Innamorato perso della mia “amante” che sto per perdere
di
innamorato perso
Riferimento alla lettera:
Lettera un po’ prolissa, ma è necessario per far capire a voi e per non essere giudicato quale “il solito marpione” ……… Io oggi 42 anni, lei 28. Io sono un uomo sposato da 18 anni e con una figlia di 14, lei invece da sola. Tutto accade circa 4...
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Categorie: - Amore
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Altea,
grazie per la risposta.
credo sia meglio per te allontanarti da quest’uomo. a volte, avendo riportato analoghe ferite, ci si illude di potersi meglio comprendere e aiutare a vicenda ma quasi mai funziona così.
bisognerebbe che almeno uno dei due potesse contare su una psiche non troppo massacrata e fosse molto più forte della media.
ti sono vicina, non potendo fare di più.
un grande abbraccio.
grazie mille, rossana.
penso che per quanto fragile, a fronte delle esperienze che ho vissuto e risanato, io sia più forte della media.
se dovessi decidere di fare basta (e sono su quella strada), non è per debolezza, bensì per quello che sto tentando di costruire con la forza: benessere, equilibrio, soddisfazione e felicità, dei quali riconosco il valore forse più di altre persone.
qualunque cosa accada tra lui e sua moglie, gli deve essere ben chiaro che o mi rispetta o mi rispetta. con o senza traumi infantili, perché ne ho piene le scatole di dover raccogliere gli uomini che mi amano, con il cucchiaino.
spero che qualsiasi donna di questo mondo e me compresa, lotteremo sempre per essere rispettate. perché è il rispetto che aumenta la sensibilità, e la sensibilità aiuta a proteggere donne, uomini e bambini.
un abbraccio
Altea,
concordo in tutto e per tutto con il tuo ultimo post.
sei una donna in gamba e meriti quanto desideri.
in bocca al lupo!
” è il rispetto che aumenta la sensibilità, e la sensibilità aiuta a proteggere donne, uomini e bambini.”
Sono assolutamente d’ accordo con te Altea !! le persone (ma sopratutto le donne) che vengono costantemente umiliate, annicchilite, non considerate, denigrate, emarginate, usate, svilite e sminuite nel loro essere, tenderanno a diventare sempre più dure e incattivite verso gli altri, E’ NORMALE. Dobbiamo avere la forza di farci valere e di emergere come individui con una loro dignità, anche a costo di picchiare i pugni, perchè ne va del nostro equilibrio e del nostro destino ! La società ha deciso che la donna dev’essere solo un oggetto da usare e gettare via, SIAMO NOI DONNE che dobbiamo opporci a tutto questo. Mi dispiace per la tua triste storia e mi dispiace anche per quella del tuo uomo. ma questo non lo autorizza a trattarti male, a maggior ragione perchè anche tu come lui sei una VITTIMA.
in bocca al lupo e coraggio ! ti abbraccio. m.g.
Altea. Ho aspettato un po’ ad intervenire ma la lettura dei tuoi ultimi post, specie il 194, mi ha tolto ogni dubbio sul tuo caso. Se tutte le persone che hanno subito maltrattamenti, abusi, violenze e scarso affetto reagissero nella maniera che hai descritto del tuo “amore”, il mondo sarebbe un lazzaretto di psicotici. Più di quanto non lo sia per altri motivi.
È una persona gravemente immatura che si rifugia nell’ “amore” delle crocerossine come te, e sono certo che la sua immagine “ufficiale” che hai descritto sia una continua recita, come quella che tiene in casa sua. Questi “casi” hanno esattamente bisogno del contrario di quello che gli dai tu, per tentare di trovare un equilibrio.
Tu non hai compreso, presa come sei da questo tuo ” bimbo” bisognoso di coccole, che per lui sei come l’eroina per un drogato, non “la donna”. Quella la tiene a casa, e comunque non ama neppure lei, e’ evidente. Chi è combinato così NON È IN GRADO DI AMARE, al limite di essere amato, ma non come un bambino, quando si hanno 40 anni o giù di li. Sono problemi che deve risolvere da se’, con l’aiuto di uno specialità, ma bravo veramente, e sia detto senza l’ironia che di solito si applica a questa frase.
Fintanto si potrà “ricoverare” tra le tue braccia non uscirà mai dal suo labirinto. E neanche tu dal tuo, perché quando dici che sei stufa di raccogliere i tuoi ” …uomini col cucchiaino” e come se mi avessi mostrato una “radiografia” di che tipo di empatia ti spinge verso “quegli” uomini. E che conosco ” troppo bene”.
” … So che qualcosa di buono in lui ed è quello che me lo fa amare”. Ecco questa frase dovrebbe essere il motto delle crocerossine.
Altea, il buono di un uomo non è la sensazione della tenerezza che fa al tuo istinto materno.
Il buono di un uomo e’ un uomo che sa quello che vuole e non usa le donne come fossero “mammelle”, quello lo fanno i bambini.
E anche tu, mi sembri grande per giocare coi bambolotti.
grazie per le risposte.
golem, hai scritto solo delle verità. sei stato giusto con me e ti ringrazio.
sì, sono una crocerossina che cerca di aiutare le persone perché vorrei che nessuno stesse male come ci sono già stata io.
uomini: non sono attirata da “loro”. li attiro e basta per il motivo di cui sopra e per l’empatia che trasmetto loro.
io di lui amavo il carattere e ammiravo la sua professionalità. quei deliri notturni certo che no. a saperlo prima, magari. ma mi sono innamorata dell’uomo di giorno, non di quello di notte. chi lo avrebbe immaginato poi.
so che mi usa per i suoi scopi perché è malato. so che deve andare da uno bravo perché 39 anni o giù di lì sono lunghi.
per me un buon uomo è una persona buona e basta. non è questione di istinto materno. se voglio bene, voglio bene e basta. se mi innamoro, mi innamoro e basta. era sbagliato fin dall’inizio e va bene. esperienze di vita.
so di essere la sua droga e so che la moglie è la “donna”, mentre io valgo zero x lui. e proprio perché sono una droga e valgo zero, mi sono concessa il lusso di dirgli di stare lontano perché la droga e lo zero non hanno voglia di dirlo a sua moglie. come previsto, tempi di sparizione: da record. e va bene così.
spero che resti dove sta.
