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Ipocrisia di Prodi sulla pena di morte

Trovo alquanto patetico, e massimamente ipocrita, il premier Romano Prodi, che in queste ore sta sbandierando ai 4 venti la “moratoria” dell’ONU sulla pena di morte, come fosse il risultato straordinario di chissà quale attività diplomatica italiana degli ultimi tempi (forse nell’illusione di distrarre gli italiani dai tagli sulle loro tredicesime).

In primo luogo, andrebbe osservato che quella dell’ONU non è una risoluzione vincolante, ma un semplice suggerimento, al quale gli Stati possono liberamente adeguarsi, senza sanzioni di sorta.
Acqua fresca, quindi, non certo l’abolizione dei boia, che continueranno come prima il loro lugubre lavoro. Altro che risultato straordinario.

Ma l’ipocrisia di Prodi, assolutamente intollerabile, risiede nel fatto che, tra i Paesi che più praticano la pena di morte, al primissimo posto vi è la Cina, che a lui piace tanto, e che recentemente aveva visitato.

La Cina (anche per l’elevato numero di abitanti) ha il primato delle esecuzioni capitali, con 5000 esecuzioni, su 5628 nel mondo nel 2006. E istituzioni indipendenti come Amnesty International ritengono che questo numero (di esecuzioni ufficiali) sia sottostimato, e sia solo la punta dell’iceberg di tutte le esecuzioni che avvengono in Cina, Paese che si segnala anche per la pratica frequente della tortura sui detenuti, oltre che per l’assoluta assenza di procedure in grado di salvaguardare i diritti degli imputati, che spesso vengono condannati con procedure sommarie, senza prove, sulla base di delazioni, ecc.

Romano Prodi, che ama tanto a parole i diritti umani, ha avuto paura di ricevere il Delai Lama, per non spiacere ai sanguinari governanti di Pechino.
Dovrebbe sapere, il signor Prodi, che in Cina chiunque venga trovato in pubblico ad esibire foto del Dalai Lama, o emblemi che a lui si richiamino, viene rapidamente arrestato e passato per le armi.

Due pesi e due misure, quindi da parte di Prodi.
A parole strenuo difensore dei diritti umani, nei fatti calcolatore e ipocrita, molto attento a non spiacere ai dittatori che governano la Cina e ci invadono con le loro porcherie prodotte da gente che lavora in condizioni simili ai lager nazisti, e per paura di spiacere a chi fa affari con loro.
Vergogna, Romano Prodi!

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