Il vostro film preferito..
Riferimento alla lettera:
Ciao a tutti!..oggi vi propongo di raccontare quale sia il vostro film preferito..d'amore,comico,drammatico,d'azione,horror ecc...un film che vi e' piaciuto molto e che ne consigliate la visione..:)
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Data di pubblicazione: 18 Ottobre 2015
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Categorie: - Attualità
89 commenti
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Ary,
sono del tutto ignorante in merito ai film di fantasia. non so niente sugli Hobbit e pochissimo sui racconti che fanno parte della serie di Harry Potter…
cercherò di rimediare alla lacuna, dovuta forse all’incapacità di leggere questo tipo di storie su più livelli.
Non mi sbaglio Ari, è che non sono una femmina e ho conststato sulla mia pelle cosa c’e dietro tutta quella “poesia”, poi te lo spiego dopo il come e il perché una donna trasforma il desiderio di sesso in “amore”. Tutta fantasia altro che cavalieri e gentiluomini. Ciao
Ari, gli esperti di sociologia direbbero che tu, con la tua dichiarazione, hai messo in evidenza quello che si definisce un “epifenomeno”, cioè il risultato della strutturazione culturale di un’esigenza fisiologica, che in questo caso è il buon vecchio desiderio sessuale.
Qui si è discusso a lungo sull’argomento amore e sue interpretazioni, con alterne vicende e anche insanabili fratture che hanno fatto emergere aspetti inattesi del carattere dei partecipanti, quindi non ho intenzione di riaprire le “danze” sull’argomento, ma posso solo aggiungere che se quel fenomeno mediatico ha avuto quello strepitoso successo l’ha avuto solo nel mondo occidental-cristianizzato, e non altrove. Il che non è casuale se l’essere femmina in tutte le parti del globo non si esplicita con le stesse manifestazioni amorose. Non so se mi sono spiegato.
E’ evidente che dietro quel fenomeno vi sono archetipi interpretativi del desiderio sessuale sublimati da una certa etica è morale, che forse per oltre un millennio ha spinto il peccaminoso ma necessario sesso ad esprimersi attraverso moti dello spirito che rientrassero più nella visione onirica che non in quella reale.
Mi spiego meglio. Tu potresti giurare che una donna Inuit, Yanomami, Bantù o semplicemente mussulmana reagirebbe come te e le altre cento milioni di donne entusiaste da quello che trasmette il libro e il film del rapporto maschio-femmina? (non uomo donna, attenzione)
Io credo di no, il che dimostrerebbe che quella “visione” è evidentemente frutto di una lenta manipolazione del primario stimolo amoroso che è il sesso, indirizzato, secondo le varie culture, in una direzione piuttosto che un’altra.
C’è di mezzo il senso di colpa che la donna occidentale si porta dietro da quando esiste il peccato originale, e l’immagine demoniaca dovuta alla tentazione che induce nell’uomo, alla figura della Vergine e a tutta una serie di sottili “ipocrisie” che ne hanno colpevolizzato il naturale desiderio sessuale che l’organizzazione sociale cosi come si è configurata da 2000 anni a questa parte ha obbligato.
Ora, è naturale che questa “sublimazione” indotta nei termini che ho solo accennato, debba però trovare sfogo in maniera “lecita”, e quel film o libro che sia ha trovato la strada giusta toccando certi aspetti ma dandogli una patente lecita attraverso la sofferenza e il sacrificio all’amore. Guarda caso pilastri della cultura cattolica.
