Il suicidio
di
beppino
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La voglia é una fase successiva alla depressione o al disagio che paralizzano. Quando parlo di voglia giusta, buona intendo una voglia sincera profondamente diversa dalla voglia falsa che rode tempo ed energia ma non porta da nessuna parte. La voglia falsa é quella che alberga nei più ma che non si trasforma in azione, in qualcosa di fattivo. Si é pronti ad urlare “voglio stare bene, anche io ho diritto alla mia fetta di serenità ” ma poi….in concreto….che si fa? Ci si incavola con il destino, con Tizio, Caio, Sempronio, sé stessi e poi….basta. Capita un occasione e non la si afferra, oppure la si afferra al volo pensando che “pero’ non é giusto a mio cugino é capitato di meglio già anni fa”! Essere mossi da una voglia falsa non é un demerito cosi’ come l’essere mossi da una voglia vera non é un onore. Non c’é un migliore ed un peggiore. Ci sono livelli diversi di consapevolezza, di capacità di sopportazione del dolore. La voglia (buona o falsa che sia) é, secondo me, uno stato d’animo e mentale che prima si individua e prima ci consente di correggere il tiro se si desidera veramente correggere il tiro. Con i mezzi che ci si sente di utilizzare, che sia una terapia o un piccolo gesto iniziale d’amore per sé.
Cari amici,
Per qualche anno, ho dovuto cercare un senso alla mia vita. Stavo malissimo, ero stressato, depresso e l’unica cosa che mi poteva rassicurare era la natura. Invece di andare all’università, passeggiavo lungi i laghi, osservavo cavalli, accarezzavo capre…e provavo un po’ di sollievo. Oggi, mi affeziono ai fiori, a tante cose concrete che mi fanno amare la vita così com’è.
Considero la vita Cristiana come un giogo. Sei obbligato a leggere la Bibbia, a pregare. Lo fai e ti distacchi dal mondo che ti circonda per un’ora o due, ma perché dovresti farlo ogni giorno??
Di recente, ho detto ai miei che ero stufo di questo modo di vivere: non volevo più astringermi alla lettura quotidiana della Bibbia, cosa che per me era solo intellettuale…e non volevo più pregare perché non ci riuscivo.
Mio padre ha reagito in modo…rigido. Il suo discorso mi ha ferito. Non capisce per niente quello che vivo.
Io voglio assaggiare tutto, conoscere tutto, insomma, VIVERE e non voglio rinchiudermi in una vita fatta di doveri, di cose imposte, di disciplina triste e priva di senso.
Eravamo in riva al mare…e per tutta la mattinata, mio fratello andava a leggersi la Bibbia e a pregare…! Ma io non potrei fare così! Io mi alzavo, mi vestivo e poi andavo direttamente alla spiaggia…senza Bibbia, perché volevo approfittare al massimo del nostro soggiorno lì…
Perché rinchiudersi in una pratica così rigida…!?
Mi sembrava così tetro…Allora l’ho espresso. E i miei hanno litigato, dopo che ho parlato. Mia madre mi difendeva mentre mio padre mi ammoniva: “Leggere la Bibbia, pregare, non è rigido! Se ti affezioni solo alle cose terrene, allora sarai infelice!” ecc. ecc…
Oggi non so quale via scegliere. Forse è un peccato amare i fiori, la bella musica, l’affetto che mi offre il mio cane…
Dio…mi sembra astratto, distante, inafferrabile. Non ho voglia di spossarmi, andando in cerca di Lui. Basta con gli sforzi mentali. Basta con tutto questo. Io voglio delle cose concrete.
Prima di ogni pasto, preghiamo e mi frustra. Considero questo come un obbligo. Dobbiamo farlo perché l’abbiamo sempre fatto. Mi rivolta. Immaginate: ho cominciato a mangiare, tengo il cucchiaino in mano, e mio padre dichiara: “ora si prega”…Dentro me, ribollo, devo interrompere quello che faccio, posare il cucchiaino, chiudere gli occhi e dire “Amen” alla fine della preghiera di mio padre…Ma è pesante, davvero pesante. Sono stufo di tutto ciò. Se lo dicessi al padre…ci sarebbe una rivoluzione a casa.
Sono trascorsi 4 mesi da quando mio fratello ha deciso di lasciare questa terra. Non è stato lui a decidere, ma un mondo meschino, falso e ipocrita dove chi è sensibile è stupido e chi è onesto è un imbecille.
Mi mancano le sue carezze, i suoi abbracci; mi mancano le nostre passeggiate, i nostri discorsi sulla musica, i nostri giochi con il nostro cane.
Cm si puo’ sopravvivere ad un dolore cosi?
Vengo ogni tanto qui a leggere le storie di tutti voi, e posare gli occhi su storie di dolore e di solitudine mi spezza il cuore.