Altea, il fatto che tu riconosca in te questa FREQUENTISSIMA caratteristica, è già molto. C’è chi passa la vita a “curare” gli altri senza riuscirci. Non per mancanza di capacità e di amore, ma per la mancanza del “malato”, che non vuole guarire fintanto trova chi lo fa sentire “l’unica vittima di questo mondo”, stanne certa. Poi a un certo punto i samaritani si accogono che la vita è passata inutilmente e si chiedono perchè.
Solo un ultimo dettaglio. Tu scrivi: “la vita è molto più complessa per ridurla a matrimonio-noia-amante-tr… stronzo”.
Temo che pensare che ci sia molto di più sia una romantica speranza, un auspicio che tutti vorremmo si realizzasse ma che quasi mai si verifica, perchè la vita invece è proprio come temi, e la possibilità di viverla REALMENTE è quella di accettare questa “insensatezza” e arrivare a stare insieme e volersi bene anche annoiandosi in due.
Consigliagli vivamente uno bravo, perchè 39 anni cominciano a essere tanti per la terapia psicanalitica. Ma soprattutto, comincia a dedicare tutte quelle energie a te stessa, e vedrai come ti sorriderà la vita.
Altea, lo sai bene: non resterà lì, come speri(?). Si farà risentire e ti cercherà, e tu non sarai in grado di resistere, temo. Sappimi dire se succede, ma conosco bene queste dinamiche per sbagliare.
Scusa la franchezza, ma sarei un ipocrita nel limitarmi a consolare te allo stesso modo “inutile” (tuo malgrado) di come tu consoli lui, quando invece devi renderti conto che nonostante la tua passione e l’intensità delle “sensazioni” che provi, tutto quello che ne nasce con uomini così combinati non è amore Altea, sono “pezze calde”, per lui e per te.
Lui NON HA IL CORAGGIO di affrontare i suoi fantasmi, che invece hanno bisogno di essere combattuti in prima persona, non delegando a te, a sua moglie e a tutti quelli che lo coccolano solo perchè in fondo è “buono”. Non è quello il modo di aiutarlo.
Altea, con una “potenza” sentimentale come la tua, se trovassi un uomo normalmente equilibrato, e che RICAMBI dando quanto prende, ne faresti la persona più felice della Terra e lo saresti anche tu. E se tutti stessimo meglio, ah, come sarebbe bello il mondo. Invece amiamo le romatiche pene.
Non sprecare l’occasione e comincia a volere bene a te stessa, non devi espiare nessuna colpa martoriandoti in quel modo. Caso mai cerca di capire anche tu perchè attrai questi casi umani. Quel tuo senso di colpa cui ho fatto cenno, mi dice qualcosa del tuo lontano passato affettivo.
Ciao
Altea,
spero anch’io che resti dove sta. e quasi certamente così sarà, perchè è un uomo malato, che cerca di reggersi a spese di altri, quasi certamente incapace d’amare.
concordo in particolare su: “per me un buon uomo è una persona buona e basta.” ma anche su “era sbagliato fin dall’inizio e va bene. esperienze di vita.”
il prezzo per te è stato meno alto che per altre, forse perchè consapevole delle tue scelte. inoltre, tu eri la più forte, pur essendo nel contempo la vittima.
guarda avanti e cerca di dimenticare quanto ti è parso di poter avere da lui.
cari saluti.
PS: se ti va, mi dici quanti anni hai?
io ho 24 anni e so precisamente perché l’ho fatto, perché è iniziata. sapevo ci sarebbe stata una fine resto dell’idea che l’amore (x quanto io ancora non lo conosca) sia inevitabile con o senza di lui.
so perché attiro casi umani: perché amo le persone, mi piace ascoltarle e capirle e valorizzarle vedendo il positivo.
per me ci sto lavorando.
golem, non posso cbe darti ragione e le tue parole sono giuste.
so come usare la psicologia inversa e l’ho usata con lui. ricattarlo in questo modo (x quanto non sia da me) è stato necessario. niente spaventa di più a uno che scarica le sue responsabilità, prendersele. il mio “svantaggio” di essere l’amante che sopporta, sapevo fin da principio che sarebbe stato il mio punto di forza.
sulla questione della semplificazione, intendevo che io “uomini sposati mai”, mi ci sono trovata e non sono una tro... mi spiace x lui, x le mogli che lo pensano, ma io mi ci sono ritrovata. in un momento in cui sapevo di avere bisogno di questo, per ragioni mie.
lo rifarei? sì. continuerei? no.
golem, mi rifaccio alle tue parole ringraziando comunque gli altri,
amo la realtà e la verità. volevo vivere questa esperienza per imparare qualcosa di più di me. e forse hai ragione, sono pronta x il mio benessere e per rendere meravigliosa la vita di un’altra persona. tuttavia ho ancora bisogno di tempo per bilanciare il mio cuore. so che ci riuscirò e non ho dubbi.
x il resto, sono comunque soddisfatta.
certo la speranza di fondo di “sbagliarmi”, c’è sempre stata. ma non sbaglio mai con l’intuito e mi sto abituando a deludere la mia speranza, utilizzandola per altro, per alimentare la mia autostima 🙂 grazie per il supporto
ci vorrà tempo ma ce la farò.
