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Il suicidio

di beppino
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14.953 commenti

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  • 9001
    Buck -

    Ho passato quella che sarà la mia ultima pasqua da solo.Il telefono non ha mai squillato ( temevo l’improvvidenza di mio fratello , ma ha capito).Credevo peggio. La solitudine si sta rivelando una cosa buona , e non troppo difficile da maneggiare.

  • 9002
    marina -

    Buk, non parlare così ,mi dispiace che neanche tuo fratello ti abbia telefonato,ma questo è dipeso da te ,Tu hai voluto la solitudine ,tu hai voluto che gli altri si allontanassero a come mi è sembrato nei tuoi post.Sai si può essre da soli anche in mezzo a tanta gente.La solitudine non è mai una cosa bella (infatti ti è dispiaciuto che tuo fratello ecc..)Le mie sono parole semplice ma vissute in tutto e per tutto cerca di amarti ,il nostro peggiore nemico siamo noi stessi ,impare a convire con te e poi con gli altri .Tutti abbiamo bisogno di qualcuno a cui aggrapparci ,ciao Buk

  • 9003
    Elena -

    xkè è tutto cosi difficile?! non riesco.. 🙁

  • 9004
    tracy -

    Anche io ho festeggiato per conto mio almeno non ho dovuto fare quei pranzi infiniti di tutto il giorno… e poi ho giocato al computer tranquilla.Comunque almeno 3 amici li ho per ora.e per me sono molto importanti. forse è vero che tutti abbiamo bisogno degli amici..

  • 9005
    Stregatto -

    La vita è una cosa bellissima. Il solo fatto di essere vivo. Il solo fatto di sentire il sangue scorrere nelle vene. E anche il dolore che mi schiaccia a volte a terra fino a farmi soffocare mi ricorda che c’è sempre tanto da scoprire e da vedere sia nel bene che nel male. E che se anche siamo liberi di farlo, è un peccato buttarci via ancora prima di essersi messi nuovamente in gioco.
    (Solo un pensiero :D)

  • 9006
    Beppino -

    Neanch’io ce la faccio.
    A casa i miei sono continuamente stanchi e tesi: non lo sopporto più. Mi danno ordini come se fossi un bambino di tre anni. Sto lì lì per scoppiare. Ho bisogno di PACE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Altrimenti non so cosa sarei capace di fare…per procurarmela questa pace. Vorrei a tutti i costi provare altro che tensione, collera, ribollimento interiore, rabbia!
    Aiuto! Portatemi via da questa casa soffocante………………..Purtroppo io incasso tutto, non dico niente…e assorbo tutte le tensione familiari…ma proprio ora non ne posso più. Ho voglia di andare in ospedale, di scappare, di andare a vivere altrove con il mio cane. Qui per un depresso è l’inferno.

  • 9007
    buck -

    Marina , io non ho scritto : neanche mio fratello ( ci sentivamo due volte all’ anno , riuscendo a litigare 3 volte). La interpretazione giusta è … per fortuna mio fratello ha capito la situazione e non ha telefonato. Mi complimento con me stesso per come sto gestendo la solitudine. comunque , invece di occuparvi di un vecchio (io)in via di dismissione dalla vita , state vicini ad Elena

    Stregatto: la vita non è bellissima per tutti ; è un peccato buttarla via vale per molti , ma non per tutti ; il peccato è solo per i Credenti

  • 9008
    LUNA -

    BEPPINO: non c’è proprio nulla di concreto che puoi fare o incominciare a fare per allontanarti da quella situazione?
    Alle volte le soluzioni ci sono e non riusciamo a vederle.
    Te lo dico non per dire facili luoghi comuni, ma perché a me è successo. Di vedere una soluzione, momentanea che fosse, che non credevo fosse possibile.
    Mi dispiace che stai male e per le sensazioni che provi.

    BUCK: ciao 🙂 no, Buck, non è che Marina ha letto le cose sbagliate, ha letto tra le righe, forse perché le è capitato di sentirsi nella tua posizione. A me sì. Forse ci ha letto anche l’impotenza di chi vorrebbe raggiungerti ma rispetta, a malincuore, il fatto che una persona adulta dica: non raggiungetemi.
    Ed è molto difficile capire se una persona chiede in realtà di essere raggiunta tantopiù se non ne è consapevole in prima persona.
    E’ molto difficile interfacciarsi con il libero arbitrio delle persone che stanno male. Lo dico da persona che stava male e da persona che ha avuto a che fare con chi è stato male.
    Ovviamente non voglio permettermi di dire che tu non ti complimenti con te stesso davvero per come gestisci la solitudine. Nel tuo progetto di abbandono questo probabilmente ha un grande significato di stoicità. Ma forse anche di bisogno di controllo sulle emozioni e il circostante. Dire: io non ho bisogno di nessuno e se non c’è nessuno è perché io l’ho scelto, che non ci sia nessuno, significa anche non lasciarsi andare al fatto che le persone, a loro volta dotate di libero arbitrio e di capacità di errore oltre che di empatia, possono esserci o non esserci nel momento sbagliato, possono gratificarci o ferirci, anche involontariamente. Possono, avvicinandosi e poi andando via, provocarci uno sconquasso, cosa che tu non senti forse di poter affrontare, perché sei già sofferente. Naturalmente non sono nella tua testa e nel tuo cuore e quindi le mie sono solo ipotesi, rifacendomi a quando io sceglievo la solitudine, e facevo discorsi come i tuoi.
    Non sei un vecchio, e se permetti come tu hai il libero arbitrio di dirti che sei vecchio e che sei contento di come stai scomparendo io ho il libero arbitrio, dentro di me, di preoccuparmi per chi mi pare e di non pensare che se Elena sparisce mi dispiace e se sparisci tu pazienza, tanto…
    Non posso controllare cosa farete della vostra vita o non vita, e ho il massimo rispetto per la sofferenza interiore, come ho già detto ho avuto degli amici suicidi e anche un suicidio in famiglia (ecco, forse questo non l’avevo mai detto) anche se diversi anni prima che io nascessi e l’ho saputo dopo molti anni e non giudico chi ha compiuto un gesto estremo, come non lo ha giudicato chi, in famiglia, mi ha riportato quel gesto di un congiunto. Anche se ho capito in seguito perché mia madre faceva certi discorsi, che non erano giudicanti, ma che servivano a proteggere lei dal fatto di aver conosciuto da vicino un suicidio quando era piccola e di aver visto il dolore e lo sgomento di chi stava intorno.

