creature troppo deboli.

La favola che andrebbe invece raccontata alle bambine è quella dell’ Amazzone Guerriera, che chiameremo MISS TARANTOLA. Miss tarantola è affascinante ma carismatica e determinata, non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, domina saggiamente sui suoi seguaci, ha una folta schiera di troll e folletti che eseguono prontamente i suoi ordini, e con il suo uomo/fidanzato ( un combattente degno del suo livello ) ha un rapporto alla pari. Combatte le ingiustizie ma lo fa con metodi duri e intransigenti ma sopratutto con la forza lucente della ragione. Lei è “tarantola” nel senso che allunga in tutte le direzioni i suoi tentacoli correttivi.
E poi Miss Tarantola ha buon gusto nel vestire, non andrebbe mai in giro abbigliata di cenci, come la sfigata Cenerentola.

La favola di Cenerentola sembra del tutto innocua, persino istruttiva, ma in realtà fa danni incalcolabili alle bambine, insegna loro a dover sopportare inutili sofferenze e a sperare nell’ aiuto di un salvatore ( il principe azzurro ) invece di imparare a contare su se stesse per cavarsi dai guai. Insomma, è un indottrinamento patriarcale bello e buono, di cui la donna deve necessariamente e definitivamente liberarsi.

Perciò mamme, oggi stesso fate un grande dono alle vostre piccole e deliziose figlie, dite loro senza mezzi termini che la favola di Cenerentola è un’ emerita st……ta, e che devono dimenticarsela. Sostituitela con la favola di Miss Tarantola.

Data di pubblicazione: 24 Febbraio 2019

L'autore ha condiviso 19 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore maria grazia.

Lettere che potrebbero interessarti

Categorie: - Attualità

46 commenti

  • 1
    Angwhy -

    E beh MariaGrazia,forse certe cose si insegnano ai figli x il quieto vivere, salvo poi chiedergli di tirare fuori le palle e calpestare il prossimo quando è ora di trovarsi un lavoro e andarsene fuori dalle scatole.oggi pero sono molto piu svegli,piu dei genitori sicuramente.

  • 2
    Yog -

    La bontà non viene sempre premiata, e io lo trovo anche giusto, perché dalle mie parti, che sono poi le tue, si dice: “Tre ‘olte bon, ‘ol dì c@jon”.
    Morale: lasciate perdere i Grimm e datevi alla narda.

  • 3
    white knight -

    Mi piace Miss Tarantola!! Tuttavia vorrei precisare che non è corretto definire patriarcale la fiaba di Cenerentola (così come altre fiabe Disney), poiché il loro messaggio è dannoso anche per noi uomini. Ti assicuro che ricoprire il ruolo di principe azzurro non è esattamente piacevole. All’inizio sì perchè costituisce una specie di passaporto diplomatico. Ma poi alla lunga ti logora, e se non stai attento, ti imprigiona. Sarà una prigione dorata, ma pur sempre prigione è. Al minimo accenno di “difetti umani” ecco che piovono sguardi freddi e assassini, scenate di isteria, musi lunghi un mese, e una tacita forma di repressione. Della serie: “tu DEVI essere il MIO principe azzurro, e non puoi permetterti di deviare da questo ruolo”. Credo invece che si tratti più di una forma di controllo sociale, rivolto ad ambo i sessi. Grazie al cielo ho avuto la possibilità di crescere con He-Man, Kenshiro, l’Uomo Tigre, Dago, Dylan Dog…

  • 4
    maria grazia -

    E’ così infatti white knight ma è risaputo che molte delle “clausole patriarcali” siano un boomerang per gli stessi uomini, che in virtù di queste convenzioni si trovano poi spesso intrappolati con donne che, da dolci fate amorevoli quali apparivano, si rivelano poi creature tossiche, succubi di uno schema mentale che le trasforma in zavorre insopportabili ( lui è il mio “salvatore” e deve occuparsi di me in tutto e per tutto ) , incapaci di intraprendere le azioni necessarie per gestire nel modo più opportuno la loro vita, cioè fuori da una condizione di co-dipendenza isterica.

    Te le vedi dopo qualche anno appesantite, inacidite, precocemente invecchiate e totalmente accusatorie verso coloro che ritengono i principali responsabili delle loro sventure ( principe azzurro in primis ). cosa rimane del sogno fiabesco? solo recriminazioni, un pò di pancetta di troppo, e la quotidiana visione della telenovela preferita..