Altea,
“mi ci sono ritrovata. in un momento in cui sapevo di avere bisogno di questo, per ragioni mie.” – non hai idea di quanto ti comprenda.
“lo rifarei? sì. continuerei? no.” – questo potrebbe valere in un certo contesto anche per me. perché rimpiangere quello che si fa o si è fatto, indipendentemente dalla ragione personale per cui si è scelto di farlo.
“volevo vivere questa esperienza per imparare qualcosa di più di me.” – consapevolmente o inconsapevolmente si cerca di mettere a segno quello di cui si ha bisogno, per completarsi o anche soltanto per conoscersi più a fondo.
sei una giovanissima donna forte e responsabile, quasi più per gli altri che per te. andrà tutto bene. l’intuito ti porterà dove più bello e più ricco sarà il tuo futuro!
un abbraccio.
è tornato. anche stasera. strano, eh?
mi sembra un idiota e non capisco come riesca a continuare con queste pagliacciate. è tornato supplicandomi di perdonarlo. stupida io che non.l’ho ignorato e gli risposto ai messaggi. ma la tentazione era troppo forte. se solo non conoscessi il male della bestia! sarei forse di quelle amanti felici, ignare nella loro ignoranza e forse mi succederebbero meno guai perché sarebbe la normalità.
ormai si sta abituando al fatto che a sua moglie non dirò niente. ma il mio muro è sempre più alto.
non rimpiango quello che ho fatto. lui mi è servito per mettere un punto a due anni di vita single passati ad aspettare il principe azzurro. non sarei stata nemmeno pronta se fosse arrivato.
ma avevo bisogno di una scossa forte che segnasse un punto di non ritorno nel passato. e volevo conoscermi. vedere se mai sarei potuta andare contro i miei principii, ma no. non riesco. il mio io-morale è più forte.
gli ho detto che deve farsi curare. e stasera ho scoperto x caso che il nick che ho scelto tanto x scrivere un nome, significa “colei che cura”. mah.
coincidenze della vita.
spero di lasciarmi presto questa storia alle spalle perchè ho già visto che mi ha inchiodato la vita. non sono una persona buona, so essere spietata anche io (purtroppo, quando i miei sentimenti e la sessualità si intrecciano), ma sto provando a migliorare.
ancora mi riesce impossibile che certuni non vivano per migliorare se stessi e non si accorgano della propria anima e della propria coscienza. tuttavia penso di sbagliare ad avere troppe aspettative. vorrei solo che…sì, il mondo fosse più buono. abbassare le armi, per una volta.
d’altra parte se l’istinto mi ha portata sin qui, allora significa che la strada è giusta. e allora…allora va bene così.
scusate le considerazioni…non so perchè le abbia scritte…ma vorrei dirvi solo che il fatto che voi siate qui, in questo momento, a prendervi cura dei problemi degli altri, è dolce.
Mah. C’è qualcosa di strano in questa storia.
cioè?
Non saprei spiegarlo, ma per come la racconti, molto bene tra l’altro, ha la qualità di una vicenda romanzata. Altea poi, di cui conoscevo l’etimologia, sembra più di una coincidenza considerata questa tua vocazione a salvare le anime perse.
In ogni caso, quello che prevedevo si è ferificato: lui si è ripresentato e tu gli hai dato spazio. È un gioco delle parti dove nessuno dei due ha un vero interesse per l’altro se non perché funzionale a mettere in risalto la propria figura di vittima o di salvatrice. Quante sono le relazioni come queste che per l’emotività che le caratterizza vengono confuse con grandi amori, quando sono solo l’accoppiamento grandi egoismi? Tante. Tantissime, e le più famose sono romanzi.
Uno di questi, anzi una trilogia, l’ho citato mille volte su questo forum, dopo un successo planetario da 100 milioni di copie, e i personaggi sono la vista fotocopia: “50 sfummature di grigio”, proseguita con le sfumature di rosso e di nero. Un’altra coincidenza.
Facci sapere come continua la vicenda. Ciao.
Altea,
era quasi inevitabile che tornasse. tuttavia, se sai quello che desideri, anche con fatica lo realizzerai.
non ti scoraggiare se inizialmente cedi alla tentazione di relazionarti con lui. anche il lasciare richiede i suoi tempi.
buona giornata!
se non fosse che sono capitata su questo forum, dopo averne già scritto un mese fa in un altro, forse la penserei come te, golem. ma purtroppo è la verità. mi ha ricontattata ieri via whatsapp e boh. continua a restare arroccato dietro uno schermo. nemmeno una telefonata.
sebbene io scriva da ancora prima di aver imparato le lettere dell’alfabeto, non sono mai riuscita a scrivere un libro. neanche minimo. solo il mio diario. ma pace. si vede che eccellerò in altro.
errore mio a rispondergli, ripeto.
ormai è più il tempo che mi incazzo e faccio gli incubi la notte, e vivo di gastrite e nervoso, che il tempo che trascorro tranquilla. non nego che mi faccia piacere vederlo in astinenza da me, ma poi è tutto così miserabile e schifoso!
almeno di giorno, col fatto che lavora, si tiene impegnato. ma dalle 19 di sera alle 23, è il cinema. salvo w-end. il w-end torna dalla prole e dalla moglie.
non voglio andare oltre a descrivere i suoi usi, poi mi dareste della pazza e mitomane, ma sono stanca.
oggi almeno è stata una bella giornata e mi sono dedicata allo sport. devo rimettere a posto la mia vita in qualche modo. leggere le vostre parole lo faccio di continuo, per restare coi piedi per terra…ma ogni tanto mi chiedo perchè, con tutti i sacrifici che sto facendo x realizzare i miei sogni (studio, lavoro e sport) io non possa incontrare una persona come me. solo per me. normale. e gentile. boh. BOH.
grazie ancora x le parole, golem e rossana. ah. altea è capitato x caso. è una vita che mi scelgo soprannomi pur di non farmi chiamare col mio nome. stavolta è capitato questo x caso. mi girava in testa. non so perché.