  • 9009
    LUNA -

    Non giudico, BUCK, e penso che della tua vita o non vita puoi fare quello che vuoi, ma non avrai da me discorsi tipo: ti capisco e quindi mi sembra un’ottima idea che ti ammazzi.
    Penso che sia terrificante stare così male da pensare di andarsene per non soffrire.
    E penso che non avendoti davanti non so quanto tu veramente non abbia possibilità di stare meglio e quanto invece tu stia usando il tuo carattere forte e caparbio contro te stesso.
    Anche se ti avessi davanti non cambierebbe nulla, nel senso che sapresti tu per te.
    Ma il fatto che non vuoi che nessuno ti veda e ti stia vicino, oltre che per un fatto di dignità, perché tu detesti come stai e ti vedi, mi fa temere che sia anche perché temi che gli altri possano vedere ciò che tu non vedi più.
    Non ha nessuna importanza quanti anni ha una persona quando ha dei pensieri come i tuoi, una persona che ha dei pensieri come i tuoi comunque si sente limitato e in un labirinto, qualsiasi siano le ragioni per cui pensa al suicidio. Ed è ovvio che non è da fuori che si possa giudicare cosa è grave o no per chi vive le sue esperienze, i suoi dolori fisici o emotivi o morali, perché per chi le prova sono gravi, destabilizzanti, e portano all’implosione.
    Però continuo a pensare che non stai curando la tua depressione, chiamandola razionalità. E non ti dai nemmeno la possibilità di vedere quale sia il confine tra depressione e razionalità.
    Questa è solo la mia opinione.
    Non esiste solo il peccato in senso cattolico. o meglio non credo che stragatto esprimesse un concetto cattolico, di colpa.
    Come ho già detto non giudico il fatto che persone che conosco si siano uccise, ma penso che sia un peccato, sì, che non abbiamo potuto rimettersi in gioco. E lo dico anche per coloro che conosco che invece sono riusciti a superare una fase a rischio di suicidio concreto e sono riuscite a rimettersi in gioco.
    BUCK, io penso che possano esistere cose nella vita che gli esseri umani si sentono realmente in grado di non sopportare. Per cui sentire il sangue nelle vene appare come un supplizio. E quando vedo persone che ci sono riuscite, a continuare a vivere, ad esserci lo stesso, e veramente, a uscire dal tunnel, mi domando come abbiano fatto. Non nel senso che penso che non sia possibile, ma nel senso che non credo che sia scontato che ce l’abbiano fatta. Per niente. Penso che hanno combatutto una dura battaglia, che solo loro possono sapere quanto sia stata grande e lacerante mentre stavano combattendo. In quei campi di battaglia c’è chi torna a casa e chi perisce, ho conosciuto chi è tornato e chi non è tornato, ma, BUCK, permettimi di dirti che io sarei contenta se tu riuscissi a tornare a casa. Un abbraccio.

  • 9010
    Beppino -

    LUNA,

    Ti spiego la situazione: per tre anni sono rimasto a Parigi per via degli studi. Tornavo a casa solo al fine settimana. Poi ho insegnato l’italiano alle scuole medie ( l’anno scorso ) e mentre facevo il professore vivevo a casa con i miei. Alla fine dell’anno scorso, ho tentato il suicidio. Ero esausto. Sono finito all’ospedale e mi è stata diagnosticata una depressione. Quest’anno sono quindi DISOCCUPATO, e incapace per ora di lavorare a causa della depressione. Non guadagno soldi dunque non posso lasciare la casa.
    Stamattina non ho fatto colazione insieme al babbo perché era troppo teso. Ho aspettato che venga mia madre e ho fatto colazione con lei…

    Ma il fatto ch’io viva con i miei…è un problema: mi danno ordini come se fossi un bambino di tre anni. ” fa’ prima quello che c’è da fare e poi ti puoi distendere! ” . L’ho sentito due volte in due giorni, ieri ed oggi. Ma questo lo si dice ad un adolescente…e non a un giovanotto di ventisette anni!!!! Però perché mia madre parli in questo modo…ci deve essere un motivo: agisco come un adolescente perché vivo con i miei e mi “coccolano” fin troppo, quindi non posso trovare la maturità giusta, quella che corrisponde alla mia età.
    Mi fa soffrire. In fondo, ragiono come un uomo…Per tre anni sono vissuto da independente, andavo a fare la spesa da solo, ecc…Senti, quando vado a comprare vestiti, mia madre mi accompagna ancora! A ventisette anni!!! Che vergogna!
    Ma siccome non lavoro…non posso essere autonomo, e quindi…mi rinchiudo in camera, cercando aiuto perché non è possibile vivere in un’atmosfera così tesa. I miei sono SEMPRE stanchi…mia madre ha mal di schiena da tre anni…e mio padre lavora fin troppo. Immagina quello che devo sopportare oltre alla depressione…
    Vorrei tornare in ospedale.

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