Lui ricco, bello, e soffente per torti altrui. Lei bella e dolente. Cristo e la Madonna oggi
condivido pienamente il commento di Almost. quella storia, oltretutto, lancia un messaggio subliminale molto pericoloso: dà ad intendere che una donna, per risultare interessante, dev’ essere necessariamente molto giovane, inesperta sia del sesso che della vita in generale, poco abile nelle questioni pratiche e in generale avere poca cognizione di causa su tutto. che dire… un passo indietro di almeno 40 anni in quanto a lotte per i diritti delle donne! L’ autrice, probabilmente carente in quanto a conoscenze di EROTISMO VERO, forse non comprende che quella è una dimensione avulsa e parallela alla realtà di tutti i giorni, nella quale qualsiasi donna si immerge per un momento in un altro “mondo”, nel quale può benissimo trasformarsi in “qualcos’ altro”, rispetto a ciò che appare nel pubblico e/o nel quotidiano. insomma, è come se l’ autrice volesse dire che le donne intelligenti, esperte della vita, scaltre e affermate non eccitano e non intrigano. io francamente da donna mi sento offesa! La scrittrice è anche poco informata sul tema che tratta ( quello del bondage ) in quanto non sa che le VERE “schiave” sessuali normalmente sono volontarie e consenzienti, e non perchè sono state circuite forzatamente da qualcuno. e sono inoltre generalmente donne realizzate, affermate e consapevoli. e non scemette appena uscite dalla scuola con ancora il fiocco in testa. Che poi tante ragazzette si riconoscano nella protagonista, questo è un altro discorso. l’ importante è tenere sempre a mente che, NELLA REALTA’, difficilmente qualche miliardario giovane e bellissimo atterrerà sul vostro balcone per portarvi via in elicottero, e che sopratutto si rendano conto che non è il vostro lui che vi deve ISTRUIRE sul sesso e sulla vita, ma semmai è un qualcosa che dovrete scoprire e sperimentare insieme ogni giorno in base alle rispettive inclinazioni e preferenze. non da ultimo, il fatto che un uomo che pretende di controllare tutti i vostri movimenti e le vostre decisioni non è un uomo forte e carismatico. è semplicemente uno squilibrato.
Io non ho letto il libro e non ho visto il film,da questo che ho sentito non mi pare che il personaggio maschile rappresenti quello che le donne desiderano,ripeto però che ne ho solo sentita parlare,probabilmente, ho capito nulla.
Mg
Aggiungi anche che un uomo che vuol controllare ogni aspetto della vita della propria compagna, oltre a essere squilibrato è anche un gran rompiballe…
Vabbè
L’uomo ricco e facoltoso, poi come desiderio comune di una donna lo trovo paradossale; per lo stesso impegno e tempo preferisco sognare di essere ricca io, ma perché un altro da cui dipendere? Ora, sarà anche una considerazione troppo materiale, ma finché sognare non costa niente mi ci immagino io strapiena di soldi, con elicotteri macchinone e chi più ne ha più ne metta
Dopo aver letto questo sermone di commenti concludo la mia dicendo che quanto ho scritto non è frutto delle mie voglie e dei miei desideri.
Ripeto, mi piace pensare che nella FANTASIA è ancora possibile far esistere una storia quasi impossibile. NELLA FANTASIA però!
La mia vita e il mio amore, nei miei desideri, non hanno nulla a che vedere con quanto scritto nel libro e girato nel film e soprattutto non hanno nulla a che vedere con la sofferenza (amorosa e/o non), di quella ne ho già di mio e mi basta!
Non ritengo che un amore sofferto sia più amore di uno “normale”, ho una mia visione dell’amore molto più semplice e pura.
Trovo però che non ci sia nulla di male nel fantasticare su una storia d’amore.
Per farmi capire…
Tutti o quasi abbiamo sognato con Rose e Jack, ma sicuramente nessuno voleva affondare insieme ad altre mille persone!
Molti si saranno appassionati con Rafe ed Evelyn, ma nessuno ha avuto il desiderio di vivere la seconda guerra mondiale (beh, a parte Miss Italia).
Per quanto riguarda il discorso sul messaggio che lancia il film (offensivo, pericoloso, contro alla lotta per i diritti delle donne) secondo me alcune persone lo stanno prendendo troppo sul serio.
Con questo non voglio dire che il comportamento, sia di lui che di lei, sia giusto e rispettoso, però se bisogna “ammazzare” di critiche ogni film che viene proiettato saremmo in “guerra” tutti i giorni.
Molti altri film, a mio parere, lanciavano messaggi sbagliati (Eyes Wide Shut, ad esempio) ma vengono ricordati e apprezzati comunque.
E sinceramente mi chiedo come mai le persone che criticano il libro e il film siano così informate e “istruite” su ogni dettaglio e pagina. Non vi è piaciuto il libro? Ok. Allora perché avete speso dei soldi per vedere il film?
Dite la verità… Eravate in prima fila al cinema a febbraio!
Se a me non piace un libro di certo non vado a vedere il film.
E se proprio decido di andare non faccio un caso di stato se poi non è di mio gradimento.
Sbaglierò io.
