Il suicidio
di
beppino
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Se T. e N. abbiano lasciato un biglietto non lo so. Se l’ho saputo l’ho rimosso. Conosco però il percorso di N., quella mattina, perché me lo hanno raccontato. Quello che aveva dentro no, non posso saperlo.
Mi ricordo il sorriso di T.
Mi ricordo, anni dopo, F. che apre davanti a me il libro di poesie che ha scritto. Lo sfoglio, ne leggo qualcuna. Mi fermo su una. Non parla di T., non lo nomina, non nomina neppure la morte. Ma entrambi sappiamo di cosa sta parlando.
Mi ricordo di essere andata in casa dei genitori di T., il giorno dopo che era successo. Il realtà mi restano dei flash, anche di parole, delle sensazioni più che delle immagini in successione logica. Non se ne andranno mai. Come il suo sorriso.
Mi ricordo il sorriso della ragazza dell’università, che mi parla davanti alla macchinetta del caffé. I suoi capelli biondi, gli occhiali, la sua voce gentile.
“Eravamo in gita insieme l’anno scorso, ti ricordi?”, mi dice.
Io non mi ricordo di lei, ma non perché lei sia una che passi inosservata. Lei ovviamente non ha assolutamente nulla che non va.
Anzi, mi piace la sua voce gentile, mi piace la dolcezza che comunica.
Non mi ricordo di lei perché in quella gita io stavo male. Lei si ricorda di me perché io sono un’estroversa. Avevo un pugno nello stomaco di panico in tutti quei giorni, ma lei non lo sa. Avevo chiamato mio padre disperata. Mi aveva detto: resisti, mica posso venire a prenderti con un elicottero.
Era vero. Allora io giravo con quel panico soffocante, terrificante, cercando di resistere. E intanto mi difendevo come potevo, tirando fuori la mia parte estroversa per non sentire il rumore dentro.
Anche di ciò che mi aveva causato, poco prima di partire, quel malessere così pesante.
Quando lei è morta, buttandosi giù dalla finestra dopo un trenta e lode, mi sono chiesta una cosa che mi chiederò sempre:
l’ha fatta soffrire sentirsi dire che non mi ricordavo di lei?
So di non essere stata la causa della sua morte, non sono così egocentrica. So che ognuno dice quello che sente e che se lei mi avesse detto: io sto male, non mi sarei voltata dall’altra parte.
So che non mi sono voltata dall’altra parte neanche in quella breve conversazione.
so che ero solo l’estranea con cui aveva condiviso una gita del cavolo, con più ore di pullmann sotto la neve, quasi due giorni per andare e tornare, e una breve permanenza senza senso.
So che era la sua vita, la sua morte.
So che sono stata solo una comparsa.
Però, se da comparsa, l’ho fatta soffrire anche solo un istante dicendole che non mi ricordavo di lei, seppure continuando a parlarle dopo davanti alla macchinetta del caffè e guardandola negli occhi, mi dispiace lo stesso.
Qualsiasi siano state le ragioni per cui ha scelto, quel giorno, poi, tempo dopo, di non essere più.
Piccola LUNA…..
Un bacino 🙂
EME: a te, stelin 🙂
Le persone a cui gli va tutto bene e deridono quelli piu sfortunati di loro mi danno un fastidio che non puoi immaginare.
Caro beppino, se vuoi suicidarti ci sono milioni di modi, ma NON ti consiglio di farlo. La vita è una e merita di essere vissuta. Abbiamo tutti dei problemi, se tutti ricorriamo al suicidio poi affolliamo troppo i cimiteri. A parte gli scherzi, ad ogni problema c’è una soluzione e tutto si può risolvere, non è necessario il suicidio. Pertanto se lo farai sarà e rimarrà sempre una scelta tua, non usare la scusa che la vita è dura.
Ora, per prima cosa dovresti cambiare i tuoi pensieri, a leggere quello che hai scritto si vede solo negatività.
