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Inquinamento e salute ILVA non tutela

Vi e’ una polemica forte tra ambientalisti ed operai della valle tanto felici in Valle Camonica della riapertura delle fabbriche,in merito all’inquinamento ed ai tumori provocati a Taranto dal complesso siderurgico, l’aria del mare non ha spazzato l’aria delle sostanze tossiche prodotte dalle fusioni dell’acciaio, ne credo le pinete della Val Camonica assorbano od abbiano assorbito i fumi del passato, vedi Tassara, o delle ferriere comprese quelle della Val Grigna.Solo mancanza di informazione ed omerta’ piu’ che al sud coperta dalle amministrazioni clientelari valligiane ha permesso questo,e quando qualcuno vi ci si opponeva anche nelle istituzioni il potere centrale catto demo cristiano aiutava non certo gli onesti preoccupati per l’acqua rossa nelle tubazioni di casa come a Berzo inferiore..fate un giro nei cimiteri.quanti giovani camuni…cancro male della ferriera tanto come le sigarette!! Ma sempre si e’ guardato al lavoro non alla salute con questa mala educazione abbiamo creato i fiduciari dell’ilva esportati dalla Val Caminica a Taranto, e dicono che sono i meridionali senza scrupoli, li abbiamo nelle nostre famiglie del nord,nella nostra onesta valle,creiamo dei mostri che vedono solo fonte di guadagno,esponenti che sono passati da rappresentanti di Cdf come nella SEI di Malegno alla gestione di impianti a Taranto inquinanti senza misure di prevenzione anzi incassando dai 100 ai 250 mila euro annui per controllare che tutto procedesse secondo padron Riva ,i soldi i Riva li han presi per bonificare,poi riporto le conclusioni sul Rebaioli ed i fiduciari di Riva riportate nel concedere loro i domiciliari..” Al contrario, per gli altri indagati, si profila “con solidità e concretezza, il pericolo che, lasciati in libertà, reiterino analoghi fatti delittuosi”. Il rischio di recidiva resta malgrado abbiano smesso di collaborare con l’Ilva, poichè, è la tesi del riesame, potrebbero svolgere la loro attività lavorativa in altre realtà industriali e “reiterare analoghe fattispecie delittuose, avendo dimostrato totale indifferenza rispetto alla legge”.
Il cosiddetto “governo ombra” è stato definito spesso “occulto”, pur essendo noto a dipendenti e sindacalisti (alcuni dei quali lamentavano vessazioni). Una definizione che il riesame ritiene corretta, malgrado le argomentazioni dei difensori (“la presenza dei fiduciari era nota a tutti”) in considerazione della “natura meramente fittizia del rapporto contrattuale” il cui fine era quello di “dissimulare la reale finalità della loro presenza nel siderurgico, ossia sovrintendere alla gestione dello stabilimento, impartire le disposizioni da adottare al suo interno, verificare che la condotta dei dipendenti fosse conforme alle logiche aziendali”. I fiduciari indagati, è la conclusione dei giudici, “erano i veri responsabili, verso la proprietà, della conduzione degli impianti”.

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