Almost, te la quoto alla grande! anche se io non sogno elicotteroni ma mi basta una “modesta” Lamborghini con cui sfrecciare nelle valli 🙂 che poi ancora devo capire perchè una donna ambiziosa sarebbe poco femminile, mentre una che si fa spesare di tutto e mantenere sarebbe una vera donna… vabbè! misteri dell’ umana natura. comunque se c’è all’ ascolto qualche Padrone severo e rigoroso che non si fa intimidire da una donna emancipata ( e pure determinata ) qualcuna qui non si tira indietro. L’ importante è che tra una frustata e l’ altra non mi rompa gli zebedei 😀
Baribal, Eyes Wide Shut è un film che aveva un senso e parlava di temi profondi, ecco perchè viene tuttora ricordato e apprezzato nonostante la sua “crudezza”, così come ci sono film “a tema” altrettanto degni di nota. “50 sfumature” oggettivamente è una cacata! ed è un peccato, perchè con la base da cui partiva la trama sarebbe potuto uscirne un lavorone.
“Dite la verità… Eravate in prima fila al cinema a febbraio!”
in effetti ci sarei voluta andare con il mio più caro amico, un ragazzo gay, solo e unicamente per farci due risate. ma poi causa impegni di lui ( la sera fa il cameriere ) me lo sono visto a casa gratuitamente online ( e per fortuna, così ho risparmiato i soldi del biglietto.. ). a visione completata, mi sorse solo una parola: TRISTEZZA!!!
Baribal,
SECONDO ME, ognuno legge in un libro o in un film la parte di comunicazione che già è nelle sue corde, considerandola poi per quello che gli ha apportato in termini di conferme o per quelli che sono i valori in cui crede.
concordo con te che al mondo esistono prodotti letterari e cinematografici di tutti i generi, per tutti i gusti. chi ama “Ultimo tango a Parigi”, quasi certamente non è attratto da “La dolce vita” oppure da “La strada”, benché tutti e tre i film abbiano avuto un peso culturale nella loro epoca, come “Ladri di biciclette”, “I pugni in tasca” e “Il posto delle fragole”.
a me sono piaciuti molto anche “Hiroshima mon amour”, “Bella di giorno” e “Amarcord”, tanto per citarne alcuni. quando condividevo questa passione con il cinefilo frequentavamo di preferenza i cinema d’essai e finivamo con il seguire quasi per intero il filone che faceva capo allo stesso regista, con maggior interesse per quelli stranieri, che arricchivano la proiezione con aspetti culturali di altri Paesi…
Cara Baribal, tutti siamo stati romantici, persino io che sono la quintessenza del cinismo che le esperienze della vita mi hanno fatto abbracciare, NON come rassegnazione alla realtà, ma come accettazione della realtà. Ho vissuto indirettamente le conseguenze di questi sogni ad occhi aperti attraverso l’esperienza giovanile di mia moglie, e so quanto la “fantasia” femminile può incidere nelle relazioni VERE, quelle che appaiono banali rispetto a certe idealizzazioni ma sono quelle che tutti viviamo, compresi i protagonisti delle fiction da cui prendono spunto molti cuori femminili, che in fondo vorrebbero trovare un riscontro analogo nella loro storia d’amore.
L’amore, purtroppo per qualcuna, per fortuna per me, è qualcosa che col romanticismo ha poco ha che fare, poichè è un impegno quotidiano frutto di una scelta della volontà, perchè se si desse retta all’innamoramento epico, come quello che si legge o si vede nei film, non durerebbe che lo spazio di qualche mese. Non di meno il risultato di quell’impegno quotidiano di entrambi gli amanti, è neppure lontanamente commisurabile al vacuo risultato della fantasia, che in realtà fa vivere certe sensazione SOLO nel protagonista, singolarmente e non nei due partner, tanto è vero che molte donne si innamorano anche di chi non le vuole, e quello non è amore se mi permetti, ma “droga” prodotta dalle ghiandole endocrine, che fa star bene e male insieme, visto che la sofferenza amorosa sembra accentuare certe sensazioni, frutto solo dell’illusione.
Detto ciò non mi illudo neanche lontanamente di convincere nessuna delle donne “in ascolto” e neppure mi interessa, mi basta che lo abbia capito quella che amo che si portava appresso un ricordo con quelle sfumature epiche per un idiota da lei stessa poi riconosciuto tale, quando ha capito che a quei tempi si era innamorata di un sogno e non della realtà, che però prima o poi si presenta, e ti fa vedere le cose come stanno, e non come speravi che stessero.
Ciao…
@Almost imperfect
copio e incollo
“preferisco sognare di essere ricca io, ma perché un altro da cui dipendere? ”
Condivido ogni singola parola di questo commento.
ciao!
S
@ Baribal
“Molti altri film, a mio parere, lanciavano messaggi sbagliati (Eyes Wide Shut, ad esempio) ma vengono ricordati e apprezzati comunque.”
Eyes Wide Shut è un film diretto da Stanley Kubrick… questo, penso basti per chiudere la discussione! 😉
No vabbè, non so nulla del film e del libro criticato.
