Salta i links e vai al contenuto

Il suicidio

di beppino
Trovi il testo della lettera a pagina 1.
L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

14.953 commenti

Pagine: 1 961 962 963 964 965 1.496

  • 9621
    marina -

    Ciao a tutti ragazzi (sicuramente siete più piccoli di me ),non mollate maììììììì ,neanche quando vi sembra che tutto sia finito che non c’è più speranza che il baratro in cui siete finiti ormai fà parte di voi …una via di uscita c’è sempre! Noi non ce ne accorgiamo ,tanto vediamo tutto nero ,ma c’è.@ Ele tu sai quanto mi sei cara e ho fiducia in te e credo in te ,lascia uscire quelle lacrime sei stracarica e quando saranno uscite tutte sul tuo viso uscirà il sorriso che si chiama non felicità ,ma SERENITA e ci arriverai come ha detto non mi ricordo se piergiorgio o Spyros anche strisciando ma ci arriverai !Io ho scalato una montagna facendo un passo avanti e tre dietro mi sono ritornata tante volte ,ma alla fine sono arrivata in vetta ed è stato magnifico guardare il panorama da lassù. Qui in questo forum c’è scritta tutta la mia scalata … perchè quì si può scrvere e parlare di tutto ci sono persone come noi .Quindi non si viene giudicati ma capiti,è vero cogni tanto esce fuori qualche discussione ,ma fa parte del forum. Un abbraccio a tutti e FORZA giriamo l’angolo.

  • 9622
    gattino -

    Salve a tutti. anche io spesso penso di farla finita, specialmente dopo essere stata lasciata dal mio compagno.
    non avevo niente nella vita, ma il suo amore e le sue attenzioni erano tutto per me. Ho sempre avuto questo pensiero fisso di fare qualche gesto folle. anni fa mi stavo tagliando i polsi, ma mi misi a piangere e caddi a terra senza forze, salvata non so da quale angelo.
    Un’altra volta ho preso diverse pillole la notte, e nel letto ho iniziato a sentire ogni sensazione, di freddo e caldo, ho pensato che non avrei visto il giorno dopo.
    Poi ho pensato altre volte di farla finita, ma pensavo ai miei genitori che li avrei uccisi assieme a me.
    oggi sono un piede dentro e uno fuori,perchè sto di nuovo male. mi sto rifugiando nella preghiera, ma non so se ce la farò. nel frattempo mi rifugiavo in questo blog condividendo con chi come me soffre, amarezze e disperazioni.

  • 9623
    Eme -

    Ele: inadeguata a cosa e a chi?
    Non esiste uno standard a cui adeguarsi altrimenti si è fuori dai giochi.
    Non esiste.
    Opinione (opinabile) mia: ognuno dui noi dovrebbe avere un unico punto di riferimento: sè stesso e chi si sente affine se si ha l’immensa fortuna di trovarlo sotto qualche forma (amico, parente, compagno di vita).
    Se non si ha quest’immensa fortuna o finchè non si ha quest’immensa fortuna “ci si deve bastare” da sè.
    Senza scimiottare, senza adeguarsi, senza violentare sè stessi per rientrare in una categoria e credere di non sentirsi (più) soli mentre si vive un’affollata solitudine che fa star male più della solitudine vera e e propria .
    Non sono nella tua testa ma la domanda: “cosa ci faccio qui?” mi sembra abbia effetti più disastrosi della domanda “perchè non sono li?”.
    Ho impiegato una fraccata di anni per ficcarmelo in testa ed ora me lo ripeto come un mantra.
    Tra il sentirsi fuori da un contesto ed il sentirsi avulsi dal contesto, secondo me, c’è una differenza abissale.
    Nel primo caso ci si sente isolati, soli, in imbarazzo “scusate la faccia scusate le spalle”.
    Nel secondo caso ci si sente semplicemente diversi e si adatta la propria diversità all’ambiente quando non si hanno i soldi per adattare l’ambiente alla propria diversità.
    Non si tratta di “avere le palle” come si legge spesso qui ed altrove.
    Si tratta di rendersi conto che essere avulsi da un contesto non è automaticamente indice di essere “peggio di….” o condannati all’infelicità perpetua.
    Cara Ele, credimi, tu hai una caterva di potenzialità. Sapersi rialzare dopo una sederata non è per tutti. Ciò che ti manca (mi pare)è il credere in te stessa.
    E ciò che ti avanza abbondantemente è (mi pare) il confidare troppo in chi ti circonda.
    Solo se impari a stare bene con te stessa potrai stare in mezzo agli altri.
    E selezionare, in mezzo agli altri, chi è affine a te.
    Altrimenti ti butti nella ressa pur di non sentirti sola, ringrazi se non ti cacciano, ti scusi perchè occupi uno spazio……e stai, comunque, male.
    Io non solo un’apologista della solitudine. Ho imparato a mie spese che sentirsi soli mentre si è in compagnia è peggio che sentirsi soli con sè stessi. E che sentirsi soli con sè stessi non fa male quando con sè stessi ci si sta bene.
    Un abbraccio.