  • 5
    maria grazia -

    ..Rifuggite la grande bugia dell’ indottrinamento piccolo-borghese, rifuggite la favola illusoria e deleteria di Cenerentola. Non seguite schemi e impostazioni non vostri.
    L’ unico amore che VALE è quello VERO. e questo accetta e AMA anche i DIFETTI.

    io comunque non mi ispiravo mai all’ eroina buona delle favole. Ma sempre e solo all’ antagonista perfida e scaltra. La trovavo molto più divertente. Meglio ancora se accompagnata da un “cavaliere nero” che assecondava i suoi misfatti. E pazienza se alla fine per entrambi c’era il patibolo.

    Mi congratulo anche con le brillanti esposizioni di Yog e di Angwhy

  • 6
    Dingus -

    Ad essere sinceri io di tarantole con i tentacoli non ne ho mai viste. Più corretto sarebbe MISS POLPO.
    Suona più moderno, fa più fi...
    Sembra proprio il pensiero di un gasteropode: non avrai mica le gambe corte?

  • 7
    maria grazia -

    Dingus, è una tarantola polipata, o una polipa tarantolata.

    Le mie gambe sono normali. Anche se dovessi dire le bugie.

  • 8
    Dingus -

    Strano ma vero, questo è il primo sorriso autentico che mi strappi.

    Dai su non impelagarti sulle tarantole polipate, potresti anche chiamarti MISS MEDUSA. Trovo che suoni decisamente meglio che miss tarantola, ed è pure coerente col tuo ragionamento.

  • 9
    Solnze -

    Veramente cenerentola dimostra semmai che se una è fi.. (bella, ben vestita e carina) si becca il figo di turno (er principe), mentre una storia stronza , acida e racchia non se la pija nessuno. Non la trovo patriarcale, solo molto realista.

  • 10
    maria grazia -

    Dingus, in che senso? fino a questo momento ti avevo strappato solo sorrisi non autentici? Vabbè mi dispiace, ma non saprei come rimediare all’ increscioso accaduto.

    Solnze, si può anche essere fighe senza per questo farsi sfruttare e perculare. Infatti anche Miss Tarantola alias Medusa trova comunque il suo “principe”, pur nella sua combattività.
    io poi di un uomo che ti sceglie ESCLUSIVAMENTE perchè sei carina docile e servile più di tanto non mi fiderei.

  • 11
    Suzanne -

    Concordo con White K., anche I bambini non hanno vita facile con questo principe azzurro con cui confrontarsi tutti I giorni, altro che ansia da prestazione! Senza andare a riesumare fiabe che hanno quantomeno la scusante di essere state scritte in epoche ormai remote, basta osservare il mercato dei giocattoli per capire come fin da piccoli veniamo incasellati in ruoli precostituiti. Perché mai una bimba dovrebbe divertirsi a giocare con il secchio e lo spazzettone? Bé, per renderle naturale il ruolo di “regina” ( o schiava) del focolare. Lo stesso sviluppo intellettivo viene fortemente condizionato: I giochi maschili come costruzioni, incastri, forme… sviluppano certe aree del cervello che nella bambina rimangono a lungo sopite. Questa suddivisione cosí rigida è poi lo specchio di una società altrettanto ferma ai ruoli precostituiti.

  • 12
    Solnze -

    Maria Grazia, a parte che si tratta di una fiaba, comunque cenerentola non si faceva sfruttare e non era una sguattera, era la figlia del nobile che possedeva il castello in cui viveva e alla sua morte la matrigna la bistrattava perché gelosa di lei. Viene descritta la cattiveria a cui conduce l’invidia (per la bellezza e per le ricchezze possedute da un’altra donna), il senso è che le vittime delle ingiustizie verranno riscattate. Lei non viene salvata solo dal principe, ma anche dalla Fata Smemorina e da tutto lo stuolo di animali che ha intorno che sono affezionati a lei e non insensibili alle ingiustizie di cui è vittima. Il principe azzurro è solo la ciliegina sulla torta, presumo che una volta sposato il principe si sia ripreso anche il castello e il titolo che la matrigna le aveva tolto.

  • 13
    Dingus -

    Si Maria Grazia, con te è spesso un riso amaro.
    Per certi versi trovo imbarazzanti i tuoi interventi. Sebbene tu abbia molto sale in zucca, non lo nego, mi sciocchi.
    Te le canti tutte da sola!