Il film prima o poi lo vedrò, anche se mi è bastato il trailer per capire che trattasi di “nulla di che”.
Per quanto riguarda il libro, appena ho sentito che veniva osannato da tantissime donne, non so perchè ma ho immaginato fosse solo fuffa!
Magari mio grandissimo errore ehhh… ma è andata così!
Golem, condivido ogni parola del tuo commento , sebbene per lungo tempo durante il mio vissuto io mi sia dedicata agli amori “illusori”, quel tipo di amori che appunto si nutrono prevalentemente di “sfumature epiche” ma che con il costrutto della realtà di tutti i giorni e della volontà partecipe dei due soggetti coinvolti, ha ben poco a che vedere. con risultati quasi sempre frustranti e deludenti per chi dei due è il più innamorato. Negli ultimi tempi, grazie a situazioni e a PERSONE che mi hanno fatto seriamente riflettere ( tra le quali figuri anche tu ), come mai mi era accaduto in precedenza, ho capito che dietro a certi “sogni” in realtà si nascondono solo INCUBI ( anche le mie recenti esperienze “amorose” me lo hanno confermato ), e che ciò che in queste situazioni siamo soliti definire “amore”, altro non è che una proiezione della nostra mente, la quale istintivamente desidera quell’ oggetto del desiderio, ma senza vera consapevolezza e quindi senza una vera BASE SENTIMENTALE.
Non sono invece d’ accordo con chi afferma che chi apprezza determinati film, non può gradirne altri. Un buon film rimane un buon film, a prescindere da chi lo guarda. e, senza tirare in ballo citazioni tese a dimostrare la mia cultura cinematografica di cui mi interessa fare sfoggio, mi limito a dire che un qualunque “semi-esperto” di cinema sa distinguere un’ ottima produzione rispetto al trash-movie. E “50 sfumature” altro non è che spazzatura commerciale rivestita a lucido. spiacente per chi lo apprezza, ma questo è.
A mio avviso, uomini e donne NON amano nello stesso modo. L’uomo si appaga con i sensi, alimentati dalla bellezza e dalla morbidezza delle carni femminili; la donna è maggiormente coinvolta dalle emozioni e soddisfa il suo bisogno di complessità immaginando quanto non trova nella personalità maschile, spesso per lei troppo semplice o incompleta.
“Il fulcro della nuova psicologia è la natura costruttiva dei nostri schemi cognitivi, dei nostri pensieri, cioè di ciò che erroneamente crediamo vero. La realtà è da ciascuno di noi inventata, non esiste una corrispondenza esatta tra le nostre rappresentazioni e il mondo… essa può essere solo relativa. Esistono, di fatto, tanti mondi quanti sono gli abitanti del pianeta, nonché tanti altri mondi quanti sono gli animali esistenti, che inevitabilmente percepiscono il mondo, il loro mondo mediante la propria biologia, la quale decide, come anche per noi, il modo, il campo ecc. relativamente percepibile.
Alla luce di tale constatazione, si può affermare, dunque, che ciò che viviamo è solamente ciò che costruiamo, pertanto riteniamo vero solo quello che i nostri schemi decidono che sia. Costruire significa in pratica semplicemente interpretare la realtà in un modo personale, un modo particolare di osservare e spiegare il mondo che viene costruito attraverso la comunicazione e l’esperienza.
La realtà perciò non verrebbe quindi scoperta, come molti erroneamente credono, ma semplicemente inventata.”
Da “Il pregiudizio” di Maurizio Mazzani, 28-10-2010
Anche la verità non è mai assoluta ma solo relativa. I sentimenti non sono giusti o sbagliati: esistono o non esistono, permangono, mutano o si dissolvono. Così come NON c’è un solo modo d’amare.
È evidente che non è chiaro che non si può negare l’esistenza della fantasia come dotazione dell’intelligenza umana che di questa è una delle caratteristiche più “umane” in quanto ci distingue da quella animale che é funzionale SOLO all’ottimizzazione di un “gesto” che risulta più “utile” alla sopravvivenza, alla ricerca del cibo e alla riproduzione in ragione di un miglioramento di questi parametri.
L’uomo non si limita SOLO a questo. L’uomo “costruisce scenari ipotetici” con una capacità che nessun altra specie possiede. La costruzione “romantica” è una di queste, alimentata in occidente da tutto ciò che riguarda la cultura che contraddistingue la storia di questa parte di mondo. Come ho detto, una persona che non sia vissuta in un “brodo di CULTURA” come il nostro avrà un approccio alla relazione sessuale diversa dalla nostra, a sua volta valida nella misura in cui soddisfa i parametri archetipici a cui la sua coscienza si riferisce.
La relatività della visuale non esclude che la ragione fondamentale di queste istanze sia appunto il desiderio sessuale, prevalente come accoppiamento nell schifo e quella riproduttiva nella femmina, laddove a questa si aggiunge la gestione dell’eventuale prole una volta soddisfatto questo bisogno. Ragione sufficiente per spiegare la “naturale” esigenza della femmina di essere più esigente del maschio nella scelta del partner.
L”evoluzione nei termini descritti, che oggi attraggono ancora.molte donne in quella direzione epica citata, non è altro che una più elaborata rappresentazione di quel bisogno di dedicarsi e di offrire i suoi “preziosi” e piu rari ovuli, rispetto ai miliardi di spermatozoi, a colui che potrà, in PROSPETTIVA, fornire il miglior trattamento possibile
Posso immaginare che se Mr. Grey avesse avuto l’aspetto di Carletto Delle Piane, tralasciando che a me personalmente avrebbe divertito di più questa evenienza, il successo di quel pamphlet sarebbe stato scarso.
Il che vuol dire che la furba autrice – più freddamente di quanto sto facendo io che cerco le ragioni di certi comportamenti spiegandone le ragioni recondite di natura istintuale – ne ha accentuato l’aspetto sublimato dalla famosa cultura catto-occidentale di cui parlavo ieri. Il risultato non è diverso da chi pensa di vedere la Madonna da qualche parte. Ma la realtá è tutt’altra cosa, specie quando quello diventa un punto di partenza dal quale immaginare la PROPRIA storia sentimentale, eventuale convivenza compresa.
Con risultati che possiamo >
> osservare anche su questo limitato spazio di interazione sociale come è LaD.
Il romanticismo pernicioso non è prerogativa del solo carattere femminile, anzi, artisti di ogni categoria che si sono mostrati nella veste di grandi romantici sono maggiormente di sesso maschile, a partire da Cielo D’Alcamo alla corte di Federico Ii a Palermo, a Dante sino ai grandi romantici epici neoclassici ottocenteschi. Per quanto raffinate e colte saranno le loro opere, la ragione che le sottende è solo e sempre l’attrazione sessuale, moralizzata da quella lontana cultura nata in Palestina 2000 anni fa.
Il diverso approccio al bisogno sessuale dipende evidentemente dallo spessore del protagonista. Un uomo o una donna occidentali rozzi e incolti, lo saranno anche nel gesto “amoroso”, ma è abbastanza evidente che se Baribal o chi per essa, appena nata fosse stata data in adozione a una donna Yanomami, Bantù o Inuit, di Mr. Grey e delle sue menate che fanno impazzire d’amore le nostre “madonnine dolenti” non se ne sarebbe importato un bel niente, perché gli interessa più quel fusto di Mazurk che caccia più foche di Kurzaff e la farà star meglio di quest’ultimo che le ha messo gli occhi addosso per le sue forme giunoniche* che ne garantiscono buona salute e gravidanze senza rischi.
Morale? La nostra società vive di fantasia e spesso ne abusa scientemente, vedi le illusioni che induce la pubblicità nei riguardi dei nostri “desideri e aspirazioni”, tesa esclusivamente al consumo, compreso lo sfruttamento del bisogno “sentimentale” che il fenomeno delle sfumature di Grigio hanno egregiamente raggiunto.
In definitiva, costruzione o meno che si tratti, tutto ciò che crea una cesura tra le aspettative illusorie se non oniriche indotte dalle più varie ragioni e la realtà oggettiva, che con questo “piano” si cercherà di affrontare, non potrà dare altro che una disillusione. E la nostra società CI VUOLE insoddisfatti. Indovinate perché.
Per fortuna Baribal questa differenziazione l’ha già fatta, e sa che Gray è solo un pirla che non esiste nella vita vera, e non è neppure giunonica come sarebbe piaciuta a Kurzaff.
Il guaio è per chi vuol vedere i Mr. Grey nel povero disgraziato di cui si è innamorata per quello che passa il convento. Spesso solo per provare l’emozione dell’amore, e mai quello vero. Proprio a causa dell’illusione, che si potrebbe definire anche come “l’off topic” rispetto alla realtà.