  • 9624
    Eme -

    Patti, ci sono post talmente inutili che non riesco a capire che giovamento portino a chi li scrive (la totale assenza di utilità per chi legge è talmente evidente da non dover essere sottolineata).
    Mi auguro che le tue tre righe del piffero ti abbiano dato tanta serenità. E vale anche per chi ha scritto una cretinata analoga qualche post fa (non perdo tempo a tornare indietro a recuperare un inutile nick). E’ ovvio che chi si butta dal ventesimo piano di un grattacielo ha più possibilità di crepare di chi ingurgita pillole con la famiglia che guarda la tv nella stanza accanto. Quindi?
    La speranza di sopravvivere che, a volte, non ci si rende neppure conto di avere toglie forse intensità alla sofferenza che c’è dietro al gesto? L’assenza di lucidità di un gesto d’impeto (voglio morire ora, qui , subito cosa c’è a portata di mano: un flacone! Basterà!) toglie forse intensità al mondo che c’è dietro a quel “voglio morire ora, qui subito”?
    Prendete ad una ad una le persone che scrivono qui. Chiedetegli cosa vorrebbero per essere sereni. Realizzate ogni loro desiderio e vedrete che nel 98% dei casi avrete persone felici. Ci sarà un residuo 2% (ingordo o malato) che sposterà il paletto delle proprie aspettative e dirà “sono comunque infelice quindi mi ammazzo”.
    Questo per dirvi: spesso (non sempre, ovvio) chi desidera morire è perchè non sopporta più di non riuscire a vivere o a vivere decentemente (è’ talmente banale che mi vergogno a scriverlo….ma a quanto pare, è necessario farlo).
    Ma se potessero vivere decentemente non si porrebbero neanche per un secondo il quesito “vita o morte?”.
    Quindi, cari Patty & co. scusate queste persone se, magari inconsciamente, si “regalano” una possibilità di vita mentre cercano di morire.
    Scusatele se, forse, sperano che questo gesto distrugga il muro di indifferenza e di sordità che li circonda.
    Scusatele se, forse, chi arriva al tentativo di suicidio non è così lucido da mettersi lì a scegliere tra una modalità e l’altra come se si dovesse decidere di comprare la pummarola 3×2 nel supermercato X o in offerta speciale nel supermercato Y.

    Marinina :-): un bacino.

    A tutti: cercate di continuare a credere in qualcosa. Che sia la sorte, la fortuna, Dio, i vostri sogni. Non abbandonatevi al nulla.

  • 9625
    karmen -

    Ciao gattino mi fà piacere ke il tuo gesto nn sia andato a fine xkè 6 ancora tra noi….cm te il dlore ha toccato anke la mia vita ma la preghiera mi ha salvata nonostante soffro ancora…..mi sto rendendo conto di quante cose belle ci sn e ke io nn vedevo x egoismo cm se solo io soffrissi….il dolore è presente in tutti è la reazione positiva ke fà la differenza….ma a volte nn si ha la forza,ecco io vorrei dare forza a ki sta male xkè la felicità arriva con l’aiuto reciproco un bacio.
    (ascoltate gabbiano dei negramaro su youtube….anke voi volerete un giorno)

  • 9626
    nonSapere -

    Salve a tutti , a mio umile parere penso che la morte sia l’unica speranza per le persone che non vogliono più sperare , in verità io penso di suicidarmi solo per il motivo di capire ma cosa c***o c’è in questo mondo , diciamo per la conoscenza in primis , poi si aggiungono tanti altri motivi quali , l’odio per le persone che mi circondano, non mi capiscono per niente poiché i miei discorsi sono troppo veritieri e quindi non tollerano queste verità e preferiscono vivere nella menzogna , ed anche per questo motivo che voglio morire , per la voglia di vivere in un mondo di verità e non di menzogna e di ignoranza , per questo mi capisco da solo e sembro che ho una specie di rara malattia “del filosofo che odia la vita e come la vivono tutti “.Ho appreso moltissimi e infiniti comportamenti delle persone , avendo una madre psicologa (che non mi capisce e mi fa venire solo più confusione) ho capito che il problema sono io , odio le persone che sprecano la loro vita nella bugia e falsità , ed ora in questo momento dietro a questo computer , sto pensando che non so niente , in quanto mi faccio continuamente solo domande che non so …