Cara Altea, leggere le tue parole hanno risvegliato i miei fantasmi. Come disse qualcuno la verità è una questione di circostanze, e quindi solo tu capisci ciò che ti succede. Anch’io ho vissuto un esperienza simile, una relazione complicata come non lo dovrebbero essere, e ne sono uscito distrutto. Non è facile stare con persone che hanno subito violenze, e alle volte, ci sentiamo quasi in colpa perché dopotutto… Sono loro le vittime. Cercano di continuo di scappare o di trascendere il loro vissuto, e tu di continuo trascinato in un mondo o in un altro. La cosa certa è che se non lavorano su se stessi, se non intraprendono un viaggio per cercare di accettare come reale quello che è successo, non riusciranno mai a vivere con serenità. Alla fine la vita non è proprio così? Un equilibrio sopra la pazzia? Alla prima occasione, e non di certo perché sono persone cattive, ti gettano addosso una tale rabbia da lasciarti completamente senza parole. E’ come se volessero restituire tutto il dolore subito… Così… Proprio sulla persona che amano! Anzi forse proprio per quello ancor di più! Dal giorno che mi successe fu tutto difficile e non posso di certo dire di essere una persona migliore… E nemmeno posso incolpare… Incolparmi… Tuttora continuo a chiedermi il perché, a trovare una logica, o un qualsivoglia collegamento metafisico… Per una volta, forse l’unica, non sono riuscito a chiudere il cerchio! In bocca al lupo…
te lo dico perché in passato, e tutt’ora in certi momenti, ho fatto ad altri quello che hai passato tu. perché anche io sono stata abusata.
è esatto tutto quello che hai scritto.
sul doverci risolvere da soli.
distruggiamo perché conosciamo solo quel dolore lì. perché la felicità e l’amore che proviene da altri, ci inquieta. ripetiamo lo schema di distruzione. vorremmo arrenderci all’amore ma abbiamo paura di essere prese in giro. non ci fidiamo. attacchiamo un indifeso innamorato di noi, come a vendicarci dei torti subiti. voi siete il mezzo della vendetta. in passato ho cercato reazioni violente da uomini calmi, pur di vedere coi miei occhi fino a dove si sarebbero spinti con la rabbia. se mi avrebbero poi picchiata. vedere la violenza è ripercorrere la stessa strada certa della violenza, di ciò che conosciamo. diamo amore e facciamo le fusa, ma siamo convinte di non meritare amore. l’amore diventa un’appendice invadente. e col tempo la battaglia è farsi mollare e innescare altro dolore. è una guerra. un circolo vizioso. una stampante di banconote nere. e paradossalmente è l’unico mezzo per sentirci vive. è come un’espiazione.
in passato ero questo. questo che fa parte di me, nel momento in cui ci ripenso. mi sono risolta. ma ora evito semplicemente, relazioni che si spingano oltre…troppo oltre con i sentimenti. e resto spietatamente lucida e razionale. salvo rari momenti in cui ho imparato a farmi coccolare (dall’uomo sbagliato, poi). non so dirti…forse sono convinta di essere qualcosa che non sono più. forse tra un po’ qualcuno mi amerà e gli darò una relazione normale. ma nel sesso di oggi e nell’amore di due anni fa, io sono ed ero questo.
ma non è colpa di chi ci ama. questo no. sono solo schemi “confortevoli” da ripetere all’infinito. schemi di violenza per rivivere, espiare e sentirci al sicuro. perché la fiducia e l’amore, non li conosciamo. non fanno parte della nostra storia. il dolore lo conosciamo a memoria invece…
di dolore potrei scriverne per ore, ma spero ti sia chiaro il loop infinito del nostro cervello.
forse non per tutti è così…per me lo…era. è. così. già. ma voi non avete colpa.
Towoit, Altea,
purtroppo per me, conosco, NON certo bene come voi, l’argomento atroce di cui avete scritto nel post 217 e 218. sensazioni che nemmeno si possono capire, se non si sono provate almeno in parte, in modo diretto o indiretto.
sopravvivere emotivamente a certi traumi e vivere l’amore dopo di essi, sono imprese titaniche, per alcuni persino del tutto impossibili. ed è lì e in altri casi di gravi ferite interiori che la vita non può essere semplificata. non tutto quello che appare di una persona è quello che è e prova. né è tenuta a mettere in chiaro quanto ha di più intimo.
“schemi di violenza per rivivere, espiare e sentirci al sicuro. perché la fiducia e l’amore, non li conosciamo. non fanno parte della nostra storia. il dolore lo conosciamo a memoria invece…” – accolgo queste parole e non ne aggiungo altre.
un abbraccio a tutti e due!