Io credo che ci stiamo concentrando su una cosa inutile..non che 50 sfumature di grigio sia inutile anzi!..perché lo ripeto e lo ripeterò sempre..i gusti sono personali..e ogni libro può essere degno di nota..nessuno dice che tale storia deve piacere a tutti..però che ora andiate a psicoanalizzare l’individuo che legge la sudetta storia mi sembra esagerato!..ricordiamoci che un libro e’ uno strumento (il piu delle volte) di fantasia..che nessuno vuole confondere con la realtà..e’ solo un piacere!..e’ un modo per evadere un po’ dalla routine della vita..si legge ci si appassiona e stop!..finisce li..ci si rilassa..questo è lo scopo principale..non perché “io leggo che il loro amore è sofferto e più soffrono e più si amano..e voglio un amore cosi anche io” oppure “Non ho mai avuto una vita sessuale molto attiva..e dunque mi piace pensare a come lui fa godere lei..e questo è il mio sogno proibito”..ragazzi nulla di tutto ciò!!..mi e’ piaciuta la storia,mi ci sono appassionata STOP a me piace a te no..PAZIENZA!..troveremp altre cose (eventualmente) in comune..come ho scritto nel post precedente..sicuramente una delle cose che piace di più..e’ che il personaggio maschile si comporta da uomo!..nonostante tutte le varie vicissitudini..e questo contribuisce a renderlo piacevole..ma fa parte dell’immaginazione (purtroppo)..con questo nella vita reale amo il mio fidanzato che non sempre si comporta da uomo..e ha parecchi difetti..però mi rende tanto felice e mi sento appagata lo stesso!..dunque non vi piace? perfetto!..ma finitela qua…:D
“ricordiamoci che un libro e’ uno strumento (il piu delle volte) di fantasia..che nessuno vuole confondere con la realtà..e’ solo un piacere!..e’ un modo per evadere un po’ dalla routine della vita..si legge ci si appassiona e stop!..finisce li..ci si rilassa..”
Ary, purtroppo è qui che ti sbagli! queste storie non vengono vissute dal pubblico spettatore come sarebbe opportuno ( cioè come hai detto tu, nell’ ottica di una semplice e momentanea evasione FUORI DALLA REALTA’ ) ma bensì, chi assiste a questi film o legge queste storie, finisce per assorbirne profondamente e inconsciamente i modelli di riferimento ( che, come abbiamo detto, sono assolutamente IRREALI ). ed è a causa di questo che in amore, ormai da svariati decenni, assistiamo a immani tragedie: persone valide che restano perennemente sole perchè non guidano il macchinone o non hanno un conto in banca a 6 zeri, uomini che si sentono talmente inadeguati ed emarginati dalla cosiddetta “società che conta” che finiscono per diventare violenti come risposta al loro disagio, donne che rimangono perennemente sole perchè non somigliano a miss universo o non sembrano le protagoniste di un film da sogno, ragazze e donne che si sentono in colpa per la loro spiccata personalità e si chiedono quanto la loro propensione allo studio e alle competenze pratiche, unita alla capacità di PORSI DELLE DOMANDE, non contribuisca al loro zitellaggio. dato che nei film e nei romanzi d’ amore si continuano a proporre eroine angelicate e completamente sceme. ecco, questi sono i danni provocati da storie come “50 sfumature”, e credimi che ti sta parlando un’ irrimediabile romanticona, che vorrebbe sempre vedere il lieto fine in ogni dove.. Ma come dice giustamente Golem, la storia di “50 sfumature” non avrebbe avuto alcun successo e sarebbe passata completamente inosservata se al posto di Mr Grey ci fosse stato un uomo normalissimo con tendenze sadomaso, e se al posto della verginella immacolata Anastasia Steele ci fosse stata la sciura Pina. e questo a mio avviso deve far riflettere. significa che la gente sogna situazioni, persone e “mondi” irreali. e se è così, vuol dire che la quotidianità che la gente vive tutti i giorni, per un qualche motivo è fonte di un enorme malessere.
Non ve la prendete a male – tu a altre – se io ritengo davvero avvilente assistere alla triste fine dell’ intelligenza e dell’ indipendenza di pensiero a favore del più bieco e cieco pecorume di massa.
Ok Ari: ti piace, e perché ti piace? Perché tocca parti di te che sono sensibili a quelle sensazioni, e perché no, ai tuoi reconditi desideri. Io ho solo voluto spiegare perché a te p a qualunque altra giovane ( ma non solo) donna europea piace Grey e non Mazurk che caccia le foche al Circolo Polare artico pur essendo un maschio e forse più uomo di un Gray con l’elicottero.