Non parlo piu’ COn Dio, perchè capisco il libero arbitrio che ci avrebbe concesso ma quando la misura si riempie qualsiasi padre interviene a salvare i piu’ oppressi.
Io credo solo in mio fratello, nel nostro amore, nel nostro legame, nella nostra storia e nella sua persona.
Vi voglio bene ragazzi e vi abbraccio forte.
Devo combattere,nn solo per me, ma per lui
oggi va malissimo, non riesco a smettere di piangere. chiusa in ufficio a tentare di lavorare, ma schiacciata da un dolore concreto, pesante.
pensavo di essermela cavata anche bene lo scorso we.
stamattina vi ho letto e mi sono avvolta nelle vostre parole, sentendomi protetta.
poi, così – all’improvviso?- tutto addosso.
ma dove devo andare?
Eme.. mi sopravvaluti, io non so se ho quella voglia bella positiva di cui mi parli nel tuo post.
sono solo stanca. e non faccio altro che opprimervi con le mie incapacità di reazione. forse dovrei chiudermi un pò e tentare di recuperare qualche netwon di forza per poi tornare anche tra di voi senza mandare solo post che sono troppo neri.
Ele, ognuno deve scrivere ciò che gli passa per la testa quando gli passa per la testa ed ha voglia di farlo uscire da lì per metterlo nero su bianco.
Certo, è bello leggere le testimonianze di chi è uscito dal tunnel. Ciò non significa che chi sta male debba autoimbavagliarsi e ripresentarsi quando la vita diventa un giocattolo rosa.
Ele, le brusche cadute nel disagio sono brutte e spaventose. Ma significa che almeno l’attimo precedente la caduta sei stata bene.
So di rischiare di essere fraintesa e di essere considerata come l’idiota che non si rende conto dell’esigenza di stabilità, di continuita di uno stato sereno.
E’ che io so per certo che si può vivere, anzi “vivere”, anche per anni, nell’apatia completa, in un mondo fermo statico, grigio in cui tutto ti tocca nel profondo e può ferirti ma le reazioni sono quasi nulle. Uno strano mondo parzialmente alla moviola in cui la noia ed il disagio corrono e tu non riesci a stargli dietro.
E quando vivi questo stato non puoi nè cadere nè rialzarti. Vivi sospeso nel vuoto in attesa che qualcosa o qualcuno, magari te stesso, spari il colpo che ti farà piombare a terra.
Il disagio ti arriva dritto al cuore, tu lo avverti ma sei avvolto in una pellicola trasparente. E così lo lasci fare.
E’ uno stato di stasi talmente brutto che persino la sensazione di alzarsi per poi cadere, per quanto pessima, è ben accetta perchè è un piccolissimo segno di vitalità.
Il perchè di queste brusche cadute è dentro di te ed io non ho assolutamente le competenze per tirartele fuori e darti una mano. L’unica cosa che posso invitarti a fare è a tornare con la mente all’attimo prima di cadere e a concentrarti su quello. Alle sensazioni che provavi in quel momento, a cosa ti passava per la testa in quell’istante.
Probabilmente esistono situazioni, persone, ambienti che ti trasmettono attimi di serenità.
Si, lo so. Sono solo attimi. Ma credimi, dopo aver mandato affan**** mia nonna non so quante volte, ora capisco che non aveva tutti i torti quando mi diceva “se capisci di stare male è perchè sai come si sta quando si sta bene”.
Lei lo diceva con l’animo di chi ha vissuto la guerra e non si capacitava che la gente potesse provare un disagio non fisico.
Io lo dico con l’animo di chi ha capito che vale la pena attaccarsi a tutto prima di arrendersi.
Un abbraccio.
Sono a buon punto : le imposte chiuse , non trapela un raggio di sole ( ho sempre detestato la luce ed il caldo).Il telefono , finalmente tace. Il vialetto che percorro , possibilmente , solo la mattina prima delle 5 e dopo le 21 , pare una savana. Una vera Casa degli Uscher.
Lasciando il forum , vi saluto tutti .
Ti ho già scritto una volta 🙂 so cosa provi. Lo provo ogni giorno della mia vita. A volte metto la testa sul cuscino e desidero di non svegliarmi più il giorno dopo.. ma mi risveglio tutte le volte e sono triste perché so che inizia una nuova giornata per me, e sono troppo stanco per combattere ancora. Ho pensato al suicidio tante di quelle volte che manco ti so dire quante sono! non c’è niente che possa fare per te. La vita può essere bella se combatti, ma non tutti hanno gli stessi mezzi per battersi. Forse il problema è questo! non il fatto che a te sia andata male, ma che a molti altri le cose siano andate in maniera eccellente e senza che abbiano mai alzato un solo dito!! e quelle persone te le trovi sempre addosso, sempre davanti… e ti deridono pure! questo è il dramma. Forse il segreto è non dargliela vinta! combattere fino alla fine!