Poi se spieghi meglio il tuo problema, magari si può far qualcosa di più concreto del semplice suggerirti di cambiare i tuoi pensieri. Così non saprei cos’altro consigliarti.
Cambiare i pensieri non si fa da un giorno all’altro e per farlo c’è bisogno di almeno un amico che ti stia accanto e ti aiuti nelle difficoltà.
@ELENA: ciao, ci sono passata anch’io nel momento in cui si acquista la consapevolezza di essere diversi da quello che intimamente si crede, si vede negli occhi degli altri come questi ci considerano e ci si domanda.. ma allora io sono come mi vedono gli altri? però è un discorso pericoloso.. nel senso che se poi tra questi altri c’è qualcuno di cui hai più considerazione e questo qualcuno ti descrive in un modo che tu proprio non ti ci ritrovi.. allora dove sta la verità? in quello che sentiamo di essere, o in quello che gli altri ci dicono che siamo?
…. ma com’è che stamattina ho questi pensieri?
sono stata due giorni a piangere ininterrottamente, lun e mart, mi sono ridotta uno schifo. guardandomi dall’esterno mi sono detta: guarda che livello infimo sei capace di raggiungere.. poi ieri mi sono un pò ripresa, mi sono impegnata a non stare male, a scacciare i pensieri neri, a distrarmi. ma non sempre ci riesco, se no sarebbe facile farlo ogni giorno.. ieri è andata bene. oggi non so, per ora mi reggo sulle gambe malferme. ho scritto una mail alla mia psi, forse sto provando a tendere una mano.. ma sono così rozza nel chiedere aiuto e così intransigente quando non mi si da come e quando voglio io. che carattere..
vi sento vicino, grazie EME, LUNA, MARINA, grazie davvero a tutti.
@ Ele non è che tu hai un carattere intrasiggente,è che noi siamo così.. permalosi ,vogliamo tutto e subito.Piangere fà parte di noi è uno sfogo continuo che al momento sembra che ci liberi da tutto ,ma non è così ,ci riduciamo stracci e forse un pò ci piace .Ci guardiamo allo specchio e vediamo quello che noi vogliamo vedere,una schifezza!!Io vedevo una larva umana e per questo non mi specchiavo più,mi piaceva come ero diventata.Hai fatto bene a mandare una mail alla psi ,ricominciare è dura molto dura ,ma non avere fretta ,piano piano ti rimetterai in careggiata .Il peggior nemico è la Fretta di stare bene e uscire subito dall’incubo in cui sei ricaduta.Come si dice la pazienza è la virtù dei forti. 🙂 Ciao Elena 🙂 Eme Marquito Luna un bacioneeeeeeee 🙂
MARINA: a teeeeeeeee stelin 😀
@piano piano ti rimetterai in careggiata .Il peggior nemico è la Fretta di stare bene e uscire subito dall’incubo in cui sei ricaduta.Come si dice la pazienza è la virtù dei forti. 🙂
😀 sono d’accordo 😀
a volte poi quando stai meglio/bene, in sintesi percepisci nuovamente un equilibrio, ti guardi indietro e capisci che quell’apparentemente infinitesimale passo (che è costato all’epoca però molta molta fatica) è stato il semino-ino per far crescere la pianta di una rinascita 🙂 e anche di una crescita interiore che sentirai importante.
che poi ci sono cose che hanno forza, valgono, dentro di noi anche proprio perché si costruiscono mattoncino dopo mattoncino 🙂
danno proprio in questo la sensazione di fondamenta più solide 🙂
un grande bacio, ELE 🙂
(nessuno è al 100 per cento 365 giorni all’anno, no?)
IDEM…. l scelta migliore e più razionale che esista per me!!!!! Per ora mi accompagna il dolce pensiero che ce la farò e finalmente non dovrò più subire tutto questo dolore!!!!