Non è vero che nella ricerca edonistica di un piacere non vi siano dei motivi che riguardano parti profonde di noi, forse più potenti di quelle che mostriamo nelle forme relazionali più “formali” diciamo. In definitiva tu hai il tuo ragazzo, vero, pieno di limiti e difetti, ma é abbastanza evidente che se fosse un Grey con tutti gli annessi e connessi saresti ancora più contenta. Sennò perché ne hai ammirato l ‘essere “uomo”. L’aspirazione è quella, e sarebbe ingenuo negarlo. È l’inseguimento del mito, che risale a tempi antichissimi, collegato alla ricerca del “meglio” che tutti gli esserei umani hanno. Una volta era Eracle, Ulisse o Leonida, oggi Grey o Corona nelle tamarre. Ma come ripeto questa “parametrazione” crea spesso equivoci nell’ambito delle coppie, quando e stata usata per valutare sotto la spinta dell’innamoramento un partner vedendo in questo doti che non ha spinti da quelle aspirazioni, per rivederlo quando la routine ha affievolito l’entusiasmo ormonale nella sua vera luce. È tipico il caso di quelle passioni che non hanno potuto esaurirsi perché sono finite subito o neppure nate per mancanza di corresponsione. Nell’innamorata resterà un ricordo mitizzato, che non conosce “delusioni” perché cristallizzato nell’illusione dell’innamoramento epico. Molto frequente, se non sempre presente nei cuori femminili.
Insomma Guido Gozzano, in pieno trip da romanticismo da struggente sofferenza (che in quel periodo storico tra “gelide manine”, Madame Butterfly e Traviate ci ha dato dei veri capolavori) lo diceva in una delle sue poesie: “Il mio sogno è nutrito d’abbandono, di rimpianto. Non amo che le rose che non colsi. Non amo che le cose che potevano essere e non sono state…”. Cocotte è il monumento di questo filone filosofico dell’amore visto come perenne inseguimento di un traguardo che in realtà non si vuole mai raggiungere , crogiolandosi in una “confortevole doglianza”.
Il sogno in definitiva, che sarà sempre più desiderabile della realtà che non è mai come vorremmo che fosse. Nel sogno e nell’illusione questo e possibile. Almeno fino a che non suona “la sveglia”.
per me l’ aspetto “sessuale” di questa storia, il fatto che ad alcuni potrebbe incuriosire proprio per questo, è il “problema” minore. anzi! magari fosse stata quella la vera spinta propulsiva che ha scatenato in tante persone la voglia di leggersi questo libro o di vederne il relativo film! ma come ho detto nel mio commento precedente, le ragioni profonde che spingono ad appassionarsi a queste storie SONO ALTRE. e, a mio avviso, sono ragioni “malate”.
Mi pare che la nota di Mazzani non sia un’apologia della “creazione” come dato oggettivo a cui rifersi per un analisi psicoanalica di natura sociologica, ovviamente impossibile se ci fossero 7 miliardi di mondi possibili, quanto piuttosto la constatazione di come ognuno viva una “sua” realtà che tuttavia frequentemente NON è la realtà. Quella ontologica, tanto per fare il difficile, che se esiste come entità filosofica RICONOSCIUTA, deve pur avere una sua validità. E non credo che Mazzani volesse cancellarla dalla storia della filosofia. Ecco la spiegazione della mia interpretazione. Lo stesso vale per l’amore, se si segue la stessa logica consequenziale di natura filosofica. C’è un amore, che è legato a quella solita ontologia che ne verifica l’esistenza. Certo che poi ognuno farà e sentirà quello che gli pare soggettivamente convinto che sia quello che pensa di vivere, salvo constatare che era un calesse come diceva Troisi. Come sappiamo c’è anche chi crede di aver visto le fate, gli angeli, di parlare coi defunti. E ne sono sinceramente convinti spesso.
Che esistano tanti mondi quanto sono gli esseri umani é una bella frase ad effetto ma anche una sciocchezza, mondiale appunto e non credo che Mazzani volesse dire questo invalidando la famosa realtà ontologica appunto, quanto la tendenza a “crearsi” una realtà, che tuttavia non sarà “la realtà”. Già il solo fenomeno “sfumature” da cui è partito questo discorso dimostrerebbe il contrario di come si sia facilmente condizionabili, e caso mai quella che sembra la nostra realtà alla fine è maledettamente simile a quella di altre centinaia di milioni di realtá, come pure che decine di altri episodi di comportamenti di massa più seri di quello lo confermerebbero facilmente. Esistono fatti, e sono leggibili oggettivamente, anche se al singolo appariranno esclusivamente proprie.
I giudici tentano di ricordare questa REALTÀ oggettiva o ontologica, di nuovo, ovviamente non riuscendovi, perché il condannato si sentirà sempre ingiustamente punito.