Mi dispiace Altea… Non volevo essere duro o apparire una vittima. Non è facile per nessuno e questa è l’unica cosa sicura. Non so spiegarlo dal punto di vista psicologico ma la cosa certa è che alcune azioni creano un meccanismo, un innesco, un qualcosa che da quel momento ci rende schiavi. Schiavi della paura. Un gesto di un minuto può segnarci la vita. Ho riflettuto a lungo sulla violenza sessuale. Credo forse la più dura delle violenze. E’ assurdo come lo stesso gesto di massima espressione di amore possa, cambiando modalità, essere il peggiore degli incubi. Ho letto, mi sono documentato, sono andato in prima persona da psicologi. La verità è che costa fatica, tanta fatica, anche solo parlarne. Figuriamoci percorrere un cammino che implichi il dover rivivere la storia. Forse quella donna che di certo amo ancora, un giorno troverà la forza, e troverà un equilibrio. Smetterà di cercare surrogati della felicità. E saprà ancora sorridere. So che tutto questo è stato per proteggermi, per dirmi: “hey sono un po’ strana ma il motivo c’è!”. Non pensate di meritare amore e per questo più amate e più odiate… Ma comunque e sempre… Per me voi siete… Indaco… Il vostro vivere non è normale ma più lento e profondo e intenso. Uno scopo c’è. Non ho chiuso il cerchio… Per ora. Un abbraccio.
NB. Grazie anche a Rossana per la dolcezza
…ciao towoit. è bello quello che hai scritto ed è meraviglioso che tu abbia cercato delle risposte per aiutare questa persona.
non so cosa dirti onestamente…se mi chiedessero “come vorresti che un uomo riuscisse ad approcciare questo – problema?”…io non saprei rispondere. in passato…pensavo “come se conoscesse il rispetto per le cose fragili” ma ora non mi sento più tanto fragile…
dopo questa storia, questa storia malata, l’ultima che ho vissuto, i mostri sono tornati tutti nella testa. sono due volte che esco con degli amici e due volte che mi pigliano gli attacchi d’ansia. non riesco a liberarmi di lui e dell’orrore che è riuscito a farmi rivivere. non la smette di scrivermi e di rovinarmi la testa con la sua “innocua presenza” (peraltro passa sempre più spesso in ufficio e mi sento delle ondate di ansia che mi assalgono). non riesco a reagire. fingo di stare bene ma nessuno dei miei amici (anche quelli che non vedo più da tanto tempo) se la bevono. mi sento sempre peggio e con la coscienza e la testa sporca.
ho sbagliato e me la sono cercata. ho rivissuto più o meno consciamente la m*rda che ho vissuto in passato…e…stavolta è troppo.
non si guarisce mai da questa roba, anche quando il passato è passato. o forse il passato diventa presente ogni volta che si ricercano di nuovo, più o meno volutamente, queste cose.
non lo so. arrivo a sera e sono annientata. una parte di me non riesce a concepire queste reazioni perché mi sento forte…ma poi il corpo reagisce in un altro modo. è un casino. non lo so.
forse un giorno…
stavolta è chiaro che ho bisogno di aiuto. aiuto di una persona più forte di me.
eppure non riesco a parlarne a voce…perché anche chi ha conosciuto il lato fragile di me…dà per scontato che ce la farò lo stesso. invece voglio liberarmi di questo uomo e mi sento in colpa a pensare di coinvolgere qualcun altro per colpa mia. mi vergogno di quello che ho fatto. davvero.
Towoit,
“Ho riflettuto a lungo sulla violenza sessuale. Credo forse la più dura delle violenze.” – toglierei il forse. per il poco/tanto che ne so, credo non ci sia niente di peggio, perchè demolisce o danneggia fortemente il nucleo vitale di una persona, ponendola in eterno conflitto con se stessa e con il mondo.
“La verità è che costa fatica, tanta fatica, anche solo parlarne. Figuriamoci percorrere un cammino che implichi il dover rivivere la storia.” – proprio per questo ritengo siano in pochi a volerlo/poterlo fare, a meno che non costretti da uno star male talmente forte, continuo e pervasivo da non ammettere alternative.
mi sembra di riconoscere in te un nick, amante della musica, con cui ho scambiato mail private. se è così, scusami per non essermi più fatta viva. conosci le ragioni del mio frequente sfuggire a me stessa.
un abbraccio.
Altea,
“con la coscienza e la testa sporca” – tutto meno questo: NON sei tu avere coscienza e testa sporca! so che è un conflitto fra emozione e ragione ma, secondo me, dovresti fare tutto il possibile per tenerlo a bada.
“forse il passato diventa presente ogni volta che si ricercano di nuovo, più o meno volutamente, queste cose.” – a mio avviso, non è che si ricerchino ma bensì che si finisce, inconsciamente, di attrarle. è una questione di simili, che si riconoscono a pelle.
prova a spiegare a quest’uomo come ti senti e a chidergli di ridarti pace, allontanandosi. forse ti potrà capire e magari accettare la tua richiesta.
per il resto, sai bene ormai che le forze più vere sono in te. cerca, se vuoi, un supporto psicologico ma soprattutto raccogliti e fai di tutto per allontanare i ricordi, quelli lontani e quelli più recenti. ci vorrà un po’ di tempo ma ce la potrai fare, così come prima eri riuscita a ritrovare un tuo equilibrio, forte e abbastanza stabile. la strada è la stessa, e già la conosci.
i mostri che ci portiamo dentro non si possono sfuggire: se devono per forza affrontare. so che le parole servono quasi sempre a poco o niente, soprattutto quando più atroci sono le pene da alleviare. purtroppo, anche se vorrei tanto, non posso fare di più.
un abbraccio forte forte.
se lui non fosse esistito…io non sarei stata così. perché la terapia del ricordo e della rielaborazione e il dolore di cui parli, l’ho vissuta tutta senza aiuti. e ne ero uscita.
non ho cercato lui come pazzo. ma quando mi sono resa conto di quello che è…era troppo tardi. perché credevo di amarlo…e fino a venerdì scorso pensavo di…riuscire a sopportare questa situazione. gestirla.
finirci a letto e…uno schifo del genere. pensavo non sarebbe successo.