  • 9627
    Ele -

    Ciao Eme, grazie per il tuo post. Quando scrivo che mi sento inadeguata ( a volte ho usato anche la parola inferiore…) è soprattutto perché ho un modo di pensare, ragionare, discutere e vivere totalmente dettato dal fattore emotivo piuttosto che da quello razionale. Intorno a me ho tante persone razionali, o che comunque sanno dosare bene “cuore e cervello”, mentre io non lo so fare. Direi anzi che tutti intorno a me seguono ragionamenti lineari, sanno dare una spiegazione razionale agli eventi, sanno gestirli e dominarli. Con estrema naturalezza. Io invece ho sempre impulsi “di pancia”. E dire che mi sono anche sforzata nella vita di diventare un robotino meccanico. Ad esempio ho fatto anche studi più rigidi possibili, ho un senso del dovere che vedo in pochi altri, cerco di avere delle regole da seguire perché così mi sento più sicura. Ma prima ogni tanto, da qualche mese sempre più spesso ( per non dire sempre), io sono totalmente sopraffatta dall’emotività. La mia testa segue dei percorsi di ragionamento che portano sempre a delle emozioni primarie (paura dell’abbandono, senso di vulnerabilità, insicurezza, certezza di non essere compresa, voglia di isolamento). Poi se qualcuno mi fa ragionare, tipo la mia terapista o qualcun altro a cui permetto di avvicinarsi così tanto, allora capisco che ci sono altri codici per interpretare le stesse azioni, ma in automatico la mia mente va sempre nella direzne opposta. E non imparo. Riesco a capire gli altri codici, capisco che se sapessi applicarli potrei vivere meglio ( e far vivere meglio gli altri), ma io non ci riesco. Io non sono capace di ragionare come tutti gli altri sanno fare. Io da sola non so interpretare gli eventi in modo lineare. O meglio continuo ad interpretare gli eventi con i codici che vengono fuori dalle mie esperienze passate, dal mio vissuto, dai miei dolori, e non sono capace di migliorare. A volte penso che l’unico modo per non soffrire è stare da sola, evitare gli eventi. Isolarmi. Quando sono in mezzo agli altri, è automatico che un paio di occasioni al giorno i cui mi rendo conto che non so usare i giusti codici vengono certamente fuori. E allora il senso di inadeguatezza si presenta puntuale a dirmi in modo maligno “ah, ah! Tu non sai ragionare come gi altri, tu sai dare spazio ai tuoi codici che ti portano solo dolore mentre tutti gli altri volano in alto senza farsi toccare da tutto questo!” e non mi capisce nessuno… Agli occhi di tutti sono esagerata.. Bene che vada. Oppure mi si dice che vivo distaccata dalla realtà. Ma purtroppo è la mia realtà, ed è talmente reale che sto male diverse volte al giorno, e credimi ne farei a meno se fossi capace, ma non lo so fare. Posso soltanto cerca di limitare i danni, evitando le situazioni di potenziale dolore, isolandomi. Ho scritto tutto di getto.. Spero di non averti travolto di parole. La verità purtroppo è questa.. Sono incapace di stare al mondo. Ma ci provo ogni giorno, con scarso successo per ora! Un bacio Eme, grazie.

  • 9628
    Ele -

    In aggiunta al post prececente: io nel mio isolamento sto bene. Anzi quando sono sola mi sembra di rinforzarmi, mi sento al sicuro. Quando sono in mezzo agli altri mi sento diversa, perché so di essere diversa nelle capacità di gestire le situazioni, come ho tentato di spiegare prima. Però a certe persone e situazioni non so proprio rinunciare e ad altre non posso. la mia psichiatra mi dice che un pò di isolamento può farmi bene, ma che non devo assolutamente cedere al richiamo della solitudine perpetua. Lei pensa che in realtà restare sola sia la mia più grande paura, ma che preferisco accelerare il processo di restarci così almeno smetto di temere il realizzarsi dell’evento. “una fine terribile, piuttosto che un terrore senza fine”.
    Bah.. Stavolta l’ho riletto il post, non si capisce niente…
    Scusatemi, stasera ho del tutto sotterrato i miei freni inibitori..

  • 9629
    bob -

    x nonsapere:
    ciao ho letto il tuo commento e mi ha fatto sorridere…
    Spesso mi sono trovato nella tua situazione e credo di riuscire a capirti:)
    Le persone che ti circondano a volte non sono cattive o insensibili , hanno semplicemente paura!!
    la paura di affronatare il “filosofo” che è in te perchè significherebbe per loro mettersi in discussione ed eventualemente perdere le certezze faticosamente costruite!!
    e in questo periodo le paure sono fomentate ad arte per mantenere l’ordine e il potere..
    quindi se posso darti un consiglio leggiti, o guarda i film di Decrescenzo : l’ironia a volte ci salva la vita o almeno ci fa morire con il sorriso sulle labbra 🙂

  • 9630
    Spyros -

    Ele, ti capisco… Capita anche a me di isolarmi da tutto e da tutti, una volta non ero così ma crescendo e imparando, aprendo gli occhi al mondo, ho iniziato a farmi domande ma sembra che me le faccia solo io.. Ho molti amici, gioco in una squadra di calcio, in una di calcio a 5, in un gruppo di soft-air e vado in piscina ma ci sono giorni in cui il calore che cerco, la tranquillità, la calma li trovo solo nel disordine dei miei 30 mq di casa, tra una sigaretta e un documentario, solo e sotto il piumino..

Pagine: 1 961 962 963 964 965 1.496

Lascia un commento

Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.

Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.


▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati alle ore 10, 14, 18 e 22.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili