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Il turismo in Italia: tra risorse e sfide per l’economia nazionale

di scrivocosanepenso@gmail.com

Agosto mese di vacanze e di turisti che vengono nel nostro Bel Paese. L’Italia, celebre per il suo patrimonio culturale millenario, le bellezze naturali e l’arte che ha dato vita a rinomate opere, ha da sempre attirato viaggiatori da tutto il mondo. Il turismo svolge un ruolo fondamentale nell’economia italiana, contribuendo in modo significativo al Prodotto Interno Lordo (PIL) e fornendo opportunità di lavoro a diverse fasce della popolazione. Tuttavia, mentre il settore del turismo in Italia prospera, emergono sfide cruciali che richiedono una gestione oculata e una visione strategica per garantire la sostenibilità economica e ambientale del paese. Il turismo è una fonte di reddito vitale per l’Italia. Le città storiche come Roma, Firenze e Venezia attirano visitatori affascinati dalla ricchezza culturale e artistica, mentre le coste italiane, dall’Amalfi alla Riviera, catturano l’immaginazione dei turisti in cerca di paesaggi mozzafiato e spiagge di sabbia dorata. La gastronomia italiana, rinomata in tutto il mondo, completa l’esperienza di viaggio, stimolando il turismo enogastronomico. Nonostante gli evidenti vantaggi, l’Italia deve considerare diverse sfide correlate al turismo: la Stagionalità: L’alta stagione turistica in estate e nei periodi festivi può concentrare i flussi di visitatori in pochi mesi, lasciando altre stagioni relativamente poco sfruttate. Ciò potrebbe portare a pressioni eccessive su strutture, servizi e attrazioni turistiche durante i picchi di afflusso. Il turismo può avere un impatto negativo sull’ambiente, causando congestione urbana, inquinamento e degrado di siti storici e naturali. Una gestione attenta delle risorse è necessaria per preservare i tesori nazionali. Relying fortemente sul turismo può rendere l’Italia vulnerabile alle fluttuazioni del mercato globale e alle crisi impreviste, come dimostrato dall’impatto della pandemia di COVID-19. Per garantire la sostenibilità economica e ambientale, l’Italia deve adottare una visione equilibrata del turismo. Questo potrebbe includere: Diversificazione Economica: Promuovere e sviluppare altri settori economici per ridurre la dipendenza dal turismo. Pianificazione Urbana: Investire in infrastrutture e piani di sviluppo sostenibile per gestire efficacemente l’afflusso turistico. Promozione Sostenibile: Promuovere un turismo sostenibile, educando i visitatori su comportamenti rispettosi dell’ambiente e della cultura. Ricerca e Innovazione: Investire in ricerca e innovazione per sviluppare nuove attrazioni turistiche e migliorare l’esperienza dei visitatori. Il turismo rappresenta una delle risorse più preziose dell’Italia, ma la gestione accurata e la visione strategica sono essenziali per affrontare le sfide connesse. Con una combinazione di diversificazione economica, sostenibilità e pianificazione oculata, l’Italia può continuare a godere dei benefici del turismo mentre preserva le sue ricchezze per le future generazioni questo mi sembra sia l’intento dell’attuale ministro del turismo che nonostante tutti gli attacchi continua per la sua strada di coerenza e dimostra come le donne che sono attualmente al governo abbiano tutte lo stesso scopo il bene dell’Italia e degli Italiani.
Marco Morandi
Vobarno

Lettera pubblicata il 16 Agosto 2023. L'autore ha condiviso 20 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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Categorie: - Riflessioni