    Ti dico solo che si attribuisce al Duce questa battuta:”Le donne debbono tenere in ordine la casa, vegliare sui figli e portare le corna”

    È così che vuoi la donna tu? mah

    Io non condivido in nessun modo l’ultimo pezzo, quello delle corna. Però, è tanto difficile capire che quello è il ruolo che naturalmente vi spetta?
    Fare figli ed accudirli, in modo tale che la specie sopravviva nel tempo. La natura può fornirti molti esempi in proposito.

    Ma non è forse questo il regalo più bello del mondo per una donna? generare la vita? Santo Dio è un privilegio!

    Ah no, e poi volete la parità, e poi questo e poi quello..finché vi lamenterete perché vorrete…IL CA..O!

    Siete solo invidiose perché siete insicure, dato che governate dall emotività e non dalla razionalità.
    Alto che…

  • 14
    Gabriele -

    Guardate che il significato delle favole, in questo caso Cenerentola, non è affatto la segregazione femminile. Cenerentola si riduce ad essere praticamente una schiava, al servizio della matrigna e delle sorellastre, in seguito alla morte del caro padre. C’è il ballo, col principe e la corte, perde la scarpetta di cristallo e scappa via. Si è aiutata dalla fata madrina. Il principe la vuole, e alla fine l’unica a calzare la scarpetta è Cenerentola, i due si sposano e coronano il “vissero per sempre felici e contenti”. C’è un dettaglio di cui nessuno tiene conto, MAI.
    Cenerentola è una favola che vede protagonisti esclusivamente persone che possiedono il titolo nobiliare (eccetto la fata madrina, forse?). Cenerentola pur essendo ridotta praticamente in schiavitù, rimane comunque una nobile, come la matrigna, come le sorellastre, poi chè era nobile pure il padre/marito. Cenerentola riesce a convolare a nozze col principe, non Perchè è l’unica che riesca a calzare la scarpetta di…

  • 15
    Gabriele -

    …scarpetta di cristallo, ma Perchè oltre a calzarla perfettamente è anche in possesso di un TITOLO NOBILIARE SOCIALMENTE APPROVATO IN SEDE DI CORTE DEL REGNO, ecco perchè può vivere a corte. Non c’è nessuna promozione sociale, nessun lieto fine. La morale della favola non è quello di spiegare il ruolo sottomesso della donna, tipico dell’epoca in cui là favole è stata scritta, ma di spiegare il fatto che nella società non è ammessa nessun tipo di promozione della persona: se sei povero, ti sposi con un povero, se sei ricco ti sposi con un ricco. È un fatto palese, ed è spiegato molto chiaramente nella favola.

  • 16
    maria grazia -

    Dingus, Suzanne ti ha detto esattamente quello che ti avrei detto anch’ io, per cui non mi dilungherò più di tanto sulla questione.
    Molti dei nostri comportamenti e scelte sociali sono dovuti a condizionamenti culturali indotti, e non a una spontanea predisposizione della persona vero un certo ruolo.
    Ci sono anche donne che non hanno senso materno, che non vogliono fare figli, a cui non interessa nemmeno più di tanto avere un compagno fisso. Hanno progetti e ambizioni di tutt altro tipo. Perchè queste donne dovrebbero accettare a tutti i costi di essere solo angeli del focolare con lo scopettone in mano e il marmocchio che strilla nell’ altra stanza?
    Per quanto mi riguarda, a me da piccola piacevano le bambole e i cicciobelli da accudire, ma dopo un pò mi stufano e li buttavo dalla finestra.
    Il fascismo incoraggiava l’ aumento delle nascite, è per quello che il Duce dava certi diktat. Ma a lui non interessava affatto lo svilimento della donna fine a se stesso..

  • 17
    maria grazia -

    ..Di certo non costringeva nessuna con la forza a diventare moglie e madre. già da allora le donne più anticonvenzionali prendevano altre strade. Le altre ( vuoi per indole a obbedire vuoi perchè lo volevano ) rimanevano a casa. Esattamente come avviene anche oggi.
    Fossi vissuta in quell’ epoca avrei tentato di sedurre qualche gerarca fascista per poi estrapolare importanti segreti militari da usare a mio vantaggio.
    Si, con me spesso è un riso amaro e la cosa mi inorgoglisce!
    Anche negli uomini vedo molta emotività, ma celata dalla saccenza o da falso menefreghismo. Anche non lasciarsi mai andare alle emozioni è una debolezza e un limite, esattamente come la troppa emotività.