mi sento sporca e mi vergogno di quello che ho fatto perché pensavo di essere diventata più furba. mi faccio schifo perché da me non me lo aspettavo. perché dovevo scappare via prima.
prima che lui diventasse un animale. bastava finirla quando ho visto le prime avvisaglie. invece sono rimasta. e questo fa molto schifo. vorrei che mi lasciasse in pace. almeno questo. perché nausea e attacchi d’ansia, ci metteranno di più ad andarsene. ma lui continua ad essere presente. e gliel’ho detto di smetterla ma dice che non riesce a stare senza di me. so che è dipendente….ma io così non ci vivo. perché non so se prima o poi darà di matto.
vorrei solo che morisse. ma ce l’ho con me più che con lui.
scusate se vi ho tediato con questa storia. mi dispiace. è un vero schifo. e continuare a parlarne non cambierà la situazione. grazie x il supporto…
un abbraccio rossana.
sei una donna veramente di cuore.
Altea, permettimi di intervenire nella tua vicenda, riconoscendo nella tua storia alcuni aspetti del “cupio dissolvi” che ha caratterizzato la storia di una persona a me cara e quella di decine di donne di cui leggo le vicende su queste pagine da quasi tre anni. Tu scrivi: “mi sento sempre peggio e con la coscienza e la testa sporca”. E’il conflitto tra il bisogno di percorrere certi alterati “sentieri” del tuo IO e la coscienza, che mostra lo spreco di risorse, energie e tempo, attraverso il “loop” che le condizioni di cui sopra impongono alla tua azione.
Non voglio affrontare l’aspetto psicologico di quelle situazioni e come esse si siano venute a creare. Ti ribadisco solo l’esempio che ho portato qualche tempo fa in merito a come giudico la tua relazione con quest’uomo: tossica.
E come una tossicodipendente in cerca di una soluzione disintossicante ti devi comportare.
Hai gli stessi sintomi di chi si trova in uno stato di “astinenza” quando parli di quell’individuo, tossico di te a sua volta.
Dirti di starne lontana è altrettanto inutile che dire la stessa cosa ad un eroinomane. Che mentre sta male, con la testa pensa a come procurarsi la dose quotidiana, che dopo la “botta” che lo calmerà ripiomberà nell’ansia e nell’angoscia che gli fa pagare la schiavitù che gli impone il suo “vizio”.
Non so se stai o hai mai seguito un percorso psicoterapeutico, ma dovresti farlo, anche in considerazione della giovane età (24?) che ti consente di prevedere dei risultati efficaci al riguardo.
Mi rendo conto che tutte le assicurazioni che chiunque potrebbe darti, io per primo, sulla tua intelligenza e sensibilità, non servirebbero a farti riconciliare con “quella cattiva persona” che il trauma che hai subito paradossalmente ti fa percepire di te stessa. Ma è così: la vittima finisce per sentirsi “meritevole” di quel trattamento, e non ne cerca altri più costruttivi PER IL TIMORE DI TROVARE CONFERMA di questo supposto disvalore. Ecco la tua ansia e insicurezza, e il loop nel quale finisci ogni volta. Come il criceto nella ruota.
Ovviamente mi disturba moltissimo vedere persone così intelligenti sprecarsi dietro un caso umano, avendo una adorata moglie che, seppure in maniera non così estrema, ha vissuto dinamiche simili alle tue alla tua stessa età, con un personaggio bipolare come il tuo, ma per fortuna più fesso, quindi meno nocivo. Ma tra quello che “sentiva” di essere quando la conobbi a 27 anni, e dopo 6 di quella vita, e quello che è oggi con me, c’è un abisso.
Altea,
a me sembra che nella tua situazione ci sia qualcosa in più, e di maggiormente doloroso, che non in una semplice infatuazione giovanile. il tuo è un vero e proprio trauma, che traspare con violenza dalle parole e dalla modalità con cui ti esprimi, e che renderà il tuo percorso di crescita e di stabilizzazione emotiva molto più lungo e più arduo della media, con frequenti alti e bassi, con cui imparare a convivere.
se te la senti, affronta una psicoterapia. non potrebbe che esserti d’aiuto. finchè non risolverai o non appianerai il conflitto interiore, potresti continuare ad attrarre lo stesso tipo di persone o a ricadere nello stesso tipo di ingranaggi negativi.
un sincero e sentito in bocca al lupo!
sì. in terapia ci sono stata. qualche incontro x guarire dalla bulimia, 17 anni. scappata.
18 anni. qualche incontro. sull’orlo del suicidio. fluoxetina. dichiarata pronta per una terapia di gruppo (all’epoca non sapevo neanche che la bulimia fosse dovuta alla violenza sessuale di 3 anni prima, l’ho scoperto 2 anni dopo). scappata. salvata da un incontro casuale.
23 anni. qualche incontro per elaborare le violenze sessuali, per sentirmi dire che potevo farcela da sola.
in realtà, ce l’ho fatta da sola. dagli albori delle violenze viste e subite. anche i dottori, che mi hanno visto sempre lucida e consapevole, non sapevano da dove iniziare con me. una mia cara amica è psichiatra e mi ha detto che ho fatto un ottimo lavoro e che un dottore, visto ciò che ho fatto, non avrebbe potuto inserirsi nel mio equilibrio mentale, perché il mio metodo di ragionamento è troppo rapido e binario e, a meno di non essere uno bravo, non c’era speranza di un miglioramento in terapia. se non per controllare periodicamente lo stato del mio lavoro.
io nei momenti peggiori, quelli sull’orlo del suicidio, ho chiesto aiuto. ho chiesto anche aiuto preventivo (l’ultima volta a 23)…ma i dottori mi hanno sempre visto forte e intelligente (io mi sento più che altro un’idiota) e quindi guarita nel giro di una decina di incontri o senza necessità di una terapia. e mi riesce difficile che fossero tutti incompetenti. specie questa mia amica che ha un curriculum da far tremare le gambe.
questa cosa dell’essere forte è stata più che altro una condanna. ma non fa niente.
quello che dici sulla dipendenza è giusto. e mi piacerebbe tornare in quello stato in cui mi butto via per farmi del male…sicuro lo conosco meglio di tutto questo benessere. e ci sto pensando sul serio a lasciar stare questo tentativo di vita “utile”. mi è venuta bene ma mi sa che ho voluto sognare un po’ troppo. forse sono stupida. forse sono pazza. non lo so. so solo che qualcosa farò. nel bene o nel male.
grazie per esservi occupati di me. davvero, non c’è più bisogno. non è nemmeno il più importante dei casi di questo forum.
mi spiace aver condiviso queste brutture che imbruttiscono le persone con la tristezza. mi dispiace.
grazie per la vostra gentilezza. un saluto.
no, Altea,
hai fatto benissimo a esprimerti su questo tema: per iscritto e nel virtuale è più facile e dovrebbe comunque esserti di un qualche, seppur minimo, beneficio.
la forza del carattere e l’intelligenza sono doti a doppio taglio, come tutte le altre: niente è perfetto nell’essere umano.
anche nel caso di una persona che mi è molto cara una bravissima psicoterapeuta non ha potuto (o voluto) cimentarsi, né sarebbe stata accettata da chi pur ne avrebbe avuto gran bisogno. in questo ambito, più che non in tutti gli altri, la difficoltà consiste nel trovare il medico adatto, non solo alla comprensione generica del paziente ma anche alla sua forma di raziocinio e di emotività, elementi non da poco da far quadrare.
secondo me, se ne hai la possibilità economica, faresti bene a cercare qualcuno che sia disposto a iniziare con te una vera e propria psicanalisi. ci sono passata e per me è stato come rinascere. nelle grandi città esistono centri anti-violenza, che forse ti potrebbero orientare verso specialisti del settore.
da soli ci si barcamena alla meno peggio, pur essendo forti e volitivi. con il tempo si può però finire con lo sviluppare vari tipi di fobie, come ad esempio disturbi ossessivi compulsivi. meglio prendere il toro per le corna quando si è giovani, se si può. è incredibile come, quello che ci si sforza a spingere sul fondo, con tutte le proprie forze, tenda poi sempre a crearsi possibilità di sfogo alternativo, com’è stato nel tuo caso la bulimia.
questi sono per me i crimini bianchi, per i quali nessuno paga e, chi lo fa, non paga nemmeno minimamente il giusto. persino i bambini, che non sono perseguibili, possono arrecare danni che nessuno mai vedrà e ben pochi potranno comprendere.
se vuoi continuare a parlarne, a me non dispiace. altrimenti, attenendomi a quanto hai chiesto, non interverrò più sul tema.
ti sono vicinissima, con tutta la tenerezza di cui sono capace, per te e per chiunque stia patendo i tuoi stessi tormenti.
rossana, ti ringrazio molto per le parole e per il conforto.
non uscirò presto da questa situazione; tanto, ormai, la dipendenza, come dice golem, è lì.
anche oggi poi lui è venuto in ufficio. poi telefonata di due ore. lui in lacrime. io che gliene ho dette di tutti i colori e bon. siamo ancora in alto mare.
continuare a scriverne è patetico. spero la situazione si evolva. bene o male, basta che si schiodi da quest’atmosfera melodrammatica. e spero peraltro di non essere incinta, visto che la cazzata è di portata mondiale e chiuderla col botto sarebbe quasi l’epilogo perfetto e sfigato che meglio si addice a una situazione così, da manuale di sesta mano.
fortuna che dopotutto ho senso dell’umorismo ma….è uno schifo. e vabè.
Altea, più leggo delle tue vicende e più sembrano inverosimili. Anche incinta! Nel 2014!!
sì, nel 2014 ci sono ancora persone che non usano anticoncezionali per svariati motivi.
e puoi credere o no a quello che scrivo, non vedo il motivo né la necessità di dover provare ciò che affermo. anche perchè il risultato alla fine non cambia.
non penso di essere incinta, ma se la fossi, bon. vedrò sul da farsi. le probabilità sono relativamente poche, ma non si sa mai. l’ho buttata lì.
l’anticoncezionale non possono prenderlo tutte ma queste donne sono veramente poche, ci sono comunque metodi alternativi per ridurre il rischio di restare incinta, basta fare due conti e basta usare un preservativo.
Altea,
spero che non ti capiti di avere più problemi di quelli che già hai descritto.
in ogni caso, sei una donna adulta e mi sembra che te la sappia cavare meglio di altre, persino in situazioni estreme. non sei tenuta a dare spiegazioni, se non ti va di farlo.
buona serata!
cara sarah, tutto vero.
se non fosse che gli anticoncezionali “fissi” (pillola, spirale e compagnia bella), o mi hanno dato effetti collaterali sproporzionati o non ho ritenuto opportuno utilizzarli in quanto poco pratici o perché inferiori rispetto alla “resa” del preservativo.
preservativo al quale si può essere allergici (ndr,almeno i primi tempi, salvo poi adattarsi al prodotto – ed erano passati 2 anni dall’ultimo rapporto che ho avuto.)
preservativo che l’ultima volta abbiamo provato ad usare, ma ha dato fastidi sia a me (e me li sto portando dietro da una settimana) che a lui (evidentemente non abituato x cultura, col rischio di fare peggio anziché meglio).