La lettera ha ricevuto finora 24 commenti

Pagine: 1 2 3

  1. 1
    white knight -

    Sì, tutto condivisibile ciò che dici. L’Italia a livello turistico sconta sostanzialmente due problemi:
    1) la parcellizzazione delle attività in tante micro-realtà a conduzione familiare. È il caso del classico alberghetto ligure, mezzo sgangherato, con una gestione da anni ‘50, e prezzi alle stelle. Perché al proprietario, ultra concentrato sul suo “particulare”, che gliene frega di “upgradeare”?
    2) l’ideologia intellettual sinistroide tale per cui il turismo di massa, fondato sui grandi afflussi di gente e gestito dalle grandi catene di resort internazionali, sarebbe per forza il male assoluto. In realtà no, basta farsi un giro ai tropici (come me ora) per rendersi conto di quanto miope sia quell’ideologia. Il turista va sì fatto spendere e disciplinato, ma anche onorato e coccolato.
    Perché il mondo è pieno di bei panorami! Ma la gente è in cerca della experience più che del villaggetto di pescatori TIPICO dove però non hai nemmeno un metro di spiaggia…

  2. 2
    Ana -

    Io sono laureata in turismo in Italia e non avevo grosse speranze di lavoro nonostante e’ una meta super battuta turisticamente per le sue bellezze artistiche e naturali.
    Potevo se volevo aprire il mio B&B in Croazia al paese di mia madre.
    Qui a Londra ho lavorato come PA per il padrone di 3 Bed & Breakfast, 2 Pub e delle proprieta’. Grazie alle mie idee ha potuto upgradare un po.
    Le vacanze le vado a fare ai tropici e li davvero il turista e’ coccolato. Specie dove sono stata l’anno scorso in Repubblica Domenicana a Punta Cana, nonostante e’ un paese povero. Quest’anno ce ne andiamo in Jamaica.
    @White knight Comunque, i problemi che hai esposto, in Croazia e Montenegro (paese di mio nonno) e’ la stessa identica cosa. In Grecia un po meno, in Grecia ci andavamo prima del Covid e nelle isole tipo Creta, Rodi, Corfu, Zante e’ pieno di resort a 5 stelle strabattuti dai turisti britannici. Mentre a Santorini sono tutti B&B.

  3. 3
    white knight -

    @ Ana: ma Croazia e Montenegro ci sta, è secondo se non addirittura terzo mondo… quello che invece è ingiustificabile è che questo avvenga in Italia, formalmente “primo mondo” ma poi a livello mentale siamo ancora divisi tra guelfi e ghibellini. Quello che dici su Santorini non è vero, pullula di resort e alberghi 4-5 stelle da sogno. Altro che B&B…

  4. 4
    Suzanne -

    Per andare ai tropici in un resort tanto vale starsene a Rimini, stessa identica soddisfazione.I resort e le grandi catene sono il male assoluto in effetti, sia da un punto di vista economico per la gente del posto (vedi ad esempio Cuba), sia per il disgustoso deturpamento ambientale. Come rovinare paradisi ancora incontaminati per turisti annoiati, pretenziosi e del tutto incapaci di godersi il Bello che la vita offre gratis. Sempre e solo questione di status.
    Ah Golem, scelta intelligente quella di startene sul tuo terrazzo! Un caro saluto da chi quest’anno ahimé, si becca tutto il caldo senza sconti 🙁

  5. 5
    Golem -

    Ciao Suzy, ogni tanto mi chiedevo come ti andava, ma immagino di sapere cosa ti ha “trattenuto” dal cercare frescura fuori porta.
    Massì, ho una casa col terrazzo dal quale vedo pure il mare, che in Salento usano solo per stendere i panni, mentre io già da anni l’ho attrezzato di tutto punto di ogni comodità. Come ho detto il sole è lo stesso, non vedo perchè debba andarmi a ficcare in quel carnaio che ormai sono quelle spiagge, che ho conosciuto quando erano veramente libere e selvagge, e frequentate da persone che sapevano che un mare e un’entroterra come lo erano quelle una volta, andavano vissute “nature” e non con gazebo e lettini a mille euro al giorno.
    Come prevedevo, il Salento per mano dei residenti -rimasti presuntuosi e provinciali come il nomignolo datogli dagli antichi Romani conferma, che oggi suona come “popp’ti” (da post oppidum, che vive fuori dalle mura) ha tirato troppo la corda, e quest’anno un bel -20% gli ha fatto ciao.
    Dopo la polemica sui prezzi di quest’anno, il prossimo sarà -40. Guarda in rete il “Ciclo di Butler”
    Terrazzo forever.