POLLON: un grande abbraccio anche a te, e un grazie per essere passata di qua.
ELE: @forse dovrei chiudermi un pò e tentare di recuperare qualche netwon di forza per poi tornare anche tra di voi senza mandare solo post che sono troppo neri.
fai quello che senti, ma francamente mi rincuora di più leggerti.
anche perché ho sperimentato la chiusura e non era poi questa granderrima idea. Per carità, a volte il lato introverso ha proprio bisogno dei suoi eremi. Ma quando già implodi nel lato introverso forse non è proprio questa stupenda ideona il fatto di mettersi un bavaglio, come dice Eme, pensando che gli altri debbano leggerti, vederti, sentirti solo quando sei vivace come una soubrette o hai risolto tutti i guai. A me sembra che sei in comunicazione mentre scrivi. Non che sia un dovere essere in comunicazione quando si sta male. Ma io leggo un’apertura verso.
Non sono soliloqui i tuoi, se questo ti preoccupa. entri in relazione con. E allora forse è meglio, appunto, che chiuderti del tutto.
Un bacino
anche a EME 🙂
POLLON: un grande abbraccio anche a te, e un grazie per essere passata di qua.
ELE: @forse dovrei chiudermi un pò e tentare di recuperare qualche netwon di forza per poi tornare anche tra di voi senza mandare solo post che sono troppo neri.
fai quello che senti, ma francamente mi rincuora di più leggerti.
anche perché ho sperimentato la chiusura e non era poi questa granderrima idea. Per carità, a volte il lato introverso ha proprio bisogno dei suoi eremi. Ma quando già implodi nel lato introverso forse non è proprio questa stupenda ideona il fatto di mettersi un bavaglio, come dice Eme, pensando che gli altri debbano leggerti, vederti, sentirti solo quando sei vivace come una soubrette o hai risolto tutti i guai. A me sembra che sei in comunicazione mentre scrivi. Non che sia un dovere essere in comunicazione quando si sta male. Ma io leggo un’apertura verso.
Non sono soliloqui i tuoi, se questo ti preoccupa. entri in relazione con. E allora forse è meglio, appunto, che chiuderti del tutto.
Un bacino
anche a EME 🙂
@“se capisci di stare male è perchè sai come si sta quando si sta bene”.
🙂
BEPPINO: @Oggi non so quale via scegliere. Forse è un peccato amare i fiori, la bella musica, l’affetto che mi offre il mio cane…
Dio…mi sembra astratto, distante, inafferrabile. Non ho voglia di spossarmi, andando in cerca di Lui. Basta con gli sforzi mentali. Basta con tutto questo. Io voglio delle cose concrete.
Beppino, nessuno può entrare nella spiritualità di un altro. Puoi trovarla anche nell’amare i fiori, la bella musica, l’affetto del tuo cane e la natura. Personalmente il mio Dio io lo vedo in tutte queste cose. E’ anche vero che non sono una cattolica praticante. Ma rispetto chi lo è, se rispetta me. Pian piano, ritrovando la tua via di autonomia personale, troverai anche queste risposte, sulla tua spiritualità, penso. Tuo padre ti indica un cammino come sa. Forse anche con l’inconsapevole prepotenza di chi così crede di sostenerti, proteggerti e indicarti una via migliore, perché per lui quella è la via migliore. Non conosco tuo padre. Ma ecco, intendevo dire che dentro di te leggere una pagina della Bibbia e amare la natura non vedo perché debbano essere due cose in antitesi. Pur rispettando la visione che suo padre ha di cosa è meglio per lui. Forse ti sarà sempre impossibile fargli capire perché tu la vedi diversamente o trovare la sua approvazione se farai diversamente. Ciò non significa che per forza non potrete volervi bene lo stesso. Ti auguro di trovare una tua via per stare meglio, bene con te stesso, in un modo indipendente che tu possa sentire come sano.
Un saluto a tutti
ciao a tutti
Ele ho letto qualke tuo commento anche io mi sento come te quando sono in compagnia delle mie amiche loro sono avanti ed io indietro e mi sento sempre molto inferiore. tutto questo perchè i miei non mi permettono di vivere in pace. Io sono quella diversa da tutti, io non posso fare determinate cose, la sera non posso uscire sono stufa di vivere cosi. ormai sono giorni che litigo con loro per avere piu libertà ma niente la loro mente è bigotta e rimarrà per sempre cosi; sono giorni che piango non c’è la faccio piu a piangere, sno stanca! ho capito bene com’è il mio carattere sono molto permalosa e qualke volta lunatica e in me c’è un pizzico di egoismo, questa cosa mi ha “traumatizzato” non credevo di essere cosi, non volevo esserlo.
sento di non avere un futuro!