detto questo (sì, esistono ragioni razionali al non utilizzare anticoncezionali nel 2014), non resta che praticare l’astinenza. posto che, anche nell’eventualità di essere incinta, esistono soluzioni, la cui scelta non riguarda nessuno se non la donna coinvolta o eventualmente alcune istituzioni.
vi ringrazio per l’interesse dimostrato per la mia vita intima e sessuale, è “carino” il metodo con cui certuni tirino frecciatine, sentendosi evidentemente al di sopra della media intellettuale degli utente di questo forum. azzarderei quasi sia uno strumento terapeutico per alzare la loro autostima ma consiglierei metodi e luoghi diversi.
ma vabè. buona serata.
non ho fatto alcuna frecciatina…hai provato l’anello?anche io con gli altri anticoncezionali ho avuto problemi e avevo paura a usare l’anello ma poi è stata la mia salvezza, e io lo DEVO prendere per problemi di ciclo, senza sbatto a terra!
ho provato con la pillola e mi ha demolito il corpo. dopo 2 settimane neanche mi sono fermata. dovrei prenderla ma non riesco. il mio corpo la rigetta tranne quando ho il ciclo.
anello e spirale etc. sono molto invasivi per me. perché pratico sport e non mi fido molto. inoltre è più l’astinenza che la pratica.
il preservativo è l’unica anche perché protegge da malattie sessualmente trasmissibili. ma scegliere tra un preservativo che si sfila e magari nel momento cruciale e un uomo abituato a farlo senza e a trattenersi, in quel caso ho preferito la seconda.
con i miei 2 ex, passata l’incoscienza adolescenziale del “salto”, sempre preservativo. in entrambi i casi, x abituarmi alle sostanze del preservativo, minimo 1 mese ed era un calvario.
con questo tale, che ha rappresentato l’eccezione, non voglio più farci niente, nemmeno vederlo e sentirlo.
appena possibile farò un salto dalla ginecologa e bon.
stabilito (spero) di non essere incinta, passerò all’astinenza abituale.
l’anello lo prendono molte atlete, non lo senti fidati.
scusate se mi intrometto. anche mia moglie è allergica al latex. abbiamo risolto ( avevamo, ora non servono ) usando quelli latex free. (che costano un botto)
ne terrò conto.
grazie e, a tutti, buona fortuna.
Ho letto tutto d’un fiato il tuo racconto…
ho 30 anni, provo ad immedesimarmi nella tua situazione, e ti dico che farei diversamente fossi in te…
in amore vince chi fugge..
Sei meno interessante perchè perso di lei,perchè glielo fai vedere di continuo…
s’è stancata…eri bello perchè difficile da ottenere,perchè proibito…torna ad esserlo!
vuole mesi per pensare dopo che t’ha sfasciato la vita..???
mandala a quel paese!!! hai 42 anni…sei un UOMO!
Trovate un’altra e poi un’altra ancora…
“Altea, lo sai bene: non resterà lì, come speri(?). Si farà risentire e ti cercherà, e tu non sarai in grado di resistere, temo. Sappimi dire se succede, ma conosco bene queste dinamiche per sbagliare.”
e aveva ragione. 5 mesi buttati.
L amante non ti ama altrimenti non ti avrebbe tradito con altri. E da capire perché si vuole sentire libera dai vincoli e libera di amare. Tu la ami la amavi hai chiuso speri che ti chiami.. Boh mettiti l anima in pace
Io pure ho tradito la mia amante più che altro per fargliela pagare perché non si decideva a darsi una mossa.. la amavo ma è stata più forte la rabbia e il rancore Dell amore. Adesso la amo ancora ma penso che è finito. Ci siamo fatti troppo male. E passato qlc anno da quando hai scritto la lettera, penso l avrai lasciata, se la pensi ancora e perché ti ha fatto soffrire tanto. Tutte ste zitelle che scrivono, traditore o tradito, vergognarsi o no, tutte stupide e co m orgoglio ferito. All amore non si comanda, sia che sei o no sposato/a
comodo dire che all’amore non si comanda, quelli come te lo dicono per poter fare quello che vogliono e cosa hai fatto?Hai tradito il tuo fantomatico amore.
Ma per favore! Tromba donne libere ed evita di metterti nei buoi, non ne vale la pena.
Alla passione non si comanda vorrai dire. L’amore è una scelta, non lo è la passione. E la passione è egoismo non amore.
Marco,
se hai tradito la tua amante, quasi certamente non l’amavi tanto quanto ti può essere sembrato sul momento.
ti immagino ancora molto giovane. l’amore, che non è gioco, ha le sue regole. a volte si sono imparate già molto bene in famiglia; in altri casi resta un abc tutto da cominciare, in rapporto al proprio modo di essere e alla maturità che si è in grado di raggiungere.
dai tempo al tempo, e tutto dovrebbe diventare più facile, non soltanto più chiaro!
“Alla passione non si comanda vorrai dire. L’amore è una scelta, non lo è la passione. E la passione è egoismo non amore.”
Poche, semplici e sintetiche parole per definire egregiamente il concetto sulla questione!
chi può dire che la passione non sia ANCHE amore?
l’ATTRAZIONE (struttura portante sia della sessualità che dell’emotività) non si classifica come i colori o le verdure sulle bancarelle del mercato: i fagiolini in questa cesta e le zucche nell’altra!
con il tempo la prima decresce e l’altra, SE va bene, aumenta ma… per un risultato AMOROSO appena appena decente ci dovrebbero essere entrambe fin dall’inizio. altrimenti si chiamerebbe SEMPLICEMENTE “fare sesso”, NON “fare l’amore”.
invidio di tutto cuore chi sa distinguere così bene.