  6. 6
    Suzanne -

    Ciao Golem, diciamo che è stato uno dei periodi piú sconvolgenti della mia vita, in positivo (la famiglia si è allargata) ma anche in negativo (ho perso mio padre). Il ciclo della vita purtroppo. In tutto ciò ovviamente i viaggi sono rimandati a periodi piú gestibili… Ma anche con il cucciolino i nostri viaggi non saranno mai in resort/villaggi, né tantomeno in spiagge affollate che al solo pensiero mi vengono i brividi. Peccato per il Salento e tutte quelle perle distrutte dal carnaio umano… Il mio luogo della vita rimane la Galizia con le sue spiagge deserte, l’oceano e il cielo terso ad agosto. Ci sei mai stato?

  7. 7
    Trader -

    Grande Golem, non conoscevo il ciclo di Butler (di primo acchito ho letto Butter, si vede che a quest’ora ho fame!).
    E’ analogo al ciclo di vita di un prodotto, che studiai per l’esame di marketing. Mi è venuto in mente anche una matrice del ciclo del prodotto, che divide i prodotti in quadranti, nominati stelle, mucche da latte, cani, ecc. Rinfrescandomi la memoria con l’aiuto di google, scopro che si tratta della matrice BCG, che in ascisse riporta la quota di mercato relativa dell’impresa e in ordinate il tasso di crescita del mercato. A quell’esame presi ventisei.
    Del resto, anche una destinazione turistica si può considerare un “prodotto”. Interessante studiarne con un po’ di matematica le caratteristiche come il tasso di crescita.

  8. 8
    Golem -

    Suzy, mi spiace per papà, che mi e stato subito simpatico per via della somiglianza col mio caratteraccio, ma di fronte a quegli eventi non resta che accettare il ciclo della vita e immaginare che papà ha passato il testimone al piccolino. Per questo evento, intanto ti invidio bonariamente e mi felicito con te e il tuo compagno per questa nuova vita, che come ti ho anticipato tempo fa, darà senso alla vostra. Almeno per me così è stato.
    Quanto alla Galizia, che amo altrettanto, se mai dovessi tornarvi bisogna che incontri una mia cara amica e collega che vive a Santia

  9. 9
    Trader -

    Come già accennato in un’altra lettera, nemmeno a me piacciono resort e casino. Sono nuovamente dello stesso pensiero di Suzanne, mannaggia. Anni fa, all’isola d’Elba ho soggiornato in una stanza scavata nel monte. La cucina era una bombola di gas con bollitore nel giardino. Mi calavo in sentierini scoscesi per raggiungere meravigliose spiaggette poco o per niente frequentate. Che avventure!
    Dopo lo scoppio della guerra mi sarebbe piaciuto portare aiuti in Ucraina con qualche viaggio organizzato da qualche associazione, ma non è il caso.
    Notate che nel comm. 7 ho parlato di economia, un argomento più impegnativo di quello delle vacanze. Poi qualcuna ha avuto anche il coraggio di dubitare che io non sia in grado di scrivere una lettera su LaD.

  10. 10
    Golem -

    …go, anzi, più precisamente a Vila Garcia de Arousa, sulla costa. Vi piacereste a vicenda perché siete molto ma molto simili. E architetta e ha lavorato per lo staff di Zapatero. L’ho invitata una decina di anni fa al mio paese per degli incontri sulla rinascita del centro storico, essendo lei impiegata a Santiago nell’ “Oficina de Riabilitacion Urbana”, che gestisce gli interventi e la programmazione di questi in quel centro storico. Una struttura tecnica che noi ancora ci sognamo. Comunque sì, la Galizia è affascinate, e quando arrivi a quella “Finisterre” sembra proprio di arrivare alla fine del mondo per la vastità di quanto ti si para di fronte.
    La mia “Finibus Terrae” pugliese, una volta altrettanto bella e selvaggia, oggi è un puttanaio indegno, votato alla più bieca “prostituzione turistica”, che sta uccidendo tutta l’autenticità di una cultura e di un territorio straordinari stratificatisi nei millenni》

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