    Solnze, continuo a non capire perchè una donna non possa salvarsi da sola ( anche dall’ invidia e dalla cattiveria ) ma debba sempre aver bisogno di qualcuno che lo faccia al posto suo ( che siano principi, fate, o simpatici animaletti ). Perchè bisogna aspettare che siano altri a riscattarci?

  • 18
    Gabriele -

    È una fiaba molto realista e che spiega come si sta al mondo, secondo me la condizione di Cenerentola serve solo per accrescere la solodarietà nei confronti della sua situazione, ma i presupposti per uscirne li possedeva tutti. Se si fosse trattato di una semplice popolana, sarebbe rimasta esattamente lì dov’era.

  • 19
    maria grazia -

    Gabriele, il tuo punto di vista può essere interessante per la sua originalità, ma francamente non credo proprio che sia quella la giusta chiave di lettura della favola in oggetto.

  • 20
    Suzanne -

    Maria, scrivi mezza frase sensata e poi di nuovo un mare di assurdità.
    Mussolini è proprio un esempio di vero uomo patriarcale mia cara illusa, con famiglia ufficiale per la propaganda, e quantità non definite di figli illegittimi da nascondere sotto il tappeto… Rispettosissimo della donna, come no, a tal punto da far internare una sua amante in manicomio per sbarazzarsi di lei e del figlio…
    http://www.italoeuropeo.com/2008/03/06/tutti-i-fgli-di-benito-mussolini/
    http://www.nannimagazine.it/articolo/1064/malattie-mentali-la-storia-di-ida-dalser

  • 21
    Solnze -

    Dingus, approvo in pieno quanto hai scritto. Aggiungo anche che una cosa non esclude l’altra. Si può avere una famiglia felice E una realizzazione lavorativa, anche se se io dovessi scegliere di sacrificare una delle due sceglierei la carriera.

  • 22
    Yog -

    Solzne, elementare il tuo ragionamento: “se io dovessi sacrificare questo o quello, sceglierei quello”.
    Purtroppo non sono variabili indipendenti, perciò tocchi una e cambia l’altra, essendo variabili notoriamente interrelate. Parlo in senso strettamente matematico, perciò non avrai capito una berta anche se penserai di aver capito, non so perché, ma ne son convinto.

  • 23
    maria grazia -

    Suzy, onestamente sono veramente esausta di tutta questa retorica radical chic. Non mi interessa sottolineare il machismo del Duce, è una cosa del tutto superflua. Quello che ti sfugge è che la condizione della donna in epoca fascista sarebbe stata identica, anzi pure peggiore, anche senza Mussolini. E questo per una serie di fattori sociali e culturali che non mi dilungherò a spiegare. difatti nella patria del comunismo ( che tu tanto adori ) in quello stesso periodo le donne slave subivano i peggiori soprusi, e gran parte di loro li subisce ancora oggi.
    E’ inutile che mi riporti la storia di Ida Dalser. i torti di Mussolini non li ho mai negati, quella vicenda non centra niente con il discorso che facevo prima. il Duce era un dittatore, e la Dalsen è andata a toccare tasti che non avrebbe dovuto toccare. sarebbe successo anche se lei fosse stata un uomo e la dinamica non fosse stata quella amorosa. Il maschilismo centra poco. Centra piuttosto l’ essere..

  • 24
    maria grazia -

    .. l’essere implacabili pur di difendere i propri affari, ma quella è un’ altra questione.
    Tu purtroppo come tutte le femmine di sinistra ragioni solo per slogan e ti fermi alla superficie dell’ idealismo da manifestazione studentesca. L’ analisi logica degli eventi storici è un’ altra cosa.
    Curioso che approvi quello che viene scritto unicamente quando ti si da ragione. è un atteggiamento piuttosto fascista.

    Dai, ti dedico un esempio femminile che sicuramente ti piacerà, visto che ella era poco incline a subire:

    https://www.youtube.com/watch?v=hTz4ATh8yA4

    Solnze abbiamo capito che sei una donna sottomessa. Non c’è bisogno di ribadirlo di continuo.

  • 25
    Solnze -

    “Le donne slave subivano e subiscono ancora i peggiori soprusi” -> ma dove? Loro hanno l’emancipazione VERA con i diritti che essa implica e i DOVERI. No, non sono affatto sottomessa, semplicemente mi sento in pace con me stessa .

Lascia un commento

Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.

▸ Mostra regolamento

I commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.

I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.

Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.

Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.

Leggi l'informativa sulla privacy.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili