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Io e mio marito non sappiamo più che fare

di maria50

Salve, scrivo qui per sfogarmi della situazione e se scappa qualche consiglio illuminante  lo accetto volentieri. Io  e mio marito non sappiamo più che fare per ripristinare l’equilibrio nella nostra famiglia. Non capiamo come riportare la pace fra le nostre due figlie, l’una di quasi 24 e l’altra di 31. Ad accendere la scintilla è stata una lite fra mia figlia di 24 anni e la famiglia di mio fratello. Una lite che ha destabilizzato un po’ tutti. Infatti da allora io e mio marito non abbiamo più parlato con mio fratello e la sua famiglia (anche se abbiamo continuato ad essere presenti a feste in cui c’erano anche loro, con molto dispiacere di nostra figlia). Tranne nostra figlia di 31 anni che ha continuato ad essere in contatto con loro.  E per questo mia figlia non ha più rivolto la parola alla sorella. In realtà non parla neanche più con noi. Si è sentita offesa e ferita perché nonostante mio fratello e la sua famiglia si siano comportati male con lei, ha dovuto implorare per molto tempo me e mio marito di smettere di frequentarli.  E si è sentitata offesa e ferita perché la sorella di 31 anni continua a frequentarli visto che ‘non sono fatti suoi’. Si sente tradita, umiliata , non protetta e non supportata. È da ormai 5 anni che c’è l’ha con noi per come abbiamo gestito la situazione,  ma ha ancora molto da tirar fuori. È per questo che lei caccia le cose mano mano. Intendo dire che è per questo che soltanto adesso si sfoga della sorella. Dice che è una mancanza di rispetto nei suoi confronti che la sorella di 31 anni continui a frequentare mio fratello e la sua famiglia,  nonostante abbiano trattato molto male lei (la minore). Lei dice che questo comportamento è disgustoso, che non si fa, che non esiste né in cielo né in terra di frequentare chi ha maltrattato un tuo familiare stretto. E inoltre si è lamentata di come proteggiamo nostra figlia di 31 anni nonostante la stessa stia sbagliando. Di come facciamo finta di niente con lei, di come non le facciamo pesare il suo comportamento errato pur di non farla sentire in colpa. Di come a nostra figlia maggiore non le sia mai piaciuto sentirsi dire di aver sbagliato,  e quando questo succedeva correva dalla mamma e dal  papà per sentirsi dire che non era così.  Io e mio marito col tempo abbiamo capito di aver commesso degli errori e fino ad ora abbiamo fatto, come dice lei, finta di niente  per cercare di calmare le acque. Soffriamo molto per questa situazione. Sono entrambe nostre figlie. La minore ci ha detto di smettere  di non far pesare nulla all’altra , ma  nel concreto noi genitori come possiamo farlo? Non si può concretamente far sentire in colpa una persona adulta.  Siamo sfiniti da questa situazione. 

Lettera pubblicata il 25 Maggio 2015. L'autore, , ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.
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Categorie: - Famiglia

La lettera ha ricevuto finora 8 commenti

  1. 1
    marinella -

    Ciao… Prima di tutto non so cosa sia successo di cosi brutto alla ragazza di 24 anni. Ognuno ha il suo carattere, ma da fuori, per avere 24 vedo che questa ragazza si sta comportando in modo parecchio infantile. Tenere il muso per 5 anni e pretendere che il resto della famiglia si isoli dai parenti, e punire chi non fa come dice lei… Beh é un comportamento da despota, no? A me hanno insegnato che se ho un problema con uno della famiglia cerco di risolverlo, magari con l’aiuto di altri, ma il resto della famiglia lo lascio fuori. Credo che il dolore di questa ragazza stia nel non essersi sentita riconosciuta le sue ragioni (che di sicuro ha, la colpa non sta mai solo da una parte!). Il mio consiglio (non sapendo la storia e in base a quel che scrivi) é di parlare con i parenti per trovare una via di pace. E parlare a lungo con vostra figlia, per capire perché se la sia presa cpsi tanto e riconoscere le sue ragioni, cercando di farle capire che non si può sempre stare in lotta con tutti e che si sentira piu leggera finanche riuscisse a sfogarsi con questi parenti per quello che ha dentro. Per ultima cosa credo che alla ragazza farebbe bene vivere la sua vita un po’ lontana dalla famiglia. Ho la sensazione che l’abbiate protetta troppo, e che lei essendo la piu piccola le abbia sempre avute vinte da voi. Ricordate che siete i genitori e che avete il compito di guidarla, i ‘no’ aiutano a crescere e maturare! Ciao un abbraccio

  2. 2
    Yog -

    Ma cosa ha fatto la famiglia di tuo fratello alla 24 enne? Di che stiamo parlando?

  3. 3
    biancabianca -

    Esatto, di che si parla? Sappiamo di 2 figlie che litigano ma sul perche ci è oscuro. Per far contente entrambe, non lo è nessuno. Forse dovreste capire i motivi e sviscerarli uno per uno, sul perche ognuno di voi 3, figlia grande e voi abbiate agito in un modo e quali quelli della piccola che l’hanno portata ad altre scelte. Poi se la piccola si senta defraudata, beh ditele che spesso i figli si son sentiti non capiti e appoggiati ma se non c’è dolo, si deve non dico comprendere ma prendere atto che nella vita ci deludono tutti, pure i familiari,anzi spesso, forse perche credono di conoscerci e non è cosi. Poi potreste dirle o scrivere (sono sostenitrice che a volte nero su bianco arrivi più delle parole o confronti verbali, perche volano via laddove la rabbia chiude orecchie e testa. Lo scritto è letto da soli, nel momento che è solo nostro e si gestisce meglio il risentimento) che lei se si sente non rispettata o violata in certe cose, sta applicando su di voi, la stessa cosa che le fa male..Vuole essere riconosciuta, vista, considerata ma pretendendolo con tanto livore, non considera,riconosce e vede voi.

    Non è quindi piu rispettosa di quanto accusa voi di non esserlo. Lei ha il potere e solo su quello deve far forza di essere libera e di non frequentare chi non vuole. Mai! Se lei vuole liberta,la deve avere e se la deve prendere ma la stessa la deve lasciare agli altri,a voi. Se stesse nei panni vostri, e qualcuno la obbligasse a non fare qualcosa di cui ha voglia, lei scalpiterebbe lo stesso. Si deve rivendicare la libertà ma per tutti, senno è solo capriccio di chi vuole vincere e controllare gli altri. Fateglielo leggere…!

  4. 4
    Rossella -

    La crisi della famiglia dipende dalla situazione di stallo che coinvolge tutta la società civile. In tempi non sospetti questa ragazza si sarebbe concentrata sulla sua vita. Oggigiorno anche chi si accinge a fare il grande passo si presenta all’altare trascinandosi il peso di fatti che dovrebbero interessargli in maniera molto relativa. Questo accade perché non esiste più differenza tra prime e seconde nozze e anche chi si sposa per la prima volta resta confinato all’interno della famiglia paterna. Esiste il divorzio breve e quindi il matrimonio che andrai a contrarre non ti vincolerà nel vero senso della parola e l’altra persona non si assumerà mai fino in fondo le sue responsabilità. Fuori dalla famiglia ti trattano come un mendicante e quindi cechi delle conferme laddove dovresti essere felice di trovare altro. Purtroppo hanno creato un mondo dove la nevrosi la fa da padrone e a rimetterci è il cittadino. Alla peggio si cambia la legge ma non c’è mai un responsabile e forse questo è il brutto della democrazia.

  5. 5
    Love -

    Senza intenzione di offendere, ma in sincerità, avendo vissuto direttamente in famiglia questioni non uguali ma simili, un intervento come quello di Marinella mi sembra poco attinente. Non trovo corretto etichettare come “infantile” una ragazza di cui non si sa nulla ed è riduttivo decretare come “tenere il muso” un risentimento (dietro un risentimento c’è dolore! credo vada rispettato) che vive in lei da così tanto tempo..

    Come si chiede Yog, anch’io credo che sarebbe utile capire meglio cosa sia successo tra la ragazza e la famiglia degli zii.
    Tuttavia, penso che anche se importante sarebbe comunque relativo saperlo. Nel mio piccolo, dalla nostra esperienza, per quanto diversa e soggettiva, dalle ricerche che abbiamo fatto, dai confronti con chi aveva trascorsi simili, ho capito che solitamente dietro ad episodi di questo genere ci sono storie molto più complesse, vissuti individuali che si sfogano in episodi “che fanno traboccare il vaso” ma intessuti in anni di vita. Episodi a cui gli altri magari non danno attenzione, sensazioni, impressioni, un intreccio di fatti reali o congetture mentali che creano malesseri, malintesi, convinzioni.

    Così, di primo acchitto, dal poco che c’è scritto, mi verrebbe da dirti che la ragazza potrebbe essersi sentita non supportata dalla famiglia nell’occasione di diverbio ma anche da molto tempo addietro, forse anche da sempre e, come velatamente mi sembra di aver capito vi abbia rinfacciato, di avere un atteggiamento diverso tra lei è la sorella, che ai suoi occhi (a torto o a ragione) è la vostra preferita e dunque sempre giustificabile in ogni sua azione. La vedo come una gelosia. Ma la gelosia di un figlio non sempre è indice di immaturità e/o infondata.

    Una persona a me molto cara mi ha descritto la sua vita in un contesto familiare dove ci si sente sempre secondi rispetto ad un altro figlio, non amati davvero, non apprezzati, non stimati. Sono vissuti che possono creare aggressività, distruggono l’autostima..

  6. 6
    toroseduto -

    Ciao Maria.
    Ho due figlie quasi coetanee delle tue :26 e 33. Penso che quello che è capitato sia un malessere che viene da molto lontano.
    Noi genitori cominciamo a sbagliare fin da quando sono piccole. Si tende sempre a “proteggere” la più piccola. E questo modo di fare si fa fatica a scrollarselo di dosso, anche quando diventano adulte.

    La piccola, cresce con la convinzione di essere messa spesso da parte,di non avere la stessa considerazione che i genitori hanno per la più grande.

    Purtroppo è vero. 7 anni di differenza non sono pochi. Io non sono mai riuscito a trattarle alla stessa maniera. Di nascosto, naturalmente. Trattavo lo stesso argomento in modo adeguato all’una e all’altra.
    Anche perché hanno due indole diverse, la prima è molto matura e pragmatica, la seconda gioca ancora coi vampiri e il signore degli anelli.

    Non ti so suggerire niente, ritengo che queste cose vanno equilibrate fin dall’ infanzia. Un caso simile al tuo capitò anche a me, proprio con la zia. La più grande si sentì offesa, ha chiuso ogni rapporto con lei, ma non ha mai preteso che avremmo dovuto farlo anche noi.

    Quindi… se fosse matura tua figlia dovrebbe avere rispetto e non coinvolgere tutta la famiglia. Di più non so dirti, non conoscendo poi la gravità del litigio… anche se a questo punto è irrilevante. Buona Fortuna.

  7. 7
    Nicola -

    Mi sono trovato più volte in situazioni simili a quelle di tua figlia di 24 anni, in genere tendevo a dimenticare un torto subito o a ignorare lo spirito di solidarietà/indifferenza che si instaura tra le persone. MA UNA VOLTA NO! non ho proprio ceduto a costo di isolarmi e/o inimicarsi il resto del pianeta.
    Tramite questa mia esperienza forse potrei esservi di aiuto.

    Ti consiglio di scendere bene nei dettagli del problema e soprattutto di non schierarti mai aperatemente e per principio.
    Noi italiani abbiamo questa curiosa reputazione nel mondo, riguardo ai repentini compromessi con “i vincenti”, a torto o a ragione. Se tua figlia percepisce che il vostro è solo un catalogare gli individui in virtù della loro posizione sociale e dei vantaggi che potreste ricavarne, bhe.. capirete da soli che il rapporto affettivo non avrà più motivo di essere.
    Viceversa se il problema è noto a tutti nei minimi particolari e ritenete che la figlia abbia avuto reazioni quanto meno esagerate, allora continuate a frequentare e sostenere quella che vi sembra la posizione più moderata (attenzione a non parlare di maturità..)cercando il più possibile di fargli cambiare idea in modo amorevole. Sarà poi lei a dover rivedere le sue posizioni in funzione dello stato di auto-isolamento in cui va incontro (la famiglia di tuo fratello avrà centinaia di conoscenti e amici..)

    Nel mio caso purtroppo il riappacificamento è stato vanificato dalla impossibilità di trovare una evoluzione alla vicenda, molte ex amicizie non sono state ripristinate perchè nessuno aveva più interesse nel contare sull’altro e il confronto sarebbe scaduto nel misero “parlarsi addosso” senza che potesse riservare alcuna utilità per il futuro.
    Ci sono state difficoltà oggettive nel dimostrare le proprie ragioni e, cosa assai importante, non si riusciva a rimediare al male che continuava a diffondere tra la gente nonostante i possibili chiarimenti, come una goccia d’olio che cade nell’acqua..

  8. 8
    Stefano -

    IL VASO TRABOCCA MA POI VIE RIEMPITO DOPO LA QUIETE

    Ebbene…un consiglio piccolo ma prezioso, quando un bambino nasce, cresce, cammina, parla, ebbene si, dopo, nella fase evolutiva di imprinting e nel mentre il piccolo o piccola acquisisce insieme ai traumi infantili l’approssimazione alla figura genitoriale, un aiuto, ti consiglio di diffidare da venditori di fumo, con sedute psichiatriche, aiuti sanitari, o di fonte anonimata di enti pubblici, perchè su tutto puoi scherzare non sulla vita.

    Quindi, ogni trauma postuma prosegue la rimarcazione e distingue la figura presa in esame, quindi non può che fare bene, le stupide oggi si lamentano dell’ennesima delusione, quanto li separa da quel che li manca? Questo varco tanto atteso, tanto aperto, direi sia proprio l’ora di raccoglimento, di custodire in risorsa lo spazio acquisito..

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