Qualcuno ha ricordato Ultimo tango a Parigi, un film che mi é sempre piaciuto per l’interpretazione di Marlon Brando. Mi piace la schiettezza del personaggio, in particolare la scena in cui aiuta Maria Schneider a fare il bagno, quando parla dei rapporti d’amore… Se riesco a trovarla la posto… Qualcuno la ricorda?
Ary,
mi fa piacere che sia sicura nel pensare con la tua testa, come spero possa fare la maggior parte delle donne che si affaccia con un problema sentimentale.
secondo me, si dà troppa importanza all’influenza che cinema e letteratura possono avere sulle scelte amorose. se questa dovesse essere così incisiva, anzichè essere diventate nei secoli più evolute e più colte, le donne dovrebbero paradossalmente essere regredite a livello pre-medioevale. qui ogni appiglio è buono per riproporre lo stesso tema, sotto il solito punto di vista soggettivo, volto a giustificare esperienze dirette e indirette.
l’innamoramento profondo è raro quanto l’Amore duraturo. l’attrazione, a ogni livello, resta il mistero primario dell’eros, che è alla base di ogni rapporto amoroso e che rende tale sentimento diverso da tutti gli altri.
“La trasfigurazione dell’amore non è mai una pura invenzione, un puro delirio, ha sempre una base, non fa che accentuare, esaltare ciò che esiste. È una esagerazione, una iperbole, non una pura illusione.” (Alberoni)
potrei opporre decine di ragioni alla visione che rende la donna stupida per natura, essendo in ALCUNI casi più portata dell’uomo ad amare senza trasporre il partner in un mezzo per ottenere un fine (benessere e famiglia), ma non ho più interesse a farlo.
esiste una realtà ontologica e una realtà psichica; nel sistema giudiziario olandese non c’è giuria ma 3 giudici, mentre in quello inglese-americano il giudice garantisce il rispetto delle regole e il verdetto è riservato alla giuria, in base a leggi mutevoli nel tempo; se prima di Galileo si asseriva che era il sole a girare intorno alla terra, è evidente che la scienza, nonostante i dati che è in grado via via di produrre, è suscettibile di evoluzione e involuzione; una credenza resta tale finché non è supportata da un minimo statistico di fatti, rilevato con parametri ben definiti da enti di cui non si dubita la serietà; la dialettica ha spesso alla base una forte componente egotistica; la filosofia, fatta da uomini diversi, quasi mai in accordo tra loro, spesso non è che un sofisticato “gioco verbale”, in cui si attesta di volta in volta il più abile nell’illustrare la sua teoria oppure la tesi che nel momento storico incontra maggior favore; in eschimese ci sono 20 diverse parole per indicare la neve, in tedesco 100 modi e in arabo 60 per dire “ti amo”, e in parecchie culture ci sono diverse espressioni per riferirsi a diversi tipi d’amore…
Marinella,
non ricordo la scena a cui accenni. se la trovi, postala…
a me “Ultimo tango a Parigi” era piaciuto sia per la bravura di entrambi i protagonisti, diretti da Bertolucci, che per la rottura di schemi conformistici e l’apertura sul tema della sessualità contrapposta a intrecci emotivi. all’epoca fece scandalo; oggi non può che essere considerato quasi casto! 🙂
m’intratterrò con chiunque desideri un confronto su un film che conosco, al di là della malevolenza con cui questo interesse possa essere pubblicamente classificato.
“La trasfigurazione* dell’amore non è mai una pura invenzione, un puro delirio, ha sempre una base, non fa che accentuare, esaltare ciò che esiste. È una esagerazione, una iperbole, non una pura illusione.” (Alberoni).
Infatti sono tre anni che sostengo che nella maggior parte dei casi l’innamorata vede PIÙ di quello che c’è nella realtà dei fatti.
Ovvio che nasce da qualcosa, che può essere un desiderio, un bisogno, ma “trasfigurare” (trans figura) qualcosa vuol dire “andare oltre l’immagine reale”, quindi significa dare a quell’immagine un’aspetto diverso che automaticamente NON è quello oggettivo. Ripeto, é come vedere l’immagine della Madonna nelle macchie di umido in cucina. Sono e resteranno macchie, sempre e solo macchie, non la Madonna che si mostra al credente. Questo è quello che VUOL vedere il “credente” trasfigurando l’immagine.
* Trasfigurazione: “Totale cambiamento, mutamento di aspetto, di fisionomia; profonda alterazione dell’espressione: es. t. della realtà nella pittura